Femminicidio, il matrimonio è protezione per la donna


di David Quinn*
*giornalista dell’Irish Independent

da Mercatornet.org, 24/11/16

 

Recentemente si è tenuto un convegno a Dublino per cercare il modo di ridurre la violenza contro le donne e i bambini. Un problema che non potrà essere risolto se si continua a sostenere un collegamento con la struttura familiare.

La giornalista femminista Olivia O’Leary ha avvertito che «i valori della famiglia tradizionale nascondono una grande quantità di crudeltà». Questo è un argomento molto delicato, ma è lo stesso atteggiamento che ha portato le autorità inglesi di Rotherham e Rochdale a coprire la violenza sessuale e lo stupro di ragazze bianche, spesso minorenni, da parte di uomini soprattutto pakistani, a causa della paura di incorrere nell’accusa di incitamento al razzismo.

Ma entriamo nel merito e verifichiamo se vi è davvero un legame con la struttura familiare “tradizionale”. La tabella pubblicata qui sotto si basa sul sondaggio 2011-2012 National Survey of Children’s Health condotto dal National Center for Health Statistics negli Stati Uniti, che ha intervistato ben 95.677 genitori di bambini di età inferiore ai 17 anni.

 

Come fa notare questo articolo pubblicato dall’Institute for Family Studies, i risultati sono stati assolutamente chiari. Ai genitori è stato chiesto se il loro bambino avesse mai visto o sentito «i genitori, i tutori o altri adulti in casa schiaffeggiarsi, colpirsi e picchiarsi a vicenda». I bambini che vivono con una madre divorziata o separata avevano sette volte più probabilità di assistere a violenza domestica rispetto ai bambini che vivono con i loro due genitori biologici sposati. Se la madre non si è mai sposata, invece, il bambino aveva ancora sei volte più probabilità di assistere a violenza domestica rispetto ai bambini che vivono con i loro genitori biologici, sposati.

In altre parole, se siamo davvero preoccupati per la violenza domestica dobbiamo guardare la questione in modo equo e oggettivo, svolgendo una discussione corretta su di esso.

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34 commenti a Femminicidio, il matrimonio è protezione per la donna

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  1. Enrico ha detto

    Diverrete un solo corpo ed uns sola carne,pertanto l’uomo tratti la donna come parte del proprio corpo non sarebbe difficile da capire.
    Secondo quante vittime di femminicidio sono sposate davanti a Dio?

    • lorenzo ha detto in risposta a Enrico

      Scusami se preciso:
      Quanti femminicidi avvengono all’interno di un matrimonio contratto di fronte a Dio?

  2. Luca ha detto

    Dire che i valori della famiglia tradizionale nascondono una grande quantità di crudeltà é una sciocchezza evidente che si commenta da sola.
    Tuttavia questa stessa affermazione diverrebbe molto più plausibile se la circonstanziassimo meglio. Penso si possa dire tranquillamente che una famiglia che diventa un obbligo istituzionale sancito dalla legge e slegato dalla naturale evoluzione delle persone … questo sì potrebbe ben offrire un ottimo pretesto per lo sviluppo della violenza familiare. Letti in questo senso i dati sono perlomeno ambigui, assolutamente non significativi. Si potrebbe leggere: ci sono alcune caratterialmente, socialmente predisposte a fare/subire violenza e una percentuale molto alta di queste persone sono divorziate. Quale la causa e quale l’effetto ? Possiamo calcolare quale sarebbe il tasso di violenza se queste stesse persone fossero obbligate a proseguire la loro vita familiare a dispetto della loro storia peronale ?

  3. Luca ha detto

    Aggiungo che secondo me (ma ci vorrebbe il parere di un sociologo) anche la raccolta dati sembrerebbe viziata. Sono stati interrogati 95677 genitori. Sembra molto probabile che genitori di famiglie unite tendano a “proteggere” la famiglia e minimizzarne i momenti difficili mentre genitori che hanno già subito la sconfitta della famiglia siano più avvezzi a descriverla come un luogo di sofferenza.

  4. Yoko ha detto

    “Recentemente si è tenuto un convegno a Dublino per cercare il modo di ridurre la violenza contro le donne e i bambini. Un problema che non potrà essere risolto se si continua a sostenere un collegamento con la struttura familiare.”

    Ma non vi vergognate? 79 volte su 100 avviene all’interno dei rapporti familiari.

    Il significato di FEMMINICIDIO è definito come:

    “Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di MATRICE PATRIARCALE, allo scopo di perpetuare la subordinazione e di annientare l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte”[2][3] in accordo quindi con la definizione di violenza di genere[4].

