Chiesa anglicana: metà delle donne contro le donne vescovo

Benedetto XVI incontra donna preteChi ha affossato la riforma della Chiesa d’Inghilterra sull’ordinazione episcopale femminile? Ha votato contro la metà del sesso femminile, dimostrando che l’ossessione per la presunta discriminazione della donna, a causa della sacerdozio esclusivamente maschile, è in gran parte mediatica. L’utopia dell’uniformità assoluta, la fobia per la diversità è un prodotto fortemente negativo della modernità, bene fa anche la Chiesa cattolica a rimanerne impermeabile.

Susie Leafe, una delle 2.200 donne che ha votato contro la riforma, ha spiegato: «Non si tratta di una questione di sessismo E’ una questione di convinzione teologica, e attraversa tutti i generi. La Sacra Scrittura è chiara, dice che uomini e donne sono uguali ma anche diversi. Ognuno deve stare al proprio posto». Recentemente in Italia anche suor Viviana Ballarin, presidente dell’organismo dal quale dipendono tutti gli ordini religiosi femminili italiani (USMI), ha affermato«Non sono smaniosa di rivendicazioni per quanto riguarda le questioni teologiche aperte. Come donna mi sento pienamente realizzata sia nella mia identità che nella mia missione. Se un giorno il sacerdozio e il diaconato verranno dati alle donne ben venga, mi pare però che ciò che conta veramente per ogni donna sia vivere quella diaconia e quel sacerdozio che sono stati impressi nella sua carne come fuoco il giorno in cui Dio l’ha voluta femmina e non maschio».

La questione è stata affrontata in maniera molto interessante da don Matteo Graziola, il quale ha spiegato: «nella Chiesa la maternità accogliente e la paternità inviante sono essenziali. Non si dà Chiesa senza queste due dimensioni: una Chiesa che fosse accoglienza, ma non fosse missione, o una Chiesa che fosse missione ma non fosse accoglienza, sarebbe sfigurata, ridotta, incompleta, squilibrata. Ora, storicamente Cristo ha legato il sacerdozio alla dimensione paterna, maschile. Cioè alla missione. Non a caso esso è stato conferito agli Apostoli, cioè agli ‘inviati’. Significa forse che la donna è stata mortificata, esclusa, emarginata? Sarebbe assurdo pensare una cosa simile. Niente di più estraneo alla logica di Cristo. La donna ha un ruolo essenziale nella Chiesa, che è appunto quello della dimensione materna, affettiva, accogliente […]. Non è lecito mettere in discussione la scelta di Cristo circa il sacerdozio maschile: essa va obbedita anche se non si capiscono tutte le sue ragioni. La Chiesa non può modificarla. Accettarla è anzitutto un atto di obbedienza e di amore a Cristo. Del resto la ragione fondamentale è ben chiara: il sacerdote deve agire in persona Christi, cioè rappresentando Cristo, e come tale gli deve essere conforme anche nell’identità maschile».

Ricordiamo un articolo di approfondimento che abbiamo scritto qualche tempo fa, riprendendo la visione di Benedetto XVI, di Vittorio Messori e di padre Angelo Bellon.

Mentre la Chiesa anglicana è in grave crisi d’identità a causa del cedimento progressista di molti suoi membri (dal 1992 sono ammesse le donne prete), spaventati dalla società laicista, la Chiesa cattolica è anche su questa tematica salda con le sue ragioni sulla roccia della tradizione (fortunatamente indietro di ben 2013 anni, e non di solo 200 come diceva il card. Martini), per nulla sessista, tant’è che nel mese scorso altre undici suore anglicane hanno deciso di entrare nella Chiesa cattolica,  aumentando così il numero degli ex anglicani che hanno scelto di far ritorno a casa.

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73 commenti a Chiesa anglicana: metà delle donne contro le donne vescovo

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  1. francesco ha detto

    La chiesa anglicana è il chiaro esempio che basta cedere su un solo punto ed è finita. Hanno aperto alle donne prete ora si ritrovano a dover far fronte a preti e vescovi gay, vescovi donne ecc. Preghiamo sempre per la Chiesa perchè non ceda alle richieste del mondo, specialmente in questi nostri tempi.

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    • Panthom ha detto in risposta a francesco

      Guarda caso sta avvenendo un trasferimento in massa negli anglicani verso la chiesa cattolica…chi ha paura della modernità/secolarizzazione non è guidato da Dio e gli Anglicani hanno fatto cadere la maschera.

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  2. Giorgio P. ha detto

    Domanda: perché suor Viviana Ballarin ritiene che l’ordinazione delle donne sia una “questione teologica aperta” e che in futuro il punto di vista della Chiesa potrebbe cambiare, se Giovanni Paolo II nella Ordinatio Sacerdotalis ha esplicitamente dichiarato il contrario?

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    • Controinformato ha detto in risposta a Giorgio P.

      Giovanni Paolo II non si è avvalso dell’Infallibilità tanto per iniziare

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      • Giorgio P. ha detto in risposta a Controinformato

        “Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”.

        Giovanni Paolo II non ha usato l’infallibilità semplicemente perché non ne ha avuto bisogno.

        Ha semplicemente ribadito che la Chiesa non può cambiare qualcosa stabilito da Gesù. Si dice (un po’ tecnicamente) che fa parte del depositum fidei, ed è materia non opinabile.

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        • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Giorgio P.

          Il Papa è infallibile quando parla ex cathedra. La Ordinatio Sacerdotalis è un pronunciamento ex cathedra? Io non ne ho idea. Secondo Wikipedia in lingua inglese, no: “Ordinatio Sacerdotalis was not issued under the extraordinary papal magisterium as an ex cathedra statement, and so is not considered infallible in itself”. Qualcuno ha informazioni più precise?

