L’unità tra cattolici e ortodossi nella difesa dell’uomo

Benedetto e MetropolitaCattolicesimo e Ortodossia: sono due termini che il solo accostarli ancora crea perplessità e dibattiti. Si sa, ormai le due Chiese sorelle son separate da quasi mille, dal lontano 1054 quando il cardinale Umberto da Silvacandida depositò la bolla di scomunica per il Patriarca Michele Cerulario sull’altare della maestosa e celebre Santa Sofia di Costantinopoli.

Non fu solo per semplice opportunità politica o superiorità ecclesiale: alla base di questa divisione troviamo radici teologiche profonde, maturate nel corso di secoli e sfociate solo per malintesi politici in quell’anno. Ma si sa anche che quasi cinquant’anni fa, proprio al tempo del Concilio Vaticano II, iniziò il periodo di dialogo e confronto tra i due grandi polmoni della cristianità mondiale, che continua ancora oggi. Ricordiamo che tutte le altre “chiese” cristiane sono da considerarsi comunità ereticali, al contrario della Chiesa Ortodossa, unica che, insieme alla Chiesa latina, conserva la Tradizione e l’intera Sacra Scrittura, e una successione apostolica valida, per sottolineare le proprietà principali.

Questo fruttuoso dialogo, che tenta di ristabilire l’unità e di superare le difficoltà teologiche, prosegue tuttora, e sotto gli ultimi tre Papi, da Giovanni Paolo II, le relazione sono notevolmente migliorate. Gli incontri tra i Papi e i Patriarchi orientali sono aumentati, e continuamente delegazioni dell’una o dell’altra Chiesa viaggiano per mezza Europa. Questi frequenti contatti, che cercano non di superare gli errori eliminandoli drasticamente o di ignorarli, hanno fatto sicuramente scaturire gli elementi comuni tra le due Chiese sorelle, permettendo così di creare fronti ancora più compatti contro le derive dell’epoca post-moderna.

Senza voler sbrodolare una lista infinita, basta ricordare la comune concordia cattolico-ortodossa su temi considerati “valori non negoziabili”, come ebbe a definirli il Papa Emerito Benedetto XVI.  Non è da mettere in discussione la totale sintonia delle due Chiese rispetto al sincretismo religioso e al relativismo, due comportamenti ormai comuni in tutto il nostro occidente e che sempre più vanno diffondendosi anche all’interno del cristianesimo. Sicuramente stessa collaborazione nel combattere l’aborto e l’eutanasia, due grandi piaghe dell’umanità, non per caparbietà o per ostilità al progresso, ma semplicemente per una totale adesione alla Verità di Cristo, che, nonostante non abbia mai parlato di queste tematiche, ha sempre affermato le verità su questi temi, non solo presenti nell’Antico Testamento, ma anche iscritte dentro alla stessa legge naturale e al cuore dell’uomo, che neanche più gli stessi cristiani riconoscono più come vera e presente. La vita è TOTALMENTE e INTEGRALMENTE sacra, sia alla sua alba che al suo tramonto.

Non si può scordare anche la condanna dei matrimoni omosessuali o delle stesse sole convivenze tra persone dello stesso sesso. Ma la cosa va ancora più in profondità: in questi ultimi anni l’emergenza “omosessualista” ha fatto intervenire le autorità ecclesiastiche soprattutto nell’affermare all’assoluta innaturalità di unioni omosessuali. Ma non si deve dimenticare che la famiglia, per essere tale al cospetto di Dio, deve essere unita attraverso il vincolo del matrimonio; la tanto ormai diffusa convivenza è una piega diffusissima in tutto l’Occidente, sintomo di una tremenda immaturità affettiva e di una smodata ricerca del benessere, scambiato per comodità. Ed è proprio su questo ultimo tema che le due Chiese sorelle si sono ultimamente trovate schierate insieme.

Dal 28 novembre al 1 dicembre, presso l’Università Cardinale Stefan Wyszynski, a Varsavia, in Polonia, si sono incontrati l’arcivescovo Józef Michalik, presidente della Conferenza Episcopale Polacca, e il Metropolita Hilarion, presidente del Dipartimento delle Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca con le loro rispettive delegazioni, per discutere di alcune tematiche. L’arcivescovo Michalik ha sottolineato le difficoltà attuali dell’Occidente, che non riesce ad accettare i valori cristiani, sradicando quindi i fondamenti su cui si fonda la stessa civiltà. Il Metropolita, partito da Mosca con la benedizione del Patriarca Cirillo, ha sottolineato che il Patriarcato di Mosca “nutre le stesse preoccupazioni e vede questi problemi in modo simile”. Le preoccupazione vertono soprattutto sul valore della famiglia, come prima accennato, e anche sulla difesa dei cristiani perseguitati in tutto il mondo, e soprattutto nelle regioni sconvolte dalla guerra.

