Se Chiara Lalli crede di essere una mosca…

GeneticaLa matematica/filosofa/tuttologa Chiara Lalli ha dimostrato di aver imparato benissimo dal suo maestro Piergiorgio Odifreddi: il suo intervento sui quotidiani non dev’essere solo divulgazione scientifica ma va usato per infilarci una propaganda, esplicita o velata, al determinismo ateo (o contro la maternità e a favore dell’aborto, questo è l’altro tema di cui è appassionata).

Se vediamo un articolo firmato da lei sappiamo già il secondo fine ed infatti ce lo aspettavamo leggendo ieri la sua recensione sul “Corriere” all’ultimo lavoro di Edoardo Boncinelli, “Una sola vita non basta” (Rizzoli 2013).  La Lalli ha raccontato dell’incontro tra Boncinelli e Walter Gehring, il quale ha isolato tre geni omeotici della drosofila capaci di controllare altri geni, una loro mutazione può provocare profonde alterazioni nel corpo della mosca. Boncinelli ha approfondito gli studi sull’uomo scoprendo a sua volta l’esistenza di geni con un ruolo simile a quello dei geni omeotici nella drosofila. Un bellissimo lavoro dunque che grazie alla interessante recensione della Lalli è divenuto pubblico.

Ma poteva finire qui senza una stoccata ai suoi nemici, i credenti, strumentalizzando la scienza per le proprie battaglie ideologiche? Ovviamente no, così la Lalli si è avventurata oltre affermando che l’aver trovato dei geni simili tra mosca e uomo avrebbe anche «un’eco filosofica». Via dunque alla propaganda riduzionista: «non siamo poi così “speciali”, diversi da una mosca, almeno nei componenti fondamentali. È facile capire lo scombussolamento di chi si crede appartenente a una specie ontologicamente superiore alle altre». Scombussolati perché Boncinelli ha trovato dei geni simili tra uomo e mosca? Addirittura scomodando l’ontologia dell’essere umano?

Pensate quanti salti di gioia farebbe Chiara Lalli se scoprisse che l’uomo non condivide dei geni solo con la mosca ma perfino con l’albero di Natale! Noi esseri umani abbiamo inoltre il 50% del DNA in condivisione con la banana, il 90% con il gatto e l’80% con la mucca. Quindi, secondo il suo ragionamento del “non siamo poi diversi da una mosca”, l’uomo sarebbe anche per metà una banana, in gran parte un bovino da latte e per il 90% un felino che miagola. Possibile che possa esistere ancora oggi uno sguardo talmente miope sull’essere umano, ridotto ai suoi fattori genetici? Ancora qualcuno che crede che l’irriducibilità dell’uomo possa essere smentita dai geni in comune con piante e animali?

Comprendiamo il disappunto di Adriano Favole, antropologo dell’Università di Torino per «il ritorno prepotente di una sorta di monopolio delle scienze biologiche (dalla chimica alle neuroscienze) nella definizione della condizione umana». Questi sono semplicemente «abusi politicamente strumentalizzati», dal nome di “determinismo genetico”. Giorgio Dieci, docente di Biochimica all’Università di Parma, ha aggiunto in modo significativo: «L’idea che gli organismi viventi e la loro evoluzione siano ultimamente, esattamente riconducibili al DNA e alle sue dinamiche mutazionali e replicative, idea di cui non sono mai mancati i sostenitori a oltranza fuori e dentro il mondo scientifico, sopravvive soprattutto nella retorica di certe discussioni pubbliche e fonti divulgative, spesso dominate dallo sforzo di non ammettere lacune nella conoscenza dei meccanismi dell’evoluzione e dell’essenza dei viventi, anziché dall’entusiasmo nel constatare l’inaspettata ampiezza d’orizzonte che l’analisi sempre più approfondita dei genomi, e della intricatissima loro espressione nel contesto cellulare, sta rivelando. Dove sono scritte la cavallinità del cavallo, la “quercità” della quercia, l’umanità dell’uomo?». Gereon Wolters, filosofo dell’Università di Costanza ha sapientemente svelato quel che si cela dietro ai tentativi, come questo di Chiara Lalli: «Se fosse possibile mostrare che anche il comportamento è geneticamente determinato, questo sancirebbe il trionfo definitivo del riduzionismo: anche i meccanismi cognitivi, l’azione morale e, in ultimo ma non di minore importanza, la credenza in Dio, diverrebbero generi di comportamento determinati dai nostri geni. Le discipline corrispondenti, come ad esempio l’epistemologia, l’etica e la teologia perderebbero inoltre la loro autonomia e il loro diritto di esistere al di fuori della biologia».

