New York Times: “La medicina di genere non si basa su scienza”
- Ultimissime
- 29 Giu 2026

L’editoriale del “New York Times” svela che le associazioni mediche dettano false linee guide su medicina di genere, creando l’illusione del consenso scientifico.
La medicina di genere trova un nuovo nemico.
Perfino il “New York Times”, enclave iper-progressista, ha pubblicato un editoriale criticando i pilastri su cui si regge l’ortodossia delle principali associazioni mediche americane sul trattamento dei minori con disforia di genere.
Quella che fino a pochi anni fa veniva presentata come una scienza consolidata oggi è, in realtà, una pseudoscienza condivisa tra sempre meno attivisti medici.
Pochi giorni fa, infatti, la Federal Trade Commission degli Stati Uniti ha intentato una causa legale contro la World Professional Association for Transgender Health (WPATH) -principale associazione professionale sulla medicina transgender-, per aver ingannato genitori e pazienti.
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Il New York Times contro il gender
L’autore dell’editoriale dei “New York Times” è Jesse Signal.
Si tratta di uno dei più esperti divulgatori circa la cosiddetta terapia affermativa, secondo cui il blocco della pubertà, interventi ormonali e l’operazione chirurgica sarebbero l’unica strada per chi afferma di essere “nato in un corpo sbagliato”.
Tuttavia, spiega nell’editoriale, le sempre meno associazioni mediche che difendono questa pratica non hanno mai potuto contare su dati rigorosi che ne giustifichino l’uso.
In particolare, l’American Society of Plastic Surgeons ha recentemente consigliato ai propri membri di non effettuare trattamenti chirurgici legati al genere in soggetti sotto i 19 anni, riconoscendo che «non esistono metodi validati per stabilire se la disforia di genere nei giovani possa risolversi senza interventi medici».
L’American Medical Association, storicamente favorevole alle terapie di affermazione, ha per la prima volta riconosciuto che, in assenza di prove chiare, anche gli interventi chirurgici dovrebbero essere posticipati all’età adulta.
Alcuni stati e autorità sanitarie stanno infatti rivedendo le linee guida precedenti, e gruppi come la Society for Evidence-Based Gender Medicine promuovono posizioni di maggiore cautela, criticando la narrativa secondo cui tali cure sarebbero supportate dalla scienza.

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L’illusione del consenso scientifico
Ciò che è emerso, scrive Signal, è che «molte organizzazioni si sono semplicemente affidate alle linee guida di altre organizzazioni, creando un apparente consenso su aree chiave della pratica per le quali le prove scientifiche rimangono carenti».
Sono state soprattutto l’American Academy of Pediatrics (AAP), l’American Medical Association (AMA) e l’American Psychological Association (APA) a dettare le linee guida per tutti, guidate da «un piccolo gruppo di membri, molti dei quali erano essi stessi operatori nella medicina di genere per i giovani».
Il conflitto d’interesse è sempre stato evidente, così come la contraddittorietà delle fonti citate.
Ma, prosegue l’editoriale, «non aveva importanza: venivano citate numerose volte in resoconti giornalistici e documenti giudiziari come prova del fatto che le più importante associazioni mediche del Paese sostenevano la transizione medica dei giovani».
Ciò, aggiungiamo noi, è accaduto anche sul tema delle adozioni per coppie omosessuali: le grandi associazioni mediche si sono affidate alla posizione politica assunta dall’American Psychological Association (APA), la cui principale ricercatrice sul tema è Charlotte Patterson, attivista LGBTQ+.

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Gender, Europa è più avanti
Se questa è la situazione in America, l’Europa sembra essere più avanti.
Regno Unito, Svezia e Finlandia hanno adottato le restrizioni più nette verso i trattamenti di affermazione di genere nei minori, mentre Danimarca, Germania, Francia, Norvegia e Paesi Bassi stanno rivedendo linee guida e protocolli in senso più prudenziale e selettivo.
«Mi occupo di questa controversia da circa un decennio», h scritto l’editorialista sul principale quotidiano statunitense. «Ho scoperto che chiunque metta in discussione questi trattamenti, anche solo vagamente, viene invariabilmente accusato di intolleranza».
L’articolo sul “New York Times” si conclude constatando che «non ci si può fidare automaticamente di ciò che queste organizzazioni affermano in un dato momento».
Le cose cambieranno solo quando «si guadagneranno la nostra fiducia attraverso trasparenza e rigore».


















1 commenti a New York Times: “La medicina di genere non si basa su scienza”
Finalmente sempre più persone aprono gli occhi.
Lincoln diceva: puoi imbrogliare tutti per un po’, puoi imbrogliare qualcuno per sempre, ma non puoi imbrogliare tutti per sempre.