Le “family patchwork”, come le ha chiamate recentemente il cardinal Schönborn, non possono diventare il nuovo modello di famiglia cristiana, che si fonda sull’amore dell’uomo verso la donna, e viceversa, in Cristo dentro la Chiesa. Troppo facilmente si dimentica che queste nuove forme sono dei surrogati, in cui sicuramente è presente l’amore, ma dove Dio è estromesso, cacciato, esiliato. “Come potrà mai c’entrare Dio con me e la mia ragazza, non basta l’amore?” non è questa una frase ripetuta ormai ad ogni piè sospinto? Ebbene, Dio c’entra, eccome se c’entra; non “solo” perché Dio c’entra con tutto, poiché Lui crea tutto, risposta forse troppo semplicistica e neanche “palpabile” dalla persona, ma perché, e sicuramente non si riduce a ciò, l’uomo è fatto di amore, ma come mostra soprattutto il nostro tempo, il suo amore è fiacco, debole, fallace: quante persone tradiscono i propri coniugi? Come vengono portati avanti i rapporti amorosi tra i giovani? Ebbene, questo mostra una cosa: non siamo in grado da soli di ricambiare e manifestare l’amore per l’altro, cadiamo e ricadiamo. Per questo nel Vangelo così ci racconta San Matteo: «Rispose loro Gesù:”… Chiunque ripudia la propria moglie,…, commette adulterio”. Gli dissero i discepoli: ”Se è questa la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi.” Egli rispose loro: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso”» Concesso da chi, se non dal Padre, da Dio? Ecco perché Dio c’entra, perché è l’unico che veramente può completare l’amore umano!

Approfittando del tema, ho voluto ribadire ancora una volta questa fondamentale verità. Ma son soprattutto queste prese di posizioni comuni che possono far gioire il cuore, vedendo i cristiani uniti ancora una volta per difendere le verità dell’uomo. Possiamo sicuramente rallegrarci per questi incontri ecumenici seriamente intrapresi, che fanno sperare che la divisione nella Chiesa possa un giorno cedere il passo alla Chiesa UNA per la quale anche Cristo aveva pregato il Padre.(cfr Gv 19, 21)

Luca Bernardi

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10 commenti a L’unità tra cattolici e ortodossi nella difesa dell’uomo

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  1. EquesFidus ha detto

    Aspettate un momento, però: prima di dire che la Chiesa ortodossa e quella cattolica sono sostanzialmente intercambibili, dal momento che ci sono differenze dottrinali ed ecclesiologiche rilevanti (ad esempio il rifiuto, da parte degli ortodossi, del Filioque nel Credo e la concezione sinodale della Chiesa, in cui cioè ogni realtà locale è sostanzialmente autocefala). Questo tralasciando la questione dello scisma.

    • gladio ha detto in risposta a EquesFidus

      La questione del Filioque, già…

      E’una questione che per un teologo riveste sicuramente una grande importanza ma, considerando che il novantanove virgola nove periodico per cento dei fedeli( sia al di quà che al di là del Danubio) non sa neanche dove stia di casa,
      e considerando inoltre che per il novantanove virgola nove poeriodico per cento di quelli che la conoscono non influisce un granchè sul loro cammino di fede quotidiano, ritengo che giustificare uno scisma per una questione del genere autorizzerebbe il buon Gesù, da amorevole padre a prenderci tutti quanti, noi ( cattolici) e loro (ortodossi) a sacrosante pedate nel deretano.

      • EquesFidus ha detto in risposta a gladio

        In ogni caso, noi cattolici non possiamo rinunciare ad una verità di Fede, mi dispiace. La carità discende dalla verità, non dalla negazione di essa.

