Perché laicità fa rima con cristianesimo

Salvatore VecaAbbiamo già parlato dell’ultimo libro del filosofo intollerante Paolo Flores D’arcais, direttore di “Micromega”, intitolato “La democrazia ha bisogno di Dio? Falso!” (Laterza 2013). In esso l’autore sostiene che «va negato radicalmente e in modo sistematico ogni ruolo pubblico delle religioni nella democrazia, perché qualsiasi ruolo pubblico minaccia e mette a repentaglio elementi essenziali del sistema democratico».

Solo gli atei possono partecipare alla vita pubblica perché «la democrazia è atea, imprescindibilmente», spiega Flores D’arcais. Il credente, se vuole parteciparvi, deve accettare l’«esilio dorato nella sfera privata» di Dio. L’autore ha l’obiettivo dichiarato di confutare la posizione del celebre filosofo tedesco Jürgen Habermas, secondo il quale invece la democrazia ha bisogno di un presupposto religioso. Tuttavia a leggere le parole di Salvatore Veca, filosofo, docente universitario e vicedirettore dell’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia, sembra che l’intento non sia affatto riuscito.

Alla domanda su chi sceglie tra chi apprezza il ruolo delle religioni nello spazio pubblico, come Jürgen Habermas, e chi invece identifica la democrazia con l’ateismo, come Paolo Flores d’Arcais, il prof. Veca è chiaro: «Se per spazio pubblico s’intende l’agorà, un contesto sociale dove si parteggia, si cerca di convertire gli altri, si misurano proposte alternative, Habermas ha ragione. Qui le fedi hanno piena cittadinanza: ciascuno deve essere preso sul serio e non si deve chiedere a nessuno di revocare le proprie lealtà. La libertà democratica del resto nasce quando, dopo la tragedia delle guerre di religione, a ciascuno viene riconosciuto il diritto di adorare Dio come preferisce. Ma ciò comporta appunto la laicità dello Stato, il divieto di usare il potere coercitivo per favorire un singolo credo».

Salvatore Veca ha appena pubblicato il libro “Un’idea di laicità” (il Mulino 2013) ed intervistato da “Avvenire” ha spiegato: «Al contrario di quanto si pensa solitamente la libertà religiosa non deriva dall’insieme dei diritti politici, ma li genera e li fonda, per tutta una serie di ragioni storiche e concettuali». Le varie religioni possono fermarsi all’indifferenza reciproca, oppure arrivare all’«atteggiamento che, invece, Francesco sta testimoniando con le sue parole e con i suoi gesti: non l’indifferenza, ma l’attenzione, una curiosità verso l’altro che diventa apertura, passione, disponibilità a imparare. Sempre nel contesto della laicità, si badi bene, e senza mai venir meno alle proprie credenze».

«La laicità», ha proseguito il filosofo, «intesa nel suo significato più autentico, appartiene al cristianesimo in modo irrinunciabile e costitutivo. Per rendersene conto basta ascoltare l’esperienza di tanti parroci, di tanti sacerdoti che stanno vicini alle persone nei loro drammi e nei loro bisogni più profondi. È l’esempio dato da Francesco, appunto: non esporre agli altri la dimostrazione delle ragioni per cui sarebbe legittimo o sensato credere, ma rendere evidente che c’è una vita spesa e vissuta, in concreto, sulle ragioni della fede».  «L’insistenza di papa Francesco sulla verità», ha concluso, «vissuta come relazione, e non imposta come astrazione, conduce verso questo orizzonte di serietà, oltre che di precisione concettuale. Ecco, esattamente questo è lo stile di Francesco, lo stile della laicità»

La redazione

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87 commenti a Perché laicità fa rima con cristianesimo

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  1. Alèudin ha detto

    anche l’ateismo è una fede non dimostrabile (cit. Margherita Hack) che produce una certa visione della vita che spesso vediamo andare contro la realtà ed in contrasto con altre fedi, quindi fuori anche loro dalla politica.

    Ma allora chi rimane?

    Come ben detto nell’articolo:
    “non l’indifferenza, ma l’attenzione, una curiosità verso l’altro che diventa apertura, passione, disponibilità a imparare. Sempre nel contesto della laicità, si badi bene, e senza mai venir meno alle proprie credenze”

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  2. edoardo ha detto

    Niente di nuovo sotto il sole: Flores d’Arcais è un esponente di spicco di quella specie di nazi-ateismo ben rappresentato nel mondo intellettualoide quanto raro nella realtà popolare.
    E’ un vero intollerante, un personaggio che quando parla di democrazia si dovrebbe sciacquare la bocca con l’acido nitrico al 56%, perché in concentrazione minore non riesce ad ossidare tutta la zozzeria che passa attraverso quella cloaca.
    Be’, veramente un’alternativa per lo sciacquabocca ci sarebbe: la miscela cromica bicromato/acido solforico.
    Proprio lui parla di democrazia !!!!
    Uno che cammuffa dietro le parole truffaldine degli intellettualoidi il più grande desiderio, al cui pensiero entra in orgasmo: attuare la soluzione finale al problema dei cristiani.
    Loro non vogliono ridurre una supposta ingerenza dei cristiani nella vita pubblica, come fosse illecita, ma proprio lo sterminio, l’eliminazione dei cristiani e del cristianesimo dalla faccia della Terra.
    Esattamente come i nazisti ce l’avevano con gli Ebrei, così questi ce l’hanno coi cristiani.
    Né più né meno di così.
    Anzi, loro stessi sono un pericolo per la democrazia, visto che l’intellettualoide si riempie la bocca con quella parola, ma estromettendo il popolo cristiano dalla vita pubblica.
    E c’è chi, nel mondo cristiano, si illude ancora di poter dialogare con loro, e intanto cullandosi in quella chimera, spreca energie che, investite in altri settori, sarebbero molto più produttive, ai fini cristiani, tipo le missioni, anche qua da noi, dove i quartieri di alcune città dell’ex-Belpaese assomigliano sempre di più a tanti Bronx, e magari il Bronx, quello vero, è meglio di tanti piccoli Bronx nostrani.

