Family Day, analisi dell’infantile reazione del mondo mediatico-arcobaleno

lettera43Che il Family Day sia stato un successo al di là delle più rosee aspettative è dimostrato da tanti fattori.

Innanzitutto, primo elemento, il dato più politico è che secondo la maggior parte degli esperti il ddl Cirinnà ha poche possibilità di passare così com’è, senza modifiche, anche perché se vi fosse completa equiparazione con il matrimonio riconosciuto costituzionalmente interverrebbe a bloccarlo il Quirinale, come ha ricordato Gaetano Silvestri, ex presidente della Consulta.

Tutto questo nonostante i capricci di Monica Cirinnà («io non cambio nulla!», dice), già sotto stress per l’avviso di garanzia recapitato al compagno, Esterino Montino. Le modifiche al ddl dimostrano in ogni caso la sua incompetenza politica: possibile che soltanto alla seconda bozza di un testo di due anni fa non si era mai accorta di problemi di costituzionalità? Sembra infatti che Matteo Renzi non abbia nascosto la sua irritazione verso la senatrice Pd. Sì, due anni, perché si tratta già di una vecchia proposta di legge, un’altra prova della forza degli oppositori: pensare che Ivan Scalfarotto annunciava trionfante che la legge sarebbe arrivata nel maggio 2015 e dovevamo farcene «una ragione». Invece sarà lui a farsi una ragione del fatto che il Family Day ha comportato, secondo i sondaggisti, una perdita di 600-700mila votanti per il suo partito politico. Mentre l’altro grande partito politico, il PDL, si è accorto di aver aumentato i consensi quando si è battuto per la famiglia (mentre la base del Movimento Cinque Stelle si è schierata contro la stepchild adoption).

 

Il secondo dato è che finalmente, dopo la grande e democratica manifestazione del 30 gennaio, diversi giuristi e opinionisti stanno uscendo allo scoperto, confermando i giudizi degli organizzatori del Family Day. Ieri, Ugo Magri, editorialista de “La Stampa”, ha spiegato che effettivamente esiste un nesso tra la “stepchild adoption”, così come è presente nel ddl Cirinnà, e la pratica dell’”utero in affitto”: «la proposta Cirinnà può rappresentare effettivamente un incentivo all’”utero in affitto”. Ammetterlo sarebbe un contributo all’onestà». Un altro editorialista, Ernesto Galli della Loggia del Corriere della Sera, ha smentito che quelli pretesi dal mondo omosessuale siano “diritti” o “principi di democrazia”: «Vengono invocati non solo perché si pensa in tal modo di conferire un crisma di inappellabilità alle richieste in questione, appiccicando agli oppositori la comoda etichetta di reazionari, di nemici della “libertà”. Ma anche per aggirare, mettere da parte, le domande che nel nostro orizzonte culturale sembrano massimamente sconvenienti». L’unico motivo per cui oggi sono al centro dell’attenzione è l’effimero “volere di una maggioranza”, esattamente come ieri si sosteneva l’eugenetica (con tanto di corsi universitari) e domani la clonazione umana. Non essendoci alcun diritto in gioco, chi si oppone alle “pretese gay” potrà saranno individui «democratici e liberali, semplicemente di diverso parere rispetto a loro».

Allo stesso tempo hanno preso coraggio due dei più autorevoli intellettuali del comunismo italiano: Giuseppe Vacca, presidente dell’Istituto Gramsci, e Mario Tronti, padre dell’operaismo italiano degli anni Settanta, oggi senatore del PD. Il loro intervento è stato definito “familismo rosso”, una resistenza da sinistra in difesa della dualità uomo e donna. «La regolazione legislativa dei rapporti eterosessuali ma anche omosessuali non può prescindere da una priorità: il diritto alla vita e alla riproduzione del genere umano, assicurati dall’unione di un uomo e una donna», hanno detto. Oltre al rifiuto del ddl Cirinnà espresso da Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, sono arrivate oltre 300 firme all’appello di giuristi del Centro Studi Livatino, organizzato da Mauro Ronco, ordinario di diritto penale Università di Padova. Tutti contrari al disegno di legge sulle unioni civili, dai presidenti e vicepresidenti emeriti della Corte Costituzionale, come Riccardo Chieppa e Fernando Santosuosso, a celebri magistrati come Paolo Maddalena, dai presidenti di numerosi tribunali a diversi componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, da magistrati ordinari a docenti universitari che hanno fatto la storia dell’Accademia in Italia, come Ferrando Mantovani, Pierangelo Catalano, Ivo Caraccioli ecc.

