Trump insulta il Papa: ora i cattolici impareranno la prudenza?

trump leone xiv

Dopo l’attacco personale di Trump al Papa cosa dirà chi lo ha sostenuto con toni biblici ed escatologici? Non era meglio rispettare la virtù della prudenza?

 

• E’ presente un aggiornamento delle ore 20:00 in fondo all’articolo.


 

Un livello mai raggiunto prima.

Le parole di Donald Trump contro Papa Leone XIV sono gravi, non si era mai visto nulla del genere.

 

L’attacco personale di Trump a Leone XIV

In un lungo post su Truth il presidente americano ha apostrofato il Papa come «debole in materia di criminalità e pessimo in politica estera».

In un oggettivo delirio, ha citato la paura della Chiesa durante il Covid e celebrato il fratello del Papa: «Preferisco di gran lunga suo fratello Luis, un vero sostenitore del MAGA. Lui ha capito tutto, Leone no!».

Ha anche insistito anche sul fatto che Leone XIV dovrebbe essergli riconoscente perché la sua elezione è legata al contesto politico americano e alla presenza dello stesso Trump sulla scena globale.

Trump ha accusato infine il Papa di assecondare la sinistra radicale, di comportarsi come attore politico e non da guida spirituale, accusandolo di danneggiare la Chiesa cattolica stessa. «Leone dovrebbe darsi una regolata come Papa e usare il buon senso, sta danneggiando la Chiesa cattolica».

Papa Leone ha risposto docilmente: «Non ho paura della amministrazione Trump. Io parlo del Vangelo, non sono un politico e non voglio entrare in un dibattito con lui».

 

I cattolici e l’amore biblico per Trump

Siamo curiosi di sapere come si posizionerà una parte significativa del mondo cattolico conservatore che verso Trump ha espresso giudizi estremamente positivi e alquanto imprudenti.

Giusto qualche esempio, per essere chiari.

Poche settimane fa il giornalista Antonio Socci ha accostato Trump a Ronald Reagan, indicandolo nientemeno come il «salvatore dell’Occidente».

Nell’agosto scorso cercava invece di convincere che Trump è un uomo di pace e la sua azione politica è «esattamente ciò che ha chiesto Leone XIV». Si è notata infatti una certa assonanza di ideali proprio in queste ore.

Il concetto è stato ribadito quando il giornalista di “Libero” ha suggerito il Nobel per la Pace a Trump sottolineando che la sua realpolitik «lo porta molto vicino a ciò che il Papa americano sta dicendo al mondo».

 

 

Negli Stati Uniti, il portale “LifeSiteNews” è il più schierato a favore di Trump. Il direttore John‑Henry Westen riserva al presidente americano una devozione religiosa al limite del blasfemo.

Due anni fa ha addirittura ideato una novena di preghiera (nove giorni di preghiera!) per Trump, invitando i lettori ad unirsi e firmare un “bouquet spirituale” che lui stesso ha consegnato presso la villa presidenziale a Mar-a-Lago.

Superfluo ricordare che, per John‑Henry Westen, Papa Francesco era Satana in persona e la sua attività per contrastarlo la interpretava come resistenza «all’assalto del diavolo e dei suoi complici in questo mondo»1J.H. Westen, “My response to Pope Francis’ letter to Fr. James Martin”, LifeSiteNews 2/7/2021.

 

 

Tornando in Italia, nel settembre 2025 si è svolto un convegno ad Assisi di conservatori dove, secondo la stampa, Trump sarebbe stato definito «una benedizione». Presente, tra gli altri, anche don Nicola Bux.

Don Bux è un teologo e liturgista di area tradizionalista, anch’egli molto critico del pontificato di Francesco.

Il giorno dell’elezione dell’attuale presidente americano, sostenne che «la vittoria di Trump è un’ottima notizia anche per la Chiesa», attribuendo intenzioni divine a favore del presidente USA a dir poco curiose: «Dio può servirsi di persone borderline per capovolgere gli schemi».

