Gay e pornoattore: «l’amore l’ho trovato nella Chiesa cattolica»

Joseph SciambraJoseph Sciambra è un uomo di 44 anni che ha deciso di raccontare in un libro (Swallowed by Satan) la sua esperienza nel mondo della pornografia e nello stile di vita degli omosessuali di San Francisco.

Ha abbandonato quel mondo tredici anni fa, dopo un forte momento di conversione alla fede cattolica, mediato da una terrificante esperienza pre-morte: dopo un’orgia particolarmente violenta finì in ospedale: sentì l’amore di sua madre che pregava per lui lì e vide la sua anima scivolare dentro una grossa bocca bavosa. Al risveglio decise di riprendere in considerazione l’affidamento a Dio, se non altro per essere salvato da quel terribile destino.

Prima di questa esperienza l’unico modo per raggiungere per qualche secondo “il luogo felice”, come chiama lui la pace interiore, erano nuove esperienze sessuali con nuovi partner. Ha così iniziato a frequentare la prostituzione omosessuale nei night club, consumando sesso assolutamente anonimo, diventando un attore porno amatoriale.  Eppure, ha spiegato,  tutto quanto aveva sperimentato nella sua burrascosa vita sessuale era odio: odio per gli altri uomini, per la sua stessa vita, per il mondo. Fino a quella rocambolesca conversione che lo ha riavvicinato alla Chiesa Cattolica, alla Messa e ha iniziato davvero una nuova vita: finalmente ha trovato quell’amore, quell’accettazione e quella pace che aveva cercato invano nella pornografia e nei violenti rapporti sessuali che avevano segnato gran parte della sua vita. Una storia molto simile a quella di Philippe Ariño, di cui abbiamo già parlato.

Certo, l’attrazione per gli altri uomini non è certo magicamente sparita ma lui dice di aver compreso che l’amore, l’accettazione e la pace che ha così ardentemente cercato nel sesso ora lo ha trovato seguendo Gesù, che ridona tutto in abbondanza attraverso una vita spirituale.  LifeSiteNews.com lo ha intervistato e lui ha spiegato la visione che ha maturato su certe tematiche.  Joseph afferma: «credo che la spinta per il matrimonio gay sia uno stratagemma politico imposto alla comunità gay: il concetto di matrimonio gay è stato fuso con successo con quello dell’uguaglianza omosessuale. Questo crea una dinamica per cui tutti i gay si sentono obbligati a sostenere il matrimonio gay, anche se non hanno alcun interesse nel matrimonio per se stessi, perché avrebbe a che fare con la liberazione omosessuale. E la “liberazione omosessuale” è quella sorta di sollievo all’interno della mente omosessuale perché ogni persona che ha abbracciato l’omosessualità vi arriva dopo tante sofferenze. Si cerca, quindi, nello stile di vita [normato da una legge, nda] un tentativo di pace e completezza ma si tratta di un inganno. La pace che loro desiderano non arriverà mai», tantomeno con il matrimonio.

Con il suo libro vuole aiutare coloro che lottano con l’attrazione per lo stesso sesso: «invece di agire su quei desideri», spiega, «sia che si tratti di attività sessuale con un’altra persona o con la visualizzazione di materiale pornografico, c’è bisogno di scavare nei vostri sentimenti e ricordi, per scoprire il vero motivo per cui si hanno questi desideri omosessuali. E’ un processo molto difficile e doloroso, ma deve essere realizzato perché ogni persona che approfondisce lo stile di vita gay è una persona che è stata ferita».

Joseph ha voluto anche mettere in guardia i cristiani da uno stile di evangelizzazione moralista e fondato sulla paura e le condanne: molte persone, a suo dire, sono state allontanate dal cristianesimo da cristiani troppo zelanti, incapaci di mostrare loro l’amore di Cristo. Le persone che iniziano a pensare di lasciare quello stile di vita, dice, cercano solo un amico disinteressato, che non voglia o domandi qualcosa da loro. È sufficiente ascoltare, far sapere che ti importa di loro. Solo dopo arriva il momento di affrontare le verità di fede e l’inizio di un cammino di conversione: prima c’è la relazione, l’amicizia, e la preghiera costante per questi nostri fratelli.

La redazione

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90 commenti a Gay e pornoattore: «l’amore l’ho trovato nella Chiesa cattolica»

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  1. Engy ha detto

    “c’è bisogno di scavare nei vostri sentimenti e ricordi, per scoprire il vero motivo per cui si hanno questi desideri omosessuali”.
    Bene, alla fine molti “scopriranno” di avere desideri omosessuali semplicemente perchè “sono” omosessuali.
    Questo articolo, tramite la storia di costui, mette insieme il fatto discutibile di fare il porno-star con quello di essere omosessuale e alla fine ci infila il matrimonio gay: un minestrone con ingredienti discutibili.
    “lui dice di aver compreso che l’amore, l’accettazione e la pace che ha così ardentemente cercato nel sesso ora lo ha trovato seguendo Gesù, che ridona tutto in abbondanza attraverso una vita spirituale” si legge anche.
    A parte che “una vita spirituale” la si può vivere anche avendo rapporti sessuali, penso che nel caso specifico si possa pensare a una forma di rigetto vero e proprio verso il sesso, di disinteresse/disgusto, dopo lo stile di vita condotto in precedenza.

