Franco Grillini e l’omosessualità egodistonica

L’omosessualità non è immutabile, questo ormai è un dato di fatto. La prova regina non è tanto l’inesistenza del fantomatico “gene gay”, ma il semplice fatto che tanti ad un certo punto ne escono e mettono su famiglia e per questa scelta vengono discriminati. Lo ha detto chiaramente, ad esempio, Greg Quinlan: «sono più discriminato ora di quando ero omosessuale». Cambiare si può, lo dice anche il l’Organizzazione mondiale della sanità nel codice F66.1 della  ICD-10 della decima revisione della classificazione ICD.

Molti di coloro che hanno preso questa decisione, hanno chiesto sostegno ad uno psicologo, domandando un aiuto per mettere ordine nella loro vita sessuale, ritrovando magari una identità personale che si credeva perduta. Oggi però questa libertà di scelta viene condannata dall‘Arcigay, da Paola Concia e dai vari Franco Grillini che saltellano tacciando di “nazismo” coloro che rivendicano il diritto a poter decidere della loro vita e coloro che li aiutano. Questo clima violento è stato stigmatizzato dal noto psicologo Robert Perloff, ex presidente dell’American Psychological Association (APA), che -proprio in reazione all’intolleranza omosessualista- nel 2004 ha aderito ufficialmente alla Narth, una delle associazione di psicologi che si prende cura di persone con omosessualità indesiderata, sostenendo«sono felice di aderirvi: Narth rispetta la dignità di ogni cliente, l’autonomia e il libero arbitrio. Ogni individuo ha il diritto di rivendicare un’identità gay o di sviluppare il suo potenziale eterosessuale. Il diritto di cercare una terapia per cambiare il proprio adattamento sessuale è considerato ovvio e inalienabile. Condivido pienamente la posizione della NARTH».

Nel 2011 un altro ex presidente dell’APA, Nicholas Cummings, tra i più noti psicologi americani, ha preso posizione proprio contro l’associazione di cui è stato presidente accusandola di posizioni politiche e non scientifiche: «oggi è messa in discussione la scelta di un individuo a non essere gay, questo perché la leadership dell’APA sembra aver concluso che l’omosessualità è immutabile».  Questo distorce la realtà, inoltre «far passare il tentativo di rendere “immorale” la terapia del riorientamento sessuale viola la scelta del paziente». Ricordiamo, a scanso di equivoci, che su questo sito non si sostiene nessuna associazione o particolare terapia, ma soltanto la libertà di scelta.

In questi giorni è intervenuto anche il dott. Giancarlo Ricci, psicoterapeuta, esperto della clinica dei di­sturbi dell’identità sessuale, membro dell’Associazione Psicanalitica Nodi Freudiani, coordinatore del laboratorio di ricerca “Corpo Biopolitico” e giudice Onorario presso il Tribunale per i Minori di Milano. Ha risposto in un’intervista agli strilli intolleranti di Grillini, riconoscendo che «c’è un problema per cui chi ha un pensiero differente dagli attivisti gay viene additato come omofobo». Questa è «un’intolleranza e una visione ideologica totalitaria». Sono violenti perché sentono parlare di “terapia” e pensano che l’omosessualità venga ritenuta una malattia, eppure «laddove si parla di terapia non necessariamente c’è malattia, se no tutti saremmo malati perché il disagio, l’ansia, l’angoscia e la preoccupazione sono di gran parte della popolazione». E invece, secondo molti psicologi, «per l’omosessualità egodistonica, quel tipo di omosessualità che il soggetto vorrebbe superare, ci può essere un intervento terapeutico. E troviamo continue difficoltà a difendere la libertà di scelta e di cura». Ha concluso: «Si tratta di difendere un principio. Io sono assolutamente a favore della libertà di scelta rispetto alla propria sessualità. Ma se arriva una persona che chiede di poter elaborare e capire di più rispetto alla propria tendenza, non penso che questo possa essere sanzionabile al punto da essere paragonati ai nazisti».

 
 

Qui sotto un video (2009) in cui il dott. Ricci zittisce le urla di Franco Grillini

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139 commenti a Franco Grillini e l’omosessualità egodistonica

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  1. J.B. ha detto

    “Come’è che non curate anche gli eterosessuali”? … sono stupefatto che Grillini si senta concepito da due perone ammalate 😀

    • Diletta ha detto in risposta a J.B.

      Se qualche eterosessuale si sentirà a disagio con le sue preferenze, penso che il dottor Ricci non si rifiuterà di aiutarlo. Sfortunatamente, in sala d’attesa non c’è nessuno…

      • Fabrizio ha detto in risposta a Diletta

        Ovviamente nessun eterosessuale si trova a disagio con la sua condizione. Il punto è un altro, le lobby gay temono che se si diffondesse questa notizia sulla guarigione di un orientamento non gradito finisce che almeno il 90% dei gay ritorni ad una condizione di eterosessualità con buona pace dei loro affari.

        • Paolo ha detto in risposta a Fabrizio

          Mmmm si come no, peccato che queste pratiche siano ormai ben conosciute, così come l’unanime condanna del mondo medico-scientifico a riguardo, così come l’ideologia che le promuove e gli infiniti casi di ” insuccesso”.

          • Fede_81 ha detto in risposta a Paolo

            E’ interessante questo commento, nonostante l’OMS dica il contrario: http://apps.who.int/classifications/icd10/browse/2010/en#/F66.1
            Ti ricordo Robert Spitzer, colui che ha tolto l’omosessualità dall’elenco delle malattie, ha poi cambiato idea.

            P.S.
            Io non ritengo l’omosessualità una malattia, ma la vostra guerra intollerante credo che mi convincerà presto del contrario.

            • Mo ha detto in risposta a Fede_81

              L’OMS non afferma il contrario. Leggi bene.
              “…but the individual wishes it were different because of associated psychological and behavioural disorders, and may seek treatment in order to change it.”
              e POTREBBE cercare trattamenti per cambiarlo (l’orientamento sessuale). Avete frainteso quel “potrebbe” che non vuol dire che, nel caso in cui non accettasse la propria condizione, potrebbe cambiarlo, ma che il suo rifiuto potrebbe portarlo alla ricerca di un cambiamento (senza specificare nulla sulla validità delle cosidette “terapie riparative”). Su, cerchiamo di non inventarci cose.

              • Raffaele ha detto in risposta a Mo

                Ma cosa dici Mo? Ti stai inventando una cosa di sana pianta, con questo giochino del potrebbe, e tu vieni a scrivere “Cerchiamo di non invertarci cose”? Ma ti rendi conto che pur di non accettare quanto dice l’ICD stai cercando di camuffare le cose, tentando di prendere in giro i tuoi interlocutori? Una domanda: ma la conosci in inglese la differenza che c’è tra may e can? Ripassa un attimino: http://www.ilmioinglese.com/2008/12/quando-usare-can-e-quando-usare-may-in-inglese/
                “May denota una autorizzazione o un permesso, una richiesta”. Se hai studiato inglese al liceo, una delle prime cose che insegnano i professori di inglese è come chiedere di andare al bagno. Ti è mai stato insegnato che si dice “May I go out, please?”, nel senso di “me lo dai il permesso di uscire”?
                Inoltre tu lo traduci scorrettamente in “potrebbe”, in realtà il condizionale di may è might. May va tradotto con PUO’, non con POTREBBE. Inoltre se may denota autorizzazione, permesso o richiesta significa che “may seek treatment” va tradotto con “può cercare trattamento” nel senso di “è autorizzato a cercare trattamento”, “ha il permesso di cercare trattamento”, “può richiedere trattamento”. Quindi qui l’ICD 10 usa volutamente il may proprio x dire che la persona è giustificata, è autorizzata a cercare un trattamento alla propria condizione. E’ patetico e vergognoso che ci si inventi queste stronzate x piegare il palese senso di una frase, stai solo tentando di plasmare la verità evidente secondo il tuo volere, quando la scienza dice ineluttabilmente altro, anche se ti da maledettamente fastidio. E se tu sei omosessuale e ne sei felice anche io son felice x te, ma non giocare con la vita di chi soffre di questa egodistonia, il camuffamento della realtà atto a dimostrare che da nessuna parte è scritto che sia lecito cercare un trattamento è un’offesa grave a ci ne soffre, ed io non sopporto che tu prendi in giro noi con questi giochetti, ma soprattutto loro, che sono quelli che soffrono sulla loro pelle. Abbi più rispetto di loro, e anche di noi se possibile. Ciao

                • Mo ha detto in risposta a Raffaele

                  Ahahahahah
                  “La regola dice che Can tende a sottolineare la capacità fisica o mentale di fare qualcosa, mentre May denota una autorizzazione o un permesso, una richiesta.”
                  Quindi, non essendoci scritto CAN, allora non ha la capacità fisica e mentale di fare quel qualcosa. Sei stato tu a citare quella parte. L’ICD dice che può farne richiesta (“May denota una autorizzazione o un permesso, una richiesta”), ma non che abbia la capacità fisica o mentale di realizzarla 😉

                  • Francesco_ ha detto in risposta a Mo

                    E’ evidente che non hai capito niente.

