L’ospedale del Vaticano tra i migliori al mondo (primo in Europa)
- Ultimissime
- 21 Set 2026

La nuova classifica di “Newsweek” colloca il “Bambino Gesù” tra i migliori ospedali pediatrici del mondo. Un’eccellenza della Santa Sede.
Il quarto ospedale pediatrico al mondo.
A certificarlo è la nuova classifica realizzata dalla rivista statunitense “Newsweek” in collaborazione con la piattaforma di dati Statista.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, istituzione della Santa Sede, è stato decretato tra i migliori ospedali pediatrici del mondo e il primo in Europa.
Ha così guadagnato due posizioni rispetto all’edizione precedente, davanti a lui si trovano tre strutture d’eccellenza nordamericane.
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La classifica e l’ospedale del Vaticano
L’Ospedale è di proprietà della Santa Sede e risponde direttamente ad essa, che ne esercita vigilanza e indirizzo.
Fu costituito nel 1924 con un Chirografo di Papa Pio XI ed è oggi una delle istituzioni sanitarie attraverso cui la Santa Sede svolge la propria attività nel campo della cura e della ricerca pediatrica.
La struttura opera nel sistema sanitario italiano ed eroga prestazioni anche in regime di Servizio sanitario nazionale.
La classifica Newsweek prende in considerazione circa 800 strutture in 35 Paesi, selezionandone 250 per la graduatoria mondiale della pediatria.

Eccellenza in oncologia e neonatologia
Il Bambino Gesù è tra l’altro l’unico ospedale italiano presente tra i primi 25 al mondo per questa specialità.
La valutazione considera soprattutto le raccomandazioni di medici e professionisti sanitari, insieme ad altri indicatori relativi alla qualità dell’assistenza e all’esperienza dei pazienti.
L’Ospedale del Vaticano ha inoltre ottenuto il massimo riconoscimento previsto per l’utilizzo degli strumenti che raccolgono direttamente dai pazienti informazioni sullo stato di salute e sul recupero dopo le cure.
Tra le specialità segnalate quest’anno figurano oncologia e neonatologia, quest’ultima indicata per la prima volta tra le aree di particolare eccellenza dell’ospedale.

L’ospedale, un’altra invenzione del Medioevo cattolico
(11/04/2016)
Un’obiezione frequente
Una notizia che fa tornare in mente un’obiezione frequente scaricata sul mondo cattolico quando ci si occupa di suicidio assistito o di interruzione di gravidanza.
Alla Chiesa, dicono gli oppositori, interesserebbe solo ciò che sta all’inizio e alla fine della vita, fregandosene di ciò che si trova in mezzo.
Un rovesciamento storico colossale che ignora volutamente come la società occidentale sia sorta proprio sotto le ali del papato.

La nascita degli ospedali
La nascita degli ospedali è un esempio tra i più pertinenti, segno dell’interesse della Chiesa per la vita umana in generale.
Il più importante storico della medicina italiano, Giorgio Cosmacini (Università Vita-Salute San Raffaele e Università degli Studi di Milano), ha ben chiarito lo scarso contributo della medicina araba, «il cui principale, se non unico, merito è quello di aver trasmesso la medicina antica e bizantina»1L’Arte lunga. Storia della medicina dall’antichità a oggi, Editori Laterza 2001, p 144.
Ha quindi rilevato che «è dal Medioevo non pagano, ma cristiano, che vennero emergendo concetti e valori di grande rilevanza per la medicina» (p.117), soprattutto per quanto riguarda il concetto di ospedale, «noto solo marginalmente nel mondo classico»2L’Arte lunga. Storia della medicina dall’antichità a oggi, Editori Laterza 2001, p. 118.
Al contrario, scrive Cosmacini nella sua celebre opera, «fu il Medioevo cristiano a dare fondamento etico alla hospitalitas», da cui appunto presero il nome gli ospedali, che inizialmente si chiamavano domus episcopi poiché «sorgevano accanto alle residenze vescovili, erano gli archetipi delle istituzioni ospitaliere»3L’Arte lunga. Storia della medicina dall’antichità a oggi, Editori Laterza 2001, p 118.












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