Gli scienziati ancora oggi non hanno idea di come sia iniziata la vita

Il giornalista scientifico John Horgan, firma nota di “Scientific American” e “New York Times”, ha scritto un articolo dal titolo veramente simpatico su “Scientific American”: “Pssst! Non ditelo i creazionisti, ma gli scienziati non hanno idea di come la vita sia iniziata”. Horgan, dichiaratamente agnostico, ha citato il resoconto fatto sul “New York Times” di una conferenza tra scienziati sull’origine della vita: «Geologi, chimici, astronomi e biologi sono perplessi come sempre sull’enigma della vita», ha scritto.

Dopo che Francis Crick e James Watson hanno dimostrato che il DNA è la base per la trasmissione genetica (1959), molti ricercatori capirono che il DNA non può realizzare né proteine, né copie di se stesso senza l’aiuto di enzimi. E’ dunque diventato centrale il ruolo dell’RNA, aiutante del DNA, il quale può agire come enzima diventando in grado di replicarsi senza l’aiuto di proteine. Tuttavia la spiegazione è problematica dato che «l’RNA è difficile da sintetizzare in laboratorio, per non parlare sotto plausibili condizioni prebiotiche. Le probabilità che si sia trovato nella giusta sequenza per guidare l’evoluzione darwiniana sembrano molto piccole».

Così gli scienziati si sono rivolti direttamente agli alieni, come ad esempio il Premio Nobel non credente (in Dio, ma in tantissime altre cose), Francis Crick, il quale ha ipotizzato che «essi sono venuti sulla Terra miliardi di anni fa con una navicella spaziale e hanno piantato i semi della vita». Questa nozione è chiamata panspermia guidata. Nelle versioni meno surreali, si vuole che i microbi siano arrivati sul nostro pianeta attraverso asteroidi, comete o meteoriti, o alla deriva giù come coriandoli. Ma anche questa è una risposta a cui in pochi realmente aderiscono (di recente anche Richard Dawkins, come riporta questo interessante blog)

La conclusione di Horgan è comunque sorprendente, ma allo stesso tempo sbagliata. Egli dice correttamente: «naturalmente, la teoria della panspermia semplicemente sposta solo più in là il problema dell’origine della vita nello spazio. Se la vita non è cominciato qui, come è iniziata là fuori?». Peccato che però poi confonda i creazionisti con i credenti in generale, riesumando inspiegabilmente un concetto assolutamente obsoleto dal punto di vista filosofico: «I creazionisti sono senza dubbio entusiasti del fatto che la ricerca sull’origine della vita ha raggiunto un punto morto, ma non dovrebbero esserlo. Le loro spiegazioni soffrono dello stesso difetto: chi ha creato il Creatore divino?». Oltre al fatto che “credere in Dio” non è per nulla il tratto distintivo dei creazionisti ma è condiviso anche da tantissimi evoluzionisti, il giornalista introduce il falso dilemma che Dio eterno e creatore dello spazio e del tempo, debba venire da qualche parte. Chi avanza questa antica obiezione di Russell non si accorge che oggi moltissimi anti-teisti (e forse loro stessi) sono tornati a sostenere un Universo senza inizio per rendere inutile la domanda “Chi ha creato l’Universo?”, negando la necessità di un Creatore. Dunque è altrettanto insensato domandarsi “Chi ha creato Dio”, in quanto Ente eterno e sovrannaturale, ovvero al di sopra delle leggi dello spazio e del tempo.

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