          Che poi, dal fatto che Gesù ha scelto soltanto apostoli maschi si debba dedurre infallibilmente che Gesù ha stabilito che il sacerdozio debba essere soltanto maschile, mi pare una forzatura di proporzioni colossali.

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          • francesco ha detto in risposta a Giulio Quaresima

            Fatto sta che Gesù ha fatto così, sicuramente avrebbe potuto fare diversamente, ma non l’ha fatto. Perchè noi potremmo fare cose che lui non ha fatto?

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            • Giulio Quaresima ha detto in risposta a francesco

              Ah, se è per questo Gesù non ha mai stabilito che dovessero esistere sacerdoti, vescovi, cardinali, papi, né ha stabilito tutte le regole che li governano. Di cose che Gesù non ha fatto la Chiesa ne fa a bizzeffe, e non potrebbe essere che così.

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              • Paolo Viti ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                Questi tuoi commenti sono sciocchi: il tuo problema è la divinità di Cristo: se credi ad essa allora la Chiesa cattolica è autentica e da Lui guidata, se non credi ad essa allora crolla tutto. Questa è l’origine del tuo problema, tutto il resto sono futili discorsi.

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Paolo Viti

                  Non direi: tutti i cristiani credono alla divinità di Cristo, ma solo i Cattolici hanno il Papa, mentre molti altri cristiani consentono alle donne di essere sacerdoti, oltre ad altre mille differenze.

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                  • Pino ha detto in risposta a Roberto Dara

                    gli altri sono eretici, si sono messi al di fuori della Chiesa fondata da Cristo, forse ti sfugge questo particolare, mi rendo conto siano concetti complessi da comprendere per un laico.

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                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Pino

                      Penso che siano concetti complessi da comprendere anche per un cristiano non cattolico.

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                    • Pino ha detto in risposta a Pino

                      @ Dara
                      certo anche per un bhuddista, un islamico, un induista, un testimone di geova, un neopagano, un ebreo, un zoroastriano, uno gnostico, un adepto della new age, uno che crede nei dischi volanti e così via.

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Pino

                      @pino
                      non c’è dubbio

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              • Pino ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                vedi Quaresima, non per essere polemico, ma a te mancano i fondamentali per affrontare certi argomenti. Sei come quello che vuole giocare a calcio ma non riesea a fare uno stop, un passaggio, un lancio, un tiro in porta.

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                • Semelets ha detto in risposta a Pino

                  E’ sempre l’esperto che deve sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda dell’interlocutore, qualunque sia il grado di conoscenze di quest’ultimo.

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                  • Pino ha detto in risposta a Semelets

                    di fronte a commenti di questo tipo “Ah, se è per questo Gesù non ha mai stabilito che dovessero esistere sacerdoti, vescovi, cardinali, papi, né ha stabilito tutte le regole che li governano. Di cose che Gesù non ha fatto la Chiesa ne fa a bizzeffe, e non potrebbe essere che così” l’unica risposta seria è quella che ho dato io. Un commento come questo denota una completa mancanza di cognizione di causa, se dovessi completare, con lo stesso metro, il ragionamento di Quaresima potrei dire che Gesù non si è neppure mai espresso contro la legge sull’aborto, o il testamento biologico o contro il matrimonio gay i quali, sempre secondo l’esegesi di Quaresima, sarebbero pertanto ammissibili dalla morale cattolica.

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              • Pino ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                Gesù ha fondato la Chiesa, non ha scritto libri e non ha fatto scrivere libri. Gesù è vivo e assiste la Chiesa da lui fondata attraverso il Magistero e i sacramenti.
                Dice Gesù : “molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future”(Gv 16,12-13 ). All’inizio della Chiesa non c’è il Nuovo Testamento ma la predicazione.
                La tradizione apostolica, da non confondersi con la tradizione degli uomini, è la trasmissione della parola di Dio attraverso gli apostoli (1 Ts 2,13)
                La tradizione apostolica PRECEDE la stesura del Nuovo testamento.
                L’apostolo Paolo (Nuovo Testamento) raccomanda di mantenere la tradizione appresa dalla PAROLA E DALLA LETTERA ( 2 Ts 2,15 ).
                Il solo Nuovo testamento non raccoglie TUTTO il messaggio riguardante Cristo ed è il nuovo Testamento stesso che lo dice (Gv 21,25).
                Gli autori sacri scrissero i quattro Vangeli, scegliendo alcune cose tra le molte tramandate a voce (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica n.126, par.3 ).
                La stessa Bibbia, da sola, senza la TRADIZIONE APOSTOLICA è facilmente fraintesa. Scrive, infatti, l’Apostolo Pietro che nelle parole scritte – ci sono alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture, per la loro propria rovina (2 Pt 3,16).
                Dalla stessa Tradizione Apostolica (ORALE) proviene l’elenco ufficiale dei libri ispirati che compongono la Bibbia.

                Il Magistero della Chiesa è la parola viva del Cristo vivo senza la quale è impossibile interpretare correttamente la parola scritta e muta.
                La religione cristiana non è la religione del Libro
                Insegna il Catechismo della Chiesa Cattolica:- la fede cristiana (…) non è una “religione del libro”. Il cristianesimo è la religione della “Parola” di Dio, “non di una parola scritta e muta, ma del Verbo incarnato e vivente”. Perché le parole dei Libri Sacri non restino lettera morta, è necessario che Cristo, Parola eterna del Dio vivente, per mezzo dello Spirito Santo ci “apra la mente all’intelligenza delle Scritture “( Lc24,45 )
                (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 108 ).

                E tu vorresti giudicare ciò che Gesù ha fatto o non ha fatto, ha detto o non detto?

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                • semelets ha detto in risposta a Pino

                  La tua lezione di catechismo conferma che l’osservazione di Quaresima al commento di Francesco era corretta.

