Nuovo studio: persone religiose sono meno ciniche e aperte ad un mondo equo

La ricerca sulla psicologia della religione ha da anni dimostrato che l’uomo religioso vive mediamente una vita qualitativamente migliore dal punto di vista psico-fisico. Lo abbiamo sottolineato più volte, anche citando uno degli ultimi studi realizzati ovvero la seconda edizione dell’Handbook of Religion and Health (Oxford University, 2012) curato dal massimo esperto mondiale del campo, lo psichiatra statunitense Harold Koenig.

Una recente ricerca, pubblicata sul Journal of Religion and Health, ha voluto approfondire leggermente la questione trovando che coloro per cui la morte non e` l’ultima parola sulla vita, vedono aumentata la probabilità di credere che questo mondo sia giusto. In altre parole, queste persone erano più propense a pensare che «tutto è possibile se si lavora sodo» e che «tutti cominciano con le stesse possibilità nella vita».

Le persone religiose, ha continuato a mostrare lo studio, erano meno propense al complottismo e a ritenere che «il mondo è controllato da poche persone potenti» o che «la finanza è un campo dove la gente può diventare ricca senza dare un reale contributo alla società». Un approccio positivo, dunque, forse per qualcuno ingenuo ma comunque puro e privo di scetticismo: «la fede in Dio è associata negativamente con la fede in un mondo cinico e positivamente associata con la fede in un mondo equo», è la conclusione degli studiosi.

I risultati mostrano anche che le persone religiose sono più propense a credere che quel che accade dipende da una volontà o da una ragione, e che il caso e la fortuna hanno poca influenza. Guardando questi dati al contrario, tale responso sembra evidenziare una correlazione significativa tra chi non è religioso e la superstizione.

Gli studiosi hanno inoltre confermato gli studi precedenti, verificando che le persone religiose soffrivano meno di ansia e di altri sintomi psichiatrici, come la paranoia, l’ossessione e la compulsione.

 

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

12 commenti a Nuovo studio: persone religiose sono meno ciniche e aperte ad un mondo equo

« nascondi i commenti

  1. Nikon ha detto

    e assolutamente vero che gli atei sono più complottisti dei credenti religiosi, anzi, di atei complottisti c’e ne sono tanti, sia su internet che in giro…

    per fare un esempio, mi è già capitato di girare su youtube e di leggere di un commento di un utente ateo (un tale “Nessuno200”, che affermava di una “alleanza mondiale delle religioni contro l’ateismo” lo stesso che affermava che le religioni mondiali starebbero tremando per l’ascesa dell’ateismo e che INduisti, Islamici, ebrei, crisitani cattolici e protestanti si starebbero alleandosi contro l’ateismo, e che sarebbe alle porte una “lotta finale” tra le religioni e l’ateismo per il controllo dell’mondo…

    si prega di trattenere le risate (se ci riuscite)

    non sto scherzando e quello che ha realmente affermato questo “nessuno 200” su Youtube, l’ho trovato qui…

    http://www.youtube.com/watch?v=v5Mqmbd1O0c&list=UUiUq2CctiqNgCZ0hmO3gW1w&index=1&feature=plcp

    lo leggete alla descrizione dell’video, giuro, qui siamo all’delirio, alla follia pura…

    l’ho scritto per farvi un esempio di complottismo ateo…

    0
    • Sophie ha detto in risposta a Nikon

      Io più che altro vedo una sporca e subdola alleanza fra ateismo e buddismo per far fuori Cristo. I cristiani temono molto i musulmani(ci sta tutto perchè i fatti di cronaca parlano chiaro)ma è dal buddismo che si devono guardare bene e dal Dalai Lama che vuol essere adorato sulla Terra al posto di Gesù e ci sta riuscendo. E questo pensiero me lo levo dalla testa solo se scende la Madonna in persona e mi dice che sto sbagliando….

      0
      • EquesFidus ha detto in risposta a Sophie

        Quel che a me lascia più basito è che molti “cattolici” attacchino apertamente il Papa ed il clero (dimostrandosi così quanto meno scismatici, per non dire apertamente eretici dato che sovente questi giudizi si accompagnano a vere e proprie eresie in tema di fede e di morale) ma poi si prostrino dinanzi a questo stregone tibetano. Veramente non lo capisco e mi lascia molto perplesso.

        0
        • Sophie ha detto in risposta a EquesFidus

          “Stregone tibetano” hai detto bene, al pari di Sai Baba. Piedi scalzi,qualche parolina carina sull’amore, un pò di soldi all’Emilia-Romagna (mentre dalle sue parti la gente muore di fame)perchè sente odore di anticlericalismo e il gioco è fatto. Alla gente piace essere presa per i fondelli e lui lo fa! Tutti convinti intelligentoni che devono smascherare il Papa contandogli tutti i centesimi che ha in tasca, e intanto il Dalai Lama a loro lo mette in quel posto…. e ci stanno pure contenti. Ho sempre cercato di rispettare le altre religioni perchè c’è anche gente che, nella sua Terra, di Gesù per esempio non ne ha mai sentito neanche parlare. Così come ci sono musulmani tranquilli che si pregano Allah perchè ci credono e si fanno i fatti loro. Ma questa roba orientale buddista non mi piace per niente perchè non è figlia della fede ma è nata per essere contro Cristo. E’ la più grande e riuscita scoperta dell’inquilino del piano di sotto e adesso va a tutta. Ed è arrivato il nuovo tabù: non puoi avere nulla da ridire rispetto al Dalai Lama, il buddismo e le persecuzioni dei buddisti contro i cristiani in Asia. Parlar male del cattolicesimo quello sì si può, anche facendo ricorso a bufale. Lo sai che il signor Dalai Lama ha scritto un libro su Cristo facendo un pò di parallelismi buddismo-cristianesimo per sviare e far abbindolare i nuovi cristiani buddisti? Hai mai fatto caso che, guarda un pò, 9 buddisti su 10 sono anticlericali, oltre ad essere convinti che il Dalai Lama è povero quando prende delle belle sommette da Obama, CIA e divi di Hollywood?