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    • edoardo ha detto in risposta a edoardo

      Orko, al 65%, scusate, ho girato le cifre.
      E’ al 65% la max. concentrazione stabile, mi pare 14 molare.
      Come ho fatto a fare un errore così grave e grossolano, visto che è tra le cose che maneggio di più?
      Che vergogna, chiedo perdono!

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  3. Le affermazioni di Veca, almeno per quanto riportato nell’articolo, non significano assolutamente nulla di sensato. Il fatto di preferire una testimonianza in primo luogo personale, ossia fatta tramite l’esempio della propria vita cristiana, non c’entra nulla con il non voler convincere, anzi, è proprio il mezzo necessario (le belle parole non bastano e spesso sono, appunto, solo parole) e più efficace per convincere veramente qualcuno.

    La laicità come equidistanza da una mancanza assoluta di verità è un controsenso. Se si è relativisti, non si è per nulla equidistanti rispetto alla verità, ma si è scelto di tradire sempre e comunque la verità.

    La laicità non è un’invenzione cristiana, non diciamo corbellerie! Il Cristianesimo ha saputo distinguere il potere temporale dal quello religioso (al contrario di molte altre religioni), ma non nel senso che quello temporale debba essere in un qualsiasi modo “neutro” verso la verità, poiché, anzi, da un lato il potere temporale ha senso solo in riferimento al “bene comune” (che in ultima analisi consiste nell’amministrare le cose terrene in modo che l’ordine che ne deriva favorisca il più possibile il raggiungimento del bene comune ad ogni uomo, che è il raggiungimento del “fine ultimo”, cioè Dio) e, dall’altro, il potere temporale è subordinato, in materia di morale e fede, al potere religioso.

    Cerchiamo almeno di non cadere mani e piedi vittime della propaganda liberale, che vorrebbe in tutti i modi legare le proprie intrinseche tendenze relativiste al Cristianesimo, in modo che noi cattolici, come purtroppo avviene già (e questo articolo ne è triste testimonianza), poi ci potremo “autoeducare”…

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Ops, il grassetto doveva essere limitato alla prima frase con il punto esclamativo…

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    • Li ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      in modo che noi cattolici, come purtroppo avviene già (e questo articolo ne è triste testimonianza), poi ci potremo “autoeducare”…

      Thumb up 1

      Autoeducare in che senso, scusa?

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Li

        Proprio nel senso che siamo noi cattolici ad autoeducarci al liberalismo, una volta che scioccamente cadiamo nel tranello di chi vorrebbe accreditarsi come liberale fantasticando delle presunte ascendenze cristiane della sua ideologia: “Liberali (laici)? Ma certo che è giusto esserlo, ce lo ha insegnato proprio il Cristianesimo, anzi, è precisamente questo uno dei punti fondamentali che contraddistinguono il Cristianesimo rispetto alle altre religioni fanatiche…”.

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    • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      La mia opinione a riguardo la avevo già espressa qui http://www.uccronline.it/2013/10/12/flores-darcais-continua-la-sua-guerra-contro-i-credenti/ e non posso che confermarla condividendo le affermazioni di Veca in cui più o meno mi ritrovo (inutile cercare il pelo nell’uovo).
      Quello che mi stupisce è questo anelito di assolutismo (perchè, se non interpreto male il tuo pensiero, è questo che proponi) e mi domando: veramente è questo il tipo di stato in cui ti piacerebbe vivere?

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      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

        Se per “assolutismo” intendi riferirti al fatto che per me l’unico criterio sensato su cui costruire una società è la verità e non la farsa di una neutralità o di un’equidistanza che sono solo una contraddizione e un inganno, sì, è proprio questo.

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        • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          cattofascismo…

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          • Lucio ha detto in risposta a Giuseppe

            Civilta’ dell’ amore e del rispetto per la verita’…..

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

            Una risposta del genere è proprio da imbecille! Anche perché, caro mio, se la tua accusa di cattofascismo può pretendere di essere anche solo minimamente azzeccata, ciò non potrebbe essere che in misura della verità che contiene! Dunque proprio il richiamarsi alla verità è ciò che dimostra che la tua accusa è falsa. Magari imparare a mettere in fila un paio di ragionamenti elementari, non sarebbe male, prima di “aprire bocca”…

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            • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Questo richiamarsi continuamente alla verità mi ricorda quella pubblicità in cui si diceva: “ti piace vincere facile”. Ecco perché preferisco la filosofia analitica…

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

                Se intendi dire che la filosofia analitica è virtualmente distaccata dalla ricerca e dalla pratica del vero, proprio non la conosci.

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                • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  ho detto questo?

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                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

                    Infatti ho usato un “se”; ma comunque ti esprimi in un modo che porta a quella conclusione. Altrimenti cosa intenderesti affermare, con chiarezza?

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                    • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Semplicemente che mi sento più affine a filosofi come Russell, Dennett, Quiene, Putnam e gente così…

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Già, comprendo, ma non dire la “filosofia analitica” allora, perché questi filosofi ne rappresentano una minima parte e per di più spesso, quando si esprimono su ambiti molto più ampi del loro campo di ricerca specifica, fanno affermazioni ideologiche più che attentamente sapienti e meditate. Negli ultimi decenni poi la filosofia analitica ha ampliato moltissimo il proprio raggio di applicazione, poiché ora ci sono veri e propri metafisici che usano la filosofia analitica, c’è perfino una corrente denominata “tomismo analitico” (applicazione dei rigorosi metodi della logica formale allo studio di San Tommaso d’Aquino), ontologia analitica, ecc.

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

                E poi, ancora, a cosa ci si dovrebbe richiamare, per sostenere che una certa cosa va scelta in preferenza ad un’altra? Esclusivamente al conteggio delle teste? Ma allora come fai a dire che Hitler e il nazismo sono stati un male? Hitler ha vinto regolarmente le elezioni (anche se poi naturalmente ne ha approfittato).