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          • Giorgio P. ha detto in risposta a Giulio Quaresima

            1)Sicuramente l’infallibilità non è esplicita (la formula “standard” è qualcosa tipo: “io in qualità di vescovo di Roma e unito ai miei fratelli vescovi di tutto il mondo…”), però dice: “in virtù del mio ministero di confermare i fratelli”… “queste sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”.

            2)Questo perché la questione è sempre stata definitiva, non poteva dichiararla con infallibilità, perché già era ritenuta immodificabile.
            L’unica cosa che poteva fare è confermarla, ed è proprio ciò che ha scritto, con riferimento a Pietro, il solo al quale Gesù ha esplicitamente ordinato di confermare i fratelli nella fede (vedi Lc 22,32).
            Nella formula scelta si nota il riferimento proprio a questa peculiarità del Successore.

            3)Le ultime sue righe sono simpatiche, ma mostrano soltanto che non ha mai letto la Ordinatio Sacerdotalis, nè la Mulieris Dignitatem, nè un qualsivoglia libro di cristologia. Conoscere gli attributi di Cristo è fondamentale per capire i criteri che ha seguito durante il suo passaggio su questa terra, ma questo lo saprebbe solo se avesse studiato un po’ più approfonditamente la cosa: è evidente che lei ritiene la conoscenza di Cristo inutile, ma le piace sparare giudizi sul suo operato.

            Se proprio si vuole improvvisare teologo, e fondare una sua scuola teologica, deve almeno sapere la teologia.

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            • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Giorgio P.

              Non ho studiato teologia, ma ho letto il vangelo, e non ho sparato giudizi sul Suo operato (di Cristo), ma sull’operato degli uomini.

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              • Leon ha detto in risposta a Giulio Quaresima

                non ho sparato giudizi sul Suo operato (di Cristo), ma sull’operato degli uomini.

                Se questo è vero allora lascia che sia Cristo a fare il giudice dei suoi sacerdoti.Se questo è vero dovresti pregare per loro non dire vi giudico perche vi sbagliate,sai che difficoltà a processare gli uomini,sai quanta difficoltà c’è nel non processarli? nessuna, domani mi sveglio è sicuramente vedro qualcuno compiere il male e dunque devo processarlo?Per chi lo vede non dovrebbe essere solo motivo di giudizio,ma quando giudichi e processi contemporaneamente il problema.Domandati se sei proprio sicuro di non far parte di quell’umanità della quale sei il giudice.

                Io intendo il non giudicare come il non processare.

                Comunque

                Se vogliono veramente entrare nella chiesa cattolica perchè non fanno le suore?Che forse una Madre Teresa non era una donna? Forse non ha ricevuto l’insigna di beata tale che nemmeno molti sacerdoti arrivano a tale perfezione?

                Dunque come può essere che non inferisci sull’operato di Cristo ma dici che tu giudichi.

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        • Giulio Quaresima ha detto in risposta a Giorgio P.

          Inoltre, non credo che questa questione, come anche ad esempio il celibato dei preti, sia materia di dogmatica.

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          • Pino ha detto in risposta a Giulio Quaresima

            una cosa è il celibato dei preti altro il sacerdozio femminile. Anche nella Chiesa Cattolica il celibato non è una regola assoluta, forse questo non lo sapevi. Nella Chiesa Cattolica operano sacerdoti sposati. Per esempio i pastori protestanti convertiti al cattolicesimo possono continuare come preti cattolici anche se hanno famiglia. Non solo, nelle Chiese cattoliche di rito orientale un sacerdote non può sposarsi ma un uomo sposato può essere ordinato sacerdote.

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  3. Daphnos ha detto

    A proposito di Inghilterra, ho letto su un supplemento del Corsera che un’associazione di atei militanti del nord di Londra ha messo su una confraternita di non-credenti le cui funzioni si svolgono in una vecchia chiesa anglicana della zona. Finalmente anche loro cominciano a “gettare la maschera” 😉 .

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    • manuzzo ha detto in risposta a Daphnos

      Avrei molto da aggiungere su questa notizia (sub conditione che non sia una bufala) degli “atei militanti in una pseudo chiesa sconsacrata”. Senza voler essere offensivo nei confronti di chi crede davvero che il mondo abbia fatto PUFF (il big bang) per caso, e dunque concentrandomi solo su quella gentaglia lì nella chiesa sconsacrata, mi domando, retoricamente: perché alcuni sedicenti atei non ammettono di essere dei satanisti?

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      • Daphnos ha detto in risposta a manuzzo

        Forse perché magari pensano che sia inutile andare a scomodare un’entità soprannaturale, magari si accontentano del già notevole appeal culturale o (nella maggior parte dei casi) presunto tale che il nichilismo esercita sulle masse.

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      • Emanuele ha detto in risposta a manuzzo

        non c’e` solo il satanismo che é un fenomeno arginale. La cosi` detta societa` laica pulula di magia ed esoterosmo. Quanti maghi ci sono in tv? Come mai quasi tutti i giornali hanno oroscopi? Come mai imperversano al cinema saghe di vampiri, streghe, demoni, etc.

        E il bello é che ritengono pericoloso insegnare il Vangelo a scuola…

        É proprio vero: se si caccia Dio dalla finestra, satana entra dalla porta.

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a Emanuele

          Io non confonderei la presenza di vampiri e maghi nella fiction (letteraria o cinematografica che sie) con quello che succede nella realtà (tipo i maghi televisivi e le tante persone che ne sono truffate). Se la gente non è capace di distinguere la realtà dalla fantasia il problema è di natura neurologica!

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          • Emanuele ha detto in risposta a Roberto Dara

            …Non concordo del tutto…

            Oggi, non solo si tende a negare l’esistenza di Dio, ma anche quella di satana. La cosa ancor più grave che spesso sono proprio i credenti a negare o minimizzare la figura del diavolo. Putroppo, invece, il diavolo esiste ed è molto potente. Gesù stesso lo definisce principe del mondo (Gv 12, 31), attibuendoli quindi un grande potere temporale.

