«L’ateismo? Incoerente con il metodo scientifico». Parla il fisico Marcelo Gleiser.

premio templeton 2019Lo scienziatofsaf omaggiato dal Premio Templeton 2019 è Marcelo Gleiser. Fisico e astrofisico brasiliano, si definisce “agnostico religioso” ed è un critico dell’ateismo scientista. La scienza lo ha portato ad ammirare il mistero dell’esistenza.

 

Il 29 maggio prossimo l’eminente fisico Marcelo Gleiser riceverà il Premio Templeton 2019. Una prestigiosa premiazione che onora gli uomini di scienza che sanno andare oltre la propria materia di competenza e riescono a dare contribuiti alla dimensione spirituale dell’esistenza.

In passato è stato assegnato a studiosi del calibro di Charles Hard Townes (fisico e premio Nobel), John David Barrow (matematico), Francisco J. Ayala (biologo), George Ellis (fisico), Martin John Rees (astrofisico). Quest’anno è toccato a Gleiser, professore di Fisica e Astronomia al Dartmouth College di Hanover (Germania), di origine brasiliana, giudicato «una voce di spicco tra gli scienziati, passati e presenti, che rifiutano l’idea che la scienza da sola possa portare a verità definitive sulla natura della realtà».

 

“L’assenza di prove di Dio non è una prova di assenza”.

Il fisico si è formato presso la Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro ed è noto per la scoperta, nel 1994, delle cosiddette oscillazioni elettrostatiche. Si definisce un “agnostico religioso” e da anni è un critico dichiarato dell’ateismo scientista, ben rappresentato all’estero da personaggi come Richard Dawkins, Daniel Dennett e Lawrence Krauss. In Italia, invece, tra le file del fondamentalismo ateo-scientifico è possibile elencare i noti Piergiorgio Odifreddi, Telmo Pievani ed Edoardo Boncinelli.

Ma, oltre ai tanti scienziati credenti, vi sono numerosi ricercatori agnostici e non credenti che non tollerano la strumentalizzazione del campo scientifico per fini ateistici e, tra questi, c’è proprio Marcelo Gleiser. «Vedo l’ateismo come incoerente con il metodo scientifico in quanto è, essenzialmente, la credenza nella non credenza», ha dichiarato l’eminente fisico in un’intervista a Scientific American. «L’assenza di prove non è prova di assenza. Si può non credere in Dio, ma affermare la sua inesistenza con certezza non è scientificamente coerente».

 

Il mistero dell’esistenza e la relazione tra scienza e spiritualità.

La Fondazione Templeton ha spiegato che Gleiser, nei suoi interventi pubblici e nei documentari di cui è autore, manifesta un profondo timore reverenziale verso l’esistenza, «un’innegabile gioia nell’esplorazione, mantiene lo stesso senso di stupore e meraviglia per il Creato che ha sperimentato per la prima volta da bambino sulla spiaggia di Copacabana, guardando l’orizzonte ed il cielo notturno stellato, incuriosito da ciò che sta oltre».

Nell’intervista alla rivista scientifica americana, il fisico ha affermato: «la scienza è un modo per connettersi con il mistero dell’esistenza. Quelle domande che fanno parte di noi ora rientrano nella ricerca scientifica, ma sono molto, molto più vecchie della scienza stessa. Per me, come fisico teorico e anche per qualcuno che passa il tempo tra le montagne, questo tipo di domande offre una connessione profondamente spirituale con il mondo, attraverso la mia mente e attraverso il mio corpo. Einstein avrebbe detto la stessa cosa. Non sono solo io; anche il mio collega, l’astrofisico Adam Frank e molti altri, ormai parlano sempre più della relazione tra scienza e spiritualità».

 

“Copernico non ha detronizzato l’uomo, siamo creature uniche e speciali”.