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                • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  Ecco, questa è un’ottima domanda, alla quale non ho una risposta. Quello che le posso dire, in tutta onestà e umiltà, è che mi considero un liberale nel solco della tradizione progressista, che in Italia fu sostanzialmente incarnata da persone come Piero Gobetti, Guido Calogero, Carlo Rosselli, tanto per fare dei nomi. Ovviamente sarei un ipocrita se sostenessi una separazione tra il mio orientamento politico e la mia percezione dell’etica…

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                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

                    Bene, ecco come si dialoga, senza lanciare anatemi come “cattofascista”…

                    Però devi notare che se non sei in grado di rispondere a questa domanda fondamentale, significa che in pratica sei sprovvisto di una qualsiasi giustificazione seria e razionale per qualsiasi scelta tu debba compiere. Inoltre dovresti riconoscere che, se si è privi di criteri così fondanti, non si è proprio in grado di edificare nulla, se non il gran casino che è sotto gli occhi di tutti. Una società essenzialmente liberale come la nostra, che significa essenzialmente relativista, una volta superato il punto di non ritorno (ossia una volta che l’unità su cui il lavorio di disfacimento culturale portato dal relativismo, abbia disgregato seriamente la società), metterà in luce contraddizioni legislative, sociali e culturali sempre più profonde e insanabili; come dimostra il caso di noi cattolici, messi ormai in galera per “rispetto” dell’omosessualismo…

                    Il che dimostra fattivamente che una società liberale può esistere solo come un cancro, ossia fino a che il cancro non abbia distrutto tutto le cellule buone; dopo di che è il caos totalitario, rivestito di una patina puramente formale di “democrazia” (parola mitica che a quel punto non significa più nulla).

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                    • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Capisco il discorso. Voglio far notare però due cose: la prima è che la critica ad una certa deriva della società liberale non proviene solo dalla schiera di coloro che abbracciano il credo cattolico, ma spesso anche da coloro che si riconoscono tanto nel progressismo quanto nel conservatorismo, penso ad esempio a Bauman quando parla d “società liquida” o a Luttwak quando stigmatizza il cosiddetto “turbocapitalismo”. Quindi penso che un po’ tutti (e per tutti intendo quelli che si pongono il problema di ragionare sulle cose) percepiscono il problema almeno nei suoi caratteri sostanziali. Io stesso credo che il liberalismo non vada confuso con un malriposto senso di libertinaggio slegato da ogni problematica sulla responsabilità e l’etica. Per quanto riguarda appunto l’etica, riconosco la mia incapacità di ricollegare in maniera rigorosa il mio concetto di “bene” al mio orientamento politico e alla sua prassi, d’altra parte concordo con coloro che ritengono il “bene” un concetto primitivo, al pari di un assioma in matematica, e che pertanto non vada giustificato né dimostrato. Il secondo punto è una domanda: un’etica condivisa come può essere fondata su un credo religioso se questo stesso credo religioso non è a sua volta condiviso?

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Giuseppe ha scritto: “concordo con coloro che ritengono il “bene” un concetto primitivo, al pari di un assioma in matematica, e che pertanto non vada giustificato né dimostrato”.

                      Se le cose stessero veramente così, allora i casi sarebbero solo 2: o tutta l’umanità condivide questi “assiomi” di derivazione del tutto misteriosa e sarebbe allora possibile un accordo universale, oppure quest’etica misteriosa sarebbe diversa per tutti, il che renderebbe di principio impossibile o privo di senso ogni accordo e ogni possibile giustificazione di un qualsiasi principio etico. Ma questo significa in pratica che se io vengo a tagliarti la gola, tu potrai dire di non essere d’accordo, ma non potrai pretendere che io ritenga giusto uniformarmi alla tua concezione, il che ridurrebbe l’etica alla pura sopraffazione del più forte (cioè di colui che in un modo o nell’altro è riuscito a conquistarsi la parte dove sta la polizia e la magistratura). Non potresti più dire che qualcuno sbaglia o è cattivo, ma solo che tu, senza potere dimostrare la benché minima ragione per questo tuo atto d’imperio, lo metterai in galera senza alcun motivo che dimostri il suo torto.

                      Alla tua domanda rispondo che evidentemente confondi la religione con il diritto naturale, che è una questione puramente filosofica. I 10 comandamenti sono espressione dei principi fondamentali della legge naturale e non sarebbe dunque di per sé indispensabile la religione per arrivare a constatarne la verità.

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        • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          Non è tanto questione di come lo intendo io, l’assolutismo è esattamente quello che descrivi: una società costruita sulla verità. Non condivido però il discorso che la democrazia sia neutra ed equidistante. La democrazia non ha nessuna verità e opera quindi una scelta tra diverse posizioni. E’ in termini (molto generici) l’opinione (per altro mutevole nel tempo) della maggioranza che si fa regola e si impone alla minoranza dissenziente (in genere entro certi limiti). L’esatto contrario della neutralità e dell’equidistanza. Neutro ed equidistante è invece l’assolutismo perchè la verità non guarda in faccia a nessuno, non ci sono nè se nè ma. La verità è bene e il bene è verità a qualunqe latitudine di ragionamento e in qualunque settore. Non ci sono opinioni, non ci sono razze, sesso, religioni che tengano. Non c’è in definitiva libertà, la libertà sarebbe del resto inutile e dannosa perchè nel momento in cui, lasciati liberi, ci si discosta dalla verità si fa il male. Tanto vale togliere la libertà e imporre la verità, è certo così che si fa solo il bene. Del resto il bene è meglio della libertà. C’è dunque solo la verità neutra equidistante ed imparziale. Immagino quindi che la tua idea di stato sia qualcosa di vicino alla monarchia, nel senso di un unico uomo depositario (o interprete) della verità che la impone (attraverso un apparato) in quanto bene comune. Altrimenti si rischia il relativismo, anche solo per via interpretativa della verità. Mi sabglio?

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

            Sì, credo tu ti stia sbagliando in gran parte.
            1) L’assolutismo non c’entra con quello che intendi tu, né dal punto di vista storico, né dal punto di vista dottrinale.

            1.1) Dal punto di vista storico l’assolutismo è stato il primo passo post-medievale (monarchie assolute) verso lo stato totalitario moderno, che è, appunto, un’invenzione dei tempi moderni e non del Medioevo, che è stata l’epoca nella quale per eccellenza si è sviluppato un sistema di governo ispirato al Cristianesimo.

