The Lancet riapre il dibattito sul condom: «contro l’HIV? Fedeltà ed astinenza»

Contraccezione, sesso protetto, preservativo. Ecco le tre parole magiche con cui vengono istruiti i giovani quando si parla di educazione sessuale e prevenzione, tutto si riduce a questo. «Un approccio potenzialmente pericoloso e non etico», viene però affermato oggi su Lancet, tra le più importanti riviste mediche al mondo.

Più volte, nel nostro piccolo, lo abbiamo scritto, facendo nostro ad esempio il giudizio del dott. Carlo Federico Perno, direttore dell’Unità di Virologia Molecolare al Policlinico Universitario Tor Vergata: «è possibile eliminare una malattia legata spesso ai comportamenti, senza cambiare i comportamenti stessi? Il problema non è l’AIDS, ma che l’AIDS è l’epifenomeno di un problema ben più ampio, legato primariamente ad una visione positivista e libertaria. Positivista, perché ritiene certa la capacità dell’uomo di controllare l’HIV con strumenti tecnici, quali farmaci (per la terapia) e preservativi (per la prevenzione). Libertaria, perché giustificando la libertà dell’uomo di essere pieno artefice della propria vita, di fatto autorizza qualsiasi comportamento, con la sola precauzione di limitarne le conseguenze (appunto, la cultura del preservativo)».

Non è essere nemici del sesso e non esiste alcuna sessuofobia. Semplicemente, la questione è etica e non meramente tecnicistica come invece la banalizzano gli odierni educatori del sesso. Senza una vera educazione all’affettività non si risolverà mai il problema delle malattie sessuali. Ed incredibilmente, lo ammettono anche i due ricercatori, Luis Carlos Sanchez Franco e Chika Edward Uzoigwe, nello studio pubblicato da Lancet: «L’evidenza è indiscutibile: solo l’astinenza e la fedeltà riducono la trasmissione dell’HIV. Il fatto che questo messaggio non sia popolare o accettabile non può giustificare il rifiuto da parte degli operatori sanitari di elogiare la sua veridicità. Anzi, si dovrebbero incoraggiare tutte le parti coinvolte nella promozione dell’assistenza sanitaria a rivalutare il modo in cui il messaggio viene consegnato».

Viene così riabilitata “scientificamente”, ancora una volta, la visione morale sulla sessualità promossa dalla Chiesa cattolica, basata sull’educazione all’amore per l’altro, senza scissioni con il sesso. Perciò, il valore della castità, dell’astinenza prima del matrimonio e della fedeltà coniugale. Comportamenti che, come si dimostra, risultano essere anche salutari e consigliati come prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Rose Busingye, presidente del Meeting Point Kampala Association, che si occupa quotidianamente della cura di pazienti affetti da HIV/AIDS, ha infatti spiegato: «La nostra salvezza non sta dentro un pezzo di plastica. Il preservativo non serve a nulla se non si cambia prima il metodo, la vita. Applicare uno strumento e non cambiare la vita non porta a niente. Dobbiamo chiederci che senso ha il sesso. Oggi è come se fosse la cosa più importante del mondo. È l’esaltazione di un idolo. Il vero problema è educare la persona a comprendere che ha un valore più grande, di cui è responsabile. La questione vera è il riconoscere il valore di sé stessi».

La redazione

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35 commenti a The Lancet riapre il dibattito sul condom: «contro l’HIV? Fedeltà ed astinenza»

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  1. lorenzo ha detto

    La matematica, che come è noto non è un’opinione, attesta che anche l’uso stesso del preservativo è un comportamento a rischio:
    – se la sicurezza del preservativo è del 93-97%,
    – a voler essere positivi, ogni 100 persone che usano il preservativo 3 sono a rischio;
    – essendo la vendita dei preservativi in Italia di poco superiore ai 40 milioni ed ipotizzando che anche solo il 75% di essi venga usato, ogni anno 900.000 rapporti sessuali sono a rischio.

    • Aristarco De' Strigidi ha detto in risposta a lorenzo

      E quindi senza l’ uso del preservativo quanti sarebbero a rischio ?

      • lorenzo ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

        Sarebbero a rischio tutte quelle persone che intendono fare sesso con partner sconosciuti, o conosciuti ma bugiardi, anche senza l’uso del preservativo.
        Questo però non sposta di una virgola il fatto che molti hanno contratto l’HIV usando il preservativo: questa verità va detta o va taciuta?