Forse la parte più interessante della sua intervista è quando riflette su quanti dicono -con intenti antimetafisici- che la rivoluzione copernicana ci avrebbe “scalzato” dal centro dell’Universo. Un Dio creatore non agirebbe così, afferma l’ateismo scientifico. «Quando la gente parla di Copernico e  di copernicanesimo – il “principio della mediocrità”», ha spiegato Gleiser, «rispondo sempre: “Sai una cosa? È tempo di andare oltre. Quando guardi là fuori verso gli altri pianeti (e gli esopianeti), quando guardi la storia della vita sulla Terra, realizzerai che questo luogo chiamato Terra è assolutamente stupefacente. E forse, sì, ce ne sono altri là fuori, forse, ma in questo momento quello che sappiamo è che abbiamo questo mondo, e siamo stupefacenti macchine molecolari capaci di autocoscienza. Tutto ciò ci rende davvero speciali. E sappiamo per certo che non ci saranno altri umani nell’universo; potrebbero esserci degli umanoidi da qualche parte là fuori, ma siamo prodotti unici della lunga storia del nostro singolo, piccolo pianeta”»

Marcelo Gleiser si è definito «sconvolto» dagli errori commessi da scienziati come Stephen Hawking e Lawrence Krauss quando hanno sostenuto che avremmo risolto il problema dell’origine dell’universo, o la correttezza della teoria delle stringhe, o che la “teoria del tutto” sarebbe ormai a portata di mano. «Tali affermazioni sono false! Quindi, mi sento come se fossi un guardiano per l’integrità della scienza in questo momento; qualcuno di cui ti puoi fidare perché questa persona è aperta e onesta abbastanza da ammettere che l’impresa scientifica ha dei limiti, il che non significa che sia debole! La mia missione è di riportare alla scienza, e alle persone che sono interessate alla scienza, questo attaccamento al mistero, perché la scienza è solo un altro modo di impegnarci con il mistero di chi siamo».

«Sia la religione che la scienza condividono lo stesso seme», ha spiegato il fisico in un’altra occasione. «La mente va mantenuta aperta. Il mistero dell’universo rimane. La Terra è un posto molto speciale, la vita è unica e la vita intelligente è rara. Abbiamo bisogno di una nuova moralità per il 21° secolo e sono convinto che tutta la vita sia sacra».

 

Da dove proviene quel bisogno di senso che abita il cuore di ogni uomo?

Il fisico è partito da quelle domande sull’esistenza che ha ritrovato dentro di sé, più antiche della scienza stessa. Il vero mistero è proprio la loro natura, la loro genesi, l’impossibilità di appagare il bisogno di senso infinito che domina l’uomo che non si limita a sopravvivere. O è un terribile inganno evolutivo, e allora non siamo affatto “speciali”, oppure sono quella firma del Creatore perché la creatura non si allontani troppo e sia continuamente stimolato a ritornare all’origine.

La redazione

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64 commenti a «L’ateismo? Incoerente con il metodo scientifico». Parla il fisico Marcelo Gleiser.

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  1. lorenzo ha detto

    La prova dell’esistenza di Dio è personale e concreta: si basa sul senso che ha la propria vita anche nella disgrazia, nella sofferenza e nella malattia.

  2. troll ha detto

    ha dichiarato l’eminente fisico in un’intervista a Scientific American. «L’assenza di prove non è prova di assenza. Si può non credere in Dio, ma affermare la sua inesistenza con certezza non è scientificamente coerente».

    L’inesistenza della divintà non deve essere provata, l’ateo non deve avere prove: siete voi che fate l’affermazione che dio esiste, quindi l’onere di portare la prova è soltanto vostro.
    Secondo voi qualunque cosa venga in mente diventa vera per principio, poi è è dovere degli altri dimostrare che non esiste quello che uno si è immaginato!!

    Complimenti per la vostra idiozia e sopratutto per dimostrare quanto siete disonesti.
    E se uno si pone domande sull’esistenza non è certo con profeti che camminano sull’acqua che si trovano le risposte.
    Voi non vi ponete un problema esistenziale voi vendete solo promesse di felicità individuale, ed è una cosa ben diversa.
    islam e cristianesimo sono religioni culturalmente sterili.

    • Aleudin ha detto in risposta a troll

      Anche una delle tue sacerdotesse, Margherita Jack, diceva che si tratta sempre di fede, sia il credere che il non credere.

      Puoi dire che secondo te non c’è Dio ma non puoi provare la sua inesistenza come noi non possiamo provare la sua esistenza.

