Anche Chiara Lalli a favore del “regalo di neonati”

Utero in affittoQualche settimana fa la presidente dell’associazione omosessuale “Famiglie Arcobaleno”, Giuseppina La Delfa ha affermato che la sua associazione sostiene e promuove la pratica (illegale in Italia) che definisce “gestazione per altri” (gpa), che altro non sarebbe il regalo di neonati a coppie omosessuali da parte di “madri generose”.

Una violazione palese dei diritti umani che arriva a mercificare la vita umana, definendo il neonato come oggetto da produrre per regalarlo agli amici più cari. I militanti dei diritti umani ovviamente approvano, probabilmente perché hanno paura che alzando la voce contro questa violenza verrebbero accusati di omofobia.

Stranamente al “Corriere della Sera” questa volta qualcuno non ha chiuso gli occhi. E’ stata Marina Terragni che però ha dovuto premettere di avere tanti «amici e amiche gay, e pure trans, e voglio per tutte e tutti una vita più semplice e più giusta». E’ la frase che ormai è obbligatorio dire prima di osare criticare la cultura LGBT, sperando di salvarsi dall’inquisizione rosa. La Terragni ha raccontato di aver rotto l’amicizia con un suo amico gay perché ha “comprato” una donna perché essa producesse un bambino. «Un uomo, di qualunque orientamento sessuale», ha scritto, «etero o gay, non ha il diritto di portare via un bambino alla madre, di recidere quel legame (anche se la madre è d’accordo: ma il bambino no). Non sto parlando di genitorialità gay: sto parlando di uomini che si fanno fare bambini dalle donne e glieli portano via».

Immediata la replica della tuttologa Chiara Lalli, già nota per aver a) negato l’esistenza dell’anima; b) discriminato gli ex omosessuali; c) scritto un libro facendo credere che “abortire è bello”.

Il suo articolo comincia già male sostenendo che non si può dimostrare che il neonato non voglia essere strappato da sua madre, che ha creato con lui uno strettissimo legame portandolo in grembo per nove mesi. «Come può un bambino manifestare accordo o disaccordo, come può avere un parere tanto complesso?», si è domandata la Lalli. Questo è il livello. Al bambino si può fare qualsiasi cosa, tanto come può esprimere un’opinione? Inoltre ha paragonato la “gestazione per altri” all’adozione, chiedendosi perché se è legittima la seconda non dovrebbe esserlo la prima. Eppure, chiunque capisce la differenza: nel primo caso il bambino viene appositamente “prodotto” per essere regalato, nel secondo caso il motivo per cui si cercano genitori adottivi è dettato da un’emergenza: l’abbandono del figlio da parte della madre, la perdita dei genitori ecc. Se fosse identica all’adozione non ci sarebbe bisogno di chiamarla in altro modo e sarebbe legale ovunque, come è legale l’adozione.

Liquidata la “questione bambino”, la scrittrice continua con un’altra perla: «l’istinto materno non esiste», citando la filosofa francese anti maternità Elisabeth Badinter, la quale è nota per negare la natura della donna perché essa le impedirebbe di comportarsi esattamente come gli uomini. E’ il femminismo affetto dalla patologia chiamata sindrome di inferiorità che cerca in tutti i modi di assomigliare il più possibile all’uomo per sentirsi più donna. Non sapendo come chiudere l’articolo, la Lalli ha optato per ispirarsi alla filosofia buddhista: le donne che regalano i bambini «credono in una specie di karma, per cui dare qualcosa di tanto prezioso significava ricevere qualcosa di altrettanto raro».

Questo oggetto tanto prezioso, però, non è un diamante, non è uno smartphone ma è un bambino. Ti produco un pargolo da regalarti, così faccio del bene al mondo: queste sarebbero le mamme-coraggio legittimate a comportarsi così perché, come ci insegna la Lalli, tanto il bambino non ha un’opinione su quanto gli sta accadendo. Il bambino regalato come oggetto per soddisfare il desiderio di maternità di coloro a cui la natura ha impedito di essere fertili. Ma come, le donne non avrebbero l’istinto di maternità e gli uomini gay si?

La redazione

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

26 commenti a Anche Chiara Lalli a favore del “regalo di neonati”