Spagna, raddoppia il numero di nuovi seminaristi: “effetto Leone”?

spagna seminaristi

Il principale seminario della Catalogna si riempie di nuovi seminaristi, a tre mesi dalla visita di Leone XIV in Spagna. Le parole del rettore.


 

Interessanti novità dalla Spagna.

La visita di Leone XIV potrebbe aver lasciato un segno anche sul fronte delle vocazioni sacerdotali.

A tre mesi dal viaggio apostolico del Papa, il principale centro di formazione sacerdotale della Catalogna ha inaugurato il nuovo anno accademico con un aumento significativo dei seminaristi.

 


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I nuovi seminaristi in Spagna

Sono stati 23 i nuovi giovani che hanno fatto ingresso pochi giorni fa nel Seminario Maggiore Interdiocesano.

Vanno quindi ad aggiungersi ai precedenti iscritti, superando così quota 60 candidati al sacerdozio.

Le nuove vocazioni provengono da otto diocesi: sei da Barcellona, quattro da Tarragona, quattro da Sant Feliu de Llobregat, tre da Vic, due rispettivamente da Girona e Lleida e uno da Urgell e Tortosa.

 


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Un’effetto Leone XIV?

Secondo il rettore mons. Pere Oliva, gli ingressi sono raddoppiati rispetto all’anno scorso.

Il sacerdote ha specificato che la visita di Leone XIV ha raccolto enorme entusiasmo e successo tra gli spagnoli e ha «scosso le coscienze e fatto apprezzare il proprio senso di appartenenza alla Chiesa».

La presenza del Papa, osserva il rettore del seminario, potrebbe «aver sicuramente aperto molti giovani alla possibilità di fare un passo avanti, impegnandosi a lasciare che Dio operi in loro e a mettersi nelle mani della Chiesa».

 

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“Incipiente ripresa delle vocazioni”

Alcuni dei nuovi seminaristi hanno poco più di 20 anni, altri si avvicinano ai 30 e alcuni sono anche più anziani. Ciò che li accomuna, però, «è la sensazione della chiamata».

«Attualmente», conclude mons. Oliva, «sembra esserci una maggiore disponibilità tra i giovani ad aprirsi al cristianesimo. La situazione non è motivo di festa, ma si scorge un’incipiente ripresa sul tema delle vocazioni, perché quest’anno è aumentato anche il numero di seminaristi in altre diocesi al di fuori della Catalogna».

Se ci sia un nesso reale tra la visita del Papa e l’aumento improvviso del numero di seminaristi non è certo, né dimostrato. Il Padre usa i mezzi che vuole per chiamare a sé i propri figli.

Ciò che importa, ora, è come queste nuove vocazioni verranno accompagnate e formate, perché questi giovani possano essere adeguatamente preparati al servizio della Chiesa.

Autore

La Redazione

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