L’ONU e l’OMS ringraziano la Chiesa per l’impegno contro l’HIV in Africa

Verso fine maggio 2012 si è svolto in Vaticano il Convegno internazionale sul tema “La Centralità della persona nella prevenzione e nel trattamento dell’Hiv/Aids: esplorando le nuove frontiere”. All’appuntamento, aperto dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha partecipato anche Michael Sidibé, segretario generale aggiunto dell’Onu e direttore esecutivo di UnAids, il quale ha risposto in un’intervista per Radio Vaticana ad una domanda in cui gli sono state sottoposte le critiche che talvolta la Chiesa cattolica riceve per la sua posizione contraria al condom come “panacea di tutti i mali”, e che molti scambiano come un inno alla diffusione dell’HIV tra gli africani.

Sibidé ha risposto: «io penso che vi siano ambiti molto vasti sui quali siamo in accordo: non abbiamo che qualche disaccordo. Credo che la Chiesa cattolica faccia uno sforzo enorme per battersi contro la stigmatizzazione, la discriminazione ecc. I servizi comunitari che esistono – i più decentralizzati – sono i servizi che raggiungono le famiglie e che permettono loro di avere accesso alle informazioni per proteggersi e contribuiscono anche – giustamente – a consolidare questo concetto di famiglia, che è indispensabile ancor di più se ci si trova in situazione di povertà».

Continui, d’altra parte, sono gli appelli di Papa Benedetto XVI perché ai malati di Aids vengano concesse cure gratuite, come ha chiesto diverse volte anche il card. Tarcisio Bertone. Concreto è l’impegno dei cattolici in Africa, come dimostra la recente premiazione da parte dello University College di Cork, e in precedenza dall’Università di Harvard, di Suor Miriam Duggan, autrice di un innovativo ed efficace programma di lotta all’epidemia dell’HIV realizzato in Uganda (senza l’uso del condom). Abbiamo anche ricordato come nei Paesi africani a maggioranza cattolica vi sia un più basso tasso di AIDS.

In un’altra occasione, mons. José L. Redrado Marchite, Segretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari ha ricordato che «in molte regioni dell’Africa subsahariana, in particolare nelle zone più remote e dove il reddito medio è particolarmente basso, gli unici a fornire le terapie antiretrovirali e ad intervenire in favore delle vittime indirette sono proprio i dispensari ed i presidi medici appartenenti a congregazioni, ordini ed istituti religiosi nonché ad alcune ong di matrice cristiana».

Tutto questo è stato confermato durante un incontro, intitolato  “HIV, l’epidemia dimenticata”, svoltosi all’interno del “Meeting per l’amicizia dei popoli”, la nota kermesse riminese, a cui hanno partecipato diverse figure di grande prestigio internazionale, dedicate a questa terribile piaga. Come si può osservare dal filmato qui sotto, si è a lungo parlato di AIDS e della situazione africana. In particolare il dott. Carlo Federico Perno, Docente di Virologia all’Università di Roma Tor Vergata, ha ribadito l’estrema necessità di combattere questa dura lotta attraverso il cambiamento dei comportamenti sessuali e non tanto con l’utilizzo e la massiccia distribuzione di soluzioni tecniche, come aveva già ribadito in precedenza. Verso la fine dell’incontro i relatori hanno anche affrontato il contributo della Chiesa cattolica, attraverso le cosiddette “Faith based organization”.

Il dott. Alberto Piatti, Segretario Generale della Fondazione AVSI e moderatore dell’incontro, ha citato alcuni dati, rivelando che l’accesso ai servizi primari sanitari in Africa, per più del 50% è garantito da ospedali missionari, e nonostante questo il “Fondo globale” per le malattie ha erogato fino a oggi, dal 2002, soltanto 541 milioni di dollari alle “Faith based organization”, su un totale di 22,6 miliardi di dollari erogati complessivamente. Paul De Lay, direttore esecutivo di UNAIDS (il programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV), ha spiegato di collaborare anche con la Caritas, affermando: «le comunità confessionali e la religione hanno un ruolo importantissimo oltre l’erogazione dei servizi, rappresentano la fonte di tanta prevenzione, assistenza e servizi di supporto. Credo sia importante sottolineare questi ruoli della religione nella vita di questa gente che viene toccata dall’epidemia». Inoltre, ha continuato, queste organizzazioni «hanno un ruolo importantissimo nel ridurre lo stigma e la discriminazione». L’AIDS, infatti, non è soltanto un problema di salute, non si può trattarlo soltanto come un problema sanitario, «e qui entra in gioco anche la fede e le organizzazioni religiose, infatti i modelli di trattamento basati sulla comunità sono molto più efficaci di quelli basati soltanto su un approccio puramente sanitario».

Anche il Direttore regionale per l’Africa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, Luis Gomes Sambo, ha dedicato parole nel suo intervento per «riconoscere ed apprezzare fortemente il ruolo e l’impegno del “Consiglio Pontifico degli operatori sanitari” del Vaticano e tutta la loro rete di strutture sanitarie presenti in Africa, riescono infatti a svolgere dei servizi preventivi e di trattamento per l’HIV e sopratutto mostrano compassione per coloro che sono colpiti e soffrono». Ma perché tutto questo impegno da parte dei cattolici, si è domandato il dott. Piatti concludendo l’incontro. Perché «desideriamo rispondere al bisogno di queste persone fino in fondo, riconoscendo in loro, come in noi stessi, “l’innata dignità” -citando le parole del Papa- dovuta dal rapporto con il Creatore».

 

Qui sotto il video dell’incontro: “HIV, l’epidemia dimenticata”

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130 commenti a L’ONU e l’OMS ringraziano la Chiesa per l’impegno contro l’HIV in Africa

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  1. Fatto sicuramente positivo, ma credo comunque che la Chiesa non sappia che farsene dei ringraziamenti di un’organizzazione che promuove l’aborto in giro per il mondo e che ultimamente ha cominciato ad avanzare l’idea che invece le cosiddette ruote degli esposti violerebbero i diritti del bambino…

    • Leon ha detto in risposta a Francesco Santoni

      Già,come se nascere non fosse un diritto dell’umanità.Come se essere nato non fosse un mio diritto,come se qualcuno,chiunque sia, potesse avere l’arroganza di privarmelo nel bene e nel male.

    • Piero ha detto in risposta a Francesco Santoni

      Intanto sono riusciti a bocciare la legge 40.

      • Larry SFX ha detto in risposta a Piero

        legge 40?

      • Antonio72 ha detto in risposta a Piero

        Si è vero, Piero ha ragione, l’ho sentito al telegiornale. Pare che l’Europa abbia bocciato il divieto alla diagnosi preimpianto prescritto dalla legge 40, dichiarandolo incoerente. La corte di giustizia europea ha anche imposto una multa allo Stato italiano di quindicimila euro quale risarcimento morale ai coniugi italiani che avevano presentato ricorso, in quanto portatori di un male genetico incurabile e letale.

        • Piero ha detto in risposta a Francesco Santoni

          Speriamo allora che questo possa essere usato come grimaldello per cominciare a scardinare la 194.
          Forse non tutti i mali vengono per nuocere.

        • Antonio72 ha detto in risposta a Francesco Santoni

          Articolo interessante. Tuttavia si paragona ciò che non è confrontabile:
          la fibrosi cistica non è la sindrome di down visto che rappresenta (cito da Wiki) “la malattia genetica ereditaria mortale più comune nella popolazione caucasica”. L’eventuale feto era quindi condannato ad un’immane sofferenza, prima, ed alla morte, dopo. Inoltre ritengo disumano mettersi a fare accademia scientifica e filosofica sulle sofferenze reali di una famiglia colpita da una malattia ereditaria così grave, forse la più grave in assoluto. Se questa è veramente la volontà di Dio, comincio ad avere seri dubbi che Esso abbia un volto umano.

          • Piero ha detto in risposta a Antonio72

            Se questa è veramente la volontà di Dio, comincio ad avere seri dubbi che Esso abbia un volto umano.

            E questo conferma ancora una volta i miei dubbi su Antonio, ma poi tutti mi massacrano qua perche’ ho “modi poco posati”.

            E adottare no eh? Troppo difficile?
            Non sara’ anche un egoismo volere un figlio a tutti i costi?

            • Antonio72 ha detto in risposta a Piero

              No, è esattamente il contrario. Per me questa non può essere la volontà di Dio.
              Ma come? Nell’altro blog si diceva che il sesso non può essere mai slegato dalla finalità procreativa e qui invece si dice che volere un figlio a tutti i costi è egosimo allo stato puro. Partendo dall’ovvia considerazione che una coppia sterile per sua natura non potrà mai vivere il sesso avendo in vista il fine procreativo, ovvero Dio ha voluto così per alcuni, ma per tutti gli altri vale la regola generale, ti faccio una domanda. Perchè Dio avrebbe consentito all’uomo di scovare metodi per limitare o anullare le proprie sofferenze (perchè di sofferenza trattasi) per poi privargli a priori la possibilità di sfruttarli? Tutto ciò, se fosse riportato pari pari nel mondo umano, si potrebbe chiamare sadismo.

              • Giancarlo ha detto in risposta a Antonio72

                Caro Antonio72, hai ragione quando dici che la fibrosi cistica non può esistere per volontà di Dio. Tuttavia Dio non ha impedito che esista la fibrosi cistica; per questo motivo alcune persone ne soffrono fino a morirne. Meglio ucciderle prima che nascano? Se scarti un embrione portatore di fibrosi cistica, uccidi una persona. Neanche uccidere embrioni è volontà di Dio. Puoi starne certo.

                • Antonio72 ha detto in risposta a Giancarlo

                  Caro Giancarlo

                  Non considero l’embrione una persona, questo è quanto.
                  D’altronde non è una novità dell’ultima ora.
                  Ritengo immorale, sì proprio immorale, allambiccarsi in astratte discussioni filosofiche o teologiche sullo status embrionale in situazioni del genere, al fine di obbligare una coppia a procreare un figlio che molto probabilmente sarebbe condannato ad un’atroce malattia e quindi ad una vita (breve) di immani sofferenze, quando è possibile evitarlo.
                  Da qualunque parte si veda la cosa, sia dal punto di vista del concepito che da quello dei coniugi, è disumano solo pensare ad un’eventualità del genere. Ma forse il vero cristiano non deve mettersi nei panni dei più deboli e sofferenti, ma solo attenersi alle scrupolose e dettagliate prescrizioni imposte dal magistero, il cui fine pare sia solo quello di rendere coerente una filosofia di vita che ho appena dimostrato essere contraddittoria, o come direbbe qualcuno, che fa acqua da tutte le parti.
                  Pensare da cristiano significa mettersi nei panni di quei genitori i quali, legittimamente e naturalmente, aspirano a concepire un figlio sano. Procreare un figlio affetto da una malattia gravemente invalidante con alta probabilità di morte precoce, essendo coscienti di questa eventualità, ovvero sapendolo sin dall’inizio, è qualcosa di mostruoso. Non oso quasi pensarci. Come è mostruoso volergli impedire di procreare. Se Dio non ha voluto la malformazione genetica significa in un certo senso che Dio non vuole che l’uomo sopporti sofferenze oltre il limite di sopportazione umana. Se invece lo vuole, come già detto, l’uomo è immagine e somiglianza di Dio come una marmotta lo è di una giraffa.

                  • Giancarlo ha detto in risposta a Antonio72

                    Naturalmente, se parti dalla premessa che l’embrione non è persona, allora tutto quello che dici si può accettare. Anzi, secondo me, se l’embrione non è persona, si può anche vendere. Se ne può fare tutto quello che si vuole: lo si può usare per la ricerca, o per la terapia delle malattie; lo si può clonare all’infinito e farci esperimenti; lo si può abortire e gettare come un qualunque rifiuto medico ospedaliero; o, semplicemente, dopo averlo concepito in provetta, cioè al di fuori di ogni legge naturale, lo si può scartare e gettare. Tutto questo se l’essere umano allo stadio embrionale non è persona. Ma se non vogliamo esseri umani di serie A (persone) ed esseri umani di serie B (non ancora persone), allora dobbiamo accettare che l’essere umano è sempre persona, anche allo stadio embrionale.

                    “Pensare da cristiano significa mettersi nei panni di quei genitori i quali, legittimamente e naturalmente, aspirano a concepire un figlio sano.”. Giusto. Ma significa anche essere consapevoli che esiste il male e che non è lecito commettere un male per evitare un altro male.

                    “Procreare un figlio affetto da una malattia gravemente invalidante con alta probabilità di morte precoce, essendo coscienti di questa eventualità, ovvero sapendolo sin dall’inizio, è qualcosa di mostruoso.”. Falso. Decidere di accettare il rischio di avere un figlio con la fibrosi cistica significa far vincere l’amore sulla paura e sull’egoismo. Non ho mai sentito una persona, per quanto colpita dalla sciagura, affermare che avrebbe preferito non nascere.

                    “Come è mostruoso volergli impedire di procreare.”. Nessuno vuole impedire di procreare. I cattolici sono contro la fabbricazione di esseri umani, aventi certi requisiti, su ordinazione; come se si trattasse di ordinare un genere di consumo.