Il dogma dell’ateismo militante, ha spiegato Francesco Agnoli, è l’essere costretto a negare l’uomo per poter negare Dio. «Perché negare Dio», ha scritto, «ha significato da sempre ridurre l’uomo ad un elemento della natura, equivalente ad un sasso o un albero; ridurlo via via a frutto del Caso, a un “esito inatteso”, a una “eccezionale fatalità”, a un aggregato di materia senz’anima, a un meccanismo geneticamente determinato, a un membro indistinto di una non meglio identificata Umanità, di una Razza o di una Classe sociale. E’ infatti una caratteristica tipica di tutti gli ateismi – da quello darwinista-materialista a quello marxista, da quello animalista a quello new age – quasi un risentimento, un rancore verso l’uomo, come singolo, unico e irripetibile, che reclama testardamente un senso più alto».

Se Chiara Lalli si crede convinta nel volersi paragonare ad una mosca, una mucca o un gatto non saremo certo noi ad impedirglielo. Auspichiamo tuttavia uno sguardo più aperto e profondo sull’essere umano e una vera divulgazione scientifica, non proselitismo. Anche perché, è sotto gli occhi di tutti, i suoi amici Dawkins e Odifreddi non hanno poi fatto una bella fine.

La redazione

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34 commenti a Se Chiara Lalli crede di essere una mosca…

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  1. Laura ha detto

    Chiara Lalli non è una mosca ma assomiglia più ad un altro animale, quello ragliante con lunghe orecchie. Così come lo sono tutti quelli che abusano della scienza per parlare delle loro ossessioni ideologiche e anti-teiste.

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    • Giuseppe ha detto in risposta a Laura

      avviene anche il contrario però…

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      • Laura ha detto in risposta a Giuseppe

        Mai sentito dire che la scienza obbliga ad essere credenti e che chi non crede è ignorante scientificamente e una persona debole di mente, ho sempre sentito dire il contrario. Esiste un Dawkins, una Lalli o un Odifreddi di sponda opposta? No, esistono scienziati che spiegano perché sono credenti grazie alla scienza (vedi il noto e mediatico Zichichi) ma nessuno che afferma quel che violentemente dicono i tre personaggi sopra.

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        • Giuseppe ha detto in risposta a Laura

          Intendevo dire semplicemente che si abusa della scienza anche per sostenere posizioni teiste…

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          • Laura ha detto in risposta a Giuseppe

            Mi fa piacere comunque che anche tu consideri l’articolo della Lalli un abuso, potevi dirlo più chiaramente però senza dare un colpo al cerchio e uno alla botte.

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            • Giuseppe ha detto in risposta a Laura

              Ma secondo me bisogna essere equidistanti, cioè non si possono usare le evidenze empiriche, di cui si occupa la scienza, per avvalorare o discriminare posizioni squisitamente metafisiche, così come non si possono utilizzare quest’ultime per strumentalizzare le prime. Non conviene con me?

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              • Laura ha detto in risposta a Giuseppe

                Perfettamente d’accordo, ce lo ha insegnato Giovanni Paolo II: “Il cristianesimo ha in se stesso la sorgente della propria giustificazione e non pretende di fare la sua apologia appoggiandosi primariamente sulla scienza. La scienza deve dare testimonianza a se stessa. Mentre religione e scienza possono e debbono ciascuna poggiare l’altra come dimensioni distinte della comune cultura umana, nessuna delle due dovrebbe pretendere di essere il necessario presupposto per l’altra. Oggi abbiamo un’opportunità senza precedenti di stabilire un rapporto interattivo comune in cui ogni disciplina conserva la propria integrità pur rimanendo radicalmente aperta alle scoperte e intuizioni dell’altra” http://www.disf.org/AltriTesti/Coyne.asp

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              • Laura ha detto in risposta a Giuseppe

                Evidentemente però Chiara Lalli e Odifreddi non la pensano così ma sono due impostori della scienza.

