La Francia illuminista e laicista, culla dell’antisemitismo

illuminismo antisemitismoIlluminismo e antisemitismo. In Francia esplode il caso, l’odio verso gli ebrei è endemico e genera manifestazioni e proteste. Ma la patria della “tolleranza” e del laicismo ha ospitato i grandi intellettuali illuministi tutti caratterizzati da un feroce antisemitismo. Da Voltaire a Émile Zola.

 

La Francia galleggia nell’antisemitismo come in un brodo primordiale. E’ un’epidemia, ieri le svastiche contro la Shoah trovate nel “Giardino della memoria” a Lione, sabato gli insulti antisemiti al filosofo ebreo Alain Finkielkraut, sinagoghe profanate, il ministro israeliano che invita gli ebrei immigrati in Francia a rientrare in patria per la loro sicurezza. Si parla di oltre 6000 atti antisemiti all’anno.

Nessuno si domanda come sia possibile tutto questo nella fantomatica “patria dei diritti”, nella Francia laicista e tollerante, nell’epicentro della cultura progressista. La storiografia ufficiale non ha una risposta perché nasconde la grande verità, ovvero che la Francia è imbevuta di razzismo e di antisemitismo fin dalle origini dell’Illuminismo. L’odio verso gli ebrei ha pervaso il pensiero dei principali intellettuali e filosofi illuministi.

Massimo Ghiretti, ricercatore della Fondazione del Centro di Documentazione ebraica contemporanea, ha spiegato che «fra il Settecento e la prima metà del secolo successivo era sorto il concetto di disuguaglianza razziale basato sull’ereditarietà naturale», e i principi fondamentali del «razzismo moderno», come «i concetti di superiorità o inferiorità, invariabilità e continuità delle caratteristiche razziali o la ricerca della loro origine, erano stati elaborati all’interno della culla illuministica. Hume, Diderot, Voltaire, Kant e altri» (M. Ghiretti, Storia dell’antigiudaismo e dell’antisemitismo, Mondadori 2002, p. 164).

 

Da Voltaire a Émile Zola, i padri del’illumininismo erano tutti antisemiti.

Basta aprire il celebre Dictionaire Philosophique (1764) scritto dal “principe della tolleranza”, Voltaire. Parlando degli ebrei scrisse: «in loro vedrete solo un popolo ignorante e barbaro che unisce da sempre l’avarizia più sordida alla superstizione più detestabile», un popolo «rampante nell’infelicità e insolente nella prosperità» (Essai sur le Moeurs). Le conseguenze subite dagli ebrei, per Voltaire, sono nient’altro che la conseguenza di questa «natura» che influenza il loro infausto destino: «Se gli ebrei volevano conquistare il mondo e sono diventati degli asserviti la colpa è soltanto loro». Alla voce “Antropofagi”, il “principe della tolleranza” scrisse: «Perché gli ebrei non avrebbero dovuto essere degli antropofagi? Sarebbe stata la sola cosa che mancava al popolo di Dio per essere il più abominevole popolo della terra».

A fargli compagnia il padre dell’anarchismo, (colui che inventò il simbolo con la “A” cerchiata), l’illuminista anticlericale Pierre-Joseph Proudhon, membro del parlamento francese e sostenitore dell’abolizione di tutte le forme di pensiero e di organizzazione ecclesiale a favore di forme egualitarie e anti gerarchiche: «Bisogna opporsi a questa razza che avvelena tutto e si infiltra ovunque senza mai fondersi con nessun popolo; bisogna abolire le sinagoghe e impedire loro di lavorare, fino a vietare del tutto il loro culto. Gli ebrei sono i nemici del genere umano, la loro razza deve essere mandata in Asia o al limite sterminata» (P.J. Proudhon, Carnets).

Charles Fourier è il filosofo francese illuminista più celebrato dal progressismo di sinistra, in quanto teorizzò la parità tra uomo e donna. Precursore del socialismo e del femminismo francese. Ma ecco cosa scriveva a proposito degli ebrei: «La nazione ebraica non è civilizzata, è patriarcale, non ha sovrano e crede lodevole ogni furberia, si dedica esclusivamente ai traffici, all’usura e alle depravazioni mercantili. Ogni governo dovrebbe costringere gli ebrei al lavoro produttivo e accettarli solo in minima percentuale» (C. Fourier, Oeuvres Completes).

Il fondatore del partito socialista francese, Jean Jaurès, è ricordato come l’illuminista promotore del pacifismo. Così scriveva del popolo ebraico: «in Francia l’influenza politica degli ebrei è enorme ma indiretta, non si esercita con la forza del numero con quella del denaro, sono una razza sottile, concentrata ma divorata dalla febbre del guadagno e che maneggia con facilità i meccanismi di rapina, di menzogna e di estorsione del capitalismo» (J. Jeauès, La question juive en Algerie).