      C’è abbastanza luce per credere e abbastanza buio per non credere.
      B. Pascal

    • Alessandro Arsuffi ha detto in risposta a troll

      Siete voi che dovete arrampicarvi sugli specchi. Per giustificare l’esistenza di un mondo come il nostro, vi siete trovati più volte nei casini. Infatti:
      1) Per eliminare la necessità di un origine dell’universo, geni come Einstein hanno postulato l’esistenza di una costante cosmologica che permette all’universo di espandersi da sempre e per sempre. Einstein odiava il Big Bang per principio, e fu poi smentito sonoramente, tanto da definire la costante cosmologica il più grande errore della sua vita. Oggi sappiamo non solo che il Big Bang è la teoria più probabile sulla formazione del cosmo, ma anche che con buona probabilità non c’è alle nostre spalle un numero infinito di Big Bang e Big Crunch, dato che l’universo si stima essere piatto e pertanto si espanderà all’infinito. Ergo, il cosmo ha un’origine, e voi ancora non avete trovato la causa. Noi sì, la chiamiamo Dio.

      2) Per giustificare l’esistenza di un mondo perfettamente calibrato e capace di ospitare la vita – troppo ben calibrato per essere frutto del mero caso – gli scienziati atei hanno dovuto postulare l’esistenza di un infinito numero di enti (universi paralleli). Noi invece postuliamo un solo ente infinito. Dal punto di vista del Rasoio di Occam, la nostra teoria è più valida della vostra, perché introduce un minor numero di cause non dimostrabili.

      Voi non potere dimostrare l’esistenza di un numero infinito di universi. Non potete descrivere scientificamente nulla che sia avvenuto prima di quando l’universo aveva un’età pari al tempo di Planck. E per questo non potete far altro che fantasticare su mondi infiniti che emergono senza una causa dall’oceano infinito delle particelle virtuali che sarebbe esistito prima dell’universo, anzi degli universi. Tutte cose non dimostrabili, ai limiti del fantasy, e non descrivibili scientificamente o sperimentalmente ripetibili.

      Noi non facciamo questa fatica e postuliamo l’esistenza di una sola causa prima: un essere infinito, eterno, non-causato e senziente. Se la nostra teoria è “fantasy”, anche la vostra non è da meno.

      “Secondo voi qualunque cosa venga in mente diventa vera per principio, poi è è dovere degli altri dimostrare che non esiste quello che uno si è immaginato!!!”

      Per noi Dio non è vero per principio. Infatti noi crediamo “per fede”. Siete voi a fantasticare di mondi infiniti che nascono spontaneamente in un brodo altrettanto infinito che, a sua volta, non si sa da dove sia sbucato. Riprovaci, sarai più fortunato.

      • Emanuele ha detto in risposta a Alessandro Arsuffi

        Bravo! 10 e lode!

      • Andrea2 ha detto in risposta a Alessandro Arsuffi

        Oltre a ciò dimostrano di non conoscere la matematica che pure adorano infatti, se esistessero mondi infiniti, la probabilità di trovarsi in uno di questi sarebbe uno su infinito che non ha senso ed anche se uno facesse l’errore di considerarne il limite otterrebbe zero ma non zero e qualcosa proprio zero tondo.
        Ne consegue che l’esistenza di infiniti mondi o di un numero infinito di Big Bang e Big Crunch è scientificamente impossibile.

    • Mister R. ha detto in risposta a troll

      troll

      Le prove dell’esistenza di Dio ci sono da secoli, mai sentito parlare di filosofia? Mai letto un libro di biologia?
      Al massimo voi dovreste trovare argomenti contro l’esistenza di Dio, che non riguardino le solite stupidaggini sull’evoluzione o che non siano semplici sfoghi delle vostre frustrazioni, come accade quando si parla del problema del male.

      Riguardo alla felicità individuale voi atei siete i migliori, si può fare quel che si vuole che tanto siamo solo un errore evolutivo in un pianeta disperso nello spazio… 😉

  3. Brunello ha detto

    Da quello che leggo mi sembra che in Italia la maggioranza degli scienziati sia scientista, all’estero mi pare che ci sia molta più consapevolezza dei limiti della scienza

    • Max De Pasquale ha detto in risposta a Brunello

      No be’, dipende anche dal Paese nello specifico. In quelli molto religiosi c’e’ un discreto numero di scienziati che vanno in chiesa, e viceversa. UCCR aveva fatto una ricerca in proposito in passato – credo che tu la possa trovare in archivio.