                  • Raffaele ha detto in risposta a Mo

                    ahahahah, ma sei serio? Se io non uso il termine can e al suo posto uso il termine may significa semplicemente che sottolineo l’autorizzazione nel chiedere aiuto. ahahah, quindi fammi capire, secondo il tuo ragionamento, se la prof di inglese ci insegna che si dice “May I go out?” piuttosto che il can ci sta dicendo che possiamo chiedere il permesso ma non abbiamo la capacità fisica o mentale x realizzarla??? ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahahahahahahhahahahahahahahahahahah

                    Questo sito è frequentato da persone intelligenti, che conoscono a differenza di te l’inglese, e soprattutto che riescono a capire quando qualcuno che è nel torto marcio sta cercando abili giochetti retorici x sviare….peccato che non fai altro che gettarti fango da solo. Se questo è il tuo livello di discussione, se questo è il tuo modo di ragionare, se questo è il tuo livello, ti saluto pure. Ma quante ci tocca sentirne!!!

          • Fabrizio ha detto in risposta a Paolo

            Sta di fatto che l’OMS considera l’orientamento sessuale non gradito come un disturbo che si può curare. Quanti lo sapevano? Le associazioni gay lo hanno mai affermato? La risposta è NO. Perché le associazioni gay sono ben consapevoli che la stragrande maggioranza degli omosessuali (dichiarati e non) ripudiano la loro condizione e se ci fosse la possibilità di cambiare non ci penserebbero due volte.

            • Mo ha detto in risposta a Fabrizio

              Non sta scritto da nessuna parte che si può “curare”. Solo che il suo rifiuto potrebbe portarlo alla ricerca di un cambiamento. Nulla più. Su dai, cerchiamo di essere seri.

            • Mo ha detto in risposta a Fabrizio

              Comunque sono certo che a nessuno passerebbe per la testa di desiderare di essere eterosessuale, se non avesse a che fare con gli stonzi che ti dicono di essere sbagliato. Personalmente, per cose sono adesso, non mi farebbe alcuna differenza. E’ ovvio che se fossi sempre stato etero la vita sarebbe certamente stata più facile, ma la mia omosessualità pè comunque solo una piccola parte della mia personalità. Sono molto di più.

              • Fabio Moraldi ha detto in risposta a Mo

                E’ una tua affermazione non suffragata da nessun dato. Io invece penso che a nessuno verrebbe voglia di essere omosessuale se non andasse di moda. Infatti più aumenta la lobby gay e più crescono coloro che si dicono gay.

                Mi auguro davvero che la tua vita e la tua identità vadano oltre l’orientamento sessuale.

      • Pierluigi ha detto in risposta a Diletta

        Veramente se ascolti il dibattito allegato a questo articolo Ricci a un certo punto, rispondendo alla domanda di Grillini, dice che cura anche eterosessuali egodistonici. Del resto dato il significato del termine (egodistonico, http://it.wikipedia.org/wiki/Egodistonico) è facile immaginare che possa essere applicato anche ai casi di persone che nascono fisicamente di un sesso e desiderano, spesso sin da bambini, di cambiarlo.

  2. EquesFidus ha detto

    L’unica cosa che mi dispiace è che il video vada a scossoni; per il resto trovo condivisibile ed auspicabile il discorso del dott. Ricci, il quale informa con tatto e pacatezza di ciò che altri cercano di nascondere sotto il tappeto delle accuse gratuite di omofobia (parola ormai usata così tante volte dai militanti da aver perso ogni significato) e della disinformazione.

    • Hugo ha detto in risposta a EquesFidus

      Rimango basito dalla reazione di Grillini. Ho sentito che all’inizio ha detto di essere anche lui uno psicologo…poi ironizza sullo psicoterapeuta e alla fine dimostra benissimo chi è l’intollerante. Ha dimostrato quel che è.

  3. Pino ha detto

    e poi si offendono quando si parla di checche isteriche

  4. Gab ha detto

    Quando non c’è la pace interiore è normale che un Grillini si pronunci in questo modo. Sono convinto che più il gay strilla più in realtà sta gridando aiuto verso una società che di fatto l’ha abbandonato. Oggi più di ieri.

    Quando si parla di bambini in pedagogia ci si rende conto come la “sfida” del bambino verso i genitori è instaurata a causa di una ricerca dell’autorità. Il bambino cerca il punto di riferimento e lo fa anche attraverso la disobbedienza. In questo modo infatti se la disobbedienza è adeguatamente rimproverata e punita il bambino successivamente sa da dove proviene la guida morale nell’ambito della famiglia.

    I gay fanno esattamente lo stesso rapportandosi però con una dimensione perversa delle cose. Quando si grida all’omofobia o addirittura manifestando un pensiero totalitario è proprio perché si è ormai al culmine della crisi profonda di identità. Paradossalmente il gay in questo modo non afferma una identità ma in realtà la mette (inconsciamente?) su un piano di destabilizzazione, di dubbio, di crisi esistenziale.

    Più ci saranno persone e associazioni che parleranno il linguaggio della Verità più le reazioni omosessualiste saranno sconsiderate. Ma è segno tangibile che si è sulla via del chiarimento individuale ma anche collettivo, poiché si indica la direzione in cui una società migliore e più civile si può e si dovrebbe rapportare con l’omosessualismo.

  5. Raffa ha detto

    Il nostro Paolo oggi non corre in difesa di Grillini…eppure ci vorrebbe pur qualcuno che mitigasse la colossale figuraccia.

    Avete visto dopo che hanno dimostrato che aveva torto come si è infervorato contro i credenti?

    • J.B. ha detto in risposta a Raffa

      Ahah 🙂 “Vespa: ma nn si può controllare se c’è questo articolo? – Grillini: no no non è necessario” … le ultime parole famose 😀

      • Hugo ha detto in risposta a J.B.

        Un plauso a Vespa…in qualsiasi altra trasmissione la verità non sarebbe emersa.

      • Fabrizio ha detto in risposta a J.B.

        Ovviamente Grillini invitava a non visionare. E poi Grillini fa parte della cerchia degli ‘anti-oscurantisti’. Ma per favore…

    • Paolo ha detto in risposta a Raffa

      Son qua Raffa, e nessuna figuraccia da difendere…anzi ha ben messo in evidenza il problema alla base.

      • Fede_81 ha detto in risposta a Paolo

        Cosa avrebbe fatto Grillino?? Ha fatto una figuraccia nazionale, caro mio, dimostrando chi è davvero l’intollerante e venendo sbeffeggiato in diretta. Tant’è che è rimasto zitto prima del suo sfogo contro “i credenti”. Dopo il quale perfino quelli vicino a lui, coma Claudia Gerini, lo hanno lasciato solo dicendo: “Ma cosa ne sai? Ma lascia a loro la libertà”.
        Ha messo bene in evidenza dove sia l’intolleranza e la fobia. Ce ne fossero di puntate del genere!!

