Nel 2013 la teoria del Multiverso verrà confermata o confutata?

Da qualche mese è nato un sito web molto interessante, è quello del biologo e insegnate Enzo Pennetta (www.enzopennetta.it). E’ aggiornato abbastanza frequentemente e gli articoli che appaiono sono decisamente da prendere in considerazione.

Recentemente Pennetta ha parlato delle dichiarazioni del cosmologo della University College di Londra, Hiranya Peiris, il quale ritiene che studiando la radiazione cosmica di fondo sia possibile provare o meno la teoria del Multiverso, cioè l’esistenza di universi paralleli al nostro. Bisognerà però aspettare il 2013, quando saranno elaborate le osservazioni del Planck telescope. Secondo Peirs «potrebbe fornire all’idea una base più solida, o la confuterebbe». La teoria del Multiverso, come ha anche spiegato Michele Forastiere presentando il suo libro “Evoluzionismo e cosmologia” (Cantagalli 2011) (cfr. Ultimissima 19/5/11), nasce per spiegare l’incredibile quantità di “casualità” che ha permesso la vita nell’Universo e la nascita dell’essere umano. Come disse Freeman Dyson, infatti sembra proprio che “l’universo ci stava aspettando”, cioè che sia fatto apposta per far nascere la vita. Quest’idea ovviamente, che è poi la questione del “principio antropico“, rimette l’uomo al centro del cosmo, collidendo con l’ipotesi neodarwiniana di un meccanismo che abbia alla base solamente “caso e selezione”.

Per sminuire l’importanza dell’uomo (con ovvi intenti filosofici e anti-teistici) i neodarwinisti hanno dunque postulato l’esistenza di miliardi di altri universi, ciascuno con differenti costanti e leggi fisiche. In questo modo, in mezzo a tanta varietà, sarebbe plausibile trovarne uno con le caratteristiche giuste per la nascita e l’evoluzione della vita. In poche parole -continua Pennetta-, per salvare il caso come unica origine della complessità del vivente, è necessario moltiplicare infinitamente le “partite” giocate dal caso, in modo che almeno una, quella nel nostro universo, dia come risultato la improbabilissima combinazione vincente.

Il tentativo nasce anche sull’evidente e sempre maggiore incompetenza della teoria neodarwiniana di reggere alla modernità, costretta ad aggrapparsi all’indimostrabilità (antiscientifica) dell’esistenza di universi infiniti. Ma se Peiris ha ragione, nel 2013 ci sarà la svolta: o la teoria del multiverso sarà confutata, e allora bisognerà dare una nuova spiegazione al principio antropico o ammettere che l’universo ha una regolazione fine, e dunque postulare sensatamente un progetto teleologico, oppure la teoria del multiverso verrà confermata. Ma anche se fosse non potremo mai sapere nulla su questi altri universi e la questione rimarrà sempre un’ipotesi aleatoria. In ogni caso, conclude il biologo, «saranno tempi difficili per evoluzionisti come Richard Dawkins che dovrà rinunciare ad appoggiarssi all’idea di un multiverso o, nella migliore delle ipotesi, dovrà ammettere di non sapere, e di non poter mai conoscere anche in futuro, cosa esattamente sia avvenuto e ancora avvenga negli altri universi».

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100 commenti a Nel 2013 la teoria del Multiverso verrà confermata o confutata?

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  1. Mikhail Tal ha detto

    Nel 2013 ci faremo delle grosse risate 🙂

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  2. Francesco Santoni ha detto

    Nel 2013 non succederà un bel nulla. La teoria del multiverso è basata su teorie talmente astruse che è impossibile confutarla. Qualunque risultato può essere tranquillamente spiegato aggiustando le ipotesi.

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  3. alèudin ha detto

    intanto a Ginevra hanno superato la velocità della luce, chissà che saltone sulla sedia si sarà fatta la nostra Margheritona Hack 🙂

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    • Lucy ha detto in risposta a alèudin

      Anche perché pare ci sia Zichichi dietro..