                    “Se Dio non ha voluto la malformazione genetica significa in un certo senso che Dio non vuole che l’uomo sopporti sofferenze oltre il limite di sopportazione umana.”. Il limite della sopportazione umana è la morte; Dio non ha voluto risparmiarci la morte, né tutto il male che viene prima. Parli di un dio che esiste solo nella tua mente. Dio non vuole il male, né, tantomeno, ha creato il male. Il male esiste come conseguenza della libera scelta delle creature.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Giancarlo

                      Parto dalla contraddizione sul fondo che mi spinge a domandarti come possa essere il male della fibrosi cistica essere conseguenza di una libera scelta dell’uomo. Anzi nel caso specifico questa libera scelta vuole evitarlo, il male.
                      Consentire la diagnosi preiimpianto nel caso di malattie genetiche ereditarie che portano a malformazioni gravi non c’entra nulla con l’eugenetica o con la manipolazione per fini di ricerca scientifica, anche se sono più possibilista per gli scopi terapeutici.
                      Infine Dio ci ha anche dotato di raziocinio per difendersi dal male gratuito ed ingiusto, almeno dal punto di vista del soggetto colpito, ovvero frutto della cieca casualità naturale. Accettare con fatalità quest’ultima e respingere il primo a priori significa adottare un approccio irrazionale, oltre che disumano.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Giancarlo

                      Anche la convinzione che non si possa compiere il male per evitare un altro male è opinabile, perchè in questo caso l’uomo dovrebbe conoscere il bene. In realtà l’uomo molto spesso è costretto a scegliere il male minore, che talvolta definisce bene, oppure accettare un male subito per ottenere un bene futuro che possa riscattarlo abbondantemente. E non mi pare il caso, perchè non esiste nessun riscatto per i genitori né per i figlio affetto dalla malformazione, né in questo mondo e neanche in quell’altro. A meno di non avanzare l’ardita teoria che la fibrosi cistica sia una prova voluta da Dio per sfibrare la volontà umana. In questo caso se il riscatto della sofferenza è l’amore, allora l’amore dei genitori che accettano la tragica fatalità pur potendola evitare, si innalza anche sullo stesso amore che Dio ha nei loro confronti. E ciò è evidentemente impossibile.

                    • Giancarlo ha detto in risposta a Giancarlo

                      Guarda, mi sembra inutile proseguire. Tu consideri l’embrione una cosa, io so che è una persona. Quello che è scientificamente certo è che è un essere umano. Se poi non è persona, allora devi spiegarmi quando lo diventa e perché. E poi devi anche dirmi quali altri esseri umani non sono persone. I dementi sono persone? Quanto quoziente intellettivo occorre per essere persona? Ed i malati di Alzhaimer lo sono? Fino a quando? I negri sono persone? Le donne sono persone? I bambini appena nati sono persone? I drogati e tutte le persone in qualunque modo tossicodipendenti, che hanno perso l’esercizio del libero arbitrio e della volontà, sono persone? Quali sono i requisiti necessari per poter essere annoverati tra le persone? Ma soprattutto, chi lo stabilisce che tu sei persona ed io no?

                  • Piero ha detto in risposta a Antonio72

                    Ritengo immorale, sì proprio immorale, allambiccarsi in astratte discussioni filosofiche o teologiche

                    Il che, detto da te, assume connotazioni quasi grottesche…

      • lorenzo ha detto in risposta a Piero

        http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/08/28/PROCREAZIONE-CORTE-STRASBURGO-BOCCIA-LEGGE-40_7387299.html
        Quello che per ora si sa della motivazione è che si tratta di un problema di “incoerenza” del sistema legislativo italiano: mentre infatti la legge 194 autorizza la diagnosi fetale e l’eventuale successiva soppressione di quelli affetti da fibrosi cistica, la legge 40 nega la diagnosi preimpianto.
        Non è la legge 40 che viene bocciata: è la capacita di legiferare con coerenza dei politici italiani.

        • Piero ha detto in risposta a lorenzo

          e infatti a questo mi riferivo.
          Speriamo che sia la scusa per poter modificare la 194.
          Ma con questo governo di massoni, sostenuto dai Grandi Predatori, non ci credo neanche un po’.
          Ma la speranza e’ l’ultima a morire.

          • Roberto crociera ha detto in risposta a Piero

            pensa che colmo per te sono massoni banchieri avidi approfittatori per gli altri (Kompagnucci antikattolici) invece sono dei bacia pile che incontrano il papa 1 volta al mese per ricevere ordini…

            bah… mishhhhtero

        • Antonio72 ha detto in risposta a lorenzo

          Dimentichi che la legge 40 non è nuova a queste situazioni: pare che sia già stata ritoccata quattordici volte a colpi di sentenze.

          • Piero ha detto in risposta a Antonio72

            sia già stata ritoccata quattordici volte a colpi di sentenze

            E’ proprio questo il guaio.

          • lorenzo ha detto in risposta a Antonio72

            Potere legislativo incapace di legiferare correttamente, potere esecutivo asservito all’UE e potere giudiziario che modifica le leggi in base agli umori etici del giudice di turno: sarebbe questo lo stato di diritto?

            • Antonio72 ha detto in risposta a lorenzo

              La Corte europea, sollecitata sulla questione, ha rintracciato un’incoerenza legislativa innegabile a prescindere da qualsiasi valutazione etica. Mi sono limitato a sottolineare che non è la prima volta per la legge 40, mentre non mi risulta qualcosa del genere per la molto più vecchia legge 194. La deduzione ovvia è che la prima legge sia peggiore dell’ultima, a meno di non credere ad un complotto internazionale che vuole indebolire la Chiesa, all’incirca come la diffusione del condom per combattere l’Aids. Tra l’altro mi pare che una volta il Papa abbia manifestato un’apertura sull’uso del preservativo. Ma forse era solo un sogno.

              • Piero ha detto in risposta a Antonio72

                La deduzione ovvia è che la prima legge sia peggiore dell’ultima, a meno di non credere ad un complotto internazionale che vuole indebolire la Chiesa, all’incirca come la diffusione del condom per combattere l’Aids.

                Che ci sia un complotto internazionale che vuole indebolire la Chiesa e’ il cosiddetto “segreto di Pulcinella“, e sono almeno 100 anni che c’e’ ed e’ sotto gli occhi di tutti.
                E non e’ neppure segreto, visto che e’ palese.
                Continuato, con altri mezzi, attraverso quel mostro che e’ diventata l’Unione Europea.

                La deduzione ancora piu’ ovvia e’ che la prima, la 194 risponda pienamente alle esigenze dei “complottisti”, mentre la 40 certamente no.
                Non hai filosofeggiato abbastanza su questo?
                In ogni caso, solo chi ha gli occhi completamente foderati di prosciutto puo’ ignorare chi o cosa negli ultimi 20 anni abbia supplito alla debolezza della politica, o meglio, abbia cercato di sovrapporsi e sostituirvisi. Visto che in parlamento non sarebbe (forse, mai sottovalutare gli ex post DC) passato niente del genere, si e’ pensato bene di “supplire” a questo potere degenere che non vuole piegarsi ai voleri del Grande Capitale.
                Un po’ come e’ successo con il golpe l’anno scorso.
                Guarda caso, anche negli Stati Uniti la legislazione a favore dei “matrimoni” gay si e’ avuta solo con l’indebito intrufolamento della magistratura.
                Googolare “Transparency International” per avere una chiave di lettura diversa degli ultimi 20 anni.
                E leggere qualcosa di Ida Magli.
                La Magli, come dice giustamente Pennetta, dice che i complotti li fa chi non e’ al potere. Questi sono gia’ al potere. Si deve quindi parlare di PROGRAMMA.

              • lorenzo ha detto in risposta a Antonio72

                L’incoerenza legislativa italiana e normale amministrazione per chi non si interessa che del proprio orticello, non vede oltre il proprio naso e rincorre l’emergenza.

                Se l’ONU e l’OMS, sponsor entusiasti dell’uso del preservativo per combattere l’Aids in Africa, hanno dovuto prendere atto, pur a denti stretti e solamente di fronte ad innegabili risultati, che la Chiesa senza incentivare l’uso del condom ha fatto più di chiunque altro per combattere l’Hiv, non credi che le posizioni della Chiesa riguardo alla lotta contro l’Aids siano vincenti?

                Il problema della chiusura della Chiesa nei confronti dell’uso del preservativo è un problema che riguarda, oltre all’esercizio della sessualità, la dignità ed il rispetto della persona.

                • Antonio72 ha detto in risposta a lorenzo

                  lorenzo

                  Io non credo semplicemente che esistano politiche di aut-aut nelle problematiche complesse di vita, ovvero una ricetta della serie “o mangi questa minestra o ti butti dalla finestra”.
                  D’altronde constato che si spinge perchè si adotti una soluzione piuttosto che l’altra, non per questioni che hanno attinenza con la realtà dei fatti ma per sostenere astratti principi, filosofici o teologici.
                  La soluzione del problema Aids in Africa non lo si combatte di certo solo con il preservativo e nemmeno con l’educazione né con altre soluzioni prese singolarmente, ma con un concerto di iniziative eterogenee nei diversi settori di competenza.
                  Tra l’altro non si capisce come possano gli africani essere educati più degli europei che vorrebbero educarli.
                  Se il preservativo consente ad almeno un bambino africano di scampare l’atroce destino di una vita di malattia degenerativa, allora si deve stare (anche) con il preservativo.
                  A questo proposito, mi risponde qualcuno sulla presunta apertura del Papa, oppure veramente comincio ad avere le allucinazioni?

                  • domenico ha detto in risposta a Antonio72

                    “Se il preservativo consente ad almeno un bambino africano di scampare l’atroce destino di una vita di malattia…”
                    non ho capito: intendi che il preservativo risolve il problema alla radice direttamente non facendo nascere il bambino?

                  • lorenzo ha detto in risposta a Antonio72

                    Sulle capacità dei nostri legislatori stendiamo un velo pietoso… e chiudiamola qui.

                    Riguardo al preservativo, e vero che i media hanno inteso le parole del Papa in riferimento all’esercizio di un certo tipo di prostituzione come una crepa apertasi nella diga della “intolleranza” cattolica, ma proverò a farti un paio di esempi per poi meglio mettere a fuoco come stanno effettivamente le cose:
                    – è vero che il fumo fa male, ma è logico negare l’ultima sigaretta ad un condannato a morte perché danneggerebbe la sua salute?
                    – i cannabinoidi fanno male, eppure perché vengono normalmente usati nelle terapie del dolore quando i normali farmaci si rivelano inefficaci?

                    Ti pare sensato, per un cattolico, avere tranquillamente rapporti extraconiugali e poi crearsi scrupoli sull’uso del preservativo perché “lo dice la Chiesa”?

                    Per tornare alle parole del Papa, ti faccio un copia incolla dal seguente link:
                    http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_20/papa-profilattico-giustificato_727b2eac-f4c0-11df-b9c7-00144f02aabc.shtml
                    affinché tu stesso possa giudicare se si tratta di un’apertura all’uso del preservativo o di una accusa contro un determinato modo di intendere la sessualità:
                    “Nel libro-intervista Luce del mondo del giornalista tedesco Peter Seewald (di cui l’Osservatore Romano ha anticipato alcuni passaggi), Benedetto XVI apre a sorpresa all’uso del condom. Il Pontefice spiega che «concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità» e che «questa banalizzazione rappresenta proprio la pericolosa ragione per cui tante e tante persone nella sessualità non vedono più l’espressione del loro amore, ma soltanto una sorta di droga, che si somministrano da sé». Secondo Ratzinger «anche la lotta contro la banalizzazione della sessualità è parte del grande sforzo affinché la sessualità venga valutata positivamente e possa esercitare il suo effetto positivo sull’essere umano nella sua totalità». E a questo punto del ragionamento che il Pontefice spiega che «vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole». Tuttavia, aggiunge, «questo non è il modo vero e proprio per vincere l’infezione dell’Hiv. È veramente necessaria una umanizzazione della sessualità».”
                    «concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità» e che «questa banalizzazione rappresenta proprio la pericolosa ragione per cui tante e tante persone nella sessualità non vedono più l’espressione del loro amore, ma soltanto una sorta di droga, che si somministrano da sé».

                  • semelets ha detto in risposta a Antonio72

                    Per quel che riguarda la presunta apertura del Papa al profilattico, immagino ti riferisca al libro-intervista “luce del mondo”.
                    Innanzitutto occorre precisare questo: quando la Chiesa e il Papa dicono “no” alla contraccezione, lo fanno in riferimento al contesto della vita coniugale. Nell’intervista cui fai riferimento il papa sta invece parlando di situazioni di degrado e in particolare di prostituzione. In tale contesto, in cui tutto è da ricostruire e tutto l’universo sessuale e relazionale è sballato, il papa vede in quel gesto (l’uso del profilattico) un’attenzione che rivela un livello minimo di responsabilità che non è ancora andato perduto.
                    E’ come se qualcuno, costretto a vivere rubando, si facesse scrupolo di entrare solo nelle ville dei ricconi, ma si astenesse dallo scippare la pensione alla vecchietta. Potremmo senz’altro riconoscere in quest’attenzione una soglia minima di senso di responsabilità, senza che questo significhi un’apertura alla legittimità del furto.
                    Credo che il senso delle affermazioni di Ratzinger fosse sostanzialmente questo.

                  • G.T. ha detto in risposta a Antonio72

                    “Se il preservativo consente ad almeno un bambino africano di scampare l’atroce destino di una vita di malattia degenerativa, allora si deve stare (anche) con il preservativo.”

                    Chi sei tu per decidere se una vita debba essere vissuta o meno?! Quanto mi fai incaz****** questa supponenza e arroganza di un figlio della cultura occidentale, basata sulla sacralità di uno stato programmatore che elargisce la ricchezza….