        • Acero ha detto in risposta a lorenzo

          lorenzo, mi permetto di intervenire anch’io. Penso che siamo tutti d’accordo che l’astinenza e, in secondo luogo, la fedeltà siano i mezzi più efficaci(e, dunque, preferibili) per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili; se pero’, come lei afferma, i preservativi riducono questo rischio del 93-97 per cento(ma naturalmente, attendo i dati per la conferma), mi sembra che, nel condurre la tanto auspicata educazione affettiva di cui parlava l’articolo, questo non sia un elemento da doversi trascurare: mi sembra, cioè, che bisognerebbe parlare ai giovani della rilevanza di questo strumento, giacchè vi saranno sempre coloro che, per un motivo o per un altro, non rimarranno casti o fedeli a vita; in tali casi, meglio dunque che lo conoscano, giacchè il 93 per cento è di gran lunga preferibile allo 0.

          P.S.(e questo è rivolto non a lei, ma all’articolista): mi chiedo come mai, nel penultimo paragrafo, alla parola “fedeltà” si sia aggiunto l’aggettivo “coniugale”: forse che due persone non coniugate, ma ugualmente fedeli, rischiano di più di quelle unite in matrimonio?

    • giuliano ha detto in risposta a Max

      Gli Autori dello studio non hanno aspettato molto a precisare che “salute ed esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza si devono rapportare al mondo reale correlato a rapporti sessuali non sicuri, gravidanze indesiderate, infezioni sessualmente trasmissibili”. Di conseguenza sono necessari “programmi basati su prove per ridurre tali rischi piuttosto che nozioni speciose di astinenza o riduzione del numero di rapporti sessuali”. In conclusione sono necessarie “educazione sessuale completa”, “mettere in discussione norme sociali dannose”, “accesso ai preservativi e ad altri contraccettivi” ANCHE se non perfette. Gli Autori sottolineano che tutti devono “godere dei benefici degli approcci positivi alla salute sessuale” e stigmatizzano l’esistenza di “progetti politici guidati dalla moralità che cerca di limitare i diritti sessuali, tra cui il divieto di educazione sessuale, aborto e relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso”. In definitiva “garantire la salute sessuale e riproduttiva e i diritti per tutti richiede più prove e richiede la gestione della politica”.
      Insomma… una serie di valutazioni più o meno condivisibili e più o meno discutibili indirizzate ovviamente, in primis, ai “cattivoni” dei cristiani e in particolare dei Cattolici. Ma possibile che il proemio di questi studi non è mai la considerazione che il corpo della donna e il corpo dell’uomo sono fatti apposta per generare figli e che il “procedimento” per arrivare ai figli, da un punto di vista squisitamente biologico, parte attraverso l’atto sessuale (inconsapevole nei mammiferi ma consapevole negli umani)? Possibile che non si tenga conto che gli esseri umani hanno dignità di esseri umani dal momento in cui vengono generati (se non altro perchè per quella strada ci siamo passati tutti)? Possibile che non si valuti che nella “consapevolezza” che differenzia l’uomo dall’animale andrebbe trovata la chiave giusta per “spiegare” l’approccio al sesso nelle comunità umane?

    • LG ha detto in risposta a Max

      Va beh, ad ogni studio c’è qualcuno che risponde…

  2. Aristarco De' Strigidi ha detto

    Parlare di astinenza in Africa ?
    Mi vien da ridere.

    • LP ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

      Puzza di razzismo questo commento o sbaglio?

      • Sebastiano ha detto in risposta a LP

        Altroché, ma siccome proviene dalle parti del mainstream allora non puzza…

    • Aristarco De' Strigidi ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

      http://www.unicef.it/doc/375/mutilazioni-genitali-femminili-ancora-lafrica-la-patria-del-fenomeno.htm

      Non più dell’ Unicef.
      A cercar bene, dei vari tipi di infibulazione, si trovano anche le fotografie.
      Usanza diffusa anche in Asia.
      Io le ho viste e dopo aver dato di stomaco mi sono reso conto che non le guarderò una seconda volta.

      P.S.
      Se anche fossero davvero non del tutto efficaci, ma ne riducessero sostanzialmente la trasmissione delle malattie veneree, i preservativi sarebbero comunque i benvenuti, anche ed a maggior ragione in quanto efficacissimi per la limitazione delle nascite, visto che su questo pianeta ormai allo stremo siamo ben oltre i sette miliardi di abitanti.