Si ricordi anche l’ateo anticlericale Émile Zola, il grande accusatore delle apparizioni di Lourdes. Nel suo L’Argent descriveva gli ebrei servendosi di stereotipi nazisti: «Era tutta un’ebreitudine malferma, delle facce grasse e unte, dei profili scavati da uccelli voraci, una straordinaria riunione di grossi nasi, vicini l’uno all’altro come su una preda». Il suo editoriale J’Accuse, fu piuttosto una reazione di fronte ad un’evidente ingiustizia, indipendentemente dal fatto che il capitano Dreyfus era di origine ebraica. Nella cultura francese pullulano gli intellettuali antisemiti, forse statisticamente in numero maggiore che in quella tedesca e di qualunque altra nazione. Ricordiamo come ennesimo esempio il deputato Henri Labroue con tanto di cattedra di Storia del giudaismo alla Sorbona di Parigi, o Louis-Ferdinand Céline, che chiese la distruzione fisica di tutta la razza ebraica, degli ebrei che chiama «bastardi cancerosi».

 

Dopo la Seconda guerra mondiale l’antisemitismo fu mascherato da antisionismo.

La Seconda guerra mondiale attutirà la spinta antisemita illuminista della Francia, almeno fino all’esplodere della questione palestinese, quando l’antisemitismo più radicale emerse nuovamente mascherato da anti-sionismo, contro l’esistenza dello Stato ebraico. Dalla sinistra comunista e filo-illuminista provengono anche i due più famosi ed attuali antisemiti francesi, Alain Soral e il comico Dieudonné. Passati in seguito alla destra nazionalista, sono stati entrambi condannati per incitazione all’odio razziale ed hanno usato l’escamotage di aggirare la legge sostituendo il termine “ebreo” a quello di “sionista”.

 

Lo storico ebreo Poliakov: “L’illuminismo preparò il terreno alle leggi razziali”.

Il celebre storico dell’antisemitismo, l’ebreo Léon Poliakov, individuò per primo (con il saggio “Da Voltaire a Wagner”) nell’Illuminismo francese il trampolino decisivo della progressiva degenerazione che portò al nazismo di Adolf Hitler. Nel suo celebre Il mito ariano scrisse: «La tradizione giudaico-cristiana era “antirazzista” e antinazionalista e senza dubbio le stratificazioni, le barriere sociali del Medio Evo favorivano l’azione esercitata dalla Chiesa nel senso del suo ideale: tutti gli uomini erano uguali davanti a Dio. Questa dottrina dell’unità del genere umano viene apertamente contestata da alcuni grandi ingegni europei dell’Illuminismo». Si riferisce alle «nuove idee antropologiche del XVIII secolo, in quanto un Buffon, un Voltaire, un Hume o un Kant, ciascuno a suo modo, preparano il terreno alle gerarchie razziali del secolo successivo» (L. Poliakov, Il mito ariano, Editori Riuniti 1999, pag. 370-372)

La redazione

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83 commenti a La Francia illuminista e laicista, culla dell’antisemitismo

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  1. federico74 ha detto

    Ci sono voluti secoli per svelare l’oscenità dell’illuminismo: non c’è che dire la “Patria dei diritti” ha sempre saputo vendersi bene, e nascondere il proprio squallido passato. Sostenuta dai circoli radical chic (la sinistra caviale & champagne), ha sempre fatto passare l’immagine di sè come ‘genitrice di tutte le rivoluzioni sociali’; la Francia, per dire, riesce tutt’ora a occultare il passato antisemita del “grande leader socialista Mitterrand” , che fu un militante della setta di estrema destra La Cagoule, attivo militante del regime collaborazionista di Vichy salvo, a sconfitta evidente in corso, saltare sul carro dei vincitori.
    A tutt’oggi, in Francia, il passato di Francois Mitterrand (e naturalmente il genocidio vandeano) sono verità di nicchia, ben celate dai salotti dei maîtres à penser
    http://www.circolorossellimilano.org/MaterialePDF/vergognoso_segreto_di_francia.pdf

    Prezioso lavoro, come sempre, il vostro, UCCR. Grazie.

    • Giorgino ha detto in risposta a federico74

      Come si chiama la critica al sionismo e alla sua politica assassina?

      Quando l’ONU ha condannato DUE VOLTE il regime ebraico per crimini contro l’umanità è stato antisemita?

      Il governo ebraico ha ratificato nella sua Costituzione che solo i cittadini ebrei possono godere del patto costituzionale ed essere considerati israeliani, questo come lo chiamiamo?

      La Francia è stato ed è un paese colonizzatore, ma vive al suo interno anche una parte diversa, quella che è la vera Patria dei Diritti e dalla quale ci aspetta la giusta condanna politica e morale verso chi sta tenendo in ostaggio un intero popolo in nome di una ideologia religiosa e di estrema destra.

  2. giuliano ha detto

    Grazie Redazione. Ottimo lavoro.