                  • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                    domenico

                    è ovvio che intendevo dire che il preservativo contribuisce a limitare la diffusione della malattia e quindi ne viene ciò che ho detto.

                    lorenzo

                    Infatti la legge 40 si è dimostrata una pessima legge anche per la magistratura italiana (e mi riferisco alle parole recenti di Bagnasco).
                    E’ evidente che il preservativo non è utilizzato solo dai coniugi sposati. Se non mi ricordo male, dopo una delle affollate feste della gioventù, dovettero ripulire i prati dai preservativi. Vorrei puntualizzare che in epoca moderna le coppie che arrivano vergini al matrimonio si contano sulle dita di una mano, sempre che serva questa banale puntualizzazione.
                    Per quanto riguarda la banalità della sessualità, non è del tutto scontato che sia banale il sesso esclusivamente all’infuori dei rapporti matrimoniali, come nemmeno il contrario. Due coniugi che arrivano a disprezzarsi facendo cmq sesso lo banalizzano molto di più di due giovanissimi al loro primo amore.
                    Se concentrarsi sul profilattico significa banalizzare la sessualità, allora la responsabilità di questa banalizzazione ricade anche sulle possenti spalle della Chiesa, dato che per essa il condom è divenuto quasi un’ossessione. Per quanto riguarda l’uso del profilattico nella prostituzione, possiamo tirare un sospiro di sollievo visto che le prostitute hanno già adottato da un bel pezzo questo strumento protettivo, molto prima che ci arrivasse il Papa. Viceversa per l’uso del profilattico all’interno della vita coniugale, ne abbiamo già parlato abbondantemente. Resta cmq la contraddizione evidente di considerare il profilattico uno strumento di responsabilità ad uso e consumo esclusivo delle prostitute, dimenticando del tutto che gli uomini che le frequentano sono spesso proprio uomini sposati. Ma pur di salvare la facciata della virtù matrimoniale val la pena per l’infelice moglie rischiare il contagio.
                    Il vostro problema e quello generale della Chiesa è di credere di risolvere la pesante e profonda crisi culturale e spirituale, proibendo la diffusione di un mezzo materiale. Che è poi, da un altro punto di vista, lo stesso fraintendimento della UE.

                    • semelets ha detto in risposta a Antonio72

                      Dicendo che “le prostitute avevano già adottato il profilattico, prima che ci arrivasse il Papa”, mi sembra tu non abbia colto il senso delle parole di Ratzinger.
                      Non è che il Papa abbia sdoganato il profilattico per le prostitute, come se prima la Chiesa dicesse che neanche le prostitute dovessero usarlo (io almeno non ho mai sentito che la Chiesa dicesse: “se volete prostituirvi santamente in conformità con la dottrina morale della Chiesa, dovete farlo senza preservativo”).
                      Il discorso della Chiesa sulla sessualità è molto ampio e articolato e riguarda soprattutto la vita coniugale. La parte relativa alla contraccezione è solo una piccola parte, seppure importante. La Chiesa non è ossessionata dal profilattico: se mai lo siamo noi, perchè tendiamo a fissarci su una frase o un concetto estrapolandolo dal contesto.
                      Il Papa dunque si è limitato a riconoscere, in un contesto di degrado che non dovrebbe esistere, un barlume di speranza da cui poter ripartire per ricostruire la dignità di una persona. Questo barlume Ratzinger non lo ravvisa nell’atto in sè di usare o meno il profilattico, ma nel fatto che in quella persona non si è ancora spenta definitivamente la consapevolezza che “non tutto è permesso”.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Scusa semelets, ma non puoi contraddire te stesso, non almeno in commenti così ravvicinati. Non sei proprio tu ad avere scritto che l’uso del profilattico nel caso della prostituzione è “un’attenzione che rileva un minimo di responsabilità”?
                      Da parte mia mi sono limitato ad affermare il fatto incontestabile che questo minimo di assunzione di responsabilità era cosa già nota alle dirette interessate, molto prima che ne parlasse il Papa. Ma ciò significa che prima di questa apertura parziale della Chiesa sul profilattico, con tutti i distinguo che vuoi, vi era una chiusura totale, o almeno se vi era apertura era pressochè sconosciuta ai più. Da ciò deduco che le donne che fanno “il mestiere più vecchio del mondo”, altrimenti pare che si parli della lotta contro la coca-cola, sono arrivate a questa consapevolezza molto prima del Papa, o meglio, contro il parere precedente della Chiesa. Inoltre le prostitute non usano il profilattico perché “non tutto è permesso” ma per una motivazione molto più prosaica, ovvero per proteggere se stesse dal contagio dell’Hiv. Ora quindi non resta che aspettare la prossima apertura della Chiesa anche da questo punto di vista in particolari disgraziate e degradanti zone della povera e martoriata Africa dove l’Aids colpisce duramente e senza tutti questi distinguo di lana caprina.

                    • Tiziano ha detto in risposta a Antonio72

                      Antonio…proprio tu parli di contraddizione? Dai, non scherziamo…o forse facevi autoironia? 🙂

                    • semelets ha detto in risposta a Antonio72

                      La Chiesa non ha mai affrontato il problema se sia lecito o meno, da un punto di vista dell’etica sessuale, l’uso del profilattico nella prostituzione, così come non affronta il problema se sia lecito o meno usarlo nei rapporti prematrimoniali o extraconiugali. Non ha senso dunque parlare di parziale apertura del Papa al profilattico, perchè quando la Chiesa parla di anticoncezionali da un punto di vista di etica sessuale, lo fa all’interno del discorso più ampio sulla contraccezione e il discorso sulla contraccezione è inserito nel discorso più ampio sull’amore coniugale.
                      Dici che le prostitute usano il profilattico per la prosaica motivazione di proteggere se stesse:
                      non so se hai mai avuto a che fare col mondo delle tossicodipendenze, ma il degrado può arrivare ad un punto tale da infischiarsene persino di proteggere se stessi e così può capitare che operatori del settore girino di notte per convincere le persone ad utilizzare almeno siringhe nuove. Quando una persona accetta di fare questo, è già una conquista, un livello minimo di assunzione di responsabilità, almeno verso se stessi, un aggancio per un cammino che possa far uscire quella persona dall’inferno. Sarebbe davvero sciocco leggere una dinamica di questo tipo come un’apertura alla legittimazione dell’uso delle siringhe nella tossicodipendenza.
                      Quello che fa Ratzinger è più o meno questo: vuol leggere in quell’atto (senza entrare nel merito dell’efficacia o meno del mezzo) un’attenzione (che sia verso gli altri o verso se stessi è secondario) cui agganciarsi per aiutare queste persone ad uscire dall’inferno.

                    • Raffaele ha detto in risposta a Antonio72

                      Attenti a cosa ha detto il Papa sul preservativo e attenti a cosa ha precisato Padre Federico Lombardi: http://www.uccronline.it/2012/05/20/i-metodi-naturali-per-una-sessualita-davvero-responsabile/#comment-71768

                      Ciao raga, non scanniamoci per favore 😉

                    • Piero ha detto in risposta a Antonio72

                      Infatti la legge 40 si è dimostrata una pessima legge anche per la magistratura italiana

                      Daje… e un bel chissenefrega non ce lo metti?
                      A parte che, mi verrebbe da dire, “senti chi parla di coerenza”…
                      Qualche tempo fa, non mi ricordo piu’ quale istituzione europea aveva accennato ad un certo riconoscimento anche del feto, e’ dal 1980 che la Corte Costituzionale riesce a non dirci, con espedienti procedurali vari, se l’aborto come disciplinato nei primi tre mesi di gravidanza è conforme alla Costituzione oppure no
                      http://www.lavoce.it/index.php/2012/06/22/la-194-rispetta-la-costituzione-la-corte-evita-di-rispondere/

                      se cominciassimo ad elencare i casi in cui la magistratura stessa incorre in contraddizioni non ne usciremmo piu’.

                      Naturalmente in questo caso, visto che e’ utile alla causa laicista, ci si guarda bene dall’abrogare le parti della 194 che cozzerebbero contro la 40. Naturalmente la 194 e’ la Bibbia, il Decalogo, tutto il resto puo’ andare in malora.
                      Un bel commento di Assuntina Morresi, sul fatto che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, e quindi questo governo massone e’ costretto ad occuparsi di bioetica, e vediamo se rivela la sua vera natura:
                      http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/8/29/LEGGE-40-2-E-ora-tocca-al-tecnico-Monti-occuparsi-di-embrioni/315434/

                      La partita, a livello europeo, e’ ancora tutta da giocarsi.

                      Ancora non hai capito che tutto quello che succede adesso, anche in ambito bioetico, doveva succedere gia’ 20 anni fa, nel 1992, compresa la spoliazione dei gioielli degli italiani, e la riduzione dell’Italia stessa ad una colonia laicista delle potenze protestanti nordeuropee.
                      L’unico potere non eletto da nessuno che poteva essere capace di stravolgere la politica e l’economia italiana, in direzione ritenuta accettabile anche dai compagni, indovina qual e’?
                      Non c’e’ bisogno di filosofeggiare molto, sai.

                    • Semelets ha detto in risposta a Antonio72

                      @ Raffaele

                      Ben ritrovato!
                      Solo una curiosità (se non è troppo indiscreta): sei Raffaele Marmo della redazione?

                    • Raffaele ha detto in risposta a Antonio72

                      @semelets sì, sono io. “della redazione” è una parola veramente grossa. Semplicemente diedi la mia disponibilità a collaborare e mi ci misero, ma da febbraio 2011 ad oggi ho scritto solo qualche articolo veramente semplice, gli ultimi su EllaOne, e un dossier scientifico su Medjugorje che ovviamente per mancanza di tempo non hanno avuto il tempo di pubblicare (ma il lavoro è fatto e prima o poi, anche fra anni, verrà pubblicato). Molto probabilmente sono quello che ha fatto e che fa meno: vorrei contribuire di più, molto di più, ma non posso per mancanza di tempo e anche per alcune mie incapacità. Pertanto mi limito a qualche rara comparsata nei commenti (scrivo max su 1-2 post al mese se va bene e solo laddove ho discreta o buona cognizione di causa cioè medicina e sessualità), ma quelle poche volte che lo faccio cerco di farlo bene, in modo pignolo e seguo col cell e col computer continuamente il post per tutti e 3 i giorni in modo da poter rispondere in modo continuo soprattutto dove vedo che c’è bisogno di fare un po’ di chiarezza. Guarda qua (http://www.uccronline.it/2012/08/28/lonu-e-loms-ringraziano-la-chiesa-per-limpegno-contro-lhiv-in-africa/#comment-85063) che succede!! Non puoi immaginare quanto mi rammarica sentire queste cose, sono le cose più brutte in un sito come questo. Ecco perché cerco di seguire i post, a volte vai x fare il bene e ottieni il risultato contrario, forse è colpa mia e del mio modo di pormi. Sono molto amareggiato, stamattina a messa sono stato male, credimi. Non bisogna dimenticare di pregare anche per questa redazione, anche per questo sito, affinché l’operato di chi vi lavora sia veramente buono e porti frutti. Per qualsiasi cosa puoi chiedere ovviamente. Ciao

                    • Piero ha detto in risposta a Antonio72

                      Infatti la legge 40 si è dimostrata una pessima legge anche per la magistratura italiana (e mi riferisco alle parole recenti di Bagnasco).

                      Mi chiedo se lo fai apposta anche nel travisare le parole di Bagnasco.
                      Ha detto che la magistratura e’ stata surclassata perche’ la coppia non ha mai fatto ricorso alla magistratura ordinaria italiana, e si puo’ ricorrere alla Corte Europea solo dopo il terzo gradio di giudizio della magistratura ordinaria nazionale.
                      Visto che il tasso di laicismo esasperato e’ piu’ probabile trovarlo in “europa”, il pensiero corre a quello.
                      Ma si conta senz’altro sul fatto che , al fine di cancellare anche quell’ultimo residuo di cattolicita’ dallo stato italiano, ricorreranno all’ennesima capriola o giravolta mortale al fine di perseguire i loro scopi.

                    • semelets ha detto in risposta a Antonio72

                      @ Raffaele

                      non avevo letto quel commento di Pino, ma la cosa non mi rammarica più di tanto. Sono convinto che se io e Pino potessimo confrontarci di persona, dal vivo, riusciremmo a chiarire meglio e più serenamente le nostre posizioni e probabilmente arriveremmo a concordare su molti aspetti. E’ un limite dei blog quello di tendere ad esasperare le posizioni e a mantenere alta la diffidenza nei confronti degli interlocutori: cose che in genere si sciolgono come neve al sole nel confronto “dal vivo”, dove è più facile accorgersi che l’altro non è un nemico (questa almeno è la mia esperienza).
                      Mi ha fatto un certo effetto quando dici di sentirti molto amareggiato. Esiste una gerarchia delle responsabilità e in cima a questa gerarchia, per noi laici, ci sono la famiglia e il lavoro, o lo studio, come nel tuo caso. Il tuo impegno nel blog è un di più meritorio, ma solo se riesci ad affrontarlo serenamente; se invece ti fa il sangue cattivo c’è qualcosa che non va. L’essere amareggiato non ti aiuterà ad essere un medico migliore.