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    • Michele Forastiere ha detto in risposta a alèudin

      Scusate se intervengo ancora, ma mi sembrava giusto farlo. Come tutti quelli che conoscono un po’ di fisica, anch’io sono “saltato sulla sedia” a sentire la notizia del neutrino … 🙂 Mi sono però tranquillizzato subito cercando in rete: a quanto pare bisogna andarci ancora cauti prima di buttare all’aria la Relatività di Einstein (vedi qui: http://johncostella.webs.com/neutrino-blunder.pdf, e qui: http://io9.com/5843112/faster-than-light-neutrinos-not-so-fast). Cionostante, è innegabile che la scoperta avrà ricadute importanti sulla fisica delle particelle: se pure non la supera, rimane pur sempre una particella dotata di massa (http://it.wikipedia.org/wiki/Neutrino) che viaggia a una velocità sorprendentemente prossima a quella della velocità della luce. Staremo a vedere!

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      • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Michele Forastiere

        Condivido in pieno lo stupore…ho dovuto leggere l’articolo sul giornale almeno 4 volte per crederci 🙂

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        • Francesco B. ha detto in risposta a Massimo Ponzoni

          AhAhAh pensate che quando l’ho saputo ero nel dipartimento di fisica dell’università di Modena, e abbiamo iniziato subito a scherzare dicendo che questa scoperta avrebbe mandato a quel paese tutto il corso di studi di Fisica 🙂 Cmq credo sia la scoperta fisica più importante degli ultimi 50 anni.

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          • Daphnos ha detto in risposta a Francesco B.

            Il pensiero umano non riesce ad accettare che esistano dei limiti. Penso che molti di noi in fondo al cuore sperassero che la velocità della luce non fosse la massima possibile! Siamo inguaribilmente romantici…

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      • Piero B. ha detto in risposta a Michele Forastiere

        E l’UAAR non manca di esultare, per i propri scopi, anche di questa scoperta scientifica.
        Leggete cosa scrivono al circolo di Napoli http://uaarnapoli.wordpress.com/2011/09/23/superare-la-velocita-della-luce/

        “…dobbiamo chiederci – a mio parere – cosa significa per un non credente avere un universo in cui si può superare la velocità di 300 mila km al secondo. Semplicemente, se fosse così, l’universo fisico sarebbe enormemente più interessante, e di conseguenza l’universo metafisico precipiterebbe al minimo storico.”

        “Ma se davvero così fosse, il non credente avrebbe da oggi in poi un po’ (tanta) di ragione in più per non credere.”

        A parte che questi viaggiano un po’ troppo con la fantasia. Ma davvero si credono che il loro ateismo diventerebbe più ragionevole se un giorno potremo raggiungere i “confini” dell’universo? Mi ricordano un po’ tanto quell’esclamazione soddisfatta di un figlio dell’ideologia atea, San Gagarin: “Lassù non ho visto nè Dio nè angeli”.

        Un giorno contempleremo pianeti e galassie dalle nostre finestre, e forse vivremo vite così lunghe che le nostre attuali ci sembreranno quelle di effimere farfalle.
        Ma quello che vorremo afferrare sarà sempre un passo più avanti. L’appagamento completo, il completamento di tutti i desideri, non è e non può essere di questo mondo.

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  4. Riccardo ha detto

    http://marvel.wikia.com/Multiverse
    http://dc.wikia.com/wiki/Multiverse

    Che bello, quindi la Marvel e La DC Comics potrebbero aver anticipato di decenni una grandissima scoperta scientifica!

    Scherzi a parte non vedo come questo neghi la possibilità di una Divinità creatrice!

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    • Piero B. ha detto in risposta a Riccardo

      La teoria degli universi paralleli non è una invenzione della fantascienza recente. Sembra che già gli utopisti rinascimentali l’avessero formulata.

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  5. PIO ha detto

    Ma anche se scoprissero un multiverso cosa cambierebbe? sarebbe solo un’ulteriore prova dell’immensa ed eterna potenza e perfezione di Dio!!!

