IA, l’eurodeputata si lamenta: «La Chiesa è arrivata prima della politica»
- Ultimissime
- 21 Set 2026

La Chiesa e l’intelligenza artificiale. L’eurodeputata Valérie Hayer è turbata dal fatto che la politica venga anticipata. Ma accade da sempre.
A qualcuno ha dato molto fastidio.
Non tanto che si discuta dei limiti dell’intelligenza artificiale, ma che la prima a sollevare ufficialmente la questione morale sia stata la Chiesa.
Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:
L’eurodeputata si lamenta
A segnalarlo è stata Valérie Hayer, eurodeputata francese di Renaissance e Renew Europe, intervenendo al Parlamento europeo il 16 settembre.
«Non è normale che siano il Papa e il Vaticano i primi a porre un limite filosofico allo sviluppo dell’IA», ha affermato. «Questo è il nostro ruolo di responsabili politici».

Perché l’enciclica del Papa segnerà la nostra epoca: 3 motivi
(22/05/2026)
La Chiesa vede prima
Non capiamo lo stupore. Storicamente è esattamente ciò che la Chiesa ha fatto per secoli.
Non si tratta di un’istituzione nata con l’era contemporanea e non ha mai avuto come unico compito quello di occuparsi delle questioni strettamente religiose.
Nel corso della storia ha letteralmente inventato il concetto di individuo (consigliamo su questo “L’invenzione dell’individuo”, LUISS University Press 2016) e di dignità umana.
Sempre in solitaria, ha elaborato anche profonde riflessioni sulla società, sulla giustizia, sulla guerra, sull’economia, sulla tecnica e sui limiti del potere.
È dunque piuttosto coerente che oggi faccia lo stesso davanti all’intelligenza artificiale.

L’enciclica, la politica e il Papa
Il tema è stato centrato esplicitamente da Leone XIV con la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, dedicata proprio alla custodia della persona umana nel tempo dell’IA.
Il documento afferma che l’intelligenza artificiale deve essere sottoposta a un discernimento morale e che deve essere sempre l’intelligenza umana, con la sua coscienza e libertà, a stabilire responsabilmente l’uso e i limiti delle innovazioni tecnologiche.
Non si tratta di sostituirsi alla politica. La Chiesa stessa riconosce il ruolo delle istituzioni nel definire norme e responsabilità. Ma la legge arriva dopo una domanda ancora più fondamentale: che cos’è l’uomo e cos’è bene per lui?
Domande a cui la politica non sa rispondere e su cui, al contrario, la tradizione cristiana ha moltissimo da dire a tutti. Credenti e non.
La politica può stabilire ciò che è legalmente consentito e giustamente l’eurodeputata Hayer ha ricordato che dovrebbe essere l’Europa ad assumere «la leadership mondiale» nella definizione di un quadro giuridico per l’intelligenza artificiale.
La riflessione morale è su un altro piano e si interroga ciò che è giusto, anche quando una tecnologia rende possibile qualcosa che prima non lo era.

Magnifica humanitas, le 10 frasi più belle dell’enciclica
(26/05/2026)
Da duemila anni
Per questo non dovrebbe sorprendere che il Vaticano -ancora una volta- abbia visto più lontano e sia arrivata «prima».
Dopo aver superato indenne duemila anni di storia, guerre, rivoluzioni, trasformazioni sociali, scientifiche e tecnologiche, la Chiesa non ha certo bisogno di attendere l’europarlamento o l’ultima innovazione per portare il mondo a interrogarsi sull’uomo.


















0 commenti a IA, l’eurodeputata si lamenta: «La Chiesa è arrivata prima della politica»