 

Il terzo elemento è la reazione mediatica: giornali, talk show, trasmissione radiofoniche e televisive hanno perso qualunque equilibrio e distacco sposando all’unisono la legge sulle unioni civili. Lo si è capito chiaramente dal programma di La7 “Presa Diretta”, durante il quale Costanza Miriano -una delle portavoce del Family Day– è stata bersagliata in diretta cinque contro uno, impedendole di replicare e i suoi interventi, al contrario di quelli degli altri ospiti, sono stati continuamente interrotti anche dagli stessi conduttori. «Pare proprio che abbiate loro messo paura, cari amici del Circo Massimo», ha commentato Mario Adinolfi. «La cosiddetta libera informazione ha deciso che contro di noi ora va usato l’olio di ricino». I vari preti mediatici hanno colto l’occasione per cercare un altro applauso da parte del web, dal già noto narciso Mauro Leonardi a don Paolo Farinella (che, nonostante sia un diffamatore già condannato dallo Stato, ha definito il card. Camillo Ruini una mummia che credevamo sepolta e stagionata» e ha paragonato i partecipanti al Family Day ai mafiosi). Il vaticanista Giacomo Galeazzi ha invece definito così l’impegno Massimo Gandolfini, portavoce dell’evento: «crociata bioetica in nome di Dio, senza avvalli ufficiali delle gerarchie ecclesiastiche». Un pazzo invasato, in poche parole.

Già nei giorni precedenti si era annusato qualcosa, pensiamo all’ipocrisia di chi ha protestato per la scelta di Roberto Maroni, presidente di regione Lombardia, di illuminare il Pirellone con una scritta pro-Family Day. Gli stessi che pochi secondi prima esultavano per il patrocinio del Comune di Milano e del sindaco Pisapia al Gay Pride e alla manifestazione-flop “SvegliatiItalia”. Gli stessi che mesi prima esultavano quando l’ex sindaco Ignazio Marino usò il Campidoglio come base per la bandiera arcobaleno. Un altro caso esilarante è quello di Italo: preso di mira perché offriva sconti a chi andava al Family Day –quando in realtà organizza sempre pacchetti scontati per qualunque tipo di manifestazione (compresi i Gay Pride)-, ha dovuto arrivare a chiedere scusa (come l’imprenditore Barilla) per questo, a causa delle minacce e del boicottaggio promesso. Al contrario, Ikea, Coop, Ebay e altre grandi aziende hanno potuto manifestare contro il Family Day senza che nessuno dicesse nulla, senza dover chiedere scusa, senza subire boicottaggio.

Veri e propri insulti indirizzati al popolo del Family Day sono arrivati da Luciana Littizzetto, comunista milionariauna contraddizione etica vivente. Propaganda d’odio verso i manifestanti è stata creata dalle Iene, i siti web dell’Huffington Post, di Fanpage.it e di quasi tutti i giornali online sono invasi da post di disprezzo contro chi non è a favore del ddl Cirinnà, non esiste un solo articolista che osa pensarla diversamente. Propaganda Lgbt è un appuntamento fisso nelle trasmissioni della soubrette Barbara D’Urso, regina del trash italiano, con sdolcinate storie omosessuali con musichetta in sottofondo (guardandosi bene dal raccontare l’origine dei bambini adottati). Già richiamata dal presidente dell’ordine dei giornalisti. «In un dibattito che sta dividendo il Paese sulla questione delle unioni civili», spiega sempre Adinolfi, «è mai possibile che tutti quelli che dovrebbero essere arbitri dell’informazione sono schierati da una parte?». C’è chi ha titolato: «Gli odiatori del Family Day», chi ha definito la manifestazione come coloro che vogliono «l’oscurantismo e l’oppressione attraverso la religione», chi ha parlato della «setta di Gandolfini che ci impone la sua sharia. Spazzatura di ipocriti e violenti liberticidi».

 

Non è mancata, e questo è il quarto elemento, la reazione dei social network. Il sito del Family Day è stato oscurato dagli hacker di Anonymous -perfetta dimostrazione del disprezzo della legalità degli oppositori-, mentre il giorno dopo la comunità Lgbt ha fatto chiudere il profilo Facebook ad uno dei portavoce dell’evento, Simone Pillon (profilo che gli è stato poi stato ridato grazie alle numerose proteste). I militanti arcobaleno si sono impegnai anche in altre infantili reazioni, ad esempio nel tentativo (rivelatosi un flop) di ingolfare i centralini della regione Lombardia ecc. In queste ore, l’ex ministro Giorgia Meloni sta subendo «insulti impubblicabili», si legge sull’Huffintgon Post, per aver annunciato di essere incinta durante l’evento del 30 gennaio scorso. Il primo a scagliare la pietra è stato il transessuale Wladimiro Guadagno (Luxuria), sono seguite addirittura minacce di morte a lei e al bambino.