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    • GiuliaM ha detto in risposta a PIO

      “Vorresti che l’onnipotenza di Dio si limitasse al piccolo pianeta Terra?”, diceva proprio Padre Pio…

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      • Piero ha detto in risposta a GiuliaM

        Questa me l’avevi gia’proposta l’altra volta.
        Non ho fatto approfondite ricerche, mi sai dire se l’ha detta veramente?
        Voglio dire, dove e’riportata. La fonte e’ autorevole?
        Perche’ a quanto ho visto, la usano spesso i complottisti ufologi per avallare l’ipotesi che Padre Pio sappia degli UFO.
        E per dirla tutta, che Papa Giovanni XXIII avesse avuto un incontro con gli UFO nell’agosto 1961 a Castel Gandolfo. Una simile precisione nei dettagli non puo’ nascondere un fondo di verita’ 😉
        😀

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    • Riccardo ha detto in risposta a PIO

      E’ quello che sostengo anch’io, infatti!

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  6. Riccardo ha detto

    Chissà, magari ci potrebbero essere delle versioni di Dawkins ed Odifreddi migliori in questi mondi.

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  7. Riccardo ha detto

    Ve l’immaginate un Dawkins vescovo anglicano od un Odifreddi sacerdote?

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  8. Friviar ha detto

    Date a Darwin quel che è di Darwin e a Dio quel che è di Dio XD
    Comunque sia Francesco Santoni che PIO hanno ragione, per me.

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  9. Michele Forastiere ha detto

    Scusate se mi intrometto, ma poiché si parla di Multiverso mi sono sentito un po’ coinvolto. Trovo ottima e sufficiente la risposta di Francesco Santoni sull’ultimo
    libro di Hawking e Mlodinow. Aggiungo solo questo: penso che l’idea del Multiverso sia veramente l’ultima spiaggia scientista dell’ateismo alla Dawkins – quindi va tenuta costantemente d’occhio, perché (pur essendo debolissima dal punto di vista
    scientifico) ha comunque un enorme impatto a livello divulgativo. Ad ogni buon conto, questo articolo di George F. Ellis (http://arxiv.org/PS_cache/astro-ph/pdf/0305/0305292v3.pdf) costituisce secondo me un eccellente antidoto, da usare all’occorrenza!
    Cordiali saluti a tutti.

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    • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Michele Forastiere

      Che bello vedere i suoi interventi anche su articoli non scritti da lei!

      Leggerò i file consigliati…però faccio molta fatica a capire una cosa..Francesco parla di “teorie talmente astruse”. Lei mi sembra d’accordo.

      Ma se fosse veramente così come spiegare l’approvazione e il sostegno di queste teorie da parte dei nomi più importanti della scienza mondiale? Se non ci fosse nulla su cui basarsi sarebbe incredibile veramente…

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      • Michele Forastiere ha detto in risposta a Renato Valsecchi

        Non tutti gli astrofisici concordano con l’ipotesi del Multiverso: anzi, direi che la comunità scientifica è piuttosto critica verso di essa – proprio per la sua natura intrinsecamente non falsificabile. Come senz’altro ricorderà, anche su questo sito sono state indicate le critiche di vari scienziati che la pensano diversamente da Hawking, a partire dal suo stesso ex-collaboratore Penrose (http://www.uccronline.it/2010/12/15/creazione-senza-dio-scienziati-e-filosofi-rispondono-a-hawking/). Come dicevo, però, quella degli Universi paralleli è un’idea tremendamente affascinante, come dimostrano le innumerevoli pubblicazioni fantascientifiche che ne parlano (vedi per esempio i siti Marvel e DC citati da Riccardo); e naturalmente diversi scienziati di indole ateo-scientista, capaci di “urlare più forte” nelle sedi opportune, hanno colto al volo l’occasione di sfruttarne il potenziale polemico di disturbo nei confronti del teismo.
        PS: Di solito non intervengo su articoli non miei per discrezione, anche se cerco sempre di seguirli tutti.