          0
          • EquesFidus ha detto in risposta a Sophie

            Anzitutto, purtroppo molto pochi hanno idea di cosa fosse il Tibet sotto i Lama, e sono consapevoli del fatto che i tibetani vogliono l’indipendenza della loro terra ma non di tornare ad essere governati da sovrani assoluti e dispotici. Fino al 1951 in Tibet c’erano i servi della gleba, mica nella Città del Vaticano. Pochi sanno poi che nel 1959 la grande rivolta che si scatenò (certamente anche su pressione cinese ma non solo) era composta in gran parte da schiavi e servi della gleba che avevano deciso di vendicarsi e di esiliare i loro antichi padroni. Ancor meno sanno che il buddhismo tibetano puro (non quella burla presentata agli occidentali, per capirsi) prevede l’uso di ossa e pelli umane (pure di bambini) per i propri rituali, che per certi aspetti poco hanno di invidiare alla stregoneria occidentale. Pochissimi poi sanno che il Dalai Lama era chiamato “il dittatore illuminato”, e che si è preso una notevole quantità di mazzette per la sua funzione anticinese dalla CIA (e che, per tanto, povero proprio non è).
            Detto questo, ciò che attrae l’occidentale medio è il fatto che il buddhismo è una filosofia molto personalizzabile e, non essendo una religione, ben si presta a sincretismi contradditori: puoi “montarla” su altre religioni (vedi i “cristiani buddhisti”, vero controsenso ed incoerenza somma), prendere ciò che non piace e buttarlo via e così andando. Il risultato è che il buddhismo occidentale è perlopiù una filosofia di vita molto “fai-da-te”, fatta prendendo un po’ delle banalità dette dallo stregone dal Tibet, un po’ di ciò che piace da quello che sai di Buddha (magari da Internet), poi appiattisci tutto questo sui “valori” della società secolarizzata et voilà: una bella filosofia di vita personalizzata, inconsistente e che non rompe le scatole a nessuno. Se poi aggiungiamo che alcune star come Richard Gere sono buddhiste e che dichiararsi buddhista fa figo (e attira le ragazze, ammaliate dal fatto che il loro futuro ragazzi professi i “misteri orientali”) coem e più del dichiararsi ateo si capisce bene perché si tratta di un fenomeno che darà molto filo da torcere al cristianesimo. C’è da dire però che (non mi ricordo dove) se sorgesse un movimento di critica filosofica e storica seria al buddhismo e si riuscisse ad evangelizzare in massa quei Paesi molto probabilmente crollerebbe nel giro di 50 anni, tant’è vero che i cari monachetti cercano in ogni modo di impedire le conversioni nei loro Paesi d’origine (vedi lo Sri Lanka) al cristianesimo, ormai sempre più numerose.

            0
            • EquesFidus ha detto in risposta a EquesFidus

              Notare che io parlo esclusivamente del buddhismo tibetano (a cui però si ispira gran parte del “buddhismo occidentale”, proprio grazie al Dalai lama) e delle intolleranze buddhiste in Oriente, onestamente non ho termini di giudizio per le altre confessioni come lo zen.

              0
            • Sophie ha detto in risposta a EquesFidus

              Equeus il male è loro. Noi abbiamo Cristo! 😉

              0
            • Lucio ha detto in risposta a EquesFidus

              Ottima analisi EquesFidus, concordo con te: Seguire Cristo e’ impegnativo perche’ ci costringe ad ammettere che la nostra natura e’ corrotta dal peccato originale e che, con il Suo aiuto, possiamo e dobbiamo lottare contro la nostra inclinazione al male. Molta gente allora, di fronte a questa prospettiva, e incapace di riconoscere gli errori del relativismo morale che caratterizza la nostra societa’, preferisce vivere una spiritualita’ annacquata e contraddittoria, che anestetizza la propria coscienza e che gli permette di convivere amabilmente con il proprio egoismo e con la propria immaturita’. L’ opposizione a Dio piu’ pericolosa non e’ quella piu’ diretta e piu’ riconoscibile ma e’invece quella nascosta e mascherata.

              0
  2. Pino ha detto

    non mi pare che il Tibet abbia fatto passi avanti con i comunisti cinesi, basterebbe leggere qualche piccola sintesi della storia dal 1949 ad oggi

    http://users.libero.it/aetos/tibet/date_tibet.html

    questo al di là del giudizio religioso sul bhuddismo

    0
« nascondi i commenti