 

Dopo questa carrellata di civilissime reazioni del mondo “love-is-love” ad una manifestazione di popolo -oltretutto con età media decisamente bassa, come ricordato oggi dal direttore de La Croce– bisognerebbe domandarsi cosa infastidisca tanto all’effimero mondo borghese-progressista? E’ così scandaloso che un popolo -di mamme, papà, nonni, sedie a rotelle, carrozzine e passeggini-, che per decenni era scomparso dalla scena pubblica o considerato irrilevante, stia rialzandosi in piedi? I primi a reagire sono stati i Paesi dell’Est (la Russia in primis), per decenni sottoposti al regime comunista e che, certo, non avevano alcuna intenzione di ricadere sotto un altro regime, quello arcobaleno. Poi è nata spontaneamente la Manif pour tous in Francia e, come per osmosi, è accaduto qualcosa in ogni grande Paese. In Italia tutto è avvenuto in meno di un anno: cos’è successo «che ha cambiato il cuore di tanti, prima di tutto il nostro? In questo anno che ha visto nascere un popolo, consapevole, forte, coraggioso, pronto al sacrificio?», si è chiesta Costanza Miriano. «È successo che tanti rivoli si sono uniti, tante persone hanno lavorato insieme per dire la stessa cosa, percorrendo l’Italia in lungo e in largo, facendo rete, facendo nascere amicizie, passando parola, diventando una vera compagnia». E’ così che sono apparsi «soldi trovati dal nulla, gente che ha aperto le case, il cuore, il portafogli. Amicizie nate e diventate forti come querce. Noi siamo un popolo, adesso, e questa nuova vita che è partita sarà difficile fermarla».

Aver visto la marea umana al Circo Massimo ha incattivito i portavoce del “progresso”, come è stato scritto. Il popolo della famiglia da una parte e quello di Barbara d’Urso, di David Parenzo, di Luxuria dall’altro. I valori da una parte e il trash dall’altra. L’Italia profonda da una parte (come viene chiamata oggi) e i feticisti di Twitter dall’altra. I senza voce da una parte e l’impero mediatico dall’altra. Il Medioevo degli ospedali, della carità e delle università contro l’Illuminismo del terrore giacobino. Davvero credete di fermare questo popolo con un po’ di propaganda di regime? 

 

Qui sotto un video del Family Day 

 
La redazione

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60 commenti a Family Day, analisi dell’infantile reazione del mondo mediatico-arcobaleno

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  1. maria ha detto

    Chissà dalla parte di chi starebbe Gesù. Forse da nessuna parte. Proprio come Francesco. Che bella lezione di realismo ci ha dato il Papa. Grazie.

    • Andrea ha detto in risposta a maria

      Gesù sta dalla parte dei bambini, quelli che vengono venduti, comprati, regalati ed abortiti, perchè tanto non votano e non sparano… ed ha anche già spiegato come la pensa su coloro che li scandalizzano (a parte Giuda, mai nei Vangeli c’è condanna più pesante per qualcuno).
      Papa Francesco sta anche lui con i bambini, non a caso ha definito il gender colonizzazione culturale paragonandola alla gioventù hitleriana… senza contare tutto ciò che ha detto nei giorni scorsi (e reperibile su Avvenire… ovvio che su La Repubblica non sarà mai pubblicato).
      Anche qui su UCCR si presenta il pensiero del S. Padre senza “rimaneggiamenti” anticristiani… cosa di cui sono gratissimo!

    • Marco S. ha detto in risposta a maria

      Io penso prima di tutto che sia Papa Francesco a sforzarsi di imitare Gesu’ Cristo e non viceversa…

      Pertanto, pur condividendo l’opinione che il nostro Santo Padre meriti pienamente questi due attributi, per rispondere alla domanda “Cosa direbbe e farebbe oggi Gesu’ di fronte a queste leggi ?” la principale fonte di ispirazione restino pur sempre i Vangeli.

      Si potrebbe ipotizzare un atteggiamento a meta’ strada tra il trattamento inflitto ai mercanti nel Tempio e le parole rivolte ai farisei…

    • Raffaele Vargetto ha detto in risposta a maria

      Gesù starebbe e sta dalla parte della famiglia. Lei, Maria, forse involontariamente, non ha reso un buon servizio al Papa. Perché il Papa dovrebbe stare dalla parte della verità e della famiglia.

      • maria ha detto in risposta a Raffaele Vargetto

        Io credo invece il Papa debba essere dalla parte di Dio. Cioè dalla parte di tutti. Nessuno escluso. Perché Dio e’ dalla parte di tutti. Nessuno escluso. Nessuno

        • Erdo ha detto in risposta a maria

          Il problema è che molti (una porzione di quel “tutti” che buonisticamente scrivi) non sono dalla parte di Dio, specie chi si batte per i falsi diritti che scardinano l’ordine da Lui stesso voluto. Per loro non c’è paradiso, dato che entrarci significherebbe per loro mettersi dalla parte di Dio, ma la capitale della ribellione, ovvero l’inferno.

          • Marco S. ha detto in risposta a Erdo

            Il discorso e’ un altro.
            Gesu’, Dio e quindi il Papa sono certo dalla parte di tutti.
            Essere dalla parte di qualcuno non significa pero’ omettere di dirgli quando sbaglia.
            Puo’ esistere infatti Carita’ al prezzo della Verita’ ?

            La risposta che troviamo in Gesu’ nei Vangeli e anche in Papa Francesco, proprio riguardo a queste tematiche dei bambini e della famiglia, e’ stata molto chiara.

            Poi ovviamente esiste anche un Papa Francesco “mediatico”, una figura che esiste solo nella testa di taluni e che piace anche ad Eugenio Scalfari, costruita omettendo sistematicamente di dare adeguata notizia di tutte le prese di posizione papali meno gradite.

