L’Osservatore Romano: «la Chiesa è favorevole al controllo naturale della fertilità»

In tema di sessualità regna forse la più grande confusione e disinformazione ai danni della Chiesa. Quanti dei nostri lettori (in maggioranza cattolici, crediamo) ritengono in questo momento che la Chiesa sia contro la sessualità, predichi l’astinenza completa e il sesso soltanto a fini procreativi? La maggioranza, ne siamo certi. Si provi dunque soltanto a pensare cosa possono pensare i non cattolici.

Tuttavia si tratta di un fortissimo ed errato luogo comune (sicuramente anch’esso diffuso appositamente), tra i più ripetuti e quasi impossibile da scardinare. Ci aveva già provato Giovanni Paolo II, affermando pubblicamente che: «il pensiero cattolico è sovente equivocato, come se la Chiesa sostenesse un’ideologia della fecondità ad oltranza, spingendo i coniugi a procreare senza alcun discernimento e alcuna progettualità. Ma basta un’attenta lettura dei pronunciamenti del Magistero per constatare che non è così». Il fatto che non sia così è dimostrato da quanto si insegna in tutti i corsi per i fidanzati organizzati dalle parrocchie, dove vengono insegnati i cosiddetti Metodi naturali per la regolazione della fertilità”. Più volte ne abbiamo parlato anche noi e continueremo a farlo.

Fortunatamente anche “L’Osservatore Romano” ha recentemente voluto prendere posizione sulla questione (ripresa da alcuni siti web come “Vatican Insider”, anche se ancora una volta con un titolo troppo “politicamente corretto”), affermando a chiare lettere che «la Chiesa è favorevole alla regolamentazione naturale della fertilità, a quei metodi cioè fondati sull’ascolto delle indicazioni e dei messaggi forniti dal corpo». Qui maggiori informazioni sulla posizione cattolica.

L’occasione per questa presa di posizione è la critica alle affermazioni della sedicente cattolica (ma perché tutti, come si domanda Antonio Socci, fanno a gara per dichiararsi “cattolici”?) Melinda Gates, moglie del fondatore di Microsoft, la quale ha annunciato che avvierà una campagna (molto neocolonialista) da 450 milioni di euro in otto anni per tentare di controllare le nascite nei Paesi più poveri del pianeta, attraverso la contraccezione. Secondo la Gates, tale iniziativa rappresenterebbe una sfida alla gerarchia ecclesiastica (affermazione d’obbligo che serve per dare la spinta iniziale di successo ad ogni nuova attività).

Il quotidiano del Vaticano ha criticato queste dichiarazioni, spiegando che «la filantropa americana è un po’ fuori tiro, obnubilata com’è dalla cattiva informazione e dagli stereotipi che persistono in tema. Credere ancora a una Chiesa cattolica che, contraria al preservativo, lascia morire donne e bambini per misogina intransigenza è lettura infondata e dozzinale». Ha poi valorizzato il «metodo di regolamentazione naturale della fertilità chiamato Bom (Billings Ovulation Method): le donne possono sapere così se sono fertili o no, e partendo da questa realtà possono scegliere il loro comportamento sessuale», attaccando «le infondate accuse di fallimento e scarsa riuscita». Leggende fomentate dalle industrie farmaceutiche che, con la contraccezione chimica ottengono guadagni enormi, mentre ci perdono con il metodo Bom (come altri metodi naturali), essendo esso completamente gratuito, semplice da capire e facile da adottare, gestibile in autonomia e consapevolezza dalle donne stesse, anche da quelle analfabete senza necessità di alcuna forma di mediazione.

Un’ottima iniziativa dunque da parte del “L’Osservatore Romano” contro una delle leggende nere più resistenti. Speriamo soltanto non resti isolata.

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