      • Mister R. ha detto in risposta a Max De Pasquale

        Max De Pasquale

        Lo stereotipo dello scienziato ateo a tutti i costi è solamente….. Uno stereotipo.

        • Max De Pasquale ha detto in risposta a Mister R.

          E’ vero. Tanti scienziati famosi erano credenti. C’e’ una lunga lista.

        • Max De Pasquale ha detto in risposta a Mister R.

          Comunque eviterei la definizione di Dio come “Essere assoluto”. E’ sbagliata. E’ l’Essere in se’, non contigente. Dicendo “essere assoluto”, sembra che aggiungiamo un altro essere alla lunga lista di quelli gia’ esistenti, in maniera arbitraria.

          Per capire cosa significhi “essere in se”, in sintesi, ci sono i video su internet di Robert Barron. Se si vuole una spiegazione piu’ dettagliata, ci i libri di E. Freser

  4. Giuseppe ha detto

    Lo scientismo è come il neoliberismo, tutti ne parlano, ma nessuno sa esattamente cosa sia. Per quanto riguarda l’ateismo, questo non necessita certo della scienza: un ateo fa semplicemente a meno della divinità, non ha bisogno di dimostrarne l’inesistenza, esattamente come non ha bisogno di dimostrare l’inesistenza dei fantasmi o degli unicorni. A tal proposito, si veda la risposta che Laplace diede a Napoleone in merito all’assenza di Dio nel suo testo di meccanica celeste. Se poi ci sono quelli che hanno bisogno di qualche credo religioso per dare un senso alla propria esistenza, fatti loro, il mondo è abbastanza grande per tutti…

    • Aleudin ha detto in risposta a Giuseppe

      Giuseppe, informati e rifletti sul concetto di “Essere assoluto”
      È ora che si smetta di pensare a Dio come un tizio con la barba che se ne sta da qualche parte in cielo.

      • Giuseppe ha detto in risposta a Aleudin

        Mi definisca cosa vuol dire “Essere assoluto” prima.

        • Alèudin ha detto in risposta a Giuseppe

          E lei dovrebbe quindi definirmi cosa intende per “Dio”.

          La pagina di wiki in questo caso non è male:
          https://it.wikipedia.org/wiki/Assoluto

          Ma la mia domanda è: da cosa ha origine l’essere dell’universo, in questo preciso momento?

          • Giuseppe ha detto in risposta a Alèudin

            “Dio” è una parola che ha un qualche significato comprensibile solo nel contesto mitologico dove è stata originata, fuori non ha alcun senso, come in genere non lo hanno le asserzioni metafisiche, così come non si capisce cosa voglia dire “l’essere dell’universo”. Ormai è da più di un secolo che la filosofia analitica smonta sistematicamente le velleità della metafisica, e di rimando della teologia, svelandone i giochi linguistici. Vedasi Carnap e Wittgenstein in proposito…

            • Mister R. ha detto in risposta a Giuseppe

              Giuseppe

              Discorsi lunghi su eventi mai avvenuti…

              Dio è sinonimo di Essere Assoluto

            • Michele ha detto in risposta a Giuseppe

              Eccone un altro che pensa che Carnap sia l’ultimo grido…
              Peccato che già negli anni ’30 si capì che il verificazionismo era contraddittorio.
              Peccato che la filosofia analitica ha fatto parecchia strada da Russell e dal primo Wittgenstein fino ad arrivare ad una accettazione tranquilla della discussione metafisica (Strawson, Anscombe, Geach).
              Nel mondo occidentale oggi non c’è posto dove ricorra di più la parola “metaphysics” che nei dipartimenti di filosofia anglosassoni.

        • Mister R. ha detto in risposta a Giuseppe

          Giuseppe

          Se posso intromettermi…

          Il termine “Essere Assoluto” sta ad indicare un essere infinito, senza inizio o fine, che trascende ogni limite o legge fisica.

          • Brunello ha detto in risposta a Mister R.

            La fisica di Laplace non esiste più, é stata soppiantata dalla meccanica quantistica che prevede l’indeterminazione di Heisenberg. La scienza non potrà spiegare tutta la realtà…per questo lo scientismo mi risulta incomprensibile

          • Augusto Biagini ha detto in risposta a Mister R.

