Pornografia gay al liceo “Giulio Cesare”: ecco il brano

Liceo Giulio CesareCi scusiamo con i lettori se riprendiamo uno dei brani letti dagli studenti del liceo romano “Giulio Cesare”, i cui insegnanti sono stati denunciati per «pubblicazioni di spettacoli osceni e corruzione di minori». Serve per capire di cosa si sta parlando, il brano è stato riportato da “Il Messaggero”, avvertendo i lettori che si tratta di “contenuti particolarmente espliciti”, il “Fatto Quotidiano” ha voluto invece censurare parte del brano, per ovvi motivi, mentre “Il Mattino” lo ha riportato anticipando che si tratta di un brano «fin troppo esplicito». 

Ecco il brano«Nessuno avrebbe mai sospettato che quel muscoloso, ruvido, stopper la notte si stancava la mano sulle foto di Jimi Hendrix, Valerij Borzov e Cassius Clay. Pure, benché sapesse che Mariani Andrea non soltanto lo avrebbe respinto ma anche tradito e sputtanato, un pomeriggio, quando dopo la partita indugiò nello spogliatoio e si ritrovò solo con lui, Giose decise di agire – indifferente alle conseguenze. Si inginocchiò, fingendo di cercare l’accappatoio nel borsone, e poi, con un guizzo fulmineo, con una disinvoltura di cui non si immaginava capace, ficcò la testa fra le gambe di Mariani e si infilò l’uccello in bocca. Aveva un odore penetrante di urina, e un sapore dolce. Invece di dargli un pugno in testa, Mariani lasciò fare. Giose lo inghiottì fino all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni. Il fatto si ripetè altre due volte, innalzandolo a livelli di beatitudine inaudita…» (M. Mazzucco, “Sei come sei”, Einaudi 2014)

Questa è la poesia educativa anti-omofobia del libro “Sei come sei” di Melania Mazzucco (già nota per aver plagiato “Guerra e Pace” di Lev Tolstoj), all’interno di una storia tra coppie gay, adozioni gay, uteri in affitto, maternità surrogate di donne indiane schiavizzate e fecondazioni in vitro. “Tutto normale” è il leit-movie del libro. I genitori -attraverso i Giuristi per la Vita e l’Associazione Pro Vita Onlus- hanno denunciato gli insegnanti per aver «obbligato a leggere il romanzo a forte impronta omosessualista» sottolineando che «alcuni passi rivelano, in realtà, un chiaro contenuto pornografico». Gli insegnanti, sempre senza avvertire le famiglie, hanno anche strumentalizzato Papa Francesco, chiedendo agli alunni di commentare la sua frase “chi sono io per giudicare un gay” nel contesto del romanzo “Sei come sei”.

Tuttavia, per “Repubblica” questo brano «educa ai valori eguaglianza e reciprocità», mentre per la preside Micaela Ricciardi si tratta di un «bel libro pieno di poesia e delicatezza» e, ha sostenuto, i brani letti servono a «ridurre l’omofobia tra i ragazzi. E’ educazione». Come mai allora un’alunna quattordicenne si è sentita violentata da quel che leggeva tanto da rifiutarsi di proseguire il compito? «A chi fa della battaglia alla discriminazione la propria bandiera questo sarebbe dovuto bastare per mettersi in discussione», ha spiegato il noto psichiatra Tonino Cantelmi, padre di ragazzi che frequentano il “Giulio Cesare”.

La Mazzucco, autrice del libro, si è difesa dicendo che tanto su internet si trova anche di peggio e «nel libro non c’è nulla che possa turbare un ragazzo del 2014». Ma la funzione della scuola è uniformarsi al peggio propinato dalla rete? Adeguarsi al nulla etico che esala dai peggiori siti pornografici? Il dott. Cantelmi ha risposto anche a lei: «È vero, sul web si trova di tutto e i ragazzi sono esposti ai messaggi inadatti alla loro età. Ma tanto più l’ipersessualizzazione dei bambini e degli adolescenti è un problema grave e ingravescente, tanto più gli adulti devono mediare e modulare ogni informazione sulla sessualità. Contrastare l’ omofobia e il bullismo violentando le altrui sensibilità non è un buon servizio alla lotta alle dicriminazioni. Di più, è controproducente. Si finisce per ottenere l’ effetto opposto». E’ intervenuta anche Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, difendendo gli insegnanti ma rivelando di «non aver letto il libro in questione». Motivando l’urgenza di queste lettura da presunti suicidi di ragazzi gay in questi anni. Peccato che non esistano, e i casi solitamente citati si sono dimostrati non essere motivati dall’omofobia (il caso di Andrea, il caso di Robertoil tentato suicidio del sedicenne di Roma ecc.)

Mentre il Miur ha chiesto chiarimenti sulla vicenda, il vice pre­sidente dell’Associazione na­zionale presidi Mario Rusconi ha invitato invece i docenti «a essere molto cauti sulla sfera dell’educazio­ne morale data dalle famiglie. Prima di fare scelte del genere bisognerebbe parlarne con i genitori». Maria Rita Munizzi, presidente nazionale Moige (Movimento Genitori), parla di «gravissima violazione del patto di corresponsabilità tra genitori e scuola. Non è ammissibile divulgare a scuola materiale dichiaratamente pornografico, e sottoporlo ai minori abusando della propria autorità di insegnanti». Perfino l’“Unità” si è schierata contro: «Non deve arrivare come obbligatorio parlare di differenze e può essere fuorviante soffermarsi sulle pratiche sessuali», ha scritto. La sessuologa Alessandra Grazziottin ha spiegato che «la trasgressione non educa, la famiglia deve riprendersi il ruolo educativo primario».

Anche “Il Giornale” ha pubblicato il brano, e dopo le frasi in cui si cita “l’odore penetrante di urina, e un sapore dolce […] lo inghiottì fino all’ultima goccia e sentì il suo sapore in gola per giorni”, Marcello Veneziani ha domandato: «tra mille opere che potrebbero essere lette in classe e giovare alla formazione di un ragazzo, arricchirlo di esperienze di pensiero, di vita, di anima e di storia, e tra mille opere contemporanee che parlano della vita e della realtà quotidiana sotto mille altri punti di osservazione, proprio questa storia ritenete proficua per formare uno studente? Ma queste cose i ragazzi le sentono e le vedono ogni giorno in rete, al bar, nei cessi; a che serve la scuola se insegue banalmente la realtà, anzi un tipo di realtà?».