    • Fabrizio ha detto in risposta a Raffa

      Si come se l’omosessualità fosse dipendente dalla fede o non fede di una persona. Grillini come va ad essere certo che un ateo gay non sia a disagio della sua condizione?

  6. Franz ha detto

    quest’uomo è messo male ragazzi…dopo questo video mi sono convinto che effettivamente qualche omosessuale disturbato esiste.

  7. lorenzo ha detto

    Giocando sul fatto che il significato di terapia dipende dalle definizioni di salute e di malattia e che le definizioni di salute e malattia lasciano numerosi margini di ambiguità, le lobby omosessuali hanno avuto buon gioco nel ridimensionare e denigrare, anche nelle convinzioni di molti cattolici, l’insegnamento del Magistero riguardo l’omosessualità.
    Come si può ben rilevare ascoltando il filmato, si è introdotta nel tempo, sfruttando abilmente la teoria dei piccoli passi (già Gesù invitava i figli della luce ad apprendere la scaltrezza dai figli delle tenebre), una differenziazione tra malattie mediche ed i problemi psichici, si è poi posto l’accento sulla distinzione tra l’omosessualità egosintonica e quella egodistonica e, messo in rilievo come siano dei comportamenti in armonia o in disarmonia, si è arrivati alla conclusione che è una caratteristica della personalità che può degenerare in disturbo dell’orientamento sessuale a causa, come istericamente ribadito da Grillini, dall’intolleranza dei credenti.

    Ribadisco ancora una volta che il Magistero, al punto 8 della dichiarazione “Persona Humana” , afferma che è sbagliato:
    1) giudicare con indulgenza, quasi a scusarle, le relazioni omosessuali;
    2) creare distinzione tra:
    – le tendenze omosessuali causate da errata educazione, mancata normale evoluzione sessuale, abitudini acquisite, cattivi esempi o altre cause analoghe, considerate curabili,
    e
    – gli omosessuali che sono definitivamente tali per una specie di istinto innato o di costituzione patologica, giudicati incurabili.

  8. Mum ha detto

    E’ giusto parlare di disturbo solo in caso di orientamento sessuale non desiderato e questo è un problema che riguarda sia omo che etero. E’ significativo però che il dott. Ricci tratti il disturbo dell’identità sessuale solo a pazienti omosessuali e non a quelli eterosessuali e che i suoi clienti siano tutti credenti. Questo fatto sembra dare ragione a Grillini quando fa notare che il “disturbo” può essere indotto o accentuato da un’ideologia religiosa che spinge certe persone a non accettare la propria condizione sessuale.

    • Sophie ha detto in risposta a Mum

      Scusa ma da quando in qua essere eterosessuali è un disturbo, cos’è una barzelletta e nessuna me l’ha spiegata?! 😀 E’ facile che chi va dal dott. Ricci sia soprattutto credente, per i laici essere omosessuali è normale.

      • lorenzo ha detto in risposta a Sophie

        Affermare che “per i laici essere omosessuali è normale”, significa dar ragione a Grillini quando afferma che sono i credenti che creano disagi psicologici agli omosessuali: ma l’omosessualità è disdicevole per dogma positivo o per dogma naturale?

        • Sophie ha detto in risposta a lorenzo

          E’ disdicevole in ogni senso visto che fra le associazioni che aiutano ad uscire dall’omosessualità ci sono anche quelle non religiose. Il mio intervento era per sottolineare il fatto che a quanto pare solo i credenti hanno capito che l’omosessualità è contro natura. Quello che dice Grillini, per conto mio non lo prendo manco in considerazione. Tra l’altro non sa neanche che il tasso di suicidi di omosessuali è alto pure nei Paesi più gay friendly.

          • lorenzo ha detto in risposta a Sophie

            L’hanno capito benissimo anche i non credenti, solo che per loro è molto difficile contraddire un pronunciamento dell’OMS, assunto non in base ad evidenze scientifiche ma ad una votazione, che stabilisce cosa sia l’omosessualità.

            • Sophie ha detto in risposta a lorenzo

              Sì sapevo di questa votazione “a simpatia”, no comment.

            • Paolo ha detto in risposta a lorenzo

              Errore Lory, la votazione fu voluta da una minoranza che non voleva accettare l’evidenza scientifica della normalità dell’omosessualità. Io ci rimasero dentro. Uffi ripetete questa manfrina ovunque.

              • Fede_81 ha detto in risposta a Paolo

                Hai delle prove a sostengo? Ti ricordo che Le Vay ha testimoniato che la rimozione dell’omossessualità dall’elenco è stata fatta in seguito a infinite pressioni della lobby omosessuale.

                • Paolo ha detto in risposta a Fede_81

                  Basta che ti leggi i resoconti dell’accaduto.
                  La associazioni omosessuali (ancora con questa manfrina delle lobbies) hanno logicamente lottato per questo. Ma la decisione è stata presa sulla base delle evidenze scientifiche.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

                    Le cose in realtà andarono nel seguente modo: una piccola minoranza in combutta con le lobby omosessuali, dopo essere riuscita a convincere con ogni mezzo lecito ed illecito la maggioranza necessaria che, nel caso di problemi psicologici, sarebbe stato più utile alla cura di tali persone evitare di utilizzare il termine “malattia”, chiese ed ottenne le votazioni, raggiungendo in tal modo lo scopo di modificare col voto delle evidenze scientifiche.
                    Dimostrami che non è andata così. 😉

              • Mo ha detto in risposta a Paolo

                è vero, prima vollero la votazione e poi si lamentarono del risultato ahahah

          • Paolo ha detto in risposta a Sophie

            Laiche e quali Sophie di grazia?? Sempre che tu non intenda il termine laico nello strano modo che piace a voi

            • Fede_81 ha detto in risposta a Paolo

              La Narth ad esempio, a cui partecipano diversi ex presidenti dell’APA, non è affiliata a nessun tipo di religione.

              La laicità l’ha inventata Gesù, e non certo l’illuminismo ghigliottinaio.

            • Sophie ha detto in risposta a Paolo

              Laiche nel senso di ateo-staliniane (uso la parola “laico” utilizzando il vostro paravento più gettonato). Per il resto t’ha risposto Fede, o magari puoi chiedere ulteriori approfondimenti al tuo collega Mo alias Mum. 😉

    • Salvatore ha detto in risposta a Mum

      @Mum

      1) Nessuno ha detto che cura solo gli omosessuali, ma di fatto è così perché nessun eterosessuale ha disturbi di questo genere.

      2) Nessuno ha detto che gli omosessuale egodistonici siano credenti, questo l’ha detto Grillini. Il quale non può darsi ragione da solo.

      Ergo il tuo commento è poco utile.

    • Mum ha detto in risposta a Mum

      Sophie, con le tue parole dimostri come in te si celi quel sentimento omofobico che continuamente volete negare. Tu dici: “Scusa ma da quando in qua essere eterosessuali è un disturbo?”. Si sta infatti parlando di disturbi dell’identità sessuale che riguardano appunto ogni genere sessuale, il tuo volerlo ascrivere solo all’omosessuale che non si ritrova felice nella sua situazione ma non all’eterosessuale che può vivere lo stesso disagio dimostra come, oltre a sapere molto poco di queste tematiche, vi scagliate con inutile veemenza contro un gruppo di persone solo perchè qualcuno vi ha detto che è giusto così.
      Comunque il fatto che il dott. Ricci non abbia risposto al perchè, nel suo ruolo di esperto dei disturbi sessuali, non ha in cura pazienti eterosessuali e come i suoi stessi pazienti siano tutti credenti, dimostra come lui sia guidato da un interesse ideologico più che da una genuina pratica della scienza medica.