    • simone ha detto in risposta a Engy

      Siamo all’eterno dilemma: esiste un gene gay? è ereditario? è l’ambiente che conta? e allora può esserci una ferita all’origine come dice l’intervistato. perché vuoi impedire una riflessione sull’essere omosessuali? a me sembra che lui metta in discussione proprio lo stile di vita gay. perché ridurre tutto a discutibili spiegazioni riduzioniste?

  2. Fiammetta ha detto

    Esiste forse lo stile di vita etero? No, quindi stessa cosa per gli omosessuali.

    • gladio ha detto in risposta a Fiammetta

      Caspiterina se esiste!!

      • Fiammetta ha detto in risposta a gladio

        Quella che esiste è l’omofobia che vuole tutti gli omosessuali uguali, come il razzismo che vuole tutti i rom ladri, tutti gli arabi violenti o tutti i neri sporchi.

        • Sophie ha detto in risposta a Fiammetta

          Guarda caso non hai citato il razzismo verso i cristiani, ma che strano eh?

        • gladio ha detto in risposta a Fiammetta

          No, no, esiste ,esiste solo che spiegartelo per iscritto sarebbe un po’ troppo complicato…guarda, facciamo una cosa Fiammetta ( che nome civettuolo, mi piace), appena posso ti faccio un disegnino…

      • Nippur ha detto in risposta a gladio

        E com’è?

        • gladio ha detto in risposta a Nippur

          Com’ è cosa? Ah il disegnino!

          Ma chi l’ avrebbe mai detto, nel 2014 c’ è ancora gente che…beata ingenuità…; vabbè ,vabbè vedrò di mandarne uno anche a te allora

          • Nippur ha detto in risposta a gladio

            1 moglie/più mogli, 1 uomo/più uomini, amante si/no, no matrimonio/si matrimonio, single sempre in caccia oppure legame stabile.
            Ecco una serie di rapporti che vedi nella realtà di oggi in diverse società.
            Ecco il tuo stile di vita “eterosessuale”.

    • Igloo ha detto in risposta a Fiammetta

      In realtà non esistono “gli eterosessuali”, la natura umana ci fa nascere tutti in un unico modo, con un’unica predisposizione fisiologica sessuale…poi in alcuni nasce per motivi misteriosi una contraddizione tra sé stessi e il proprio desiderio di essere. Tutto legittimo ma parlare di “eterosessualità” significa citare un termine inventato a tavolino.

      • Fiammetta ha detto in risposta a Igloo

        Non sai neanche cosa sia l’omosessualità e vieni qui a pontificare, mah…

        • lorenzo ha detto in risposta a Fiammetta

          Da quel poco che conosco di biologia, salvo rare eccezioni che confermano la regola, i maschi umani producono spermatozoi e le femmine umane producono ovuli.

          Produrre spermatozoi ed ovuli sarebbero però, in natura, un dispendio di energie perfettamente inutile se tutto non fosse finalizzato a farli incontrare per dare vita ad un nuovo essere umano.

          Per fare in modo che questo avvenga, sempre la natura, ha stabilito che tra Maschi e femmine vi sia reciproca attrazione.

          Se un uomo non prova allora attrazione per una donna ed una donna non prova attrazione per un uomo significa che qualcosa non funziona, in modo conforme a quanto stabilito dalle leggi di natura, nei rapporti tra mente umana e fisico umano.

          … e le leggi di natura non perdonano…

          • Fiammetta ha detto in risposta a lorenzo

            Ma perchè volete “guarire” chi è felice e non sente di aver niente di scombinato nella sua natura? Fossero dei maniaci assassini potrei capire il voler guarirli, ma trattandosi di persone che non torcono un capello a nessuno, come vi permettete di voler decidere per loro?
            Cominciate semmai dai sacerdoti che, come spiegato nel link che ho allegato nel mio precedente commento, risultano essere una delle categorie con il più alto tasso di omosessuali al suo interno.

            • Sophie ha detto in risposta a Fiammetta

              Scusa ma se una persona di sua spontanea volontà si rivolge ad uno psicologo o ad un sacerdote perché non si trova bene con la sua omosessualità secondo te è felice? Non ho ancora capito se ci sei o ci fai, te lo dico seriamente.

            • Dario* ha detto in risposta a Fiammetta

              Se sono davvero felici buon per loro ma perché voi invece volete impedire a quelli che felici in questo stato non sono di cambiare?

              • Fiammetta ha detto in risposta a Dario*

                Ho forse detto che il pornoattore deve tornare alla sua vita precedente?

                • Laura ha detto in risposta a Fiammetta

                  A me sembra che vorresti impedirgli di uscire dall’omosessualità, così come ti opponi a qualunque richiesta di aiuto da parte di omosessuali con attrazioni indesiderate a psicologi o sacerdoti. Chi è omofoba? Tu o io?

                • Dario* ha detto in risposta a Fiammetta

                  Allora non capisco cosa tu abbia da obiettare nei confronti della Chiesa o i cristiani. La Chiesa non obbliga nessuno a fare niente, offre solamente dei percorsi per cambiare vita a chi lo vuole fare, c’è qualcosa di male in questo?