Il giorno successivo è scattata la strumentalizzazione di “Forza Nuova” e “Rotta di collisione”: le organizzazioni di estrema de­stra hanno manifestato davan­ti al liceo con fumogeni gialli, croci celtiche e striscioni offensivi. La provo­cazione perfetta per aiutare a sviare l’attenzione: l’autrice ha avuto gioco facile nel mostrarsi la solita campionessa della libertà di pensiero censurata dai benpensanti ed è partito il coro filo-gay dei soliti figuranti imbiancati di ipocrisia: Ignazio Marino, Franco Grillini, Gay Center, Circolo Mario Mieli, Nicola Zingaretti, Massimo Recalcati ecc. Tanto che “Il Tempo” ha titolato: «leggono solo gli striscioni. Ma qualcuno di loro signori ha letto il libro?». «La censura anti-gay non c’entra nulla», ha spiegato Mario Giordano, dopo aver riportato il brano incriminato. «Agli studenti è stata proposta la pornografia. Se fossi un genitore, anch’io avrei denunciato».

La redazione

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65 commenti a Pornografia gay al liceo “Giulio Cesare”: ecco il brano

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  1. Danilo ha detto

    Educare i ragazzi o ideologizzare le nuove generazioni?Si vergognino di usare la parola educare,non si educano le persone all’ideologia si educa a non ascoltare nessuna ideologia.Cosi invece vogliono i ragazzi servi della loro stupidità.

  2. Daniele ha detto

    È molto grave quello che gli insegnanti del “Giulio Cesare” hanno fatto, cioè propinare una lettura palesemente pornografica e volgare a degli studenti che, tra l’altro, sono pure minorenni.
    Ci sono tutti gli estremi per una denuncia sul piano penale per divulgazione di materiale osceno e corruzione di minori.
    Spero che i genitori dei ragazzi, il Moige (Movimento Italiano Genitori) ed i Giuristi per la Vita siano perseveranti nel chiedere un provvedimento giudiziario affinché casi simili non si ripetano mai più.

  3. Umberto P. ha detto

    Mah, io moralista non sarò mai, e nemmeno ipocrita: chiunque abbia fatto il liceo classico, anche in istituti religiosi, sa benissimo che la narrativa clasica è un continuo di pedofilia omosessuale, più o meno esplicita. Non mi turba la frase, la parola, il concetto. Io sono contro la censura.

    Il fatto è che qui mi sembra che andiamo parecchio oltre il propagandare il rispetto degli altri e condannare l’omofobia. Come si fa a non riconoscerlo? Come giustificare la lettura di queste schifezze, mi verrebbe da domandare quale capolavori NON hanno letto per far posto a “questo”

    • Laura ha detto in risposta a Umberto P.

      Ma come mai giudizi così ragionevoli come quello di Umberto vengono pubblicati tanto raramente sui social network? Io non credo che siano tutti cretini, penso che siano semplicemente impauriti a non essere pecoroni, ad andare contro il politicamente corretto.

    • Latinista ha detto in risposta a Umberto P.

      Se per narrativa classica intende quella greco-romana, come Petronio, deve considerare alcune differenze notevoli col caso di oggi:
      1. Un conto è leggere delle perversioni di un’altra epoca e di un’altra cultura, perversioni “esotiche” in cui è difficile potersi ritrovare. Un altro conto è leggere di perversioni ambientate in un ambiente del tutto familiare a chi legge.
      2. Petronio satireggiava pesantemente i suoi protagonisti, mentre in questo libro tutto è presentato come normale e buono.
      3. Nella scuola romana antica Petronio non metteva piede, anzi erano sconsigliati anche Catullo e gli elegiaci, Plauto e in generale tutti gli autori moralmente non edificanti. Nella scuola romana moderna (il Giulio Cesare) questa porcheria è fatta leggere obbligatoriamente.

      • Klaus ha detto in risposta a Latinista

        Quando andavo al Liceo io si leggeva Catullo e ci si commuoveva anche per i brani dell’antologia. Ancora ricordo, per dire, brani come “Multas per gentes et multa per aequora vectus”. Ma si trattava certo, anche nei brani amorosi, di QUEL Catullo che qualcuno veniva a scoprire se si andava a comprare il volume dei carmi (niente web all’epoca). E allora se ne parlava sottovoce o fuori scuola, il massimo che uno di noi avrebbe potuto dire a un professore (o viceversa) era qualcosa del tipo “Certo che Catullo ci andava anche pesante a volte” e non di più. E a nessuno sarebbe venuto in mente che un simile comportamento avesse qualcosa in comune con la censura. Semplicemente, c’erano cose che a scuola potevano essere presentate e altre no.

  4. Max ha detto

    Ed al TG1 un paio di giorni fa c’e’ stato un servizio sull’argomento. Condannava gli striscioni dal sapore fascista, e fin qui bene. Poi pero’ tale servizio mi e’ sembrato ampiamente a difesa dei poveri insegnanti…

  5. Mandi ha detto

    Ancora una volta omosessualità fa rima con pornografia. La lobby gay ce la sta davvero mettendo tutta per confermare i pregiudizi e farsi pubblicità negativa.

  6. DS25 ha detto

    Ieri a Zapping 2.0 la Mazzucco asseriva che il libro sarebbe “molto delicato”.

    Non ho parole.

  7. Katy ha detto

    Ormai ci siamo, ecco i valori omo-secolarizzati che entrano nelle scuole. Ovviamente in nome della tolleranza!

  8. Sarebbe interessante sapere cosa direbbero certi progressisti/laici/liberi-pensatori/moderni/di-mente-aperta/altre-sciocchezze-ad-libitum se anziché tra due uomini, una scena come quella descritta fosse tra un uomo ed una donna. La Mazzuccavuota, che nella sua mediocrità può vendere libri solo con questi metodi, sostiene che di queste cose se debba parlare, perché sarebbero normali e diffuse. Nel suo libro descrive una tipica scena da film porno, di quelle in cui un approccio sessuale direttissimo, anziché finire a pugni, come sarebbe nella realtà, finisce invece in una spensierata copula. Ma allora che ci sarebbe di strano se invece di due uomini, il protagonista fosse un uomo che approcciasse una donna con quella stessa foga? Un uomo che all’improvviso le afferrasse i seni, o le infilasse la lingua in bocca ed una mano nelle mutande. Così, per esprimere i suoi desideri e sentimenti nascosti, sperando che tutto vada a buon fine, esattamente come nel romanzo della Mazzuccavuota. E si facesse poi fare questa lettura a dei quindicenni, insegnando loro che quello sarebbe un modo normale e naturale di esprimere la propria sessualità. In questo caso, quante femministeriche insorgerebbero a parlare di maschilismo, di volgarità e di violenza sulla donna? Però se ci sono due gay è tutto permesso, tutto naturale; e guai a dire il contrario, si passerebbe per moralisti ipocriti. Io invece a queste persone dico quello che direbbe il grande Mario Brega: «Qui ve sete tutti rincojoniti!»

