Le nozze gay non migliorano l’omofobia, anzi….

MondoSecondo i presidenti di Camera e Senato, Piero Grasso e Laura Boldrini, «il «dilagare della discriminazione sessuale o legata all’identità di genere è inversamente proporzionale al livello di tutela giuridica riconosciuto alle coppie omosessuali». Ovvero la legalizzazione delle nozze gay diminuirebbe i casi di discriminazione.

E’ una delle tante bufale inventate. Come già abbiamo fatto notare, una recente ricerca effettuata a livello internazionale dal Pew Research Center ha collocato l’Italia tra i Paesi del globo aventi i maggiori tassi di accettazione dell’omosessualità. E in Italia, fortunatamente, le nozze gay non sono legittimate.

Il fenomeno non è solo italiano. Sotto l’Italia stanno gli Stati Uniti, dove 13 stati riconoscono il matrimonio omosessuale. Curioso il caso della Francia: proprio nel 2013 sono state imposte le nozze gay e proprio nel 2013 l’accettabilità dell’omosessualità è calata di ben 6 punti. Ben sopra a Francia e Argentina, entrambi Paesi in cui gli omosessuali si possono sposare, si trova la Repubblica Ceca che non riconosce tali nozze (ma solo le unioni civili).

Un buon punteggio nella non discriminazione omosessuale lo ha raggiunto il poco secolarizzato Cile, ben superiore agli USA e al Messico, dove nella capitale sono ammesse le nozze gay. In Israele il matrimonio gay viene riconosciuto se legalizzato all’estero, eppure l’accettabilità degli omosessuali è molto bassa. In South Korea, senza che vi sia stata una legge pro-nozze gay, è cresciuta in tre anni come accettazione dell’omosessualità di ben 21 punti.

Insomma la legalizzazione del matrimonio omosessuale non solo non è correlata alla diminuzione dell’omofobia, ma in diversi casi sembra aumentare la discriminazione verso gli omosessuali.

La redazione

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