  3. Pierfrancesco De Cataldo ha detto

    L’antisemitismo non è un’invenzione dell’Illuminismo, ed è sopravvissuto ad esso anche in ambienti ecclesiastici.
    Il culto di (san) Simonino non è un invenzione di Voltaire, ed è sopravvissuto sino all’altro ieri.

    • Luca ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

      Gli illuministi, proprio perché tali, avrebbero dovuto porre fine all’antisemitismo. Se no che illuministi sono?

    • federico74 ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

      Esimio conte Giandomenico DeCataldo Cavalcando Viendalmare (“Ugo” per gli amici), non affatichi troppo il suo sangue blu (blu inchiostro), la sua anemica personalità traspare dalla difficoltà con cui scrive.
      Perché Pierfrancesco DeCataldo esiste veramente, giusto?

    • Giuseppe ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

      Su Wikipedia ho trovato che il papa di allora fu contrario alla vicenda. La soppressione del culto dice che l’antisemitismo non è proprio della cultura cristiana, ma una devianza purtroppo presente in alcune situazioni umane.

    • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

      Egregio,
      chi ha inventato i ghetti e chi li ha aboliti?

      • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

        (La risposta era indirizzata a Luca, mi scuso dell’errore)

        • Brunello ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

          La tua tesi, Pierfrancesco, e’ che gli illuministi erano antisemiti ma anche la Chiesa lo è stata? Non è un po’ debole come difesa dell’Illuminismo ?

          • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Brunello

            Egregio,
            io non intendo difendere nessuno.
            Ma forse converrà con me che scrivere

            la Francia è imbevuta di razzismo e di antisemitismo fin dalle origini dell’Illuminismo

            vuol dire cancellare, con un colpo solo, secoli di antisemitismo di matrice cattolica;
            e ignorare, completamente, che i ghetti vennero chiusi solo dopo la Rivoluzione francese.
            Buon ultimo, quello di Roma, chiuso solo dopo la breccia di Porta Pia.

            • Mastro Titta ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

              La colpa di uno non nasconde quella dell’altro. Giochetto tipico vostro sviare l’attenzione. All’antisemitismo in casa nostra c’è cji ci ha già pensato, ora ammettete il vostro e fate il vostro mea culpa.

  4. Federico ha detto

    Oremus et pro perfidis Judaeis…preghimo anche per i perfidi giudei, queste parole fanno parte di una preghiera CRISTIANA CATTOLICA, niente di francese…non c’è trucco, non c’è inganno.

    • Michele ha detto in risposta a Federico

      Occorrerebbe almeno riportare tutto il testo:

      Oremus et pro perfidis Judaeis ut Deus et Dominus noster auferat velamen de cordibus eorum; ut et ipsi agnoscant Jesum Christum, Dominum nostrum.
      Omnipotens sempiterne Deus, qui etiam judaicam perfidiam a tua misericordia non repellis: exaudi preces nostras, quas pro illius populi obcaecatione deferimus; ut, agnita veritatis tuae luce, quae Christus est, a suis tenebris eruantur.

      Si prega perché riconoscano il Salvatore, non affinché Dio li stermini, come sembrano fare le menti laiche riportate nel testo.
      Dato poi che si vorrebbe fare sfoggio di cultura, magari sarebbe opportuno approfondire il termine per-fides, e quale sia il foedus (anche testamentum) al quale i per-fidi non mostrarono osservanza.

  5. Federico ha detto

    Sinistra comunista e filo-illuminista? È come dire che una persona cattolica sia atea

    • Mastro Titta ha detto in risposta a Federico

      Balle…

      • Federico ha detto in risposta a Mastro Titta

        Balle cosa? Motiva la tua risposta…l’idea di una rivoluzione comunista nasce dal’esigenza di superare la società borghese instaurata su principi illuministi. Se sie ignorante stai zitto

        • Michele ha detto in risposta a Federico

          Marx, da buon materialista storico, riconosceva il ruolo rivoluzionario giocato dalla borghesia nell’abbattimento del regime feudale e l’instaurazione di un sistema di produzione capitalistico; capitalismo che era una tappa necessaria per il raggiungimento della rivoluzione proletaria e l’avvento della società senza classi. Visto il ruolo necessario della borghesia in questo processo, fosse nato un secolo prima, il filosofo di Treviri sarebbe stato un borghese illuminista e liberale.

          Né il giudizio negativo di Marx sulla Rivoluzione francese va confuso con quello di pensatori controrivoluzionari alla De Maistre. Il primo critica il 1789 per non aver tratto tutte le conclusioni dal processo che aveva messo in moto: la dichiarazione dei diritti, proclamando l’uguaglianza dei diritti e dichiarando irrilevanti le differenze di ceto, classe e confessione religiosa che vigevano nel diritto pubblico dell’Ancien Régime, ha lasciato però che queste differenza continuassero a valere nell’ambito privato, sdoppiando così il bourgeois e il citoyen. La vera emancipazione promessa dalla Rivoluzione francese si realizzerà solo quando le disuguaglianze religiose, economiche ecc. scompariranno (assieme a ciò da cui queste disuguaglianze nascono), ossia si arriverà a quella che in seguito Marx chiamerà società senza classi.

