Un aiuto per dialogare e rispondere ai protestanti

Williams e  RatzingerL’ecumenismo è e sarà un punto chiave del pontificato di Papa Francesco, la scelta di chiamarsi “vescovo di Roma” dev’essere infatti letta in questa direzione, come spiegato da Walter Kasper, presidente Emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

L’unità dei cristiani dev’essere oggetto di preghiera, come ha ricordato lo stesso Francesco il 20 marzo 2013. Tuttavia, il card Kasper ha anche sottolineato come esista in alcune aree del cristianesimo protestante un «proselitismo aggressivo».

E’ vero, i cattolici a volte sono aggrediti a destra da anticlericali e agnostici in cerca di ambiti di sfogo personale, e a sinistra da protestanti “aggressivi”. Da questo punto di vista appare molto utile il lavoro di L.D.P. Galanti, il quale ha recuperato un testo scritto da padre Vittorio Genovesi nel 1951, come appendice al Catechismo di San Pio X formato a domande e risposte, aggiungendo per ogni argomento una serie di chiari e precisi riferimenti alle fonti bibliche, a cui proprio alcuni protestanti sono soliti fare riferimento per cercare di scalfire, in linea con il principio luterano della “sola Scriptura”, la visione cattolica. Ecco il testo: Contro gli errori dei Protestanti. Con la conferma scritturale alle singole risposte.

L’iniziativa, ha spiegato il revisore, è nata dall’esigenza di aiutare una maturazione della propria fede, anche perché «l’ignoranza della propria fede», ha spiegato, «non mi sembra il punto di partenza migliore per dialogare con le altre, e per evitare di lasciare senza replica» critiche e obiezioni. Galanti si augura, infine, «che la riproposizione di questa importante ed introvabile opera possa costituire non un ostacolo ma un ausilio nel dialogo ecumenico, nel quale lo spirito di carità verso i fratelli separati non può prescindere dalla necessità di affermare la verità, ricordando sempre che se è necessario condannare l’errore, si deve sempre rispettare e amare l’errante».

Forse alcune risposte sono un po’ troppo sintetiche, come quella riguardante la salvezza per chi è fuori dalla Chiesa, tuttavia in linea generale sembra un testo utile per una prima e immediata risposta alle principali obiezioni. Come spiegato Giovanni Paolo II, non si può «imitarsi alla ricerca di un minimo denominatore comune», ma occorre «prestare un coraggioso servizio alla verità evidenziando sia aree di convergenza che differenze fondamentali, nello sforzo sincero di superare pregiudizi e malintesi».

La redazione

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16 commenti a Un aiuto per dialogare e rispondere ai protestanti

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  1. Controinformato ha detto

    mi piace questo testo perché ha un approccio costruttivo e positivo, non si parte da una tesi da demolire ma con uno spazio bianco da riempire che poi darà l’affresco della fede

    bello davvero

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  2. Sophie ha detto

    Tutto il mio rispetto ai protestanti ma gradirei rispetto anche da parte loro. Sinceramente sono stufa di sentirmi dire che sono un’eretica perchè sono cattolica, non comprendo tanto astio. Crediamo in Gesù pure noi….

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    • Fabrizia ha detto in risposta a Sophie

      Anch’io ho avuto modo di osservare un certo atteggiamento di superiorità da parte dei protestanti verso i cattolici, che non mi sembra proprio reciproco.

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    • Mandi ha detto in risposta a Sophie

      Perché tu comprendi l’astio e l’odio dei laicisti?

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    • Li ha detto in risposta a Sophie

      Mi è capitato di incontrare entrambi i tipi: quelli che ti assalivano verbalmente (usando tono aggressivo, non parolacce); e quelli con cui potevi dialogare tranquillamente, che esprimevano il loro punto di vista. Pensa che con queste 2 ragazze, tra l’altro straniere, alla fine ci siamo abbracciate.
      Mi ha lasciato un bel senso di pace.
      E’ così che dovrebbe essere.