                    • Raffaele ha detto in risposta a Antonio72

                      @semelets

                      hai colto nel segno caro amico, hai individuato un mio difetto. In generale, non solo nel blog, quando ho l’intento di fare qualcosa di buono e per mio limite ne ricavo qualcosa di non buono mi rammarico, mi abbatto. Non è rabbia, per fortuna su quella ci ho lavorato e ho cancellato la parola rancore dal mio vocabolario, è solo un forte rammarico, ma effettivamente anche su questo devo lavorare, bisogna essere più distaccati. Anche io credo che internet non sia ideale per queste discussioni e molto spesso l’esacerbazione delle posizioni dipende dal non potersi guardare, dal non potere capire il tono “di voce” con cui si parla e dal non potersi chiarire in modo subitaneo, per ovvi motivi. Devo migliorare su questo aspetto, ecco perché mi appiglio alla preghiera mia e degli altri. ti ringrazio

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      semelets

                      Ti faccio una domanda: siamo d’accordo che l’uso del profilattico tra le prostitute è un atto di responsabilità verso se stesse e gli altri, ma mentre anche non hai esplicitato perchè si debba ritenerlo un atto di responsabilità, io l’ho fatto. E’ da considerarsi un atto di responsabilità in quanto limita la diffusione delll’Hiv. Resto in attesa di conoscere altre motivazioni. Ma allora se così fosse e sapendo, a meno di non essere degli ingenui fanciulli, che il percorso di maturazione delle donne, e quindi anche delle prostitute, che porti ad un approccio diverso e più pieno all’attività sessuale, non è cosa da farsi in due giorni e nemmeno in due decenni, la domanda viene da sè: e nel frattempo che facciamo?
                      Se infatti l’uso del profilattico nella prostituzione è un’assunzione di responsabilità per le motivazioni di cui già detto, non si capisce infatti perchè non debba essere considerato anche per le donne che ancora non hanno raggiunto questa maturazione della coscienza, soprattutto in zone degradate, per mille altre ragioni, e dove la malattia infettiva miete vittime senza aspettare che questa maturazione dia i suoi frutti.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Prevengo in anticipo la probabile risposta: il preservativo è uno srumento inefficace per limitare la diffusione dell’Hiv; la resposabilità delle prostitute è rintracciabile quindi nella loro credenza, in realtà erronea ma del tutto in buona fede, che lo sia.
                      Ma allora, se veramente si crede nell’inefficacia del profilattico, decade automaticamente anche l’argomentazione sulla bontà dei metodi naturali in quanto lasciano aperta la possibilità alla procreazione, a differenza del profilattico che la chiude completamente. Capisci l’evidente contraddizione?

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Piero

                      Come ho già detto, vi sono state già diverse sentenze della magistratura italiana contro la legge 40.
                      Quindi, o Bagnasco si è soffermato su una mera formalità per, come dire, prendere tempo; oppure crede che la linea della magistratura italiana, nel caso della legge 40, sia difforme o addirittura antitetica alle convenzioni europee sui diritti dell’uomo e similari.
                      Il primo caso è legittimo ma privo di contenuto, l’ultimo è semplicemente un abbaglio.

                    • Semelets ha detto in risposta a Antonio72

                      La mia risposta alla tua domanda “…e nel frattempo che facciamo?” è che non lo so e che sono tenuto a non saperlo (non ho sbagliato le parole: non è che non sono tenuto a saperlo, ma proprio che sono tenuto a non saperlo). Le parole, i modi,i gesti e i tempi in cui gestire ogni singolo caso concreto sono di esclusiva responsabilità di chi quel caso concreto deve gestire.
                      Per questo nei documenti ufficiali ci si muove sempre su linee di principio generali, che servono da orientamento. E’ responsabilità di chi è sul campo trovare i modi e i tempi in cui muoversi e sarebbe ingenuo pensare che per ogni situazione ci sia un modo pulito e perfettino di assolvere il compito.
                      Per questo motivo sono anche abbastanza restio, in un mondo teorico come in fondo è quello del blog, ad impantanarmi nella discussione di casi concreti. Il rischio è sempre quello di dedurre da un caso singolo una norma generale.
                      Per quel che mi chiedi nella prima parte del tuo intervento, credo si debba distinguere tra quello che è un atto di responsabilità del soggetto è quella che è l’efficacia generale di quell’atto.
                      Supponiamo che una prostituta dica di usare gli anticoncezionali per non rischiare di rimanere incinta, perchè se rimanesse incinta il suo protettore la costringerebbe ad abortire e lei non vuole che una creatura innocente paghi il prezzo di una vita di merda. Possiamo senz’altro giudicare quest’attenzione un atto di responsabilità, ma sarebbe un errore giungere alla conclusione che la diffusione dei profilattici è una buona strategia per la prevenzione dell’aborto (vedi anche l’articolo di oggi su questo argomento, in questo sito). Anche nel nostro caso quindi l’atto di responsabilità consiste nell’INTENZIONE di arginare il contagio, ma se questa strategia sia efficacie in senso generale non saprei dirlo (non conosco i dati ma credo ci siano opinioni contrastanti).
                      Rimane inoltre il fatto che la Chiesa vede nella diffusione degli anticoncezionali il riflesso di quella mentalità che vede il sesso come qualcosa da poter esercitare alla leggera, per gioco e con chiunque e questa mentalità la Chiesa non può che disapprovarla.
                      Quando hai fatto la domanda “…e nel frattempo che facciamo?” ho pensato a don Benzi: cosa fa lui? va sulle strade a pregare con le prostitute. Da fuori sembra una mega presa per il culo, ma non credo che alla fine ci sia qualcuno che più del suo gruppo riesca a togliere dalle strade queste schiave.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Il tuo è un tergiversare che non risponde affatto alle precise domande che ti ho posto. Inoltre ti impantani in modo evidente quando affermi che non esiste alcun modo perfetto e pulito di risolvere un problema, riprendendo involontariamente il contenuto del mio commento (28/08 23.00), ma poi ne escludi uno in modo categorico, il preservativo, mentre in altri casi ne vorresti imporre uno solo, il Metodo naturale, trascurando l’evidente contraddizione che ho riscontrato.
                      E’ vero che l’efficacia del preservativo non può dirsi completa, ma non è nemmeno nulla, esattamente come tutti gli altri strumenti coerenti per risolvere un determinato problema, compreso il metodo naturale e l’educazione alla sessualità responsabile.
                      Altrimenti la tua teoria cade in un’altra evidente contraddizione. A proposito di teoria, è questo il problema di una Chiesa che spesso declama astrattamente le proprie teorie volendole scollegare dalla realtà della vita vissuta, contribuendo così a scavare un solco tra se stessa e la società civile.
                      Don Benzi di certo fa di tutto per salvare le prostitute dalla strada, ma credo che non si sognerebbe mai di convincerle che il preservativo sia uno strumento del tutto inefficace e quindi inutile. E sono certo neanche molti missionari di quelle terre africane in cui l’Aids è diffuso pressapoco come da noi l’influenza. Questo perchè il solco, di cui dicevo e che se si continua così presto diverrà un abisso, semplicemente non può esistere quando si vive la sofferenza degli altri sulla propria pelle.

                    • Semelets ha detto in risposta a Antonio72

                      Ho postato il mio commento precedente, che rimane comunque valido, senza aver visto il tuo post di prevenzione (potremmo quasi definirlo un postfilattico 🙂 )
                      La motivazione per cui la Chiesa ammette il ricorso ai metodi naturali di regolamentazione delle nascite non è data dal fatto che essi non sono sicuri al 100%. La Chiesa dice anzitutto che una coppia di sposi deve essere aperta alla vita e due coniugi che decidessero di non avere figli non potrebbero “sentirsi a posto” per il fatto di raggiungere questo scopo con metodi naturali. Il loro ricorso ai metodi naturali sarebbe attuato secondo una mentalità contraccettiva di chiusura radicale alla vita e dunque non sarebbe conforme alla verità dell’amore coniugale. I metodi naturali dunque, che altro non sono che la conoscenza dei periodi fertili e non fertili della donna, non sono in sè nè buoni nè cattivi e non possono che essere affidati alla responsabilità dei coniugi.
                      Il profilattico invece è l’oggettivazione tangibile della mentalità anticoncezionale, quella mentalità che vede il sesso e la procreazione come due realtà disgiunte e su questo viene espresso un giudizio “oggettivo” (ovviamente non è che il “palloncino” sia cattivo in sè: se gli faccio un nodo e lo uso come cinghia provvisoria per il motore dell’auto non devo andarmi a confessare).
                      Quando invece si parla di prostituzione o situazioni simili tutto questo discorso non c’entra niente, perchè la Chiesa non dice che due amanti possono scopare tranquillamente basta che usino i metodi naturali.
                      La Chiesa continua a dire però che la strategia del profilattico è un fallimento da un punto di vista antropologico, perchè, se offerta come strategia risolutiva, è comunque lo specchio di una mentalità che mantiene inalterata una visione degradante dell’uomo.

                    • Semelets ha detto in risposta a Antonio72

                      non credo che il mio sia un tergiversare. Semplicemente, discussioni di questo tipo richiedono tempo, argomentazioni articolate, precisazioni, ecc… Se preferisci il taglio giornalistico con le formulette “il Papa apre al preservativo”, non sono l’interlocutore adatto. Come ho già detto in altri interventi, il discorso della Chiesa sulla contraccezione e sui metodi naturali è rivolto ai coniugi, non c’entrano le prostitute.
                      Che cosa faccia don Benzi con le prostitute non lo so, perchè io l’ho solo visto pregare in qualche filmato; di sicuro mi dà la prova che la Chiesa non è scollegata dalla realtà, come tu dici, ma che c’è dentro fino al collo.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      semelets

                      è evidente, chiunque può leggerlo, che non hai affatto risolto la contraddizione.
                      Se infatti il preservativo è una chiusura totale alla procreazione significa che è efficace in modo totale, o quasi. Ma se è efficace come contraccettivo lo deve essere anche per proteggersi dalla malattie sessualmente trasmissibili. E se ciò è vero significa che è un valido strumento per limitare la diffusione del virus Hiv, cosa del resto ammesso (implicitamente) dallo stesso Papa nel caso delle prostitute. Ma allora perchè questa campagna della Chiesa contro la diffusione del preservativo proprio dove l’Aids colpisce maggiormente? Io non contesto affatto la teoria posivita della Chiesa sull’educazione sessuale, anzi tutt’al contrario, ma la teoria negativa sull’uso del preservativo quale mezzo per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili.
                      Per quanto riguarda invece i metodi naturali, ne abbiamo già parlato ampiamente ed è evidente che non c’entrino nulla con la lotta all’Aids.

                    • Piero ha detto in risposta a Antonio72

                      Come ho già detto, vi sono state già diverse sentenze della magistratura italiana contro la legge 40.

                      Ancora?? Ribadisco: CHISSENEFREGA.
                      Certo che l’hanno attaccata, era il primo tentativo di tutelare l’embrione. Visto che non ci sono riusciti con il referendum, quando TUTTI i giornaloni confindustriali erano per il SI’, adesso giocano sulla demolizione da parte della magistratura.
                      Si sarebbe messo in pericolo la 194 e questo non doveva accadere.
                      L’ordine giudiziario e’ parte integrante del programma della completa scristianizzazione dell’Occidente, in particolare dell’Europa. Non solo questo ovviamente, ma ANCHE questo.
                      E le rivelazioni in punto di morte dell’ambasciatore USA cominciano a far trapelare qualcosa.
                      La storia degli ultimi 20 anni in Italia (e non solo) deve essere ancora riscritta.
                      E ripeto: se ci mettiamo a contare le infinite contraddizioni nelle sentenze non ne usciamo piu’.

                      Quindi, o Bagnasco si è soffermato su una mera formalità per, come dire, prendere tempo; oppure crede che la linea della magistratura italiana, nel caso della legge 40, sia difforme o addirittura antitetica alle convenzioni europee sui diritti dell’uomo e similari.
                      Il primo caso è legittimo ma privo di contenuto, l’ultimo è semplicemente un abbaglio.

                      Mi chiedo se lo fai apposta a travisare le parole degli altri.
                      Comincio a dare ragione a GiuliaM sulla tua vera natura.
                      Basgnasco ha semplicemente detto che la magistratura italiana e’ stata scavalcata perche’,a quanto leggo, la coppia non si e’ rivolta alla magistratura ordinaria, ma si e’ rivolta direttamente alla Corte Europea, sicura di trovare terreno piu’ fertile all’abbattimento completo dello status quo cattolico in italia in particolare, e all’affermazione del laicismo piu’ sfrenato in generale.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Piero

                      Permettimi, che confusione… di quale magistratura parli, italiana o europea?
                      E non credo che alla coppia interessasse un cavolo di politica visto che aveva ben altro per la testa. Se è ricorsa all’Europa significa che poteva farlo e riteneva inaffidabile e lenta la giustizia italiana: le statistiche, purtroppo, danno ragione ai coniugi.
                      Che pensa GiuliaM di me? Non mi ricordo…

                    • semelets ha detto in risposta a Antonio72

                      per quanto riguarda i metodi naturali, è esattamente come dici tu: anch’essi possono essere l’espressione di una mentalità contraccettiva di radicale chiusura alla vita ed è proprio un aspetto su cui la Chiesa mette in guardia gli sposi cristiani. La Chiesa non dice “se non volete avere figli, basta che usiate i metodi naturali”.
                      Nella seconda parte invece non ho davvero capito se ti stai riferendo al problema della contraccezione all’interno del rapporto coniugale o all’efficacia della diffusione a pioggia del profilattico, al di fuori del contesto matrimoniale, come mezzo efficacie per prevenire il contagio.
                      Sono tre campi distinti (anche se non chiusi in compartimenti stagni) quelli in cui bisogna muoversi:
                      1) la questione della contraccezione all’interno del rapporto coniugale;
                      2) la questione antropologica che vede contrapposte due visioni: quella cattolica che considera il rapporto sessuale come avente senso solo all’interno del vincolo coniugale, quale espressione specifica dell’amore degli sposi e finalizzata alla procreazione e la visione che vede il sesso come realtà autonoma svincolata dal vincolo coniugale e non finalizzata alla procreazione;
                      3) infine il problema dell’efficacia a lungo termine della diffusione del profilattico nella prevenzione del contagio.
                      Ciò che la Chiesa dice è sostanzialmente questo: l’orizzonte in cui bisogna muoversi è sempre quello che vede nel rapporto sessuale il modo specifico in cui un uomo e una donna esprimono il loro amore, all’interno di un vincolo di fedeltà ed anche il modo in cui gli sposi trasmettono la vita. Questi due aspetti sono inscindibilmente vincolati. La visione dell’uomo che volesse scinderli porterà alla lunga, come conseguenza, ad una banalizzazione del sesso e dell’uomo da usare come un oggetto e alla concezione del figlio come un prodotto anzichè un dono.
                      Quando Ratzinger, molti anni fa (non era ancora Papa, ma Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede), fu intervistato in materia di anticoncezionali e gli fu posta la domanda su cosa dovesse fare una coppia con già quattro o cinque figli, ecc. ecc., la sua risposta fu che si tratta di casi concreti, di cui non si può discutere astrattamente, ma che questa coppia dovrebbe parlarne con un sacerdote. Sembrerebbe un modo per eludere la domanda, ma in realtà è una risposta che rivela la consapevolezza di quali siano le proprie responsabilità e allo stesso tempo rispettosa delle responsabilità di chi lavora sul campo, cui spetta il compito di trovare le parole, i tempi e i modi. La Chiesa non manda in giro gli agenti segreti a controllare se don Benzi distribuisce i preservativi. La Chiesa ha piena fiducia nell’operato dei suoi pastori e dei suoi fedeli, indipendentemente dal fatto che questi riescano ad agire sempre “bene” oppure inciampando qua e là, perchè la Chiesa crede che il conduttore della barca sia Dio stesso.