      • Sophie ha detto in risposta a Mum

        “Sophie, con le tue parole dimostri come in te si celi quel sentimento omofobico che continuamente volete negare.”
        No, in realtà si cela un sentimento di mal sopportazione di quegli esaltati che comandano al livello politico nella società e si cela un sentimento di mal sopportazione verso quegli omosessuali che prima si autoghettizzando e poi però fanno le vittime. Siccome voi con l’omofobia (cioè chiunque si permette di pensarla diversamente da voi è razzista)ci marciate sporco, allora come ho detto da qualche altra parte in questo sito, vi comincio a mettere a distanza perchè siete diventati arroganti e presuntuosi.
        “vi scagliate con inutile veemenza contro un gruppo di persone solo perchè qualcuno vi ha detto che è giusto così.”
        La Natura me l’ha detto, me l’ha detto quello che vedo sotto la mia gonnella!
        “Comunque il fatto che il dott. Ricci non abbia risposto al perchè, nel suo ruolo di esperto dei disturbi sessuali, non ha in cura pazienti eterosessuali e come i suoi stessi pazienti siano tutti credenti, dimostra come lui sia guidato da un interesse ideologico più che da una genuina pratica della scienza medica.”
        Mi ripeto: sul mio libro di biologia e non solo il mio, il rapporto omosessuale nell’essere umnao non viene preso neanche in considerazione. Fortunatamente scienziati che si sono stufati delle minacce delle lobby gay ci sono, e cominciano a parlare infischiandosene di quello che voi dite. Perchè di scienziati stufi di sentirsi dire come fare il proprio lavoro è pieno ma non hanno il coraggio di parlare altrimenti vengono sottoposti ad una vera e propria violenza psicologica. Lasciate liberi gli omosessuali di cambiare orientamento se non lo accettano, smettetela di tarpargli le ali, smettetela d’ imporre le vostre idee e di essere invidiosi di chi non si vuole arrendere e che raggiunge con tanta forza di volontà il suo obiettivo! Sul sito che ho linkato, al quale hai messo la nota negativa senza manco aver dato una letta ci sono associazioni non religiose che cercano di dare una mano e testimonianze di persone che sono usciti fuori dall’omosessualità.

  9. Andrea ha detto

    Questi sembrano l’Arabia Saudita al contrario… La (beh, non solo là…) se apostati dall’Islam sei finito, per questi se “apostati” dall’omosessualità sei finito.

    Ma almeno in Arabia Saudita non si dipingono come paladini della libertà individuale, te lo dicono di esserne contrari fin dalle basi dello Stato. A questo punto preferisco un nemico delle libertà sincero!

    • edoardo ha detto in risposta a Andrea

      Infatti, se dovessi prender moglie, piuttosto di un’atea preferisco mille volte una musulmana.
      Il problema non si pone, essendo da 29 anni meno 4 mesi sposato con una cattolica italiana, ma s fosse…meglio l’islamica col velo sulla capoccia che l’atea, guarda!
      Almeno mangio il couscous (come se fanno le faccine??)

      • Andrea ha detto in risposta a edoardo

        Il problema è che in tutte le Società Islamiche il Matrimonio tra una Musulmana ed un non Musulmano è ancora tabu.

        O che fai tutto in gran segreto, o che glielo dici in faccia chiaro e tondo che se poi costei sarà in errore brucierà all’inferno poi lei. Che ora le concezioni Culturali siano diverse tra noi e loro ok, ma mi pare che di logica ce ne sia una sola per tutti gli Uomini, e mettersi a zittire un po’ qualcuno che mi venga a dire che lui ragiona diversamente perché “è la logica di Allah, che non possiamo capire solo perché troppo alta” penso sia una buona cosa.

        Comunque si, penso che abituate alle regole dei loro Paesi le donne Musulmane potrebbero essere ottime mogli. Anzi, penso che pure loro sarebbero parecchio soddisfatte nel poter sposare un uomo Occidentale. Certo, c’è da superare quell’odioso tabu

        Sulle atee io ci sono quasi arrivato alle loro posizioni, quindi conosco le loro motivazioni, misconcezioni e tutto il resto. E ne ho zittite non poche. Io personalmente non avrei alcun problema, anzi, preferisco un’atea con una buona cultura che non una di qualsiasi posizione Religiosa (Cristiana, atea, Musulmana, Buddhista, druidista e chi più ne ha più ne metta) ignorante. Una di buona cultura può sempre Convertirsi, una ignorante invece difficilmente.

        Il cous-cous piace parecchio anche a me 😛 😛 .

  10. Luca ha detto

    Grillini contesta la POSSIBILITA’ DI CAMBIARE… in parole povere non accetta la libertà di fare una scelta, vuole che questa libertà non venga data.

    Ah Grillì, complimenti per l’ideologia! pernacchie per te

    • edoardo ha detto in risposta a Luca

      Ecco, proprio questo è il nocciolo della questione.
      Loro pretendono di avere il monopolio di tutto ciò che è contro l’attuale stato delle cose, sulla sessualità, sulla politica, su tutto.
      Loro non è solo l’arcigay, è la nuova sinistra con tutte le sue “diramazioni”.
      Hanno provato negli anni scorsi anche a monopolizzare la faccenda della droga, non ci sono riusciti perchè la droga è più sfuggente, non gli è riuscito ad inquadrarla nel loro sistema ed irregimentare le persone, ma con gli omo gli è riuscito perfettamente.
      Adesso la possibilità di uscirne con successo per alcuni casi guasta molto per loro, e sentono la necessità di contrastarli il più possibile, perchè apre una falla nel loro fronte, e li indebolisce.
      Per questa sinistra anarco-borghese i due milioni della GMG di Madrid e la visita del Papa a Cuba ed il Messico con quello che è successo e sta succedendo là, è davvero un colpo andato a segno. Ogni manifestazione così li contrasta e li indebolisce. In questo contesto si deve interpretare la strategia che hanno attuato a Madrid, quella di scoraggiare le adunanze cattoliche. A Rio de Janeiro non è detto che gli riesca come a Madrid (a Madrid hanno fallito, 2.000 contro 2.000.000 e la maggioranza spagnola sfavorevole a loro, il che ha avuto anche ripercussioni politiche), perchè il Brasile è diverso non solo come gente, ma anche come legislazione sull’ordine pubblico.

  11. Orbitalia ha detto

    ragazzi, ma scherziamo? ‘libertà di scelta sessuale’? non esiste alcuna libertà di scelta sessuale: se il mio orientamento sessuale cozza contro la mia natura, è il mio orientamento sessuale che ha qualche problema e deve cambiare (se possibile), non la mia natura. Non vogliamo parlare di malattia? parliamo di ‘disturbo’: ma, come ogni altro disturbo, è una realtà negativa da curare, non da incoraggiare

    • Paolo ha detto in risposta a Orbitalia

      Bravo non si cambia la propria natura. Hai ben evidenziato l’ideologia distorta dietro a queste pratiche. Cercare di far passare per disturbo quello che è un normale e naturale orientamento sessuale. L’omosessualità non cozza contro la natura e questo ormai dovrebbe esservi chiaro. Poi dopo ci può essere l’omofobia interiorizzata (causata principalmente dall’ideologie religiose) che provoca questi disagi, ed è quello il disturbo da curare.

      • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Paolo

        Va be’, ti rispondo perché salvo sempre la buona fede. Questo quanto ho già obiettato a tuoi altri “colleghi”, senza ottenere che risposte superficiali, isteriche o di presa in giro per sfuggire alla questione.

        1) Essere maschio ed essere femmina comportano contemporaneamente delle diversità-complementarietà e delle profonde somiglianze (tra individui dello stesso sesso), che, naturalmente, non attengono solo al lato fisiologico-istintuale, ma molto più profondamente a quello psicologico, mentale e spirituale.

        2) Dall’evidente complementarietà fisiologica (è innegabile che gli organi sessuali dei due sessi siano fatti gli uni per gli altri) è già possibile “sospettarne” di più profonde, che una semplice fenomenologia della psiche immediatamente individua. Nel loro complesso tutte queste caratteristiche (fisiologico-psichiche) costituiscono dati di fatto = NATURA o ESSENZA della mascolinità e della femminilità.