  6. Max De Pasquale ha detto

    Gli ebrei sono stati sempre odiati, c’e’ poco da fare. Gia’ agli antichi Romani i Giudei stavano sulle scatole ed erano a mala pena tollerati. Le cose non andavano sempre male in ogni posto e tempo, ma la storia e’ piena di descrizioni e situazioni che oggi troveremmo disprezzabili.

  7. Pippo ha detto

    Trovo che il De Cataldo faccia una confusione degna di miglior causa. L’antigiudaismo religioso e dottrinale non c’entra nulla con l’antisemitismo razziale. Da questo punto di vista anche moltissime frasi del Talmud ebraico dovrebbero essere accusate di anticristianesimo razzista mentre si tratta solo di difesa dottrinale della propria religione e non vanno confuse con l’odio per le persone e con il razzismo. Gesù nacque bastardo (Talmud, Yebamoth, 49b)Maria era una prostituta (Talmud, Sanhedrin, 106a,b) Gesù fu punito e mandato all’ inferno dove fu gettato in escrementi ribollenti (Talmud, Gittin, 56b, 57a). L’antigiudaismo dottrinale e religioso, che non c’entra nulla con l’antisemitismo razziale, nacque di conseguenza con scopo apologetico. E’ con l’Illuminismo che nasce il razzismo e l’antisemitismo razziale, in questo l’articolo è perfetto, centra esattamente il problema. San Bernardo dichiara “ chiunque metterà le mani su un ebreo per ucciderlo farà un peccato tanto enorme come se oltraggiasse la persona stessa di Gesù”.

    • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Pippo

      Egregio,
      trovo francamente ipocrita differenziare l’odio verso gli ebrei a seconda che abbia (presunte) motivazioni religiose o etnico-razziali.
      Resta, tuttavia, da spiegare come sia stato possibile che l’abolizione dei ghetti e la concessione agli ebrei dei pieni diritti civili e politici – in Francia come in Europa, salvo che nello Stato della Chiesa – sia avvenuta solo dopo la Rivoluzione francese.
      Si legga, infine, alcuni scritti giovanili di Pio XII e vedrà che non hanno tono dissimile, nei riguardi degli ebrei, rispetto a quello usato da Voltaire, da Zola (o da Dostoevskij).

      • Michele ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

        La differenza è sostanziale: la religione la puoi cambiare, per cui se sei vittima di odio causa la tua religione una via d’uscita ce l’hai; se lo sei causa la tua etnia l’odio te lo porti dietro fin che campi.

        • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Michele

          Egregio,
          il massacro dei marrani di Lisbona dovrebbe bastare a mettere in serio dubbio ciò che afferma.

          • Michele ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

            Marrani, ossia ebrei falsamente convertiti che in privato continuavano le pratiche religiose ebraiche; un buon numero sfruttò la falsa conversione per ascendere nella scala sociale (questione di ceto non di classe, allora un nobile povero era socialmente più in alto di un ricco mercante), incrementando l’odio che la plebaglia nutriva già per loro.
            Il punto del contendere era appunto religioso o al più sociale. Gli uomini di epoca premoderna mancavano della forma mentis che avrebbe dato vita al concetto di razza.

            • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Michele

              Marrani, ossia ebrei falsamente convertiti

              Lei dà, non si sa come, per scontato che tutti i marrani fossero ebrei falsamente convertiti, esattaente come quella “plebaglia” – ma pur sempre plebaglia cattolica, ivi compresi due frati domenicani – che diede vita al massacro.
              Altro che se sei vittima di odio causa la tua religione una via d’uscita ce l’hai!
              Le suggerisce nulla, inoltre, il fatto che il termine marrano abbia tuttora significato ingiurioso?

              • Michele ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

                Non importa quello che do per scontato io, importa quello di cui erano convinti i fautori del massacro, ossia che questi ebrei non si erano veramente convertiti. Come vede si gira sempre attorno al tema religioso, frammisto a quello sociale.
                L’idea di una razza (bianca, ariana, indoeuropea, la chiami come vuole) superiore rispetto a quella semitica (o ad altre) era semplicemente estranea a quelle genti.

      • Pippo ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

        De Cataldo sa che le dico? Che lei è un ignorante, senza offesa, nel senso che non sa. e non arriva a comprendere la semplice differenza fra la polemica religiosa giudaico-cristiana, e l’atisemitismo razzista non saprei più che dirle. Quanto a Pio XII le ricordo che fu grazie alla sua opera che si salvarono 800mila ebrei come venne riconosciuto dalle massime autorità ebraiche alla fine della guerra fra le quali Golda Meir. E chi fu l’autore materiale dell’enciclica “Mit brennender Sorge” l’unica vera accusa al regime nazista?

        • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Pippo

          non arriva a comprendere la semplice differenza fra la polemica religiosa giudaico-cristiana, e l’atisemitismo razzista

          No, non la comprendo. Mi aiuti lei a capire perché l’odio verso gli ebrei sia più o meno giustificabile a seconda che li si accusi di “deicidio” o d’inferiorità razziale.

          Quanto a Pio XII le ricordo che fu grazie alla sua opera che si salvarono 800mila ebrei

          Se l’articolista del sito taccia d’antisemitismo l’autore del “J’accuse” nell’affaire Dreyfus, potrò legittimamente far presente che Pio XII si esprimeva nei suoi scritti giovanili in termini del tutto analoghi? (Scritti che può rintracciare facilmente su Wikipedia.)

          • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

            Le risparmio, anzi, la fatica:

            Emile Zola (1891): Era tutta un’ebreitudine malferma, delle facce grasse e unte, dei profili scavati da uccelli voraci, una straordinaria riunione di grossi nasi, vicini l’uno all’altro come su una preda.

            Pio XII (1919): Il Levien è un giovanotto, anch’egli russo ed ebreo, di circa trenta o trentacinque anni. Pallido, sporco, dagli occhi scialbi, dalla voce rauca e sguaiata: un vero tipo ributtante, eppure con una fisionomia intelligente e furba.

            In cosa gli stereotipi antisemiti di Zola sarebbero differenti da quelli di Pio XII?

            • Mandi ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

              E’ molto semplice, quelli di Pio XII non sono stereotipi ma una descrizione fisica di un uomo, per coincidenza ebreo. Avrebbe potuto descrivere così qualunque persona indifferentemente dalla sua “razza” .

              Quella di Zola invece è una descrizione razzista e antisemita, ben sintetizzata dalla premessa:”ebreitudine malferma”.

              Pio XII, inoltre, salvò la vita di migliaia di ebrei, Zola invece li insultò e ne difese uno. Tu scegli Zola, vero?

          • Pippo ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

            la polemica religiosa non ha un carattere razzista, non mi sembra difficile da capire. Quindi secondo lei i massimi esponenti dell’ebraismo mondiale erano una massa di sciocchi quando affermarono che grazie all’azione della Chiesa cattolica di Pio XII vennero salvati 800mila ebrei. Cosa che non sarebbe mai potuta avvenire senza disposizioni che arrivassero dall’alto. Gli scritti giovanili di Pio XII che non conosco si inseriranno nel contesto della polemica religiosa non in quello dell’odio razziale, che, come ben dimostra l’articolo, è una prerogativa della cultura illuminista.

            • Elenzio ha detto in risposta a Pippo

              discriminare in base alla religione non è diverso che discriminare in base alla razza, sempre di una discriminazione si tratta.

              • Pippo ha detto in risposta a Elenzio

                chi ha parlato di discriminizione? Io ho parlato di polemica

                • Pippo ha detto in risposta a Pippo

                  il vero antisemitismo dei nostri tempi, quello musulmano, fu terribilmente impersonato dal gran muftì di Gerusalemme Haj Amin al Husseini. Erede di una tradizione antisemita che risale al massacro degli ebrei di Medina, compiuto da Maometto in persona, distintosi fin dagli anni Venti del Novecento negli eccidi dei primi coloni ebraici stanziati in Palestina, con l’avvento al potere di Hitler Husseini perseguì tenacemente una «alleanza con la Germania, contro l’ebraismo mondiale, per realizzare la Soluzione Finale del problema ebraico dovunque». Trasferitosi nel 1941 a Berlino, dove fu accreditato come leader riconosciuto di tutti gli arabi, «pubblicamente – e ripetutamente – invocò la distruzione dell’ebraismo europeo». Nel 1943, in Bosnia, partecipò al reclutamento di musulmani per una compagnia di SS, i famigerati “soldati Hangar” che sterminarono il 90 per cento degli ebrei di quel paese e bruciarono innumerevoli chiese e villaggi cristiani. Dopo la guerra, poi, Husseini riparò in Egitto, dove fece entrare segretamente un ex ufficiale di un commando nazista, affinché insegnasse gli elementi della guerriglia ai giovani che il muftì stava reclutando: il più brillante tra quei ragazzi si chiamava Yasser Arafat “Il più pericoloso chierico della storia contemporanea”

                • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Pippo

                  Ma bene, prima ad essere antisemiti erano gli illuministi, adesso ad esserlo sono i musulmani, gli unici che non lo sono stati sono i cattolici perché loro non è che discriminavano, facevano “polemica”.

