Padre Byles, il sacerdote cattolico che salvò centinaia di persone sul Titanic

TitanicLa tragedia del Titanic è nota a tutti. L’affondamento del transatlantico britannico il 15 aprile 1912, dove morirono circa 2000 persone, è entrato nella storia come una delle più grandi tragedie in mare.

Un dramma che spinse anche a riflessioni filosofiche: in pieno positivismo, il Titanic rappresentava il frutto più maturo della scienza e della tecnologia di allora, ostentato come una nave inaffondabile, il pupillo della nuova era. Colato a picco in sole 2 ore, oltre che un’immane tragedia umana diventò anche una ferita mortale alla «presuntuosa convinzione positivistica della totale affidabilità della tecnica e della indiscussa capacità della scienza di fare della specie umana l’assoluta dominatrice della natura, facendo aprire gli occhi agli intellettuali più avveduti sui limiti del sapere tecnologico-scientifico» (R. Timossi, “L’illusione dell’ateismo”, San Paolo 2009, p. 70,71).

Tra i passeggeri, quel 15 aprile, c’era anche un santo, il reverendo cattolico Thomas Byles, 42 anni, in viaggio verso New York per presiedere al matrimonio di suo fratello. Agnes McCoy, una superstite del Titanic, ha raccontato che padre Byles stava leggendo il suo breviario quando la nave urtò contro l’iceberg. Tanti altri passeggeri superstiti hanno testimoniato che il reverendo aiutò centinaia di persone a trovare delle scialuppe di salvataggio e per ben due volte rifiutò il posto sulla scialuppa per cederla agli altri passeggeri.

Desiderava consolare chi era rimasto intrappolato a bordo della nave, assolvendoli dai peccati, confortandoli con la preghiera e impartendo loro la benedizione. Scelse di restare sulla nave, morendo assieme a loro. Le testimonianze sono state raccolte nel sito web: www.fatherbyles.com. Papa Pio X lo definì «martire per la Chiesa».

In questi giorni padre Graham Smith, con il sostegno del vescovo Alan Williams della diocesi di Brentwood, ha avviato l’iter per la causa di beatificazione di padre Byles, che egli considera «un uomo straordinario che ha dato la sua vita per gli altri».

Una storia di santità che ricorda quella del francescano polacco padre Massimiliano Kolbe, che si offrì di prendere il posto di un padre di famiglia ebreo, destinato al bunker della fame, nel campo di concentramento di Auschwitz. Venne ucciso dopo due settimane di totale digiuno, durante le quali confortò e pregò assieme ai condannati superstiti. Secondo le testimonianze, mentre l’ufficiale medico di Auschwitz si apprestava ad iniettarli l’acido acido fenico nelle vene, padre Kolbe lo guardò e gli disse: «L’odio non serve a niente, solo l’amore crea!». Le sue ultime parole, porgendo il braccio, furono: «Ave Maria». Era la vigilia della Festa dell’Assunzione di Maria.

La redazione

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22 commenti a Padre Byles, il sacerdote cattolico che salvò centinaia di persone sul Titanic

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  1. Leonardo ha detto

    Non si può altro che piegare le ginocchia e ringraziare Dio piangendo di Gioia per questi meravigliosi testimoni che ci ha lasciati!!!

    • Ross ha detto in risposta a Leonardo

      É vero Leonardo! Mi chiedo: io sarei in grado di fare la stessa cosa di questo sacerdote? Con vergogna devo riconoscere di non avere la stessa forza, fede e bontà, ho ancora tanta strada da fare!

      • Sophie ha detto in risposta a Ross

        Ho pensato la stessa cosa che hai pensato tu sinceramente.
        In queste situazioni riesci a vedere che cuore hai e quanto sei figlio di Gesù.

  2. Licurgo ha detto

    Io sulla vicenda del Titanic in passato avevo letto diverse cose: ad esempio, a livello di aneddotica, che sulla nave c’erano molti italiani, che erano eccellenti camerieri e intrattenitori (tanto che sembra che la storia d’amore del film abbia un fondo storico minimo, senza che mi ci dilunghi), che la divisione in tre classi andava dall’alto al basso, per cui i poveracci che viaggiavano in terza classe per emigrare morirono annegati più dei ricchi, che ci fu grande coraggio da parte del capitano a non mettere panico alle persone e a gestire con onore l’evacuazione, mandando avanti bambini e donne e morendo lui come vuole il suo lavoro (altro che Schettino…e per il capitano era l’ultimo viaggio prima della pensione).
    Tante ne avevo lette, insomma, ma mai la vicenda di questo eroe, uso termini laici perchè, da teista non credente, credo che si tratti di un eroe civico. Onore a lui.

