Francia: cristiani, ebrei e musulmani uniti contro l’eutanasia

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Le grandi tematiche uniscono le religioni. L’opposizione alla legge sull’eutanasia in discussione in Francia è diventata un fronte comune.


 

Il prossimo appuntamento è il 15 luglio.

Tra pochi giorni avverrà la votazione finale del disegno di legge che istituisce il suicidio assistito e, molto probabilmente, verrà approvato.

Di questo cammino però si può salvare la mobilitazione comune delle principali comunità religiose.

Cristiani, ebrei e musulmani di Francia hanno espresso una posizione unita di forte opposizione alla legge contestando il lessico edulcorato e ritenendo che l’uso del termine “dignità” sia una maschera per legittimare la morte di Stato.

 


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Religioni unite contro eutanasia

La Conferenza Episcopale Francese ha ribaltato i termini esortando i parlamentari a dare priorità al “sostenere la vita con dignità” fino alla fine.

Il vescovo Vincent Jordy ha quindi denunciato un “cambiamento antropologico”, ricordando a tutti che la vocazione della medicina è curare, alleviare la sofferenza e fornire sostegno, mai causare deliberatamente la morte.

Anche il Rabbino Capo di Francia, Haim Korsia, ha messo in guardia dalla “rottura antropologica”, facendosi promotore di una massiccia espansione delle cure palliative.

La Grande Moschea di Parigi ha condiviso questa convinzione.

L’attuale rettore, Hafiz Chemes-Eddine, ha denunciato a sua volta il rischio che la società sostituisca gradualmente l'”aiuto a vivere” con l'”aiuto a morire”, sottolineando che la risposta alla sofferenza non dovrebbe essere l’organizzazione della morte, bensì un maggiore impegno verso i più vulnerabili.

 


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(09/06/2016)


 

Fronte comune, religioni unite

Sul piano politico non c’è grande ottimismo circa la possibilità di fermare l’iter legislativo, il consenso parlamentare è ampiamente consolidato.

Va segnalato però il colpo di scena avvenuto ieri: il presidente del Senato, Gérard Larcher, ha annunciato che se la legge sarà approvata dall’Assemblea nazionale, la sottoporrà al Consiglio costituzionale per verificarne la legittimità. Il Senato aveva infatti respinto per tre volte il disegno di legge sull’«aiuto a morire».

In ogni caso, l’unità tra religioni diverse rappresenta comunque un fatto non secondario.

In un contesto in cui il dialogo interreligioso è spesso confinato a temi generali o dichiarazioni di principio, la convergenza su un punto specifico di etica pubblica mostra una possibile area di cooperazione concreta.

Al di là dell’esito legislativo, per i credenti è possibile ancora trovare un terreno comune su questioni fondamentali legate ai grandi temi etici, spostando il focus dalle differenze dottrinali alle responsabilità condivise.

Autore

La Redazione

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1 commenti a Francia: cristiani, ebrei e musulmani uniti contro l’eutanasia

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