  8. lorenzo ha detto

    Non è che, per caso, i nuovi rigurgiti di antisemitismo in Francia siano collegato alla religione mussulmana?
    http://www.occhidellaguerra.it/finkielkraut-gilet-gialli-islamista/

    • Federico ha detto in risposta a lorenzo

      Rinfresciamo la memoria al CARISSIMO LORENZO che, ogni due secondi,spara balle per far capire a noi tutti le sue posizioni odiose nei confeonti di chi nn è un cristiano estremista come lui. Questi sono i punti relativi agli ebrei del concilio Lateranense IV presieduto da Papa Innocenzo III
      Decreto 67: mentre per i cristiani è vietato il prestito a interesse, agli Ebrei viene permesso, ma deve essere esercitato in modo non usurario e vessatorio, perché « se in seguito i Giudei, sotto qualsiasi pretesto, estorcessero ai cristiani interessi gravi e smodati, sia proibito ogni loro commercio con i cristiani, fino a che non abbiano convenientemente riparato »;
      decreto 68: gli Ebrei devono distinguersi dai cristiani per il modo di vestire, per evitare involontarie unioni sessuali promiscue, e nei quattro giorni di lutto annuale dei cristiani (domenica delle palme e triduo pasquale) è loro vietato danzare di gioia per oltraggio alla morte di Gesù o mostrarsi in pubblico, specialmente se con abiti volutamente più ornati del solito per spregio del lutto dei cristiani;
      decreto 69: ripete una vecchia disposizione, già presente nel codice teodosiano: agli Ebrei è vietato rivestire uffici pubblici, « poiché è cosa assurda che chi bestemmia Cristo debba esercitare un potere sui cristiani »;
      decreto 70: vengono condannati i battesimi fatti per convenienza e si invitano i pastori d’anime ad aiutare gli ebrei convertiti ad abbandonare i precedenti riti e a vivere cristianamente.

      • Federico ha detto in risposta a Federico

        Se vuoi ti cito anche le bolle infami…ma tanto sicuro saprai che il nazismo le ha praticamente ricopiate quando furono emanate le leggi sugli ebrei

      • lorenzo ha detto in risposta a Federico

        Spero non ti sfugga che sto parlando di cronaca recente e non di storia: se credi di essere ancora nel IV secolo, ti informo che oggi viviamo nel 2019.

  9. marcoardi ha detto

    Ragazzi, si fa a gara a incolpare la Chiesa di antisemitismo… Se si studia un po’, tipo chessò si prende in mano un testo di storia medioevale di quasi tutte le scuole storiografiche di questo secolo, scoprite che i rapporti erano complicati, non per questo alle volte violenti, ma altre improntati alla vera e propria protezione della gerarchia cattolica contro i pogrom degli zelanti credenti. Alla fine, il non cristianesimo, tipo il laicismo, o gli “sviluppi” dell’idealismo tedesco, e del tanto di moda tra i giovani pensiero di Nietzce, che cosa hanno “semplicemente e mostruosamente” prodotto in merito alla questione ebraica?

    Indovinate…

    • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a marcoardi

      Se si studia un po’, tipo chessò si prende in mano un testo di storia medioevale di quasi tutte le scuole storiografiche di questo secolo, scoprite che i rapporti erano complicati, non per questo alle volte violenti, ma altre improntati alla vera e propria protezione della gerarchia cattolica contro i pogrom degli zelanti credenti.

      Lei sta rivoltando la storia come un calzino.

    • Federico ha detto in risposta a marcoardi

      Cosa leggo? Cosa sto leggendo?! Non credo ai miei occhi…Nietzsche (da te scritto male) avrebbe ispirato l’antisemitismo? Oppure una LETTURA sbagliata ha ispirato l’antisemitismo? Non confondiamo la merda con la cioccolata (scusate il francesismo)

      • Klaud ha detto in risposta a Federico

        Ennesima conferma che dialogare con i cattolici non serve a nulla. Dopo varie discussioni – recenti – dove si spiegava quali fossero le responsabilità della sorella di Nietzsche circa il travisamento delle idee espresse negli scritti (basta leggere una qualsiasi prefazione alle opere del nostro per chiarire i fatti) ma basta che salti fuori il nome di Nietzsche e tutto ricomincia da capo, come una insulsa filastrocca… ambarabà-ciccì-coccò…tre Nice-sul-comò…

        • Brunello ha detto in risposta a Klaud

          Con queste basi concordo che il dialogo sia inutile: ad esempio tu ti lamenti dei travisamenti operati dalla sorella di Nietzsche ma quando ti viene detto che il Vangelo è stato talvolta travisato non lo accetti…gli atei criticano la Bibbia da un punto di vista scientifico (argomento senza senso visto che non è un libro scientifico) ma si dimenticano di dire che grazie alla meccanica quantistica è ormai certo che la scienza non potrà mai fornire una immagine esatta della realtà. Pierfrancesco, quando viene criticato l’antisemitismo degli illuministi, critica quello della Chiesa, insomma un dialogo serio dovrebbe avere altre basi, tra cui riconoscere dei meriti all’avversario, cosa che su questo sito non viene mai fatta, del resto anche l’UAAR non lo fa mai.