                Leggi cosa dice Odifreddi più sotto: http://www.uccronline.it/2013/09/28/se-chiara-lalli-crede-di-essere-una-mosca/#comment-132300

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              • manuzzo ha detto in risposta a Giuseppe

                Bene. Andiamolo a raccontare agli atei militanti ora. Non penso sarebbero tanto propensi a dover ammettere che le loro speculazioni pseudoscientifiche altro non sono che ingiurie puerili.

                Poi per carità, c’è anche chi crede che l’universo abbia 6000 anni (potrebbe pure essere così, ma per quanto ne sappiamo, sembra proprio che non è così), contenti loro… eppure non mi pare che facciano cose come “too stupid to understand sceince? try atheims”….

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        • Max ha detto in risposta a Laura

          Purtroppo, Laura, esistono anche quelli che cercano di usare “inspiegabili” fenomeni naturali per affermare l’esistenza di Dio. Vedi i supporters del cosiddetto “Intelligent Design”.

          Jean Buridan e Nicolas Oresme gia’ 6-700 anni fa dicevano cose molto diverse:

          “By the late Middle Ages the search for natural causes had come to typify the work of Christian natural philosophers […] . The University of Paris cleric Jean Buridan (a. 1295-ca. 1358), described as “perhaps the most brilliant arts master of the Middle Ages,” contrasted the philosopher’s search for “appropriate natural causes” with the common folk’s habit of attributing unusual astronomical phenomena to the supernatural. In the fourteenth century the natural philosopher Nicole Oresme (ca. 1320–82), who went on to become a Roman Catholic bishop, admonished that, in discussing various marvels of nature, “there is no reason to take recourse to the heavens, the last refuge of the weak, or demons, or to our glorious God as if He would produce these effects directly, more so than those effects whose causes we believe are well known to us.”

          Ronald L. Numbers (2003). “Science without God: Natural Laws and Christian Beliefs.” University Of Chicago Press, p. 267.

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          • Laura ha detto in risposta a Max

            Verissimo, ma non lo fanno insultando chi non la pensa come loro di minoranza mentale (cit. Dawkins), di cretineria e mancato sviluppo cerebrale (cit. Odifreddi)

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  2. simone ha detto

    Come è stato scritto oggi sul Fatto Quotidiano: “Il sospetto è che si usi la scienza per un personale conflitto con la Chiesa e gli uomini delle sue gerarchie o per volgere narcisisticamente un riflettore su di sé in quanto esclusi dal cortile dei gentili, lo “spazio di incontro tra credenti e non credenti” voluto da Ravasi”.

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  3. Emanuele ha detto

    Un mio amico antropologo usa dire:

    Il DNA di un uomo differisce da quello di un gorilla di solo il 2%. Bene, vuol dire che quel 2% è la parte essenziale! Infatti, noi facciamo i convegni sul DNA del gorilla, i gorilla non fanno convegni sul DNA umano

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    • Fabrizia ha detto in risposta a Emanuele

      Bellissimo il commento dell’amico! E se anche la differenza fra l’uomo e il gorilla fosse dello 0,000001 per cento, evidentemente basta per far fare a noi i convegni sul DNA dei gorilla,e non viceversa.

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  4. Castigamatti ha detto

    C’è un motivo per cui l’uomo è diverso da mosche, banane, asini, gatti, ecc.: la ragione.
    È questo che ci rende superiori.
    Il patrimonio genetico è un dato che non è sufficiente!

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    • Chris ha detto in risposta a Castigamatti

      Il giorno che vedrò una mosca scrivere una poesia,un cane scolpire il suo David e un gatto affrescare la Sistina,quel giorno stringerò la mano alla Lalli!

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      • Luigi ha detto in risposta a Chris

        francamente mi accontenterei che mi imbiancasse il garage …

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      • Katy ha detto in risposta a Chris

        Ma chissà poi perché gli amici riduzionisti e deterministi odiano tanto l’essere umano, forse il motivo è da trovarsi nella poca felicità che vivono nella loro vita.

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        • Emanuele ha detto in risposta a Katy

          Satana odia Cristo, vero Dio e vero uomo, e dunque odia l’uomo. Lo odia fino dal principio. I suoi seguaci preferiscono odiadiare se stessi ed i propri simili, piuttosto che adorare Cristo.