            Il Papa fa bene a non occuparsi di voti ed equilibri politici.
            Questo e’ materia della quale si devono occupare i laici.

        • Michele ha detto in risposta a maria

          Dalla parte di tutti può darsi, ma che tutti siano dalla sua parte, mmmh, difficile crederlo.
          “Chi non è per me è contro di me”, si concilia male con l’ecumenismo del “volemose bene”…

        • Marco S. ha detto in risposta a maria

          Cara sig.ra Maria, ha ragione, ma non sempre essere dalla parte di qualcuno significa “lisciarlo” e dargliele tutte buone.
          Se non temessi di mancarle di rispetto, mi lancerei nella famosa metafora dell’uccellino seppellito nella cacca di vacca…:)

          • maria ha detto in risposta a Marco S.

            Essere dalla parte di qualcuno non vuol dire necessariamente condividerne le scelte. E’ un’ altra cosa, amico mio. E questo Dio (che ama tutti e non gioca a mettere i voti) lo sa bene. Un caro saluto.

            • franco bacci ha detto in risposta a maria

              Uteri in affitto come nuova forma di schiavitu’della donna,togliere un bambino alla propria madre naturale,privarlo di una guida padre-madre,quindi della complementarieta’ sessuale,da quale parte starebbe Gesu? Io penso dalla parte della verita’.La verita’ e’ riconoscere cio’ che naturalmente siamo e quello che ne consegue.Purtroppo grazie ad una campagna mediatica e ad un affossamento o riduzione delle regole democratiche, non siamo piu’ in grado di capire cio’ che ‘ giusto o sbagliato,la mente degli umani e’ manipolabile e se non c’e’ una contrapposizione a cui si deve dare il giusto spazio non si riesce a capire chi abbia ragione e chi abbia torto.L’evento del family day come tutta la controinformazione laica e cattolica contraria alle unioni civili,ha aperto uno squarcio nel quale e’ emersa la verita.
              Ci sono molte cose che ci fanno passare come normali,ad esempio,oltre a quanto suddetto,anche la fecondazione assistita,fonte di libera distruzione di vita umana,gli embrioni,i quali ,secondo le chiare evidenze scientifiche,sono gia’ individui con una loro specifica programmazione genetica ,che contiene gia’ i piani DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO INDIVIDUO.Hanno una loro certificazione biologica ampiamente dimostrata. Non riesco a trovare niente di piu’ mostruoso,oltre al tema in questione,della insensibilita’ con cui si manipola e si distrugge gli embrioni.E’ come se ci si arrogasse il diritto di distruggere cio’a cui noi non abbiamo dato vita.

            • lorenzo ha detto in risposta a maria

              Se Dio ama tutti ma alcuni Lo odiano, rimane assodato il fatto che Dio ama anche coloro che Lo odiano.

              E’ un’altra cosa, amica mia. E questo chi conosce il messaggio di Gesù (che non si tratta di bei voti ma di amare od odiare) lo sa bene. Un caro saluto.

              • maria ha detto in risposta a lorenzo

                Caro Lorenzo, abbiamo avuto già altri scambi di idee in passato. E confermo quanto detto: Io non capisco quello che scrive. Un mio limite, sicuramente. Motivo per cui adesso ed in futuro, evito di risponderle. Un caro saluto.

        • Riccardo_CS ha detto in risposta a maria

          Certo che nessuno è escluso dall’amore di Dio e nessuno deve sentirsi escluso dalla Chiesa, ma i manifestanti del Family Day non hanno inteso affermare questo.
          Si è trattato di un’iniziativa di ordine civile, non confessionale, a sostegno di un determinato modello sociale e antropologico.
          Forse il Papa non è intervenuto a diretto sostegno dell’evento proprio per questo motivo, per evitare che l’etichetta confessionale, o peggio di “manifestazione dei vescovi”, potesse indurre un rifiuto pregiudiziale e indebolirne l’efficacia.
          Sul fatto che papa Francesco si sia espresso in modo chiaro, come è stato fatto rilevare, a sostegno dei principi ispiratori della manifestazione, mi sembra che non ci siano dubbi.

        • Raffaele Vargetto ha detto in risposta a maria

          Certo il Papa dovrebbe essere dalla parte di Dio e, quindi, dalla parte della verità e della famiglia così come Dio l’ha voluta, che non è quella “arcobaleno”. Gesù, che è Dio – oppure lei, Maria, vorrebbe negare questo – ha detto di se stesso di essere la Verità. Gesù è la Parola di Dio fatta carne. Per sapere qual è la volontà di Dio sulle unioni civili che si vorrebbero legittimare, basterebbe con onestà leggere e applicare all’attualità la Parola di Dio espressa in S.Paolo nella Lettera ai Romani al cap.1. Certo ci vuole onestà e apertura verso la verità per mettersi in discussione, riconoscere i propri errori e convertirsi. Bisogna stare attenti ad attribuire a Dio ciò che viene da satana e viceversa. Il profeta Isaia ci avverte (anche questa Parola di Dio): “GUAI A COLORO CHE CHIAMANO BENE IL MALE E MALE IL BENE, CHE CAMBIANO LE TENEBRE IN LUCE E LA LUCE IN TENEBRE, CHE CAMBIANO L’AMARO IN DOLCE E IL DOLCE IN AMARO”(Cap.5,20). Se si afferma di credere in Dio, di essere cattolici, allora bisogna fare riferimento alla Divina Parola, senza travisamenti e capovolgimento della verità in essa contenuta, altrimenti si rischia di peccare contro lo Spirito Santo.