        3) Le altrettante evidenti similarità tra persone dello stesso sesso (sia a livello fisiologico, che a tutti gli altri) portano all’inevitabile deduzione secondo cui chi si trovi ad essere attratto da persone dello stesso sesso, stia in realtà cercando se stesso e non la diversità-complementarietà. E ciò non può nascondere che delle disarmonie e delle ferite psicologiche, dato che non avrebbe senso per un individuo equilibrato e correttamente maturato il cercare una propria fotocopia.

        4) Chi ha paura della diversità è proprio l’omosessuale, non certo l’eterosessuale.

        • Paolo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

          Con il termine omofobia sai benissimo a cosa mi riferisco…le tue considerazioni poi possono al massimo essere considerate come tue personali (dovute all’ideologia che ti spinge a parlare).
          Prive di qualsiasi fondamento dal lato psicoanalitico o anche sessuale (e medico). A parte forse i soliti gruppi di ex gay che si inventano argomentazioni simil scientifiche per sostenere le proprie tesi religiose.

          • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Paolo

            Vedi, anche qui, invece di entrare nel merito e rispondere alle obiezioni, ti metti a etichettare le mie affermazioni, come se ciò bastasse a coglierne l’essenza. Che significato ha rispondere in questo modo? Più o meno lo stesso che avrebbe una mia risposta che dicesse: dato che sei finocchio, quello che dici è senz’altro del tutto falso e assurdo. E’ incredibile come quelli che fanno sempre le vittime e i discriminati, si comportino esattamente come accusano gli altri di fare, senza essere in grado di argomentare alcunché in modo minimamente serio…

            • Paolo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

              Veramente direi che ti ho risposto. Le tue affermazioni, ripeto, possono essere al massimo classificate come personali e smentite dall’evidenza scientifica. Cosa non ti è chiaro di “Normale variante della sessualità umana” (Oms)? Che poi parli per ideologia direi che è solo un dato di fatto. Ma questo non lo dico io…lo dicono tutte le associazioni medico-scientifiche, documentati!

              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Paolo

                1) Se proprio non sei in grado di articolare una tua personale risposta ai miei punti, riporta le motivazioni date da chi vuoi, basta che siano motivazioni e non denominazioni di motivazioni del tutto taciute. Piuttosto ovvio che tu ritenga la tua omosessualità una “normale variante della sessualità umana”, ma vorresti cortesemente spiegarne i motivi e specificamente in relazione a quanto ti ho obiettato io?

                2) Perché non parti dall’esporre ragioni contrarie al fatto che gli organi sessuali dei due sessi siano evidentemente fatti gli uni per gli altri? Lo neghi? Dopo di che dovresti allora spiegarmi in base a quale ratio una psicologia emergente da una specifica biologia sessuale, dovrebbe essere ritenuta “normale”, se in opposizione alle evidenti finalità biologiche del proprio sesso. Che razza di natura è quella che contrappone sessualità biologica a identità sessuale psichica?

                3) Oppure vorresti rifugiarti in quell’altro luogo patologico dell’ideologia, in cui si afferma che in natura non ci sono regolarità, essenze e regole e che nulla ha senso ed è coerente? Ma allora, ripeto, che parli a fare in difesa di un’omosessualità che è priva di senso, perché anch’essa fenomeno puramente soggettivo in un contesto naturale privo di leggi e costanti?

      • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

        Spesso fai delle affermazioni intelligenti, ma poi, non essendo capace di trarne conseguenze logiche, parti per la tangente e partorisci delle bufale.
        Affermi che “non si cambia la propria natura”, ed hai perfettamente ragione.
        Dato però che in natura l’Uomo è maschio e femmina, la menata dell’identità di genere, anche se diventasse moda culturale, non avrebbe mai alcun valore scientifico: o credi forse che se qualche buontempone riuscisse a far approvare una legge in cui si afferma che le scimmie sono uguali agli uomini le evidenze scientifiche verrebbero meno?

        • Mo ha detto in risposta a lorenzo

          forse dimentichi che il genere è per lo più una costruzione culturale, mentre il sesso biologico no. al di là delle differenze biologiche, maschi e femmine potrebbero essere uguali. se capisci cosa intendo.

          • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mo

            @Mo
            Il genere e il sesso bilogico, nei bambini di solito coincidono.
            Le bambine e i bambini NON SONO UGUALI per colpa del sesso biologico.
            Parola di Papa’.
            Giuro Giuro.

            • Mo ha detto in risposta a Mr. Crowley

              Beh i bambini assimilano molto bene quello che gli viene insegnato. Se gli viene insegnato che non possono avere gli stessi giochi, che sono diversi tra loro (alle bambine da piccole si tende a dire “ma come sei bella”, cosa che si evita con i maschietti). Senza contare che in primis il linguaggio che utilizziamo tende a mettere in risalto solo il lato maschile (due bambine sono sorelle, due bambini sono fratelli, ma bambino e bambina sono fratelli..). Quando si parla di molti soggetti di sesso mescolato, li si definisce sempre al maschile, no?

              • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mo

                Questo lo pesavo anch’io prima di diventare papa’.
                Dopo mi sono trovato una bimba che a 3 anni voleva la vestina al posto dei jeans per andare a messa, che diventa matta per i tacchi a spillo, quando mia moglie e’ l’immagine dell’austerita’ (praticamente l’opposto).
                Il sesso biologico e’ cosi’ …. geneticamente.
                A dirtela a spanne e’ come se la bambina si rispecchia nella sessualita’ di sua madre, mentre il bambino si rispecchia nel padre.
                Il fattore “educativo” e’ solo la “moda” che veste i due sessi (il fatto che le indiane si vestono in un modo e portino certi orecchini diversi dalle italiane).
                Il resto e’ nella natura della cosa, non imposta dall’esterno.
                Basta guardare a distanza di Km o millenni le civita’ umane.

                • Mo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                  Sì, perché i vestitini di tua figlia sono naturali ed è scritto nel suo dna che lei denna indossarli ahah guarda faccio un altro esempio: da piccola come la vestivate? blu o rosa? beh già questo influisce

                  • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mo

                    Non e’ questa la differenza!!!
                    I maschi e le femmine sono differenti BIOLOGICAMENTE (viva Dio).
                    La differenza culturale e’ data dalla differenza biologica e non viceversa.
                    Mio figlio e’ stato anche vestito da femmina in casa (i pigiami di sua sorella mica li abbiamo buttati via), ma dopo prendi atto che la differenza sessuale comportamentale esce da sola.
                    Le bambine preferiscono giocare con le bambine.
                    I bambini preferiscono giocare con i bambini.
                    Questo capita OVUNQUE nel mondo, ed e’ sempre stato cosi’, dall’antica Grecia, dove nell’eta’ del bronzo, per essere re dovevi sposare una regina (vedi Iliade e Odissea).

                    • Mo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      beh, certo, tutti preferiamo stare con persone con cui abbiamo argomenti di discussione in comune, no? anche i bambini dunque. ma io infatti giocavo con i bambini da piccoli (a calcio, anche se ammetto che facevo schifo ahah)
                      dai, non hai mai sentito la frase “tu non devi piangere, sei un maschietto”?

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Stai guardando delle cose secondarie, di moda.
                      I maschi giocano con i maschi e le femmine con le femmine alla stessa eta’ perche’ la natura umana lo impone.
                      Piu’ avanti con l’eta’ capisci che l’amicizia maschile e quella femminile e’ diversa.
                      Le donne in linea di massima sono piu’ comunicative, mentre gli uomini piu’ chiusi e “muscolari” nei rapporti con i loro simili.
                      Dopo ci sono le eccezioni.
                      Le differenze sessuali si ripetono con le loro caratteristiche indipendentemente dalla cultura in cui sono immerse.

                    • Mo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      questo è quello che viene insegnato.. dire che tutti i maschi sono uguali e tutte le femmine sono uguali è terribilmente limitante…

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      No, e’ terribilmente sbagliato.
                      Io non me la prendo, la verita’ in queste cose prima o dopo trionfa.
                      Tutte le culture del mondo me lo dimostrano.
                      A parte una.
                      I Frocheyenne degli squallor (ma si saranno estinti?).

