La cultura LGBT discrimina gli altri, ecco perché

genitore1Secondo molti, dare un’approvazione ufficiale alle unioni omosessuali e dunque valorizzare l’abolizione della differenza sessuale, non comporterebbe alcuno svantaggio a chi è contrario.

Un esempio recente mostra perché questa tesi è sbagliata: allo storico liceo classico romano Mamiani, riferimento della borghesia sessantottina di sinistra, sono stati aboliti i termini “padre” e “madre” dal libretto delle giustificazioni degli studenti, sostituiti dall’asettica, omologata e misogina definizione di “Genitore 1” e “Genitore 2”. Tutto al maschile, (niente “genitrice”) dunque, con l’approvazione contraddittoria delle sempre più in crisi femministe italiane. Anche le famiglie contrarie all’omologazione e non prive di paura verso la diversità sessuale, si sono trovate costrette ad essere identificate dalla scuola del loro figlio attraverso i numeri “1” e “2”, in nome di un ipotetico rispetto. Discriminare 99 per rispettare 1, ma se i termini “madre” e “padre” sono una mancanza di rispetto bisognerebbe avere il coraggio di bandirli da tutta l’area pubblica, non soltanto nell’ambito scolastico. Perché una coppia omosessuale, infatti, dovrebbe essere “rispettata” solo a scuola e non in tutti i luoghi pubblici?

Se esulta Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, la preside del liceo Tiziana Sallusti scarica la responsabilità sugli studenti dicendo che sarebbe stata una loro richiesta. Peccato che il rappresentante degli studenti del liceo romano (proveniente dai collettivi di sinistra), Lorenzo R., ha affermato al “Messaggero”: «mi sembra molto impersonale, trasmette un’idea burocratica e asettica che in questo liceo purtroppo va molto di moda negli ultimi anni. E’ un cambiamento di cui francamente nessuno sentiva la necessità». Perfino il “Corriere della Sera”, abituato alle marchette all’omo-logazione, si è trovato perplesso in questa iniziativa utile a nascondere la scomoda (per alcuni) realtà con dei numeri.

Qualcuno ha pensato alla doppia umiliazione del genitore che si troverà a firmare nella casella del “genitore 2”? Una gerarchia familiare che dal libretto delle giustificazioni si imporrà in ogni ambito scolastico, creando oltretutto ambiguità e confusione nei casi in cui i due genitori (1 e 2) convivono con altrettanti partner/genitori (3 e 4?). Conseguentemente e per coerenza anche i nonni, se sono chiamati a fare le veci dei genitori, dovranno identificarsi come genitori 1 e 2 del genitore 1…e così via.

«Ogni ragazzo nasce da un padre e da una madre», afferma Antonio Affinita, direttore generale del Moige (Movimento Italiano Genitori), «suscita perplessità la scelta di cancellare la parola madre e padre sui libretti di giustificazioni, peraltro senza coinvolgere, in una scelta democratica e condivisa tutti i genitori nella scuola. Sono temi che toccano le identità delle persone, con questa scelta si discriminano i genitori che ancora si sentono padri o madri e non genitore 1 e genitore 2».

Evidentemente la paura per la diversità e la discriminazione sono concepiti come progresso nelle nostre società omo-secolarizzate.

La redazione

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