La conversione cattolica di Gustav Mahler

Il filosofo Tommaso Scandroglio ha recentemente parlato della conversione cattolica di Gustav Mahler (1860-1911), celebre direttore d’orchestra a livello internazionale tra fine Ottocento ed inizio Novecento.

Una conversione famosa e anche contestata da alcuni che la ritengono essenzialmente politica. Mahler era ebreo per nascita ma non per fede. Disinteressato alla religione ma non alla tradizione del suo popolo, come testimoniano bene alcune sue partiture (temi in stile klezmer , uno dei generi musicali di tradizione ebraica, nel terzo movimento della Prima Sinfonia, marcette o danze nuziali prese dalle musiche dei riti sponsali ebraici ecc…). Sin da ragazzo, continua il filosofo, nasce in lui una particolare attrazione per il cattolicesimo, anche sull’onda di un certo medesimo interesse nutrito dal padre. E’ attestato anche dal fatto che, come riportano diverse biografie, era corista in una chiesa cattolica, chiesa in cui il maestro del coro gli aveva impartito i primi rudimenti dell’arte pianistica. Tra l’Ottocento e il Novecento diventerà uno dei più importanti direttori di orchestra a livello mondiale e nel 1897 venne nominato direttore dell’Imperial Regia Opera di Corte. Per accedere a questa carica occorreva essere cattolici. Poco prima, nel febbraio di quello stesso anno, Mahler si fece battezzare. Questo è il fatto che ha innescato, sin da allora, numerosi dubbi e polemiche. Domanda: Mahler si fece battezzare per mero opportunismo oppure perché desiderava veramente diventare cattolico? Scandroglio, scrivendo su La Bussola Quotidiana, analizza tre argomenti a favore del fatto che Mahler colse quell’occasione per rompere gli indugi e abbracciare sinceramente la fede cristiana.

1) Le opere: sia prima, sia dopo il suo ingresso all’Opera di Vienna egli scrisse musiche in cui l’elemento della cattolicità era ben presente. E dunque non avrebbe avuto interesse alcuno a citare rimandi alla tradizione cattolica dato che non era ancora direttore o aveva ormai dismesso i panni di questo. Prima della nomina, tra il 1893 e il 1896, mise a punto i lieder del ciclo Il corno magico del fanciullo, i cui testi sono tratti dalle poesie di Achim von Arnim e dal cattolico Clemens Brentano. Dopo la guida dell’Opera di Vienna scrisse ll’Ottava Sinfonia in cui è inserito il Veni Creator Spiritus.

2) I biografi: una recente e monumentale biografia scritta da Quirino Principe (“Mahler. La musica tra eros e thanatos”, Bombiani 2002), uno dei massimi esperti di Mahler del mondo, conferma l’autenticità e la sincerità della conversione del compositore. Anche perché, dice lo studioso, «Mahler sarebbe comunque arrivato alla direzione del teatro, in virtù di un clima relativamente tollerante verso il mondo ebraico sotto Francesco Giuseppe». Anche nella biografia dell’enciclopedia Wikipedia si sostiene la sincerità della conversione.

3) Le parole della moglie: Nella sua Autobiografia, scritta attorno agli anni ’60, la moglie Alma Mahler appunta: «A vent’anni conobbi Gustav Mahler, il mio primo marito. Era cristiano e si era fatto battezzare non soltanto per opportunismo, per poter diventare direttore dell’Opera di corte di Vienna, come hanno voluto far credere certi biografi». Nel diario della donna si trovano altri spunti sulla sincerità della conversione: «Una lettera che mi scrisse anni dopo è una risposta alla mia domanda polemica: in che misura Platone fosse superiore a Cristo, in un certo senso. Gustav Mahler respinse questa domanda fermamente e con convinzione. Raramente Mahler passava davanti a una chiesa senza entrare. […] Amava anche profondamente il misticismo cattolico. Ero in polemica con l’ebreo che credeva in Cristo, allora!». In un altro suo libro, dal titolo “Ricordi e lettere”, scrive: «Una delle nostre prime conversazioni ebbe per argomento Gesù Cristo. Sebbene avessi avuto una educazione cattolica, ero diventata più tardi una libera pensatrice convinta, sotto l’influenza di Schopenhauer e di Nietzsche. Mahler si opponeva con foga a questa concezione e si arrivò allo strano paradosso che un ebreo difendeva a spada tratta Gesù Cristo contro una cristiana. […] La mistica cattolica lo attraeva e questa attrazione veniva incoraggiata dai suoi amici di gioventù che si facevano battezzare e cambiavano nome; e il suo amore per il misticismo cattolico era perfettamente sincero. […] Amava l’odore dell’incenso, il canto gregoriano. […] I suoi canti religiosi, la Seconda, l’Ottava, tutti i corali nelle sinfonie sono sentiti sinceramente – non inseriti dall’esterno!». Vicino alla morte per endocardite batterica, la moglie racconta di averlo visto spesso camminare per casa leggendo la Bibbia. Ciò a testimonianza di un percorso di conversione realmente sincero, personale ed ininterrotto. Le parole di Alma Manher sono molto attendibili poiché non sostenute da nessun interesse a distorcere la narrazione dei fatti, trovandosi lei con stupore a giudicare se stessa quasi meno cattolica del marito.

4) Più guai che vantaggi: la conversione, all’ebreo Mahler, non procurò alcun vantaggio, anzi lo pose in una situazione ambigua, anche perché non rinnegò mai le sue radici culturali, come ci racconta sempre Alma: «Non ha mai negato la sua origine ebraica – piuttosto l’ha messa in rilievo. Di fede era cristiano. Era un ebreo-cristiano e aveva la vita difficile». I cattolici lo guardavano in modo sospetto e gli ebrei pure. Il calcolo opportunistico risulta essere non molto solido.

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8 commenti a La conversione cattolica di Gustav Mahler

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  1. Karma ha detto

    Io sapevo che era un nicciano…per fortuna c’è sempre qualcuno che rivela la verità!

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    • Sabbia ha detto in risposta a Karma

      Io non sapevo nemmeno ci fosse una discussione in merito…ma dove starebbe il problema se un grande musicista si converte? E’ accaduto migliaia di volte…!

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  2. Mimmo ha detto

    Direi che le prove portate sono inappuntabili…Mahler si convertì sinceramente e non in modo politico.

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  3. Flavio ha detto

    Nell’edizione inglesi di Wikipedia mi pare invece che ci sia scritto che la conversione fu una necessità per lui…

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    • silvia ha detto in risposta a Flavio

      E che cosa ti aspetti dal sito inlese di Wikipedia? Vai a vedere cosa dicono della conversione di Newman, di Chesterton, di Elliot, di Muggerridge e di Wilde, tanto per dirne alcuni?

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      • Flavio ha detto in risposta a silvia

        La consulto spesso è devo dire che molto spesso è più leale della versione italiana per quanto riguarda le voci cattoliche. I casi che mi citi non li ho verificati, ma mi fido sulla parola…

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  4. Roby ha detto

    Ogni tanto ascolto qualcosa di suo e mi fa molto piacere per il suo percorso. Mi domando se sia un caso che i più grandi musicisti abbiano in comune la cattolicità.

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