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  10. Max ha detto

    Forse ci andrei abbastanza cauto nell’affarmare che la teoria del multiverso sia molto controversa. I colleghi fisici teorici ci dicono che e’ legata alla teoria delle stringhe, uno dei sviluppi piu’ importanti della fisica moderna.

    Al multiverso crede Martin Rees; nel suo famoso libro “Six small numbers” ne discute. Specifica comunque che anche questa teoria non ci dice niente di defintivo sull’esistenza o meno di un Creatore, e castiga chi pretende di farlo.

    Ex nihilo nihil fit.

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    • Flavio ha detto in risposta a Max

      Finalmente…volevo dirlo io. Il Multiverso è postulato anche da persone credenti su argomenti molto validi…non capisco questa velocità a liquidarlo…

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    • Michele Forastiere ha detto in risposta a Max

      Caro Max, mi permetta di chiarire un po’ meglio le mie osservazioni. Ha perfettamente ragione sul fatto che nessuna teoria scientifica può dire niente di definitivo sull’esistenza del Creatore. Sul multiverso, però, ho fatto a suo tempo parecchie ricerche, di cui ho dato ampiamente conto in altra sede: comprenderà che sarebbe stato difficile riassumerle estemporaneamente in pochi commenti. In breve, comunque: la filosofia del multiverso non si limita alla soluzione del problema del fine-tuning (di cui tratta Rees in “Six small numbers”) bensì, introducendo un numero infinito di universi, ambisce – negli intenti di alcuni suoi sostenitori – a fornire una definitiva risposta materialista al problema dell’esistenza dell’Uomo. Per quanto riguarda la teoria delle stringhe e il suo legame con il multiverso: per quanto ne so – ignoro se ci siano stati sviluppi – una delle sue tante versioni prevede al massimo un numero finito di universi. Non penso, però, che questo sia propriamente il tipo di multiverso in cui crede (e spera) un certo settore dell’ateismo scientista… 🙂
      La saluto cordialmente

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      • Massimo Ponzoni ha detto in risposta a Michele Forastiere

        Credo che Bersanelli abbia dato un giudizio tra i migliori sull’argomento: http://www.uccronline.it/2010/09/28/lastrofisico-bersanelli-risponde-magistralmente-a-stephen-hawking/

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      • Max ha detto in risposta a Michele Forastiere

        Per carita’ prof. Forastiere. C’e’ chi spera che un “infinito” multiverso esista affinche’ una visione materialista possa finalmente imporsi, come lei dice. Ma la speranza e l’opinione di queste persone non sono particolarmente interessanti, al di la’ del fatto che essi possano certamente aver fatto dell’ottimo lavoro quando si sono attenuti al proprio campo di ricerca.
        Alla fine, rimarrebbe sempre il problema della contingenza e/o della prima causa.

        Volevo pero’ ricordare sempre che usare la Scienza, in qualunque campo, per scrivere articoli di metafisica e’ fondamentalmente sbagliato. Se il buon Dio ha deciso di creare il Multiverso, chi sono io per decidere cosa doveva fare?

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        • Max ha detto in risposta a Max

          ho dimenticato di mettere un “per me” dopo “Ma la speranza e l’opinione di queste persone non sono particolarmente interessanti”, sopra.

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          • Michele Forastiere ha detto in risposta a Max

            Ha perfettamente ragione, sia riguardo al buon uso della Scienza, sia riguardo alle motivazioni del buon Dio – che ha creato l’Universo come Gli sarà parso più opportuno. Il fatto è, purtroppo, che il concetto di un multiverso ATTUALMENTE INFINITO ha implicazioni intrinsecamente metafisiche, pur essendo totalmente materialistico: esistono infinite copie di me, la storia si è ripetuta infinite volte con infinite variazioni sul tema, in chissà quanti universi Gesù non è mai esistito… e via sparando. La mia impressione è che, in questo modo, si voglia dare una specie di sostegno pseudo-scientifico all’idea (in fondo epicurea) che l’Infinita Causa Prima non sia trascendente, ma materiale – con buona pace, quindi, di chi si illude ancora che esistano il Bene e il Male. Ha mai avuto modo di leggere gli articoli di Tegmark, un paladino del multiverso infinito? Uno di questi è stato pubblicato su “Scientific American” nel 2003, poi tradotto subito in italiano su “Le Scienze”. Ecco il link al suo sito (http://space.mit.edu/home/tegmark/home.html) e all’articolo in questione (http://space.mit.edu/home/tegmark/PDF/multiverse_sciam.pdf).
            Giudichi pure lei se la mia impressione è sbagliata!
            La saluto di nuovo cordialmente.