            • lorenzo ha detto in risposta a Fiammetta

              Felici?
              Hai amici gay?
              Conosci le loro paure?
              Hai mai raccolto le loro confidenze più intime?

              • Fiammetta ha detto in risposta a lorenzo

                Si, ho amici gay. E ne ho di diversi tipi, dalla coppia di gay tradizionalisti, bigotti e precisini, al gay giovane, liberale e scamiciato, proprio a dimostrazione del fatto che chi dice che esiste “uno stile di vita gay” non sa niente dei gay e quindi farebbe meglio ad astenersi dal commentare, men che meno dal decidere come questi dovrebbero vivere.

                • Laura ha detto in risposta a Fiammetta

                  Se non sbaglio è proprio Joseph Sciambra a parlare di “stile di vita gay”…non mi sembra che sia proprio una fonte non attendibile, no?

                  • Nippur ha detto in risposta a Laura

                    Un pornoattore forse conduce tipi di vita particolari, specie uno con le sue inclinazioni.

                    • Flavio ha detto in risposta a Nippur

                      Ah ok, allora lui non va bene. Leggiamo cosa dice Matthew Todd, drammaturgo e redattore della rivista gay inglese “Attitude”:
                      http://www.theguardian.com/theobserver/2010/aug/22/gay-attitude-depression-isolation …ovvero esattamente la stessa cosa: “La vita gay è incredibilmente sessualizzata. I ragazzi entrano in questo mondo sessualizzato dove c’è un sacco di alcol e un sacco di droga, non c’è nulla di sano, dolce o rilassato”.

                      Ah già, sono sicuro che nemmeno lui andrà bene. Allora tentiamo con Simon Fanshawe, importante scrittore omosessuale e intellettuale inglese: “noi uomini gay viviamo la vita da adolescenti, ancora ossessionati dal sesso, dai corpi, dalle droghe, dalla gioventù, e dall’essere “gay. è pieno di annunci di prostituti: quello che ho letto oggi contiene non meno di sette pagine di annunci. Abbiamo normalizzato la prostituzione. E’ praticamente un percorso obbligato per qualsiasi ragazzo con un giro vita di 29 pollici e nessun acne visibile”
                      http://www.theguardian.com/commentisfree/2006/apr/21/gayrights.comment

                      Ma sono sicuro che nemmeno lui andrà bene, vero?

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      Flavio, se 2 omosessuali dicono queste cose rappresentano sicuramente tutti gli omosessuali di tutte le latitudini del globo, giusto?
                      Quindi, citando Fiammetta:
                      “Maciej Bielawski, dottore in teologia, ch scrive: “le ricerche, per molti anni e in ambienti diversi, hanno confermato che almeno il 30 per cento delle persone del clero hanno orientamento omosessuale, di cui la metà è coinvolta in relazioni omosessuali”.
                      A parte dei numerosi fatti di cronaca che tutti noi leggiamo quotidianamente, dai preti coinvolti in festini hard alle denuncie (anche dall’ufficio stampa delle Guardie Svizzere) della potente “lobby gay” esistente in Vaticano, c’è un libro che dovresti leggere, s’intitola: “La confessione. Un prete gay racconta la sua storia”, con la coraggiosa prefazione del vescovo di Ivrea Bettazzi.”
                      C’è la prefazione del vescovo di Ivrea, quindi è tutto vero!

                    • Flavio ha detto in risposta a Nippur

                      Ero sicuro che anche loro non sarebbero andati bene 😉

                      Non capisco perché reagisci a queste affermazioni tirando in ballo l’omosessualità nella Chiesa. E’ una tua forma di difesa? Perché non affrontare queste ferite, come invita a fare il protagonista dell’articolo?

                      Se gli studi parlano del 30% di preti omosessuali bisgonerebbe anche citarli, controllare dove sono stati pubblicati (sul giornalino dell’Arcigay?) e verificare le conclusioni. Non basta dire “gli studi dimostrano che il 30% degli omosessuali è pedofilo” perché sia vero, o sbaglio?

                      Che vi siano invece preti omosessuali, preti pedofili, omosessuali che sono diventati eterosessuali e omosessuali pedofili è tutto vero. Ma se vogliamo trarre delle conclusioni generalizzanti dobbiamo avere il coraggio di farlo sempre.

                      Per ora rimangono testimonianze di autorevoli omosessuali, per nulla di parte, che condannano lo stile di vita gay. Esattamente come fa il protagonista dell’articolo. Il primo passo di maturità è prenderne atto, senza paure o volontà di censurare qualcuno.

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      Non tiro in ballo l’omosessualità della chiesa per dire che sono tutti gay.
                      Ti sto spiegando che tu citi 2 persone, di cui un pornoattore, pretendendo che per tutti sia uguale.
                      Forse la condizione degli omosessuali è la stessa a Teheran, Roma, Los Angeles?
                      Tu citi 2 persone e pam: signori, ecco come vivono i gay.

                    • Flavio ha detto in risposta a Nippur

                      In realtà le persone citate sono tre, due delle quali sono autorevoli esponenti del mondo gay. Ho citato le fonti e non ho fatto affermazioni generaliste citando ipotetici studi e contro studi senza scriverne titoli e autori.