      • Enigma ha detto in risposta a Aristarco De' Strigidi

        Cosa c’entra l’infibulazione col Condom?

        Sulla questione demografica del pianeta penso che lei si beva un po’ troppa informazione spazzatura….

        Si informi meglio, perche’ in occidente si parla di inverno demografico, e nei paesi asiatici a causa dell’aborto selettivo e della logica del figlio unico esiste un divario generazionale senza precedenti…..nascite che tra Europa e altri continenti sono oramai al collasso in una popolazione che ha una media di invecchiamento elevata, in piu’ con politiche anti nascita e famiglie, sono un suicidio per molte Nazioni….

        l’Italia in tal senso e’ messa molto molto male….se l’Africa potesse ripopolare il mondo da sta immondizza sarebbe anche meglio….meglio un mondo piu’ selvaggio, un po’ meno civile e poco sviluppato ma sicuramente piu’ umano di chi i propri figli li ammazza, i vecchi e i malati li abbandonano e i pazzi bu?…vagano nel limbo…

        L’Africa, Chissa’ forse e’ destinata a diventare una potenza un giorno…e la bussola si capovolgerebbe…

        Non sempre progresso e sviluppo e’ sinonimo di civiltà….che molto ha a che fare con la questione morale, che distingue l’uomo dall’Animale, ma in Africa forse non usano il condom, perche’ non ne comprendono il motivo, dato che per quella cultura i figli sono una ricchezza e garantiscono il futuro e la malattia?…be’ ce ne sarebbero comunque e anche di peggio, in primis si campa alla giornata e si ha a che fare con la sopravvivenza ogni giorno, i morsi della fame son cosa piu’ concreta e sentita di una ipotetica malattia come l’AIDS…ma almeno in Africa sanno ancora distinguere l’uomo dall’animale.

        • Aristarco De' Strigidi ha detto in risposta a Enigma

          C’entra, c’ entra.
          Non ti rendi conto che l’ infibulazione, una pratica aberrante e schifosa che peggio é difficile immaginare é radicata da secoli in popolazioni che a pretendere di parlargli di astinenza …
          Ed in queste considerazioni su dati di fatto, mi pare che il razzismo c’ entri ben poco.
          Fa un bel mestiere, va’ in Africa, oppure prova a chiedere a qualcuno di fiducia cosa accade ad andare nei villaggi più interni, laddove queste infami pratiche tribali sono più diffuse (dappertutto, eccetto in qualche sparuta enclave) e di parlare a questa gente, di procreazione responsabile tramite l’ astinenza periodica, e poi mi saprai dire.
          Astinenza periodica, che per esperienza fatta da amici e parenti che ci hanno creduto, non funziona !
          Se condom deve essere, allora condom sia.
          L’ alternativa, basta farsi due conti con l’ aritmetica (senza scomodare la Matematica, ben altra cosa) vuol dire soltanto schiantare ‘sto povero pianeta, i segni già ci sono.
          E per favore, smettiamola con il mantra contro Maltus, che magari aveva sbagliato sui dettagli, ma che tutto sommato sul bersaglio grosso ci aveva preso.
          In quanto poi a chi si beve l’ informazione spazzatura …
          Un bel dubbio sull’ essere stati presi in giro e manipolati …

  3. Giovanni ha detto

    Ma davvero pensavate che un’autorevole rivista inglese potesse pubblicizzare astinenza e fedeltà? Valori questi autenticamente cattolici ma che la gerarchia ha smesso di oramai non solo dì propugnare ma anche semplicemente di nominare.
    Proviamo a pensare a quel “chi sono io per giudicare”, quanti danni ha fatto è sta facendo.

    • giuliano ha detto in risposta a Giovanni

      Non è cambiato alcunchè su “astinenza e fedeltà” e su come il CCC li specifica (ad esempio). Che la “gerarchia” non li propugni e non li nomini è una sua interpretazione o una sua conclusione. La Chiesa parla sempre di peccati in conseguenza dei comportamenti e a seguire di comportamenti che originano il peccato (ciò influisce “anche” nella scaletta della priorità). La frequenza delle esternazioni inoltre non è parametro per avvalorare che la regola morale non sia più valida o sia disattesa. Penso che la frase “Chi sono io per giudicare” aveva, e ha, una sua precisa contestualizzazione e non cambia ne ha cambiato valori e regole riassunti nel CCC.

