Anche Treviso esce dalla lobby READY: «ora puntiamo sulla famiglia»

lgbt treviso La nuova giunta comunale di Treviso ha annunciato l’uscita da Ready, il braccio politico dell’associazionismo Lgbt. “Punteremo su famiglia e scuola”, si legge nel comunicato stampa.

 

Prima Arezzo, poi Pistoia, poi Sesto San Giovanni, poi Trieste, poi Udine, Pisa, poi Piacenza, poi l’intero Friuli Venezia Giulia. Ora, a dire addio alla morsa ricattatoria della lobby arcobaleno, è il comune italiano di Treviso.

La nuova giunta comunale, guidata dal sindaco Mario Conte (Lega), ha infatti deciso di uscire dalla “Rete Nazionale delle pubbliche amministrazioni anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere” (Ready), il braccio politico del mondo arcobaleno che aveva trovato spazio con il precedente primo cittadino, Giovanni Manildo.

 

Aderire alla lobby Lgbt significa vincolare i cittadini all’educazione gender.

L’adesione a Ready significa che l’amministrazione comunale aderisce in modo vincolante ad impegni, eventi ed interventi promossi dall’associazionismo Lgbt, introducendo ad esempio tematiche controverse nelle scuole, come l’educazione gender. E’ capitato proprio nel 2014 a Treviso, quando le famiglie protestarono contro l’ex sindaco Manildo (sostenuto da PD e Sel) dopo che i loro figli di terza media furono obbligati -senza alcun preavviso ai genitori- ad assistere alla proiezione di un film a sfondo omosessuale.

 

La giunta comunale cambia tutto: “la tutela contro discriminazioni c’è già”.

«L’attuale amministrazione», si legge in una nota ufficiale della nuova giunta comunale, «nell’orbita di un complessivo riesame del complesso delle politiche comunali, intende puntare sulla famiglia e sulla scuola quali strumenti adeguati e sufficienti a trasmettere i valori del rispetto e della diversità di genere».

Rispondendo alle prevedibili proteste arrivate da parte della lobby Lgbt, il comune di Treviso ha ricordato anche che la tutela contro le discriminazioni è già garantita dalla Regione, «con legge del 24 dicembre 2013 n. 37». Una puntualizzazione importante perché replica al principale argomento con il quale la lobby Ready si auto-promuove, ovvero quella di contribuire alla tutela verso l’omofobia. Una maschera sotto la quale, invece, viene promossa e diffusa una pericolosa colonizzazione ideologica, a spese dei cittadini stessi.

La redazione

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5 commenti a Anche Treviso esce dalla lobby READY: «ora puntiamo sulla famiglia»

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  1. EnnesimoUtente ha detto

    Non vedo perchè protestare: esiste ancora la libertà da parte delle Amministrazioni Locali di poter scegliere dove spendere le proprie risorse?
    Come mai se nelle scuole vengono spesi denari per il Presepe si tratta di uno spreco inutile, mentre se si proietta un film a sfondo omosessuale va tutto bene? Si difende una minoranza si e una no? (Per precisione, i Cristiani Cattolici non andrebbero difesi dagli stessi organismi antidiscriminatori, visto che lo stato deve essere laico?)

  2. Max De Pasquale ha detto

    Non conosco a fondo questo provvedimento. Ma sembra positivo.

  3. giuliano ha detto

    …guardate che lo sappiamo già che l’estrema destra leghista è omofoba, misogina ed estremista cattolica, non serviva il vostro articolo…
    … L’amministrazione è uscita dalla rete READY …. solo perchè in queto momento in Italia c’è la più forte ondata di estrema destra dalla caduta del fascismo…
    … costituiscono tutt’ora un punto di civiltà fondamentale, condiviso dalla maggioranza dei cittadini e parte fondante della Costituzione…
    …è solo questione di tempo prima che collaborazioni di questo tipo vengano ripristinate…
    …Riportare indietro l’Italia ai tempi del patriarcato cattolico è solo un’utopia…

    …questo il compito principale di una scuola e delle Istituzioni: educare…

    1) non esiste l’estremismo cattolico; o si è cattolici o si è non cattolici (come lei);
    2) “omofobia” vuol dire tutto e niente. La questione è fondamentale e quindi il termine quando utilizzato “suona” SEMPRE a sproposito;
    3) “ondata di estrema destra”? Ma si è accorta che il mondo cambia?
    4) le “idee” costituiscono punto di civiltà solo se portano ad una etica sostenibile e rispettosa delle esigenze dei cittadini, specialmente dei più deboli. Dei bambini e del diritto loro inalienabile ad avere un papa e una mamma (ad esempio).
    5) che la Costituzione sia importante non ci piove. Tenga però conto dell’ambiente culturale ed etico che ne ha definito gli elementi fondamentali (quello cattolico); tenga inoltre conto che la Costituzione và rispettata (da tutti)… anche da chi porta avanti idee ed opinioni antitetiche o contro il diritto naturale;
    6) “educazione” non è solo trasmissione di valori ed etica; se non c’è la condivisione di valori ed etica la trasmissione diventa indottrinamento. Dato il modo di esprimersi è probabilmente “questo” l’obiettivo di persone senzadio come lei;
    7) “patriarcato” è il risultato di un’esperienza storica del decorso antropologico dell’umanità, non di una religione.

    • Mister R. ha detto in risposta a giuliano

      giuliano

      Concordo su tutto, ma non illuderti, adesso tornerà scrivendo che siamo una massa di schifosi bigotti fascisti.

  4. Manuel ha detto

    Noi ci facciamo tanti problemi,che non ne capisco il motivo.La gente vuole avere i figli… ricordati tu fai il figlio ma il figlio non è tuo.Gli insegni a camminare ma poi corre da solo.Volete istruire i figli e le scuole fanno schifo… in 5 elementare sono ancora alla regioni… mentre Peppone all’epoca per l’esame doveva calcolare il volume di una vasca semisferica.Dovete insegnare a non discriminare nessuno,qui parliamo di gay che son persone come tutti…e molti di più di quanto non si creda;ma i grassi, quanti bimbi vengono presi in giro perché grassi ad esempio,quanti bimbi vengono presi un giro per un difetto fisico qualsiasi,o perché è più introverso ed ecc.E pensiamo a esempio a Mia Martini perché la gente pensava che portasse sfortuna… e quanti altri esempi….Il problema non è essere quello che sei il problema è se la gente ti vuole discriminare ti discrimina lo stesso.

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