  3. Rosso ha detto

    cercate di non strumentalizzare la morte di 2000 persone per portare avanti le vostre teorie strampalate,per piacere. L’abisso di odio,violenza e morte portato dalle religioni lo vediamo e tocchiamo con mano ogni giorno.

    • Rosso ha detto in risposta a Rosso

      altro che “positivismo”…..

    • Paxvobis ha detto in risposta a Rosso

      Fa male vero sapere che l’antiteismo non ha mai avuto tra i suoi nomi gente come costoro, vero?
      Un attacco alla cieca, è questo il massimo che potete fare? Vecchi stereotipi laicisti ampiamenye superati?

      • Licurgo ha detto in risposta a Paxvobis

        Il Titanic è l’emblema della fine e del fallimento dell’epoca del positivismo, ne è quasi un simbolo e una premonizione.
        Il Titanic era stato dichiarato indistruttibile alla vigilia del suo primo e unico viaggio da cui uscì distrutto, con quella piena fiducia nella società in cui scienza e tecnica avrebbe risolto tutto; nel frattempo quella stessa società che stava crollando senza accorgersi si avviava verso la Prima Guerra Mondiale senza minimamente rendersene conto, anzi le conseguenze dell’attentato di Prcip furono una sorpresa per le stesse elites mondiali, che finirono per scatenare una guerra terrificante proprio anche a causa di quella scienza e quella tecnica che doveva risolvere tutto.
        In mezzo, va detto, ci furono molti comportamenti eroici, non solo di questo sacerdote; ma le valutazioni storiche che il post produce possono essere discusse e obiettate, ma parlare di strumentalizzazione dei morti per una questione del 1912 pare un po’ grottesco; quando si analizza la seconda guerra mondiale, per paura di incorrere in ciò, ogni valutazione storica, giusta o sbagliata (quello lo stabilisce il confronto sui fatti, le fonti e i contesti), si dovrebbe proprio tacere, pena il non-progresso dell’analisi stroiografica.

        • Licurgo ha detto in risposta a Licurgo

          Mi spiego meglio sull’ultima frase, ‘pena il progresso’, c’è un ‘non’ di troppo, nel senso che se si ha paura di strumentalizzare i morti non si producono mai tesi storiche che come tali attribuiscono e distribuiscono cause e responsabilità. E se vale per il Titanic (in cui, come dicevo, numerosi furono gli atti eroici), allora figuriamoci per una quantità di morti impressionante come ci furono nella Seconda Guerra Mondiale…

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Rosso

      Ahahahahahahahahahah poveri peones! 😀
      Non perdo nemmeno tempo, ormai, a confutare le vostre sciempiaggini! 😉

      @Redazione Uccr

      Grazie mille per questo articolo, davvero bello e commovente. È importante fare emergere questi fatti, da quando avete riaperto il sito state andando come un treno, continuate così. Sapete quante volte ho letto, durante la vostra assenza, di persone che si beavano della “morte” di Uccr? Evidentemente davamo e diamo parecchio fastidio, e per tutta risposta siete tornati più forti di prima. Continuate così.

      Non preoccupatevi delle anime morte che infestano questo sito, il demonio dice spesso “i nemici della Chiesa sono miei amici” e potranno “godere” della sua amicizia in eterno, se non torneranno sui loro passi. 🙂

      • Hugo ha detto in risposta a Vincent Vega

        Personalmente in realtà ho letto tantissime persone che si dispiacevano della paura di Uccr, devoti cattolici e anche tanti lontani dalla chiesa. Gli unici che ho letto gioire erano qualche militanti dell’arcigay…

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Hugo

          Io devo essermi imbattuto solo nei secondo allora, perché ho letto di tanti nemici della Chiesa strafelici di quella che loro credevano essere la dipartita di Uccr.
          Vabbè, io sono felicissimo che siano tornati.

    • lorenzo ha detto in risposta a Rosso

      Lo sapevi che Cristo ha detto di amarci come lui ci ha amato?