                    • Mo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Wow sì, aspetta che rido.

                      Ah

                      A parte questo, io consiglio di studiarti il concetto di Decostruzionismo, Essenzialismo e soprattutto la Teoria delle differenze situate.

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Ma cosa vuoi che ne sappia di ‘ste cose.
                      Abbiamo un premier che sa tutto, ma e’ stato solo in grado di aumentare le tasse…..
                      Io ti descrivo solo cio’ che e’ evidente.
                      So solo che la maggior parte delle cavolate degli anni ’60 sono tramontate (ed allora erano verita’ sacrosante).
                      Lasciami piantare l’orto e vedere anche le ideologie dei nostri anni tramontare.
                      Come succede ormai da sempre nella nostra societa’ occidentale.

                    • Mo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Infatti l’Essenzialismo era un’ideologia degli anni 60 ed è ormai tramontata.

                    • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Cosa importa a me dell’essenzialismo? (so gnaa se l’e’).
                      La mia si chiama delusione da ideologia, unita all’osservazione della realta’.
                      Insieme a un po’ di tradizionale gusto per l’orto (e per dare a mio figlio un po’ di pomodorini ciliegini).

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Invece, Mo, la tua non è ideologia e non tramonterà mai… Ops, ma allora la verità esiste? E non può essere cambiata a piacimento…

                      Peccato che a chi ti obietta riferendosi ai dati di fatto incontestabili della natura umana, tu risponda solo in 3 modi: mettendola sul “prendere per il cuxx” (scusa l’ironia, ma nel tuo caso…), affermando, con evidente ragione, che vale solo ciò che è di moda nel presente, oppure semplicemente facendo finta che le obiezioni non ti siano state rivolte. Vedi tu…

                    • lorenzo ha detto in risposta a Mr. Crowley

                      Mo, vorrei farti una domanda: non è per caso che ti rifiuti di crescere per rimanere al tempo in cui i maschietti se la fanno con i maschietti per cercare inconsciamente tra loro quella figura maschile di riferimento dalla quale ti sei sentito rifiutato?

              • Sophie ha detto in risposta a Mo

                L’identità sessuale non dipende da come ti trattano, esce fuori da sola in maniera spontanea. Io sono cresciuta in una famiglia dove c’era l’idolatria del maschio e volevano un figlio maschio. Eppure mi piacciono gli uomini, mi sento donna e sono felice di essere donna, anzi ci nascerei altre 1000 volte.

                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Sophie

                  Beh, se sei pure bella, sei proprio il massimo!

                  Comunque, come dicevo in altro commento, è vero che l’identità sessuale (che è un fatto psico-cognitivo) ha un proprio percorso naturale di sviluppo, ma è altrettanto vero che, proprio in quanto elemento psico-cognitivo, è soggetto a possibili distorsioni provenienti proprio da come si viene “trattati” nell’ambito del proprio contesto familiare e sociale. Ciò naturalmente non vale in tutti i casi, anche perché in psicologia molto dipende dalla risonanza soggettiva che gli accadimenti esterni hanno e dunque fatti che per alcuni non comportano ricadute psicologiche negative, da altri tipi di personalità individuale possono invece essere vissuti come traumi.

          • lorenzo ha detto in risposta a Mo

            In natura, il maschile dà, il femminile riceve è porta frutto: come potrebbero essere uguali? Se capisci cosa intendo.

            • Mo ha detto in risposta a lorenzo

              io non parlavo di sesso biologico, ma di identità di genere, costruita per lo più dalla cultura,

              • lorenzo ha detto in risposta a Mo

                Bene, come anche tu affermi, l’identità di genere non esiste in natura ma è costruita per lo più dalla cultura e, fino a prova contraria, le costruzioni culturali non cambiano la natura: l’omosessualità non è quindi naturale. Ti sei accorto che ti sei dato la zappa sui piedi da solo? 😉

                • Mo ha detto in risposta a lorenzo

                  sai, non volevo dirtelo, ma l’identità di genere centra poco con la sessualità (al massimo col transessualismo). io sono gay, sono un ragazzo (gioco a calcio, mi vesto da ragazzo, non voglio essere una ragazza né mi sento ragazza) a cui piacciono i ragazzi, non un ragazzo con l’identità di genere femminile……

                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mo

                    Mo, non giocare con le parole. Identità sessuale deviata non significa che se sei attratto dagli uomini, tu voglia essere una donna. Significa, anzi, che stai disperatamente cercando in un altro uomo il maschio che non trovi in te stesso. Il transessualismo è una devianza psichica ancora più grave.

              • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mo

                @Mo
                Finalmente, anche se non direttamente alle mie obiezioni, sembri voler dare una risposta, che però ti mette ancor più nei guai (sia dal punto di vista logico, che da quello della relazione alla realtà delle cose).

                1) Se per “identità di genere” intendi lo sviluppo dell’identità sessuale, ti sbagli totalmente a ritenerla una costruzione culturale. Semmai è influenzabile dalla cultura, diciamo meglio dalle circostanze storiche in genere (che comprendono il proprio tempo e il proprio luogo di nascita, nonché l’ambiente prossimo in cui ci si ritrova: storia familiare e sociale); il che non significa affatto che sia “creata” dalla cultura. I fenomeni psico-cognitivi fanno infatti parte della natura umana (in quanto l’uomo è “animale razionale”), esattamente come quelli più strettamente fisiologici, pur essendo diversi da questi ultimi. Proprio perché “cognitivi” implicano infatti non solo caratteristiche di funzionamento per così dire automatiche, ma anche un’autoconsapevolezza da parte del soggetto ed è proprio quando la corretta comprensione di se stessi (della propria identità) è disturbata da qualche persistente fattore deviante di tipo storico-culuturale, che si possono innestare distorsioni permanenti della propria visione di sé. Ma se tali elementi perturbanti non si hanno, lo sviluppo psichico dell’identità sessuale, si armonizza sempre, per propria natura, con il sesso biologico.

                2) Se fosse come dici tu, se ne dovrebbe trarre la conclusione di una realtà senza leggi e senza costanti di alcun tipo, poiché la mancanza di coerenza tra il proprio sesso biologico e la propria identità sessuale a livello psichico rappresenterebbe un dato di totale incoerenza, privo di senso (da un lato il sesso biologico predispone alla procreazione ed educazione dei figli, dall’altro una supposta psiche “naturalmente” omosessuale contraddirebbe il finalismo biologico). Cosa che è invece contraddetta dalla realtà stessa, che, come già diceva Aristotele, “sempre o per lo più” (cioè quando il regolare decorso delle leggi naturali non è perturbato da qualche ostacolo) ottiene i medesimi risultati, partendo dalle medesime premesse (= finalismo della realtà).

                • Mo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                  mi chiedo perché continuiate a confondere identità sessuale ed orientamento sessuale. mistero.
                  comunque mi sono accorto solo ora che il tuo primo commento in risposta a Paolo l’avevi postato anche nello scorso articolo. mi fa ridere che tu lo ritenga tanto valido.
                  Ad ogni modo, sto seguendo un corso di etica e siamo arrivati a toccare l’argomento. Possiamo differenziare il modo in cui vediamo la sessualità in Essenzialismo, Decostruzionismo (quello in cui mi vedo io pur avendo qualche riserva), Pensiero della Differenza Sessuale e Teoria delle Differenze situate (probabilmente il più adatto). Beh, tu rispecchi esattamente la differenza essenzialista della sessualità, il che è strano considerando che quando è stato chiesto di alzare la mano a chi vi rispecchiava, nessuno l’ha alzata, mentre ci è stato detto che 60 anni fa sarebbe stata probabilmente la corrente di pensiero più seguita..