            Io direi piuttosto che l’essere assoluto, per quanto sia una definizione molto labile, è colui che “è” per eccellenza, intrinsecamente. Possiamo risparmiarci il dibattito su “essere assoluto” o “essere in se”, il secondo è solo una forma più precisa per dire il primo. Poi ricorderei che voler definire chi è Dio è semplicemente un atto di presunzione umana che ha molta affinità con la torre di Babele, quindi accontentiamoci di usare le parole giuste per chi le riceve senza scannarci su chi ha la parola meno imprecisa poichè ogni predicato su Dio può essere al massimo una similitudine, dove la somiglianza con la realtà di Dio è un niente in confronto alla differenza.

    • Andrea2 ha detto in risposta a Giuseppe

      Io non credo nell’esistenza degli atei per cui non ho bisogno di dimostrarne l’inesistenza. E’ vero che ci sono persone che sostengono falsamente di essere degli atei ma questa non è una prova dell’esistenza degli atei, infatti mentono: in realtà credono in Dio ma credono anche di essere Dio per cui negano che qualcun altro sia Dio (almeno sono monoteisti!).
      Se poi ci sono quelli che hanno bisogno di negare l’esistenza di Dio per dare un senso alla propria esistenza, sarebbero fatti loro, il mondo è abbastanza grande per tutti, se non fosse che sono straordinariamente noiosi e danno continuamente fastidio a tutti.

  5. Giuseppe ha detto

    Parlate vanvera di cose che non conoscete: la meccanica quantistica è deterministica quanto quella classica, ma in maniera diversa, infatti l’equazione di Shoroedinger è una equazione differenziale del primo ordine nel tempo, per la quale il relativo problema di Cauchy ha soluzione. Cosa voglia dire poi “essere infinito, senza inizio o fine, che trascende ogni limite o legge fisica” non è dato sapere; tanto vale allora dire “abracadabra”…

    • Andrea2 ha detto in risposta a Giuseppe

      Chi parla a vanvera sei tu. Sai cosa significa determinismo? Sai cos’è l’indeterminismo quantistico? Sai perché Einstein che osteggiava le nuove teorie della fisica quantistica (ed aveva torto) ha detto “Dio non gioca a dadi”?

      • Giuseppe ha detto in risposta a Andrea2

        Ho una laurea in Fisica, qualcosa la saprò…

        • Giuseppe ha detto in risposta a Giuseppe

          Aggiungo una cosa: come al solito chi parla di meccanica quantistica spesso lo fa in base a qualche filastrocca imparata sui libri divulgativi e mai capita per davvero. Un sistema quantistico, qualunque esso sia, è associato ad un vettore di stato di uno spazio di Hilbert, ed evolve dinamicamente nel tempo in maniera deterministica, vale a dire che assegnato lo stato ad un istante iniziale, posso determinarlo ad un istante successivo risolvendo l’equazione di Schroedinger la quale, come già scritto, è una equazione differenziale del primo ordine nel tempo. Ciò che è indeterminato è la misura di un osservabile caratterizzante il sistema, che comporta il collasso del vettore di stato su uno degli autostati associati all’osservabile. Peraltro non si capisce perchè la meccanica quantistica debba avvalorare i vaniloqui metafisici/teologici. Detto questo, non insegni ciò che non conosce, specialmente poi a chi ne sa più di lei.

          • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

            Il principio di incompletezza di Godel è quello di indeterminazione di Heisenberg pongono dei limiti alla conoscenza umana decretando la fine del determinismo e dello scientismo

          • Andrea2 ha detto in risposta a Giuseppe

            Complimenti per la vanagloria e la buona educazione! Dici agli altri Parlate vanvera di cose che non conoscete, come al solito chi parla di meccanica quantistica spesso lo fa in base a qualche filastrocca imparata sui libri divulgativi e mai capita per davvero, non insegni ciò che non conosce, specialmente poi a chi ne sa più di lei e tutto cio perché Ho una laurea in Fisica. Complimenti!
            Un professore dell’Università di Roma 3 che la fisica quantistica la conosceva e la sapeva anche insegnare (cosa che pochi sanno fare) fermava il suo excursus sulla storia dello sviluppo della fisica dicendo qui il fisico si ferma, da qui in poi se ne deve occupare il filosofo della scienza.
            Visto che citi la fisica analitica saprai anche del contributo dato da Bertrand Russell. Lo sai che secondo Bertrand Russel il numero è un’invenzione umana?
            Mi sembri però molto scarso in varie materie compreso l’italiano: non sai cosa siano lo scientismo ed il neoliberismo ed usi parole come deterministico ma in maniera diversa, cosa vuol dire?
            Prova a passare col rosso e poi dire al vigile che il semaforo era verde ma in maiera diversa.
            P.S. Complimenti anche agli sceneggiatori della serie TV Big Bang Theory che descrivono perfettamente un fisico vanaglorioso, saccente ed ignorante.

          • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

            La meccanica quantistica dimostra che la scienza non è in grado di spiegare la realtà quindi le ipotesi sono 2: o si prende Dio come spiegazione o resta il mistero

            • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

              A me è chiaro che lei parla ancora di cose che non conosce, e pur tuttavia manca dell’umiltà per ammetterlo, trincerandosi dietro ad uno sdegno peloso e infantile. Per Brunello: il principio di indeterminazione di Heisenberg non c’entra niente con il teorema di incompletezza di Goedel. Si continua a parlare vanvera…

              • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

                Interessante la tattica di Giuseppe: ricorrere ai sofismi per evitare di rispondere nel merito. Infatti non ho mai affermato che Heisenberg c’entri nulla con Godel, ho detto che entrambi pongono dei limiti alle conoscenze umane. Il principio di incompletezza di Heisenberg dimostra che non è possibile conoscere contemporaneamente posizione e velocità di una particella subatomica, quindi addio determinismo di Laplace. Adesso vediamo cosa si inventerà Giuseppe per non rispondere…

                • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

                  Continua a dimostrare di non aver capito niente. Il principio di indeterminazione di Heisenberg è una conseguenza della sovrapposizione degli stati che è il postulato fondativo della meccanica quantistica. Non è che tale principio pone dei limiti alla conoscenza dell’osservatore, come crede la vulgata, ma dipende dal fatto che ci sono coppie di osservabili, come posizione e impulso, che non commutano, e da qui discende la relazione di indeterminazione; peraltro non commutano posizione e impulso riferite alla stessa direzione. Se lei non ha le basi matematiche per capire ciò che io invece ho studiato sistematicamente, perchè insiste con le filastrocche? C’è molta confusione sul reale significato dell’indeterminazione quantistica, ma non c’entra niente con quello che lei crede di aver capito. Ricapitolando: non è che non è possibile conoscere contemporaneamente posizione e impulso della particella, ma non sono proprio determinate prima della misura, e ciò è dovuto alla natura vettoriale dello spazio degli stati. Quando si parla di Fisica occorre precisione e rigorosità, altro che sofismi!

                  • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

                    Lei è davvero simpatico, Giuseppe. Apprendo quindi che valgono solo le definizione che dice lei. Anche usando le sue definizioni, se prima della misura la particella esiste ma non esistono velocità e posizione allora anche il determinismo di Laplace non esiste più. E mi piacerebbe che rispondesse all’ultima riga invece di cercare il pelo nell’uovo…

                    • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

                      Ancora? Ma si è fissato! L’esempio di Laplace stava a significare semplicemente che si può fare benissimo a meno dell’ipotesi di Dio quando si parla delle leggi di Natura, che siano deterministiche o meno. Questo non vuol dire dimostrare l’inesistenza di Dio, vuol dire solo che si può non parlarne. Gli atei non dimostrano l’esistenza o l’inesistenza di niente, ateo dal greco vuol dire “senza dio”, gli atei semplicemente fanno a meno dell’ipotesi di dio. Capisce la sottigliezza? Tornando alla Fisica, quando lei parla di particella ha in mente delle piccole palline che si muovono: non funziona così, non esistono le palline, quelle che chiama particelle sono manifestazioni di entità fisiche più basilari, che sono i campi quantistici. Non è un fatto di mie definizioni, è ciò che si trova scritto sui libri di Fisica. Se queste cose le interessano ad un livello più spinto rispetto ala semplice divulgazione, può provare a leggere “La strada che porta alla realtà”, di Roger Penrose, dal quale sono sicuro trarrà molte soddisfazioni…

  6. alessandro pendesini ha detto

    Oserei fare qualche osservazione a tuttologi tipo Andrea2, Fiorello e ben altri ?