    • Mari ha detto in risposta a Rosso

      Studiati un po’ la storia della rivoluzione francese e del comunismo se vuoi sapere quanto possono fare di male quelli che la religione la rifiutano a prescindere invece. Da post come questi comunque si capisce quanto voi atei siate i peggiori bigotti che potessero uscire nel mondo, disposti persino a negare il valore di un gesto eroico se non è compiuto da uno della vostra risma.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Mari

        Ma non rispondergli. Questa gente non merita risposte, se non di derisione.
        E non perché atei, attenzione, ma per la palese malafede che traspare da ogni loro commento. Ci sono atei che sono bravissime persone, se è per questo, ne conosco diversi e ci sono anche amico (uno tra l’altro è uno dei miei più cari amici e, onestamente, sono molto preoccupato per lui, per la sua anima. aho comunque fiducia nella misericordia di Nostro Signore) ma questi sono solo miscredenti della peggior specie, pieni solo di livore e cattiveria.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

          C’è una a di troppo. 🙂 Ho fiducia nella misericordia di Nostro Signore, volevo scrivere. 🙂

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

            I cattolici dovrebbero -tutti, senza eccezione- imparare a memoria queste poche righe tanto quanto conoscono a memoria il Credo di Nicea.

            Léo Moulin

            “Date retta a me, vecchio incredulo che se ne intende: il capolavoro della propaganda anti-cristiana è l’essere riusciti a creare nei cristiani, nei cattolici soprattutto, una cattiva coscienza; a instillargli l’imbarazzo, quando non la vergogna, per la loro storia. A furia di insistere, dalla riforma sino ad oggi, ce l’hanno fatta a convincervi di essere i responsabili di tutti o quasi i mali del mondo. Vi hanno paralizzato nell’autocritica masochista, per neutralizzare la critica di ciò che ha preso il vostro posto. Femministe, omosessuali, terzomondiali e terzomondisti, pacifisti, esponenti di tutte le minoranze, contestatori e scontenti di ogni risma, scienziati, umanisti, filosofi, ecologisti, animalisti, moralisti laici: da tutti vi siete lasciati presentare il conto, spesso truccato, senza quasi discutere. Non c’è problema o errore o sofferenza nella storia che non vi siano stati addebitati. E voi, così spesso ignoranti del vostro passato, avete finito per crederci, magari per dar loro manforte. Invece io (agnostico, ma storico che cerca di essere oggettivo) vi dico che dovete reagire, in nome della verità. Spesso, infatti, non è vero. E se qualcosa di vero c’è, è anche vero che, in un bilancio di venti secoli di cristianesimo, le luci prevalgono di gran lunga sulle ombre. Ma poi: perché non chiedere a vostra volta il conto a chi lo presenta a voi? Sono forse stati migliori i risultati di ciò che è venuto dopo? Da quali pulpiti ascoltate, contriti, certe prediche?”

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Mari

        Tanto per dire, leggi questo articolo http://www.uccronline.it/2015/04/15/la-cintura-di-castita-un-mito-usato-contro-il-medioevo/

        Li viene esposta quella che è una verità ormai conosciuta e straconosciuta dalla storia, ovvero la bufala delle cinture di castità. http://www.wired.it/attualita/2015/10/09/bufala-cintura-castita/
        http://archiviostorico.corriere.it/1996/giugno/24/cinture_castita_falso_inventato_dai_co_0_96062412106.shtml
        http://www.massimopolidoro.com/misteri/il-mito-medievale-della-cintura-di-castita.html

        È la cosa interessante è che un utente “non ci credeva”. Voleva a tutti costi credere che tale mito fosse reale in modo da potersi crogiolare nell’ennesimo mito (al pari della leggenda della terra piatta, dello ius primae noctis, dell’inquisizione cattolica che avrebbe centinaia di migliaia di vittime eccetera) anticattolico, e guai a chi, tramite i fatti, gli dimostrava il contrario.

        Poi siamo noi quelli che fanno gli atti di Fede. 😉

  4. paolo ha detto

    Grazie per questo bellissimo e commuovente articolo

  5. marco ha detto

    Nel film Titanic di James Cameron, durante le scene dell’affondamento, si vede un sacerdote che recita preghiere con un gruppo di fedeli. Nelle fasi più drammatiche il sacerdote tenta di trattenere i fedeli con le proprie mani nell’ultimo disperato tentativo di salvarli. Forse il regista ha voluto fare una citazione del reverendo Byles?

  6. Sophie ha detto

    Commovente…. grazie alla redazione!

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