  9. Sophie ha detto

    Com’è che non è arrivato nessun perbenista a parlare di omofobia? Che fa mi devo preoccupare?

  10. Fabrizio C. ha detto

    Credo che questo libro e in generale l’iniziativa di questi professori sia controproducente sulla base del fine che si prefiggono. Se lo scopo è la sconfitta del “pregiudizio” anti-omosessuale allora non hanno fatto altro che confermare uno degli “stereotipi” sugli omosessuali. Vale a dire che pensano unicamente all’attività sessuale in un ambito di convivenza, condivisione delle proprie vite e dei propri spazi e del fatto che manca proprio il lato affettivo che loro stessi pretendono di avere! Per raccontare l’amore di un uomo e di una donna non è necessario fare riferimento al cunnilungus o la fellatio. Ma lo scambio di baci, carezze, parole dolci, ecc. Se si parlasse unicamente di sesso è molto probabile che là non ci sia proprio amore. La scena descritta è pornografia e la pornografia non ha traccia di amore.
    Io sono cattolico e ritengo l’omosessualità una devianza come ricorda il CCC, 2357 ma se ammettendo il caso si possa prendere in considerazione l’esistenza di un amore, di un affetto e di una reciprocità di persone tra lo stesso sesso allora dal mio punto di vista mi concederei la possibilità di poter cambiare idea – “Paradigma” (cit.) – ma di certo queste iniziative non aiutano la battaglia che combattono le persone LGBT: quelle di essere considerate normali. Questa assieme alla reazione delle associazioni LGBT non fa altro che confermare che l’omosessualità è solo sesso in una dimensione in cui manca la più totale presenza di affetto e reciprocità. Per carità anche i casi di sessuomania etero esistono ma hanno sempre un contenuto di affetto, seppur minimo, ma di gran lunga maggiore rispetto a questi casi.

  11. Umpalumpa ha detto

    Hanno fatto benissimo a denunciare. Spero non sia un’azione isolata ma solo l’inizio.

    E’ allucinante che gran parte dei media abbiano parlato di questa faccenda difendendo l’operato dei docenti, urlando alla censura e al bigottismo ma non abbiano riportato il brano incriminato. Ovviamente perchè tutto il palco sarebbe caduto.

    • Umpalumpa ha detto in risposta a Umpalumpa

      Aggiungo che se è vero che “Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, difendendo gli insegnanti ma rivelando di «non aver letto il libro in questione». Motivando l’urgenza di queste lettura da presunti suicidi di ragazzi gay in questi anni.” sarebbe il caso che desse le dimissioni. Come si può difendere qualcosa senza sapere di cosa si parla?
      Il ministro dell’istruzione sa che genere di deplian sono stati distribuiti in una scuola di bologna in cui si parlava letteralmente di “cazzo” e “pompini”?

  12. Menelik ha detto

    Io per fortuna non stavo mangiando quando ho letto quel brano, altrimenti avrei vomitato.

    Penso che una gran parte di voi è sposata, io lo sono da 31 anni, dunque non siamo vergini.
    Nessuno si sogni di dire che siamo moralisti bacchettoni ipocriti, perché in una coppia giochi erotici si fanno, non solamente le classiche posizioni, e mi avete capito bene senza che mi dilungo oltre.
    Eppure a leggere quel brano, mi sarebbero venuti i conati di vomito se avessi avuto cibo in bocca.
    OK, non faccio parte di quel 2%, ma trovo repellente quella sessualità.
    E’ più forte di me.
    Non voglio negare libertà PRIVATE, ma devono restare private.
    Capisco perfettamente la legge russa che NON VIETA ASSOLUTAMENTE LA LIBERTA’ DI ESSERE OMOSESSUALE, ma ne vieta la propaganda ai minori…proprio quello che hanno fatto al Giulio Cesare. E’ una legge giusta.
    E la giustificazione che tanto in internet a casa si guardano i pornazzi, non vale.

    • Laura ha detto in risposta a Menelik

      Concordo, un altro motivo per cui Vladimir Putin è più avanti di noi cent’anni, avendo vietato la propaganda tra i minori. Sapeva già dove volevano andare a parare le associazioni dei “nuovi diritti”.

  13. Paolo ha detto

    la stupidità oggi non ha confini, dobbiamo mettercela tutta per far crescere i nostri figli in modo sano e conoscitori della vita “VERA”, tra uomo e donna ecc., ed ora nelle scuole, gli insegnati permettono queste cose, sono più pazzi dei pazzi, o visto quel che prendono di stipendio( il che è vero,poco!!), vengono comprati dalle lobbi per permettere questo sconcerie, ma non sono GENITORI ANCHE LORO, o fanno parte di quelle associazioni che permettono tutto tra uomo-uomo, donna-donna, meditiamo gente, meditiamo, ma dove è andata la RUDICIZIA della persona, basta così chi vuol intendere intenda, ma chi è RESPONSABILE,GENITORI E INSEGNANTI, IMPEGNIAMOCI PER IL MONDO VADA NEL MODO GIUSTO,UN SALUTO!!!!

  14. Daphnos ha detto

    In riferimento agli interventi precedenti, soprattutto quelli di Umberto P. e Francesco Santoni, ci tengo ad aggiungere la mia personale opinione sulla vicenda.

    Anch’io ho studiato al liceo classico, statale per giunta, e come chiunque si sia avvicinato agli autori antichi all’età di quattordici anni, mi sono imbattuto molto presto in Catullo, Marziale, Petronio e compagnia bella. Vinto come sempre dalla mia maledetta curiosità, saltavo allegramente i carmina e gli epigrammi “canonici” e mi buttavo a capofitto su quelli non compresi nel programma: osservai così, come in un variopinto affresco, tutto il meraviglioso mondo nascosto della civiltà romana, raffigurato in situazioni anche peggiori di quelle descritte dalla Mazzuccavuota… tra fannulloni sessuomani incalliti, matrone annoiate e assai disinibite, Corinna che finge di non starci ma poi si lascia violentare, ammucchiate in grande stile, falli di ceramica e altri oggetti erotici di dubbio gusto, mentulae sesquipedales e zoofilia come se piovesse, sembrava il set dei migliori (o peggiori, a seconda dei punti di vista) film di Tinto Brass.