          • federico74 ha detto in risposta a Brunello

            Perfetto, Brunello. Peccato che, posti di fronte alla razionalità, i nutellosiKokki bla bla bla scappino come conigli; non possono fare altro.

            • Klaud ha detto in risposta a federico74

              posti di fronte alla razionalità

              Oddiooooo… cosa mi tocca sentire! La razionalità nella religione è come le tracce di sodio nell’acqua Lete: lo 0,00002%

              • Brunello ha detto in risposta a Klaud

                Se parli della chiesa dello spaghetto volante concordo

              • Reilain ha detto in risposta a Klaud

                È curioso come il 100% della vostra razionalità non stia riuscendo minimamente a mettere in crisi il nostro 0,00002%, ma ne esca sempre puntualmente sconfitto xD

                • Klaud ha detto in risposta a Reilain

                  Perché partiamo svantaggiati: dobbiamo annullare il 102% di condizionamento che vi ottenebra… poi riusciremo a comunicare alla pari. Ma la vedo dura.

  10. Psicoterapeuta ha detto

    L’antisemitismo a diverse sfumature può essere indirizzato verso diversi individui e diverse minoranze.Esiste un antisemitismo ebraico,un antisemitismo cristiano,un antisemitismo inter-religioso (all’interno delle diverse confessioni religiose),un antisemitismo islamico ecc.Noi siamo abituati a pensare che l’antisemitismo sia solo un fenomeno teoretico “nazi fascista”,o che comunque si ha con l’ideologia nazista.Ma alla base,non c’è tanto l’illuminismo o il cristianesimo o l’ebraismo o dell’antisemitismo c’è l’idea di intolleranza inter sociale di gruppi che dovrebbero convivere pacificamente ma che invece si attaccano mutevolmente,e cioè quando non si tollerano comportamenti ma sopratutto idee e pensieri diversi.Un’intollerante di per sè è un’antisemita già di per suo,e un antisemita è un’intollerante,sono due facce identiche della stessa medaglia.Con questo non intendo dire che tutti i comportamenti sociali sono tollerabili scadendo nel relativismo etico,ma che qualunque antisemitismo è una mancanza di tolleranza che si traduce solitamente in misure sociali coercitive,purtroppo l’essenza che muove l’antisemitismo in ogni sua forma,non sono convinto che sia questa o quella ideologia,ma solo e semplicemente il tentare di portare di imporre proprie idee con la forza.Ora,siccome è inevitabile che si abbiano idee diverse,domando: la coercizione è un modo di far valere le proprie idee?No, non lo è mai.Si ci sono stati filosofi con idee antisemite da tutte le parti,ma il punto,e l’interrogativo è qual’è la causa scatenante di qualsiasi antisemitismo?Chiaro che uno stato e un sistema di diritto non possono controllare direttamente la vita dei cittadini,perchè spetta ai cittadini nella multietnia e nella multicultaralità,il dovere non tanto di pensarla ugualmente,è impossibile, quanto almeno questo:di tollerarsi vicendevolmente e di convivere vicendevolmente.Se manca questo,allora manca il senso del dovere verso la cosa pubblica,manca l’umanità,e manca quel senso del rispetto per il solo fatto di essere null’altro che questo:esseri umani.
    Dunque non penso che sia stata una mancanza dello stato francese,o colpa dell’illuminismo o colpa del cristianesimo,la colpa è stata solo quella di alcuni sparuti gruppi di individui intolleranti e fanatici delle proprie idee,incapaci di poter cogliere il vero anche in posizioni diverse e distanti.

  11. Emanuele ha detto

    Il tema sarebbe il nesso illuminismo-antisemitismo e le tristi conseguenze (razzismo scientifico ottocentesco, ideologie nazifasciste, soluzione finale).

    Le conseguenze si vedono ancora, con l’antisemitismo di sinistra maldestramente nascosto con “antisionismo”, con la questione giudaico-palestinese, etc.

    Cambia qualcosa se la chiesa in passato fu più o meno antigiudaica (non antisemita, anche perché i fondatori sono tutti ebrei)?

    • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Emanuele

      Egregio,
      Che il razzismo scientifico ottocentesco fosse figlio dell’Illuminismo è una sua idea, seppur rispettabile.
      Io, personalmente, ho l’idea che esso sia nato per dare una parvenza di “giustificazione scientifica” allo schiavismo e all’antisemitismo, preesistente e diffuso al difuori e al didentro dell’ambiente ecclesiastico, attraverso teorie che di “scientifico” e “illuminista” non avevano, ovviamente, nulla.
      Non sono idee, ma è certezza storica, che gli ebrei acquisirono la piena titolarità dei diritti civili e politici solo dopo la Rivoluzione francese.
      Che lei, inoltre, ribattezzi l’antisemitismo di matrice cattolica con il termine “antigiudaismo”, non vedo in cosa cambi la questione.

      • Emanuele ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

        La questione è semplice.