                      Ti cito anche il quarto: lo psicologo omosessuale Alan Downs nel suo libro “The Velvet Rage: Overcoming the Pain of Growing Up Gay in a Straight Man’s World” ha scritto: “Sì, abbiamo più partner sessuali in una vita di altri gruppi di persone. Allo stesso tempo, abbiamo anche tra i più alti tassi di depressione e suicidio, per non parlare di malattie sessualmente trasmissibili. Come gruppo, tendiamo ad essere emotivamente più espressivi degli altri uomini, ma i nostri rapporti sono molto più brevi, in media, rispetto a quelli degli uomini normali. Abbiamo un reddito maggiore, case più costose, le auto più alla moda, più vestiti e mobili di qualsiasi altro gruppo. Ma siamo veramente più felici?”.

                      Le osservazioni dei quattro intellettuali omosessuali sono molto simili e nessuno dei tre (tolgo Joseph Sciambra che è uno sporco cattolico e dunque ovviamente un irriducibile omofobo) si può definire di parte.

                      Puoi andare avanti a sostenere che tutti gli omosessuali, tranne loro quattro, la pensano diversamente o puoi lasciarti interrogare da queste riflessioni. In ogni caso è inutile prendersela con Sciambra quando le sue conclusioni sullo “stile di vita gay” sono le medesime di tanti altri osservatori, a loro volta omosessuali dichiarati.

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      3 persone autorevoli esponenti del mondo gay… di dove/ che classe sociale?
                      Ancora: Forse la condizione degli omosessuali è la stessa a Teheran, Roma, Los Angeles?
                      Si o no?
                      L’attore lo eliminiamo non perchè cristiano (fatti suoi), ma data la professione e le preferenze sessuali un pò particolari, forse è un personaggio un pò “fuori dagli schemi”.

                    • Flavio ha detto in risposta a Nippur

                      Tutti e quattro gli autorevoli esponenti sono occidentali e vivono in società occidentali, e solo nella società occidentale si sono verificate “comunità gay” e “stili di vita gay”. Dunque credo abitino i contesti culturali più idonei per esprimere un giudizio sulla comunità che frequentano o che frequentavano.

                      Eliminiamo pure Sciambra, il quale però (come l’italiano Luca Di Tolve) ha ben frequentato la comunità gay di San Francisco e, solo come conseguenza, ha scelto di diventare prostituto e pornoattore.

                      Nell’intervista spiega proprio che la sua è stata una scelta “obbligata” in quanto, secondo lui, quell’ambiente è ipersessualizzato e si basa sulla prostituzione giovanile. Se sia vero o no non lo so, per fortuna non frequento, però mi sembra un’opinione molto simile degli altri esponenti omosessuali che ti ho citato (e avrei potuto continuare con altri).

                      La cosa che mi ha interessato di più comunque è la spiegazione di come il matrimonio gay venga visto come la liberazione omosessuale, la stessa che fino a poco tempo fa portava la maggioranza degli omosessuali a rifiutare il matrimonio e darsi al libertinismo estremo (si veda Mario Mieli, ad esempio).

                • lorenzo ha detto in risposta a Fiammetta

                  Stile di vita gay significa semplicemente una vita non conforme alle leggi biologiche stabilita dalla natura per perpetuarsi: a meno che tu non ritenga conforme alle leggi di natura fatti del tipo la spiaggiatura delle balene…

                • Engy ha detto in risposta a Fiammetta

                  sono d’accordo Fiammetta: i gay non sono degli extraterresti, non sono peggiori nè migliori degli etero, non sono più “pervertiti”, dal punto di vista della pratica del sesso, eventualmente degli etero, non sono potenziali stupratori, ecc ecc
                  E mi sembra anche molto banale doverlo ribadire.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Engy

                    Mi spieghi qual è la differenza tra un uomo che si crede un extraterrestre ed un uomo che si crede una donna?

                    • Max ha detto in risposta a lorenzo

                      Buona questa! 😀

                    • Nippur ha detto in risposta a lorenzo

                      Un gay è un uomo che è attratto dagli uomini.
                      Conosco “checche” e gay virilissimi.

                    • Engy ha detto in risposta a lorenzo

                      ma un gay non è un uomo che si sente una donna, è un uomo a cui piacciono gli uomini.

                    • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

                      Carissimi Nippur & Engy, se i gay sono “virilissimi” ed a loro “piacciono gli uomini”, significa semplicemente che la loro fisicità è in contrasti con i loro desideri: perché allora il loro corpo dovrebbe continuare spendere tante energie per produrre quegli spermatozoi che poi il cervello desidera mettere nel buco sbagliato?

                  • Jack ha detto in risposta a Engy

                    Non mi sembra che qualcuno affermi questo…non è che leggete quel che volete leggere? E’ un lavaggio del cervello il vostro? Altrimenti come si spiega??

                    • Engy ha detto in risposta a Jack

                      Jack,
                      dammi pure del tu, ti prego.
                      Ho letto, ho letto, e sono andata oltre, e non ho fatto altro che riportare certe convinzioni sui gay ancora molto radicate.
                      Anche la battuta che molti fanno “io non ho niente contro i gay, basta che mi stiano lontano” la dice lunga sulla considerazione che molti hanno degli omosessuali.