    E qui casca l’asino (no, non l’asino delle Metamorfosi di Ovidio, altro capolavoro ricco di sessualità decadente 😉 ): i sinistrati progressisti/laici/liberi-pensatori/moderni/di-mente-aperta/altre-sciocchezze-ad-libitum, come ben li definisce Santoni, come hanno difeso la scelta del brano? Ovviamente, sfruttando la retorica del paragone: ma se tanto devono leggere Catullo, tanto vale che leggano le stesse cose scritte dall’ultima arrivata della nostrana schiera di artisti “impegnati”!

    Ora, siccome penso che a quello che dicono ci credano davvero, mi sorprende che non realizzino che esistono troppe differenze tra le due cose perché possano essere paragonabili. Non è il caso di soffermarsi sulle differenze qualitative, sulla precocità nell’accettare l’autrice all’interno dei programmi scolastici e cose simili. Non ci arriverebbero, oppure direbbero che bisogna essere flessibili e accettare la modernità. Mi concentrerei di più su un altro fattore, puramente formale, che è la differenza tra l’oggetto d’arte e il suo impatto. Intendo dire che per tutti noi, non solo per i ragazzi, che pure agiscono come noi anche se magari inconsciamente, esiste una distanza sostanziale e incolmabile tra un dipinto di nudo rinascimentale e la foto di una modella nuda, tra una scultura greca e un suo corrispondente dal vivo e così per altre forme d’arte. Non cambia soltanto, cosa importantissima, l’intenzione dell’artista (ricerca del bello/erotismo/pornografia), ma è anche diversissima la ricezione da parte dell’osservatore a seconda del tempo. A mio parere, e non solo mio 🙂 , non esiste alcun tipo di problema ad accompagnare ragazzi di undici o dodici anni non solo agli Uffizi o al Louvre ma anche all’Orsay, dove si possono osservare corpi nudi anche per provocazione, semplicemente perché la percezione dell’oggetto non è la stessa che potrebbe avere un contemporaneo. Così, leggere Catullo a quattordici anni potrà farti scoprire cose che ancora non hai mai visto né pensato, potrà intrigarti e incuriosirti, ma sicuramente non sarà uguale a vedere le stesse cose in un film contemporaneo, perché ciò che viene studiato a latino, greco, storia dell’arte è, appunto, qualcosa di distante, e tale rimane.

    Ma tanto è inutile discutere. E’ evidentissimo a tutti che proprio quello era l’obiettivo dei prof., far immedesimare i ragazzi nella situazione. Questa è la cosa che mi turba. Per combattere l’omofobia si dice, a scuola, che spomp… nel gabinetto è prassi. E se non sei d’accordo sei omofobo, come se fosse l’omosessualità il problema.

    La scuola di oggi è così. Come ci conferma questo ragazzo in età scolastica, che si affacciò sul nostro sito qualche mese fa, http://www.uccronline.it/2013/12/05/femministe-e-gay-sputi-e-botte-contro-i-cattolici-video/

    Lorenzo ha detto
    5 dicembre 2013 alle 17:50
    […] che sia chiaro, io le nozze gay e l’adozione di bambini da coppie omosessuali le considero giuste. […]

    Lorenzo ha detto in risposta a Giuseppe gambino
    5 dicembre 2013 alle 18:27
    se dio distruggerebbe davvero le città del peccato ora la terra sarebbe immersa nelle fiamme e tutti noi statue di sale.

    Lorenzo ha detto in risposta a Igloo
    6 dicembre 2013 alle 16:57
    distruggerebbe è corretto! perché intendevo che potrebbe o dovrebbe farlo! […]

    I nostri ragazzi non sanno coniugare neanche il condizionale più elementare, ma hanno il cervello cotto a puntino su omosessualità e dintorni. Evviva la squola itagliana!!!!

    • Francesco Santoni ha detto in risposta a Daphnos

      Giusto, solo dei sedicenti progressisti/laici/liberi-pensatori/moderni/di-mente-aperta/altre-sciocchezze-ad-libitum potrebbero confondere Catullo con la pornografia.

      • Daphnos ha detto in risposta a Francesco Santoni

        Ci sarebbe anche la questione non indifferente che Catullo, Ovidio… ma più recentemente anche De Sade, Maupassant, Pasolini, gli avanguardisti, i sessantottini agivano in aperta critica, sfida, ribellione al perbenismo delle istituzioni, mentre questi presidi e prof. agiscono proprio per rinforzare i nuovi canoni etici e istituzionali (non è in discussione un progetto di legge al riguardo?)… ma forse è meglio mettere al fuoco una bistecca alla volta.

  15. Marco S. ha detto

    Nella mia mente continua ossessivamente a rutilare un progetto di ricostruzione della Bastiglia.

    • gladio ha detto in risposta a Marco S.

      Perbacco, Marco,ricostruire la Bastiglia!

      Un edificio che, sia per superficie coperta che per tipologia, rientrerebbe sicuramente in una classe catastale elevata !

      Un gettito fiscale che sottoforma di IMU sarebbe un toccasana per qualsiasi Comune in questi tempi di casse vuote!

      Dai Marco , mettiti in lista, che qui ti fanno sindaco di sicuro!

  16. Matteo ha detto

    Wow, giustifica con “tanto su internet si trova anche di peggio”… beh, con questo si può giustificare tutto, anche l’omofobia visto che “su internet c’è di peggio”.
    Questi “autori” sanno pubblicizzarsi solo con stupidaggini boccaccesche. Se non avesse sesso, chi li leggerebbe i loro libri?

    • Fabrizia ha detto in risposta a Matteo

      Anch’io trovo sconcertanti le giustificazioni addotte. Proprio perché su Internet si trova di tutto, proprio per questo nella scuola si deve trovare altro. Ci deve essere almeno un luogo dove non ci si accoda alla ideologia dominante. Temo però che , di questo andazzo, resterà solo la famiglia. Ma forse non esisterà nemmeno più la famiglia.