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            • Max ha detto in risposta a Michele Forastiere

              Si’, ho letto.

              Mi avevano insegnato ad impiegare la parola “evidenza”, che Tugmark usa riguardo l’esistenza di altri universi, con molta piu’ attenzione in passato.

              Vale a dire, solo quando si e’ *assolutamente* certi di qualcosa.

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        • Frodo Baggins ha detto in risposta a Max

          Infatti! Iddio ha TUTTE le possibilità, non solo dell’Universo, ma ANCHE del Multiverso!!

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  11. Larry SFX ha detto

    Ma quale prova di casualità!
    Più si allontana l’uomo dal centro dell’universo e più appare straordinario di come Dio si prenda cura di noi.

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  12. Patrizio ha detto

    Richard Dawkins scrive: “il Multiverso è semplice ed più probabile di Dio”. Questo è il motivo per cui uno zoologo si occupa di astronomia.

    Barrow invece gli risponde ovviamente dicendo che il Multiverso non è affatto semplice e sopratutto non avendovi accesso è impossibile definire una statistica di “probabilità” o di “facilità”.

    Due posizioni opposte, giudicate voi quella più razionale e scientifica.

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  13. Giulia ha detto

    Mi fa sorridere l’idea che quando si parla di questioni cosmologiche i credenti una certezza ce l’hanno: l’Uomo e l’Universo sono stati creati da Dio (cristiano od altro è un discorso a parte) ed ogni scoperta cosmologica non potrà far altro che confermare questa prima certezza.
    Poi si chiede agli evoluzionisti d’ammettere di non sapere, quando in realtà dall’altra parte della barricata si saprebbe già tutto, quello che rimane è solo far incastrare i tasselli in modo giusto.
    Beh, io credo che un po’ di buon sano agnosticismo non guasterebbe neanche ai credenti…
    Saluti

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    • Renato Valsecchi ha detto in risposta a Giulia

      Mi spiace ma non vedo nessuno che esponga la sua certezza sulla universo creato da Dio. Ovviamente ognuno di noi ne è certo proprio per l’esperienza di fede che ognuno sperimenta nella sua vita, ma capiamo benissimo che non sia un argomento valido in ambito scientifico. La scienza non si occupa di Dio e strumentalizzare come fanno Dawkins e Hawking la scienza per parlare di Dio è antiscientifico.

      Non serve criticare le certezze degli atei (costruite strumentalizzando le scoperte scientifiche) utilizzando argomenti religiosi, come vedi in questi commenti, ma utilizzando argomenti scientifici. Allo stesso modo si critica l’evoluzione neodarwinista, ma non per questo si vuole favorire il creazionismo.

      Beh, io credo che un po’ di buon sana apertura mentale non guasterebbe neanche agli atei.

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    • Carlo ha detto in risposta a Giulia

      “I credenti”….bello questo modo altezzoso di chiamare il 90% della popolazione umana da parte dei 4 famosi gatti….

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      • Giulia ha detto in risposta a Carlo

        Non era mia intenzione offendere nessuno, se conosci un termine più adeguato per definire chi crede nell’esistenza di una (o più) divinità, lo userò ben volentieri.

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        • Carlo ha detto in risposta a Giulia

          Usa pure i termini che ti piacciono di più…Sgarbi vi chiama atei mezzi fessi no?

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          • Giulia ha detto in risposta a Carlo

            Quello si che è un grande modello di pensatore…

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            • Carlo ha detto in risposta a Giulia

              Solo perché ce l’ha con gli atei mezzi fessi? Non mi pare legittimo. Nel suo campo è uno dei migliori. E non è certo un credente.

