Quando gli atei fanatici di MicroMega e dell’UAAR si insultano fra loro

Segnaliamo un divertende scambio di insulti avvenuto circa un anno fa tra l’UAAR e Micro Mega.



Premessa.
Il 19 gennaio 2009 MicroMega, una rivista molto tendenziosamente ateo-comunista, guidata dallo scientista ateo Paolo Flores d’Arcais, ha pubblicato un articolo contro l’idiozia dello sbattezzo (dopo averlo promosso sul proprio sito, tra l’altro, alla faccia della razionalità e della coerenza…) e della campagna degli autobus con le frasi atee a Genova. Queste sono alcune delle poche genialate dell’UAAR, l’associazione nata con lo scopo di recintare le frange esteme dell’ateismo militante italiano. Sottolineiamo che tanti membri UAAR erano fino ad allora lettori appassionati di MicroMega.

Primo attacco di MicroMega all’UAAR.
Tutto inizia dalla penna di Pierfranco Pellizzetti, articolista di punta di MicroMega e docente di politiche globali all’università di Genova: «l’intera vicenda degli “ateobus” è stata una vera e propria sagra della sciocchezza. Le provocazioni chiassose cui si è consacrata l’associazione [l’UAAR] promotrice della tentata affissione mobile non brillano certo per lucidità».

Oltre a questa posizione, fa piacere che continui sottolineando la stessa contraddizione da noi rilevata in Ultimissima del 5/6/10 sulla possibile convivenza ed unità tra atei e agnostici (e pure razionalisti). Ha infatti scritto: «Non c’è lucidità già a partire dalla sua denominazione, che unisce termini sostanzialmente antitetici quali “ateo” (cioè chi prende particolarmente a cuore la questione del divino) e “agnostico” (cioè chi di tale questione se ne infischia)». E continua: «associazione [sempre l’UAAR] segnalatasi a suo tempo per un’altra iniziativa peregrina come quella dello “sbattezzo”, che finisce per dare estrema importanza a un rito destinato a restare inerte nella misura in cui il diretto interessato non gli attribuisce rilevanza. D’altro canto il diritto costituzionale alla libera espressione non prevede deroghe nei casi di accertata labilità».

Dopo aver proseguito insultando i credenti, il nostro eroe si avvia alla conclusione: «assistiamo a sparute minoranze che si contrappongono con frizzi e lazzi e non con un pensiero alto e robusto. Papisti come presunti laici. Anche a scapito delle loro antiche identità». Finendo con veloci epiteti verso il PDL, che si è opposto agli autobus di Genova, alleandosi con gli autisti e i loro sindacati, l’articolista parla di «dittatura della maggioranza [quella del PDL], di cui a Genova abbiamo visto un bell’esempio nella vicenda “ateobus”. Magari a danno di minoranze altrettanto sciocchine [quella dell’UAAR]» (cfr. MicroMega 19/1/09).

Insomma, piena conferma delle nostre constatazioni, che vedono l’UAAR soffrire di frustrazione a causa di minoranza isolata (con appena 4000 iscritti in 24 anni di violenta militanza…).

Prima reazione dell’UAAR e del suo pontefice.
Accidenti, accidentoni, non l’avesse mai scritto! Nella setta integralista UAAR si è scatenato un putiferio: urla, pianti e stridori di denti. Ecco alcuni stizziti e spassosissimi commenti degli uaarini ed ormai ex-lettori di MicroMega: «Pellizzetti si è coperto di ridicolo»; «Solo un vaniloquio autogratificante»; «Questi giornalisti sono di uno squallore desolante e colpevole»; «Il nostro povero Pellizzetti non ha mai avuto un lavoro. Troviamoglielo!» e così via…

Ecco che allora il sacro pontefice dell’UAAR, lo sconosciuto Raffaele Carcano (in questa foto il capo dei razionalisti italiani in un attimo di “rilassamento), prende in mano la situazione e decide di difendere le sue pecorelle smarrite, rispondendo per le rime a quei birboni razionalisti di MicroMega: «l’articolo vola altissimo -comincia don Raffaele- tanto alto da dimenticare di fornire qualche argomentazione concreta a supporto di cotanto livore [cos’è, autocritica questa??]».

