“Gesù inventò carità e perdono”: parla B.D. Ehrman, storico agnostico

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L’eminente studioso B.D. Ehrman e l’origine della carità e del perdono in Gesù di Nazareth. «Lo dico da agnostico», precisa. Ecco il video.


 

Lo storico americano Bart D. Ehrman è tra i più noti e mediatici studiosi del Nuovo Testamento.

Ex cristiano evangelico, oggi agnostico con tendenze atee, è spesso critico verso la tradizione cristiana.

Eppure, in un recente intervento (qui il video tradotto da UCCR), ha riconosciuto con chiarezza un punto che merita attenzione: l’impatto storico e morale degli insegnamenti di Gesù Cristo.

L’occasione è l’uscita del suo ultimo libro, Love Thy Stranger (Simon & Schuster 2026), dedicato appunto alla ricostruzione storica del cambiamento impresso da Gesù di Nazareth.

 

Carità: come Gesù cambiò tutto

Ehrman, ottimo divulgatore e docente presso l’University of North Carolina, sostiene una tesi precisa: al di là della fede personale, il messaggio di Gesù ha trasformato radicalmente la coscienza morale dell’Occidente.

Non si tratta, per lui, di una verità teologica, ma di un dato storico.

«Gli insegnamenti di Gesù hanno davvero avuto un impatto su chiunque nella storia e su come io stesso penso alla morale, pur non essendo un suo seguace», afferma. Una dichiarazione che, per l’appunto, proviene da chi non riconosce Gesù come Figlio di Dio.


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Nulla di simile nell’epoca greco-romana

Non c’è niente nel mondo antico e in quello greco-romano che somigliasse all’idea di carità e perdono introdotta nel mondo da Gesù, l’amore per i propri nemici e l’aiutare chiunque avesse necessità. Anche senza avere legami biologici o sociologici con lui.

«Oggi quando c’è un disastro, tutti sentono il bisogno di aiutare in qualche modo», afferma lo studioso. Eppure, «questo non faceva parte della coscienza umana nel mondo antico. Non si insegnava che si dovesse aiutare gli estranei».

L’altruismo è sempre esistito, precisa Ehrman, ma Gesù introdusse una novità talmente radicale relativa alla carità e al perdono «che prima di lui non aveva alcun senso, anzi, era considerato assurdo ai tempi di Aristotele o dei filosofi morali suoi contemporanei».

 

Il cristianesimo, gli ospedali e il bene nel mondo

Secondo Ehrman, il cambiamento non fu immediato.

Il cristianesimo nacque come un piccolo movimento marginale nell’Impero romano e nel giro di pochi secoli, la situazione si capovolse: da minoranza irrilevante a cultura dominante. E con essa si diffuse un nuovo modo di intendere il bene e il male.

L’etica cristiana, quindi, «divenne lentamente il linguaggio comune». Qualcosa che prima non aveva senso, semplicemente «diventò buon senso» comportarsi così.

Questa visione, sostiene B.D. Ehrman, ha avuto conseguenze concrete. Nel mondo occidentale, istituzioni come ospedali, orfanotrofi e opere caritative pubbliche nacquero dal cristianesimo e, precisa lo studioso, non furono importante dalle culture orientali. Furono «uno sviluppo interno al cristianesimo, radicato negli insegnamenti evangelici».

L’etica cristiana, conclude lo storico, «ha cambiato la vita di milioni e milioni di persone, ha salvato milioni e milioni di vite e continua a dare beneficio alle persone ancora oggi».

«Io sono ateo», afferma Ehrman, «eppure sarebbe assurdo non riconoscere tutto questo».

 

Video pubblicato sul nostro canale YouTube

Autore

La Redazione

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7 commenti a “Gesù inventò carità e perdono”: parla B.D. Ehrman, storico agnostico

  • Manlio Padovan ha detto:

    Immagino si tratti di Gesù di Nazareth, quello che è nato 4 secoli rima che nascesse al città in cui è nato.

    • Vilynx ha risposto a Manlio Padovan:

      Innanzitutto Gesù ha trascorso l’infanzia a Nazareth, ma è nato a Betlemme (se avessi chiesto anche a ChatGPT ti avrebbe risposto bene).
      Per quanto riguarda Nazareth, questa è stata abitata sin dall’età del bronzo. Quindi molto prima della nascita di Cristo.
      Se vai su fonti pubbliche, ad esempio Wikipedia, potrai arricchire la tua cultura.

  • Manlio Padovan ha detto:

    Se la tua cultura si basa su wikipedia hai tutto da imparare.
    Leggiti pe resempio: Domo Belloni “A sua immagine”.

    • Hugo ha risposto a Manlio Padovan:

      A parte il nome sbagliato (si chiama “Domi” e non Domo) sapresti elencare i titoli di studio di Belloni che lo avvalorano come una fonte autorevole in questo campo e le sue principali pubblicazioni scientifiche? Ti ringrazio.

      • Manlio Padovan ha risposto a Hugo:

        Lasciami dire che a 90 anniche una maculopatia oculare può ben far sbagliare i tosi della tastiera.
        Soprattutto, però, dimmi ciò che sai su Domi Belloni: io non lo conosco. Leggerò attentamente.
        Grazie.

        • Hugo ha risposto a Manlio Padovan:

          Beh allora complimenti, per l’età e per gli acciacchi te la cavi molto bene! Oggi tutti vogliono sapere tutto ma solo pochi sono quelli autorizzati a parlare di temi accademici, cioè i professionisti della materia, quelli che lo fanno di mestiere e insegnano nelle università e fanno ricerca. Ecco, Belloni non fa nulla di tutto ciò, è uno qualunque come me e come te che ha scritto un libro e lo ha inviato all’UAAR. Quindi personalmente do più credibilità a quello che dici tu piuttosto che quello che dice lui.

  • Roberto fiaschi ha detto:

    Ebbi modo anni fa di leggere il testo di Domi; nulla di scientifico, molti sberleffi e poco più… Ampiamente superato nell’ impostazione ed in molte conclusioni.

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