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  3. EquesFidus ha detto

    Ma se invece di condurre un ammorbante ecumenismo che non serve a nulla ed a nessuno (perché non teso al dibattito ed al ricondurre i protestanti alla Fede della Chiesa bensì solo a soddisfare il nostro ego e quieto vivere) e a fare ogni genere di idiozia (dal cedere chiese all’organizzare pellegrinaggi in onore di Lutero, come fecero anni fa la diocesi di Verona con grave torto alla Verità e scandalo ai fedeli) si ricominciasse a studiare e a vivere la Dottrina, senza aver timore di argomentare e di scontrarsi? Come scrisse Introvigne (mi pare) “oggiogiorno se vuoi essere un bravo cattolico devi parlare con entusiasmo di tutte le religioni, tranne che della tua”. Capite il giochino? In nome dell’ecumenismo e dialogo “a tutti i costi” (meglio sarebbe monologo vano ed inutile, basti vedere certi elementi pretenziosi come Scalfari a cui della Chiesa non è mai importato nulla se non in vista di una sua distruzione totale e definitiva) noi cattolici dobbiamo annichilirci e, invece di testimoniare la bellezza, la ragionevolezza e la concretezza delle fede cattolica (elementi che portarono alla conversione, per esempio, di Chesterton e di molti altri, famosi e no) testimoniamo un vago sentimentalismo che non c’entra niente con il Vangelo, ma che fa buon gioco a laicisti, atei, infedeli ed eretici di ogni sorta ed orientamento. Abbiamo ripudiato la Dottrina ritenendola, con sdegno rahneriano, motivo di divisione e di scandalo, ma siamo riusciti solo a generare melensaggini (quelle sì scandalose) ed un’ignoranza spaventosa in teme di fede tra i membri dela Chiesa (non solo laici, penso anche a certi chierici e pure situati molto in alto…).

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    • Giacomot ha detto in risposta a EquesFidus

      Infatti la ”maturazione della propria fede” porterà ad un dialogo costruttivo per mettere alla luce quali sono le Verità date dalla fede cattolica che si basa su ciò che dice la Chiesa Cattolica e Apostolica Latina ,fondata da Gesù , Dio sceso in terra ,tramite Pietro, e porterà a demolire le proteste dei protestanti , che si basano sulla decisione di un uomo di dividere i cristiani per avere più potere .

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      • Sophie ha detto in risposta a Giacomot

        Concordo ed aggiungo che la Beata Maria Serafina Micheli ha visto Lutero all’Inferno.

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      • athèos=a-éthos ha detto in risposta a Giacomot

        Eugenio Zolli (Israel Zoeller, ex rabbino capo di Roma, convertitosi dopo la II guerra mondiale al cattolicesimo, prendendo il nome di papa Pio XII), a chi gli chiedeva il motivo della sua conversione cattolica, piuttosto che protestante, rispondeva dicendo di non avere mai capito, se si trattava di vere e fondate critiche dottrinali (e non di motivazioni contingenti e/o false), perché i protestanti avessero aspettato 1500 anni per iniziare a “protestare”…

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    • Emanuele ha detto in risposta a EquesFidus

      Sull’ignoranza sono d’accordo…

      Correva l’anno 1980 o giù di li… un vescovo ausiliare ad un incontro di catechesi, interrogato su alcune affermazioni decisamente eretiche, ammise candidamente di non conoscere le Scritture, ritenendone superfluo lo studio… aveva altro di cui impegnarsi, così disse…

      Risultato, promosso vescovo di una diocesi importante ed eletto cardinale…

      …cosa potrà indendere per ecumenismo?

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      • EquesFidus ha detto in risposta a Emanuele

        Più che altro, come può imitare il buon pastore per la sua diocesi? Altro che carrierismo e compagnia varia, l’ho detto e lo ripeto, questi sono i veri problemi della Chiesa cattolica (da cui, poi, discendono tutti gli altri, dalle vocazioni fasulle sino a chi intende la gerarchia non come responsabilità e servizio sempre crescenti ma come un modo per guadagnare potere): l’ignoranza dottrinale e l’eresia (che ne è una logica, oserei dire fisiologica, conseguenza) ormai istituzionalizzata ed incancrenita a livelli talvolta paradossali (vedasi il discorso della diocesi di Verona di cui sopra, ma non solo: magari le figure cacine si fossero limitate a quella!) ma che purtroppo sembra essere una costante a certi livelli ed in certe Conferenze Episcopali. Come dice il Vangelo: «3 Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 4 O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? 5 Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello». (Matteo 7, 3-5) Ed il clero odierno (con i dovuti distinguo, che grazie a Dio ci sono ancora oggi), tra la sciatteria dottrinale (se non peggio) e quella liturgica (se non peggio), non ha una trave nell’occhio bensì gli è piombata un’intera casa su di essa: e come si può condurre un dialogo se noi stessi siamo annichiliti ed eretici per ricondurre gli eretici nella casa del Signore? Come siamo credibili, se nessuno conosce più la Santa Dottrina e la ritiene vincolante? Molti membri del clero (e, di conseguenza, anche i laici) sono ciechi che guidano ciechi, e sempre più grazie a queste tendenze si avvicina il momento in cui finiranno tutti in un precipizio.