            1.2) Dal punto di vista dottrinale un sistema politico “assolutista” è un sistema politico in cui è già preminente l’identificazione del potere politico con un’autorità virtualmente non più connessa con la verità, ossia dalla verità indipendente e, invece, sempre più strettamente legata a giustificazioni puramente ideologiche (valide per pura tradizione di potere acquisito, come nel caso di una nobiltà decadente e autoreferenziale, oppure per tramite della propaganda e del plagio delle menti).

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            • Piero ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Dal punto di vista storico l’assolutismo è stato il primo passo post-medievale (monarchie assolute) verso lo stato totalitario moderno, che è, appunto, un’invenzione dei tempi moderni e non del Medioevo, che è stata l’epoca nella quale per eccellenza si è sviluppato un sistema di governo ispirato al Cristianesimo.

              Buona la prima parte, ma se devo vedere sul Trono d’Italia Vittorio Emanuele IV, o peggio ancora, Emanuele Filiberto, dopo tutti i danni che hanno combinato i Savoia, emigro in un paese piu’ “civile”: Papua-Nuova Guinea.

              Come facciamo a liberarci dell’incubo che un Savoia possa ritornare sul trono d’Italia?
              Posto che cambierebbe poco anche in una “societa’ liberale”, mediante “libere” (fino ad un certo punto, e fin quando non pestano i calli ai soloni UE) elezioni, dobbiamo accettarlo come un Castigo di Dio e accettare passivamente, espiando le nostre (troppe) colpe di Italiani?
              E cosa avremmo fatto peggio di Francesi, Inglesi, Spagnoli ecc ecc per meritarci ancora secoli di dominazione massonica savoiarda?

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Piero

                Anche se io ritengo del tutto ragionevole pensare che un sistema monarchico vero sia senz’altro migliore come forma di governo in senso assoluto, ciò non vuole dire che per il nostro futuro sia riproponibile. Le monarchie a mio avviso, fatto il paragone con i sistemi puramente democratici, sono un sistema molto più sicuro di preservazione dell’ethos dei governanti, ma c’è bisogno di un contesto culturale e sociale che tempo sia tramontato per sempre.

                I Savoia attuali (comprendendovi quelli dei 2 secoli precedenti) sono proprio il tipico esempio di nobiltà arrivata alla fine del proprio ciclo di salute spirituale. La massoneria è riuscita a penetrare profondamente in molte monarchie e questo ha prodotto la loro profonda corruzione culturale e morale. Dopo di che una tale nobiltà non ha veramente più nulla di nobile in senso positivo, essendo divenuta solo il luogo di privilegi senza più il corrispettivo del sacrificio e della responsabilità morale verso i sudditi.

                Ma anche fino a tempi ancora recenti (prima guerra mondiale) la monarchia austriaca era più che dignitosa e proprio il suo ultimo rappresentante (Carlo I d’Asburgo) è addirittura l’esempio della migliore monarchia (è stato elevato all’onore degli altari). E infatti la prima guerra mondiale è stata concepita per abbattere da una parte la monarchia austriaca (cioè una delle monarchie cattoliche per eccellenza, quella ancora veramente potente, dato il tramonto già avvenuto della monarchia cattolica spagnola) e, dall’altra, l’impero ottomano (sempre per mano massonica).

                Il che ha spalancato le porte al liberalismo satanico della rivoluzione francese.

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                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  Cioè al liberalismo satanico nato in seno alla rivoluzione francese, già abbondantemente esportato da Napoleone, e, dopo l’abbattimento dell’ultimo baluardo (la monarchia austro-ungarica), dilagato definitivamente in tutta europa. A parte la Russia e arriverei quasi a dire che il sovietismo, per quanto invenzione satanica anch’essa, ha impedito che si diffondesse il morbo di cui stiamo morendo noi.

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

            2) Se poi uniamo storia e dottrina, dovremmo essere in grado di constatare come il crearsi di un sistema politico e culturale totalitario, sia proporzionale alla distanza che si crea dalla pratica intellettuale della verità. E qui non c’è molta differenza tra chi, come nel caso del liberalismo, viva intrinsecamente di relativismo e chi, come nel caso ad es. del marxismo o del nazismo o del fascismo, viva intrinsecamente di ideologia (cioè di una falsa pretesa di affermare certe verità assolute).

            In entrambi i casi si giunge al totalitarismo più puro. Se hai qualche dubbio a proposito del liberalismo (= “Ma come! Il liberalismo è proprio, come dice il nome stesso, la dottrina di chi non si impone con violenza a nessuno!”), basta che guardi a quello che sta succedendo sotto i nostri occhi (e che sempre più accadrà, se non cambieremo strada). Ti faccio un solo esempio: non è forse contraddittorio, da un punto di vista liberale, arrivare a proibire per legge ad un cristiano di affermare che l’omosessualità è una grave depravazione, se quello è il suo credo? D’altra parte l’attivista omosessualista sarebbe privato della propria completa libertà di agire e di parlare, se prevalesse l’opinione del cattolico…

            ORA, NON VENIRMI A DIRE CHE IL MODO DI RISOLVERE QUESTA CONTRADDIZIONE E’ QUELLO DEL VOTO DI MAGGIORANZA, perché non è questo quello che sta avvenendo (e che è avvenuto in tutti gli altri casi: divorzio, aborto, eutanasia, ecc.). Quello che avviene sempre è che il voto (esattamente come la violenza delle guerre combattute) è sempre e solo l’ultimo atto, ossia il “trucco” che permette a chi ha avuto l’effettivo potere di plagio sulla “volontà generale”, di raccogliere i frutti del proprio plagio ideologico.

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            • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Ok su tutto (la mia opinione del resto la consoci già, ho messo il link nel mio primo intervento). Non volevo venirti a dire nulla, cercavo di capire come si costruisce una società fondata sulla Verità, partendo dal presupposto, che avevamo condiviso, che questa è una forma di assolutismo (ma possiamo chiamarla anche società fondata sulla verità per evitare equivoci). Lasciamo anche stare la storia e la dottrina (io del resto sono un relativista e non riconosco alcuna dottrina). Mettiamo dunque che tu abbia in mente una nuova forma di stato che debba far valere la verità e con essa il bene comune. La mia domanda è: come dovrebbe funzionare? (io la vedo come qualcosa di vicino alla monarchia, ma forse mi inganno, dimmi tu).