  17. minstrel ha detto

    Trovo disarmante che possa venir pubblicato un libro contenente frasi simili da una storica casa editrice italiana: son scritte in un italiano orripilante!
    ARGH!

  18. nicola ha detto

    Gli antichi romani avevano alcuni gusti strani, ad esempio si divertivano con spettacoli sanguinari,nel vedere uomini sbranati da belve feroci o scannati da altri uomini. Ed erano cultori della libertà dei patrizi non della libertà degli schiavi che se si ribellavano finivano sulla croce per morire con sofferenze inenarrabili. Questi erano i romani, e in quel contesto son vissuti Catullo e Ovidio, questo per la parta di realtà contenuta nelle loro opere. Ma le opere letterarie in genere non sono una rappresentazione della realtà. De Sade non descrive la realtà ma un certo tipo di fantasia, la perversione sessuale.
    Molti usi e costumi degli antichi romani, o degli Aztechi, sono stati spazzati via dal cristianesimo, che si è diffuso non con le armi ma per spontanea adesione della gente, in particolare i poveri e gli sfruttati. Si è diffuso perché è ‘mediamente’ più vicino al cuore dell’uomo. E da questa vicinanza al cuor dell’uomo che nasce la forza della morale del cristianesimo. L’uguaglianza degli uomini come concetto è figlia del cristianesimo, l’antirazzismo è figlio del cattolicesimo, il socialismo è figlio del cristianesimo, il rispetto per il prossimo è figlio del cristianesimo ,ecc. Il cristianesimo ha corretto quanto di sbagliato c’era a Roma e ad Atene aggiungendo ciò che era necessario. La pratica omosessuale viene condannata perché è un disordine della sessualità naturale.
    Si tratta di una devianza, di una perversione che normalmente provoca ripugnanza, disgusto. La sedicente sinistra in Italia ha aderito alla lotta per i cosiddetti ‘diritti dei gay’. Ma cosa ne avrebbero pensato di tali fantomatici diritti i padri fondanti della sinistra,Marx,Lenin, Stalin, Gramsci, Togliatti,….?

    • Max ha detto in risposta a nicola

      Ti avrebbero detto che erano cose per “bambini viziati, figli del capitalismo”. Non a caso, nel blocco comunista i gay finivano nei campi di concentramento (vedi ad esempio Cuba).

      • nicola ha detto in risposta a Max

        Figli del capitalismo non credo, ma degenerazione della borghesia forse.
        Gli scritti di Catullo e Ovidio erano destinati ai patrizi non agli schiavi.
        Queste stravaganze attecchiscono più facilmente fra la classe alta, capitalisti o non.

  19. Angelo Cappelli ha detto

    Se gli insegnanti del liceo Giulio Cesare vogliono affrontare il tema del bullismo e dell’omosessualità giovanile, consiglierei loro di far leggere “I turbamenti del giovane Torless” che affronta questi argomenti senza ipocrisie, ma anche senza cadere nella pornografia(oltretutto, come valore letterario, la Mazzucco è imparagonabile a Musil).

  20. domenico ha detto

    Comunque ci sarebbe un modo per ‘stanare’ i giornalisti e gli opinionisti che si esprimono a sostegno del libro della Mazzucco.
    Li si sfidi a leggere il brano in questione nelle loro trasmissioni.
    Se è tutto così ‘poetico e delicato’ che il brano venga letto al TG1 delle 20!
    Vedremo se hanno il coraggio.

    • Umpalumpa ha detto in risposta a domenico

      Esatto.
      Cmq anche la stampa cattolica dovrebbe fare molto più casino sulla faccenda.
      Che so? perchè non chiede un’intervista alla ministra e dopo avergli letto il testo del deplian di Bologna oppure lo stralcio del libro di Milano (in cui si parla di “cazzo”, “pompino” e ingoi con i vari sapori), gli chiede “pensa che siano testi da far circolare nelle scuole?” se si, allora si chiedono immediate dimissioni e si lancia una campagna martellante a livello nazionale. Se no, gli si chiede com’è possibile che non ne sapesse niente, si chiede vengano presi provvedimenti verso i responsabili e gli si fa prendere un impegno scritto e concreto per il contrasto verso questa deriva immorale.
      La stessa intervista potrebbe essere proposta un po’ a tutti i politici. Soprattutto oggi che siamo in prossimità delle elezioni.

      Cmq sia il clero sia il mondo laicale è ora che cominci ad alzare il sedere (parlo soprattutto di tutte le associazioni e movimenti cattolici, anni fa organizzarono il famiy day. Oggi dove sono?).

  21. Latinista ha detto

    Mi felicito per l’iniziativa di attaccare questa degenerazione per via legale, finché si possono trovare strumenti adatti nella legge – e forse questa possibilità non ci sarà ancora a lungo.
    Queste denunce però temo che non avranno alcun effetto, se non forse quello di essere controproducenti nella loro inefficacia.

    È stata contestata la violazione degli articoli 528 e 609 quinquies del codice penale, con l’aggravante prevista dall’articolo 61, primo comma, numero 9 dello stesso codice, rimettendosi per ogni eventuale altro reato alla valutazione del procuratore della Repubblica.

    Ora, l’articolo 528 riguarda “pubblicazioni e spettacoli osceni”. L’articolo successivo, a scanso di interpretazioni personali su che cosa sia osceno, ne definisce la nozione come ciò che, “secondo il comune sentimento, offende il pudore”; e precisa che non si considerano oscene le opere d’arte, salvo che siano presentate a minorenni “per motivo diverso da quello di studio”.
    Se l’articolo 528 fosse stato applicato assiduamente in passato non vivremmo nel mondo in cui viviamo. Ma dato che ci viviamo, mi chiedo quale giudice considererebbe il libro della Mazzucco “osceno” secondo la definizione del codice, e quale non lo considererebbe comunque un’opera d’arte presentata a minorenni per motivo di studio.

    L’articolo 609 quinquies, sulla “corruzione di minore”, modificato dalla legge 172/2012 e dal decreto legislativo 39/2014, condanna, per quanto ci interessa qui, chiunque mostri a un minore di 14 anni “materiale pornografico al fine di indurlo a compiere o a subire atti sessuali”. Tanti auguri a chi vorrà dimostrare che quel romanzo è stato messo in programma col fine condannato dal codice penale. In ogni caso gli alunni del liceo hanno un’età normalmente già fuori da quella tutelata dalla legge.

