Chi è davvero il satanista con Papa Bergoglio e il card. Prevost?
- Ultimissime
- 24 Lug 2026

Le foto “compromettenti” tra il satanista José Enrique Escardó, Papa Bergoglio e il card. Prevost? Diffonderle senza contesto è cattiva disinformazione.
Ciclicamente tornano fuori.
Negli ambienti più ostili ai due ultimi pontificati riemergono spesso alcune fotografie di Papa Francesco e dell’allora card. Prevost mentre stringono la mano a José Enrique Escardó.
Quasi sempre si allegano anche fotografie dell’uomo, descritto come “il più noto satanista del mondo”, mentre in altri contesti indossa magliette anticlericali e con scritte sataniche.
Le immagini vengono rilanciate come prova della vicinanza dei due Pontefici al male, giustificando il dissenso verso la Chiesa e sostenendo il fantomatico “stato di necessità” che legittimerebbe la disobbedienza all’autorità ecclesiastica.
Ma cosa c’è di vero in tutto questo?
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La domanda che nessuno si pone
Prima di capire chi è davvero la persona che stringe la mano a Papa Francesco e al card. Prevost, facciamo una semplice domanda.
Se davvero fosse esistita una relazione privilegiata o una qualche intesa con un autentico satanista, perché quelle fotografie provengono dagli archivi ufficiali della Santa Sede e sono state diffuse pubblicamente dai suoi canali?
E’ davvero plausibile immaginare che il Vaticano documenti e pubblichi deliberatamente incontri “compromettenti” di questo tipo?
La risposta, come sempre, è molto più semplice e meno sensazionale.

Chi è il satanista José Enrique Escardó
UCCR è stata tra i primi a pubblicare quelle fotografie poche settimane dopo la nomina di Papa Leone XIV.
Era l’epoca in cui quegli stessi ambienti, con l’aiuto delle testate conservatrici, attaccavano l’elezione di Papa Prevost accusandolo di cattiva gestione degli abusi sessuali quando era alla guida della diocesi di Chiclayo (Perù).
Avevamo così recuperato le testimonianze di diversi giornalisti d’inchiesta che testimoniavano, al contrario, il concreto impegno di Prevost a favore dei sopravvissuti. Non a caso quelle accuse sono poi cadute con il passare dei mesi.
Tra i vari testimoni che si ersero in difesa di Leone XIV vi furono anche alcune delle vittime peruviane, come appunto il “satanista” José Enrique Escardó.
L’uomo un tempo era cattolico e membro dell’istituto “Sodalitium Christianae Vitae“ ma, a seguito delle violenze sessuali e psicologiche subite dai responsabili dell’istituto, perse la fede e si allontanò drasticamente dalla Chiesa.
Con il tempo è diventato uno scettico radicale ed ha esternato posizioni estremamente provocatorie di tipo satanista e anticlericale.
Su X si definisce “fobico del sole, scettico, umanista, buono senza dei, attivista sopravvissuto, giornalista senza capi”.

Accuse a Prevost smentite dai giornalisti e dalle vittime
(13/05/2025)
Perché incontrò Francesco e Prevost
José Enrique Escardó è però anche fondatore di “Peruvian Survivors Network”, l’ente che unisce le vittime peruviane di abusi sessuali, nonché il primo che denunciò gli abusi del “Sodalitium”.
Fu proprio grazie a lui che il caso arrivò in Vaticano, dove si recò più volte incontrando personalmente Papa Francesco, al quale consegnò le prove.
A seguito di questi incontri il pontefice argentino decise di sciogliere l’istituto.
Ma chi favorì l’incontro tra Escardó e Francesco? Proprio il card. Robert Prevost, in qualità di Prefetto del Dicastero dei Vescovi.
«Ero con lui in Vaticano quando, nel gennaio 2024, andai a incontrare Papa Francesco», ha ricordato José Enrique Escardó nel 2025, e «al termine dell’incontro andai a parlare con il cardinale Prevost, che conoscevo da diversi anni qui in Perù. Era pienamente disponibile a continuare il lavoro, condivideva ciò che stavo svolgendo sul tema degli abusi all’interno della Chiesa con Papa Francesco e anche con le vittime».
Durante la campagna diffamatoria contro Papa Leone XIV, nei primi mesi del pontificato, lo stesso Escardò pubblicò su X il seguente messaggio:
«Conosco il nuovo Papa dal 2019. Ha espresso il suo pieno accordo e sostegno alla mia lotta contro la violenza fisica, psicologica, spirituale e sessuale nella Chiesa cattolica. Negli ultimi anni ha avuto un ruolo determinante nello smantellamento del Sodalicio, e per questo gli sono grato».

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Cattiva disinformazione
Quindi, concludendo, il “satanista” (o, meglio, il “provocatore”) non era un ospite privilegiato della Santa Sede.
Si tratta di un ex cattolico radicalizzatosi come anticlericale a causa degli abusi subiti in un istituto religioso, nonché attivista impegnato nella denuncia di quanto subito.
Fu ricevuto in Vaticano, insieme ad altre vittime, nell’ambito dell’ascolto dei sopravvissuti alle violenze e fu determinante per permettere a Papa Francesco di sciogliere il “Sodalitium Christianae Vitae”.
Le fotografie che immortalano la stretta di mano non dimostrano condivisione di idee, amicizia o approvazione delle convinzioni personali dell’interlocutore. I Papi ricevono regolarmente capi di Stato, leader religiosi, atei, attivisti e persone che contestano apertamente la Chiesa.
Sarebbe come accusare il Papa emerito Benedetto XVI di “complicità” e “intesa” con il mangiarpreti Piergiorgio Odifreddi (quello dei “cristiani cretini”) usando le foto dei loro incontri presso il Monastero Mater Ecclesiae.
Fortunatamente però, almeno Ratzinger viene solitamente risparmiato dalla disinformazione dei teorici dello “stato di necessità”.



















3 commenti a Chi è davvero il satanista con Papa Bergoglio e il card. Prevost?
Una cosa è essere ateo, un’altra è essere satanista… Un Papa dovrebbe lanciare un anatema contro costui, piuttosto che stringergli la mano!
Gesù avrebbe dovuto lanciare un anatema contro la prostituta, i ladroni, Zaccheo e tutti i peccatori che incontrava piuttosto che mangiare assieme a loro e abbracciarli.
Grazie, Pietro, che mi dài la certezza che il Gesù che conosco ha proferito veramente le parole “Guai a voi, scribi e farisei…”.