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

                Permettimi innanzitutto di citare uno stralcio del post a cui rimandavi sopra. Tu affermavi (metto in MAIUSCOLO grassetto ciò su cui vorrei poi discutere): “Però la riflessione costante su quali siano i loro limiti è il terreno di confronto che consente alle nostre società di EVOLVERE per trovare (nei limiti dell’umano) la soluzione MIGLIOREper la società stessa (e il dibattito sui temi sopra citati, se ci si riflette, sono proprio proprio esperessione della ricerca di questi limiti). La storia ci insegna che in questo dibattito la posizione religiosa (spesso proprio in quanto religiosa, nel senso di puramente morale) è una parte essenziale di questo confronto, che risulterebbe MONCO e quindi necessariamente “MENO INTELLIGENTE” se non si consentisse anche al religioso di parteciparvi attivamente”.

                Ora, tutti i termini che ho evidenziato, sono pregni di valutazioni che fanno riferimento a maggiori o minori gradi di verità o di bontà in senso strettamente etico. La domanda allora è: che razza di relativista potrà mai dire che una cosa è “migliore” (in senso tecnico o morale) di un’altra, se non c’è né verità, né bontà morale assoluta?

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                • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  Bene, concesso, esiste una verità/bontà assoluta. Come capiamo qual’è? come facciamo a farlo capire agli altri? e (se poi la maggioranza di loro proprio non ci sta a sentire) come facciamo a farla valere per il bene dell’umanità e soprattutto di quelli che non ci stanno a sentire?

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                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

                    1) Lo capiamo “guardando come le cose stanno”, non c’è altro modo.

                    2) Lo facciamo capire agli altri utilizzando lo stesso metodo: mostrando e dimostrando il vero.

                    3) Si spiega la verità e si vieta ciò che si può vietare di fatto (non di diritto!), nel senso che non si può evitare di essere realisti (in senso gnoseologico, non politico). Un esempio: è moralmente lecito ribellarsi contro un’autorità politica ingiusta? San Tommaso risponde positivamente, se si sono superati certi limiti invalicabili di giustizia, da parte di tale autorità e, anche (criterio altrettanto importante), se si ha buona speranza di successo nella rivolta armata. E questo secondo criterio è questione più di opportunità che di principio…

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

            Quindi per “puro totalitarismo” si deve intendere non il fatto di usare o non usare la coercizione (perché, appunto, quando una società liberale sceglie una parte, l’altra dovrà adeguarsi “per legge”, cioè sarà obbligata ad adeguarsi), ma il fatto di usarla per impedire di realizzare il vero o per permettere di realizzare il falso e il male (non posso impedire ad una donna di abortire, anche se ciò significa che non posso impedirle di commettere il peggiore degli omicidi).

            IN CONCLUSIONE: accusare qualcuno di essere “assolutista” solo perché invoca come criterio di decisione il riferimento alla verità, è un vero sofisma, poiché la verità è l’unico criterio in base al quale possa essere giusto permettere o vietare per legge un qualsiasi comportamento.

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            • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Scusami, ci siamo accavallati e non ho letto questo tuo ultimo intervento. Io non ti ho accusato di nulla, l’idea che il tuo stato – verità fosse assolutista lo avevamo condiviso e ho tratto le mie considerazioni su come si fonda una società sulla verità. Per il resto vale il mio post precedente.

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          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

            In ultimo ti farei notare che la ragione che si è sempre invocata per “sponsorizzare” un sistema politico e legislativo basato sulla maggioranza, in essenza è proprio un’affermazione di relativismo veritativo. Il caso storico è stato quello delle guerre di religione europee, che ha portato giuristi come Grozio e Pufendorf a teorizzare un modo di “costruire” la società che fosse di per sé indipendente dalla pretesa di farlo in ragione della verità.

            Ed è proprio in riferimento al relativismo che si è sempre parlato di “equidistanza”, proprio perché un sistema decisionale basato sulla pura maggioranza, ottiene un risultato senza impegnarsi nei confronti del vero, ossia rimanendo equidistante da tutti, proprio perché non si impegna in un giudizio di merito rispetto alle pretese verità delle parti in lotta.

            Naturalmente, appena si ragioni un minimo, ci si dovrebbe rendere conto che questo è del tutto contraddittorio, perché in base a che cosa si giustifica la preferenza per il metodo della maggioranza, se non invocando il fatto che esso è più giusto o più vero o più buono rispetto ad un altro metodo?

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            • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              …ci accavalliamo ancora…di nuovo tutto ok la democrazia tradisce il vero (e su questo siamo d’accordo, non è nè neutra nè equidistante) ma la mia domanda rimane, questa verità (qualunque essa sia) come si fa valere?

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              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

                San Tommaso d’Aquino proponeva una forma politica mista (tra democrazia e monarchia) come la migliore forma di governo e io concordo. Ma sinceramente per i tempi che corrono basterebbe avere ben chiaro che non può esistere alcuna forma politica buona, se non direttamente legata alla verità dei principi fondamentali della legge naturale, che DEVONO essere considerati degli assoluti morali del tutto inviolabili.

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                • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  in Inghilterra c’è…e il monarca è anche capo della chiesa….la verità a li ha trionfato?

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                  • Alessandro ha detto in risposta a Alessandro

                    riprendo tra un po altrimenti non riusciamo a discutere e ci accavalliamo…a dopo

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                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Alessandro

                    Appunto, almeno tre errori imperdonabili: il capo politico non può essere il capo religioso, si tratta di protestantesimo, tutti questi “nobili” sono in primis massoni…

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                    • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Quindi niente San Tommaso perchè
                      1) ci vogliono monarca, parlamento e capo religioso
                      2) nessuno di questi deve essere protestante perchè (immagino) i protestanti non hanno la verità e per definizione sono il male.
                      3) e poi il monarca (“nobile”) è un massone e quindi non ha nemmeno lui la verità (male pure lui).
                      Siamo al punto di partenza, ma adatto la domanda: quale è la forma politica “direttamente legata alla verità dei principi fondamentali della legge naturale, che DEVONO essere considerati degli assoluti morali del tutto inviolabili.”?
                      Per sterilizzare gli accavllamenti ripeto poi, la Verità: Come capiamo qual’è? se già lo sappiamo, come facciamo a farlo capire agli altri? e (se poi la maggioranza di loro proprio non ci sta a sentire) come facciamo a farla valere per il bene dell’umanità e soprattutto di quelli che non ci stanno a sentire?

