In Francia rinascita della fede cattolica, in particolare tra gli intellettuali

Nell’aprile scorso divulgavamo un articolo apparso sul “New York Times” circa un fenomeno di “ritorno religioso” nel mondo degli intellettuali, in particolare atei e agnostici. Sembra si stia facendo largo, infatti, una frangia sempre più ampia di miscredenti intenzionata ad abbandonare l’ascia di guerra contro i credenti, abbracciando un confronto civile e rispettoso sulla scia del filosofo inglese Alain De Botton.

In un recente articolo comparso su “Avvenire”ci si è concentrati sulla situazione francese evidenziando un trend abbastanza simile, ovvero «un rigoglio della trasmissione evangelica a livello culturale, educativo», in particolare tre «opinionisti e studiosi».

Qualcuno lo aveva già notato durante la recente campagna elettorale, dove Dio era stato messo al centro di essa, proprio nella terrà della laicità più negativa e oscurantista. Dopo i numerosi tentativi di sradicare il cristianesimo nella storia francese, in particolare durante i secoli bui illuministi, oggi  «la cappa di piombo è ormai saltata e la cultura francese riscopre, spesso con autentico entusiasmo, la sua antica anima cattolica». Molti intellettuali cattolici e cristiani della prestigiosa Académie française hanno acquisito sempre più peso, come René Girard, Michel Serres, Marc Fumaroli, Jean-Luc Marion, Max Gallo, Jean d’Ormesson, Michel Tournier e Didier Decoin. Molto brillanti anche le leve più giovani esaltate dalla critica, come Christian Bobin, Sylvie Germain, Fabrice Hadjadj e Alexis Jenni. Anche diversi artisti hanno recentemente esternato la loro fede, come Juliette Binoche, Gérard Depardieu, Anouk Aimée e la cantante Camille. Ancora non è calato, inoltre, il successo del film “Uomini di Dio”, la pellicola sulla testimonianza spirituale dei monaci di Tibhirine che ha conquistato la copertina dei settimanali e l’attenzione dei sociologi. “Avvenire” ha anche sottolineato come il quotidiano più letto del Paese, “Ouest France” (800 mila copie), si rivendichi fieramente fedele alla dottrina sociale della Chiesa e come le scuole private cattoliche non riescano più a rispondere alle richieste, dato il costante aumento da anni degli iscritti (oltre 2 milioni di studenti).

Anche le aggressioni anticlericali sembrano spegnersi in contemporanea, è da sottolineare ad esempio cheL’Express”, primo ed autorevole settimanale d’informazione, poche settimane fa ha irriso ancora una volta il noto “new atheist” Michel Onfray, scrivendo che «i suoi libri sono davvero troppo scadenti». Il noto filosofo anti-teista era già stato preso duramente di mira nel marzo scorso, e ne i mesi scorsi è stato accusato di antisemitismo dopo aver fatto un parallelo davvero pericoloso tra ebraismo e nazismo.

L’augurio del quotidiano cattolico italiano è che questa «rinnovata effervescenza sociale e culturale» possa essere «un viatico per le vocazioni e per una riscoperta dei sacramenti, oltre che per un ridimensionamento della laïcité di Stato». Il laicismo è così tanto la religione di Stato che i cattolici, ancora una volta, si sono dimostrati gli unici difensori del vero concetto di laicità.

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