Brasile: crescita continua delle vocazioni sacerdotali

Il direttore dell’ufficio brasiliano dell’organizzazione caritativa internazionale “Aiuto alla Chiesa che soffre”, José Correa, è stato recentemente intervistato dal programma televisivo “Where God Weeps”.

Egli spiega che la composizione della popolazione brasiliana è formata da immigrati europei arrivati dal Portogallo e dall’Italia, dagli africani, portati in Brasile come schiavi per lavorare nelle piantagioni e dalle etnie locali originarie di quei territori. «Contrariamente a quanto è avvenuto negli Stati Uniti», dice Correa, «in Brasile queste tre componenti si sono mescolate fra loro, formando l’attuale popolazione brasiliana». Questo, è potuto avvenire, come abbiamo riportato nel dossier “Chiesa e colonialismo”, grazie alla grande opera dei missionari gesuiti che riuscirono a conciliare le diverse etnie. Basta solo ricordare che la città di San Paolo si originò attorno al Collegio gesuita di San Paolo di Piratininga (1554).

Parlando di vocazioni, Correa afferma che esse «sono in aumento in Brasile. La crescita era maggiore qualche anno fa, ma continua ad avere un trend positivo dell’1, 2 o 3% l’anno. Per dare un’idea, 30 anni fa avevamo circa 900 seminaristi in tutto il Paese, oggi ne abbiamo più di 9.000. E in alcune diocesi i seminari sono pieni, nonostante la maggiore selettività dovuta all’accresciuto numero dei canditati. Per esempio, nella città di São Paulo, dove vivo io, quest’anno abbiamo avuto 55 candidati, da cui ne sono stati selezioni 15 da far entrare in seminario».

Nell’intervista, apparsa su Zenit.it, è possibile anche leggere della forza dirompente delle sette pentecostali e dell’inadeguata evangelizzazione dei cattolici. Una risposta molto efficace è quella delle cosiddette “missioni popolari” che si occupano di una maggiore distribuzione del catechismo, lezioni catechistiche, conferenze per le coppie ecc… Tornando all’aumento delle vocazioni, l’esperto afferma: «La crescita è stata dell’ordine del 700% nel numero dei seminaristi in Brasile, negli ultimi decenni», tuttavia «i vecchi edifici non sono più adatti a contenere il grande numero di giovani che vogliono diventare sacerdoti».

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90 commenti a Brasile: crescita continua delle vocazioni sacerdotali

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  1. Massimiliano ha detto

    Povero Cristo Redentor! Quante ne vede da lassù!

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  2. Pino ha detto

    scusate, magari fra i 40 scartati, non viene precisato il criterio, ci sarà anche qualche potenziale sacerdote di buon livello. Se in Brasile non ci sono posti nei seminari perchè non li prendono in Europa dove i posti ci sono ma mancano le vocazioni? Il problema della lingua è assolutamente marginale specialmente in Spagna o Italia.

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    • Alessandro M. ha detto in risposta a Pino

      Penso che la questione sia più complessa…non diamo giudizi basandosi su una sintesi di un’intervista…no?

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      • Pino ha detto in risposta a Alessandro M.

        in Europa la Chiesa cattolica attraversa una grave crisi, la mancanza di vocazioni è un esempio, i preti pedofili un altro. La questione sarà anche più complessa, ma la situazione della Chiesa non mi pare così esaltante nel mondo occidentale. Se c’è uno sviluppo da altre parti perchè limitarlo?

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        • Alessandro M. ha detto in risposta a Pino

          No, dico solo che prima di giudicare la gestione della CEI brasiliana bisognerebbe approfondire la questione…

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          • Alessandro M. ha detto in risposta a Alessandro M.

            I preti pedofili sono una percentuale inconsistente….il problema nasce per l’esposizione mediatica che sicuramente ha però permesso alla Chiesa di purificarsi delle mele marce.