                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mo

                    Magari, se invece di ridere senza far ridere anche noi, rispondessi puntualmente, potremmo derivarne un confronto almeno interessante…

                    • Mo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      No hai ragione tu. Tutte le donne sono uguali tra loro. Tutti gli uomini sono uguali tra loro (Essenzialismo e Pensiero della Differenza Sessuale, i peggiori). Stesse idee. Stessi pensieri. Stessi interessi. Sì.

                    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                      Bella risposta, propria di uno che vuole un reale confronto democratico tra la ricchezza delle diverse visioni… Guarda caso chi si definisce liberale e aperto, chiude immediatamente la porta, appena lo si tocca sul vivo o lo si mette in difficoltà.

                      Se poi non sei per nulla in difficoltà di fronte alle mie banalità, non ti costerà molto rispondere a tono, invece di fare perdere tempo a chi ti legge e a chi ti risponde.

                  • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mo

                    Sì, infatti la verità dipende dalle mode ideologiche del momento. Dunque se tu fossi nato in Germania qualche anno fa, saresti stato nel vero ad essere nazista…

            • Paolo ha detto in risposta a lorenzo

              Mmmmm Lorenzo quanta poca fantasdia, solo riportare le solite cosine create ad hoc dai gruppi di “ex gay”

              • lorenzo ha detto in risposta a Paolo

                Non sapevo che i gruppi “ex gay”, avessero creato ad hoc le cosine della natura e stabilito come funzionano: questa si che è una notizia scientifica senzazionale!!!

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Orbitalia

      Hai perfettamente ragione, ma vanno meglio precisate le seguenti cose.
      1) Mi pare corretto evitare di parlare di “malattia”, se con ciò si intende dire che l’omosessualità non ha cause genetico-fisiologiche di alcun tipo, ma solo un eziologia riconducibile ad un “disturbo” psichico della personalità, cioè ad una maturazione deviata della propria identità sessuale (che, appunto, è una questione psichica e non fisica).

      2) Hai ragione nel dire che moralmente non esiste libertà di scelta rispetto alla propria identità sessuale (perché dal punto di vista etico essa deve corrispondere al proprio sesso biologico e il contrario equivale sempre ad un male), ma d’altra parte è anche vero che non si può certo obbligare nessuno a curare un disturbo psichico rispetto al quale la scelta personale sia parte determinante della terapia, così come in senso stretto non si può obbligare nessuno a diventare buono (un delinquente si può rinchiudere in carcere, ma la decisione di cambiare, cioè la propria personale conversione al bene, rimane esclusiva del proprio libero arbitrio).

  12. Controinformato ha detto

    “cambiare si può”
    ma come mai questa gente capisce solo:
    “cambiare si deve”?

    • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Controinformato

      Si può ontologicamente, si deve moralmente…

      • Mo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        secondo la TUA moralità

        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mo

          No, secondo la VERA moralità.

          • Mo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

            Sì. Vera moralità perché tu hai deciso così. Tutto ciò ha terribilmente senso. Sì.
            Alla faccia del pluralismo etico eh (e della tradizione liberale che osa addirittura permetterlo). Alla faccia di qualunque tipo di etica esistente (delle virtù, deontologhe e conseguenzialiste… ma che le nominiamo a fare…)

            • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mo

              Magari volevi dire “morali deontologiche”… Comunque, tanto per chiarire quello che fai finta di non capire: l’unica cosa che conta è la verità e la verità c’è anche in campo morale. Tutto il resto è opinione, moda, ideologia, cioè tutte forme di “volutamente” falsa conoscenza, ossia di affermazioni fatte da chi mette la propria volontà di fronte alla realtà delle cose (tipico atteggiamento gnostico) e nel caso la verità non esistesse, il tuo discorso in sostegno dell’omosessualità varrebbe zero.

              • Mo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

                il fatto è che non esiste una sola verità. o se anche esistesse, chi dice che sia la tua? eppure finora ti sei posto come portatore in terra dell’unica verità..

                • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mo

                  1) No, il fatto non è che non esiste una sola verità, altrimenti le tue stesse parole, come insegnava Aristotele già qualche tempo fa, sarebbero prive di senso in quanto contraddittorie. Di fronte ad alternative come: “omosessualità, moralmente giusta o sbagliata?”, non possono essere valide entrambe le alternative, ossia rispetto agli opposti non può esserci pluralità di verità, altrimenti quando si affermasse A, sarebbe contemporaneamente valida non-A.

                  2) Inoltre la stessa domanda può essere rivolta a te: se anche una verità esistesse, chi ti dice che sia la tua? E la risposta può essere solo una: quale è la verità ce lo dicono i fatti e il confronto con la realtà delle cose. E, poiché se tutto fosse soggettivo, nulla sarebbe vero (questa stessa affermazione non avrebbe senso), o la realtà oggettiva con cui confrontarsi esiste ed è conoscibile, oppure su che cosa pretenderesti di avere ragione? Che cosa saresti in grado di dimostrare? E se nulla fosse dimostrabile, che cosa parli a fare in sostegno di ciò che fai?

      • Mo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

        E’ curioso che tu dica una cosa del genere sotto un articolo che dice “Io sono assolutamente a favore della libertà di scelta rispetto alla propria sessualità.” sìsì molto coerente! Vorrei anche far notare che puoi avere l’orientamento sessuale che vuoi, ma se non è quel che desiderano gli altri, allora non hai nessun diritto… mmh

        • lorenzo ha detto in risposta a Mo

          “…puoi avere l’orientamento sessuale che vuoi, ma se non è quel che desiderano gli altri, allora non hai nessun diritto…”
          L’orientamento sessuale che vuoi? Ti accorgi di come l’hai sparata grossa?

          • Mo ha detto in risposta a lorenzo

            parlavo immedesimandovi in uno di voi.

            • Mr. Crowley ha detto in risposta a Mo

              @Mo
              Perche’ devi continuare a sottolineare di essere DIVERSO?.
              “…puoi avere l’orientamento sessuale che vuoi, ma se non è quel che desiderano gli altri, allora non hai nessun diritto…”
              Infatti il presidente della regione Puglia e’ stato indagato per fatti inerenti ai suoi comportamenti sessuali.
              Il PM e’ un omofobo?.

        • a-theòs=a-éthos ha detto in risposta a Mo

          Che obiezione vorrebbe essere questa? Che se commento un articolo, devo essere d’accordo su ogni affermazione di chi l’ha scritto? In tal caso tu mi parresti discostarti un tantino di più dalle affermazioni in esso contenute, o sbaglio?

    • Paolo ha detto in risposta a Controinformato

      Come al solito si sposta la questione….

  13. Vincenzo ha detto

    Visto che la sensibiltà omosessuale è tanto alta, c’è chi mi sa spiegare perchè l’espressione irridente e volgare “vaffanculo” non è stata mai messa al bando dai censori del “politicamente corretto”?

  14. Davide ha detto

    Ma a nessuno viene in mente che, probabilmente, i gay temono di restare soli con se stessi nella loro sessualità? Questo li rende intolleranti e gli etero non capiscono.

  15. Riassunto del dialogo con i nostri fratelli omosessuali (detto senza alcuna ironia): fuga, senza entrare mai nel merito delle questioni. Se non è così, fatevi avanti, senza prese in giro, affermazioni inutili e astenendovi dall’etichettare per screditare senza alcun argomento a supporto (detto in base alle crude risultanze del dialogo). Aspetto ancora che qualcuno di voi risponda punto per punto alle mie ordinate obiezioni, tanto più se fosse così agevole e facile dimostrarne l’infondatezza.

  16. Davide ha detto

    Una domanda a tutti i partecipanti: perché Grillini nel filmato dice di essere laureato in psicologia quando in realtà lo è in pedagogia???