                    • Jack ha detto in risposta a Jack

                      Vedo che il lavaggio del cervello è stato potente…vediamo se insistere con la realtà aiuta a curarsi: mi citeresti esattamente dove è stato scritto che “io non ho niente contro i gay, basta che mi stiano lontano”?? Grazie.

                    • Engy ha detto in risposta a Jack

                      NON è scritta qui la frase, l’ho detto che sono andata oltre riportando convinzioni e battute DIFFUSE sui gay.

                    • Jack ha detto in risposta a Jack

                      Ah ho capito, beh ma non capisco però cosa c’entri riportare le diffuse battute sui gay in questo contesto (nel caso dovesse partire la fase vittimista-omofobia esistono e di ben peggiori anche quelle sui grassi, sui bassi, sugli altri, sui calvi, sui disabili ecc.).

                      Sai benissimo qual è la posizione della Chiesa sull’omosessualità e da nessuna parta c’è alcun respingimento della persona, anzi si invita all’accoglienza fraterna com’è stato ribadito nel Sinodo. Il giudizio è sull’omosessualità e sugli atti omosessuali, con motivazioni esposte con ragionevolezza e senza alcuna intenzione di ferire o condannare la persona (nessuno è condannato dalla Chiesa, nemmeno i peggiori peccatori)

          • Nippur ha detto in risposta a lorenzo

            Giusto, se la metti così non serve la monogamia.
            Siamo programmati per avere più figli possibile, quindi perchè limitarsi ad una donna?

            • gladio ha detto in risposta a Nippur

              Perchè andrebbe a discapito delle cure parentali, caro Nippur.

              L’infanzia , cioè quel periodo di inettitudine in cui il cucciolo d’ uomo ( chiamiamolo così, fa molto Darwin) non è in grado di provvedere a se stesso, è il più lungo di tutte le speci animali in rapporto alla durata della sua vita.

              Pertanto la mutua assistenza di due genitori garantisce una più alta probabilità di sopravvivenza della prole.

              • Nippur ha detto in risposta a gladio

                No, la ridondanza dei genitori garantisce la più alta sopravvivenza: viva la vita nella comune!

                • gladio ha detto in risposta a Nippur

                  Che sarebbe la famiglia patriarcale

                  • Nippur ha detto in risposta a gladio

                    La famiglia patriarcale?
                    Un nonno ha le stesse energie mentali e fisiche di un giovane?
                    No , parlo di più persone che crescono insieme i figli.
                    Hai presente i branchi?

                    • gladio ha detto in risposta a Nippur

                      Ma sai almeno che cos’ era la famiglia patriarcale?

                      Era una famiglia dove convivevano sotto lo stesso tetto interi nuclei famigliari imparentati fra di loro composti da figli, nuore, cognati, cugini ecc.ecc.
                      Ed in un’ epoca in cui non esisteva alcun tipo di ammortizzatore sociale era l’ unica forma di” previdenza sociale” possibile.

                      Era tutelato così sia il nonno, ormai troppo anziano per lavorare nei campi, sia il giovane colpito da eventi invalidanti, in quanto
                      il ” fardello” veniva distribuito sulle spalle di molti alleviandone notevolmente il peso.

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      Parli di quel nucleo in cui comandava il vecchio padre e tutti erano asserviti alla sua autorità? Sì, bellissimo!
                      Il modo migliore per maturare…

            • lorenzo ha detto in risposta a Nippur

              Perché non siamo animali ma persone responsabili: sai cos’è la procreazione responsabile?

              • Nippur ha detto in risposta a lorenzo

                Siete voi che fate appello al concetto di natura.
                La natura non contempla procreazione responsabile.

                • Jack ha detto in risposta a Nippur

                  Ma “voi” chi? Se non sbaglio la natura contempla anche l’uccisione del partner alla fine dell’amplesso…imitiamo la natura?

                  • Nippur ha detto in risposta a Jack

                    Cerca nella pagina le parole “natura” e “naturale” e vedrai chi la cita di continuo.
                    Basta cercare.

                    • Max ha detto in risposta a Nippur

                      Per “natura umana” i cattolici non intendono la biologia…

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      Strano, perchè è solo alla biologia che vi appellate.
                      “Stile di vita gay significa semplicemente una vita non conforme alle leggi biologiche stabilita dalla natura per perpetuarsi:” qui si parla di natura in generale.

                    • Jack ha detto in risposta a Nippur

                      Non mi sembra che la Costituzione italiana si appelli alla biologia quando definisce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”. O sbaglio?

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      Non mi sembra che la Costituzione italiana si appelli alla biologia quando definisce la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”

                      Significa che la famiglia è un concetto che giuristi e legulei definiscono “pre-giuridico”: si tratta cioè di un qualcosa non definito dal diritto ma che il diritto “trova” nella società e nel costume sociale in un determinato momento storico. Il diritto, in parole povere, rifiuta di farsi carico di una definizione così complessa come quella di famiglia e rinvia a quanto succede nei rapporti sociali. Per questo la Costituzione utilizza il verbo riconoscere: si tratta di diritti che non è lo Stato ad elargire graziosamente ma che ha il dovere di rispettare nonostante una volontà politica contraria.