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              • Giulia ha detto in risposta a Carlo

                Ahahah, che Sgarbi sia un grande critico d’arte è da incorniciare! Uno che faceva le televendite dei pittori paesani, che è stato condannato per plagio intellettuale per rubare testi qua e là, che di ciò che è successo dopo il ‘600 ne sa meno di uno studente del liceo, che ha fatto vergognare l’Italia come mai nessuno ha fatto in più di cent’anni di Biennale di Venezia, per l’ignobile livello della mostra che ha organizzato in cui pure le riviste specializzate si sono astenute di commentare per lenorme imbarazzo che sentivano.
                “Uno dei migliori nel suo campo”. Da incorniciare.

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                • Riflex ha detto in risposta a Giulia

                  Mi piace particolarmente quando esponenti della stessa religione si ridicolizzano fra di loro perché non credono in Dio in modo diverso..bravi.

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                  • Giulia ha detto in risposta a Riflex

                    Beh, almeno si dimostra che non siamo pecoroni. Non ti sembra?

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                    • Franz ha detto in risposta a Giulia

                      Peccato che l’accusa principale rivolta alla religione è quella di essere sempre in disaccordo. Ma riesci a dire qualcosa senza cadere continuamente nelle trappole che ti mettiamo?

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            • Piero ha detto in risposta a Giulia

              almeno non e’ come il vostro guru Odifreddi…

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    • Piero B. ha detto in risposta a Giulia

      A me fa sorridere l’idea che quando si parla di questioni cosmologiche i non credenti una certezza ce l’hanno: Dio non c’è ed ogni scoperta cosmologica non potrà far altro che confermare questa prima certezza. San Gagarin docet.

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    • Raffa ha detto in risposta a Giulia

      Cara amica, sapessi com’è bello vivere la vita appoggiandola su delle certezze, solide come fossero roccia.

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      • Giulia ha detto in risposta a Raffa

        Ma proprio per questo sono nate le religioni, non lo nego.

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        • Raffa ha detto in risposta a Giulia

          Che la certezza porti delle conseguenze pratiche mi pare ovvio. E’ un po’ più imbarazzante vedere come i devoti della religione atea ci rosichino sopra, ma questo è un altro discorso.

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          • Giulia ha detto in risposta a Raffa

            Infatti è comodo avere delle certezze, che però sia tali è un altro paio di maniche.

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            • Raffa ha detto in risposta a Giulia

              Non c’è alcuna prova nelle neuroscienze che si creda a qualcosa perché è comodo credervi. Anche perché non è affatto comodo credere in Gesù Cristo, è molto più comodo vivere la vita da animali senza rendere conto a nessuno. Per cui se l’equazione è più comodo=falso, allora credo che tu ti sia appena tirata la zappa sui piedi.

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              • Giulia ha detto in risposta a Raffa

                Di prove che si possa credere per convenienza ce ne sono a bizzeffe. Anche la scommessa di Pascal verte su questo principio, non a caso gli stessi credenti la citano molto spesso.
                Sono invece d’accordo con te (anche se a livello collettivo questa regola non vale) che è ancora più facile vivere la vita da animali senza rendere conto a nessuno, ma spero non ti stessi riferendo a me…

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                • Piero B. ha detto in risposta a Giulia

                  Ma sei sicura di avere capito la scommessa di Pascal?
                  No perché vedere la “scommessa” come un furbo utilitarismo equivale a non aver capito il punto.

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                • Piero B. ha detto in risposta a Giulia

                  Aggiungo che anche Pascal era d’accordo sulla “vita da animali”. Diceva infatti: “Gli uomini non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l’ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici.”

                  Comunque questa storia della convenienza nel seguire una religione non ha eguali confronto ai tentativi di cercare una base biologica per la religione. Ci sono alcune teorie che fanno cappottare.
                  Per esempio quella di Julian Jaines, che ha proposto l’idea del divino sorta dal conflitto tra emisfero destro e sinistro del cervello. L’uomo primitivo “udiva” una metà del proprio cervello e ne attribuiva la voce agli dèi. Questa schizofrenia intrinseca di tutti gli uomini sarebbe terminata spontaneamente circa 3000 anni fa, quando l’evoluzione ha provveduto a riunificare le due “camere” cerebrali.