                    • Piero ha detto in risposta a Antonio72

                      @Antonio72:

                      la confusione la fai tu mio caro.
                      Tutte e due, ovviamente.
                      Non ci vuole poi molto a trovare una coppia in difficolta’ che vuole trasformare, secondo la moda ormai vigente, ogni desiderio, ogni voglia, ogni capriccio, in legge.
                      Da qui tutto il resto.
                      Si sono rivolte alla corte europea per creare il caso, consigliate forse da qualche avvocato… ehm… di una certa parte.
                      Fatto sta che dovevano prima rivolgersi alla magistratura ordinaria, cosa che non hanno fatto.
                      E quanto a confusione, non capisco proprio cosa c’entrino le prostitute con la Chiesa: forse che esse vivono secondo i comandamenti di Santa Romana Chiesa?
                      il Papa ha dato loro una speciale dispensa?
                      Loro sono le sacre custodi della dottrina cristian?

                    • GiuliaM ha detto in risposta a Antonio72

                      E quanto a confusione, non capisco proprio cosa c’entrino le prostitute con la Chiesa: forse che esse vivono secondo i comandamenti di Santa Romana Chiesa?
                      il Papa ha dato loro una speciale dispensa?
                      Loro sono le sacre custodi della dottrina cristian?

                      Ora non esageriamo, spesso queste donne sono costrette a “esercitare” e in condizioni di degrado, non è bello parlarne come se non fossero degne di pietà cristiana. Antonio si impappina benissimo da solo 🙂

                    • Piero ha detto in risposta a Antonio72

                      @GiuliaM:
                      ovviamente non volevo dire quello che mi attribuisci.
                      Volevo dire che, da come ne parla Antonio72, sembra che le prostitute siano il prototipo del vivere cristianamente, per cui se lo fanno le prostitute non si vede perche’ non dovrebbero farlo le persone normali.
                      (non sara’ pure per caso per non rimanere incinte, o no? filosofeggire su questo non e’ interessante’)
                      Poi lo so benissimo che le prostitute ci passerano davanti nel Regno dei Cieli, specialmente davanti ai farisei e ai moralisti!

                  • Semelets ha detto in risposta a Antonio72

                    sembra quasi che ciò che ti interessa di più non sia l’approfondire un argomento, ma cogliere in fallo l’avversario.
                    Ciò che configura il profilattico come strumento di chiusura alla vita non è la sua percentuale di impermeabilità, altrimenti basterebbe che la Chiesa dicesse: “potete usare il profilattico, basta che prima ci facciate dei buchini con uno spillo per non annullare le possibilità di gravidanza”. La Chiesa vede il rapporto sessuale come il gesto specifico in cui due coniugi manifestano il proprio amore e allo stesso tempo il gesto con cui gli stessi coniugi si aprono all’accoglienza della vita. La mentalità anticoncezionale è quella che vede il sesso come realtà autonoma, svincolata dall’aspetto procreativo e il profilattico è l’oggettivazione di questa mentalità.
                    Al di fuori del matrimonio, in senso più generale, la Chiesa vede in questa separazione tra sesso e procreazione una visione degradante dal punto di vista antropologico, una visione che nel tempo riduce l’uomo a oggetto.
                    Sul fatto che la diffusione dei profilattici sia un mezzo efficacie, in linea generale e in prospettiva, per arginare la diffusione di malattie, è qualcosa su cui esistono pareri discordanti. Io sapevo che la diffusione dei contraccettivi, aumentando il senso di sicurezza, contribuisce anche ad aumentare il numero di comportamenti sessuali “disinvolti”, con risultati opposti a quelli previsti.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Semelets

                      Non ho capito se il preservativo oggettiva la mentalità contraccettiva o se questa si oggettiva nel preservativo.
                      Il primo caso è difficile, anzi direi impossibile, visto che qualsiasi proprietà o attitudine mentale non può essere un oggetto. Viceversa nell’ultimo caso, anche se elimini l’oggettivazione ne resta cmq la mentalità. Anzi non è affatto detto che l’oggettivazione di una mentalità debba essere univoca, visto che può concretarsi in oggetti molteplici. Ovvero la medesima mentalità si può quindi oggettivare, non solo nel preservativo ma anche nei metodi naturali, visto che entrambi sono strumenti, ovvero mezzi, mentre la mentalità per definizione è tesa verso un fine specifico.
                      Infine se la diffusione dei preservativi aumenta il senso di sicurezza, nel caso della contraccezione, il ricorso ai metodi naturali, allora che fa, la diminuisce? Ma così ne viene meno l’efficacia contraccettiva pur restando intatta la sua finalità, ovvero quelle di evitare il concepimento. Non si capisce infatti come dalla prima possa derivare l’ultima. Mi spiego meglio, se la finalità è quella di evitare il concepimento allora qualora lo strumento risulti inefficace non verrà mai sfruttato. Se viceversa la finalità non è questa, ovvero la cosa risulta indifferente alla coppia, allora è del tutto irrilevante che lo strumento sia efficace o meno, visto che di certo non verrà utilizzato. In conclusione non si capisce più quale sia l’utilità oggettiva del metodo.
                      Ciò che mi interessa è rilevare le contraddizioni e possibilmente eliminarle e le contraddizione pascolano sia in alta montagna che nelle valli.

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Semelets

                      Per quanto riguarda la statistica si deve discriminare dove e come. Prendiamo l’Europa dove i metodi contraccettivi sono sfruttati ampiamente. Può essere che si raggiunga una sorta di saturazione oltre la quale il metodo risulti inefficace o si inverta la tendenza. Ma ciò non significa affatto che la risoluzione del problema sia la proibizione completa dello strumento, anzi non è escluso che ne venga un aggravamento. E poi di quale problema stiamo parlando? Se è la contraccezione allora non sono escluse entrambe le possibiltà mentre nel caso di trasmissione di Hiv è molto probabile che il problema, oggi ampiamente sotto controllo in occidente, si aggravi. Ed in Africa non è detto che valgano le medesime considerazioni visto che lo strumento di fatto è inutilizzato o utilizzato male e cmq la sua diffusione non è paragonabile a quella europea. Insomma, anche se le statistiche affermano ciò che dici, i due mondi non sono confrontabili. Ho l’impressione che si voglia far derivare da una teoria giusta, l’educazione alla sessualità, una prassi sbagliata, la lotta senza se e senza ma contro il preservativo.

                    • semelets ha detto in risposta a Semelets

                      per quanto riguarda i metodi naturali, è esattamente come dici tu: anch’essi possono essere l’espressione di una mentalità contraccettiva di radicale chiusura alla vita ed è proprio un aspetto su cui la Chiesa mette in guardia gli sposi cristiani. La Chiesa non dice “se non volete avere figli, basta che usiate i metodi naturali”.
                      Nella seconda parte invece non ho davvero capito se ti stai riferendo al problema della contraccezione all’interno del rapporto coniugale o all’efficacia della diffusione a pioggia del profilattico, al di fuori del contesto matrimoniale, come mezzo efficacie per prevenire il contagio.
                      Sono tre campi distinti (anche se non chiusi in compartimenti stagni) quelli in cui bisogna muoversi:
                      1) la questione della contraccezione all’interno del rapporto coniugale;
                      2) la questione antropologica che vede contrapposte due visioni: quella cattolica che considera il rapporto sessuale come avente senso solo all’interno del vincolo coniugale, quale espressione specifica dell’amore degli sposi e finalizzata alla procreazione e la visione che vede il sesso come realtà autonoma svincolata dal vincolo coniugale e non finalizzata alla procreazione;
                      3) infine il problema dell’efficacia a lungo termine della diffusione del profilattico nella prevenzione del contagio.
                      Ciò che la Chiesa dice è sostanzialmente questo: l’orizzonte in cui bisogna muoversi è sempre quello che vede nel rapporto sessuale il modo specifico in cui un uomo e una donna esprimono il loro amore, all’interno di un vincolo di fedeltà ed anche il modo in cui gli sposi trasmettono la vita. Questi due aspetti sono inscindibilmente vincolati. La visione dell’uomo che volesse scinderli porterà alla lunga, come conseguenza, ad una banalizzazione del sesso e dell’uomo da usare come un oggetto e alla concezione del figlio come un prodotto anzichè un dono.
                      Quando Ratzinger, molti anni fa (non era ancora Papa, ma Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede), fu intervistato in materia di anticoncezionali e gli fu posta la domanda su cosa dovesse fare una coppia con già quattro o cinque figli, ecc. ecc., la sua risposta fu che si tratta di casi concreti, di cui non si può discutere astrattamente, ma che questa coppia dovrebbe parlarne con un sacerdote. Sembrerebbe un modo per eludere la domanda, ma in realtà è una risposta che rivela la consapevolezza di quali siano le proprie responsabilità e allo stesso tempo rispettosa delle responsabilità di chi lavora sul campo, cui spetta il compito di trovare le parole, i tempi e i modi. La Chiesa non manda in giro gli agenti segreti a controllare se don Benzi distribuisce i preservativi. La Chiesa ha piena fiducia nell’operato dei suoi pastori e dei suoi fedeli, indipendentemente dal fatto che questi riescano ad agire sempre “bene” oppure inciampando qua e là, perchè la Chiesa crede che il conduttore della barca sia Dio stesso.

                    • semelets ha detto in risposta a Semelets

                      @ antonio72 (anche il mio commento precedente era ovviamente indirizzato a te)

                      Io credo che quella che tu definisci “lotta senza se e senza ma al preservativo”, sia più che altro una deformazione di stampo giornalistico. Se uno legge i documenti della Chiesa o gli interventi di questo Papa o del precedente sul tema della sessualità, ci si accorge che la vera lotta che sta a cuore alla Chiesa è quella che vede contrapposte due visioni inconciliabili dell’uomo.

                    • GiuliaM ha detto in risposta a Semelets

                      sembra quasi che ciò che ti interessa di più non sia l’approfondire un argomento, ma cogliere in fallo l’avversario.

                      L’hai detto, Semelets, l’hai detto… Carneade gli fa un baffo 😉

                    • Semelets ha detto in risposta a Semelets

                      cercando di riassumere:

                      nessuno può dirmi quando io e mia moglie dobbiamo esprimere il nostro amore e la Chiesa non mi viene a dire, come alcuni pensano, che dobbiamo avere rapporti solo nei periodi fertili. Potremmo anche non saperne nulla di questi periodi e i rapporti nei giorni non fertili non sarebbero dei colpi a vuoto senza significato, perchè manterrebbero intatto il loro significato di espressione d’amore. In questo contesto dovrei tuttavia ugualmente vigilare, perchè l’egoismo può insinuarsi anche nei nostri comportamenti legittimi e se io concentrassi i rapporti esclusivamente nei periodi non fertili dovrei interrogarmi se questo atteggiamento non sia il segnale di un’egoistica chiusura alla vita. Questa è in sintesi la prospettiva in cui si muove la dottrina dei metodi naturali.
                      La prospettiva dei metodi artificiali è invece oggettivamente diversa: qui c’è un’opposizione al fatto stesso che la donna sia fertile. La fertilità della donna, che il cristiano vede come dono di Dio e opportunità di una nuova vita, viene negata esplicitamente, oggettivamente: “in questi giorni tu sei fertile, ma io decido che non lo sia”. In questo atteggiamento la Chiesa vede un sostituirsi dell’uomo al Creatore. E’ come se la prospettiva dei metodi naturali fosse quella di mettere da parte se stessi, astenendosi nei giorni fertili, mentre quella della contraccezione artificiale fosse quella di mettere da parte Dio.
                      Per questo la contraccezione artificiale è vista come intrinsecamente e oggettivamente “cattiva”. Quando la Chiesa dice che il ricorso agli anticoncezionali per il controllo delle nascite non è mai permesso non vuol dire “chi ha usato una volta il preservativo va all’inferno” (non è un concorso a premi coi punti delle figurine), ma vuol dire, come dice in tanti altri campi, che le buone intenzioni e la buona fede del soggetto, pur possibili, non possono mai mutare la natura di un atto giudicato intrinsecamente ed oggettivamente illecito.