                    • Jack ha detto in risposta a Nippur

                      Attenzione: tu hai giustamente spiegato perché la Costituzione parla di “riconoscere” la famiglia e non di “istituire”. Hai detto una cosa verissima, la famiglia è un dato pre-giuridico. Ed è proprio per questo che ne esiste una soltanto e che il matrimonio gay è incostituzionale, lo Stato non ha alcun potere di renderlo legale in quanto il concetto originario di famiglia non lo ha inventato lui ma, come spieghi tu, può solamente riconoscerlo!

                      Il matrimonio nasce con un unico scopo: stabilizzare la coppia in vista della prole (matrimonio, doveri della madre e patrimonio doveri del padre). Per questo la famiglia è una società naturale ma senza alcun riferimento a quanto accade in natura!

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      azz.. qui casca l’asino.
                      “Ed è proprio per questo che ne esiste una soltanto” no, di famiglie ce ne sono diverse, fin dall’antichità.

                    • Jack ha detto in risposta a Nippur

                      Ma la nostra Costituzione ne riconosce soltanto una, quella appunto fondata sul matrimonio. La parola matrimonio indica la parola “matri”, cioè madre e dunque implica il padre. Infatti la Costituzione riconosce (non istituisce, come hai giustamente sottolineato) il matrimonio inteso nella cultura giudaico-cristiana, cioè quello che non censura la diversità sessuale ma, anzi, la valorizza. Di famiglia ce n’è una sola, inutile arrabbiarsi.

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      Innegabile! Ma nell”interpretare una legge la considerazione della c.d. “volontà del legislatore storico” – cioè il riferimento a quanto chi ha approvato un certo testo normativo voleva o aveva in mente al momento dell”approvazione – è un criterio interpretativo non dirimente.

                      Del resto, quando la Costituzione fu approvata, il matrimonio prevedeva una netta supremazia giuridica del marito (“è il capo della famiglia”, diceva il codice civile…) sulla moglie; a lui erano rimesse le decisioni più importanti, a lui spettava la “patria potestà” sui figli e la “potestà maritale” sulla moglie. Senza contare che il reato di adulterio era limitato solo ai “tradimenti” della moglie.

                      Si trattava di un impianto autoritario fortunatamente scardinato dalla legge sul diritto di famiglia; nessuno penserebbe mai di sostenere che andasse mantenuta la vecchia disciplina solo perché era quella vigente al momento dell”approvazione della Costituzione ed era quindi quella che avevano in mente i Costituenti!

                    • Jack ha detto in risposta a Nippur

                      Interessante come per tentare di sostenere l’insostenibile sei disposto a copiare e incollare dal sito “www.libernazione.it”
                      Nemmeno i punti esclamativi sono tuoi 😉

                      Ribadisco il concetto: la famiglia è una sola, l’unica riconosciuta dalla Costituzione. Puoi picchiare i piedi per terra o scopiazzare qualunque sito web…la realtà non la cambi.

                    • Max ha detto in risposta a Nippur

                      Ma gli esseri umani vengono al mondo sempre grazie all’unione di un uomo ed una donna. Non c’e’ alternativa. Abbiamo unione di uomini e donne ed i loro bambini. Ma una donna non sara’ un padre, ne’ un uomo una madre. Sono figure diverse. Oltre alla biologia, vi e’ una montagna di pedagogia a riguardo che non puo’ essere trattata come ciarpame.

                      L’eliminazione delle differenze di genere e’ una minestra ideologica che ci viene propinata da decenni; secondo essa, la naturalità è una costruzione culturale priva di fondamento. Le conseguenze, come faceva notare Berheim, sono la confusione dei concetti come genealogie, sostituendo la parentalità alla paternità; lo statuto del bambino; le identità, dove la sessuazione come dato naturale sarebbe costretta a scomparire di fronte all’orientamento espresso da ognuno, in nome di una lotta contro le disuguaglianze, snaturata in uno sradicamento delle differenze.

                      Consiglio di leggere questo brano di Giorgio Israel:

                      http://gisrael.blogspot.it/2012/12/si-puo-dire-no-ai-matrimoni-gay-senza.html

                • lorenzo ha detto in risposta a Nippur

                  Questo lo dici tu: per legge di natura (parlo ovviamente di esseri umani) la procreazione responsabile implica la famiglia, la famiglia implica il villaggio, il villaggio implica lo stato.
                  I grandi stati sono diventati tali avendo per base la solidità delle famiglie e sono crollati col crollo della famiglia.

                  • Nippur ha detto in risposta a lorenzo

                    Gli Arabi avevano un grande impero ed erano poligamici. Quindi va bene?
                    Oltretutto, più mogli, più bambini, più crescita demografica, ridondanza nel caso della morte di una madre.

                    “I grandi stati sono diventati tali avendo per base la solidità delle famiglie e sono crollati col crollo della famiglia.” Questo è un tuo giudizio personale che prendiamo come tale, giusto?

                    • gladio ha detto in risposta a Nippur

                      Ohilà Nippur,non vorrei guastarti la poesia ,pensala pure come vuoi però temo che ti sfugga un piccolo ( ma di non poco conto) particolare:

                      Lo scotto da pagare in una società poligamica è il fatto che la grande maggioranza dei maschi è esclusa dal ciclo riproduttivo; tradotto in gergo prosaico vuol dire che quasi tutti noi, te compreso ( forse) dovremmo accontentarci di sognarcela di notte e basta.