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          • edoardo ha detto in risposta a Emanuele

            Ecco, Emanuele, hai fatto centro !!
            I vertici sono furbissimi ed abili dissimulatori, e la base è un branco di somari boriosi convinti di avere la chiave della sapienza universale.

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  5. Daniele ha detto

    L’altro giorno (mi pare fosse giovedì 26) c’era Odifreddi ospite alla trasmissione di Rai 3 “Pane quotidiano” di Concita De Gregorio (per un laicista che va, Augias, c’è una laicista che arriva, De Gregorio).

    La De Gregorio nel presentarlo ha detto “Piergiorgio Odifreddi, matematico, ateo”.
    Lui ha subito preso la parola dicendo: “E tra le due cose – matematico e ateo – c’è coerenza… cioè l’essere ateo è la diretta e naturale conseguenza dell’essere matematico”.

    Ora: a parte che Odifreddi è un matematico di nome ma non di fatto, visto che non pubblica articoli scientifici inerenti la matematica da anni (e ci credo!: se passa tutto il giorno ad inveire contro la Chiesa, di tempo per studiare i numeri gliene resta ben poco…), come la mettiamo con quei tanti scienziati (ben più numerosi degli “odifreddiani”) per i quali la scienza non solo non è in contrasto con la Fede, ma addirittura è complementare ad essa?
    Forse Odifreddi intende dire che tutti costoro, tra cui ci sono tanti nomi famosi ed importanti della scienza di ieri e di oggi (sicuramente più famosi ed importanti di Odifreddi), sono degli “scienziati da strapazzo”?
    Se pensa questo, allora Odifreddi è un presuntuoso.

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    • Luigi ha detto in risposta a Daniele

      Cauchy, che non era proprio l’ultimo dei matematici (tutti gli studenti di analisi matematica conoscono almeno il suo teorema, mentre del Piergiorgio esistono solo i suoi teoremi, nel senso di congetture, anticristiani…) e fu un convinto cattolico!
      Giusto per citare un matematico, altrimenti la fila di illustrissimi scienziati (di quelli che si studiano a scuola, tanto per intenderci) sarebbe molto, molto lunga…

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  6. Daniele ha detto

    Qui di scombussolato c’è il cervello della Lalli.
    Occorre sedarla al più presto e cercare di farla ragionare…

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  7. Luigi ha detto

    Ciechi. Sono ciechi e credono di vedere. Non solo non ci vedono, ma dicono a quelli che vedono di essere i veri ciechi. Così è la vita, o meglio l’ideologia che si è impadronita della vita. Sono talmente ciechi che rifiutano anche cio’ che lo strumento supremo da loro venerato ci suggerisce (la ragione, che hanno pure messo 300 anni fa, divinizzandola, a Notre Dame, al posto di Maria…), solo che la loro è solo la pantomima della ragione … nella loro delirante presunzione nemmeno si domandano come possa essere ascritta la tendenza dell’uomo ad abbracciare l’infinito ad una differente (e neanche molto) distribuzione di molecole… sarebbe come se riassemblando in modo (completamente) diverso i componenti di una Ferrari si ottenesse qualcosa dalle prestazioni simili a quelle dell’astronave Enterprise (con velocità da “curvatura” della luce…)

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  8. andrea g ha detto

    Il salto di qualità tra l’uomo e (qualsiasi) animale è evidente;
    il non vederlo segnala l’oscurità in cui si viene a trovare
    una mente lontana da DIO, dunque dalla Verità: un luogo ideale per
    fantasmi soggettivistici.