Si infervora poi in imbarazzanti definizioni apologetiche: «le antitesi di ‘ateo’ sono ‘teista’, ‘credente, ‘fedele’, come qualsiasi buon vocabolario insegna». Cosa cosa?? Grave infortunio di don Carcano, che dimostra di non conosce nemmeno il significato di quel che predica. L’ateismo significa essere senza Dio (a-theos) e non essere contro o opposto ad Esso o a chi crede in esso (anche perché opporsi a qualcosa che non esiste non è proprio sinonimo di pieno razionalismo, o no?). Quella di cui sta parlando il povero Carcano è la corrente filosofica chiamata “antiteismo” (che si diversifica dall’ateismo). Questa si che è l’antitesi del teismo, come UAAR è l’antitesi dell’AntiUAAR (vedi la definizione di anti-tesimo su Wikipedia). Infatti su qualsiasi buon vocabolario (qualcuno dovrà pur regalargliene uno prima o poi…), non ci sarà mai la definizione di ateismo come antitesi del teismo (cfr. vocabolario Treccani).

Comunque, sorvoliamo divertiti e andiamo oltre. Il capo dei razionalisti italiani conclude il suo pedante sermone: «con il suo articolo Pellizzetti si è fermato, purtroppo, soltanto alla sterile polemica». Tiè, ben fatta super Raffa! Tutti ringalluzziti, i membri della setta si possono inebriare dei loro soliti moderati commenti: «Peccato per l’immagine di MicroMega» [non certo la vostra, vero??]. «Se si riduce così, forse Micromega ha qualche problema. Pazienza, sopravviverò anche senza!» [anche loro di voi probabilmente]. «Se c’è qualcosa di “sciocco”, è solo il suo articolo e il suo modo confuso e superficiale di scrivere» [specchio-riflesso, gnè gnè gnè.. probabilmente la razionalità è stata dimenticata nella sede UAAR…]. «Come membro dell’associazione mi sento personalmente offeso. Querela? Altra colletta per le spese legali?» [il solito garibaldino reazionario]. «Intellettuali, giornalisti, filosofi, sapienti e luminari di ogni sorta di questo paese sono un violento insulto alla razza umana» [ma come, non eravate voi gli elogiatiri dei filosofi, sapienti e luminari razionalisti??] (cfr. UAAR 19/1/09).

Seconda reazione dell’UAAR e del coordinatore pastorale.
Il direttore Flores d’Arcais, terrorizzato per la possibile scissione religiosa, decide di placare gli animi e, fregandosene bellamente della risposta data dal capogregge dell’UAAR, decide di pubblicare solo il commento ufficiale del tale Roberto Grendene (e chi è??), che si professa addirittura nientepopodimento che coordinatore del circolo UAAR di Bologna (ah beh, allora…).

Il capo-chierichetto scrive: «caro Pellizzetti, l’UAAR, che non si degna di nominare nel suo articolo (che stile!), unisce atei e agnostici negli scopi sociali [scopi sociali? Tipo la scampagnata a cogliere ciliegie promossa nel gruppo Facebook UAAR come evento del mese?]. L’aiuto-parroco continua: «Non brilliamo per lucidità per l’accostamento di persone atee e agnostiche? Con la stessa profonda logica tuoni allora contro iniziative gay lesbiche e trans, oppure contro “MicroMega”, rea di accostare termini che non le stanno a genio [1-0 per il coordinatore pastorale di Bologna!]».

Il militante romagnolo chiude con una frecciatina pepata, come solo lui sa fare: “dica a Paolo Flores d’Arcais di non firmare più le nostre petizioni, e suggerisca anche a Cinzia Sciuto [chiiii???] di non contattarci più, non vorrà che rappresentanti di MicroMega si mescolino ad associazioni che non “brillano per lucidità” e promotrici di iniziative “peregrine».. Mannaggia…tuoni, fulmini e saette, che spettacolo ragazzi!!