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                    • Alessandro ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Si spiega la verità e si vieta ciò che si può vietare di fatto (non di diritto!), nel senso che non si può evitare di essere realisti (in senso gnoseologico, non politico). Un esempio: è moralmente lecito ribellarsi contro un’autorità politica ingiusta? San Tommaso risponde positivamente, se si sono superati certi limiti invalicabili di giustizia, da parte di tale autorità e, anche (criterio altrettanto importante), se si ha buona speranza di successo nella rivolta armata. E questo secondo criterio è questione più di opportunità che di principio…….la rivolta armata??? Uccidere qualcuno? Aborto = omicidio e la rivolta armata = boh….sa tanto di relativismo anzi come dici tu di opportunismo…con buona pace dei limiti inviolabili di natura.
                      Capisco la tua aspirazione perchè dei valori che io non sottovaluto affatto vengano riconosciuti, ma credo che per ora dovrai portare l’esempio della tua verità e per quanto ci vorrà, se questo è veramente il bene comune, un giorno, anche grazie alle vostre opinioni tutti vedranno “come stanno le cose”. Il mio suggeriremnto (per quello che vale) e di non combattere la democrazia ma di usarla per migliorarla e per migliorare la società.
                      Ora devo proprio lavorare ti saluto

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      La forma politica migliore in senso assoluto è quella mista, ma tutte le forme di governo che rispettino i principi della legge naturale vanno bene. Bisogna poi considerare la contingenza storica, che a seconda del luogo e del tempo, può rendere preferibile una forma piuttosto che un’altra. Alle altre domande ho già risposto.

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Non confondere “opportunità” con “opportunismo”, per favore.

                      Infatti io sto discutendo con te, mica piazzando bombe…, ma si tratta di discorsi da farsi con più calma.
                      Ciao

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        • andrea g ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          Verdad!
          Le Parole del Signore, infatti, non lasciano dubbi:
          -Rispose Gesù: «Tu lo dici; IO sono Re. Per questo IO sono nato e per
          questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla Verità.
          Chiunque è dalla Verità, ascolta la Mia voce».
          Gv XVIII,37

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    • andrea g ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      “La laicità come equidistanza da una mancanza assoluta di verità è un
      controsenso.
      Se si è relativisti, non si è per nulla equidistanti rispetto alla verità,
      ma si è scelto di tradire sempre e comunque la verità.”

      Il Signore ti ha donato il carisma della chiarezza, caro A-Thèos!
      Thanks GOD.

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  4. Giuseppe ha detto

    Che senso ha dire che la democrazia è atea o cristiana? Sarebbe come chiedersi il peso del colore rosso…

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    • Li ha detto in risposta a Giuseppe

      In realtà mi sembra che la democrazia attuale applichi gli stessi principi massonici: libertà, uguaglianza, fratellanza. Un falso senso di libertà che già da tempo travia la società.

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      • edoardo ha detto in risposta a Li

        Usando la democrazia come copertura, etichetta, ed utilizzando sapientemente i media, oggi è perfettamente possibile insinuare una dittatura strisciante.
        Io non credo che nell’Italia futura ci sarà democrazia, per lo meno come la intendiamo dal secondo dopoguerra, quando la gente era stufa di trent’anni di guerre, tra mondiali e locali.
        I nuovi dittatori non si presentano come tali, ma come “democratici”, come paladini dei diritti e arriveranno a tapparci la bocca sotto la minaccia di gravi conseguenze, e lo faranno esercitando “democrazia e libertà” (legge Scalfarotto).
        L’importante è avere il controllo dei media e scacciare da questi tutte le voci contrarie (da cui il trollaggio dei siti internet, ecc…), e sempre mascherandosi con “democraticità, diritti”, ecc..ecc…
        In nome della libertà, tu DEVI essere libero di poter fare anche il tossicomane e danneggiare chi vive con te, DEVI essere libero di poter uccidere il bambino in grembo anche se non ti garba più da quando ti hanno detto che è femmina e volevi un maschio o viceversa, ed il resto che sapete bene.
        Forse con una eccezione: NON DEVI essere libero di seguire una psicoterapia per uscire dall’omosessualità se sei gay. Perché se sei gay, DEVI essere soddisfatto, è un obbligo.
        E un’altra eccezione, a pensarci meglio: NON DEVI essere libero di scegliere l’ora di religione che è facoltativa e non comporta il minimo obbligo. Almeno questo è ciò che vorrebbero, e che i cristiani, che devono acquisire coscienza di essere un popolo cristiano, devono difendere (la forza di un gruppo è infatti superiore alla somma delle forze dei suoi componenti, principio basilare ovunque: 10.000 piante isolate non costituiscono un bosco, 10.000 piante sul medesimo territorio costituiscono un bosco ed avviamo una cenosi che le piante isolate non sono in grado di sostenere).

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        • Giuseppe ha detto in risposta a edoardo

          Ma se i cattolici hanno spadroneggiato in Italia per mezzo secolo!!!

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          • EquesFidus ha detto in risposta a Giuseppe

            E la legge 194 chi l’ha proposta? I cattolici o le quinte colonne e gli anticristiani? E la legge 325 del 1970 (quella sul divorzio)? Erano gli emissari del Vaticano o piuttosto delle logge? Siamo seri, per favore, il cattolicesimo ha contato qualcosa nello Stato italiano (ammesso che sia mai stato davvero così, tralasciando politici ed arruffapopolo che prendono certe decisioni per guadagnare voti ma che poi, nei fatti, della dottrina sociale della Chiesa non importa un accidente e che sarebbero pronti a vendersi l’anima a Satana se ciò portasse loro qualche vantaggio) forse i primi 10-20 anni della Repubblica (e anche qui con la bella presenza nauseabonda ed asfissiante dei rossi, con tutte le belle conseguenze che conosciamo); dal ’68 (ma forse anche dal ’63, quando falsità e sciocchezze erano propinate come novità del Concilio quando invece erano solo le idee malate e malmesse di certi ecclesiastici) in poi anche l’Italia si è adeguata a quel vergognoso rito satanico che è diventato l’Occidente.