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      Beh, mai stato un cucador,tranquillo 🙂
                      No, semplicemente chi può ha 4 mogli, chi non può una.
                      Avremmo anche un incremento esponenziale di figli, quindi più donne.
                      non male? che dici, ci convertiamo all’Islam? 🙂

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      E comunque a me di moglie a me ne basta 1, figurati 2/3/4!
                      Sei d’accordo? 🙂

                    • lorenzo ha detto in risposta a Nippur

                      La poligamia è la poliandria prendono facilmente piede in zone dove si sviluppa uno squilibrio, artificiale o naturale poco importa, tra il numero dei maschi e delle femmine.
                      L’ascesa ed il declino dell’impero romano non è una mia opinione.

                    • Nippur ha detto in risposta a Nippur

                      Sarà, ma comunque esistono e bisogna tenerne conto.Punto.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Nippur

                      Esistono come esistono tutti gli squilibri… che se poi ad uno piace così, perché colpevolizzare gli altri del malessere cercato?

        • Igloo ha detto in risposta a Fiammetta

          Fiammetta non impedire una riflessione sull’omosessualità, di cosa hai paura? Io noto che esiste una contraddizione nel comportamento della persona omosessuale, dove il corpo è oggettivamente predisposto per una strada e la mente sceglie di andare da un’altra parte. E’ ovvio che si vivano delle sofferenze, delle ferite tant’è che in diversi casi si parla di “omosessualità egodistonica”…questo non accade in chi non vive una contraddizione tra mente e corpo (non esiste una “eterosessualità egodistonica” per capirci).

          Perché non approfondisci questa riflessione? Cosa ne pensi?

  3. Aurelio ha detto

    Invece di porci il problema se l’omosessualità sia genetica o indotta o entrambe le cose, perché le lobby Gay si ostinano ad ostacolare le cosiddette terapie riparative, condotte da seri specialisti, che possano far cambiare la condizione di questi individui purchè lo vogliano liberamente? Diversi omosessuali hanno trovato o ritrovato la loro dimensione eterosessuale in questo modo, perché ostacolarlo?
    Il discorso ovviamente scivola sul matrimonio gay. Matrimonio è tra uomo e donna, anche perché è l’unico per generalmente è fertile, da cui sono nati anche gli omosessuali perché si ostinano a chiedere questo istituto?
    Noi non ci rendiamo conto ma tutto questo, insieme alla lotta per gli aborti legali, divorzi, eutanasia ecc ecc sono tutte cose in netto contrasto con la religione cristiana (cattolica). Non vi siete mai chiesti chi è che odia Dio in maniera così forte da cercare di annullare tutte le sue disposizioni per un ordinato sviluppo della società? Gli uomini sono consapevolmente o inconsapevolmente pedine di questa guerra tra satana e Dio ed il risultato è questa scristianizzazione della società occidentale (satana è più attivo dove più forte è la presenza del cristianesimo)che è la causa prima della sua rovina anche economica (qualunque sforzo facciano i governi), perché dove non c’è Dio prevale l’egoismo: i ricchi diventano sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri…almeno finchè Dio non dirà basta!

    • Fiammetta ha detto in risposta a Aurelio

      E chi indurrebbe l’omosessualità nei sacerdoti gay, perchè ce ne sono, e pure tanti! Si calcola infatti che il 15 per cento del clero ha relazioni omosessuali, come affermato da Richard Sipe, ex monaco Bernardino che ha indagato il comportamento sessuale dei sacerdoti e come è stato confermato da tantissime testimonianze, come quella di Maciej Bielawski, dottore in teologia, ch scrive: “le ricerche, per molti anni e in ambienti diversi, hanno confermato che almeno il 30 per cento delle persone del clero hanno orientamento omosessuale, di cui la metà è coinvolta in relazioni omosessuali”.
      A parte dei numerosi fatti di cronaca che tutti noi leggiamo quotidianamente, dai preti coinvolti in festini hard alle denuncie (anche dall’ufficio stampa delle Guardie Svizzere) della potente “lobby gay” esistente in Vaticano, c’è un libro che dovresti leggere, s’intitola: “La confessione. Un prete gay racconta la sua storia”, con la coraggiosa prefazione del vescovo di Ivrea Bettazzi.

      Davvero, non capisco tutto il vostro odio nei confronti dei gay, dove addirittura vedete lo zampino satanico in una condizione così normale come è appunto scoprire di essere gay.

      http://www.gionata.org/index.php?option=com_content&view=article&id=5598:storie-di-preti-gay-nella-chiesa-cattolica&Itemid=100469