      • Giovanni ha detto in risposta a giuliano

        Con il rischio di andare OT le ricordo cosa dice il CCC sull’adulterio e quali invece siano i concordi pronunciamenti di numerose conferenze episcopali sulla comunione agli adulteri.
        Io credo che lei stia combattendo la buona battaglia, per dirla come l’apostolo delle genti, penso però che lei sbagli nel credere di avere la Chiesa Cattolica al suo fianco. La Chiesa ha smesso di combattere se non, addirittura, collabora col nemico.

        • arce ha detto in risposta a Giovanni

          Giovanni, ti saluto!

        • giuliano ha detto in risposta a Giovanni

          Non è cambiato niente (almeno di significativo) neanche in questo caso. Per la coppia sposata in matrimonio sponsale l’indissolubilità rimane fondamentale e viene specifica meglio la dottrina che prevede che per accedere ai Sacramenti i componenti di una nuova coppia eventualmente nata dopo la separazione devono astenersi dai rapporti sessuali. Si può essere ammessi se c’è il desiderio di cambiare vita ma il desiderio non può essere oggettivamente attuato perché rinunciare ai rapporti pregiudicherebbe l’unione e il bene degli eventuali figli avuti (ad esempio). I casi in cui non è possibile risolvere la propria situazione in contraddizione con la dottrina cristiana non sono infatti sempre automatici e chiari.
          La Chiesa Cattolica per definizione è Chiesa “universale”; il combinato disposto di 2000 anni di dure prove, vittorie e sconfitte, passioni e delusioni, violenza e pace, approfondimenti teologici complessi e dal decorso lunghissimo, presenza di personalità giganti che hanno fatto grande la Chiesa (Agostino, Tommaso d’Aquino, ecc..), la storia e l’esempio dei Santi o di comuni cattolici (anche nella presente società dove nella testa delle persone c’é sempre meno spazio e tempo per l’introspezione e la speculazione verso il divino), insomma tutto questo porta a pensare che l’ultimo dei problemi sono “derive” incontrollate da una strada ampiamente tracciata e definita. Se Dio vorrà la Chiesa un domani potrà anche finire ma rimangono tutte le condizioni perchè l’eventuale fine sia o possa essere nel pieno rispetto e dignità della (non “di una”…) Verità.

          • Giovanni ha detto in risposta a giuliano

            La Chiesa di cui lei parla non esiste nella realtà. La Chiesa di cui lei parla, granitica, dogmatica, rivolta alla salvezza delle anime, non è quella che si incontra nel comportamento di religiosi e lici al giorno d’oggi. Le derive da lei citate sono, ahimè, la normalità, la quotidianità che si respira in ogni parrocchia. La chiesa di cui lei parla sopravvive solo in piccoli gruppi fedeli alla Tradizione, roccia immutabile e garanzia di salvezza. Extra Ecclesia nulla salus, ma non certo l’Ecclesia di oggi.

            • giuliano ha detto in risposta a Giovanni

              Non condivido le sue osservazioni, a mio parere dettate solo da una cattiva interpretazione di una società in continuo ineludibile cambiamento (almeno questa è la mia sensazione). E in ogni caso per la Chiesa ci sono stati in passato momenti ben peggiori, non percepibili o difficilmente rapportabili alla situazione attuale solo perchè a quei tempi i tempi delle cose (scusi il bisticcio di parole) era molto meno rapidi rispetto a quelli attuali e gli avvenimenti molto meno velocemente “espandibili” nel contesto sociale rispetto alla situazione attuale. La forza della Chiesa è soprattutto nel non dover/poter dimenticare le acquisizioni del passato, altrimenti non sarebbe più Chiesa. Inoltre il “proprietario” della Chiesa, come dice il Papa emerito, non siamo noi ne la “gerarchia”, con tutte le conseguenze del caso…

            • arce ha detto in risposta a Giovanni

              Esiste la chiesa di giuliano, ma il problema vero è esiste più il cristianesimo. O meglio: è possibile oggi il cristianesimo senza essere ferrovecchi della storia?

              Il discorso di giuliani mi ricorda quel che vedo ogni tanto nel cortile davanti delle aziende moderne: una vecchia locomotiva a vapore lucida lucida che aspetta la Fine dei Tempi, o la Resa dei Conti:

              … la Chiesa un domani potrà anche finire ma rimangono tutte le condizioni perché l’eventuale fine sia o possa essere nel pieno rispetto e dignità della (non “di una”…) Verità.

