L’immaturità delle femministe spagnole (e italiane)

Casate sumisaIn Italia è diventato un bestseller nel 2011, addirittura il “caso letterario” dell’anno nella saggistica, ora lo stesso sta accadendo in Spagna dove è arrivato soltanto da qualche settimana. Si tratta di “Sposati e sii sottomessa” della scrittrice Costanza Miriano, attualmente all’ottavo posto nella classifica dei libri venduti su “Amazon”.

Questo enorme successo è anche dovuto alla sterile critica di qualche femminista-zitella italiana e della grande sollevazione mediatica e politica che invece si sta verificando in Spagna, dove addirittura i maggiori partiti politici hanno annunciato provvedimenti per il ritiro dal commercio del libro (“Casate y sé sumisa”, tradotto) e le femministe lo hanno denunciato alla Procura con l’accusa di apologia della violenza sulle donne. Nel Paese zapaterista è impossibile criticare il movimento femminista -come fa la Miriano nel suo libro- e proporre una visione cristiana del matrimonio che al posto dell’omologazione, preveda la naturale differenziazione e l’equilibrio dei ruoli familiari.

Si può non essere d’accordo, non leggere il libro, non consigliarlo, si può discuterne…eppure il femminismo non ne è capace, ma parla solo attraverso il linguaggio della violenza, della censura. In nome della libertà, viene tolta la libertà. Oltretutto nella maggioranza dei casi senza neppure leggere il libro, ma fermandosi al titolo, cioè un’affermazione di San Paolo dove la parola “sottomessa” non ha alcun legame con l’interpretazione moderna. La Miriano invita, da donna alle donne, a non voler controllare tutto: «fidati di tuo marito, obbediscigli, fai uno sforzo di vedere il bello di quello che lui dice e fa». «La parità di diritti e di dignità tra uomini e donne non è in discussione», ha spiegato ancora. «La Chiesa ha sempre sostenuto questo».

Il “matrimonio cristiano” non ha alcun legame con la donna chiusa in casa dedita alle faccende domestiche, la Chiesa non ha mai promosso tale visione, ha spiegato Feli Merino, membro del consiglio direttivo della casa editrice Nuevo Inicio che ha pubblicato il libro. D’altra parte la stessa Miriano è madre ma anche donna in carriera come giornalista della Rai. «Solo in un Paese estremamente ideologizzato può accadere che un giornalista di un’agenzia nazionale scriva una notizia su un libro conoscendone solo il titolo. Questo libro, che sembra sollevare un polverone, ha venduto migliaia di copie in Italia, dov’è stato accolto come uno dei grandi successi dell’ultimo anno. Perché? Le italiane vogliono restare recluse in casa aspettando il marito con il brandy già in mano per servirglielo con premura? No. La questione è che è un libro interessante, indipendentemente dal fatto che si sia d’accordo in tutto o in parte con quanto dice».

Sul “Fatto Quotidiano” la femminista Silvia Ragusa non ha creduto di poter tornare a bastonare la collega in difficoltà, esultando perché le sue amiche spagnole sono riuscite a censurare laddove lei ha fallito in Italia. Oltretutto diffamando anche il proprietario della casa editrice, Javier Martínez, arcivescovo di Granada, accusandolo di aver affermato (mettendolo tra virgolette): “Se la donna abortisce, il maschio può abusare di lei”, quando in verità ha detto un’altra cosa, una verità scomoda: l’interruzione di gravidanza «facilita anche l’irresponsabilità di uomini e donne nelle proprie relazioni, e -per estensione- gli abusi verso le donne».

Lo stesso arcivescovo in un comunicato ha ricordato che «Costanza Miriano è stata recentemente invitata a partecipare al seminario sulla dignità della donna, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici», incontrando Papa Francesco e che «la posizione della casa editrice su questi due libri è in accordo con l’insegnamento della Chiesa». Oltretutto rilevando che «gli scaffali delle librerie, sono pieni di libri che, talvolta in modo ironico, talaltra con la massima serietà, insultano o si prendono gioco di sacre verità, dal matrimonio alla maternità, dalla libertà di educare a un significato profondo del vivere alla realtà della fede che professa gran parte del nostro popolo. Per di più, questi insulti e prese in giro godono della protezione della libertà di espressione». E si vuole censurare questo libro? In realtà il vero obiettivo di tutta la polemica, ha spiegato ancora la Miriano, è la Chiesa cattolica spagnola.

«Il mio sarebbe il primo libro censurato in Spagna dopo la fine del regime di Franco», ha commentato. «Mi dispiacerebbe perché parla a donne indurite e uomini egoisti, si potrebbe provare a dargli un’occhiata. La maggior parte della gente si è fatta un sacco di risate (in molte librerie sta nel settore umorismo). Oppure si può sempre non comprarlo».

La redazione

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