La Sindone, i miracoli eucaristici e il gruppo AB: il dibattito continua

sindone gruppo AB

Il confronto tra specialisti sul raro gruppo AB rintracciato sulla Sindone e nei miracoli eucaristici. Gli studi di Baima Bollone, Kelly Kearse e Franco Serafini.


alessandro piana

 

di
Alessandro Piana*
 
 
*Studioso e specialista internazionale della Sindone

 
 

L’imminenza della Pasqua riporta alla ribalta la descrizione nei Vangeli degli ultimi giorni di Gesù, contrassegnati da atroci sofferenze e spargimento di sangue.

Testimone privilegiato di quegli eventi è la Sindone conservata a Torino, sulla quale sono presenti vistose macchie di natura ematica.

 

Il gruppo sanguigno AB sulla Sindone

Le analisi di quelle tracce sono state condotte nel 1978, indipendentemente, dallo STURP (Shroud of Turin Research Project), un gruppo di scienziati statunitensi, e da Pier Luigi Baima Bollone, noto docente di Medicina Legale all’Università di Torino.

I ricercatori dello STURP avevano a disposizione meno materiale rispetto a Baima Bollone e riuscirono solo a certificare la presenza di sangue.

Baima Bollone ebbe la possibilità di dimostrare che si trattava di sangue umano di gruppo sanguigno AB.

Immediatamente furono avanzati alcuni dubbi sulla validità di entrambi i risultati, per la possibilità di falsi positivi dovuti a contaminazioni.

Baima Bollone escluse questa possibilità: «Le precedenti indagini ematologiche sulla Sindone hanno mostrato come il sangue risulti perfettamente conservato, senza traccia di inquinamenti». Successivamente, il medico confermò il gruppo sanguigno delle tracce ematiche come di tipo AB, la cui natura umana è avvalorata dalla ricerca degli antigeni eritrocitari M, N ed S.

 

I dubbi di Kelly Kearse: contaminazione

Recentemente sono stati avanzati nuovi dubbi sulla possibilità della determinazione della natura umana e del gruppo sanguigno sulla Sindone, sul Sudario di Oviedo, sulla Tunica di Argenteuil e su alcuni miracoli eucaristici da parte di Kelly Kearse.

Si tratta di un immunologo statunitense che a novembre 2024 ha pubblicato in merito su “Forensic Science, Medicine and Pathology” un suo articolo.

UCCR ne ha parlato un anno fa.

Va sottolineato che Kearse non ha mai avuto a disposizione materiale proveniente dalle reliquie di Cristo o dai miracoli eucaristici, quindi le sue considerazioni sono solo a livello teorico.

Inoltre Kearse aveva già trattato questo argomento in un articolo del 2012, sempre invitando alla prudenza ma concludendo così: «In sintesi, la maggior parte delle attuali evidenze scientifiche indica che: (1) sulla Sindone di Torino è presente del sangue; (2) il sangue è di un primate, ovvero umano; e (3) il gruppo sanguigno è molto probabilmente AB, come determinato dai metodi di tipizzazione diretta, in particolare dall’agglutinazione mista e dalle tecniche di immunoistochimica. L’espressione del fattore Rh (AB positivo o AB negativo) deve ancora essere determinata».

Ora, invece, nell’articolo del 2024, afferma:

«E’ ragionevole ipotizzare che gli antigeni AB condivisi dai batteri potrebbero facilmente spiegare il gruppo sanguigno condiviso osservato. Anche con l’uso di tecniche sierologiche più moderne (anticorpi monoclonali, marcatura fluorescente, ecc.), il probabile contributo degli antigeni AB dei microrganismi non può essere escluso».

 

La risposta di Franco Serafini: eccessiva prudenza

Questa prudenza appare eccessiva, perché implica l’errore di tutti i vari analisti che hanno esaminato la Sindone, il Sudario di Oviedo, la Tunica di Argenteuil e alcuni miracoli eucaristici.

La stessa rivista che ha dato spazio all’articolo di Kearse, ha ospitato a marzo 2025 una replica da parte di Franco Serafini, un cardiologo noto per aver pubblicato un libro sui miracoli eucaristici.

Nel rispondere a Kearse, Serafini scrive:

«L’insistenza di Kearse sulla mancanza di un gruppo di controllo mi sembra ingiusta. Baima Bollone, nei suoi studi sulla Sindone del 1982 e del 1984, ha chiaramente delineato il confronto tra fibre macchiate di sangue e fibre bianche. Lo studio del 1982 includeva anche il confronto con sangue antico di gruppo 0 proveniente da un’urna funeraria egizia e con tre campioni di sangue fresco, ottenendo risultati concordanti. Anche Baima Bollone nel 1985 e Villaín Blanco nel 1993 hanno determinato il gruppo sanguigno AB del Sudario specificando chiaramente l’uso di fibre non macchiate come gruppi di controllo. Pure Linoli, in successive pubblicazioni del 1973 e del 1986, più dettagliate rispetto alla sua pubblicazione del 1971, ha chiarito di aver utilizzato strisce di carta assorbente di controllo che non erano venute a contatto con il liquido in cui erano stati immersi la Carne e il Sangue di Lanciano».