      • Sophie ha detto in risposta a Fiammetta

        A parte dubbie ricerche e testimonianze fatte e dette per smerdare (mi scuso per il termine) con dolo i preti, ma sai chi è che ha detto in uno dei suoi libri di vedere lo zampino del diavolo dietro l’omosessualità? Il Papa! Francesco sì, quello che vi piace tanto. E sai perché tanto astio verso i gay? Perché ci sono sindaci gay che hanno deciso di controllare le omelie delle Chiese per evitare che si possa dire che l’omosessualità è peccato (ogni riferimento a quanto è successo negli USA è puramente casuale). Perchè in uno di questi Paesi “moderni” Europei gli omosessuali hanno deciso che le Chiese protestanti tutte (e presto sono sicura che lo faranno pure per quelle cattoliche) o sposano i gay o mandano i pastori in galera. Perchè le lobby gay hanno pagato le mazzette agli scienziati per togliere l’omosessualità dai disturbi della sessualità. Perchè i gay vogliono pervertire la mente, il corpo, l’anima, la sessualità e soprattutto la purezza dei bambini attraverso l’indottrinamento a scuola. Perché minacciate chiunque non si cala le braghe di fronte alla vostra ideologia sodomita di mandarlo in galera e lo calunniate con la vostra parolina magica che usate una volta ogni due parole. Perchè impedite agli omosessuali che non vogliono essere tali di farsi aiutare. Perchè l’arroganza di voi gaysti ha superato limiti mai visti. Devo andare avanti?

      • lorenzo ha detto in risposta a Fiammetta

        Che nella Chiesa sia operante una lobby gay lo si deduce da molti indizi e che una lobby operi “pro domo sua” è una supposizione alquanto logica.
        Forse ti sfugge però che, nella Chiesa, essendo la porta per i peccatori sempre aperta ed essendo il vero pentimento una cosa strettamente privata e non rilevabile esteriormente, la Chiesa pullula di veri e di falsi peccatori pentiti.

      • Dario* ha detto in risposta a Fiammetta

        Ammesso e non concesso che i tuoi numeri siano corretti, questo non farebbe che confermare che la Chiesa non costringe nessuno a fare niente pur condannando le azioni che, secondo il suo magistero, sono sbagliate.
        Nella Chiesa non si salta alla gola del peccatore come invece fanno le associazioni gay nei confronti di chi non si uniforma al loro pensiero (i recenti fatti delle Sentinelle in Piedi parlano da soli)

  4. albo ha detto

    Le favole attraggono sempre!

  5. beppino ha detto

    La omosessualità pare sia una invariante rispetto alla caratterizzazione antropologica corrente se non altro perché di fatto relativamente “costante” nel tempo; in realtà l’unica cosa sicura allo stato attuale é che non si sa effettivamente cosa sia l’omosessualità, come é altrettanto vero che esistono alcune persone omosessuali che sono arrivate alla eterosessualità, fino addirittura ad amare una persona dell’altro sesso, ecc…
    La Chiesa ritiene importante la “continuità umana” legata al divenire delle generazioni, in questo senso va intesa l’importanza che la stessa Chiesa da all’esistenza di una cellula fondamentale (papa, mamma, figli) in grado di dare il “massimo” per il citato divenire. La Chiesa sacralizza l’unione matrimoniale fino al punto di ritenerla “indissolubile” come fissato da Gesù, la Chiesa ha proposto, propone, e proporrà sempre, una storia della sessualità di coppia assolutamente diversa e alternativa a quella proposta dalla società attuale (no ai rapporti prematrimoniali, no alla IVG, no all’eterologa, no a soluzioni eutanasiche, non al sesso fine a se stesso e protetto se non rimane la porta di condivisione implicita “aperta” ad accettare l’arrivo dei figli, si alla procreazione responsabile e responsabilizzante, ecc…).
    In questa prospettiva é da intendere la valutazione della omosessualità, che, intrinsecamente impossibilitata ad essere contigua ad un “più possibile migliore” divenire delle generazioni, viene in qualche modo “blindata” negli aspetti di natura più fisica proponendo l’attuazione di passaggi di condivisione e aiuto reciproco nell’ambito della stessa realtà sociale (la Chiesa é stata la prima istituzione al mondo a indicare nel “rispetto” l’atteggiamento prioritario nei confronti dell’omosessuale).
    Una persona deve essere libera di prendere atto che esiste “anche” questa strada, deve essere libera di intraprendere strade alternative e non violente per interpretare ed eventualmente rivedere la sua sensibilità in ambito affettivo e sessuale, deve essere libera di maturare cosa possa considerarsi “migliore” per assecondare la sua eventuale sensibilità che porta al desiderio di avere figli e allo stesso modo di esprimere il suo dissendo rispetto visioni basate soprattutto sull’egoismo umano (i figli non sono merce ne “catalizzatori oggettivi” di felicità, sono casomai una “possibilità” ma funzionale prima di tutto al “loro” interesse e non all’interesse di chi li mette al mondo, specialmente nell’ambito di situazioni che a priori non riusciranno mai a “massimizzare” la possibilità di una felice resa finale).
    Certo che si può vivere la “spiritualità avendo anche rapporti sessuali” ma é altrettanto vero che la cosa potrebbe configurarsi come solo sufficiente e non necessaria. Mentre infatti una visione etica che blinda la sessualità nell’ambito di una condivisione di valori é intrinsecamente necessaria e sufficiente, una visione etica che rischia di portare a considerare la sessualità fine a se stessa, ancorchè controllata, sfocia nella interlocutoria autostimolazione o nel rapporto con l’altro o con l’altra o di gruppo basato sulla “valutazione di risultato” e non su una “valutazione di condivisione”.

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