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      • Giuseppe ha detto in risposta a Li

        Principi massonici… John Locke e John Stuart Mill si stanno rivoltando nella tomba. Quando la finiremo con ‘ste idiozie?

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        • Li ha detto in risposta a Giuseppe

          Puoi non crederci, ma a vostro giudizio questi punti massonici:

          1. Eliminare il Dio cristiano e la preghiera dal sistema educativo

          2. Ridurre l’autorità genitoriale sui figli

          3. Distruggere la struttura della famiglia cristiana tradizionale

          4. Se il sesso diventerà libero, l’aborto verrà necessariamente legalizzato e facilitato

          5. Rendere il divorzio facile e legale; liberare le persone dall’idea di matrimonio che duri per tutta la vita

          6. Presentare l’omosessualità uno stile di vita alternativo

          7. Rendere l’arte degenerata facendola impazzire (questo penso abbia a che fare con il rock satanico e altre forme irrispettose della religione)

          8. Utilizzare i mass media per cambiare le mentalità

          9. Creare un movimento interreligioso

          10. Spingere i governi ad approvare leggi in questo senso e la Chiesa ad accettare questi cambiamenti

          Faccio notare che sono state scritte prima del 1949, e il piano massonico è uguale.

          E John Locke era massone.

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          • Excelsior ha detto in risposta a Li

            Premesso che sono d’accordo sul fatto che la maggior parte delle rivoluzioni sono state operate dalla massoneria, potresti citarmi la fonte dei dieci punti da te riportati?

            Curiosità: la bandiera italiana ha gli stessi colori del 18° grado della Massoneria (Cavaliere Rosacroce): Verde, Bianco e Rosso.

            Tra l’altro questi sono anche i colori delle fasi della Grande Opera Alchemica: Nigredo, Albedo e Rubedo.

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          • Giuseppe ha detto in risposta a Li

            Anche Topolino si dice fosse massone…

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            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

              Infatti, il suo disegnatore lo era…

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              • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                e allora? Negli Stati Uniti esistono massoni fin dai tempi dei padri fondatori…

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                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

                  Forse che ciò abbia un certa parte nel fatto che gli usa si siano “evoluti” in una forma di imperialismo che non ha nulla a che invidiare a quello sovietico (anzi, da certi punti di vista, proprio perché l’essere liberi è un vero inganno, sono anche peggiori)…

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                  • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                    mah, credo che il cosiddetto “destino manifesto” dipenda da altro, poi, in merito a quale imperialismo sia peggiore, dipende dalla relazione d’ordine adottata, ammesso che sia lecito adottarne una…

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                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

                      La mia “relazione d’ordine” consiste nel ritenere più pericoloso e moralmente più abbietto un sistema che ti inganna, riuscendo a farti credere che sganciare fosforo bianco su donne e bambini sia la massima rappresentazione di democrazia. Qui siamo tutti “liberi” e “liberati”, ma i nostri servizi segreti fanno esattamente quello che facevano quelli del KGB, ma almeno i cittadini sovieti sapevano bene cosa era in realtà il KGB, mentre noi ci culliamo nella beata ignoranza di chi crede alle favole sulla “demo-crazia” (popolo al potere). Roba da scompisciarsi dalle risate!

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            • Li ha detto in risposta a Giuseppe

              Topolino non so, ma Walt Disney…

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        • Lucio ha detto in risposta a Giuseppe

          Beh, direi che il liberismo e la massoneria hanno parecchio in comune:
          http://www.veritatis-splendor.net/DocumentiVS/Relativismo.pdf

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          • Giuseppe ha detto in risposta a Lucio

            Un sito che si chiama Veritas-Splendor è un ottimo biglietto da visita. Il testo l’ho letto, e francamente mi sembra un cumulo di sciocchezze…

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            • andrea g ha detto in risposta a Giuseppe

              Preferisco pensare che tu non l’abbia letta e che provi a
              “scandalizzare” con tipico infantilismo odifreddino.

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            • Lucio ha detto in risposta a Giuseppe

              “Un sito che si chiama Veritas-Splendor è un ottimo biglietto da visita”

              Lo penso anch’io, ma per motivi molto diversi dai suoi.
              “Il testo l’ho letto, e francamente mi sembra un cumulo di sciocchezze…”

              A me pare uno studio serio fatto da una persona piu’ che competente. Credo comunque che rispondere ad una critica costruttiva con una battuta da bar sport sia poco corretto.

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          • Li ha detto in risposta a Lucio

            «Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate con giusto giudizio.» (Giovanni 7:24)

            Vi consiglio di consultare il sito Qui Europa. Se quelli che vi ho linkato finora non vi sembrano abbastanza seri…
            Vi consiglio il discorso dell’arcivescovo Athallah Hanna (è di agosto).

            E questo è accaduto oggi. Mi spiace, ma così va il mondo. Non lo stabilisco io. Quel che dovete chiedervi è perché queste notizie non vengono trasmesse in tv.

            http://www.nocristianofobia.org/gerusalemme-israele-demolisce-casa-di-proprieta-del-patriarcato-latino/

            OT: Navigando ho trovato un sito interessante di stampo evangelico. Non è per conversione, ma giusto per vedere cosa accade anche lì. /OT

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            • Li ha detto in risposta a Li

              Errata corrige:

              Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia». Giovanni 7,24)

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            • Li ha detto in risposta a Li

              Errata corrige:

              «Non giudicate secondo l’apparenza, ma secondo giusizia.» (Giovanni 7:24)

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        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

          Leggiti questo: Di Bernardo, Filosofia della massoneria. Impareresti cose che evidentemente nemmeno sospetti e non le ha scritte un anti-massone…

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          • Giuseppe ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Caro professore, nessuno qui nega l’esistenza della massoneria, ma a me pare che la si stia confondendo con la Spectre…

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            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Giuseppe

              Ti ho indicato di leggere il libro, non di limitarti solo al titolo. Il volume è infatti una sistematica rivendicazione di parte massonica su quanto la massoneria sia riuscita a penetrare e ad impregnare di sé la storia degli ultimi secoli, tanto da avere “convertito” alle proprie posizione “filosofiche” la stessa Chiesa Cattolica, che prima (prima del Vat.II) invece tali posizioni combatteva strenuamente.