            Anche Paolo ci avverte della potenza di satana:

            (l’iniquo,) la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri,
            e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi.
            ” (2Ts 2, 9-11)

            In passato non mancavano certo rappresentazioni delle potenze demoniache (befane, riti carnevaleschi, etc.), ma questi venivano messi sotto il dominio di un santo. Mi viene a mente la sfilata dei Mamuthones a Momoiada (nel Nuorese), capeggiata dalla statua di Sant’Antonio Abate… Sì, ci sono le potenze dell’oltretomba, ma il Santo le domina. Si potrebbero ovviamente citare migliaia di processioni e riti simili sparsi per tutta Italia (e mondo)

            Togliendo l’aspetto della vittoria di Cristo sulle potenze sataniche, queste manifestazioni rischiano di diventare solo atti di superstizione, se non, in alcuni casi, di vera e propria adorazione (magari inconsapevole) del Maligno. Un classico esempio è Halloween, privata del suo aspetto glorioso della Comunione dei Santi resta solo una specie di tributo a demoni e streghe (ossia i morti ritornano e “vincono” sui veri vivi, i Santi). Lo stesso si può dire delle feste di carnevale che, private della sacralità del mercoledì delle Ceneri che ci proietta verso la Pasqua, diventano solo una specie di “orgia”.

            Certamente non c’è niente di male nel festeggiare Halloween, a vedere Twilight o leggere Lovecraft, ma si deve fare con consapevolezza, perché a scherzare con il fuoco ci si brucia. Molti esorcisti (es. Padre Amorth) mettono in guardia da “eccessi” in questo senso ed invitano ad una grande cautela. Infatti, il passo dalla superstizione, alla magia, all’esoterismo fino al satanismo (più o meno consapevole) può essere breve.

            Secondo me, fenomeni tipo questo:
            http://www.twilightitalia.com/home/
            sono solo lo sfogo di una spiritualità repressa che rischia di incanalarsi in via poco piacevoli. Non dovremmo liquidarli però con troppa superficialità.

            Oggi, cercando di reprimere la componente spirituale dell’uomo negando la religione, si sposta solo l’oggetto dell’anelito spirituale umano. Da una spiritualità retta e ordinata alle cose di Dio si assiste ad un passaggio ad una spiritualità disordinata… e il Maligno e lì in attesa, pronto a fare proseliti. Ricordiamo che Satana è il principe della menzogna e smascherarlo, soprattutto senza la grazia dei sacramenti, non è cosa facile.

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            • Roberto Dara ha detto in risposta a Emanuele

              Quello che dici è condivisibile nei termini della esasperazione, e nella presa che certe rappresentazioni possono fare sui più deboli. Ovviamente dal punto di vista del non credente il rifermento a satana e ai suoi inganni è puramente metaforico, ma sostanzialmente il concetto resta lo stesso.

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  4. Roberto Dara ha detto

    Mah… il solito titolone e poi vai a vedere i dati le cose stanno in modo molto diverso…
    La mozione per le donne vescovo è stata approvata dal sinodo anglicano con 324 voti favorevoli e 123 contrari (in percentuale 71 a 29, quasi un plebiscito). Tra i vescovi (tutti maschi) risultato 44 a 3, tra i preti 148 (42 donne) favorevoli a 45 contrari (tra cui 1 sola donna!) e tra i laici 132 (56 donne) a 74. La metà delle donne è relativa solo alla componente laica contraria, peraltro largamente minoritaria, quindi anche tra i laici hanno votato a favore più donne che uomini. Un altro errore è presentare Susie Leaf come una delle 2.200 donne che ha votato contro, mentre in realtà è la rappresentante di un gruppo di 2.200 donne che ha firmato una petizione contraria alle donne vescovo.

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    • angelo ha detto in risposta a Roberto Dara

      Addirittura in modo diverso? I registri mostrano che 33 su 74 donne laiche della Chiesa d’Inghilterra Sinodo generale ha votato contro vescovi donne: http://www.guardian.co.uk/world/2012/nov/26/church-radical-strategy-female-bishops-memo

      Le ossessioni laiciste rimangono tali 🙂

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      • Roberto Dara ha detto in risposta a angelo

        I risultati della votazione sono stati come li ho riportati io. Poiché per passare, la mozione doveva avere la maggioranza del 2/3 in ognuna delle “camere” (vescovi, preti e laici), per soli 6 voti nella camera dei laici non è passata. Ma la tendenza mi sembra avviata verso una futura approvazione.

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        • angelo ha detto in risposta a Roberto Dara

          Non credo tu abbia le competenze per smentire il guardian, capisco però che tu lo faccia per motivi ideologici. Tentativo nobile, ma fallimentare…
          Ribadisco: i registri mostrano che 33 su 74 donne laiche della Chiesa d’Inghilterra Sinodo generale ha votato contro vescovi donne: http://www.guardian.co.uk/world/2012/nov/26/church-radical-strategy-female-bishops-memo
          Mentre tu ti auguri una futura approvazione, io mi auguro che la comunità atea smetta di perseguitare sessualmente le donne: http://www.slate.com/articles/double_x/doublex/2012/10/sexism_in_the_skeptic_community_i_spoke_out_then_came_the_rape_threats.html

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          • Roberto Dara ha detto in risposta a angelo

