Due amici si sposano sfruttando le nozze gay

Coppia amici«Le nozze gay non tolgono nulla agli etero», ha commentato con la sua solita superficialità il direttore del quotidiano della destra conservatrice, Vittorio Feltri. Una frase retorica che elude il cuore della questione spostandola all’ambito sentimentale. Eppure la famiglia e il matrimonio «non sono stati mai tanto attaccati» come al giorno d’oggi, ha affermato di recente Papa Francesco.

Rispondiamo a Feltri (e ai suoi epigoni): che cosa “tolgono”? Non c’è nessuna omofobia e nessuna avversione alle persone nella “chiusura” alle nozze gay, si tratta di un concetto puramente giuridico. Come ha spiegato la docente di diritto pubblico presso l’Università di Rennes, Anne-Marie Le Pourhiet, «il matrimonio è definito come l’unione di un uomo e di una donna e lo scopo della istituzione legale è quello di garantire la stabilità della coppia e la tutela della loro prole. Questo è sancito dall’articolo 12 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo». Permettere il matrimonio per situazioni differenti da quelle per cui è stato previsto (non solo tra coppie omosessuali, ma anche incestuose o gruppi poligamici) significa «distorcere la definizione del matrimonio facendogli perdere il suo significato e la sua funzione». Ecco cosa “tolgono” le nozze gay: tolgono il significato e il fondamento giuridico del matrimonio e, dunque, la stabilità (non soltanto giuridica) della famiglia. Per chi è convinto che si tratti di un “pregiudizio religioso” dovrebbe andare a leggere cosa ha affermato il laicissimo marxista ed editorialista di “Spiked”, Brendan O’Neill, alla House of Lords il 15/05/13.

In realtà è molto semplice da capire: eliminando dai criteri per la formazione del matrimonio quello della complementarietà sessuale tra non consanguinei, allora, non esiste più una base di principio per negare o resistere all’estensione della licenza di matrimonio a tutte le possibili forme di relazioni tra individui adulti legati da un sentimento, per questo diciamo che il matrimonio perde le fondamenta e la sua ragione d’esistere. Nell’aprile 2013, riflettendo in questo senso, ci siamo spinti oltre scrivendo: «con quale autorità lo Stato deve permettere il matrimonio solo a persone che si amano e non riconoscere anche la relazione tra due amici legati soltanto da un grande affetto? Cosa potrà mai importare allo Stato della qualità del sentimento che si prova per un’altra persona, sono entrambi consenzienti e vogliono beneficiare entrambi del loro affetto, anche se non è amore. Perché dunque negare il matrimonio anche a due amici? Chi osa dire che l’amicizia vale meno dell’amore?».

Quelle che sembravano provocanti supposizioni si sono purtroppo rivelate profezie. Nel settembre scorso, infatti, in Nuova Zelanda, dove è presente una legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso, due giovani uomini, Travis McIntosh e Matt McCormick, si sono sposati. Ma lo hanno fatto da eterosessuali dichiarati (e decisi a rimanerlo) uniti semplicemente da una grande amicizia e dalla passione del Rugby: unirsi in matrimonio era infatti l’unica condizione per partecipare al concorso indetto dalla radio locale “The Edge” per poter vincere due biglietti per il Rugby World Cup 2015, il cui accesso è stato però riservato solo a coppie omosessuali maschili regolarmente sposate.

Il matrimonio dei due amici ha fatto infuriare il mondo Lgbt, improvvisamente diventato “bigotto e conservatore” secondo le critiche che vengono da loro rivolte ai difensori della famiglia. L’attivista Lgbt Neill Ballantyne ha ad esempio affermato che il matrimonio di Matt e Travis è un “insulto”, perché la battaglia per le nozze omosessuali è stata fatta perché solo agli omosessuali “veri” esse fossero riservate. Come ha sottolineato ironico “Il Foglio”, siamo alle indagini poliziesche sulle intenzioni, sulle attività sessuali e sugli avvenimenti in camera da letto: altro che nuovi diritti per tutti! Fino a prova contraria, nessuno chiede a una coppia eterosessuale se decide di sposarsi per i regali di nozze o per altro. Il matrimonio come Lgbt comanda, invece, esige autentici voti d’amore e certificate attività erotiche (non si capisce verificati da chi).