 

 

Anche da “La Nuova Bussola Quotidiana” non sono mancati elogi entusiasti per Trump.

Il direttore editoriale, Stefano Fontana, intravide nel presidente americano la capacità di utilizzare «argomenti che fondano la stessa libertà», come quelli relativi «alla vita, a Dio, alla nazione come comunità naturale, alla fede, alla legge naturale».

Il direttore Riccardo Cascioli ha invece raggiunto l’apice interpretando in chiave biblica ed escatologica l’alleanza tra Donald Trump e l’ex nunzio (scomunicato) Carlo Maria Viganò.

Secondo Cascioli, nel messaggio che Viganò inviò al presidente americano si «prende realisticamente atto che oggi il presidente Trump è l’unica autorità mondiale che si oppone con tutte le forze a questo potere negativo», cioè lo spirito del mondo «a cui purtroppo sono asserviti anche molti pastori, che rinnegano i propri impegni davanti a Dio».

Il direttore vide così nelle parole di Viganò addirittura «quello che san Giovanni Paolo II aveva profetizzato» circa «la battaglia decisiva tra Dio e Satana intorno all’uomo» e le sue parole «daranno a Trump maggiore consapevolezza della posta in gioco».

Sempre Cascioli sferzò duramente Francesco quando inviò «una lettera senza precedenti ai vescovi statunitensi» criticando la politica immigratoria di Trump. Che poi è esattamente ciò che ha fatto finora il successore, Leone XIV.

La definì «una lettera sconcertante perché dimostra una scarsa conoscenza di quanto accade negli Stati Uniti» e aggiunse che a causa delle sue critiche all’amministrazione Trump, Bergoglio sta «perdendo credibilità dentro e fuori la Chiesa» perché si dimostra essere «di parte».

Accuse che somigliano incredibilmente alle durissime parole che stanotte Trump ha rivolto a Leone XIV.

 


Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:


 

La sana virtù della prudenza

Questi interventi risalgono ad alcuni anni fa ma non risultano essere stati smentiti. Ci si augura che nel frattempo gli autori abbiano maturato una riflessione più ponderata.

Non è in discussione il giudizio politico in quanto tale: ognuno può legittimamente avere il proprio e motivarlo.

Piuttosto sarebbe l’ora che, tanto a destra quanto a sinistra, i cattolici impegnati pubblicamente imparassero la virtù della prudenza, cioè la capacità di valutare esponenti politici senza assolutizzazioni e senza farsi trascinare dalla personale ideologia, tanto da arrivare perfino ad attaccare il Papa pur di schierarsi con il proprio beniamino politico.

Il problema lo avevamo già sollevato in tempi non sospetti, quando ravvisavamo la mancanza di un giudizio equilibrato su Trump, evidenziando come un sostegno acritico rischiasse di oscurare gli aspetti problematici della sua figura e della sua politica.

È indubbio che l’attuale presidente abbia mostrato attenzione verso temi come la difesa della vita nascente e l’opposizione all’ideologia gender. Ma questo non basta e, da qui a celebrarlo come negli esempi sopra, il passo è non solo azzardato, ma profondamente ingenuo.

Le parole che ha rivolto oggi al Papa sono un attacco diretto alla sua autorità morale su questioni che rientrano pienamente nella dottrina sociale della Chiesa.

Cosa diranno ai loro lettori quegli stessi intellettuali cattolici che hanno sostenuto Trump con toni escatologici, biblici e apologetici?

 


AGGIORNAMENTO ore 18:00

Tra le migliaia di commenti che stanno giungendo su questa vicenda, apprezziamo in particolare quello del filosofo (conservatore) Edward Feser, che riportiamo integralmente:

«La totale schiavitù al peccato dell’orgoglio rende un uomo inadatto alla presidenza. Nonostante i loro difetti, i presidenti precedenti avevano la profonda comprensione dei limiti da non superare, ovvero non attaccare il vicario di Cristo nemmeno quando non erano d’accordo con lui».