    -Nello stato attuale della conoscenza cosmologica e fisica, non esiste nessuna prova che l’universo abbia avuto inizio con il Big Bang.
    -Il Big Bang non è una teoria d’origine –e ancora meno creazione- del nostro Universo, ma una teoria dell’evoluzione cosmica.
    -Il Big Bang non descrive un’origine dell’Universo stesso, ma l’inizio della fase di espansione. Il “tempo zero” è inaccessibile alle indagini scientifiche e probabilmente non ha nemmeno senso. I modelli “pre-Big Bang” sviluppati da allora, basati su teorie della gravità quantistica, eliminano ogni nozione di tempo zero.
    -Sostenere che il nostro Universo sarebbe in uno stato di espansione perpetua significa fuggire il campo della realtà, poiché il concetto di eternità non appartiene alla fisica. Non possiamo verificare che “mai” questa espansione si fermerà. “Mai” non è fisico.
    -Si noti che lo zero in fisica è ugualmente privo di significato come l’infinito. Se l’infinito è in qualche modo il “limite” irraggiungibile in una serie di moltiplicazioni per 10, lo zero è il “limite” inaccessibile in una serie di divisioni per 10. Né lo zero né l’infinito esistono in fisica. La stessa incapacità della fisica si incontra per il Big Bang. La dimensione dell’universo tende verso zero, la densità e la temperatura tende verso l’infinito quando ci avviciniamo all’origine, a questo punto la teoria deve paleselmente dichiarare forfait ! Il Big Bang non può essere descritto tramite la teoria attuale.

    -È chiaro –salvo prove contrarie- che anche prima del Big Bang doveva esistere una freccia del tempo, e che questa freccia non ha nessun motivo pertinente di scomparire. Inoltre, troviamo i due elementi: irreversibilità e probabilità. Gli universi possono comparire dove le ampiezze dei campi gravitazionali e massivi hanno valori elevati. Il luogo e il momento in cui ciò accade hanno solo significato statistico perché sono associati a fluttuazioni quantistiche.
    -I “Multiversi”, di cui sentiamo parlare già da anni, rilevano da un territorio che è al di là della fisica, chiamato metafisica. La meccanica quantistica sembra condurci direttamente ai “Multiversi”. Sono lì, intorno a noi, forse in noi, innumerevoli, senza dubbio, ma senza alcun possibile contatto con noi, con la nostra materia, con il nostro pensiero. Non abbiamo nessun contatto, o vediamo (premesso sia possibile), neanche con gli strumenti più potenti. Nel migliore dei casi possiamo cercare eventuali residui fossili, risultato di una probabile collisione giovanile tra il nostro Universo e un altro.

    NB :-Da notare che gli universi paralleli –o Multiversi- non sono osservabili, nemmeno in linea teorica; poiché manca il metodo empirico, che separa il discorso razionale scientifico dagli altri ambiti. Non appare inoltre che superino il criterio di falsicabilità caro a Popper. Inoltre una qualsiasi teoria, (da non confondere con ipotesi) non è mai assoluta !!!, per essere validata deve superare appropriati studi conformi alla metodologia scientifica, l’unico metodo razionale possibile che abbiamo attualmente a disposizione ! Non ne conosco altri….

    • Klaud ha detto in risposta a alessandro pendesini

      Alessandro,
      curiosamente tutti gli impedimenti che hai elencato per la verifica dell’esistenza dei ‘multiversi’,
      sono invece tranquillamente superati dai credenti per confermare l’esistenza e la certezza di dio.
      Non c’è peggior sordo e cieco del credente… 😆
      Io non mi spreco oltre.

      • Brunello ha detto in risposta a Klaud

        Scusa ma nessun credente ha mai affermato che l’esistenza di Dio sia dimostrabile scientificamente. Però sto notando che gli atei, soprattutto quelli scientista, per negare l’esistenza di Dio si inventano favole i dimostrabili come il multiverso, per poi dare degli irrazionali ai credenti. Faccio notare che poco sopra Pendesini afferma, senza nessuna prova, che prima del big bang esisteva la freccia del tempo… Contraddicendo gli studiosi che parlavano di tempo nato con il big bang. Insomma, prove certe di come è nato l’universo non ne abbiamo