La reazione furiosa delle comunità Lgbt, in realtà, rivela la consapevolezza che, avendo minato il fondamento giuridico del matrimonio, quella del matrimonio tra amici per sfruttare i relativi benefici è solo un’anticipazione di dove potranno condurci i paradossi dei “diritti Lgbt”. Già un nuovo caso sta facendo discutere: il 37enne Chris Sevier ha chiesto alla Florida (e poi allo Utah) di poter convolare a nozze con il suo Pc portatile: «È il mio oggetto del desiderio. Se non è amore, che sentimento è questo che io provo? Voglio gli stessi diritti dei gay», ha detto. L’implosione del matrimonio (e del suo scopo) è la conseguenza ovvia e diretta della mancanza di fondamenti su cui basarsi.

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

42 commenti a Due amici si sposano sfruttando le nozze gay

« nascondi i commenti

  1. George P. ha detto

    Immagino già il povero ispettore comunale, chiamato a casa di una coppia omosex per verificare che siano omosessuali “genuini”.
    Chiederà loro una prestazione erotica dal vivo? O forse basterà qualche tenera effusione?

    Signori, qui siamo giunti al ridicolo.
    Hanno voluto abbattere i limiti della realtà oggettiva, adesso ne vedremo le conseguenze.

  2. Daniele ha detto

    Se il criterio per concedere un matrimonio (civile) è solo quello “Basta che sia amore”, allora non ci dobbiamo meravigliare se un uomo vuole sposarsi col suo cane o con il suo portatile: questo è l’assurdo a cui siamo arrivati.

  3. LG ha detto

    …aggiungo anche il fatto che sempre di coppia si parla….

    [modo ironia on]
    ma dove sta scritto che devono esserci solo 2 componenti ?
    perchè non 3 o 4 ?
    L’amore sarebbe moltiplicato…. non siate bigotti !
    Se riforma (deforma?) del matrimonio deve essere..che lo sia fino in fondo.
    [modo ironia off]

    • Alèudin - preghierecorte ha detto in risposta a LG

      @LG

      Sei indietro! Perché non ci si può anche sposare anche tra genitori e figli consanguinei? Se si amano… d’altronde con l’eterologa il rischio di innamorarsi del proprio fratello/a o padre biologico è reale; è chi non l’accetta è un incestofobo!

      • LG ha detto in risposta a Alèudin - preghierecorte

        😉 🙂
        è vero…. che figura ho fatto !

      • francesco ha detto in risposta a Alèudin - preghierecorte

        Che speciofobi che siete. Ora attendo speranzoso un commento del transpecie da Brescia che si sente camoscio e che, purtroppo è un po’ che non leggo su questo sito così offensivo nei confronti dei diritti di chi sente di appartenere a un’altra specie.
        Forse è finalmente riuscito a coronare il suo sogno di vivere da camoscio e non usa più il PC… 🙂

        • Marco S. ha detto in risposta a francesco

          Beh, se andassi al Parco del Gran Paradiso e la’ vedessi uno strano signore che gattona saltellando su gambe e braccia, probabilmente e’ lui…

          • gladio ha detto in risposta a Marco S.

            Il Parco Nazionale del Gran Paradiso…già..
            … mi ha richiamato alla mente una bella e imponente montagna di oltre 3600 mt. che ne fa parte . Costituisce lo spartiacque fra la valle dell’ Orco e la Valnontey ( io abito non lontano da quei luoghi e ne sono un assiduo frequentatore )

            Orbene: quella montagna, ironia dei nomi e del caso ( visto l’ argomento che stiamo discutendo ) si chiama per l’ appunto “Becca di Gay”.
            Tale casualità unita all’ evocazione di quel matto di Brescia autoproclamatosi ( proprio come il Califfo Al-Baghdadi )camoscio mi ha portato a nutrire serie apprensioni per la sua sorte oltre che a riflettere sull’ insensatezza ( e sulla perniciosità ) dell’ ideologia di gender.

            Dal momento che costui è un fervente devoto di tale idealogia secondo la quale uno non è quel che è ma è quel che crede di essere, è tuttaltro che improbabile che sia andato, camoscio fra i camosci a correre e saltare fra dirupi e seracchi.

            Se è arrivato a tanto, conoscendo i posti , mi sento di affermare che il poveretto non è più tra noi ( Dio non voglia!).

