Nuovo studio: l’educazione religiosa è un antidoto contro le dipendenze

Di questi tempi educare i figli non è facile, si sa. Lo è ancor di più se l’ambito da educare è quello religioso. Molti, per questa difficoltà, non lo fanno. Anzi, per una sorta di velo di laicità e vago rispetto della libertà del figlio – dicono – delegano allo stesso la scelta di orientarsi, se orientarsi, lasciando così una sorta di “vuoto” educativo che un giorno riempirà da sé, se lo vorrà.

Senza entrare nel merito della questione, in questo senso, ci limitiamo a domandarci: se un genitore educa i propri figli insegnando loro il meglio di ciò che è e sa – segnandolo inevitabilmente nel processo decisionale dello sviluppo, cosa che non appare un problema in tutti gli ambiti, a quanto pare! – perché non lo dovrebbe fare anche nell’ambito religioso?

Provocazioni a parte, nel seguente articolo cercheremo di mettere in luce un motivo in più per educare il proprio figlio alla dimensione religiosa. Una ricerca firmata da Michelle V. Porche e altri collaboratori di università statunitensi, pubblicata il 2 aprile 2015 in un convegno sul superamento dipendenze alla Chester University in Inghilterra, ha infatti messo in luce come l’educazione religiosa influisca positivamente nella libertà da dipendenze, da alcol e non solo, nei ragazzi che si affacciano nell’età adulta.

Questo studio è stato condotto con il patrocino del National Institute of Mental Health su un campione di persone tra i 18 e 29 anni, abitanti negli U.S.A. ma di provenienze diverse, equamente distribuite tra maschi e femmine, di appartenenza mista a maggioranza Cristiana [Cattolica (29%), Protestante (19%), Battista (17%), Luterana (6%), Metodista (6%), Presbiteriana (3%), Pentecostale (2%) e altre religioni (9%)]. Si indica chiaramente che che nella misura in cui il soggetto viene educato e partecipa attivamente ad una vita religiosa avrà molte più probabilità di condurre una crescita estranea a dipendenze.

Quali le cause? Lo studio individua come la partecipazione attiva dell’esperienza religiosa – intesa non solo alle funzioni religiose ma anche nell’impegno in attività religiose o spirituali –influisca positivamente nel processo decisionale della vita dei soggetti, andando così a formare persone che rispettano il creato innanzitutto a partire da se stessi.

Questa tesi conferma precedenti ricerche datate 2001 (Hodge, Cardenas e Montoya) e 1999 (M- John Wallace) le quali hanno a loro volta rilevato che gli adolescenti che fanno la scelta personale di impegnarsi in attività religiose o spirituali, sono più propensi a interiorizzare comportamenti di in-dipendenza da alcol e da sostanze stupefacenti nella loro vita adulta.

Un’educazione religiosa, nel nostro caso cristiana, dunque non soltanto educa alla fede, apre alla salvezza dell’annuncio evangelico e rende testimoni del Risorto, ma garantisce anche una crescita equilibrata, nonché numerosi altri benefici indicati dalla letteratura scientifica, raccolti nel nostro apposito dossier.

Fabio Casotto

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8 commenti a Nuovo studio: l’educazione religiosa è un antidoto contro le dipendenze

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  1. Paxvobis ha detto

    L’oppio è diventato la religione dei popoli…

  2. Igloo ha detto

    Effettivamente devo notare che più le società si secolarizzano e più aumenta il tasso di dipendenze dall’alcool, di uso di anti-depressivi, di consumo di stupefacenti, sopratutto da parte dei più giovani. Non penso si sia dimostrata una causalità ma mi sembra indubitabile collegare il fenomeno della perdita del senso della vita con la ricerca disperata di un secondo effimero di felicità attraverso la droga/alcool/fuga dalla depressione.

  3. simone ha detto

    Mi viene in mente la scommessa di Pascal: sia che abbia ragione o meno chi ha fede in Dio vince sempre. Se ha ragione sarà salvato, se ha torto avrà comunque vissuto una vita qualitativamente migliorie

    • Anna Paola ha detto in risposta a simone

      Questa la rubo… 😉

    • Xanto ha detto in risposta a simone

      la rinuncia a cose anche buone fa parte dell’idea di ciò che deve essere considerato qualitativamente migliore, che è tale, però, “se Cristo è risorto”. “Se abbiamo sperato in Cristo solamente per questa vita, noi siamo i più infelici di tutti gli uomini”

  4. Niky ha detto

    “L’educazione religiosa è un antidoto contro le dipendenze”
    Sarà per questo che viene talmente combattuta e bistrattata. In fondo, i non dipendenti da qualche vizio non spendono e spandono nulla…

  5. Castigamatti ha detto

    Non è difficile da spiegare.
    L’annuncio cristiano pone al centro il valore della persona umana, fatta ad immagine e somiglianza di Dio.
    Se passa questo messaggio, conseguenza logica (o quantomeno auspicabile) è l’allontanamento da quei comportamenti autodistruttivi della persona.

  6. ratioman ha detto

    Ho letto lo studio: il vostro titolo e le vostre interpretazioni sono, a dir poco, fuorvianti.
    C’è qualcuno dei commentatori che ha letto a sua volta l’articolo, o anche solo l’abstract?

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