                      @ GiuliaM
                      se qualcuno mi facesse rilevare le contraddizioni per aiutarmi a capire meglio, ben venga, ma a volte il tono di Antonio sembra proprio quello di uno che dice “sei in contraddizione! cicca, cicca, cicca!” 😉

  2. Sophie ha detto

    La Chiesa ringrazia sentitamente l’ONU per tutto quello sta facendo per i cristiani uccisi nel mondo, dove ormai dittature atee e musulmani più che fare il tiro al volo, fanno il tiro al cristiano.

  3. Roberto crociera ha detto

    affascinanti i commenti sul corriere dimostrano che
    1) non hanno capito una cippa lippa della sentenza anche perchè non sono uscite ancora le motivazionie e quindi non si capisce il perchè
    2) non capiscono che c’è tempo per modificare la norma
    3) in realtà siamo in uno stato governato dai preti che vogliono persone handicappate e malate affinchè non chiudano le comunità loro dedicate che fanno sentire la chiesa importante
    4) i cattolici sono tutti bigotti e menefreghisti dei diritti della donna
    5) la mia libertà finisce dove inizia quella altrui quindi io non posso impedire a una donna di uccidere un embrione mentre la donna puoi proibire all’embrione di vivere, makes sense (estendendo il discorso ad altri temi)

    • Max ha detto in risposta a Roberto crociera

      E tu hai anche la pazienza di leggerli? Il sottoscritto non ci riuscirebbe mai…

    • Alessandra ha detto in risposta a Roberto crociera

      a me fanno molta più paura quei commenti in cui si dice:
      “vuoi far nasce un disabile? Liberissimo, ma poi non chiedere aiuto allo Stato”

      Mi ricorda tragicamente qualcosa.

      • Max ha detto in risposta a Alessandra

        Certi veleni della Storia non vanno mai via del tutto, purtroppo.

        • domenico ha detto in risposta a Max

          in realtà c’è qualcosa di peggio rispetto ad esempio ai programmi eugenetici dell’inizio del novecento; allora almeno lo stato si prendeva la responsabilità di quelle azioni; oggi lo scopo è quello di far sentire in colpa o i genitori che mettono al mondo questi figli o i figli stessi dopo che sono venuti al mondo…
          E’ molto peggio: è il ben noto concetto della colpevolizzazione della vittima.

    • G.T. ha detto in risposta a Roberto crociera

      Vorrei un politico serio che conducesse fuori dall’Europa, poi commenti inutili…

  4. Gab ha detto

    Certo che l’intervento della Chiesa sarebbe molto più efficace senza i vari “Zanotelli & co.” a distribuire preservativi.

    • Azaria ha detto in risposta a Gab

      Vallo a spiegare agli oscurantisti piegati a servire le industrie della gomma.

    • lorenz ha detto in risposta a Gab

      veramente Zanotelli ha fatto distribuzione di preservativi?

      • Gab ha detto in risposta a lorenz

        oh si e fa anche di più.. va in giro per il mondo a dire che il demonio non esiste..

        ho diffidato sempre dei preti che fanno le battaglie per i “diritti umani” e che dicono che il demonio non esiste.. mi viene in mente un film “l’avvocato del diavolo”

  5. pastor nubium ha detto

    Un indirizzo a cui scrivere:
    H.E. Laura Dupuy Lasserre, President of the United Nations Human Rights Council, e-mail: hrcpresidency@ohchr.org.
    Se saremo in tanti a scrivere anche solo due righe per sollecitare attenzione alle due questioni (persecuzione dei cristiani e difesa del primo e fondamentale diritto umano: la vita [meglio mail separate]) forse il livello di attenzione aumenterà, o almeno all’Onu almeno qualcuno percepirà che il numero dei cristiani nel mondo non è ancora del tutto ‘trascurabile’.
    Qualche indirizzo per fare pressing sul caso di Rimsha Masih (l’undicenne disabile condannata in Pakistan per blasfemia): , ,

    • Piero ha detto in risposta a pastor nubium

      OOOHHHH!!! Ancora credi a queste cose?
      Non l’hai ancora capito che l’ “Europa” ci GODE a queste cose?
      Non sperava che qualcun’altro facesse il “lavoro sporco” per loro…
      Adesso l’ha trovato. Sono mica scemi…

    • Piero ha detto in risposta a pastor nubium

      Per l’europa i diritti umani sono quando un musulmano passando davanti casa tua si offende che vede una statua della Madonna e ti ordina di murarla.

    • Piero ha detto in risposta a pastor nubium

      Chiedo scusa volevo dire ONU, ma tanto e’ la stessa cosa della massonica UE.

  6. Chiara ha detto

    Scusate l’OT, è la prima volta che scrivo, nonostante sia un’assidua lettrice di UCCR, ma ero in ferie senza computer e, tornata oggi, volevo proprio commentare il post
    http://www.uccronline.it/2012/08/25/losservatore-romano-la-chiesa-e-favorevole-al-controllo-naturale-della-fertilita/
    con questo
    http://www.vinonuovo.it/index.php?l=it&art=517
    ma i commenti sono già chiusi.
    Io seguo il metodo naturale Roetzer e nel libro si parla chiaramente di “periodi fecondi” e di “periodi assolutamente infecondi” e non di “periodi più fertili” e “periodi meno fertili” come invece afferma Raffaele. Ho studiato biologia ed effettivamente questo è vero: la fertilità della donna è ciclica, ed è presente solo in determinati giorni durante il ciclo ovulatorio. Inoltre bisogna considerare che anche gli spermatozoi non sopravvivono nell’ambiente vaginale in assenza di muco cervicale, e quindi non sono in grado di fecondare. Insomma, esistono giorni nei quali il concepimento è impossibile. Non è quindi assolutamente vero dal punto di vista biologico che ogni rapporto è potenzialmente fecondo.
    Un altra questione che viene posta nei commenti è relativa all'”apertura alla vita” che deve essere presente nei rapporti tra coniugi. Questa apertura alla vita è relativa ad ogni rapporto sessuale che viene effettuato dai coniugi o più in generale ad un orientamento personale della coppia? Non è forse apertura alla vita e genitorialità responsabile quella di due coniugi che avendo ricevuto il dono di 6 figli, e avendo ragionato insieme che non è il caso di averne altri, e nell’incapacità di poter utilizzare metodi naturali, decidono di utilizzare il preservativo per evitare ulteriori gravidanze? Non è forse lo stesso nel caso di due neo-sposi non coabitanti per cause lavorative di forza maggiore, che stanno insieme solo il finesettimana e decidono di procrastinare la gravidanza dopo qualche mese dal matrimonio, in attesa di stabilizzare la propria situazione familiare, e che in alcuni casi usano il preservativo proprio per questo fine? Oppure queste coppie dovrebbero evitare rapporti sessuali anche per periodi molto lunghi, o cessarli per sempre? Qui non si tratta di temere la fertilità o di mentalità contraccettiva, ma semplicemente di genitorialità responsabile, che è proprio ciò che chiede la Chiesa ai suoi fedeli.

    • Laura ha detto in risposta a Chiara

      Sicuramente hai ragione sui periodi fertili e non fertili, ovvero la settimana (circa) dell’ovulazione è l’unico periodo del mese in cui la donna è fertile, nel resto dei giorni non c’è fertilità.
      Più controversa la seconda parte…citi dei casi particolari mentre in quell’articolo si parlava di una concezione mentale, contraccettiva o naturale. Questi casi da te citati possono comunque essere risolti comunque con i metodi naturali nel primo caso e con un po’ più di attenzione/sacrificio nel secondo caso. Il periodo fertile dura solo di pochi giorni…con un po’ di programmazione, se c’è l’interesse, si affronta tranquillamente ogni circostanza. Resta il fatto che per questioni così specifiche è sempre bene confrontarsi con il proprio sacerdote o riferimento spirituale.
      Leggo comunque in te la tentazione di dire “in fondo so io cosa è giusto non la Chiesa”. Se sei cattolica è una posizione ancora più infelice.

      P.S. ringrazio Raffaele e semelets per le loro risposte sotto a quell’articolo!!

      • Pino ha detto in risposta a Laura

        “P.S. ringrazio Raffaele e semelets per le loro risposte sotto a quell’articolo!!” risposte nelle quali si sostiene che i rapporti naturali sono SEMPRE aperti alla vita anche nei periodi infertili, una panzana incredibile come dimostrato da Chiara e riconosciuto da lei. Certi talebani del cattolicesimo fanno più danni dei laicisti, ma che stessero zitti invece di sparare caz…….

      • Chiara ha detto in risposta a Laura

        “in fondo so io cosa è giusto non la Chiesa”. Scusa, ma è proprio il contrario! La genitorialità responsabile è una concezione mentale, che prevede sia la responsabilità di dare la vita sia quella di non darla. Tu dici che con un po’ di programmazione si affronta tranquillamente ogni circostanza, io non sono d’accordo. Il periodo fertile dura almeno una settimana. L’attenzione/sacrificio di cui scrivi siamo sicuri che sia sempre possibile/realizzabile? Ricordo anche 1 Cor 7,5: “Non rifiutatevi l’un l’altro, se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera. Poi tornate insieme, perché Satana non vi tenti mediante la vostra incontinenza.” Scrivi che per questioni così specifiche è meglio il confronto personale con un sacerdote, ed è proprio ciò che penso io. Nei commenti all’articolo che ho linkato questo viene ribadito. Se ci si rivolge ad un sacerdote è proprio perchè si ha fiducia in una Chiesa Madre e Maestra.

        • Raffaele ha detto in risposta a Chiara

          La genitorialità responsabile è una concezione mentale, che prevede sia la responsabilità di dare la vita sia quella di non darla…..e certo, ma secondo il mio opinabile parere confondi il concetto di responsabilità genitoriale col concetto di apertura alla vita, tutto qui.

        • Giancarlo ha detto in risposta a Chiara

          Mi sento di dover replicare anche a questo tuo commento. “L’attenzione/sacrificio di cui scrivi siamo sicuri che sia sempre possibile/realizzabile?”

          E’ certamente sempre possibile e sempre realizzabile, anche mediante l’astinenza se necessario. Quello che non è affatto certa è la nostra buona volontà; nel qual caso potrebbe succedere che usiamo il preservativo. Tuttavia, se succede che usiamo il preservatvo, non dobbiamo precipitarci a dimostrare che il preservativo, in qualche caso, è legittimo. Dobbiamo, invece, precipitarci a confessarci perchè abbiamo commesso un grave peccato.

        • Laura ha detto in risposta a Chiara

          Sono più d’accordo ora rispetto al tuo primo commento. Rimango dell’idea che nel caso specifico da te chiamato in causa (un’eccezione ovviamente) basterebbe programmare meglio il tempo tra i due coniugi per non cadere nella settimana fertile, e comunque ribadisco che un po’ di astinenza e sacrificio fortificano lo spirito e il nostro autocontrollo. San Paolo, da te citato, parlava di altro..

    • Vincenzo ha detto in risposta a Chiara

      Brava Chiara! Condivido pienamente: Qui con l’intransigenza sugli anticoncezionali si sta esagerando e si corre il rischio di provocare delle disaffezioni gravi in molti sinceri fedeli.

      • G.T. ha detto in risposta a Vincenzo

        Questi “sinceri” fedeli dovrebbero smetterla di lagnarsi, ma iniziare un vero percorso di conversione, allineandosi alla Chiesa.

      • Lucas ha detto in risposta a Vincenzo

        Se ne va chi non ha l’umiltà di mettere da parte l’amore alle sue opinioni per abbracciare l’amore alla verità. La vita dell’uomo è tutta in questa quotidiana lotta tra l’amor proprio e l’amore al Vero. Per un cattolico la Verità è la parola di Dio, ovvero della Chiesa e del Papa…

        Chiara e Vincenzo, “chi ama la propria vita, la perde”…questo è la sostanza dell’essere cattolico. Chi se ne va è chi perde la sua vita per amare le proprie convinzioni sull’etica morale.

    • Pino ha detto in risposta a Chiara

      Chiara, lei è una donna intelligente. Ho inutilmente cercato di spiegare a qualche zelota in servizio permanente effettivo che fra la regola morale proposta dalla Chiesa, che è corretta dal punto di vista dottrinale e teologico, e i casi singoli e pratici delle persone c’è una differenza enorme e che quindi il problema etico non può essere ridotto ad un metodo. Le faccio un esempio semplice: se lei prende il codice penale e legge gli articoli, questi all’apparenza, sono chiarissimi e non necessitano altro che di venire applicati. Invece lo Stato italiano deve mantenere migliaia di magistrati che interpretano ed applicano i codici, tre gradi di giudizio e due corti di legittimità. Come mai? Perchè le norme scritte che sembrano perfette devono poi confrontarsi con i casi concreti ed allora sorgono i problemi interpretativi, far coincidere la fattispecie teorica descritta nella legge con quella pratica, ecc. ecc. Lei presenta un caso comcreto, che fanno due coniugi che si incontrano solo raramente ed hanno difficoltà pratiche ad avere figli nell’immediato? Fanno il voto di castità per rispettare la lettera della legge con il rischio magari di far naufragare il matrimonio oppure decidono in coscienza in modo diverso per il bene comune? Guardi che di casi di questo tipo ce ne sono migliaia. La ringrazio inoltre per aver chiarito dal punto di vista biologico la fertilità/infertilità della donna, anche su questo punto ho letto bizzarre interpretazioni.

      • nonsense ha detto in risposta a Pino

        Ci sono fior fior di matrimoni assolutamente non naufragati dove il sesso non viene praticato. Il sesso non è il centro dell’esistenza e soprattutto non è il centro dell’amore coniugale. Fossi in lei cercherei di allinearmi alla Chiesa invece di raccontarmi che “i casi pratici sono tutt’altra cosa”. Sono solo scuse.