Serafini conclude, quindi:

«Condivido la nota di prudenza di Kelly Kearse, ma al tempo stesso trovo eccessivo – e sintomo di un pregiudizio sfavorevole – escludere a priori la possibilità che su questa Terra possano esistere reliquie di origine quantomeno misteriosa, dotate di una complessità intrinseca che implica anche la ricorrenza dello stesso gruppo sanguigno, come se ciò confermasse la loro reciproca autorevolezza. Non dimentichiamo che stiamo parlando di numerose indagini condotte in diverse parti del mondo, in momenti diversi e da diversi ricercatori. Credo che nessuno possa rimanere indifferente di fronte a questa straordinaria convergenza di risultati: in 5 casi su 5 e in 15 test su 15».

Il cardiologo italiano aveva già affrontato l’argomento in un suo articolo pubblicato a dicembre 2023.

 

La replica di Kearse: le problematiche restano

Kelly Kearse ha ulteriormente risposto a Franco Serafini.

Sempre su “Forensic Science, Medicine and Pathology” ha mantenuto il suo scetticismo, insistendo nell’affermare che «poiché gli antigeni AB non sono esclusivi degli esseri umani e molti di questi oggetti sono visivamente contaminati, il potere discriminatorio degli studi di tipizzazione sierologica AB risulta significativamente ridotto».

Kearse ricorda inoltre che «a differenza della Sindone o del Sudario, che contengono fibre di controllo adiacenti alle macchie di sangue, non esiste un analogo “esterno” nel caso dei miracoli eucaristici, il che rende il loro esame più problematico». Però, fa notare «la possibilità che i batteri siano più concentrati nelle regioni ricche di sangue rispetto alle aree di controllo» e questo, a suo parere, vale anche per la Sindone e il Sudario.

 

La risposta di Serafini: antigeni AB esclusi

Serafini è così tornato sull’argomento a novembre 2025, affermando:

«Per quanto riguarda la Sindone, mi sembra che il professor Baima Bollone abbia lavorato molto bene nel 1982 e nel 1984, specificando, nella descrizione del suo metodo di lavoro, di aver utilizzato frammenti dello stesso telo non macchiati di sangue, il che escludeva la presenza di antigeni AB. Nel 1982, Baima Bollone estese la verifica a un campione di sangue antico proveniente da un’urna funeraria egizia (che risultò essere di gruppo 0) e a tre campioni di sangue fresco. Ha ripetuto lo stesso lavoro nel 1985, così come Villaín Blanco nel 1993, determinando il gruppo AB del Sudario di Oviedo e verificando il risultato su campioni di controllo adiacenti».

 

Il miracolo eucaristico di Tixtla

Franco Serafini ha parlato anche delle analisi sul miracolo eucaristico di Tixtla, avvenuto nell’ottobre del 2006.

Scrive così nella risposta a Kearse:

«Per l’indagine su Tixtla, i laboratori del Corporativo Médico Legal di Città del Messico e del Gene-Ex di La Paz, in Bolivia, hanno lavorato su sangue relativamente recente, comparso sulla Terra solo quattro o cinque anni prima. Hanno quindi delineato uno scenario completamente diverso rispetto a quello che aveva studiato sangue o tessuti umani risalenti a molti secoli fa. Le tracce di Tixtla non sono di sangue fresco, ma non sono nemmeno antiche. Pertanto, hanno portato a una maggiore affidabilità intrinseca nella tipizzazione del gruppo sanguigno, ulteriormente migliorata dalla tecnica immunoistochimica, superiore alle tecniche sierologiche dei decenni precedenti».

Serafini sottolinea inoltre che «sarebbe molto grave se critiche eccessive, o anche solo una certa cautela riguardo ai dettagli del gruppo sanguigno, portassero ad un atteggiamento di autocompiacimento e diffidenza verso miracoli riconosciuti dall’autorità della Chiesa cattolica e dotati di una complessità scientifica già di per sé irriducibile (contenenti cellule umane vive, senza nutrienti e senza conservanti anche dopo anni, tanto per fare un esempio)».

E aggiunge una riflessione: «Non dimentichiamo che, per quanto riguarda il complesso dei Teli della Passione e dei miracoli eucaristici, si tratta ormai di numerose indagini condotte in diverse parti del mondo, in tempi diversi, da studiosi diversi e con metodologie diverse».

 

In conclusione, sono interessanti gli inviti alla prudenza di Kearse, ma non possono eliminare il valore delle ricerche di altri scienziati, fra i quali Baima Bollone, certamente uno dei massimi esperti mondiali di medicina legale.

 


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Alessandro Piana

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