    8 donne su 10 vengono uccise IN FAMIGLIA, in quelle famiglie dovegli uomini non accettano la separazione , uomini malati di mente , deboli che la vostra vergognosa cultura patriarcale ha indotto a considerarsi I PADRONI delle donne.. una cultura che ha trasformato le donne in vittime e gli uomini in carnefici.

    Riportate questo di grafico:

    http://www.agi.it/data-journalism/2016/11/25/news/violenza_sulle_donne_femminicidio_in_italia_una_vittima_ogni_due_giorni-1273193/

    “La giornalista femminista Olivia O’Leary ha avvertito che «i valori della famiglia tradizionale nascondono una grande quantità di crudeltà». ”

    Esattamente.

    In 10 mesi nel 2016, centosedici donne uccise da mariti, fidanzati, compagni o altri familiari. Una ogni tre giorni.

    Il caso di Fortuna Loffredo su tutte.

    La dimostrazione di quanto siete in malafede è proprio aver ripreso un’inutile statistica di 5 anni fa, che riguarda gli USA rimbalzando un articolo di un istituto dichiaratamente di parte “a favore” del matrimonio tradizionale, spulciato subdolamente per sostenere che le donne devono rientrare in quelle famiglie tradizionali che finora troppo spesso hanno provocato morte e sofferenza.

    Per non parlare di tutti i contesti patriarcali e religiosi di matrimoni combinati, donne obbligate e schiavizzate.

    Suonano ancora devastanti le parole di Costanza Miriano sul libro “Sposati e sii sotommessa”, che diffonde il vostro miserabile stereotipo della donna onesta solo quando è sottomessa e casalinga, mentre la donna libera sessualmente è come una prostituta.

    La famiglia e il rapporto tra i sessi deve essere ridefinito attraverso il massimo contrasto alla discriminazione di genere che deve iniziare nelle scuole,
    per abbattere ogni vostro criminogeno stereotipo sulle donne.

    • Sophie ha detto in risposta a Yoko

      Fu così che dopo avere scritto questo pippone la signorina Yoko non lo aveva neanche letto il libro della Miriano.

    • lorenzo ha detto in risposta a Yoko

      Non capisci un koyo: unioni civili, famiglie aperte, convivenze, fidanzati, separati, divorziati o in attesa di divorzio sono forse la famiglia unita in matrimonio come l’intendiamo noi cattolici?

    • andrea g ha detto in risposta a Yoko

      Uno sfogo di gran livello, simpatica yoko; scrivi più spesso-

      • Max ha detto in risposta a andrea g

        Sophie, Lorenzo, Andrea, e’ sempre la stessa persona che prende 100 nicks diversi e scrive i soliti titoli di propaganda. Lasciatelo perdere.

        • andrea g ha detto in risposta a Max

          Hai ragione, Max; chissà, può anche essere che, alla fin fine,
          il constatare quanta libertà viene concessa al suo
          cervello ossessivo ed ossessionato serva a qualcosa.

          • andrea g ha detto in risposta a andrea g

            Come sottolinea, in modo particolare, Papa Francesco,
            la misericordia per una vita così triste è dovere di
            ogni cristiano.

    • Daniela67 ha detto in risposta a Yoko

      Mi spieghi dove avresti visto le famiglie tradizionali nel caso della piccola Fortuna Loffredo? Se tu avessi seguito un minimo la vicenda ti saresti accorta che in quelle famiglie coinvolte non vi è niente di tradizionale. Madri con 3 o 4 figli tutti di padri diversi, padri che non si sia dove siano oppure abitano nello stesso caseggiato ma non si parlano con le madri, madri che vivono con uomini che fanno da patrigno ai loro figli e a loro volta hanno figli propri fatti con altre donne…. non voglio sembrare offensiva ma la miseria umana che si percepisce in quei legami familiari è enorme. Se il tuo intento è quello di imputare alla famiglia tradizionale i tanti casi criminali contro le donne, cerca un esempio migliore perchè quello scelto ti smentisce in pieno.

  5. caterina trucco ha detto

    Troppa Misericordia per gli adulteri parolisi e il marito di Ragusa assassini di due
    Mogli esemplari

  6. caterina trucco ha detto

    Troppa Misericordia per gli adulteri parolisi e il marito di Ragusa assassini di due
    Mogli esemplari

  7. caterina trucco ha detto

    Troppa Misericordia per gli adulteri parolisi e il marito di Ragusa assassini di due
    Mogli esemplari