      • Raffaele ha detto in risposta a Pino

        Tra l’altro, riguardo i casi pratici, invito tutti, non solo Pino che, mi rammarica molto, ha fatto finta di leggere questo mio post (http://www.uccronline.it/2012/08/25/losservatore-romano-la-chiesa-e-favorevole-al-controllo-naturale-della-fertilita/#comment-84751) a lui rivolto, a leggere cosa disse Ratzinger (http://www.uccronline.it/2012/05/20/i-metodi-naturali-per-una-sessualita-davvero-responsabile/#comment-71768) a proposito dei preservativi e dei o delle prostitute. Se non altro questo dimostra che la Chiesa e chi la segue è attenta ai casi particolari e non è fuori dal mondo, né dà un decalogo di regole da rispettare, ma si cala nelle singole situazioni. Arrivederci

      • semelets ha detto in risposta a Pino

        Sbagli quando dici che tra la regola morale proposta dalla Chiesa e i casi singoli c’è una differenza enorme.
        Prendiamo come esempio il caso dell’aborto: se una ragazzina di 15 anni abortisce per una gravidanza causata da uno stupro, questo può essere COMPRENSIBILE e la sua responsabilità morale può essere NULLA, ma questo non significa che “nel caso in cui una gravidanza sia causata da uno stupro, allora l’aborto è legittimo”.
        Per fare un altro esempio: Gesù dice che non bisogna perdonare sette volte, ma sempre. Se ad una mamma rapiscono il figlio di 5 anni, lo violentano, lo torturano e lo uccidono è assai comprensibile che quella mamma non riesca a perdonare,neanche per tutta la vita, ma questo non significa che “nel caso in cui un bambino sia violentato e ucciso, allora è lecito non perdonare”.

      • Semelets ha detto in risposta a Pino

        Mi sembra che il tuo esempio del codice penale riveli una visione distorta e infantile della Chiesa: la Chiesa non è un tribunale e i sacerdoti non sono magistrati preposti a giudicare il nostro operato o a concedere il permesso di fare questo o quest’altro.
        La prospettiva della Chiesa è molto più aperta e liberante.
        Guarda cosa dice ai divorziati risposati. Queste persone non possono accedere alla Comunione, ma allo stesso tempo la Chiesa dice loro che non devono sentirsi fuori dalla comunità cristiana. Dice cioè che, anche se la nostra vita si trova in una situazione tale da non poter essere oggettivamente in piena comunione, l’amore di Dio verso di noi non viene meno e non ne è diminuito. L’attenzione è rivolta sempre verso l’amore di Dio, che rimane immutato e da cui dipende la nostra salvezza e di fronte a questo amore che ci salva il nostro essere o non essere a posto diventa in fondo irrilevante.
        E’ una visione grandiosa e davvero rispettosa della dignità umana, a differenza di quell’atteggiamento gretto e umiliante che ci fa andare dal prete di turno a elemosinare “il permesso di fare la Comunione lo stesso”.

    • Raffaele ha detto in risposta a Chiara

      Insomma, esistono giorni nei quali il concepimento è impossibile. Non è quindi assolutamente vero dal punto di vista biologico che ogni rapporto è potenzialmente fecondo.

      Cara Chiara, smentisco con categorica fermezza e certezza questa tua ultima affermazione. Io studio medicina e non posso che smentirti e visto che studi biologia posso parlare in termini più tecnici, affinché tu possa capire cosa intendevo dire. Ribadisco che non esiste certezza di non fertilità in un ciclo, mi è stato spiegato sia in istologia/embriologia dal Prof. Gerli, sia in fisiologia dal prof. Fontani, entrambi professori all’Università di Siena. Ti spiego cosa mi è stato spiegato, cosa ho studiato io. Il ciclo di divide in 3 fasi, la fase mestruale, la fase estrogenica e la fase progestinica. La fase mestruale dura mediamente 5 giorni, con oscillazioni da 3 a 6 giorni a seconda dei casi. Le fasi che ci interessano però sono la fase estrogenica e la fase progestinica, nonché l’ovulazione, che segna il passaggio dalla prima alla seconda. Mi è stato insegnato (e lo dovresti trovare su tutti i libri, ma ti posto la slide di quella lezione qui http://www.mediafire.com/view/?6bkgb16wwezkwhl) che la fase estrogenica ha una durata variabile, classicamente e mediamente dura 9 giorni, ma ha oscillazioni da 6 a 16 giorni, mentre la fase progestinica ha una durata fissa di 14 giorni dovuta alla presenza del corpo luteo, la cui vita è di 14 giorni appunto. Pertanto prendendo le durate medie, classiche, dovremmo avere un ciclo di 28 giorni (fase m:5 giorni + fase e:9 giorni + fase p:14 giorni), ma tutti sanno che può durare di più o di meno, questo dipende principalmente dalla durata della fase estrogenica (da 6 a 16 gg), per cui in realtà il ciclo può oscillare generalmente (ma possono esserci ancora eccezioni) da 25 giorni (fase estr di 6) a 35 giorni (fase estr di 16). Quando si parla di periodo fertile si intende la finestra di tempo in cui gli spermatozoi possono potenzialmente raggiungere l’ovocità, che però è disponibile solo dopo l’ovulazione, quindi mediamente al 14° giorno, giorno che però può tranquillamente essere l’11°, o addirittura il 10° o il 9° se il la fase mestruale è stata particolarmente corta [la mia ragazza per es. ha una fase che oscilla da 3 a 4 giorni, è fortunata direi 🙂 ]. A questo punto passiamo agli spermatozoi: nella precedente lezione il professore ci spiegò il concetto di sopravvivenza degli spermatozoi nelle cripte cervicali, sopravvivenza che in media, e sottolineo in media, è di 3, con massimo 5-6 giorni. Questo è il motivo per cui, come vedi nella slide, è indicato come periodo fertile un periodo di circa 6 giorni che in media si estende dal 3° giorno precedente l’ovulazione al 2° giorno dopo l’ovulazione. In sostanza pur avendo un rapporto precedente all’ovulazione, gli spermatozoi sopravvivono nelle cripte cervicali x circa 3-5 giorni, per cui possono “aspettare” l’ovulazione per poter fecondare l’ovocita. Ora, se questa finestra è definita fertile, è solo perché è la finestra ottimale per cercare di avere un figlio, ma non significa affatto che solo in quei giorni tu possa concepire un figlio, anzi, l’esperienza insegna che è il discorso è veramente molto più ampio. Dicevo che gli spermatozoi possono sopravvivere in media 3-5 giorni, ma in medicina mi hanno sempre insegnato che il sempre e il mai non esistono. Non a caso si descrivono casi relativamente rari in cui la sopravvivenza nelle cripte cervicali degli spermatozoi è pari a 8 giorni. Se hai la chiave d’accesso per gli articoli scientifici (o conosci qualche medico universitario che ce l’ha) qui puoi trovare proprio dati sulla sopravvivenza di 8 giorni degli spermatozoi:
      http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/985763?dopt=Abstract
      http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9678103
      http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8308307?dopt=Abstract

      Pertanto esiste una probabilità bassa, ma c’è, che gli spermatozoi sopravvivano 8 giorni in cervice, ora questo perché è importante? Semplice, se ho un rapporto il giorno dopo la fine delle mestruazioni (quindi diciamo nel primo giorno utile (6° giorno) e se l’ovulazione arriva all’14°, il mio rapporto difficilmente sarà fecondo, ma attenzione non è detto che non lo possa essere. Se gli spermatozoi sopravvivono per 8 giorni (significa che ho uno sperma molto fertile) possibilità che arrivino 8 giorni dopo (e forse anche di più, perché dopo l’annidamento nelle cripte cervicali vi è la migrazione verso le tube, quindi trascorre altro tempo) a fecondare l’ovocito ci sono, anche se veramente basse. Sai bene infatti che gli spermatozoi devono passare dalla vagina alla cervice dell’utero e questo passaggio è la fase più critica di tutto il percorso, (vagina a pH acido)per cui il 90-99% degli spermatozoi non riesce a superarla e muore nella vagina, così come sai che è il ph alcalino del muco cervicale, unito ai vari nutrienti a garantire la sopravvivenza degli spermatozoi in cervice. Se è vero che nello sperma vi è un numero da 40 a 250 milioni/ml di spermatozoi e se è vero che il 90-99% di essi muore in vagina, oltre che nel tragitto alle tube, capisci che poche migliaia di spermatozoi raggiungono la tuba uterina, dove però possono restare attivi 48 ore. Per cui solo poche centinaia di spermatozoi raggiungono l’ovocita. Questo significa che dopo una sopravvivenza di 8 giorni le probabilità di fecondazione non possono essere alte. È altrettanto chiaro che se io ho un rapporto il giorno stesso dell’ovulazione e questa sopravvivenza in cervice può davvero in alcuni casi arrivare ad 8 giorni, a cui si aggiungono il o i giorni per arrivare alle tube, a cui si aggiungono i 2 giorni di vita nelle tube uterine, allora ovviamente teoricamente la fecondazione può anche avere luogo verso il 12°-13° giorno di fase progestinica e allora in quel caso tutto dipende da quanto invece l’ovocita sopravvive nella tuba. Come puoi vedere è praticamente impossibile stabilire un giorno in cui tu sicuramente hai zero possibilità di concepimento, puoi solo dire quando hai probabilità inferiori all’1%, quando inferiori al 5%, quando superiori al 50% e così via. La conclusione del mio prof. è che non esistono rapporti sessuali con 100% di sicurezza di non avere gravidanza, semplicemente perché troppe sono le variabili, per cui ci disse che ogni rapporto è potenzialmente fecondo, se ovviamente si combinano tutta una serie di situazioni biologiche. Se ti servono ulteriori dettagli, io sono disposto a fornirteli, cmq resta il fatto che dei miei professori ho grande considerazione e, dopo aver ascoltato le loro lezioni, per me è veramente difficile affermare che esistano rapporti sessuali sicuramente infecondi. Tutto qui. Sulla seconda parte del tuo intervento ho già detto abbastanza, per me parlare di apertura alla vita quando l’atto è intrinsecamente di chiusura alla vita (non sto parlando di responsabilità, sono 2 cose diverse, forse per responsabilità ci può pure stare) in quei casi è un ossimoro, ne ho spiegato anche i motivi e, ad ogni modo, non capisco proprio perché sia necessario il preservativo quando si hanno i MN. Ad ogni modo siamo in un post diverso, per cui se vuoi continuare la discussione senza dare fastidio agli altri utenti, io sono disponibile all’email ictius87@gmail.com . Te ne sarei grato Chiara. Ciao 🙂

      • Chiara ha detto in risposta a Raffaele

        Scusate se sono ancora OT, poi chiudo. Il tuo ragionamento, Raffaele, non fa una piega. Quando ho fatto il corso sul metodo Roetzer l’insegnante di MN ci parlò proprio in termini di ” periodo fertile” e di “periodo assolutamente sterile”, per esempio quando disse che nel post-ovulatorio questo avviene dopo 4 giorni di temperatura alta. Anche nel libro del dottor Roetzer c’è scritto che dal 4° giorno di temperatura alta ci si può ritenere infeconde, senza considerare invece, come hai fatto tu in modo approfondito, la probabilità di concepimento.
        Mi dispiace di non essermi informata ulteriormente, mi sono fidata senza approfondire dell’insegnante e del libro.

        • Raffaele ha detto in risposta a Chiara

          Non è tanto un mio ragionamento, è più che altro quello che mi è stato spiegato, nonché quello che ho letto, detto però a parole mie. Non so cosa ti abbiano detto questi insegnanti, né cosa scriva Roetzer, probabilmente per assolutamente sterile in buona fede intendevano dire che la probabilità di fecondazione è talmente bassa che si parla di sterilità praticamente sicura, quindi il termine sterile lo si usa per praticità. D’altronde se la probabilità è inferiore all’1% effettivamente la stessa diventa trascurabile quando si parla in termini di praticità. Però da lì a dire che la gravidanza è scientificamente impossibile eh no, lì poi bisogna essere precisi e chiamare le cose per nome loro. Cmq l’importante è aver chiarito il misunderstanding. Ciao Chiara

          • Chiara ha detto in risposta a Raffaele

            Grazie Raffaele. Pensa che nel libro c’è scritto addirittura che “l’affidabilità della regola di lettura di 3 temperature alte è maggiore di quella data dalla sterilizzazione maschile e femminile”. Un’affermazione pesante, per il suo risvolto pratico…!
            A proposito dei MN, dopo aver letto questi post e quelli seguenti, volevo anche dire che quando ho fatto il corso di preparazione al matrimonio con il sacerdote e una quindicina circa di coppie prossime al matrimonio, mi rendo conto che molti aspetti importanti non sono stati trattati adeguatamente, per esempio le questioni relative all’apertura alla vita del rapporto sessuale (come si capisce chiaramente dai miei post): per quanto io mi possa ritenere una “cattolica in ricerca”, il resto delle altre coppie le ho trovate molto più lontano da Dio e dalla Chiesa, per cui mi chiedo cosa può essere passato da quegli incontri…Non sarebbe allora il caso di valorizzare un po’ di più queste questioni dottrinali? Quando nel corso si parlava così liberamente di “periodi assolutamente sterili” e di “necessità assoluta di evitare una gravidanza” il sacerdote era presente, non sarebbe stato il caso di fare le dovute precisazioni che ha espresso, per esempio, Giancarlo?