        • Brunello ha detto in risposta a Brunello

          Indimostrabili

          • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

            Ma di quali multiversi parlate? Non esiste la teoria del multiverso, ma esistono vari scenari che discendono, ad esempio, dall’inflazione caotica oppure dal “cosmic landscape” della teoria delle strighe. Tutte ipotesi altamente speculative e, allo stato attuale, indimostrabili…

            • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

              Stranamente il multiverso viene usato in chiave atea per spiegare il fine tuning. Nonostante sia solo una speculazione ho trovato filmati su you tube, articoli e blog di persone atee che lo danno per dimostrato scientificamente

              • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

                Il fine tuning è una tautologia, basato peraltro sulla nostra concezione di vita. Non lo prenderei troppo in considerazione, e infatti nessun fisico serio lo fa davvero, se non per scriverci sopra libri e articoli rivolti al grande pubblico. La Fisica si occupa di altro…

                • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

                  Certamente la fisica si occupa di altro, ma il fine tuning è uno degli argomenti che mette più in difficoltà gli atei…

                  • alessandro pendesini ha detto in risposta a Brunello


                    Certamente la fisica si occupa di altro, ma il fine tuning è uno degli argomenti che mette più in difficoltà gli atei…

                    Brunello DIXIT e noi dobbiamo crederlo su parola !

                    Va inoltre detto che il fine tuning non è per niente scientifico bensi meravigliosamente pseudo-scientifico !

  7. Brunello ha detto

    Il principio di incompletezza di Godel è quello di indeterminazione di Heisenberg pongono dei limiti alla conoscenza umana decretando la fine del determinismo e dello scientismo

    • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

      Ma conosce almeno gli enunciati dei teoremi di Goedel?

      • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

        Certamente. Quindi?

      • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

        Ho capito il tuo giochino, Giuseppe. Secondo te avrei messo in relazione Heisenberg con Godel mentre ho solamente detto che entrambi pongono dei paletti alla conoscenze umane. Godel afferma che in un sistema coerente non tutte le affermazioni sono dimostrabili…Addio scientismo insomma…

        • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

          E le ho già detto che non ha capito il senso nè del principio di indeterminazione di Heisenberg, nè dei teoremi di Goedel (che infatti sono due), di cui probabilmente non conosce nemmeno gli enunciati e che si riferiscono alla possibilità di ottenere l’aritmetica da un sistema formale coerente. Ma poi perchè risponde due volte?

          • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

            Meglio rispondere 2 volte che mai cercando il pelo nell’uovo in una discussione da blog. Le ripropongo la domanda: i 2 teoremi di Godel pongono dei limiti alla conoscenza scientifica?

            • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

              No, è solo che sono fraintesi. La conoscenza scientifica è limitata in quanto rimane pur sempre prodotto della mente umana. Neils Bohr diceva che la Fisica non si occupa della Natura, ma di ciò che l’Uomo può dire della Natura. Non c’è bisogno di ricorrere ad alcun teorema esoterico per ribadire l’ovvio, ovvero che la Scienza per forza di cose è limitata, dato che comunque rimane ancorata all’esperienza umana…

              • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

                A me non sembra così ovvio e secondo me Godel ed Heisenberg sono delle autentiche colonne d’Ercole dell’impossibilita’ dell’uomo di conoscere completamente la natura

                • Giuseppe ha detto in risposta a Brunello

                  Appunto, secondo lei…

                  • Brunello ha detto in risposta a Giuseppe

                    Ok, cercherò altre conferme…

                    • Max De Pasquale ha detto in risposta a Brunello

                      Brunello, con rispetto per lei (sa che di solito sono dalla sua stessa parte), ma credo che sia giusto ascoltare quello che dice Giuseppe. Anche nelle universita’ del Medioevo, prima si studiava la filosofia naturale, poi si faceva (per chi arrivava) filosofia. In altre parole: tutte le nostre considerazioni debbono sempre partire dalla realta’ fisica conosciuta per bene.

                    • Brunello ha detto in risposta a Brunello

                      Guarda Max che la definizione del principio di Heisenberg che ho dato è quella riportata in alcuni libri, sicuramente Giuseppe ha fatto un discorso più preciso ma non ho scritto stupidaggini. Conosco meno bene Godel ma ho riportato come viene proposto in modo semplificato. Non ho invece compreso perché Godel ma soprattutto Heisenberg che conosco molto meglio non rappresentano dei limiti alla conoscenza umana

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