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        • Li ha detto in risposta a EquesFidus

          Molti membri del clero (e, di conseguenza, anche i laici) sono ciechi che guidano ciechi, e sempre più grazie a queste tendenze si avvicina il momento in cui finiranno tutti in un precipizio.

          Eccone un altro che mi vuole rubare il posto. 😉

          Tornando al discorso serio, come puoi dire che molti membri del clero, e molti laici sono ciechi. Ma tu li conosci tutti?
          Rieccoci allora al fatto in questione: come si fa a dialogare con gli altri se non si vede la propria pagliuzza? Tu sei perfetto? Non smetto mai di ribadire che l’uomo non è perfetto, e vorrei far presente che non trovo giusto citare solo i difetti altrui.
          Prendiamo le ADI, le Assemblee di Dio qui in Italia.
          Se volete vedere come se la passano accomodatevi:

          http://labuonastrada.wordpress.com/page/6/

          E’ da mesi che osservo anche i siti dei nostri fratelli “protestanti”. A loro non piace essere chiamati così, ma se dovessimo citarli tutti ogni volta….
          Anche loro hanno il loro giardinetto pieno di erbacce e foglie secche.

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          • EquesFidus ha detto in risposta a Li

            Sono in questo sito da prima di te. 😉

            Detto questo, mi autocito:

            (con i dovuti distinguo, che grazie a Dio ci sono ancora oggi)

            Certamente ci sono chierici e laici in gamba, ed anche molto: credo che nessuno possa sostenere il contrario, ed anzi farlo è un insulto alla loro passione, competenza e Fede. Detto questo, però, è un fatto che in certe CE, in certi seminari e tra il popolo di Dio viga un’ignoranza ed un disordine dottrinale mostruoso. Qui non si sta parlando dell’essere perfetti (credimi, non lo sono e non l’ho mai sostenuto, anche a livello dottrinale sto studiando e pure molto per risolvere la mia crassa ignoranza), ma del fatto che i cosiddetti “operatori pastorali” spesso (non sempre) siano di una povertà dottrinale sconfortante, talvolta anche ridicola e, purtroppo, non raramente eretica. E questo non tanto per loro colpe, ma perché chi doveva vigilare ed insegnare loro non l’ha fatto, o ha presentato opinioni personali e le proprie mancanze come “verità di Fede”, quando verità proprio non erano e magari non appartenevano neppure alla Fede cattolica. Negare ciò dicendo che non si è perfetti (vero) e che quindi il dialogo può prescindere da una aderenza (il più possibile salda) alla Santa Dottrina in nome di un presunto “spirito ecumenico” è dare manforte e condurre nell’errore non soltanto coloro che debbono essere convertiti alla Vera Fede (che è quella della Chiesa, a scanso di equivoci), ma anche coloro che nella Chiesa (formalmente o meno) già ci sono e che magari vorrebbero aumentare la propria, non solo accontentarsi di vivacchiare andando a Messa la domenica e poi dimenticandosi convenientemente di essere cattolici gli altri sei giorni della settimana.

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            • Li ha detto in risposta a EquesFidus

              Non sono teologa, caroFidus. Sono d’accordo che oggi c’è un’ignoranza sconfortante, e pregare Dio…parecchi vengono sempre meno.
              Bisogna farsi forza. Vorrei prendere spunto dalla parola di qualche giorno fa che mi ha colpito molto (Paolo 1 Corinzi 1): li Paolo rimprovera i discepoli di vantarsi, di essere divisi. E’ vero, ci sono preti che sono che so a favore di matrimoni gay, coppie gay o adozioni, oppure dell’aborto stesso. Questi li trovi anche tra i protestanti.
              Possiamo fargliene una colpa? Sbagliano, naturale ma quello che voglio dire è che c’è un’ideologia talmente forte che è praticamente impossibile scansarle. Sta a noi decidere se vogliamo vivere la nostra fede uniti o divisi.
              La propaganda di Goebbles, per esempio comprendeva anche il cosiddetto Principio dell’unanimità: si portavano le persone a credere che le opinioni espresse da tutti fossero condivise da tutti, dando così una falsa impressione di unanimità, di sensibilizzazione.
              Il diavolo mina anche dentro la religione cristiana: è il modo migliore per ottenere risultati.
              Buona giornata.

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