    Quindi temo che queste denunce non abbiano alcun effetto. Non vorrei che finissero pure per essere controproducenti: “Hanno provato a sporgere denuncia, ma il giudice ha dato ragione a noi”.
    Ben vengano le azioni legali, anzi sarebbe essenziale farne un USO MASSICCIO come strumento di lotta, ma vanno studiate meglio, soprattutto se vengono intentate sporadicamente.

    • domenico ha detto in risposta a Latinista

      Comunque alla fine questa vicenda mi ha fatto capire perchè certi gruppi come Forza Nuova non vengano sciolti definitivamente come pure sarebbe legalmente possibile.
      Sono funzionali. Loro intervengono con le loro bandierine e da quel momento chiunque viene zittito con ‘tu stai con Forza Nuova’.

    • Max ha detto in risposta a Latinista

      Ma cosa si puo’ fare, oltre a mostrare il contenuto di quel passaggio incriminato?

      • Latinista ha detto in risposta a Max

        Che altro si può fare? Usare le stesse armi del nemico.

        Innanzitutto protestare, alzare la voce, fare rumore.
        Quegli insegnanti vanno messi a disagio in tutti i modi possibili. Bisogna intimidirli in tutti i modi difficili o impossibili da perseguire legalmente. Anche cose di piccolo conto, ma nel loro ambiente, tra gli studenti di quel liceo o di Roma – che so?, magliette di protesta, fischi quando passano, libelli satirici di quelli che (almeno ai miei tempi) circolavano tra gli studenti.
        Devono sentirsi tanto presi di mira da arrivare ad aver paura di sgarrare un’altra volta, in modo che anche altri a cui venissero idee simili si guardino bene dal metterle in pratica.

        A livello legale poi bisogna studiare attentamente gli strumenti più adatti ed efficaci per sanzionare l’iniziativa e chi l’ha presa, non solo per fare azioni di bandiera. Ci sarà pure qualcosa da contestare che abbia qualche speranza di riuscire efficace.
        Eventualmente anche a prescindere da questo episodio: vedere se gli insegnanti sono in altri modi vulnerabili e colpire, perché sappiano che chi sgarra paga un prezzo. Non saranno irreprensibili, avranno anche loro i loro segreti: bisogna trovarli, portarli in piazza, sui giornali e se possibile in tribunale. È un metodo mafioso? È quello che usano loro. Del resto Al Capone fu arrestato per evasione fiscale: l’importante era arrestarlo. L’importante ora è fermare queste iniziative.

        Di cose da fare oltre a stracciarsi le vesti quindi ce ne sono a bizzeffe, queste sono solo qualche esempio. Lo scopo a medio termine è fare in modo che prendere iniziative come quella del Giulio Cesare non sia indolore: già ne avremo impedite buona parte, perché la gente ama il quieto vivere, e se le cose vanno in un certo modo non si espone. È una strada lunga, ma bisogna pur iniziare una buona volta.

  22. Enrico ha detto

    Una schifosa italianata…

  23. E se per una volta provassimo a non porci solamente sulla difensiva, ma a chiedere un passo avanti al paese? Ad esempio, davvero crediamo che un accenno in un romanzo o qualche verso di qualche poeta greco e romano bastino ad affrontare il tema della sessualità a scuola, a fronte di ore e ore di YouPorn consumate nelle camerette della maggioranza dei ragazzini e poi emulate sui loro lettini o nei bagni della scuola? Servirebbe un dibattito soprattutto su questo, magari smascherando voi perbenisti che state affidando alla pornografia il monopolio assoluto sul rapporto tra giovani e sessualità…
    (Adulti sulle spine, ragazzi su YouPorn)

    • domenico ha detto in risposta a Pier (Il grande colibrì)

      Io vorrei che un professore del Giulio Cesare avesse il coraggio di proporre ai suoi studenti questo tema:
      discutete se queste due frasi hanno lo stesso significato:
      1)“chi sono io per giudicare un gay”;
      2) “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega in modo tanto bello questo.”

      • Pier (Il grande colibrì) ha detto in risposta a domenico

        Domenico, noto con piacere che svia completamente sulla questione dell’affrontare a scuola il tema della sessualità. E ribadisco che con questo vostro continuo sviare state facendo esattamente quello che fingete di non voler fare: dare acqua al mulino della pornografia. Di quella vera.

        • domenico ha detto in risposta a Pier (Il grande colibrì)

          chi svia?
          credo che agli studenti prima di fare lezioni sulla sessualità (che non era tra l’altro il contesto in cui il libro della Mazzucco è stato proposto) bisogna insegnare una che si chiama correttezza.
          E cosa di c’è di meno corretto che fraintendere completamente una frase detta da qualcuno per i propri fini?

    • beppino ha detto in risposta a Pier (Il grande colibrì)

      Insomma, non solo i professori del liceo Giulio Cesare non hanno fatto proprio niente di male a far leggere un romanzo che accenna ad un pompino, ma si spera che non si limiteranno a questo. Le scuole, le famiglie, i media e la televisione dei ragazzi non possono più fare finta di nulla e devono assumersi le loro responsabilità: decidano se avere un ruolo nell’educazione sessuale dei più giovani o se delegarla completamente a Rocco Siffredi e a Jenna Jameson.

      Sto ardentemente in attesa che il “Grande Colibrì” mi illumini… In un mondo in cui la pornografia di fatto non é più “compartimentata” quale/come sarebbe questo “ruolo efficace” nella educazione sessuale dei più giovani?

      • Engy ha detto in risposta a beppino

        Molto perbenista era anche il quotidiano Repubblica quando riproponeva ossessivamente le famose 10 domande a Berlusconi e che ora approva l’ideona di questi insegnanti. Eppure anche qui si parla di monorenni.
        E l’intera Italia della sinistra perbene (vera sciagura) si riscoprì d’un tratto bacchettona.
        Questi bacchettoni a intermittenza sono davvero ipocriti ridicoli e patetici.