            Ma io non ho nessuna ossessione per come le donne vengono trattate in ambito religioso. Ho solo fatto notare che la mozione per far diventare vescovo le donne ha raccolto un’ampia maggioranza che per pochissimo non l’ha fatta passare. Il resto non c’entra nulla. (E comunque 33 su 74 è meno della metà). E non smentisco affatto il Guardian, che ha spiegato molto bene il funzionamento delle votazioni (come da me riportato) a differenza dell’articolo che stiamo qui commentando.
            Riguardo alla notizia che citi, che continuo a dire che c’entra come i cavoli a merenda, ho espresso abbondantemente la mia posizione in altri post. Prima di tutto, non esiste una “comunità atea” che possa dirsi rappresentativa del miliardo di non credenti che esistono al mondo. Se in qualche raduno fatto da qualche gruppetto di atei (peraltro pochissimi casi concentrati negli Usa) c’è stata qualche molestia, è perché molestie sulle donne, purtroppo, avvengono anche nei luoghi di lavoro, nei concerti, nelle manifestazioni di piazza, nelle discoteche, ecc. ecc. Non sarà certo per qualche molestia avvenuta in quelle manifestazioni che si possa sostenere che “gli atei disprezzano le donne”, perché un tale sillogismo, trasportato nell’ambiente cattolico dove qualche centinaio di preti in tutto il mondo è stato condannato per pedofilia, diffamerebbe in modo molto più spregevole il cattolicesimo, cosa che nessuno, per primo io, si sogna di fare.

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            • angelo ha detto in risposta a Roberto Dara

              Il Guardian titola: “Quasi la metà dei membri laici che hanno votato contro vescovi donne erano donne”. Difficile che sia d’accordo con te, non credi? Il discorso mi sembra chiuso: http://www.guardian.co.uk/world/2012/nov/26/church-radical-strategy-female-bishops-memo
              Il tentativo di minimizzare i fatti mi fa capire l’imbarazzo che crea questo argomento: innanzitutto si tratta dell’associazione “American Atheists”, la principale organizzazione americana. Si parla di donne “toccate sotto i tavoli, minacciate di stupro, furtivamente fotografate per voyeurismo pornografico, e molte altre trasgressioni”. Si parla di numerose denunce da parte di donne di molestie sessuali ricevute durante le conferenze atee.
              Tutto questo non accade ovviamente nei luoghi di lavoro, nei concerti, nelle manifestazioni di piazza, nelle discoteche, tant’è che nessuna donna ha detto: “come donna mi sento in pericolo in discoteca”, ma invece c’è chi ha detto: “come donna non mi sento al sicuro nella comunità atea”: http://freethoughtblogs.com/blaghag/2012/08/how-i-unwittingly-infiltrated-the-boys-club-why-its-time-for-a-new-wave-of-atheism/
              Mi sembra che al posto di ossessionarti con il ruolo della donna nella chiesa, tu abbia ben altre cose a cui prestare attenzione, o no?

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              • Roberto Dara ha detto in risposta a angelo

                1) Il Guardian titola esattamente come hai scritto tu, che è molto diverso dal titolo di questo post. Infatti solo nella componente laica del sinodo non si è raggiunta la maggioranza dei 2/3 (a differenza delle altre componenti), e comunque anche in quella componente la mozione ha ricevuto la larga maggioranza di voti favorevoli. Tra quelli che nella componente laica ha votato contro (una minoranza), “quasi la metà” (quindi un’altra minoranza) erano donne. Pertanto, se la matematica non è un’opinione, una minoranza (donne laiche contrarie) della minoranza (laici contrari) della minoranza (laici vs vescovi e preti) era composta da donne. Altro che “metà delle donne anglicane contrarie”!!!!!!

                2) Questa storia delle “molestie” è stucchevole non perché io minimizzi le violenze, ma perché non c’entra nulla con l’ateismo! Un uomo che molesta una donna è un debosciato, quando non addirittura un criminale, ed è una tipologia presente in tutti i settori della società. Se anche in qualche raduno di atei (che comunque rappresentano un infinitesima parte degli atei che ci sono nel mondo) si sono verificate molestie, è un qualcosa che va combattuto a prescindere di dove ciò avvenga, e soprattutto non ha nessuna relazione con l’ateismo e il gruppo in cui questo è avvenuto. E su questa questione, posta in questi stupidi termini, non voglio più aggiungere altro.

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                • Lucian ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Devo quotare quanto dice Roberto Dara, anche a me non tornavano i conti, dato che ho letto la notizia direttamente sulla stampa inglese. Non si può ignorare il dato della mozione ufficiale (71% contro 29%) per venderlo come un sostanziale pareggio avvalendosi del trucchetto di andare a pescare i dati di una sola singola componente. E’ come se un partito dicesse: “Abbiamo il 50% dei voti” ma in realtà si riferisse ad solo collegio elettorale.

                  Ho notato più volte che in questo blog si riportano dati parziali mascherandoli come dati assoluti, sarebbe quindi auspicabile maggiore serietà, per il bene di tutti.

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    • angelo ha detto in risposta a Roberto Dara

      Mi auguro che, al posto di perdere tempo con queste cose, tu voglia quanto prima dissociarti e combattere il profondo odio verso le donne presente nella comunità atea, come riportano queste femministe: http://www.slate.com/articles/double_x/doublex/2012/10/sexism_in_the_skeptic_community_i_spoke_out_then_came_the_rape_threats.html

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      • Roberto Dara ha detto in risposta a angelo

        Poi mi spieghi cosa ci azzecca questa cosa con quello di cui si parla.

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        • angelo ha detto in risposta a Roberto Dara

          Le tue ossessioni per il trattamento delle donne in ambito religioso non dovrebbero seguire le ossessioni per il trattamento delle donne in ambito ateo?
          Non mi pare che nessuna donna lamenti quello che le femministe atee denuncino durante i loro raduni. La gravità è enorme, eppure tu non te ne occupi…strano, quasi come fossi spinto anche su questo dall’ideologia.