Contro-reazione di MicroMega.
L’ormai eretico e inferocito Pellizzetti replica su MicroMega (tiratura di 15mila copie, meno di un bimestrale di estetica femminile, per intenderci): «Al maestro di stile Roberto Grendene e ai suoi indignati colleghi dell’UAAR (contento? questa volta ho citato giusto?). Mi rendo conto che incrociare le lame della discussione con minoranze “intense”, emotivamente sovreccitate, comporta la quasi certezza di riceverne in risposta fendenti inconsulti, ben oltre le soglie dell’insulto» [ah ah ah ah, ottima questa!].
«La qual cosa non mi sfiora neppure un pelo del baffo [beh, sembra proprio il contrario in realtà…]. Sicché mi limiterò a fare “un discorso serio a gente faceta”. Siffatte iniziative di testimonianza tendente al narcisistico [autobus, sbattezzo, ciliegiata ecc…], non sono minimamente utili al fine di impostare una linea politica plausibilmente vincente per contrastare le ben più abili e incisive azioni strategiche dell’avversario [cioè noi…., uaoooo che baciapile! Grazie, davvero grazie mille, ma ci era già simpatico a dir la verità..].

Continua Pellizzetti: «Queste iniziative servono esclusivamente a gratificare un’appartenenza (la minorità intensa). E infatti avete avuto ben più visibilità dal rifiuto di accordarvi la concessione dei due “ateobus”, di quella che avreste ottenuto se effettivamente avessero circolato per Genova». Ecco scoperta la frustrazione e la contraddizione degli amici UAAR: gran urlatori su Internet e nel mondo virtuale e totalmente inconsiderati nel mondo vero, quello reale.

L’amico scissionario Pellizzetti, si perde poi nei meandri dell’oscurantismo, da Galilei e alle crociate, per poi ritornare in sè e chiosare: «L’ateobus e lo sbattezzo sono un semplice sberleffo che lascia il tempo che trova. Fate pure, sbraitate contro chi vi accusa di insignificanza [cioè tutti??]. Riunitevi, atei e agnostici del beau geste (per inciso, non ho capito il paragone tra il vostro mix e quello tra omosessuali e trans), traendo la massima gratificazione dallo starvene tra voi [frangia estremista e integralista dell’ateismo??].
In questa logica che mi sembra sostanzialmente massonica d’antan. Io ateo e – ovviamente – anticlericale penso che bisognerebbe fare ben altro. Più serio e meno faceto. Statevi bene».
(cfr. MicroMega 19/1/09 ).

Pan per focaccia si suol dire…chissà i nostri amici uaarini come sono rossi di rabbia (comportamento poco razionalistico tra l’altro, poiché la rabbia -come l’amore o Dio-, non può essere misurata, nè provata scientificamente -al massimo le sue conseguenze fisiologiche-, e quindi per i materialisti non dovrebbe esistere…).

Attenzione, interviene il guru di MicroMega!.
Tocca all’intervento del filosofo Flores d’Arcais (sicuramente uno degli atei militanti più astuti in circolazione, che tra l’altro aveva già avuto modo di dire: «in questa vita finita che ritengo l’unico orizzonte dell’esistenza, mi trovo a condividere l’impegno civile in nome di comuni valori di giustizia, molto più spesso con dei credenti, e non di rado dei preti, che non con tanti miscredenti» [Dio? Ateismo della ragione e ragioni della fede, Marsilio 2008, pag. 32]). Egli tira fuori la sua sterminata cultura in ateismo, agnosticismo e floricoltura, e dice: «esistono atei e/o agnostici di ogni tipo, con diversissime convinzioni morali, politiche, artistiche, sono legittimi “cento fiori” anche tra gli atei e gli agnostici (anzi, soprattutto fra loro)» [interessante il fatto che si parli di convinzioni morali, cioè di un credo personale, ben lontano dall’oggettività razionale ed empirica.. Ma poi, gli atei, non erano quelli compatti e uniti nell’unica professione di miscredenza, come sbraita sempre l’insopportabile Cecchi Paone, volendo così dimostrare le differenze con la pluralità di credo dei credenti?? Mah, misteri della fede..].