        Come mai se l’Illuminismo addirittura miglioro la condizione degli ebrei europei, proprio a seguito dell’espandersi delle idee illuministae ed a seguito della fine del potere temporale della chiesa, si ebbero le peggiori persecuzioni contro gli ebrei, fino ad arrivare alla “soluzione finale”?

        • federico74 ha detto in risposta a Emanuele

          Emanuele, dovresti usare un approccio un pò più soft: l’assoluta razionalità delle tue parole può mettere in grave crisi Sua Signoria Pierfrancesco De Cataldo Pendesino Tanto.

        • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Emanuele

          Egregio,
          mi aiuti, cortesemente, a rintracciare gli elementi illuministici in un regime ispirato all’occulto, all’esoterismo, all'”Ultima Thule”, al culto della svastica ecc.
          Mi esponga, inoltre, come sia stato possibile che il primo a prendere le difese di Alfred Dreyfus sia stato quell’Emile Zola bollato dall’articolista dell’Uccr come antisemita.

  12. Sisco ha detto

    Ah questo si può commentare vero…

  13. Sisco ha detto

    A proposito di ebrei, vorrei dire due parole, perchè vi ostinate a paragonarli, ai tedeschi? sono stati alcuni tedeschi a chiamarsi ebrei e più precisamente i francesi di vandea sterminati e barbaramente assassinati nel secolo dei lumi. Questo solo per chiarirmi, sapete, che non crediate che vi faccia la predica.

  14. Sisco ha detto

    A parte il fatto che proprio non conoscete la storia come me, chi vi da il diritto di commentarla a vanvera? Capisco che avete bisogno di dire la vostra, ma per favore, cercate di spararle meno grosse… grazie!

  15. Max De Pasquale ha detto

    “Massimo Ghiretti, ricercatore della Fondazione del Centro di Documentazione ebraica contemporanea, ha spiegato che «fra il Settecento e la prima metà del secolo successivo era sorto il concetto di disuguaglianza razziale basato sull’ereditarietà naturale», e i principi fondamentali del «razzismo moderno», come «i concetti di superiorità o inferiorità, invariabilità e continuità delle caratteristiche razziali o la ricerca della loro origine, erano stati elaborati all’interno della culla illuministica. Hume, Diderot, Voltaire, Kant e altri» (M. Ghiretti, Storia dell’antigiudaismo e dell’antisemitismo, Mondadori 2002, p. 164).4″

    Queste sono affermazioni veramente dure.

    • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Max De Pasquale

      Egregio,
      Ghiretti dovrebbe, altresì, riconoscere – se non l’ha fatto altrove – che all’interno della culla illuministica è stato elaborato un altro concetto, quello di uguaglianza dei cittadini, che ha portato all’affrancamento civile e politico degli ebrei dopo secoli di subalternità.
      Inoltre, mi permetta: a me continua a sembrare paradossale che chi ha inventato i ghetti accusi chicchessia di antisemitismo, ed in particolare coloro i quali i ghetti li hanno aboliti.

      • Mastro Titta ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

        Li avete solo aperti per soggetti diversi (vedi Stati Uniti del XVIII-XIX secolo, quando erano più illuministi).

        • Max De Pasquale ha detto in risposta a Mastro Titta

          Vero, vero. Gli ideali illuministi si applicavano solo ai bianchi ed agli uomini. Si parlava di diritti di tutti ai convitti, per poi farsi pulire gli stivali dallo schiavo negro una volta tornati a casa.

      • Brunello ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

        Di uguaglianza tra gli uomini ne aveva parlato un tale 2000 anni, molto tempo prima degli illuministi

      • Brunello ha detto in risposta a Pierfrancesco De Cataldo

        Fammi capire, Pierfrancesco: tu concordi completamente con i dati riportati nell’articolo, ma affermi che la Chiesa ha più colpe storiche. A prescindere che è difficile fare la graduatoria delle colpe, che da tempo c’è un dialogo tra Chiesa ed ebraismo, che il Vaticano salvò molti ebrei dai campi di concentramento, non è un giochino un po’ assurdo nascondere le colpe dei propri amici accusando gli altri ?

        • Pierfrancesco De Cataldo ha detto in risposta a Brunello

          Egregio,
          le risponderei volentieri se i miei post non fossero bloccati, e non posti semplicemente in coda di moderazione.
          Capirà che non ho intenzione di perdere tempo a scrivere risposte articolate che con buone probabilità non verranno pubblicate.
          Se mai questa risposta dovesse passare il vaglio della censura – che stranamente lascia passare indenni i delirii di tale fedrico74 – le fornisco la mia email pierfrancescodecataldo@gmail.com attraverso cui, se vorrà, potremo continuare il dialogo.

  16. Gigetto ha detto

    Le svastiche sulle tombe se le sono fatte da soli. Non é laprima volta. E come sempre ci sono i gonzi che ci cascano e gridano all’antisemitismo.

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