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  9. minstrel ha detto

    Questi fans della ghiandola pineale non li capisco proprio…

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  10. edoardo ha detto

    Se voi prendeste un ragazzetto di un centinaio d’anni fa, quelli che nascevano e vivevano nei poderi, quelli da quando sono nati stanno in mezzo alle bestie: animali da cortile, bestie di allevamento ed animali selvatici in mezzo ai boschi che circondavano i poderi, bene, un ragazzetto di quelli sviluppava fin da bambino l’idea chiara e netta di quanto differisce la specie umana da quella animale, e quanto noi uomini saremmo svantaggiati e dunque condannati all’estinzione se non fossimo dotati della facoltà di usare la ragione per creare e forgiare gli oggetti che ci servono per sopravvivere utilizzando le risorse naturali (che gli animali possono solo utilizzare tal quali, senza trasformarle) ed elaborando strategie che ci consentono di moltiplicare e mettere a frutto le nostre facoltà.
    Un bambino di sei anni l’aveva già imparato, solo osservando quello che succedeva fuori dalla porta, dove il cucinone si apriva sull’aia, nelle stalle ed oltre lo sguardo, dove i campi cedono il posto ai boschi.
    Dicono che quelli fossero ignoranti, maleducati, incapaci di stare in mezzo alla gente.
    Oggi prevale l’ignoranza di massa, e bisogna anche spiegare che tra una gallina ed un uomo c’è differenza. E’ perché non è detto che la gente lo sappia.
    Magari sanno android (io l’ho scoperto col registro elettronico una settimana fa, e non mi sento meno ignorante o più colto di quel che ero due settimane fa), ma una gallina mica la conoscono, a parte l’aspetto fisico, il becco, le piume; ma non sanno come organizzano il loro tempo, come la pensano, come ti guradano, cosa fanno tra di loro….. E questa è una gravissima lacuna educativa di massa, suprema ignoranza diffusa.
    Poi qualcuno scopre che il DNA si sovrappone per la maggior parte al genere umano, e….accidenti…allora siamo come le galline. Quasi. Le galline sono nostre sorelle. E io sono un killer di galline.
    Beata l’ignoranza quando mi mette nelle condizioni di vivere una vita normale, e di soddisfare al meglio le mie necessità!

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  11. lorenzo ha detto

    Scrive il Papa emerito ad Odifreddi:
    “La fantascienza esiste, d’altronde, nell’ambito di molte scienze. Ciò che Lei espone sulle teorie circa l’inizio e la fine del mondo in Heisenberg, Schrödinger ecc., lo designerei come fantascienza nel senso buono: sono visioni ed anticipazioni, per giungere ad una vera conoscenza, ma sono, appunto, soltanto immaginazioni con cui cerchiamo di avvicinarci alla realtà. Esiste, del resto, la fantascienza in grande stile proprio anche all’interno della teoria dell’evoluzione. Il gene egoista di Richard Dawkins è un esempio classico di fantascienza. Il grande Jacques Monod ha scritto delle frasi che egli stesso avrà inserito nella sua opera sicuramente solo come fantascienza. Cito: “La comparsa dei Vertebrati tetrapodi… trae proprio origine dal fatto che un pesce primitivo “scelse” di andare ad esplorare la terra, sulla quale era però incapace di spostarsi se non saltellando in modo maldestro e creando così, come conseguenza di una modificazione di comportamento, la pressione selettiva grazie alla quale si sarebbero sviluppati gli arti robusti dei tetrapodi. Tra i discendenti di questo audace esploratore, di questo Magellano dell’evoluzione, alcuni possono correre a una velocità superiore ai 70 chilometri orari…”

    Il guaio è che molti rifiutano la realtà a favore della fantascienza.

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    • edoardo ha detto in risposta a lorenzo

      …il guaio è anche che molti, PURTROPPO !!!!!, prendono dati scientifici e si ostinano a costruirci sopra un set di credenze – una filosofia – che, quando viene imposta per “salvare l’umanità” arriva a trasformare il mondo in un lager infinito.
      Heisemberg e Schoedinger li insegno a scuola.
      Vengono dopo Thompson, Rutherford, Bohr-Sommerfeld.
      Se uno si limitasse a leggervi solo quello che è e non volervi vedere quello che non c’è, ossia l’impossibilità di localizzare l’elettrone, e la risoluzione della funzione d’onda che porta all’orbitale, ecco, se uno vi leggesse solo quel che c’è, non si sentirebbero le stronzate che, purtroppo, imperversano la scena mediatica con divulgatori da quattro soldi che interpretano dati reali per storpiarli allo scopo di imporci le loro ricettine della vita, le loro “perle di saggezze” da quattro schei.

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      • Max ha detto in risposta a edoardo

        Forse il guaio, caro Edoardo, e’ che non si insegna bene la filosofia. Non credo che sia un caso che certi “atei militanti”, come vengono descritti, vengono da paesi in cui non si studia la filosofia a scuola. In Italia abbiamo Odifreddi, ma sono “fisiologici”..
        In bocca al lupo per il tuo lavoro.

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