            • Raffaele ha detto in risposta a Chiara

              Eh eh, e certo!! Eccome che sarebbe stato il caso di approfondire meglio! Quello sarebbe l’ideale, perché poi come dici tu passano messaggi errati e, alle volte, completamente contrari a quello che la Chiesa stessa insegna. Anche sono stato tacciato di essere talebano, zelota, fariseo, panzaniere e tante altre belle cose solo per aver spiegato come stanno in realtà le cose, non è dispiaciuto affatto chiarire alcuni aspetti che sembrano dettagli ma che in realtà fanno la differenza in modo a volte addirittura determinante. Eppure è proprio la scoperta di questi aspetti che ti fa vivere in modo molto più sereno la sessualità, la fa vivere in modo direi anche più spontaneo e genuino, quindi naturale. Ci sono però molti problemi che a ciò si correlano. Intanto c’è da dire purtroppo che non tutti i sacerdoti sono preparati a dovere sul tema, perché ovviamente in buona fede non possono approfondire tutto di tutto nel dettaglio, per cui c’è quello che ha approfondito più la mariologia, chi ha approfondito di più la morale matrimoniale, ecc. E’ chiaro che se tu vai da un sacerdote comune, le risposte che ti darà sulla sessualità non saranno mai come quelle di chi ha studiato morale matrimoniale. Quindi intanto bisogna vedere se il sacerdote coglie quelle sfumature che però fanno la differenza, quel parlare di assoluta necessità di evitare la gravidanza bisogna vedere in che senso è stato detto e in che senso viene colto. Io parlerei di assoluta necessità solo in situazioni veramente serie, come x es. l’HIV. Ma è chiaro che poi ogni caso deve essere valutato nello specifico, e per ciascun caso c’è una soluzione, che però non può contraddire il Magistero, che è la guida per un sacerdote che consiglia nonché per la coppia consigliata se cattolica. Poi, vedi, da quel che mi racconti non si può dire con certezza che che quel sacerdote che era ai vostri incontri abbia sbagliato, bisogna andarci piano, dipende un po’ dalle situazioni. Magari proprio per il fatto che non si tratta di coppie fortemente cattoliche ha dovuto soprassedere su alcuni aspetti. Se infatti una coppia è lontana dalla Chiesa, è lontana dalla Fede, spiegare tutto quel mare di roba non è semplice, e magari non viene compreso. Il rischio è quello di far saltare tutto, è quello di far scappare la coppia dal MN, per cui quella coppia si rifugia di conseguenza in un contraccettivo. L’es. di semelets è illuminante (http://www.uccronline.it/2012/08/28/lonu-e-loms-ringraziano-la-chiesa-per-limpegno-contro-lhiv-in-africa/#comment-85182). A volte per condurre le persone su una buona strada bisogna usare gradualità. Allora magari per ora imparano che i MN sono una cosa buona e naturale fattibilissima e che dei contraccettivi non c’è alcun bisogno…e, poi un po’ alla volta, seguendo le coppie, le si può spiegare tutto, con gradualità. Certamente abbandonarle a se stesse, soprattutto quando sai che poi loro la Chiesa non la vedono più, può essere un po’ rischioso. Ma se invece il sacerdote poi ti segue e ti spiega un po’ per volta cosa ti dice la Chiesa sull’essere aperti alla vita, cosa vuol dire responsabilità, ecc, forse è meglio. Lo stesso Ratzinger ha parlato di preservativo, anche se è bene non travisare e non intendere ciò come giustificazione morale (http://www.uccronline.it/2012/05/20/i-metodi-naturali-per-una-sessualita-davvero-responsabile/#comment-71768), insomma non lo legittima, ma certo può essere un primo passo verso un graduale avvicinamento al sesso più responsabile per una prostituta che per scelta (e non perché costretta ovviamente) fa quel lavoro. Quindi per concludere ogni sacerdote sa quello che deve fare e come deve operare, magari fermare e dire cose del genere in quel momento poteva essere controproducente, non lo so, certamente ognuno valuta come meglio crede, nella speranza che lo abbia fatto coscientemente e non per un errore di distrazione, superficialità o addirittura per ignoranza. Purtroppo anche l’ignoranza in giro c’è, se è vero che ci sono sacerdoti che in condizioni assolutamente normali ti consigliano pure il preservativo. Per costoro però dobbiamo pregare, piuttosto che criticarli, perché i sacerdoti sono il nostro tramite per il Regno dei Cieli e dobbiamo tenerceli veramente molto stretti 😉

    • Giancarlo ha detto in risposta a Chiara

      “Questa apertura alla vita è relativa ad ogni rapporto sessuale che viene effettuato dai coniugi o più in generale ad un orientamento personale della coppia?”

      L’apertura alla vita deve essere presente sia in ogni singolo rapporto sessuale, sia in un più generale orientamento personale della coppia. Occorre tener presente che fare l’amore ha direttamente a che fare con la creazione della vita, è un dato di natura, non è modificabile. Casomai il legame sesso-vita è aggirabile mediante l’impiego illegittimo di tecniche invasive ed invadenti, ma resta comunque ineliminabile. Tanto è vero che, quando le tecniche invasive ed invadenti falliscono, si ricorre all’aborto che mostra chiaramente qual’ era la vera intenzione: il rifiuto della vita. Carissima Chiara, ricorrere al preservativo implica automaticamente il rifiuto della vita e questo non può mai essere accettabile. Non si tratta di essere talebani, si tratta di essere onesti. Il preservativo è un mezzo artificiale che impedisce la fecondazione. Punto. L’intero rapporto sessuale viene adulterato, ne viene modificata (mi si passi il termine) la destinazione d’uso. E questa modifica, cioè l’impedimento della fecondazione, non avviene a norma di natura, ma grazie ad un ostacolo artificiale che viola, volente o nolente, quanto stabilito da Dio. La responsabilità dei genitori nei confronti dei figli deve essere attuata mediante mezzi leciti. Il preservativo non è un mezzo lecito. Se hai già sei figli e non vuoi il settimo, usa i metodi naturali, oppure astieniti, che è sempre un ottimo esercizio. Non puoi usare il preservativo. Mai. Neanche se sei santa.

  7. Carlo ha detto

    Meno male che siamo in Europa, altrimenti saremmo in uno stato totalemnte teocratico. Questo è solo uno dei primi passi!!

    • Alèudin ha detto in risposta a Carlo

      … verso l’autodistruzione.

      • Carlo ha detto in risposta a Alèudin

        Niente autodistruzione, ma solo civiltà. Siamo soggetti a malattia e altre “scarogne” senza che lo abbiamo voluto. Dobbiamo combattere queste cose che Dio “buono” ci regala ogni giorno.

        • Roberto crociera ha detto in risposta a Carlo

          Queste cose si combattono CURANDO le malattie e non cercando di eliminarle in principio, non è evitando le persone difettose che l’umanità migliora.

          • Roberto crociera ha detto in risposta a Roberto crociera

            In principio intendo prima della nascita e non con la prevenzione nè ancora mi alzate qualche critica idio*a da parte di qualche commentatore 😉

        • Norberto ha detto in risposta a Carlo

          Vedi Carlo, per te quello che ti accade nella vita è solo scarogna o fortuna. Come quella di tutti gli atei, la tua è una posizione superstiziosa e in balia del fato, non c’è condizione più frustrante rispetto all’esigenza di giustizia umana.

          Per noi invece è tutto volontà Sua, per questo accogliamo con gratitudine il bello e con sacrificio e offerta il brutto. Tutto è fatto per la nostra maturazione.

        • Pino ha detto in risposta a Carlo

          se è solo per questo il Padreterno ci ha regalato te, più sfigati di così

        • Gab ha detto in risposta a Carlo

          Il buon Dio si era distratto quando ha permesso che ti mettessero al mondo?

    • domenico ha detto in risposta a Carlo

      abbi il coraggio di quello che pensi. Vai a trovare un malato di fibrosi cistica e digli che era meglio se non fosse mai nato.

      • Alessandra ha detto in risposta a domenico

        E già che ci sei vai fino in fondo. Digli pure che è un mangia a sbafo e che i soldi che vengono spesi per lui vengono tolti a chi è più “utile”

      • Carlo ha detto in risposta a domenico

        E tu vagli a dire che Dio è tanto buono se ne hai il coraggio!!!

        • lorenzo ha detto in risposta a Carlo

          I casi sono due:
          – o ti arrendi all’Amore di Dio,
          – o dentro di te avrai sempre l’inferno.

          Cosa sia in realtà l’Amore di Dio, puoi sperimentarlo solo se lo vivi: auguri…

        • domenico ha detto in risposta a Carlo

          Carlo, i malati di fibrosi cistica hanno bisogno di assistenza, cura e di una ricerca medica che invece che elinare il malato curi la malattia. La maggioranza dei problemi di questi malati sono di ordine relazionale e psicologico come dimostra il fatto che tendono a nascondere la malattia agli altri.
          In tutto questo Dio non c’entra nulla.

        • Piero ha detto in risposta a Carlo

          Toh e’ tornato Carlo, quello che voleva dencunciare Doo per omissione di soccorso.
          Mi fai vedere un’altra volta le tonnellate di preservativi alla GMG di Madrid?
          Quello che diceva che Hitler era cristiano…
          E’ tornata la Wanna Marchi dell’ateismo, a quanto pare…

        • Alessandra ha detto in risposta a Carlo

          Caro mio, io “non gli vado a dire che Dio è buono” GLIELO DIMOSTRO CON LA MIA SOLLECITUDINE, dimostrandogli CON I FATTI che lui HA UNA DIGITA’ IN QUANTO TALE e che la sua malattia NON GLIENE LEVA NEANCHE UN PO’.

          Ti è chiaro o ti faccio un disegnino?

    • lorenzo ha detto in risposta a Carlo

      “dura minga … dura no”
      Vedrai cosa succederà in europa se continuamo di questo passo…

      • Roberto crociera ha detto in risposta a lorenzo

        leggi i giornali stai 5 minuti su facebook e vedrai da che parte sta andando il mondo. Tutti utilitaristici e tutti che sragionano sulla chiesa l’8×1000 l’imu il kattobani e via dicendo, mai nessuno che si fermi un momento e dica, ma cosa mi rende uomo se non la pietà, l’etica, il ragionare su cose è giusto e cosa no? :/

      • domenico ha detto in risposta a lorenzo

        infatti ora iniziano ad eliminare gli embrioni che hanno la malattia della fibrosi cistica; poi passeranno ad eliminare quei milioni che sono portatori sani della stessa malattia… in fondo perchè rischiare?

        • Roberto crociera ha detto in risposta a domenico

          Questa è una esagerazione, sono sicuro che questo è l’inizio della fine perchè magari si aprirà alla fibrosi cistica poi a un’altra malattia e poi a un’altra ancora e alla fine saremo come gli spartani solo meno macrabi e senza bisogno di dirupi :/

        • lorenzo ha detto in risposta a domenico

          Intanto molti cinesi, in Italia, stanno usando la 194 per far nascere solo figli maschi.

      • Daphnos ha detto in risposta a lorenzo

        Lorenzo, ti rispondo qui perché di là hanno chiuso i commenti. Ti ringrazio per i riferimenti al Catechismo della Chiesa Cattolica; tuttavia, non è che io non li tenga in considerazione o li ignori. Semplicemente, io non mi ritengo cattolico perché consulto il catechismo ogni volta che devo prendere una decisione, ma il contrario: sono cattolico perché sono cosciente che la mia posizione è compatibile col Magistero o molto vicina ad essa.

        Per la cronaca: so bene che il battesimo cancella ‘ufficialmente’ il peccato originale. Ma a livello pratico, non si può distinguere tra un battezzato e un non-battezzato semplicemente in base alle loro azioni: si corre il rischio di vedere i sacramenti in un’ottica di tipo ‘burocratico’, ed una fede che si riduce a questo secondo me è una fede molto povera e lontana dal Vangelo.

        Credo che nessun sacerdote, indipendentemente dalla propria posizione gerarchica, si scandalizzi se io affermo di vedere nella ‘concupiscenza’, definita come causa del peccato attuale, anche un effetto dell’imperfezione della natura umana che io ho associato al peccato originale, visto che, a ben vedere, si può dire che sia stata la concupiscenza stessa a causare il desiderio di assaggiare il frutto. In più, il battesimo segna l’ingresso nella comunità dei discepoli di Cristo e, come ho detto, è proprio la dottrina di Cristo a redimere l’uomo dalla sua condizione.

        • lorenzo ha detto in risposta a Daphnos

          Se ti aspetti di vedere un cambiamento esteriore nelle persone che ricevono il battesimo, dubito lo vedrai:il cambiamento è interiore e riguarda l’anima. Nel battesimo muore l’uomo vecchio che ha peccato in Adamo e nasce l’uomo nuovo giustificato in Cristo: questa rinascita però, se non è accompagnata da fatti concreti, non solo non serve a nulla, ma diventa addirittura segno di condanna.

          Se per “concupiscenza” intendi: desiderio, brama, bramosia, sappi che nella Genesi si narra di come Adamo ed Eva mangiarono dell’albero della conoscenza del bene e del male per diventare come Dio.
          Se invece intendi il desiderio sessuale, ricordati che il sesso è stato voluto e creato da Dio.

  8. G.T. ha detto

    Non contano nulla per me queste organizzazione parassitarie… Anzi vorrei che scomparissero da domani mattina per il male che hanno contribuito a portare e contribuiscono a portare…
    Qualche stupido pensa “che essere cittadino del mondo” significa riconoscere o legittimare qualche governo dall’alto di ordine mondiale.
    Sono sempre dei manichini che si divertono a assumere sempre più potere non per il bene dei popoli, ma contro i popoli e le loro caratteristiche.

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