  17. Segnalo a tutti (specialmente ai fratelli omosessuali) questo volumentto di Antonio Persico: “Omosessualità tra scelta e sofferenza”, ed. Alpes, Roma 2007, pp. 59. A mio avviso si tratta di un breve studio di grande rilevanza, poiché l’approccio è rigorosamente scientifico.
    Cito le prime due pagine, tanto per far capire come neanche la questione della “scelta” sia così semplice:
    «L’ipotesi che l’omosessualità rappresenti una variante meno comune dell’eterosessualità, ma comunque: nella norma e quindi non di per sé anomala, è implicita nel concetto di “scelta”. In generale, il concetto stesso di scelta implica che in primo luogo l’attore primario della scelta sia libero di scegliere, ed in secondo luogo che la scelta avvenga tra elementi relativamente equivalenti. Banalizzando un po’, potremmo dire che alla fine di un pasto possiamo scegliere se mangiare, ad esempio, una mela oppure una pesca: siamo assolutamente liberi di scegliere e, quando l’avremo fatto, non farà in fondo una grande differenza se avremo gustato questo o quel frutto sulla base delle nostre preferenze. Ora ci chiederemo se sia corretto applicare queste stesse coordinate all’orientamento sessuale dell’essere umano. Prima ancora di rispondere a questo quesito, dobbiamo considerare che una scelta, se tale fosse veramente, dovrebbe poter essere anche plebiscitaria: l’intera tavolata di commensali dovrebbe poter scegliere di farsi portare dal cameriere solo le pesche al termine della cena … Ma compare qui un evidente paradosso darwiniano: se tutti gli esseri umani decidessero contemporaneamente di attuare la “scelta” omosessuale, la specie umana si estinguerebbe in una sola generazione. La natura è invece strutturata in modo da massimizzare le probabilità di sopravvivenza dell’individuo almeno fino all’ età fertile, in modo da garantire la procreazione ed il mantenimento della specie. Ora, se chiediamo a soggetti omosessuali di descriverci cosa hanno provato alla pubertà, essi ci descrivono un vissuto che assomiglia molto più ad una “scoperta” che non ad una “scelta”. Descrivono cioè una forte attrazione per individui dello stesso sesso, attrazione che si fa strada e viene avvertita nella maggior parte dei casi fin dall’esordio puberale, addirittura più precocemente rispetto all’epoca in cui individui eterosessuali prendono coscienza del proprio orientamento sessuale. In alcuni individui, la pulsione insorge in apparenza (ma probabilmente solo in apparenza) più tardivamente. Si tratta però comunque di un’attrazione intensa, una pulsione che non lascia alcun dubbio riguardo alla natura dello stimolo fonte di attrazione. Chiunque conosca bene oppure abbia avuto in trattamento persone omosessuali, sa bene di quale forza e coazione a ripetere sia dotata questa spinta motivazionale. La pulsione omosessuale si scopre, non si sceglie: semmai, libertà di scelta può sussistere riguardo all’agire o meno la pulsione, ma possiamo escludere che alla sua origine vi siano generalmente il gusto o il capriccio personale. Per spiegare in maniera soddisfacente l’orientamento sessuale di un essere umano, si dovranno quindi ricercare altre cause, necessariamente attive prima della pubertà. Per rispondere però in modo conclusivo al quesito sulla normalità, oltre che per giungere a formulare ipotesi ragionevoli sulle cause del fenomeno omosessualità, sarà utile analizzare i risultati di alcuni studi epidemiologici effettuati negli ultimi anni su grandi campioni di soggetti omosessuali» (pp. 9-10).

    • lorenzo ha detto in risposta a a-theòs=a-éthos

      Infatti il Magistero, una volta ribadita la condanna dei comportamenti omosessuali afferma che: “… nell’azione pastorale, questi omosessuali devono essere accolti con comprensione e sostenuti nella speranza di superare le loro difficoltà personali e il loro disadattamento sociale. La loro colpevolezza sarà giudicata con prudenza; ma non può essere usato nessun metodo pastorale che, ritenendo questi atti conformi alla condizione di quelle persone, accordi loro una giustificazione morale… Questo … non permette di concludere che tutti coloro, i quali soffrono di questa anomalia, ne siano personalmente responsabili, ma esso attesta che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati e che, in nessun caso, possono ricevere una qualche approvazione.”

  18. Fedele Razio ha detto

    @Mo: che maschi e femmine siano diversi lo si capisce a occhio nudo, non so se mi spiego. Se poi studi la faccenda solo un pochino, vedrai che ti convinci.

    Ma non solo maschi e femmine sono diversi: sono anche complementari, e pure questo si vede a occhio nudo, e si conferma in mille ambiti non immediatamente visibili a occhio nudo.

    Da questi due fatti ne consegue che la relazione maschio-femmina è diversa da una relazione fra due persone dello stesso sesso.

    Quali siano le differenze… a te il piacere della ricerca.

    Ti do solo un indizio: ci sono testimoni che dicono che in una relazione fra persone dello stesso sesso che non sia rispettosa dell’identità sessuale biologica dei partner è molto probabile essere infelici.

  19. Visto che da parte dei fratelli omosessuali è calato un silenzio di tomba, senza che prima di ciò abbiano voluto nemmeno provare a entrare nel merito delle obiezioni rivoltegli, aggiungo alcuni punti finali.

    1) Il fatto che gli omosessuali vivano in una condizione di disperata infelicità emerge chiaramente, anche quando fingano di non rendersene conto, dalle loro stesse strategie argomentative. Se notate nelle mie obiezioni non ho fatto alcun cenno a questioni diverse o superiori a quelle che si collocano su un piano di pura fenomenologia della natura (non ho fatto alcun cenno a questioni religiose). Eppure le loro risposte evitano di parlare dei fatti e passano immediatamente ad altri tipi di argomentazioni, che immancabilmente finiscono nel descrivere una “libertà” che implica la mancanza di stabilità e leggi naturali precise, una realtà “debole” (il riferimento non casuale è alla filosofia di un notissimo omosessuale filosofo: Vattimo), talmente debole da travolgere le loro stesse argomentazioni (poiché se tutto è debole o relativo, non si dà nemmeno quella minima consistenza della realtà, che permetta di appoggiarvi sopra una qualunque argomentazione: infatti è la realtà a dovere reggere le argomentazioni, non le argomentazioni a poter creare la realtà che desidereremmo constatare).

    1.1) E poiché vivere in una realtà siffatta, è vivere in una realtà del tutto “liquida” (debole) e instabile, essa equivale al non-senso delle cose, situazione che un ente razionale come l’uomo vive naturalmente come profondamente destabilizzante e innaturale. Da qui un’aggiunta potente di nevrosi a quelle già rappresentate dall’omosessualità stessa. Come potrebbero dunque non essere infelici?

  20. 2) Ma il fatto (estremamente negativo), che rende filosoficamente e sociologicamente molto interessante il fenomeno gay (ed è soprattutto per questo che me ne interesso), è rappresentato dall’essenza profondamente gnostica del loro pessimo movimento. La comunità gay rappresenta infatti uno degli esempi più lampanti di come funziona la società e la politica moderne, intrise, esattamente al contrario di quanto proclamato, di una vera e propria “dittatura delle libertà”. Una società profondamente liberale è in effetti il corrispettivo di un’economia liberale, poiché in entrambi i casi la libertà assoluta corrisponde in realtà alla libertà che permette la concentrazione del potere (ideologico nel primo caso ed economico nel secondo) nelle mani del “più forte” (= legge della jungla), che diventa sempre più forte a continuo discapito dei più deboli.

    Fantasie? Mi pare che non ci sia migliore esempio nei fatti dell’aborto! Un miliardo di aborti! Vi rendete conto a che punto può arrivare l’ideologia? La stessa cosa accade con l’ideologia gay: fra poco (speriamo di no, ma ci credo poco) le coppie gay potranno esercitare il loro diritto estorto con la violenza ideologica (che è peggio di quella puramente fisica, perché costituisce la premessa per ogni tipo di violenza fisica) di adottare bambini, cioè il diritto di incidere pesantemente sulla formazione proprio di quella “libertà terza” (senza il suo consenso), che a parole si dice costituire il limite della libertà stessa!!! E poi osano dare dei fascisti o dei nazisti a chi semplicemente si attiene alla realtà delle cose!

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