Il direttore continua: «vedere quegli autobus in giro avrebbe fatto piacere, anche se non mi sarei mai impegnato per lanciare una iniziativa del genere perché non mi interessa convertire nessuno all’ateismo [al contrario del proselitismo religioso dell’UAAR]. Spero che a nessuno venga mai in mente di chiedere la censura, come purtroppo invece è apparso in filigrana (e non solo) in qualche intervento [parla degli uaarini, ufficialmente contro ogni censura…e non ufficialmente??]» (cfr. MicroMega 20/1/09).

MicroMega affonda il colpo e abbatte l’UAAR.
E’ tempo che i pezzi da 90 dell’ateismo italiano scendano in campo: viene scomodato addirittura il filosofo del diritto dell’Università di Trieste, Marco Barberini, che il giorno dopo, sul sito della rivista, scrive: «Ateobus, una campagna inopportuna: è potuto accadere che l’amico Pellizzetti, di solito tacciato di essere un mangiapreti, è stato accusato di tutte le peggiori nefandezze (attitudini censorie, cerchiobottismo, supponenza, ignoranza) dagli Atei, dagli Agnostici, e persino dai Razionalisti (difficilmente un’unica persona riunisce tutte e le tre qualità) per essersi permesso di prendere le distanze dall’iniziativa dell’UAAR (“schiocchina”, ha osato chiamarla). Trasecolo e allibisco [non siamo gli unici allora…]».

Continua Barberini: «Soprattutto noi atei, agnostici e razionalisti, confesso di appartenere ad almeno due di queste tre categorie, [attenzione che parte il predicozzo..] dovremmo dare esempio, se non di moderazione, almeno di ragionevolezza e di tolleranza [e lo dici a quelli a cui piace autochiamarsi razionalisti??] e non comunicare l’impressione che, lasciati a noi stessi, saremmo capaci di sterminarci per dei paragrafi, non troppo diversamente dai fedeli di molte religioni”» E invece, caro Barberini, comunicate proprio questo (cfr. MicroMega 21/1/09).

E ora ci si mette pure Piergiorgio Odifreddi??
Dopo queste divertenti lezioni di laicità e tolleranza atea, la rivista MicroMega & Laicismo a go-go, ha recentemente creato altri fastidi alla parrocchia UAAR. E’ accaduto il mese scorso, quando il presidente onorario di questa combriccola, Piergiorgio Odifreddi, è stato invitato dal direttore di MicroMega a scrivere un articolo sulla (anzi, ovviamente contro) la Sindone [scommettiamo che non c’era nessun altro disponibile??].

Il matematico imperficente ha detto: «anch’io non sono particolarmente impressionato dalla riproduzione di Piero Pesce Delfino o Luigi Garlaschelli». Come come come?? Abbiamo letto bene? Ma, caro Piergiò, tu, proprio tu, presidente razionalista logico onorario di un’associazione che ha sprecato fior di quattrini per far produrre al CICAP una Sindone identica a quella vera (sic!) e che continua a spenderli [alla facciazza delle opere di carità cristiana] per portarla in adorazione e preghiera atea in ogni angolo della penisola, proprio tu, non ne sei rimasto impressionato??? Ma allora, chi dovrebbe esserlo? Per caso mons. Ravasi o l’appassionato di viaggi, videomaker e culture di musica tribale, Raffaele Carcano (cfr. autobiografia del capo dei razionalisti (sic.))?? (cfr.Ultimissima 31/5/10). In effetti però, occorre dirlo, Odifreddi aveva già avuto modo il 7 gennaio 2010 di dissociarsi dalle inziative dell’UAAR [e non è l’unico a quanto pare], affermandolo lui stesso sul sito: www.culturacattolica.it

Conclusione.
Satira a parte, non possiamo non concludere con una citazione di Albert Einstein (che sarebbe rabbrividito nel constatare come la sana laicità è ormai così alla deriva e alla mercè di minoranze reazionarie e militanti). Il grande fisico disse: «Gli atei fanatici sono come schiavi che ancora sentono il peso delle catene dalle quali si sono liberati dopo una lunga lotta. Essi sono creature che – nel loro rancore contro le religioni tradizionali come ‘oppio delle masse’ – non posso sentire la musica delle sfere». (Isaacson, Einstein: His Life and Universe, Simon e Schuster 2008)

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