 

AGGIORNAMENTO ore 20:00

Come segnalato nelle “Breaking News” sui nostri social, poche ore dopo l’attacco al Papa, il presidente Trump ha pubblicato (e poi cancellato) un post che lo ritrae come figura cristologica mentre allevia le sofferenze di un malato.

Anche i conservatori più trumpiani hanno parlato di “blasfemia oltraggiosa” e addirittura il fondatore di “LifeSiteNews”, John-Henry Westen, ha commentato: «O qualcuno ha hackerato l’account di Trump oppure sta perdendo la testa».

Autore

La Redazione

Attenzione: gli algoritmi dei social media stanno rendendo sempre più difficile trovare notizie cattoliche. Seguici sui nostri canali, è facile (e gratuito). Scegli tu quale:

6 commenti a Trump insulta il Papa: ora i cattolici impareranno la prudenza?

  • Francesco ha detto:

    “ultra-conservatori” (senza voler fare di tutta l’erba un fascio) e “prudenza” nella stessa frase è un accostamento ardito.

    Anzi, lo stile aggressivo verso tutto ciò che non vedono in linea con il loro pensiero (che sia la Chiesa in sé, il Papa o in generale i semplici fedeli) è molto simile a quello di Trump.

  • max ha detto:

    secondo me c’è stato uno slancio positivo iniziale dettato dal sollievo di essere scampati ad altri 4 anni di Biden/Harris/Obama.

    • Ottavio ha risposto a max:

      Anche io ero contento di questo, ma questo slancio è durato decenni dopo l’elezione quindi non può essere una giustificazione. E poi perché manifestare la soddisfazione con messaggi a tinte bibliche? Trump ha appena pubblicato un post fatto con l’AI mentre è nei panni di Cristo e concede l’unzione degli infermi. Ci rendiamo conto?

      https://x.com/remarks/status/2043515259877519433

  • G.B. ha detto:

    Credo che una novena di preghiera per Trump sia un’ottima idea. Perché rinsavisca.

  • lorenzo ha detto:

    Ho salutato con vero piacere l’elezione di Trump e continuo a sostenerlo nell’aver aver tolto il sostegno governativo all’ideologia gender e, solo parzialmente, all’aborto.
    Mi ha profondamente deluso per non aver bloccato le armi ed il supporto all’Ucraina.
    Si è comportato come un imperatore della peggior specie per come massacra le persone a soli fini economici.
    La sua critica a Papa Leone XIV, oltre a mettere in dubbio la sua sanitò mentale, mette bene in luce l’astio satanico degli evangelici nei confronti del Papa.

  • Gabriele ha detto:

    Purtroppo sul quotidiano Libero si persiste: nell’editoriale del direttore (Mario Sechi) pur ritenendo sgraziata e infelice l’uscita di Trump, si è in maniera implicita accusato il papa di ingenuità, cioè non avrebbe detto nulla sul fatto che l’Iran possa avere l’atomica e quindi che per fermarlo le preghiere non bastano. Purtroppo al direttore sfugge il punto centrale: il papa, come si è visto anche nella veglia di sabato 11, si rivolge al mondo (quindi non solo a Trump, ma anche a lui e pure all’Iran, alla Cina, la Russia, ecc) e i suoi ammonimenti vogliono ricordare a tutti che la cosa migliore è sempre una pace giusta. Per questo, se ci sono casi in cui la realtà è quella che è, quindi bisogna usare la forza, si faccia sempre attenzione a non rendere ordinare queste dolorose situazioni particolari. Un pò come quando, per salvare una persona dalla cancrena, le amputi un arto: in questo caso è un azione necessaria per salvare una vita, però ci si ricordi sempre che di per sè non rende certo giusto mettersi a tagliare gli arti delle persone.