        • Engy ha detto in risposta a Engy

          volevo rispondere a Pier il grande colibrì

          • Pier (Il grande colibrì) ha detto in risposta a Engy

            Beppino, non sfiora neppure il suo pensiero l’idea che di sessualità ai giovani andrebbe raccontato qualcosa in modo serio? Oppure preferisce chiudere gli occhi e fare finta di non vedere che ormai i ragazzi “imparano” qualcosa solo dalla pornografia?
            Engy, lei vuole rispondere a me, però mi chiede conto del comportamento di un quotidiano che neppure leggo. Un po’ come se io le chiedessi conto di quello che scrive il Süddeutsche Zeitung o l’Asahi Shimbun. Se ritiene che La Repubblica abbia avuto un comportamento ipocrita (cosa sulla quale concordo in pieno) scriva a loro. Vuole che le fornisca la mail?

            • Engy ha detto in risposta a Pier (Il grande colibrì)

              ok, hai ragione Pier grande colibrì, ma era solo per puntualizzare un dato, sollecitata da quel tuo generico “voi perbenisti”.
              Per il resto sono d’accordo sull’idea di educare seriamente i ragazzi alla sessualità; è un bel po’ che se ne parla ma il problema è che son proprio gli adulti – genitori e insegnanti compresi – ad essere ossessionati dalla pornografia, della quale fanno un uso massiccio a quanto ne so.
              Lo si nota ad esempio anche dal linguaggio che, ormai da tempo immemorabile, è diventato scurrile e sistematicamente allusivo, per cui verbi e sostantivi si prestano immediatamente alla battutina intelligente a sfondo sessuale.
              E anche con i figli certi genitori utilizzano lo stesso stile allusivo e malizioso, dimostrando di avere molti problemi col sesso, del quale infatti non riescono (in generale eh) a parlare seriamente coi propri figli.

              • Pier (Il grande colibrì) ha detto in risposta a Engy

                Sì, anche gli adulti ne fanno un uso massiccio. Il che non è un problema in sé, se non per il fatto che la pornografia ha assunto un monopolio assoluto nel racconto della sessualità. Sarebbe interessante aprire un dialogo aperto per costruire un nuovo modo per parlare di sessualità, invece quasi sempre ci si arena in polemiche sterili, magari su due righe di un romanzo…

                • Engy ha detto in risposta a Pier (Il grande colibrì)

                  e anche questo è vero, ma la pornografia secondo me E’ un problema per l’ossessione compulsiva con cui molti la cercano.
                  e questa per me è una chiara spia di come il sesso venga vissuto in maniera malata, morbosa, e dimostra – sempre per me – che viene tuttora considerato cosa sporca, e dimostra pure la paura di relazionarsi con persone vere, accontentandosi invece di passare ore su youporn a masturbarsi in solitudine.

            • domenico ha detto in risposta a Pier (Il grande colibrì)

              Pier la metto così.
              Fra le centinaia di studenti del Giulio Cesare ci sarà una estrema minoranza (e uso questo termine di proposito) che la pornografia non l’ha mai vista (soprattutto ragazze); un’altra esigua minoranza che (orrore!) ha deciso di rimanere vergine magari prendendosi gli sberleffi dei compagni (ci sono interi articoli di giornali sulla pressione tra gli adolescenti a perdere il prima possibile la verginità intesa come peso).
              Se a questi ragazzi/e gli si fa leggere il libro della Mazzucco, qual è il messaggio che gli si manda? che loro sono ‘diversi’? che loro si devono conformare con la maggioranza?

              • Pier (Il grande colibrì) ha detto in risposta a domenico

                Domenico, quindi se a una classe viene proposto un tema su una frase di papa Francesco, come proponevi qualche commento sopra, la minoranza (o maggioranza) di studenti non cattolici deve sentirsi diversa? Deve sentirsi obbligata a conformarsi alla religione della maggioranza? Ma che discorso totalmente privo di logico viene proposto? Non facciamogli leggere Socrate altrimenti si mettono tutti a bere la cicuta? Ma stiamo parlando di una classe di studenti o di un ammasso di corpi con un’ameba al posto del cervello?

                • domenico ha detto in risposta a Pier (Il grande colibrì)

                  La frase attribuita al papa l’hanno proposta come spunto di riflessione gli insegnanti che hanno fatto leggere il libro in questione ai loro alunni. Pregasi rivolgere la domanda a loro e non a me.

                  E proprio perchè gli studenti non sono amebe volevo che capissero la differenza tra la frase del papa come presentata dai loro insegnanti e quello che effettivamente aveva detto. Questo sì che significa educare.

                • beppino ha detto in risposta a Pier (Il grande colibrì)

                  A mio parere il problema non é tanto “educare i giovani alla sessualità” ma approfondire/studiare/pensare su come affrontare il fatto (con le successive conseguenze) relativo ai giovanissimi “in fase di crescita” che devono giornalmente confrontarsi con vagonate incontrollate ed incontrollabili di porcheria che la vostra generazione ha contribuito ad avvallare, per amor di quello che é il “vero” perbenismo, secondo me, cioé di quella corrente di pensiero che ritiene che non ci devono essere divieti, oppressioni o vincoli (= liberismo senza limiti). Leggere il materiale prodotto da quel cazzone di De Sade o guardare Sodoma di Pasolini o leggere il libro citato nell’articolo di per se non é deleterio, ma lo devi fare in una fase da “adulto acquisito” (in cui puoi effettivamente capire il significato e/o il limite artistico e/o pratico di simile esternazioni (culturali?)). Questo é il primo problema, POI viene l’attivazione di una sana e corretta educazione sessuale. Continui pure a pensare che il mare si può svuotare con un secchiello…

  24. nicola ha detto

    La scuola italiana è allo sfascio. Un gruppo consistente degli insegnanti di materie letterarie sono impegnati più ad indottrinare secondo le direttive ideologiche diciamo ‘atlantiche’ che a proporre gli elementi che caratterizzano la nostra cultura e/o a sviluppare lo spirito critico, a ragionare con la propria testa. Per non parlare dei provvedimenti cervellotici piovuti dall’alto, da persone che non hanno mai insegnato e non sanno nulla della scuola. A leggere il cosiddetto ‘statuto degli studenti’ si rischia di morire dalle risa. E gli effetti si notano, anche sul piano dell’economia. La Cina sforna ogni anno milioni di ingegneri di altissimo livello, come il Giappone, come la Germania, e non hanno lo statuto degli studenti. Il processo di degrado è iniziato qualche decina di anni fa, ora siamo nella fase in cui gli studenti son visti come ‘utenti’, come ‘consumatori’, come clienti di prodotti progettati altrove.
    Per capire cosa è successo basti pensare al nymero dei nobel fino al 1950 e qullo dal 1950 ad oggi.