              Per capire quanto effettivamente la massoneria sia simile ad una Spectre, basta leggersi il volume e dare un occhio a quello che succede e soprattutto ai principi culturali che ormai universalmente ci governano. Ne ricaveresti l’impressione di una Spectre all’ennesima potenza (anche solo guardandoti allo specchio)…

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    • manuzzo ha detto in risposta a Giuseppe

      Che un cattolico come monarca potrebbe (leggesi dovrebbe, a quanto scrivono gli autori evangelici) tollerare presenze atee. Un ateo al poter giammai tollererà minoranza cattoliche

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  5. Vasilla ha detto

    “non esporre agli altri la dimostrazione delle ragioni per cui sarebbe legittimo o sensato credere, ma rendere evidente che c’è una vita spesa e vissuta, in concreto, sulle ragioni della fede”

    cioè invece che parlare dei miracoli si fa capire Cristo facendo del bene in suo nome?
    ma si può fare del bene anche NON in suo nome, o in nome di altri personaggi…
    in questo caso si dimostrerebbe che c’e’ una vita spesa e vissuta SENZA basarsi sulle ragioni della fede o di quella fede..

    «L’insistenza di papa Francesco sulla verità», ha concluso, «vissuta come relazione, e non imposta come astrazione, conduce verso questo orizzonte di serietà, oltre che di precisione concettuale. Ecco, esattamente questo è lo stile di Francesco, lo stile della laicità»

    orizzonte di precisione concettuale? in che senso?
    il Papa sarebbe laico?
    non ho capito neanche questo..

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    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Vasilla

      Infatti, come ho fatto notare, queste affermazioni di Veca non hanno alcun senso logico intelligibile (in termini prosaici: sono della vaccate). Sarebbe proprio bella una “precisione concettuale” che implica contraddizione, come la implica l’idea di laicità qui esposta!

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  6. a-ateo ha detto

    Foris d’arca dovrebbe sapere che la maggiore associazione laicista atea italiana, parlando a nome di tutti gli atei, si è definita religione in atti legali.
    E quindi una religione, che facendo la finta tonta. cerca di imporre la propria fede religiosa sopra tutte le altre fedi religiose.
    Fra l’altro, Uaar si è definita “confessione religiosa” senza essere autorizzata da una delibera assembleare in totale spregio di ogni regola democratica, fra l’altro scomunicando, per aver attaccato il Dogma Carcaniano dell’ Immacolata Concezione Finanziaria Centralista, tramite epurazione, effettuata dai “proniviri”, facendo cadere nel ridicolo, la tesi di detto Floris, sul quale riprendo, attingendo dall’articolo sopra, fra virgolette:
    “Solo gli atei possono partecipare alla vita pubblica perché «la democrazia è atea, imprescindibilmente», spiega Flores. Però questo Flores non ha mica espresso pareri negativi a riguardo su Uaar, a me non risulta, e credo che nessuno porterà un link che dimostri il contrario.
    A proposito di “proniviri” e democrazia atea….
    Il partito di Democrazia Atea, fondato dai laicisti nostrani e presentatosi alle ultime elezioni nazionali ha eletto ZERO candidati…come del resto sono scomparsi come partito I Radicali. Pannella, la Bonino, il segretario pro tempore sono scomparsi dal Parlamento Italiano. il popolo Italiano non li ha voluti con estrema chiarezza. Ciò nonostante la Bonino, e in termini democratici non si capisce il perchè, siede su una prestigiosa poltrona. E Flores dovrebbe sapere il perchè…
    Lo sconosciuto Monti nominato dall’alto senatore a vita, lo sconosciuto all’epoca Draghi, la Bonino fanno parte della Bildberg. Questa è forse l’idea di democrazia di Flores?
    Ciò a ulteriore dimostrazione del fuffismo Floresiano…
    Inoltre le recentissime elezioni del rinnovo degli organi sociali di Uaar, hanno rieletto l’inossidabile Pontifex Carcano, mentre per tesoriere hanno messo uno che più lontano dalle casse di Uaar non poteva trovarsi essendo un Ragusano… per capirsi Ragusa dista mille chilometri circa da Roma…
    Meglio non avere un tesoriere sempre tra i piedi, avranno pensato in Uaasr, ma solo per il fatto che una tale iattura non aiuterebbe certo la DEMOCRAZIA atea agnostica e razionalista….
    Suggerirei anche di visitare Flores su Wikipedia per farvi un’idea della sua”caratura” e conseguente credibilità politica…

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    • Li ha detto in risposta a a-ateo

      Suggerirei anche di visitare Flores su Wikipedia per farvi un’idea della sua”caratura” e conseguente credibilità politica…

      Non so se è vero ma tempo fa ho sentito che wikipedia è poco affidabile. In alcuni casi mi è parso proprio così. E voi che dite?

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  7. Li ha detto

    Alla domanda su chi sceglie tra chi apprezza il ruolo delle religioni nello spazio pubblico, come Jürgen Habermas, e chi invece identifica la democrazia con l’ateismo, come Paolo Flores d’Arcais, il prof. Veca è chiaro: «Se per spazio pubblico s’intende l’agorà, un contesto sociale dove si parteggia, si cerca di convertire gli altri, si misurano proposte alternative, Habermas ha ragione. Qui le fedi hanno piena cittadinanza: ciascuno deve essere preso sul serio e non si deve chiedere a nessuno di revocare le proprie lealtà. La libertà democratica del resto nasce quando, dopo la tragedia delle guerre di religione, a ciascuno viene riconosciuto il diritto di adorare Dio come preferisce. Ma ciò comporta appunto la laicità dello Stato, il divieto di usare il potere coercitivo per favorire un singolo credo».

    Ecco un esempio di potere coercitivo:

    http://www.nocristianofobia.org/norvegia-giornalista-tv-non-puo-condurre-il-telegiornale-porta-una-croce-al-collo/

    Evviva la democrazia!

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