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  5. Andrea. ha detto

    E le Sacerdotesse sono forse l’ultimo dei problemi del Protestantesimo… Che dire dei Pastori (e delle Sacerdotesse) gay (e lesbiche) sposati (e sposate) tra loro?…

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  6. GT ha detto

    Questa distorsione pazzesca immolata da ambienti pseudo-moderni, perché non hanno nulla di moderno, è contro natura.
    Spesso si parla senza conoscere i fatti. Si additano facilmente dei semplici “maschilisti” per evitare di discutere.
    La donna fino a 50 anni fa, ve lo dico io, era la persona più importante della famiglia media. Addirittura decideva al posto del marito in casa.
    Perché era forgiata e permeata nel tessuto familiare-lavorativo.
    La donna post-moderna, contemporanea, è figlia della cultura edonistica: televisione a gogò e tanto apparire… e questa donna dovrebbe parlare di diritti?
    E’ ora che si cominci ad affrontare il tema dei temi.

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    • Roberto Dara ha detto in risposta a GT

      Hai un’idea delle donne (passate e contemporanee) agghiacciante.

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      • Titti ha detto in risposta a Roberto Dara

        Mi sono presa la briga di leggere i commenti legati al post “Tre riflessioni sul sacerdozio femminile” un comentatore scriveva che in base a ciò che è descritto nella Genesi, e confermato da San Tommaso e San Paolo, la donna non è altri che un’emanazione dell’uomo,addirittura un “uomo mancato” infatti vi è espresso l’ossimoro che (la donna) è nata dall’uomo, e poi in seguito è l’uomo nato da essa. Quindi solo l’essere umano di sesso maschile è espressione del divino perchè ad immagine e somiglianza di Dio, la donna essendo per prima nata dall’uomo è (?) immagine de espressione di esso, quindi si confronta con Dio attraverso l’uomo, cioè, in terza persona. E’ ovvio che in un ordine di idee così acquisite, la donna non possa aspirare al sacerdozio, cosa che personalmente non mi fà nè caldo, nè freddo, ogniuno si tenga strette le proprie idee, ciascuno nè trarrà le proprie conclusioni.

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a Titti

          Concordo pienamente, anche se spesso il cattolicesimo contemporaneo fa i salti mortali per negare questa “verità”.

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        • Azaria ha detto in risposta a Titti

          Scusa Titti, ho cercato nell’articolo “Tre riflessioni sul sacerdozio femminile”, il commento a cui ti riferisci, e` forse questo?
          http://www.uccronline.it/2012/03/08/la-conversione-di-patty-ryle-clay-e-tre-riflessioni-sul-sacerdozio-femminile/#comment-57293

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          • Titti ha detto in risposta a Azaria

            Ti posto la risposta che mi ha colpito: “dome ha detto:
            8 marzo 2012 alle 17:52
            E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. […] Allora l’uomo disse: “Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta.” […] Alla donna disse: “Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ed egli ti dominerà
            E’ inequivocabile, sta parlando Dio e definisce bene i confini della natura umana: uomo e donna.
            Tommaso d’Aquino osserva che secondo Genesi 2,22-23 la donna fu l’ultimo essere creato da Dio e non fu creata dal nulla, come tutte le altre creature, ma fu creata da una costola di Adamo. Infatti, scrive Tommaso, «la donna non doveva essere creata nella prima creazione delle cose. Dice infatti Aristotele (De Generatione Animalium 2,3) che la femmina è un maschio mancato. Ma niente di mancato e di difettoso vi doveva essere nella prima istituzione delle cose. Dunque, in quella prima istituzione delle cose la donna non doveva essere prodotta».
            Ci si chiede perché Dio abbia creato la donna, se sapeva che essa sarebbe stata la causa del peccato originale: il motivo della sua creazione sta nel fatto che, come è scritto in Genesi 2,18, non era bene che l’uomo fosse solo e doveva avere un aiuto simile a lui.
            Questo, afferma Tommaso, è unicamente un aiuto alla procreazione, non un aiuto a qualunque altra attività dell’uomo (vir), per la quale anzi sarebbe più conveniente che l’uomo (vir) fosse aiutato da un altro uomo (vir), piuttosto che da una donna. Si comprende perché il sesso maschile (la virtus activa) e femminile (la virtus passiva) siano uniti nelle piante, la cui attività più nobile è la procreazione; negli animali superiori i due sessi sono separati, in modo che si uniscano solo il tempo necessario alla procreazione, perché in loro «vi è qualcosa di più nobile del procreare»; così è per l’essere umano (homo), la cui attività più nobile consiste nella conoscenza, e a maggior ragione i due sessi devono essere distinti nell’essere umano.
            Se è perciò vero che, per Tommaso e Aristotele, la femmina – in quanto natura particolare, ossia confrontata con il maschio – è un «maschio mancato», considerata in se stessa, nella sua natura universale, per Tommaso «la femmina non è un essere mancato, ma è, secondo l’intento naturale, ordinata all’attività generativa», preordinata da Dio, che a questo scopo creò sia il maschio che la femmina.
            Tommaso ammette la sudditanza della donna all’uomo, indicata in Genesi 3,16: «sarai sotto la potestà del marito», e in Agostino (Gen. ad Litt. 12,16): «il soggetto attivo [il maschio] è più nobile di quello passivo [la femmina]» ma Tommaso specifica che questa sudditanza non è del tipo riscontrabile nei rapporti fra servo e padrone, «per cui chi comanda si serve dei sottoposti per il proprio interesse», ma del tipo «economico o politico», secondo il quale, secondo Tommaso, il governante (praesidens) si serve dei sudditi per il loro stesso interesse e bene. Questa deve essere la naturale sudditanza della femmina rispetto all’uomo (viro), «poiché l’essere umano (homo) ha per natura un più vigoroso discernimento razionale».
            Nell’articolo 2 della questione 92 Tommaso specifica che era conveniente che la donna, diversamente dagli altri animali, derivasse dall’uomo, perché questo fatto conferirebbe maggior dignità al primo uomo (homo) e poi perché «l’uomo (vir) amasse maggiormente la donna e le fosse indissolubilmente unito» non solo per la necessità della generazione ma anche per quella della vita comune nella quale «l’uomo (vir) è il capo della donna».
            Nell’articolo 3 Tommaso giudica anche opportuna che Eva abbia avuto origine dalla costola e non da altre parti del corpo di Adamo, in quanto «la donna non deve dominare sull’uomo» (1 Timoteo 2,12) «e per questo non fu formata dalla testa, né deve essere disprezzata dall’uomo come una schiava, e per questo non fu formata dai piedi».
            Nella questione 93, articolo 4, Tommaso tratta la tesi di Paolo (1 Corinzi 11,7), secondo la quale «il maschio (vir) è immagine di Dio, la donna (mulier) invece è immagine del maschio». Tommaso precisa che «sia nell’uomo che nella donna si trova l’immagine di Dio quanto a ciò in cui principalmente consiste la sostanza dell’immagine, cioè quanto alla natura intellettiva». Tuttavia, «sotto certi aspetti secondari, l’immagine di Dio che si trova nell’uomo non si trova nella donna: infatti l’uomo è il principio e il fine della donna, come Dio è principio e fine di tutte quante le creature. Quindi l’apostolo [Paolo], dopo aver detto che l’uomo (vir) è immagine e gloria di Dio, mentre la donna è gloria dell’uomo, mostra perché disse questo, aggiungendo che infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo».