  25. Riccardo ha detto

    Io chiederei un periodo di formazione per gli insegnanti di quella scuola, che hanno fatto una operazione di strumentalizzazione politica sfruttando gli studenti.

  26. Engy ha detto

    evidentemente è solo voyerismo che ha spito la scrittrice a scrivere il libro e gli insegnanti a farne leggere un brano.
    non ho letto e non leggerò il libro ma la frase estrapolata racconta cose che accadono normalmente tra persone che hanno rapporti intimi.
    indipendentemente dal giudizio personale sull’omosessualità, solo un beota potrebbe meravigliarsi del fatto che anche gli omosessuali si comportino nell’intimità allo stesso modo degli altri.

    • Antony ha detto in risposta a Engy

      Non mi pare che si possano fare le stesse cose tra etero, solo un beota lo puù pensare.

      • Engy ha detto in risposta a Antony

        non ho capito, si vede che sono tonta.
        vuoi dire che gli eterosessuali non praticano orali?
        Non voglio ovviamente sapere se approvi la cosa o se ti fa orrore, solo di riportare un dato di fatto.
        In ogni caso volevo solo dire che è morboso e voyeristico appunto da parte della scrittrice perdersi in descrizioni di cose, come il sesso orale, che avvengono normalmente, tra etero e tra gay. E la stessa cosa vale per gli insegnanti.

  27. Malia ha detto

    Vi seguo con piacere da molto, anche se in silenzio. E’ la prima volta che intervengo in un commento, mi sento solo di dire (aggiungere) a livello informativo o come spunto di riflessione (permettetemi di dire questa orrenda banalità) che questa sembra sia stata la reazione degli studenti del liceo sopracitato: http://www.liceogiuliocesare.it/public/documenti/Lettere%20Studenti.pdf Sta girando parecchio su facebook e a quanto pare riceve molti consensi (era indubbio che lo facesse). Non ho letto il libro, né mi sentirei personalmente di leggere una storia tra omosessuali, ma scrivendo storie per giovanissimi bazzico molto nel mondo dell’adolescenza e posso dire che ormai l’omosessuale è di moda, viene considerato normalissimo e “figo”, perciò di fronte ai contenuti espliciti sono certa che i ragazzi non si siano “sconvolti” e sicuramente non pensano affatto in modo “critico” la cosa, anche se mi piange il cuore a dirlo dei nostri giovani. Armati di buonissimi sentimenti non riescono a vedere e sviluppare un senso critico che li porti a mettere in dubbio il pensiero di maggioranza, dilagante, ma ci bazzicano e addirittura lo portano alle estreme conseguenze. Perciò è tutto bello, è tutto normale, è tutto libero e fantasioso. Vi stupireste nel vedere quante case editrici adesso scommettono sul romance (romanzo rosa) queer o LGBTI, che dir si voglia, non ultima la Dreamspinner press che viene direttamente dagli USA per tradurre in Italia questo “genere”. Ed è seguita da molti giovani, ma anche da moltissimi adulti, genitori di questi. Il combattimento è praticamente inutile, si viene tacciati come omofobi solamente quando si mette in dubbio la validità di questi romanzi (come di tanti altri attualmente in commercio, ma di quelli si può dire sicuramente peste e corna). Ormai l’omosessualità è da considerarsi integrata nel sistema, ed è questo che mi preoccupa, a me non importa che mio figlio legga schifezze, se però ha la capacità di discernere che lo sono, ma (mi espongo in prima persona con la mia esperienza) avendo avuto problemi di identità proprio durante l’adolescenza, che sappiamo tutti essere un periodo delicatissimo per quanto riguarda il riconoscimento del proprio io sessuale, non mi sento di dire che la mossa dei professori sia stata giusta. Un adolescente può perdere facilmente la dimensione della propria identità, non è un adulto, sta crescendo e questo gli fa mettere in discussione ogni cosa. Deve essere la società a guidarlo, una totale anarchia sessuale non tutela affatto la persona, ma la confonde, questo perciò non è, a mio parere, un tentativo di scongiurare l’omofobia o far capire ai giovani il significato della parola tolleranza, è un vero attacco alla persona intima di questi adolescenti, che ignari, si fidano dei loro educatori e della società in cui vivono e in cui sono abituati a vivere. Il fatto che la pornografia sia disponibile in ogni luogo, il fatto che dietro l’angolo si trovino riferimenti sessuali di ogni genere, compresi quelli omosessuali, non aiuta i ragazzi a prendere consapevolezza dell’importanza della sessualità, anzi… ormai è come mangiare una fettina di carne, ha lo stesso valore, e se è carne o pesce è la stessa cosa, anzi vale pure di più (due è meglio che uno). Questa non è libertà, questo non è pensiero libero, è semplicemente togliere valore a qualcosa, come la sessualità, che ne ha moltissimo e che ha bisogno di una seria, mirata educazione dei sentimenti che questa società sta negando con tutta se stessa ai suoi ragazzi. Ho detto una serie lunga di ovvietà che purtroppo oggi si fatica a riconoscere. E questo mi dispiace.

    • beppino ha detto in risposta a Malia

      Concordo quasi su tutto. Aggiungerei che probabilmente é anche da considerare ‘figo’ da parte di certi insegnanti il cercare di introdurre aspetti ‘culturali’ border-line che, ancorchè validi e comunque ineluttabilmente ‘marginali’, sono destinati solo ad essere apprezzati per il fatto che danno un momentaneo ‘spruzzo’ di benzina all’esausto motore del senso di stupore tipico dell’età adolescenziale (ormai con carburante ridotto sempre più al lumicino vista l’età sempre più “tenera” in cui viene a perdere colpi). Anche per questo certi insegnanti sono “il” problema, non la soluzione.

  28. Excelsior ha detto

    Vi scandalizzate per niente.

    In ogni caso tra tutti i capolavori della letteratura mondiale proprio ‘sto libricino dovevano andare a scegliere gli insegnanti?

    Non c’è davvero nessun altro libro che insegni in modo adeguato la tolleranza verso il diverso?

    • Norberto ha detto in risposta a Excelsior

      Ci scandalizziamo per qualcosa, chi non sa scandalizzarsi non ha valori morali.

      Per il resto sono d’accordo, anche se non c’è un’emergenza di intolleranza verso il diverso. Ovviamente hai detto che gli omosessuali sono “diversi”, perciò dovresti essere il primo iscritto ai corsi di rieducazione.

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