                  Non è da meno Dawkins, che ci ha provato con la sua invenzione dei “meme”, la controparte culturale dei geni. Queste entità misteriose balzerebbero di cervello in cervello, come virus, in un processo di imitazione. Naturalmente per Dawkins il “meme” della religione sarebbe il più letale e maligno di tutti.
                  All’osservazione che allora anche le idee scientifiche sarebbero questa specie di oggetti virali il loro inventore ha risposto più o meno “sì, no, una specie, perchè la scienza non è arbitraria o capricciosa, mentre all’idea di Dio uno aderisce senza pensarci”. Mandando così al macero millenni di pensiero teologico.
                  E’ stato fatto notare come sia quantomeno bizzarro che Dawkins attacchi costantemente i credenti sul fatto che credano in quanto è inosservabile e poi basi il suo attacco su una entità inosservabile inventata a fini polemici.

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                  • Giulia ha detto in risposta a Piero B.

                    Il discorso sulla convenienza è spesso ricorrente tra i cristiani, anche se giustamente evitata dai più colti. C’era un divertente racconto di uno scrittore che diceva che credeva perchè non aveva niente da perderci, ma dopo morto, esistesse o no Dio, poteva solo guadagnarci. Sai anche tu che purtroppo questo è un argomento che tuttora fa molta presa su di una grande fetta di popolazione.

                    Eh si, la teoria di questo Julian Jaines sembra ben strampalata, dubito comunque che fosse un biologo o uno scienziato serio, perchè non c’è nessuna evidenza di così drastici cambi a livello neurologico avvenuti solamente 3000 anni fa.

                    Invece è appurato che le popolazioni primitive hanno cominciato a sviluppare un sistema di credenze a partire da un certo momento, come è un fatto che quelle popolazioni che davano una risposta (reale o inventata) al problema dell’incognito sopravvivevano meglio perchè vivevano più tranquille e così potevano impegnare migliori energie nella loro vita quotidiana.
                    Ci sono comunque diversi studi sia in biologia che in psicologia cognitiva che dimostrano come esista una predisposizione innata a questo sistema di credenze, alla sua ritualità, ai comportamenti propiziatori ed un largo eccetera. Un esperimento interessante in questo senso è quello dei piccioni di Skinner, i cosiddetti “piccioni superstiziosi”.

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                    • Piero B. ha detto in risposta a Giulia

                      Ti riferisci forse a Pascal Boyer che sostiene la teoria per cui l’uomo, abituato dall’evoluzione a vedere predatori dietro ogni cespuglio, sia in qualche modo portato da ciò a considerare l’immaginario come realmente esistente. Una preda portata a pensare che ci sia nascosto intorno qualcosa pronto ad attaccare ha più probabilità di rimanere viva di una che non si fa questi problemi. Da qui l’immaginarsi un Dio dietro ogni cosa di cui non si ha il controllo. La religione come illusione.
                      Peccato che la medesima considerazione si possa fare per la maggior parte della scienza, compreso la stessa teoria di Boyer. Chi ha mai visto la gravità, o questo supposto “circuito mentale”?
                      Sicuro, se ne possono vedere gli effetti, come il cespuglio che si muove…

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                    • Hugo ha detto in risposta a Giulia

                      Strano Giulia perché gli antropologi parlano di ateismo come un’irrazionale sistema di difesa: http://www.uccronline.it/2011/04/13/lenman-antropologo-di-oxford-%C2%ABlateismo-e-unirrazionale-scelta-di-difesa%C2%BB/

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                    • Tano ha detto in risposta a Giulia

                      Caro Hugo…cosa pensi che faccia Giulia commentando qui se non tentare un salvataggio disperato di sopravvivenza della posizione anti-teista? Tu dirai: “ma non ci riesce”.