  8. beppino ha detto

    Non poteva essere che così.
    Quando i coniugi sposati con bambini passano alla separazione, e successivamente al divorzio, creano sempre un dramma per i figli; non c’é altro da dire e non c’é mai soluzione alla questione (specialmente se i bimbi sono piccoli). E dopo l’introduzione del divorzio in Italia ci sono voluti anni per vedere la cosa dal punto di vista dei più piccoli attraverso l’introduzione dell’affido condivisivo obbligatorio. Far nascere e far crescere figli implica responsabilità e non é certo l’introduzione del divorzio che ha dato soluzione ai problemi (anzi, sicuramente nei primi anni, ha solo peggiorato la tragedia dei minori…).
    Non può essere che così anche se due genitori non sono sposati. Come é possibile aumentare la probabilità di essere buoni genitori se due persone pensano di far figli entro un ambiente in cui la cosa più importante é la mancanza di un reciproco elenco vincolante di diritti e doveri da condividere e rispettare?
    Stesso discorso per figli uniti con papa e mamma dalla biologica. Le cose non possono che funzionare (mediamente) meglio se caratteri e forme sono simili ad origine.

  9. Max ha detto

    Penso che una cosa importante nello studio di cui sopra sia capire la frequenza relativa di fenomeni di violenza. Ad esempio, se ci sono 1000 episodi di violenza ogni 10000 donne sposate e 1000 episodi di violenza ogni 5000 donne non sposate.

  10. Germano ha detto

    Nell’articolo e nel commento di Yoko ci sono gli stessi errori.
    Mi sembra ovvio che nelle famiglie ordinate i figli vivano meglio che nelle altre. È come scoprire che si vive di più e meglio tra i sani che non tra i malati.
    E Yoko scopre che l’ambiente dove maturano i femminicidi è la famiglia. E grazie: è lì dove nascono le passioni più travolgenti, nel bene e nel male. Ci dovremmo aspettare i femminicidi dal parrucchiere? O in biblioteca?
    Detto questo, non possiamo trarre la conclusione che la famiglia tradizionale sia da smantellare. Sarebbe come dire che, siccome i femminicidi sono commessi da maschi, la natura del genere maschile sia criminale in sé.

    • giovanna ha detto in risposta a Germano

      Come qualcuno ha intuito, la Yoko è solo uno dei mille e mille nick ( o “registri”, come li chiama lei ), di una persona molto disturbata che scriveva ossessivamente su Tempi, come su tanti altri siti, che chiamammo “la trollona”. Vedrete, mostra un animo mortifero, rimpicciolito e cattivo, scrivendo la solita robaccia rimasticata per propugnare aborto, eutanasia , femminismo becero e gender ancora più becero, il tutto unito dall’odio verso la Chiesa. La cosa che mi incuriosiva di lei è che, pur odiando l’uomo , assume spessissimo nomi maschili, su questo sito, per esempio, “maurizio”, come se si ritenesse più incisiva presentandosi come uomo ! Mi pare che anche qui si sia presentata spesso come “shiva”. Certo, trovare una logica nella trollona, che non sia il constatare un’esistenza vuota e piena di solitudine, è del tutto inutile.Noi, su Tempi, abbiamo provato a farle un po’ di compagnia, all’epoca, ma con esiti nulli.O, almeno, con esiti tangibili nulli, che il cuore umano è un grande mistero. Da allora, comunque, mi capita spesso di dire una preghiera per lei e continuerò a farlo ogni volta che la rileggerò qui, come accadrà sicuramente, perché qualsiasi cosa si dica o si faccia, alla trollona rimbalza tutto, lei va avanti per la sua strada, l’unica strada che crede di avere davanti, quella del trollaggio accanito, per sentirsi viva. Ciao trollona, non ti preoccupare, questo è il primo e l’ultimo commento sul tuo triste e funereo personaggio, giusto per gli amici di uccr, tanto non ti fa un baffo niente. Però mi ha fatto piacere ritrovarti, sapere che ci sei.Ah, non le dite di andare su siti più affini al suo grigiore, che altrove non le vogliono bene come le possono voler bene dei cristiani : quelli che la pensano come lei, le persone come lei le vorrebbero eliminare dalla faccia della terra, se non ci sono riusciti con l’aborto, con una bella eutanasia.

      • andrea g ha detto in risposta a giovanna

        Una ragazzina disturbata a questi livelli rappresenta
        un caso clinico.
        Hai ragione: l’unica cosa che si può fare, insieme alla
        preghiera, è (forse) concederle di sfogare le
        sue nevrosi ossessive, se non esagera con la maleducazione-

      • Emanuele ha detto in risposta a giovanna

        Brava…

        Ti propongo anche una versione biblica del “don’t feed the troll”.

        “Convincete quelli che sono vacillanti, altri salvateli strappandoli dal fuoco, di altri infine abbiate compassione con timore, guardandovi perfino dalla veste contaminata dalla loro carne.” (Gd 1, 23)

        Quindi, sí, alcuni meglio evitarli…

      • Claude L. ha detto in risposta a giovanna

        Beh, lo stile, il linguaggio, le “idee”, i “concetti”… sono sempre quelli.
        Aggiungo che fino a poco tempo fa avevo preso gusto a inventariare i “registri”: sono arrivato a 45, + altri 13 dubbi. E mi sa che la conta dei registri, almeno questa, non è su un “binario morto”.

