Un mese di Trump: ottime novità ma anche scelte non cristiane

politica donald trumpUno sguardo oggettivo sul primo mese di governo di Donald Trump non può non riconoscere aspetti positivi e negativi. Non è certo l’araldo della cristianità, come imprudentemente dichiarato dai suoi ammiratori cattolici, ma condivide alcuni importanti principi con il mondo cattolico, sopratutto in campo bioetico. Sbagliano a non riconoscerlo i suoi detrattori, molti dei quali sono realmente accecati d’odio nei confronti del presidente americano.

 

I meriti di Trump. Proprio oggi ha revocato la norma di Obama che permetteva ai transgender di utilizzare i bagni pubblici “secondo identità” e non secondo il sesso biologico. Pochi giorni dopo l’elezione il neo presidente americano ha subito mantenuto un’altra promessa: tolti i finanziamenti statali a Planned Parenthood, il più grande ente di cliniche abortiste, il fatto che la femminista pioniera dell’aborto, Sarah Weddington sia terrorizzata da lui è un buon segno. Positive le promesse di tutelare la libertà di culto, «distruggendo totalmente» i limiti all’obiezione di coscienza e il Johnson Amendment che attualmente vieta ai pastori di pronunciarsi dal pulpito su tematiche politiche e partecipare direttamente o indirettamente su tematiche concernenti le campagne elettorali.

E’ stato un gesto coraggioso e importante nominare il magistrato (protestante episcopale) Neil Gorsuch come giudice della Corte Suprema (il Senato deve ancora approvare), facendo esultare il mondo pro-life. Trump ha mantenuto un’altra promessa: Gorsuch, luminare del diritto americano (laureato ad Harvard e docente alla Columbia e ad Oxford), è contrario all’eutanasia, alla violazione della libertà religiosa prevista dall’Obamacare e all’aborto. Scelta importante in quanto la Corte Suprema dovrà infatti, probabilmente, prendere importanti decisioni sui benefici alle scuole confessionali, la ridiscussione della legge Roe Vs Wade che legalizza l’interruzione di gravidanza, la libertà religiosa nei confronti dei matrimoni gay e l’obbligo per le istituzioni religiose di pagare i contraccettivi ai propri dipendenti. Purtroppo Gorsush è favorevole alla pena di morte, ed anche il primo ad essere contrariato dai continui attacchi al sistema giudiziario di Donald Trump.

 

I demeriti di Trump. Il “muslim ban”, che chiude le frontiere americane alle persone islamiche e predilige l’accoglienza ai rifugiati cristiani siriani e mediorientali piace tanto agli estremisti di Libero, ma è avversato dal mondo cattolico e dagli stessi cristiani perseguitati. Il vescovo caldeo di Aleppo, Antoine Audo SJ, ha dichiarato: «A noi cristiani della Siria e del Medio Oriente non piace nessun discorso che fa differenze tra noi e i musulmani quando è in gioco la giustizia, la pace e l’aiuto a chi ha bisogno. Chi fa queste differenze, alimenta il fanatismo e l’estremismo. I provvedimenti e le leggi devono essere giusti e vanno applicati allo stesso modo per tutti, senza discriminazioni. E anche come cristiani, chiediamo di essere aiutati non a emigrare, ma ad avere la pace nei nostri Paesi, per poter continuare la nostra vita e la nostra testimonianza nelle terre in cui siamo nati». Parere unanime anche per Open Doors, impegnata nella denuncia delle violenze contro i cristiani: «Un processo che dà priorità a una religione sull’altra, come quello proposto dall’amministrazione Trump, potrebbe avere ripercussioni negative non solo in America, ma in tutto il mondo. Noi riteniamo cruciale che sia garantito ai profughi cristiani e alle altre minoranze in Medio Oriente un canale sicuro per ottenere rifugio negli Stati Uniti. Ma siamo fermi nel difendere un approccio che tratti ogni fede in maniera equa».

Contro Trump si sono schierate importanti voci del mondo cattolico americano, compreso quello più conservatore (come il card. Daniel di Nardo, presidente dei vescovi Usa, e l’arcivescovo ratzingeriano Charles Chaput di Philadelphia), ma anche quello anglicano (l’arcivescovo di Canterbury lo ha definito nel solco della “tradizione politica fascista”), quello evangelico e protestante in generale, che lo definisce “presidente anti-cristiano”. Il presidente Trump, inoltre -e questo non lo troverete sui siti web della destra conservatrice-, ha affermato il suo sostegno all’ordine di Obama di escludere dai contratti federali chi afferma pubblicamente, ad esempio, di opporsi alle unioni omosessuali. Il vicepresidente Mike Pence ha sostenuto e difeso la scelta pro-Lgbt del presidente.

Preoccupazione legittima anche in Vaticano, espressa dal segretario di Stato Pietro Parolin e dal sostituto della Segreteria di Stato, mons. Angelo Becciu: «Noi siamo messaggeri di un’altra cultura, quella dell’apertura». Certamente, ha scritto Massimo Franco sul Corriere, anche l’elezione di Hillary Clinton sarebbe stata vissuta male a Roma: sopratutto per le posizioni a favore dell’aborto e per l’approccio anti-russo (il Vaticano di Bergoglio è stato il primo a riconoscere a Putin un positivo ruolo internazionale).

 

Trump va giudicato sui fatti, disse Papa Francesco un mese fa. I suoi timori verso l’agenda estera del presidente americano si sono rivelati comunque fondati, oggi condivisi da gran parte del mondo cattolico. La sorpresa è che la consigliera spirituale del presidente, la pastora Paula White, ha molta stima per il Papa argentino e questo aiuterà probabilmente i rapporti con la Santa Sede. La speranza è che Trump seppellisca gli otto anni obamiani a trazione liberal, senza però instaurare a sua volta un deleterio regime trumpiano.

 

AGGIORNAMENTO 24/02/17
Il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha annunciato nuove linee guida nell’implementazione di leggi federali sulla legalizzazione della cannabis, spiegando che si opporranno all’uso ricreativo.

La redazione

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