            Gli rivolgo un appello affinchè, se calca ancora questa valle di lacrime
            ( come sinceramente spero )batta un colpo, così… tanto per non farci stare in ansia…

      • Marco S. ha detto in risposta a Alèudin - preghierecorte

        Sei indietro anche tu.
        Io sono talmente narcisista che voglio sposarmi con me stesso !!!

      • Li ha detto in risposta a Alèudin - preghierecorte

        Cosa potrà mai importare allo Stato della qualità del sentimento che si prova per un’altra persona, sono entrambi consenzienti e vogliono beneficiare entrambi del loro affetto, anche se non è amore. Perché dunque negare il matrimonio anche a due amici? Chi osa dire che l’amicizia vale meno dell’amore?».

        Se non è amore non è un vero matrimonio. Sono solo amici di sesso e basta. In questo caso non serve il matrimonio.

        Anche se non è amore Se non è amore è ‘na tristezza! Questo denota che se non è amore può essere odio, ed essere amici non implica che non ci si possa tradire.

        Un vero matrimonio (non sta roba di plastica che c’è da un po’ di tempo) implica complicità negli affetti, nelle decisioni familiari, nel sesso e nella crescita dei figli. Un’amicizia non può giungere a tanto.

        E allora perchè non legalizzare anche incesto, zoofilia, necrofilia o gerontofilia? Ma che tristezza!

        Per me il matrimonio gay (come l’aborto del resto) implica il fatto che al mondo si mettono al mondo sempre meno figli. Faremo la fine del Giappone, che dicono si sta avviando ad una lenta estinzione per le molte morti e le poche nascite? Purtroppo il matrimonio gay porta anche a questo.

        Mi spiace essere portatrice di infauste notizie, ma ritengo la questione gay, laborto e le nascite argomenti correlati.

    • Marco S. ha detto in risposta a LG

      Ottimo articolo.

      Come e’ stato gia’ scritto, inoltre, visto che le altre forme di cosiddetto “matrimonio” pretendono di accedere alle medesime previdenze della famiglia vera (assegni familiari, reversibilita’, successione nei contratti, etc.) tutte le risorse dedicate ad esse saranno sottratte all’incoraggiamento di quest’ultima.

      Senza contare che gia’ aver permesso il divorzio breve dovrebbe comportare un drastico ridimensionamento delle previdenze anche a favore della famiglia vera: “Non ti vuoi impegnare alla stabilita’ e quindi “pagare dazio” se la volessi infrangere ? Fai quello che vuoi, ma alla societa’ un’unione cosi’ precaria non interessa: arrangiati !”

      Credo bisogna cominciare a “tagliare” un po’ “i viveri” a tutti, perché vi e’ un “assalto alla diligenza” per avere i vantaggi del matrimonio, ma veramente pochi che se ne vogliono assumere gli oneri.
      Cominciamo quindi a far risparmiare il contribuente !!

      • Fabrizia ha detto in risposta a Marco S.

        Caro Marco, ho il massimo rispetto per il matrimonio. Visto che non me ne sono mai sentita all’altezza, non mi sono mai sposata, anche se ho avuto una figlia. Ma non mi sono mai sognata di reclamare gli stessi diritti ( reversibilità della pensione, eccetera) che sono riconosciuti agli sposati. Per me , matrimonio e convivenza sono due cose ben diverse e vanno mantenute diverse. Chi vuole i vantaggi del matrimonio se ne assume anche gli oneri: si sposa.

    • Dario* ha detto in risposta a LG

      Ma pensate, che so, ai team sportivi non troppo floridi, si fa un bel matrimonio di squadra e si sfruttano tutte le occasioni di viaggi/alloggi/ecc. agevolate per le famiglie, lo sport ci guadagnerebbe no? =P

  4. Dario* ha detto

    Ben vengano casi paradossali come questo se aiuteranno la gente a rendersi conto di quanto siano ridicole le rivendicazioni di certi individui su alcuni pretesi “diritti”

  5. Luca P. ha detto

    Noto che qualcuno su FB ha replicato a questo articolo dicendo che anche un uomo e una donna possono sposarsi per solo interesse, come hanno fatto questi due amici. Ho replicato dicendo che il matrimonio d’interesse tra un uomo e una donna è una furberia, un’eccezione a quella che dovrebbe essere la regola, che però non inficia quest’ultima. Con l’apertura alle nozze gay viene meno ogni regola, ogni fondamento giuridico del matrimonio (nemmeno la riduzione a soli due coniugi terrebbe se “love is love”), perciò la furberia si equiparerebbe automaticamente alla regola. Una raccomandazione sul posto di lavoro non è far west, eliminare ogni criterio per la selezione del personale è far west.