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          • Pino ha detto in risposta a Alessandro M.

            due osservazioni:
            1) la Chiesa non è una repubblica federale dove comandano le conferenze episcopali dei singoli Paesi, dall’Europa sono partiti migliaia di missionari che hanno evangelizzato Asia, Africa, America. Se ora l’Europa e gli USA sono in crisi perchè non potrebbe avvenire il percorso inverso? Ripeto che secondo me limitare il numero dei sacerdoti potrebbe essere un errore, non è un problema di selezione del clero che c’è sempre stata. Nell’esempio del Brasile pare invece un problema di posti, ci sono 100 ragazzi che vogliono entrare e 30 posti, allora ne scartiamo 70. E se invece tutti e 100 fossero potenzialmente dei buoni sacerdoti?
            2) preti pedofili: è vero che la cosa è stata gonfiata mediaticamente e pompata in modo particolare dagli studi legali americani che guadagnano cifre gigantesche sugli indennizzi dati alle vittime. E’ altrettanto vero che la percentuale dei preti pedofili è irrilevante ma il problema è grave in quanto trattasi di sacerdoti che hanno creato un problema di credibilità della Chiesa cattolica nel mondo. Non solo: sono convinto che un simile deleterio fenomeno, unito a quello dei preti gay, non sia frutto del caso o di sfortunate coincidenze ma di un intollerabile lassismo disciplinare che non viene corretto. Ma le pare che 50 anni fa sarebbe stato tollerato come sacerdote un simile personaggio?
            http://www.dongiorgio.it/

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            • Mikhail Tal ha detto in risposta a Pino

              Questo tizio nel tuo link è un cretino, se non altro per le incitazione alla violenza che sono nel sito.

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              • Pino ha detto in risposta a Mikhail Tal

                è un sacerdote protetto dal Card. Tettamanzi, un tipico prodotto della chiesa tettamanzina milanese. Ma almeno questo è uno che ha il coraggio di uscire allo scoperto, di metterci la faccia. Altri non lo fanno. Comunque il personaggio ha evidenti problemi di equilibrio psichico, parlo con cognizione di causa perchè ho avuto con lui uno scambio di e-mail che ho conservato.

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                • gabriele ha detto in risposta a Pino

                  la domanda è: come mai lo hanno ammesso in seminario? Vuoi vedere che pur di avere un prete in più fanno entrare di tutto?
                  Forse tra i 40 scartati ce ne erano come questo prete, dato che lì c’è ancora qualche nostalgico delle ‘Teologia della Liberazione’.
                  é indegno che questo personaggio sia ancora prete

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                  • Pino ha detto in risposta a gabriele

                    il fatto che sia indegno è evidente, gli ho personalmente detto “se a Milano ci fosse un vescovo degno di tal nome lei sarebbe già stato dismesso dallo stato clericale”. Nessuna reazione. Ma il problema non è questo, il vero problema sono i vescovi che non prendono nessuna decisione. Chi dovrebbe dirgli “senti, forse è meglio che cambi mestiere, per il bene tuo e della Chiesa” non fa nulla, non decide, tergiversa, fa finta di non vedere, si gira dall’altra parte. Come ho detto questo sacerdote non ha tutte le colpe, ti posso garantire che ha problemi di equilibrio emotivo, sbalzi di umore, passa da un attegiamento di aggressività verbale con contorno di insulti e parolacce ad uno conciliante e dialogante. Da non credere, ma ti posso garantire che è così.

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                    • Piero ha detto in risposta a Pino

                      pero’ un don Pierino che si fa ridurre allo stato laicale per difendersi meglio e non coinvolgere la Chiesa da accuse palesemente false da tossici, a questo qui certi vescovi non si sono opposti…
                      E le… mazzate tirate da Don Mazzi, che chiuderebbe i seminari… non dicono niente…

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                    • Pino ha detto in risposta a Pino

