Fabiola Gianotti: «Lo stupore per l’Universo e le questioni esistenziali»

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Le parole dell’eminente scienziata al Meeting di Rimini. Gianotti, il “miracolo” della matematica e l’apertura alle domande ultime.


 

Al Meeting di Rimini si parla anche di scienza.

Raramente, al di fuori delle convention specifiche, un evento culturale riesce a riunire sullo stesso palco tre personalità di tale livello.

Nell’incontro intitolato “Dalle particelle subatomiche ai buchi neri massivi. La meraviglia dell’universo”, si sono confrontati Fabiola Gianotti, fisico e direttrice generale del CERN dal 2016 al 2025, Heino Falcke, professore di Fisica delle Astroparticelle e Radioastronomia alla Radboud University di Nimega e tra i protagonisti della collaborazione Event Horizon Telescope, e Marco Bersanelli, ordinario di Fisica e Astrofisica all’Università degli Studi di Milano.

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Al Meeting lo stupore per l’Universo

Il confronto ha idealmente attraversato i due estremi della conoscenza contemporanea: l’infinitamente piccolo delle particelle e l’infinitamente grande dei buchi neri.

Dopo l’esposizione iniziale di Gianotti e Falke, introdotti dal moderatore Bersanelli, il tema è passato sulla capacità della scienza di unire i popoli e sullo stupore che ancora oggi essa riesce a trasmettere negli studiosi della natura.

Falcke è tra coloro che hanno portato alla prima immagine della “ombra” di un buco nero e, anche in qualità di pastore laico nella Chiesa protestante tedesca, ha tracciato vari ed interessanti collegamenti tra Genesi, il Big Bang e la moderna indagine scientifica.

Fabiola Gianotti, prima donna a ricoprire l’incarico di direttrice generale del Cern e tra le menti scientifiche italiane più brillanti, ha invece portato il discorso dalla ricerca scientifica alle domande ultime.

 


Fabiola Gianotti: «Credo in Dio, studio le leggi fisiche»
(24/02/2022)


 

Gianotti: il “miracolo” della matematica

La scienziata ha parlato infatti dello stupore che continua ad accompagnarla «ancora oggi, tutti i giorni» di fronte alla scoperta.

Richiamando Dante e il verso conclusivo della “Divina Commedia”, titolo dell’edizione odierna del Meeting, Gianotti ha osservato che il poeta offriva una visione teologica dell’universo, sottolineando con un sorriso che certamente non era un fisico perché «ciò che tiene insieme il sole e le stelle è la gravità».

Ma quel verso, ha aggiunto, resta attuale perché «ci spinge ad andare al di là»: la scienza può spiegare il come, ma non esaurisce la domanda sul perché di un universo ordinato e intelligibile.

E la capacità della matematica di poterlo descrivere, ha confessato, «è veramente un miracolo».

Mentre il collega e premio Nobel Steven Weinberg sosteneva che «quanto più l’universo ci appare comprensibile, tanto più ci appare senza scopo»1S. Weinberg, “The First Three Minutes: A Modern View of the Origin of the Universe”, Basic Books 1977 -salvo poi chiarire meglio tali parole e confessare la nostalgia di Dio- Gianotti è andata in direzione contraria.

Pur con l’avanzare della conoscenza, ha concluso, «ciò che non cambia è il nostro stupore e la meraviglia di fronte a questo universo bellissimo e il porci questioni esistenziali».

 


Fabiola Gianotti: «Credo in Dio, scienza e fede compatibili»
(17/01/2015)


 

“Credo in Dio e nella scienza”

Non è la prima volta che la celebre fisica si esprime in questi termini.

Nel 2021 aveva spiegato che sul piano personale, «quello che io vedo nella natura, il suo ordine, la sua semplicità, la sua eleganza mi avvicina all’idea di una Mente intelligente e ordinatrice». E aveva concluso senza ambiguità: «Sì, io credo in Dio».

Mentre nel 2015, intervistata da Lilli Gruber, aveva risposto alla domanda sulla propria fede con altrettanta chiarezza: «Sì, io credo», spiegando che scienza e fede sono compatibili e appartengono a piani differenti.

A distanza di alcuni anni, il messaggio della scienziata non sembra cambiato.

 

Qui sotto il video con le sue parole:


 

Autore

La Redazione

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4 commenti a Fabiola Gianotti: «Lo stupore per l’Universo e le questioni esistenziali»

  • G.B. ha detto:

    Che cos’è un pastore laico?

  • Biagio ha detto:

    Non credo a questi personaggi, conosco solo quello che dichiarano in modo divulgativo, ma mi basta per sapere che non sono onesti. in una delle troppe tramissioni di Cassssullo la signora dicharava “sappiamo com’era l’universo un istante dopo la sua creazione”, ora, capisco l’approssimazione dovuta al programma divulgativo documentaristico, capisco anche i molti tagli della trasmissione, ma non si può dire una cosa del genere perchè induce la gente a sbagliare di grosso il modo che in cui percepisce la scienza. La scienza va per teoremi, ipotesi, nessuno sa, ma al massimo si può dire “concordiamo per ora sulla situazione che convenzionalmente chiamiamo “primordiale” dell’universo”. Certo, capisco che non fa effetto questa frase, ma capite cosa intendo? Dai sacerdoti si richiedono parole esattissime e gli si fa pelo e cotnropelo, fregandocene delle scuse tipo che la chiesa ha parlato e parla a persone molto più simili a bestie che a uomini, mentre loro, gli scienziati, per parlare alle stesse persone possono permettersi di dire delle esagerazioni del genere, MA, volendo passare per quelli esatti, misurati, logici, che non dicono a se non lo possono provare… capite che alla fine dei conti si imputa alla chiesa un metodo divulgativo che oggi è proprio della scienza…? robe da matti. Quindi se la chiesa 1500 anni fa parlava per parabole era brutta e cattiva, se lo fa oggi la scienza è normale… sveglia gente, qui la Verità non ce l’ha nessuno e siamo TUTTI dei credenti, se non accettiamo questo non faremo mai pace col cervello. A dire il vero i fedeli questo dovrebbero saperlo…

    • Roberto ha risposto a Biagio:

      La Chiesa parla cantando Sicurezza assoluta di verità in ciò che sostiene.. la.scienza sa di non sapere e avanza ipotesi veritieri e vere conclamate con la legge universale della matematica e dell’ intelletto..la Chiesa è certa..ed è l’incontestabile prova del.suo errore.. fede e scienza sono inconciliabili e non mischiabili.. la supponenza della.chiesa ha portato ha disastri immani giustificando il.suo operato in nome e per conto di una ideologia di fede della quale ha l’onere della prova ,la scienza ipotizza e certifica con l’esperimento conclamato e ripetibile ovunque dimostrando la verità oggettiva…

  • Sergio- ha detto:

    «Ciò che non cambia è il nostro stupore e la meraviglia di fronte a questo universo bellissimo e il porci questioni esistenziali».
    Ciò che stupisce è, in effetti, l’incapacità di stupirsi.