    • Fabrizia ha detto in risposta a Luca P.

      Uomini e donne si sono sposati per interessi vari per secoli. Basta pensare ai matrimoni fra le famiglie reali e aristocratiche dove gli sposi si vedevano solo il giorno delle nozze. Con il cristianesimo è necessario il libero consenso degli sposi. Anche se spesso lo si ignorava. Ma tali unioni erano comunque riconosciute quali matrimoni, proprio perché il matrimonio, come istituzione giuridica e vincolante, può anche prescindere dall’amore.

  6. De Maistre ha detto

    Massì, dal momento che la degenerazione è partita dalle convivenze etero proponiamo il reato di concubinaggio. Tutta colpa di Cesare Beccaria che ha voluto distinguere peccati e reati!

    • Li ha detto in risposta a De Maistre

      La degenerazione non riguarda solo etero che si danno al libertinaggio senza procreare o assumersi le loro responsabilità, ma anche i gay che sono una società chiusa: infatti chi si mette contro di loro viene subito bollato come untore.

      La differenza tra gay e etero? I vostri genitori, cari gay vi hanno dato la vita, sono etero ma vi accettano così come siete. Allora perchè voi non accettate se il pargolo decide di essere etero? Evidentemente è stato già spiegato: se non c’è amore tra questi 2, perchè dovrebbero averne per un bambino?

      • De Maistre ha detto in risposta a Li

        Infatti io proporrei la reintroduzione di una tassa sul celibato e le coppie senza figli. Solo così si potrà uscire dalla crisi. E soprattutto imiterei Putin e alcuni paesi islamici, chi si dichiara omosessuale va guardato a vista. Le devianze devono essere duramente combattute, la democrazia è una rovina.

        • Li ha detto in risposta a De Maistre

          Io non guarderei ai paesi islamici: troppo rigida la loro politica, razzista e fanatica. E ovviamente spietata.
          Quelli che vanno guardati a vista sono stupratori, pedofili e assassini. Per quelli metterei foto e dati alla portata di tutti in modo da stare accorti.

          La democrazia è una rovina perchè connessa al politicamente corretto.

          Guarda, Maistre che qui non abbiamo niente contro i gay che rispettano le vite, le idee, la religione altrui.
          Devono adattarsi. Tutto qui. Lo strano è come sta gente tenda ad evitarti ancora prima che tu possa dire “non sono favorevole al matrimonio gay.” Se non è una società con i paraocchi ed i pregiudizi quella LGBT…

          • Marco S. ha detto in risposta a Li

            Penso che in una democrazia stupratori, pedofili ed assassini, piu’ semplicemente debbano stare in galera, “guardati a vista” appunto.

            La democrazia in se non e’ piu’ vulnerabile di altri regimi all’imposizione ideologica anzi, se fondata sul corretto abbinamento tra diritti e doveri e su una popolazione moralmente sana, forse lo e’ meno.
            Pensiamo per esempio all’Inghilterra che, ancora all’inizio del sec. XVI, era uno degli stati piu’ cattolici d’Europa, dove il cattolicesimo fu estirpato a forza, in un paio di generazioni, dalla volonta’ di una monarchia assoluta.

            Non credo che gli omosessuali debbano “adattarsi”.
            Credo che debbano semplicemente, beninteso come tutti gli altri cittadini, continuare a vivere “nella verita’”, evitando quindi di chiamare “diritti” quelli che diritti non sono e di attribuire alla sfera individuale, istituti eminentemente sociali.

        • Erdo ha detto in risposta a De Maistre

          Bravo! Così un giovane che sulla carta risulta “single” perché non è ancora riuscito a sposarsi con la sua fidanzata per motivi economici, viene disintegrato completamente fino al grado di clochard…

          Già il governo ci si era messo d’impegno per distruggere le famiglie sul nascere, ora vi mettete pure a suggerire… Non c’è più alcuna speranza.

          Ti costava tanto chiedere la introduzione di un supporto economico alle coppie che hanno intenzione di sposarsi e figliare? Non sarebbe più costruttivo?