        • andrea g ha detto in risposta a Claude L.

          La “trollona”, è costretta a passare i suoi giorni su questo blog:
          la vita reale dev’essere tremenda, poveretta-

  11. Paolo ha detto

    —- x Germano

    “E Yoko scopre che l’ambiente dove maturano i femminicidi è la famiglia. E grazie: è lì dove nascono le passioni più travolgenti, nel bene e nel male. Ci dovremmo aspettare i femminicidi dal parrucchiere? O in biblioteca?”

    E grazie un par di palle: perchè la famiglia tra tutti gli ambiti possibili elencati nell’articolo che ho postato (e che forse manco hai letto) è l’UNICO in cui ci dovrebbe essere la piena FIDUCIA.

    E i femminicidi avvenogno in famiglia a causa di UOMINI che non sanno accettare il rifiuto a causa di una cultura patrarcale e maschilista come tutte le associaizni del settore confermano.

    Perchè nella cultura italiana e cattolica viene osannata la Madonna,
    un modello fenmminile altamente DISEDUCATIVO, dove la virtu della donna coincide con la propria verginita e la sottomissione fisica e mentale.

    E quindi gli uomini si aspettano di sposare vergini su cui esercitare il diritto di POSSESSO.

    Esattamente come nella cultura ISLAMICA.

    La famiglia va allora RI-DEFINITA, in termini di rispetto e parita DI GENERE.

    E va fatto a partire nelle scuole. E UCCR , Tempi e tutta la chiesa si oppongono perche la cultura religiosa monoteista, assolutista e fascista di natura, prevede il controllo e il dominio sull’altro, come nell’ISLAM e che partorisce libri-spazzatura come quello di Costanza Miriano, giustamente censurato all’estero e osannato dal papa.

    CHIARO?

    Voi siete un pericolo sociale, ma con SHIVA101 non passerete … MAI.

    P.S.: Giovanna… Tempi ha chiuso i commenti eh? ben ritrovata …

    • andrea g ha detto in risposta a Paolo

      “Voi siete un pericolo sociale, ma con SHIVA101 non passerete … MAI.”
      Questa è particolarmente splendida! grazie davvero-

      • andrea g ha detto in risposta a andrea g

        Dimmi, ragazzina, cosa conti di fare per
        “impedirci di passare”?
        Poichè ci ritieni un pericolo sociale, ti sentiresti in dovere,
        qual’ora ne avessi la possibilità, di sterminaci?
        Con calma, non agitarti troppo, piccina-

    • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

      Ti credi intelligente ed i creduloni saremmo noi credenti?

      Chiami famiglia quella che noi non consideriamo famiglia e poi affermi che neghiamo che i femminicidi avvengano in quella che tu ti ostini a chiamare famiglia?

      Sulla Madonna hai idee che non sono le nostre idee e critichi le tue idee attribuendole a noi?

      Non sai che, per legge di natura, uomo e donna sono differenti e complementari?
      Non mi dirai che non arrivi a comprendere che affermare la differenza e la complementarietà non significa ipotizzare una pur minima superiorità dell’uno sull’altro?

  12. Corazzo ha detto

    ma certo come no,
    la “schiavitù gioiosa”, “uscire dalla logica dell’emancipazione” (come dice Costanza Miriano), burka, conventi, pregiudizi sessuali, castrazioni fisiche e psicologiche e matrimoni forzati li chiami complementarità?

    eeeh si vede che oltre al concetto di libertà religiosa c’avete un concetto MOLTO particolare anche della parola complementarità.. davvero MOLTO particolare…

    buffoni.

  13. Germano ha detto

    Per Paolo/Yoko

    Dici una serie infinita di cose senza alcun fondamento. Potrei replicare, ma preferisco invitarti a rilassarti un attimo e fare una passeggiata all’aperto. Almeno qui al nord la giornata è bellissima, goditela. È possibile che dopo si possa colloquiare meglio. Ti aspettiamo.

  14. Francesco Agostino Fassi ha detto

    Ai commenti illuminati in questa sede e per un cattolico credente la Santa Madre Chiesa come me e nel matrimonio sacramento mi permetto di linkare una notizia che fa vedere una famiglia sana che funziona:
    http://www.uccronline.it/2017/01/19/affetta-da-disabilita-e-scartata-da-tutti-oggi-ha-aperto-la-sua-pasticceria/
    a buon intenditore poche parole.Saluti.

  15. Riccardo ha detto

    Merico, per usare la logica devi prima leggere.

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