              C’era una volta il cristianesimo, poi è andato via l’ortodossia, e poi anche il protestantesimo, poi i laici, poi i ferrivecchi lucidati “chi sono io per giudicare”, e adesso sono rimasti “solo in piccoli gruppi fedeli alla Tradizione”, figli dei quali vanno ad urlare “sei un mito” a Vasco Rossi nello stadio.

              • giuliano ha detto in risposta a arce

                Mamma mia, quanta negatività. Il mondo cambia, i ferrivecchi ci sono stati e sempre ci saranno, nuove persone potranno sempre trovare nelle persone vissute in precedenza motivo per consolarsi giudicando il passato e sperando di fare meglio (o semplicemente crogiolarsi nella convinzione di essere più illuminati perchè semplicemente successivi alle esperienze altrui…). Il Cristo storico è passato nella Storia e ha lasciato varie tracce (non sempre “risolvibili” ed “inequivocabili”… ed è meglio così) ma ha lasciato anche ampia traccia del percorso destinato a dare giustizia alla nostra consapevolezza; percorso sperimentato e approfondito da centinaia di milioni di persone prima di noi e che verrà sperimentato da X persone dopo di noi (con esiti positivi, negativi, incompleti, approssimativi, riempitivi… ma comunque sperimentati e più o meno approfonditi). Se poi un domani finisse il cristianesimo (chi siamo per pretendere di vedere immortale la nostra Fede?) rimane comunque la Verità ricercata e, per quanto possibile, messa in pratica e testimoniata. Secondo me è soprattutto il percorso che conta, se pretendiamo di far contare solo il “perchè” viene fatto verrebbe contraddetta la motivazione principale del perchè esiste la stessa Fede.

                • arce ha detto in risposta a giuliano

                  Povero Giovanni dopo il pseudo-cristiano “chi sono io per giudicare”, adesso deve confrontarsi anche con il post-cristiano new-age:

                  “è soprattutto il percorso che conta”

                  Non c’i sono dubbi che il cristianesimo oramai è finito (scoccato l’ora della Fine nel modo evidente con fine del comunismo, altro fratello), il tuo discorso post-cristiano che si crede ancora cristiano ne è il segno e la conferma. Se ancora esiste la chiesa e la locomotiva a vapore, non vuol dire niente di meno che esiste la legge di inerzia. Ancora c’i sono dinosauri in un isola (Komodo) del Pacifico .

                  • Enigma ha detto in risposta a arce

                    Cristianesimo finito….
                    Forse tu non lo sai ma son spesso” le piccole cose a muovere le ruote del mondo, mentre gli occhi dei giganti sono rivolti altrove…”

                    Purtroppo per te esiste ancora chi si converte o chi muore per cio’ in cui crede,

                    purtroppo per te le due cose son strettamente correlate,

                    purtroppo per te al morire di un fiore nasce un seme…
                    il seme porta molti frutti….

                    purtroppo per te i frutti i semi spesso non fanno rumore ma crescono silenziosamente e si diffondono, viaggiano…sono come epidemie al contrario….

                    purtroppo per te la Chiesa che credevi morta e’ gia’ in mutamento,gia’ si maschera di vestiti nuovi ma chi e’ concentrato a guardare solo i vecchi non coglie la sostanziale novità .

                  • giuliano ha detto in risposta a arce

                    Interessante il concetto del “post cristiano new-age”. E poichè in prima battuta valuto sempre la buona fede (lettera minuscola) per ciò che uno scrive mi chiedo come possa arrivare a giustificare l’affermazione, a cominciare ovviamente dalla stessa Fede (lettera maiuscola). Posso aver valutato male… ovviamente.
                    Inoltre, per carità, può anche essere che per qualche arcano arzigogolo semantico o logico si possa pure riuscire a mettere sullo stesso piedistallo l’AVER Fede (senza poterne valutare oggettivamente l’entità… ovviamente nel nostro caro mondo terreno) col VIVERE la Fede (da cui difficilmente puoi sganciarti… ovviamente sempre nella nostra cara vita terrena). Posso aver valutato male ancora… ovviamente.