        • Eliseo ha detto in risposta a maria

          essere dalla parte di tutti, non escludere nessuno, amare tutti, perdonare sempre, non significa che tutto va bene, non giustifica la reiterazione (e qui non mi riferisco all’essere omosessuale), mi pare che le testimonianze che il Vangelo ci offre in questo senso non manchino.

  2. positrone76 ha detto

    Concordo pienamente. Non mi stupisce se l’informazione in Italia sia considerata semilibera…

  3. Dario* ha detto

    Dello schierarsi di E-bay mi ero accorto (d’altra parte PayPal ed E-Bay sono nati ed appartengono ad un militante gay, la cosa quindi non mi sorprende affatto), non sapevo di quello della Coop. Buono a sapersi visto che questa sera avevo in programma di andarci a fare la spesa, vedrò bene di cambiare supermercato

  4. Enrico ha detto

    In ogni caso, la Miriano, per combattere contro quei cinque personaggi, se l’è cavata davvero niente male. In fondo dalla sua parte aveva una cosa che gli altri non avevano: la razionalità e l’organicità del suo discorso.

    • Mari ha detto in risposta a Enrico

      Il dibattitone di la7 con la Miriano titolava “Family day contro omosex”… loro Sì che hanno capito tutto, e non sono neanche venuti al Family day pensa te l’onestà intellettuale e le capacità giornalistiche

    • Marco S. ha detto in risposta a Enrico

      Sono d’accordo: Costanza Miriano, con il suo genio di mamma, ha saputo andare all’essenza della questione, ponendo con forza ai “due papa’” omosesessuali la domanda: “Ma dov’e’ la mamma di vostro di figlio ?”.
      Una domanda a cui non mi pare di aver udito migliore risposta, se non il ricordare che la legge canadese permettera’ a loro figlio di conoscere la mamma al compimento del 18esimo anno d’eta’….
      Ogni telespettatore ha quindi avuto modo di valutare se questa e’ stata davvero una risposta alla domanda posta…

      Sono rimasto invece un po’ sorpreso che la sig.ra Miriano non abbia saputo stroncare sul nascere l’insidiosa domanda in merito ad alcuni militanti di FN e Casa Pound, presenti al Circo Massimo, (prontamente ripresi ed intervistati dalla telecamere de “La 7”), in quanto, come membro del comitato organizzatore, credo dovesse sapere che lo stesso Prof.Gandolfini aveva ufficialmente rifiutato la loro adesione, esortandoli ad andare a manifestare da un’altra parte (infatti i manifestanti di Casa Pound ripresi dalle telecamere avevano solo magliette e felpe di qeusto movimento, ma non avevano potuto portare striscioni e bandiere, come le altre realta’ presenti al Circo Massimo.

      http://www.ilgiornale.it/news/politica/family-day-organizzatori-bandiscono-forza-nuova-e-casapound-1217315.html

      Invece la sig.ra Miriano si e’ lanciata in un’affermazione in se’ giusta (era una manifestazione pubblica e quindi tutti coloro che ne condividevano gli obiettivi potevano parteciparvi), ma che forse ha dato il destro a chi tendeva ad avvalorare certe tesi, di travisare o estendere il senso delle sue parole.

    • EquesFidus ha detto in risposta a Enrico

      Vigliacchi e viscidi, una trasmissione terribile fatta apposta per ridicolizzare e presentare l’opinione della Miriano come minoritaria. Massimo sostegno alla sig.ra Miriano, e somma disistima a Crocetta che si spaccia come cattolico ma poi fa esattamente il contrario di ciò che dovrebbe fare un cristiano, cioè supportare l’unica famiglia voluta da Dio nel matrimonio sacramentale. Ma verrà il giorno in cui a tutti costoro verrà chiesto conto, ne sono sicuro.

      • Marco S. ha detto in risposta a EquesFidus

        Se Rosario Crocetta e’ diventato governatore di una grande regione come la Sicilia, deve essere una persona intelligente.
        Per questo ritengo non gli abbia fatto onore, durante la citata trasmissione su “La 7”, sbattere davanti a Costanza Miriano il testo dell’art.5 della Legge Cirinna’ (quello che norma la famigerata “stepchild adoption”), esortandola con forza ed insistenza ad indicargli dove in esso si parlasse di “utero in affitto”.