                      Appunto, ti rispondo. Per questo Lenman parla di “irrazionalità”

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                • GiuliaM ha detto in risposta a Giulia

                  @Raffa: non è mica detto che Giulia viva senza certezze, il problema è che quella che lei crede roccia potrebbe rivelarsi sabbia friabile.
                  Riguardo alla convenienza non credo che i credenti siano proprio “comodi” nel mondo, del resto qualcuno aveva detto:
                  “Sforzatevi di entrare per la porta stretta” e anche:
                  “Se il mondo vi odia, sapete ben che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia.”

                  spero non ti stessi riferendo a me
                  Coda di paglia?

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                • Raffa ha detto in risposta a Giulia

                  Oltre al fatto che non c’è alcuna prova nelle neuroscienze, ti invito a lasciare stare Pascal che non sai nemmeno chi sia…

                  L’animale vive senza scopo e senza senso, si preoccupa di sopravvivere e di godersi il tempo a disposizione. L’ateo vive senza scopo e senza dare un senso ultimo alla vita, si preoccupa di sopravvivere e di godere al massimo il tempo a disposizione. Da questo punto di vista (e solo da questo) non vedo alcuna differenza..d’altra parte Odifreddi sostiene che l’uomo sia un animale. E’ sicuramente più conveniente e comodo vivere da atei.

                  Secondo te dunque la posizione dell’ateo è un autoconvincimento: si è atei solo perché ha una convenienza pratica, ma senza che essa sia una posizione vera e convincente.

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                  • Giulia ha detto in risposta a Raffa

                    Mi sembra tu stia citando dei luoghi comuni sugli atei. Ateo è semplicemente chi non crede esista divinità alcuna ed in particolar modo chi pensa che la nostra vita finisce semplicemente e naturalmente con la nostra morte, come d’altronde succede con il resto di ogni cosa viva su questo pianeta. Poi ognuno da il senso e lo scopo che vuole alla vita, anche se disporre di questa libertà non significhi necessariamente che se ne faccia un buon uso. Per questo motivo, potrei rigirare il tuo stesso discorso ed affermare che essere ateo può anche essere più difficile che essere credente.
                    Ci sono atei e credenti a cui interessa il solo tornaconto personale e dall’altra parte ci sono atei e credenti che basano la loro vita su principi ben più sani. Il resto sono un mucchio di fesserie che qualcuno instilla ai propri accoliti per tenerseli ben stretti e soprattutto ben separati dagli altri.
                    Io spero vivamente di non essere di questo genere di persone, a te spero succeda lo stesso.

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                    • Tano ha detto in risposta a Giulia

                      Il tono di Giulia è cambiato…forse ha capito di stare per addentrarsi in un terreno che la vedrà ancora una volta senza argomenti e quindi cerca la mediazione?

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                    • Giulia ha detto in risposta a Giulia

                      La mediazione è sempre meglio della testardaggine, quindi… perchè no? Comunque non era il caso, stavo solo sgomberando il campo dai luoghi comuni che troppo sovente creano inutili barriere.

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                • Lorenz ha detto in risposta a Giulia

                  Pascal? Ma lascialo in pace….tu hai Odifreddi e Flores D’arcais da citare…

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            • Valerio ha detto in risposta a Giulia

              Raffa ha appena calato un’ottima scala d’assi….

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    • Frodo Baggins ha detto in risposta a Giulia

      ………e naturalmente, sostituire la Fede Nel Creatore del TUTTO…….con la fede nella scienza…..vero??

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    • Frodo Baggins ha detto in risposta a Giulia

      Sano agnosticismo..!!!…..come avrebbe detto il Mio Professore di Macchine: ” Forte la lingua italiana!! “……..già!!!
      Peccato, che nemmeno voi sedicenti atei, NON fornite NESSUNA certezza!!!

      Namarie!!!

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  14. Contedduca ha detto

    al 2013 n non ci si arriva!!!
    Il mondo finisce il 21/12/2012…ve lo siete scordati??? 🙂

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