          • Dario* ha detto in risposta a Erdo

            Ben detto Erdo e consideriamo poi il caso di chi il/la fidanzato/a non riesce a trovarselo/a, già è sfortunato di suo, bisogna pure infierire?
            Non dimentichiamo poi che, come in passato avveniva, si formerebbero nuclei famigliari non fondati sull’amore ma solo sull’interesse economico con tutte le nefaste conseguenze del caso.
            Combattere il male col male non porta mai a niente di buono!

            • De Maistre ha detto in risposta a Dario*

              Il matrimonio non dev’essere per forza d’amore per funzionare bene. Ovviamente ci si deve piacere ma serve principalmente l’intenzione di voler far funzionare una famiglia, non i fuochi fatui che le genti scambiano per amore che finiscono inesorabilmente in rovinosi divorzi.
              E’ stato persino scritto un libro da un pensatore di sinistra, Pascal Bruckner che si intitola “Il matrimonio d’amore ha fallito?”. Consiglio a tutti di leggerlo.

              • Dario* ha detto in risposta a De Maistre

                A parte il fatto che dissento con quanto hai scritto, il fatto di mettere una tassa sul celibato e sulle coppie senza figli non implica certo che alla gente venga voglia di far funzionare la famiglia, anzi…
                In seconda battuta, c’è differenza tra amore ed infatuazione, l’amore è qualcosa di molto superiore al semplice innamoramento

          • Li ha detto in risposta a Erdo

            Il Giappone ci ha insegnato che anche fare nuove riforme non porta granchè se la popolazione invecchia:

            http://www.tempi.it/se-anche-piovessero-soldi-dal-cielo-non-torneremo-a-crescere-finche-non-ricominceremo-a-fare-figli#.VICsh8msTm4

            Se coppie di gay adottano o fanno fare figli saranno quasi sempre 1-2 per famiglia. Solo nel 2013 sono morti migliaia su un numero di nati di molto inferiore. Se non vogliamo essere al 4°-5° posto come stato di vecchi, nel mondo bisognerà che si facciano figli.

            I gay possono farli? Gli uomini possono? Le donne, sane debbono farsi impiantare ovuli perchè hanno il terrore di riprodursi con l’altro sesso?

            • Erdo ha detto in risposta a Li

              Sono pienamente d’accordo con te, ma quel che volevo sottolineare è che l’Italia è un paese di vecchi perché – ormai comincio a pensare che lo si faccia intenzionalmente per qualche deriva neomalthusiana – non si fa nulla per aiutare le famiglie nascenti, anzi, si fa di tutto per allungare il lavoro ai vecchi e chiudere le porte ai giovani.

              • Li ha detto in risposta a Erdo

                Dipende che vecchi sono: se sono persone con agganci, se no è facile che vengano sbattuti fuori.

                • Erdo ha detto in risposta a Li

                  Vista la costante salita dell’età pensionabile direi proprio di no, Li. Al contrario, in molti ambiti i posti di lavoro sono occupati da persone di età abbastanza avanzata, probabilmente per colpa dei datori di lavoro che non sono disposti a rinunciare all’esperienza di un impiegato anziano per rimpiazzarla con un giovane che ha ancora tutto da imparare. Lo vedo anche dove lavoro io, che sono precario: al mio stesso piano ci sono 5 pensionati che ancora occupano uffici e lavorano; altrove ho visto creare società ad hoc, con un solo componente (anziano) per poter pagare il soggetto pur lasciandolo nominalmente al di fuori dell’azienda.

                  Ti sembra possibile che permettendo queste strutture la disoccupazione e il precariato possano mai ridursi? Ed un giovane che ha i minuti contati, che non sa se potrà lavorare di nuovo alla fine del suo attuale contratto precario, con quale coraggio può sposarsi e avere figli? Con quali soldi li mantiene? In quale casa vanno a vivere?

    • Marco S. ha detto in risposta a De Maistre

      Beh comunque il reato di adulterio era piu’ logico di quel che sembri.

      Se Pinco Pallo si impegna verso sua moglie, ma anche verso l’intera comunita’, ad essergli fedele, ottenendo con questo notevoli vantaggi, ma poi fa strame di quest’impegno, bisogna forse dirgli bravo ?
      Bisogna appuntargli al petto la medaglia d’oro al valor civile ?

      Non dico quindi il reato….ma nemmeno il nulla di oggi, carissimo sig. De Maistre.

      Quindi cari etero, cari gay, cari transgender, cari tutti, unitevi pure liberamente, convivete, fate tutto quello che vi sentite di fare.