        Solo i legulei, infatti, si limitano ad interpretare le leggi in maniera letterale, mentre le persone lungimiranti le interpretano anche sulla base degli effetti che inevitabilmente produrranno, una volta calate nella realta’ a cui sono destinate.

        Tutti gli analisti non inclini alla faziosita’ mi pare confermino che esista un legame tra la “stepchild adoption” e l'”utero in affitto”.
        Cosi’ come ha intuito anche la larga maggioranza degli italiani, che infatti e’ fortemente contraria ad introdurre questo istituto.

        Tutta la mia solidarieta’ a Costanza Miriano, che mi pare sia stata messa in una condizione psicologica molto sgradevole, di fronte ad interlocutori nella sostanza ostili, con l’unico teorico supporto di Vittorio Sgarbi, un personaggio che mi pare troppo narcisista e concentrato a stupire il pubblico con i suoi paradossi, per fare un vero “gioco di squadra” ed esserle di serio sostegno.
        Date le condizioni Costanza Miriano si e’ dunque comportata molto bene.
        Brava !

        • Dario* ha detto in risposta a Marco S.

          La questione è che la gente che va in TV non lo fa per dibattere realmente o per informare, ma solo per recitare la pantomima che viene scritta loro da qualche esperto di comunicazione, per influenzare le masse di boccaloni che si bevono tutto ciò che passa per i media. Se ai pochi dotati di intelletto il loro comportamento appare inevitabilmente stupido a loro importa poco perché nel frattempo hanno raggiunto lo scopo per cui sono stati scelti e mandati in TV. La vergogna, l’onore ed il rispetto di sé sono retaggi del passato ormai purtroppo, facciamocene una ragione.

          L’unica nota positiva degli ultimi giorni appresa dai media è la presa di posizione del presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello, per cui prevedo un futuro piuttosto gramo a causa della sua coraggiosa dichiarazione (tra parentesi: che tristezza un mondo in cui serve avere tanto coraggio solo per affermare una verità così eclatantemente evidente)

  5. Leonardo ha detto

    Gesù sta sempre con la sua Chiesa che non é il clero o il papa né solo i laici ma sempre l’intero popolo di Dio che non sarà mai diviso sulla Verità (anche se su questa faccenda le verità divina c’entra poco basta ed avanzata la ragione). Lo spettacolo poco edificante parte sempre da chi non non parte della Chiesa che misericordiosamente porge l’altra guancia ma é con mitezza non rinuncia alla difesa dei più bisognosi!

  6. Dan ha detto

    Bhè spesso si urla proporzionalmente a quanto si trema,e fai bene come dice uno dei poeti dell’amore e del “love is love :”Ti eliminerò in centocinquanta modi diversi, perciò trema e scompari.”

  7. Giancarlo Alberisi ha detto

    Avevo postato un’intervista ai partecipanti al Family Day ma è stato cancellato il commento. Infantile reazione anche questa?

    • Dan ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

      “Love is love” no,dai fa schifo come slogan in marketing e comunicazione vi facevo più avanzati, sembra uno di quegli slogan da pubblicità anni 68 di gente strafatta di allucinogeni,vi prego cambiatelo,per pietà fa pena come slogan.

      E talmente sdolcinato da essere di una morbosità inaudita andrebbe bene sotto la pubblicità della nutella mica come pensiero per governare una nazione,che ci avete preso tutti per consumatori di miele?

      Immagino l’intervista per fare interessanti ad hominem razionali e da “love is love.”

      • Marco S. ha detto in risposta a Dan

        “Love is Love” e’ soprattutto un’insignificante tautologia, che andrebbe bene solo come curioso titolo ad un paragrafo di argomentazioni, che pero’, purtroppo, al pensiero omosessualista sembra mancare totalmente.

        Pertanto quello che resta e’ l’insignificante tautologia.

        • Dan ha detto in risposta a Marco S.

          Quando ci sara’ la poligamia,copieranno dal maxibon e diranno in inglese italo americanizzato “Two is mie che one”.A bhe vuoi tu dubitare che un bambino non viva meglio o sia uguale con due uomini e due donne o due donne un uomo o una donna e due uomini e relativo prodotto cartesiano?E ovvio tutte le mie inferenze statistiche mi dicono che?Ah pensa te ma c’e’ la legge ?E lui bhe ancora no.E se non c’e’ la legge donde vengono i dati se per legge al momento e inconoscibile?E lui bhe si sai dalle altre nazioni gli incivili sono qui.E quindi nelle altre nazioni non hanno mica avallato adozioni statistiche infatti la prima nazione che le ha introdotte a chi copiava di preciso i dati?E se una legge entra in vigore da poco come rilevare un campione rappresentativo? Qualunque cambiamento di un processo sociale non puo statisticamente essere rappresentativo e il primo che lo ha introdotto non puo averlo fatto su inferenze statistiche.E dunque su che basarsi se non su un piu ragionevole:two is mie che one scritto sul retri del maxibon?

          • Marco S. ha detto in risposta a Dan

            Af ogni fase del processo familicida i suoi slogan, ad ogni cavallo su cui si punta (prima le femministe radicali, poi oggi gli omosessualisti), i suoi zuccherini…

            • Dan ha detto in risposta a Marco S.