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            • Emanuele ha detto in risposta a Titti

              Cara Titti,

              giusto tener conto della teologia di Tommaso, ma non dobbiamo fermarci a tanti secoli fa. Ad esempio, Giovanni Paolo II ha scritto pagine bellissime sulla pari dignita` tra uomo e donna e sulla sessualita`. Le sue riflessioni formano la cosi` detta “Teologia del corpo”.

              Anche le stesse pagine di San Paolo andrebbero rilette in chiave cristologica. Spesso infatti una lettura superficiale ha portato ad una interpretazione misogena del pensiero di Paolo.

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              • Titti ha detto in risposta a Emanuele

                Non vorrei essere fraintesa: quando ho letto il post, ho letto gli altri legati all’argomento, e in quello sulle “Tre riflessioni sul sacerdozio femminile” mi ha colpito il commento che ho riportato tramite copia-incolla di “dome”, che tiene conto dei molteplici argomenti portati a favore dell’esclusione del sacerdozio femminile. Io non lo contesto, semplicemente nè prendo atto e ne traggo le mie conclusioni, anche perchè ho riscontrato che, anche nel contesto dove questo commento si colloca, ha ben avuto poche risposte…chi tace, acconsente. Però in questo quadro così descritto la figura femminile ne viene fuori in modo assolutamente gregario e secondario rispetto a quella dell’uomo, io, come donna, non me la sento di appoggiare una tale visione.

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        • Pino ha detto in risposta a Titti

          ricordo che solo con il cristianesimo la donna ha raggiunto la parità morale con l’uomo. Nella società romana, tanto per fare un esempio, la donna, anche quando diventava “sui iuris” cioè aveva capacità giuridica, caso raro ma possibile, non poteva fare atti che andavano al di là dell’ordinaria amministrazione. Se voleva acquistare un terreno o una casa o vendere una proprietà doveva agire mediante un tutore perchè la donna era considerata troppo stupida per poter compiere simili negozi giuridici. Oppure vogliamo parlare della condizione attuale della donna nell’islam? O nella società induista?

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          • Roberto dara ha detto in risposta a Pino

            Parliamone volentieri, sono sempre religioni, e come tali costringono i loro fedeli a modelli di comportamento sempre più superati perché basati su concetti arcaici e immodificabili.

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      • GT ha detto in risposta a Roberto Dara

        Sarà agghiacciante per quelli coi paraocchi come te, ma è la realtà dei fatti. Secondo te le Femen hanno lavorato in vita loro?

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a GT

          Se per te il prototipo della donna moderna sono le Femen mi sa che il paraocchi non devo togliermelo io.

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          • GT ha detto in risposta a Roberto Dara

            Io non ho prototipi. Guardo lo stato dei fatti. Siccome il mondo maschile è sempre colpevolizzato strumentalmente e senza cognizione di causa, mi interrogo una volta su quello femminile, è lecito sign. Roberto Dara muovere delle critiche alle donne senza essere tacciati di maschilismo?
            Mi piace la disinvoltura con cui additate e gridate al “maschilista, a morte!”.
            Avete creato un mondo di parole d’ordine intoccabile e ciò è davvero insostenibile… questa ideologia la pagheremo nel futuro…
            I fatti sono che la donna appena è “metaforicamente” uscita dall’ambiente familiare ha distrutto la società!

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  7. Beppina ha detto

    A quando le prime donne cardinali?

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  8. Emanuele ha detto

    Se continuiamo ad analizzare il problema con i criteri del mondo non si arriva a nulla. Infatti, se pensiamo che il sacerdozio sia una promozione ci sbagliamo di grosso. Il sacerdozio è un servizio ed una vocazione (chiamata di Dio).

    Vale allora di più un sacerdote o una clarissa che prega tutta la vita per la Chiesa? …Io credo che la sua preghiera non resti proprio inascoltata!

    Purtroppo però anche molti nella Chiesa seguono le logiche del mondo e non quelle di Dio

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  9. lorenzo ha detto

    Tra le donne che si credono sacerdoti, il 97,8 ha votato a favore.
    Tra le donne convinte che le donne possano essere validamente ordinate sacerdoti, il 69,2 ha votato a favore.
    Nelle donne che si credono sacerdoti, il delirio di onnipotenza che si concretizza nella sfida al Magistero, è più sviluppato.

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    • Emanuele ha detto in risposta a lorenzo

      non darei x scontato che tali ordinazioni siano nulle… Infatti, secondo me, valgono in questo caso i due principii “ex opere operato” e “ex opere operantis”. Ossia i sacramenti impartiti da queste sacerdotesse dovrebero essere validi.