      Ma se volete che la vostra unione sia benedetta anche dalle nostre preziose palanche, dovete dimostrarci chiaramente che essa ha un indubbio valore sociale, in quanto tale.
      Non e’ un vostro diritto avere i nostri sghei, ma una nostra concessione.

      Un contribuente.

  7. andrea g ha detto

    “ha commentato con la sua solita superficialità il direttore del quotidiano
    della destra conservatrice, Vittorio Feltri”.

    Se non altro, una testimonianza di come l’ateismo vada di pari passo con
    la superficialità; può sussistere solo senza approfondimento.

    • Marco S. ha detto in risposta a andrea g

      Per quanto riguarda Feltri, le sue idee riprendono concetti ormai diffusi nella societa’, in seguito allo stavolgimento dei concetti, la confusione tra diritti (che tutelano interessi individuali) ed istituti giuridici (che perseguono invece finalita’ sociali, quindi tutelano la societa’ nel suo insieme).

      A mio giudizio la responsabilita’ maggiore di questa confusione non va dunque attribuita a quei giornalisti, che magari non riescono ad elevarsi al di sopra di essa, bensi’ a molti giuristi, che permettono che essa venga perpetrata.

  8. Enrico ha detto

    La situazione sociale fra una palesemente ottimistica stima di 30 anni:

    – Niente più uomo o donna: semplicemente esseri appartenenti alla specie homo (non so fino a quanto) sapiens sapiens;

    – Due uomini insieme, due donne insieme, un uomo e una donna insieme: volendo anche ammettere che si tratti di vero amore, ai limiti dell’assurdo scientifico e folkloristicamente culturale (vedi Ignazio Marino), possiamo serenamente affermare che l’amore non esiste (al diavolo millenni di filosofia, di studi, di passione, di identità personale), oppure che non è un sentimento, soltanto fiducia ammalata di dissolutezza;

    – Creature (semmai geneticamente programmatiche, speriamo che il Signore gli dia almeno l’anima) che non hanno un padre o non hanno una madre, che hanno due padri e due madri di cui due biologici e due di non meglio definita adozione, che hanno solo due padri o solo due madri. Altrimenti detto: creature che non hanno storia. Ma chi non ha storia, veramente non ha motivo né scopo di esistere (se non in Cristo, adesso ci vuole);

    – Maternità surrogata e fecondazioni varie: abolizione del significato genetico della presenza, nel cariotipo umano, di un cromosoma maschile e di uno femminile (due di diverso genere), per non dire, abolizione del diritto di avere un padre e una madre corrisponenti ai datori genetici;

    – Gente che nemmeno nasce e già si ritrova morta; gente che ha la possibilità di vivere fino a 100 anni ma decide di uccidersi per mano dei medici.

    Conclusione? Gettiamoci con la faccia per terra e preghiamo il Signore, per mezzo di Maria, del rosario, perché almeno allora il genere umano, sull’orlo dell’autodistruzione profetizzata a Fatima, si renda conto di cosa ha significato abbandonarsi se stessi.
    Senza Cristo, senza un codice morale, si vive non liberi ma dissoluti, cioè sciolti, disintegrati nell’animo.

    • Dario* ha detto in risposta a Enrico

      io non lo definirei più “homo sapiens sapiens” ma “homo sapiens dementis”

      • Enrico ha detto in risposta a Dario*

        Ancora peggio: “Homo sapiente dementis”, cioè “Uomo coscientemente stupido”, beato nella sua condizione di stupidità.
        E quando a Bertrand Russel chiesero cosa immaginasse per l’infinità, egli rispose:”Penso alla stupidità umana…”.

        • Li ha detto in risposta a Enrico

          In effetti la stupidità umana è così vasta che potremmo costruirci una superstrada che unisca tutti i pianeti del sistema solare. Come minimo.

      • gladio ha detto in risposta a Dario*

        o più semplicemente: Homo, sapiens erat

  9. Li ha detto

    Ultime novità dall’India:

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-4bb3bfb6-412b-4ffb-8d55-5cfa707454bb.html

    A che serve unire 2 persone dello stesso sesso in un matrimonio se non portano frutto? Cioè non si riproducono ed educano i figli al rispetto delle vite altrui?

  10. Andrea Mondinelli ha detto

    E’ proprio vero che una risata li seppellirà…

« nascondi i commenti