              Parlano di amore e si emozionano per un bambino dell’africa,meri fialntropi che non hanno un minimo di coraggio di uscire dai loro salotti televisivi e se vedono qualcuno si sdegnano e girano lo sguardo dall’altra parte,sono la strumentalizzazione vivente dell’amore a fini di amorevole utile per loro stessi,nè più ne meno: argomenti stupidi quali:e come la mettiamo con i single? e sai se un ragazzo a perso la madre o il padre da piccolo non ne soffro infondo è la stessa cosa,e cosa è questo qui forse dotato della tua medesima indifferenza ideologica che chiami amore?

              I poveri li fanno schifo non ho mai visto un povero in televisione,ma solo idioti e ipocriti che nè parlavano a destra e a manca nei loro vaneggiamenti di indifferenza che chiamano amore per la società,che c’è mercenari televisivi non fanno imaggine positiva alle domande preparate precedente d afare al politico di turno?E pensi che la tua ipocrisia sia più adatta immagine?Ritorna nella tua casa al calduccio ipocrita,e ricorda a te stesso quanto “ami i poveri” nell’indifferenza del mondo moderno.

              • Dan ha detto in risposta a Dan

                Questi ipocriti moralisti da tv,hanno il coraggio di invitare in una trasmissione televisiva quello stesso uomo che rovista tra i cassonetti per sopravvivere?

                Ebbene in 30 anni manco mai una volta però perticano dalle loro labbra le parole “love is love”,in cui il diaframma genera uno spostamento d’aria.Amo solo i miei capricci nè più nè meno,amo mostrare belle parole nella misura in cui in 30 anni in tv di questi non se ne mai visto uno.

                • Giancarlo Alberisi ha detto in risposta a Dan

                  Non so di cosa parli… Cos’è “Love is love”?
                  Dovresti invece rispondere perchè censurate i commenti che non vi piacciono.

                  • Dan ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

                    Ma figurati esprimiti pure ci mancherebbe sussiste il diritto dopotutto pure su questo dire cose interessanti:ma quali commenti?

                    Se non lo leggo non posso ma rispondere mi pare ragionevole non trovi?ma d’alra parte farsi vittime di censura su La 7 è ridicolo o Miteggi sulla censura?

                    A lo si afferma tra il popolo arcobaleno no?,di punto in bianco non sanno manco cosa significa,perdonami ma sono proprio io che lo reputo uno slogan vuoto oltre che privo di ragione,però sia mai che impedisca di esprimerti,o finisce che adesso pure mi devo mettere io a fare interpretazione di uno slogan privo di significato oltre che vuoto?

                    Purtroppo non si risponde alle domande retoriche,nè più ne meno come un uomo in tribunale non deve spiegare mica perchè non è colpevole,se qualcuno preavanza vittimismo da censura,la solita vecchia e nota cacciare.

                    Tu sei colpevole dimostrami il contrario!…che argomenti utilissimi all’umanità.

                  • Marco S. ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

                    Cos’e’ “Love is Love”, sig.Alberisi ?
                    Ma allora dobbiamo dimenticarci di Samantha Cristoforetti e Paolo Nespoli, perche’ abbiamo un italiano che fino ad oggi e’ stato addirittura su Marte !

                    “Love is Love” e’ lo slogan (che forse Orwell avrebbe definito “belato”) che i sostenitori dell’estensione del matrimonio omosessuale ripetono fino alla sfinimento, come giustificazione delle loro pretese.
                    A cominciare dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che lo pronunciato pari pari a commento della nota e catastrofica sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti.

    • gabriele ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

      una serie di interviste montate non rappresenta la manifestazione

      • Giancarlo Alberisi ha detto in risposta a gabriele

        Tipo il giovane sacerdote che inciampava nelle proprie contraddizioni, il signore che diceva che l’omosessualità è una malattia o quello che affermava che sono state le cause farmaceutiche a diffondere il virus omosessuale?
        In ogni caso il video si pubblica e se non piace lo si commenta, ma la censura la lasciamo ai regimi di altra epoca, ok?

        • hicetnunc ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

          la censura è un’altra cosa. è lo stato che censura, ed è un male solo se sono idee o informazioni necessarie
          se un privato censura (verbo) quello che vuole non è censura (sostantivo)
          questa non è una definizione da vocabolario ma il mio pensiero

    • Marco S. ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

      Noi siamo i partecipanti al “Family Day”.
      Non c’e’ bisogno di andare a spigolare tutti gli svitati, per poi montarne un’intervista.
      Se vuole discutere, allora sia qui e ora.

    • lorenzo ha detto in risposta a Giancarlo Alberisi

      Io non so perché la redazione ha cassato il tuo video: metteva in luce la meschinità dei montaggi video fatti da determinati ambienti popolati da deficienti, come ben stimmatizzati nel film “Io la conoscevo bene”.
      Forse lo ha fatto per proteggerti.