        • Bichara ha detto in risposta a EquesFidus

          non c’è verità scentifica in fatto di fede…il credo è identico tra noi e gli ortodossi e questo mi basta per essere tutt’uno
          Trovo strano (e poco cristiano)riesumare i fantasmi del passato, i bizantinismi superati per continuare la separazione

          • EquesFidus ha detto in risposta a Bichara

            Ma è proprio questo il punto: il Credo non è identico. Si può far finta che non sia così, in nome di un ecumenismo che sembra più un voler accontentare il prossimo che ricondurlo alla Chiesa, che è Una, Santa, Cattolica ed Apostolica (da nessuna parte si accenna a due Chiese, tra l’altro), ma resta il fatto che non è così.
            Sinceramente, ho sempre trovato ben strani questi tentativi di rendere l’ortodossia intercambiabile col cattolicesimo, quasi come se le differenze dottrinali ed ecclesiologiche fossero insignificanti; purtroppo, non è così, e anzi denota ignoranza ritenerle tali.
            Chiariamoci: che sicuramente l’unità sia ben più facile da raggiungere con gli ortodossi (ed alcune Chiese locali infatti si sono già riunite) e che la riunione con essi possa apportare indubbi benefici anche alla cattolicità (vorrei proprio vedere proporre certi atteggiamenti agli ortodossi come buoni e giusti) che con la stragrande maggioranza dei protestanti (che tra l’altro talvolta vedono la Sposa del Cristo come la “meretrice di Babilonia” e simili porcherie), anche grazie ai cattolici di rito bizantino che hanno alcune pecularità simili (Santa Messa simile e clero uxorato, per esempio) credo sia un fatto. Che questo sia favorito anche dall’avere, dalla parte ortodossa, Sacramenti e liturgie valide credo sia incontestabile; tuttavia, non si può neppure far finta che sia tutto uguale, che basta darsi una stretta di mano e va tutto bene. Questo perché la mentalità ortodossa e quella cattolica sono ben diverse, senza contare le questioni teologiche (come il Filioque, ma anche l’accettazione di tutti i dogmi promulgati dal 1054 ad oggi che non sono pochissimi) ed, appunto, ecclesiologiche (quali, per esempio, l’accettazione del Papa come vicario di Cristo e non come semplice capo della chiesa di Roma). Purtroppo, anche questi sono i frutti scellerati nati dal ripudio della Dottrina e dall’ecumenismo sfrenato: guardare solo ciò che unisce e non ciò che ci divide, con cui però bisognerà fare i conti un giorno o l’altro. E, purtroppo per i filo-ortodossi anche su questo sito, noi non possiamo rinunciare ai dogmi né al Filioque, perché confermati dai successori di Pietro.

      • Franceschiello ha detto in risposta a gladio

        Lo scisma non si giustifica in base al solo Filioque. Il Filioque è solo la punta dell’iceberg.
        Il fatto è che nel corso dei secoli gli orientali hanno sviluppato una teologia ed una spiritualità molto diverse da quelle latine. Volendo fare una estrema (ma proprio estrema, quasi superficiale) sintesi, potremmo dire che la teologia ortodossa è misticista, mentre la teologia cattolica è razionalista: gli ortodossi infatti, al contrario dei cattolici, non si sono mai sforzati più di tanto di conciliare la Fede con la Ragione. Tant’è vero che gli ortodossi hanno scarsa considerazione di quei massimi teologi della cattolicità che sono l’Ipponate e l’Aquinate. E tant’è vero che ancora oggi gli ortodossi si rifiutano di adottare il calendario gregoriano. And so on…

        Insomma, le differenza tra cattolici e ortodossi ci sono, sono tante, e sono profonde. Ma ritengo che con gli ortodossi valga comunque la pena di dialogare: molte cose ci dividono, ma molte altre cose ci uniscono (non posso dire altrettanto dei protestanti, dacché le cose che ci dividono superano di gran lunga le cose che ci uniscono).

  2. Chris ha detto

    Tralasciando un’attimo le questioni legate allo scisma,gli Ortodossi sono gli unici per cui nutro molto rispetto all’interno delle frange del Cristianesimo e di cui prego che un giorno ci riuniamo in un’unico corpo!

    • gladio ha detto in risposta a Chris

      Concordo con te Chris, il discorso per l’ unità dei cristiani, con gli ortodossi, ha ancora un senso, mentre con i protestanti , purtroppo ( purtroppo per loro), si ridurrebbe ad una mera operazione di raccolta in mare, dei pochi superstiti di un naufragio di una nave che ormai, cristianamente parlando, non c’è più.

      • andrea g ha detto in risposta a gladio

        Sì, il protestantesimo si avvia progressivamente a diventare
        una parodìa della Verità Cristiana.

        • andrea g ha detto in risposta a andrea g

          E tutto ciò, poichè DIO è il Signore della Storia,
          condurrà progressivamente a mettere in luce per
          tutti i popoli che solo ed esclusivamente nel
          Cattolicesimo si trova la Verità donataci dal
          Sacrificio del Figlio di DIO.
          A LUI la lode e la gloria nei secoli.

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