      Forse anche la loro ordinazione?

      Non sono esperto di dogmatica, era solo una riflessione…

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      • Azaria ha detto in risposta a Emanuele

        Beh! Emanuele io direi che il problema non si pone proprio. Per la Chiesa Cattolica le ordinazioni sono nulle a priori come quelle maschili visto che sono fatte da vescrovi che non sono “in comunione” con il Vescovo di Roma.

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        • Emanuele ha detto in risposta a Azaria

          Lessi una volta un libro di Introvigne, “Il cappello del mago” (peraltro un gran bel libro…), dove diceva che ci sono ordinazioni sacerdotali ed anche episcopali all’esterno della Chiesa cattolica (parlava appunto delle “piccole chiese”), valide perché date da vescovi fuoriusciti dalla Chiesa Cattolica o comunque in successione apostolica diretta da vescovi fuoriusciti (ad esempio, credo che questo sia uno dei problemi con i lefbvrebiani).

          …stando a quello che diceva Introvigne, se era rispettata la successione apostolica, l’ordinazione (anche se scismatica) sarebbe valida.

          Ora, non so se il caso sia apllicabile anche alle donne ordinate sacerdote o vescovo da vescovi in successione apostolica (anche se ormai datata) con la Chiesa Cattolica…

          In effetti c’è il problema con la comunione con il Papa, però, tale problema, non esiste con le Chiese ortodosse. Infatti, gli ortodossi non accettando completamente il primato di Pietro (loro infatti dicono “Primo tra Pari”), ma i sacramenti da loro impartiti sono assolutamente validi.

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      • lorenzo ha detto in risposta a Emanuele

        Dal Catechismo della Chiesa Cattolica:

        1576 Poiché il sacramento dell’Ordine è il sacramento del ministero apostolico, spetta ai vescovi in quanto successori degli Apostoli trasmettere “questo dono dello Spirito”, [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 21] “il seme apostolico” [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 21]. I vescovi validamente ordinati, che sono cioè nella linea della successione apostolica, conferiscono validamente i tre gradi del sacramento dell’Ordine [Cf Innocenzo III, Lettera Eius exemplo: Denz. -Schönm., 794; Concilio Lateranense IV: ibid., 802; ⇒ Codice di Diritto Canonico, 1012; Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 744; 747].

        1577 “Riceve validamente la sacra ordinazione esclusivamente il battezzato di sesso maschile [“vir”]” [⇒ Codice di Diritto Canonico, 1024]. Il Signore Gesù ha scelto degli uomini [“viri”] per formare il collegio dei dodici Apostoli, [Cf ⇒ Mc 3,14-19, ⇒ Lc 6,12-16 ] e gli Apostoli hanno fatto lo stesso quando hanno scelto i collaboratori [Cf ⇒ 1Tm 3,1-13; ⇒ 2Tm 1,6; ⇒ Tt 1,5-9 ] che sarebbero loro succeduti nel ministero [S. Clemente di Roma, Epistula ad Corinthios, 42, 4; 44, 3]. Il collegio dei vescovi, con i quali i presbiteri sono uniti nel sacerdozio, rende presente e attualizza fino al ritorno di Cristo il collegio dei Dodici. La Chiesa si riconosce vincolata da questa scelta fatta dal Signore stesso. Per questo motivo l’ordinazione delle donne non è possibile [Cf Giovanni Paolo II, Lett. ap. Mulieris dignitatem, 26-27; Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Inter insigniores: AAS 69 (1977), 98-116].

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        • Emanuele ha detto in risposta a lorenzo

          Grazie Lorenzo,

          per i preziosi chiarimenti. Mi resta il dubbio se i sacramenti impartiti dalle sacerdotesse siano validi o no…

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  10. Pino ha detto

    nessuno solleva mai un problema che invece andrebbe affrontato anche in sede di Unione Europea. Il sovrano inglese è il Supremo Governatore della Chiesa Anglicana, di fatto il capo di essa. Si potrebbe concludere che in Inghilterra non c’è separazione fra stato e chiesa, il potere civile controlla anche quello religioso, si confonde con esso, è la stessa cosa, come in un Paese islamico. La mancata separazione fra chiesa e stato non crea problemi in sede UE?

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  11. Andrea ha detto

    effettivamente mi sono sempre chiesto il perchè del divieto riguardo l’ordinazione sacerdotale delle donne…l’umanità è composta di uomo e donna, di pari dignità;

    senza contare che Gesu’ non era accompagnato solo dai dodici ma anche da svariati discepoli (di ambo i sessi)

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  12. Fede ha detto

    Ma a dire il vero sbaglio o Gesù disse: “poiché io vi dico che se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, non entrerete affatto nel regno dei cieli” gli scribi e i farisei erano un’ aristocrazia fondata sulla cultura, ossia sulla conoscenza delle Sacre Scritture…. Voi adesso non fate lo stesso?
    “Ed ecco alcuni scribi pensarono dentro di sé: “Costui bestemmia. Ma Gesù, conosciuti i loro pensieri, disse: “Perché pensate cose malvagie nei vostri cuori?” (…)
    E Gesù disse loro: “Ben profetizzò Isaia di voi, ipocriti, com’è scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Avendo tralasciato il comandamento di Dio vi attenete alla tradizione degli uomini”.

    Io credo che Gesù ebbe i suoi buoni motivi per non chiamare le donne come apostoli e penso che sia dovuto alla cultura dominante del tempo come si vede bene nel Vangelo: “Quelle che dissero queste cose agli apostoli erano: Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, e le altre donne che erano con loro. Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non prestarono fede alle donne.” Nessuno prestava fede alle donne, addirittura gli apostoli si stupiscono che Gesù rivolga loro parola! E credo che quando tornerà dirà ancora le stesse parole che disse sul ripudio: “”fu per la durezza dei vostri cuori (…); ma da principio non era così”

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