      • Marco S. ha detto in risposta a lorenzo

        Sono d’accordo.
        A me piace armeggiare con i macchinari e smontarli pezzo per pezzo…
        Anche noi siamo stati orbati di un piacevole balocco…

  8. Guido ha detto

    Purtroppo la lobby gay oggi ha vinto la prima battaglia anche se sicuramente – visto che Dio è con noi – la guerra sarà vinta da noi. Non si può però lasciare tutto a Dio: che i due milioni del Family Day presidino ogni giorno il Senato per costringere i parlamentari a pensare alle vere famiglie e non a quelle fittizie.

  9. germano ha detto

    Personalmente, sono socio Coop. Domani avvierò la procedura per recedere, dato quel che ho letto. E farò in modo di far sapere a Ikea che ben difficilmente tornerò a fare acquisti da loro. Visto che sono così attenti ai diritti dei loro clienti adulti (quelli che spendono) mentre non importa loro niente dei diritti dei bambini (che non fanno acquisti), faranno a meno del denaro del sottoscritto. Possibile che gli “altri” siano riusciti a imporsi a Barilla e “noi” invece non si faccia nulla?

  10. Riccardo_CS ha detto

    L’immagine più interessante è quella pubblicata dall’Ikea.

    Rappresenta tre combinazioni di attrezzi con cui non puoi costruire nulla, sterili:
    due chiavi a brugola, due dadi, e una chiave a brugola con un dado, e la scritta “per fare una famiglia non c’è bisogno di istruzioni”.

    Manca l’unica combinazione con cui, anche senza istruzioni, potresti combinare qualcosa: una vite a brugola con relativa chiave.

    Quando l’accecamento ideologico induce a negare l’ovvio!

    • Romeo ha detto in risposta a Riccardo_CS

      Anch’io l’ho subito notato, e mi sono fatto due risate! Infatti si tratta di un caso esemplare di epic fail. Non sia mai che qualcuno si ricordi del concetto di accoppiamento legato alla fabbricazione ed all’utilizzo delle viti… 😀

    • Marco S. ha detto in risposta a Riccardo_CS

      Quello che mi pare piu’ grave e’ che queste iniziative (IKEA, Coop, Vitasnella e Real Time) sono state studiatamente concomitanti con il “Family Day”.

      Cosi’ la e’ stata l’iniziativa di Trenitalia, che non ha esitato ad approffitare della difficolta’ del concorrente Italo, preso di mira dalla cosiddetta “gaystapo”, per aver offerto sconti ai partecipanti al “Family Day”, proponendo subito un messaggio apertamente in contrasto con al tema della manifestazione.

      Nessuno ha obbligato queste aziende a prendere posizione, almeno nei fatti, contro il “Family Day”, proponendo negli stessi giorni messaggi chiaramente avversi ad esso.
      Potevano non farlo, continuando ad occuparsi solo delle rispettive attivita’ commerciali o potevano farlo in un momento diverso.

      Anche qui ci vorrebbe un bel hashtag #….ciricorderemo.
      Sicuramente di andare a spendere i nostri soldi in posti dove non siamo disprezzati.

      • Dario* ha detto in risposta a Marco S.

        Assolutamente vero, io da un po’ ho cominciato a tenere una lista mentale di prodotti/ditte da evitare nel limite del possibile (in certi casi non si può fare altrimenti) per non considerarmi parzialmente loro complice. Al momento figurano: Coca Cola, Kellogs, Findus, Google, Apple, E-Bay, PayPal ed ora anche Coop ed Ikea

  11. Emmanuele ha detto

    Il mondo è impazzito. Questi sono i risultati della negazione di Dio: la follia. Adesso bisogna dimostrare che esiste la differenza tra uomo e donna perché e messa in dubbio. Solo una società folle come quella nostra poteva generare questo. Mi viene in mente una profezia di T.Neumann:
    “L’ignoranza, il disprezzo per la cultura, la violenza, il lassismo, il materialismo, saranno i piedi dello scranno sul quale siederà il serpente dei serpenti. Vedrete allora l’asino dettare legge al leone. Vedrete gli allievi insultare i loro insegnanti; vedrete la cultura bruciare sulla pubblica piazza, in nome della cultura. Troppi leoni avranno il cuore dell’asino, e si lasceranno trarre in inganno. Ho visto il mondo affidato a bestie orrende, con la testa d’asino e il corpo da serpente. Ho visto l’orrenda strage degli uomini di pietà e degli uomini d’intelletto. Quando poi l’epidemia avrà contaminato ogni casolare, si renderà necessaria una purificazione generale. L’acqua dovrà lavare ogni granello di sabbia che copre la terra. Ho visto san Bernardo e tanti altri spiriti eletti ritornare sulla terra, per istruire le genti. E le genti, finalmente, sapranno fare tesoro dell’insegnamento. E l’armonia del tutto si fonderà nella verità e nell’amore”.

  12. hicetnunc ha detto

    l’effimero “volere di una maggioranza”

    le leggi nate così sono un’infinità e non sono effimere, cioè non capisco la frase

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