                    • arce ha detto in risposta a giuliano

                      giuliano, per la sua natura comunicazione nella rete deve essere fatta con frasi chiari, altrimenti succedono guai, malintesi, paranoie ecc. Oppure si commenta per parlare con se stessi in maniera enigmatica come fanno i grandi poeti, e come fa anche Enigma. Se voi fare coppia con Enigma nessun problema, ma non aspettare da me risposta o discussione, perché io cerco al massimo trasparenza e chiarezza nella comunicazione.

                      Se non sono stato chiaro con il concetto “post cristiano new-age” ripeto con altre parole: nel cristianesimo vero ha importanza il percorso, ma più importanza ha il punto di arrivo. Segno di degrado del cristianesimo è che non ha importanza il punto di arrivo, ha soltanto il percorso. Questo è un concetto tipico new-age.

            • Enigma ha detto in risposta a Giovanni

              Amen

  4. Giovanni ha detto

    Purtroppo non capisco la frase “è il percorso che conta”. Credo invece che sia la destinazione l’unica cosa che conti. Salvare la propria anima è l’unico obiettivo pagante. A nulla vale un ottimo percorso che si concluda nella dannazione eterna. Ma poi, in pratica, di che percorso stiamo parlando? Quello bimillenario della Tradizione o quello nuovo magari illustrato, che ne so, dalla Bonino che, ricordo a tutti, è stata definita come una “grande dell’Italia di oggi”.

    • giuliano ha detto in risposta a Giovanni

      Intendo nel senso scritto prima… (ore 14:45). Certo che conta la destinazione e salvare la propria anima; ma non siamo noi a giudicare, casomai saremo giudicati (così almeno mi dice il sacerdote a Messa…). Nel nostro piccolo possiamo però essere “valutati” dai fratelli nel dare Testimonianza qui sulla Terra e in questo senso è importante il “percorso” inteso come pratica e visibile attuazione di ciò che consegue al ricercare e confermare la propria Fede.

      • giuliano ha detto in risposta a giuliano

        Quanto alla Bonino… non vedo come possa essere definita una “grande”. Basta solo meditare su quanto bacata possa essere la “cultura” propugnatrice a senso unico dell’uguaglianza fra “bisogni” e “diritti” portata avanti dalla Bonino in maniera acritica, superficiale e, soprattutto, umorale (opinione mia ovviamente).

        • Giovanni ha detto in risposta a giuliano

          La definizione della Bonino è stata data dall’attuale Pontefice felicemente regnante. Ciò da la misura della confusione nella gerarchia vaticana.

          • giuliano ha detto in risposta a Giovanni

            Il Papa ha parlato della Bonino in rapporto al contributo offerto dalla stessa alla conoscenza delle problematiche del continente africano e nell’ambito di un discorso più generale su “personalità italiane”. Il Papa ha chiarito “che ci sono persone che non la pensano come la Chiesa ma bisogna anche guardare a quello che fanno”. Del resto la Chiesa universale necessariamente non può chiudere “tutti” i ponti a priori ma deve tener aperti quelli che portano condivisione delle positività e dell’aumento del Bene Comune (ad es. accettazione dei fratelli in difficoltà). Se la Bonino fra tante assurdità produce anche qualcosa di buono, alla luce del cristianesimo, non vedo perchè non lo si debba dire o ricordare. Non mi pare che ciò nulla tolga al giudizio complessivamente negativo che da cattolici non si può non avere della Bonino e delle sue tante falsità ed ipocrisie; mi vengono in mente, in particolare, quelle tra gli anni ’70 e gli anni ’80 in tema di procurato aborto… non che ultimamente la cosa sia migliorata del resto.

            • giuliano ha detto in risposta a giuliano

              Quanto ad “arce” mi vien da rispondere che nella volontà di “chiarezza” da lui (o da lei) propugnata mi sembra di ritrovare, invero, una posizione vagamente “sofisticata” e per tale motivo “poco chiara”. Sarà un mio limite e chiedo venia. Ma… se il punto di arrivo è non “valutabile” qui in Terra (la Fede non è certezza…) in attesa del Giudizio Finale sulla salvezza dell’anima resta perlomeno importante il “percorso” (qui in Terra) perchè oggettivamente “anche” valutabile da noi esseri limitati e consapevoli in ragione dell’azione di Testimonianza richiesta da Gesù. Se poi questo è un concetto tipico della new-age me ne farò una ragione (la new-age ha scopiazzato qualcosa che c’era prima…).

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