                      @ Piero. Purtroppo il problema è molto più serio di un don Mazzi che dice fregnacce o di un don Giorgio De Capitani in preda a deliri incontrollati. I responsabili di bioetica della Diocesi di Milano, con arcivescovo il Card. Tettamanzi, partendo dalla separazione fra etica e politica, hanno già aperto pubblicamente ai matrimoni gay fregandosene del magistero della Chiesa. Facciamo i nomi? Sono Carlo Casalone, Giacomo Costa, Paolo Fontana, Aristide Fumagalli, Angelo Mattioni, Mario Picozzi, Massimo Reichlin.
                      Esiste all’interno della Chiesa un laicismo cattolico. I laicisti cattolici attaccano il magistero della Chiesa, separano la politica dalla morale, accettano in toto il relativismo e il multiculturalismo, vengono usati nelle campagne pro aborto, pro omosessualità, pro eutanasia, a favore dell’abolizione delle frontiere, per una immigrazione esplicita e libera nel libero mondo delle culture: si tratta della cosiddetta ideologia liquida del laicismo. Questi laicisti cattolici, fra cui spiccano il prete laicista Paolo Farinella, don Giorgio De Capitani ed altri, il coordinatore nazionale dell’associazione “Noi Siamo Chiesa”, Vittorio Bellavite (ex esponente di democrazia proletaria) hanno firmato, a suo tempo, un manifesto per far morire in pace Eluana (di fame e di sete) perché il mistero della vita è “troppo grande”, così grande che non può essere difeso.

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                    • Piero ha detto in risposta a Pino

                      @Pino:
                      ora verra’ qualcuno a ricordar(ci) che Tettamanzi scriveva le encicliche di Giovanni Paolo II…
                      Hai perfettamente ragione: e’ un calarsi la tonaca di fronte al relativismo, al multiculturalismo (purche’ non ci sia spazio per istanze cattoliche, al massimo protestanti), alla teologia della liberazione, al pauperismo piu’ inutile, allo spogliarsi di ogni cosa (tacendo che questo voglia dire non contare piu’ niente), ecc ecc…

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                    • Pino ha detto in risposta a Pino

                      @Piero

                      vedi Piero, le encicliche di Giovanni Paolo II le scriveva Ratzinger, non per nulla Wojtyla non accolse la sua richiesta di tornare in Germania ma lo tenne a Roma, era la mente del suo pontificato, non poteva privarsene. Con tale atteggiamento nei confronti di Ratzinger, GPII di fatto lo indicò come suo successore. Infatti la nomina avvenne con grande velocità.
                      Tettamanzi: la più grande sciagura della chiesa ambrosiana, dubito che Scola riesca a ristabilire un minimo di decenza. Dovrebbe usare la frusta, vedremo se lo farà.

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                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Pino

                      Guardate che la congregazione per la dottrina della fede ha competenza universale e potrebbe sempre intervenire contro un presbitero dell’arcidiocesi milanese tramite l’ufficio dottrinale.

                      Comunque anche Tettamanzi allora rettore di seminario a Roma contribuiva alle encicliche papali di Giovanni Paolo II

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            • Gabriele ha detto in risposta a Pino

              Io conosco personalmente un sacerdote che è stato mio professore e segretario di un vescovo (lasciamolo nell’anonimato) del tutto identico a tal don Giorgio, ultimamente gli ho ricordato che le sue parole diffuse su internet e testate giornalistiche cartacee sembrano i proclami di Hamas o della jihad Islamica, ma niente da fare, non c’è verso di farlo ragionare. Non spende mai, dico mai, una parola per difendere la Chiesa, anzi ogni occasione è buona per attaccarla e difendere addirittura i nemici dichiarati di noi cristiani come Micromega (su cui ogni tanto scrive). Insiste sempre con uno schema da riflesso condizionato sulla collegialità nella Chiesa! Che tristezza quando l’ideologia ti rende ottuso come una gallina…

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              • Pino ha detto in risposta a Gabriele

                ripeto ancora una volta, il problema non sono questi personaggi ma la gerarchia che non interviene. I casi sono solo due: o anche i vescovi la pensano così, oppure non intervengono per paura, per non sollevare polveroni mediatici. In entrambi i casi sbagliano e mettono la Chiesa ed i fedeli in una grave situazione di disagio. Sembra quasi che i semplici credenti oggi abbiano più buon senso di chi dovrebbe guidarli.

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                • Xlove ha detto in risposta a Pino

                  Tu sei un po’ sempre contro l’autorità….la gerarchia…..ma sei sicuro che le tue critiche non siano viziate dalla sindrome della “guerra al capo”?

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      • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Alessandro M.

        Concordo e bisogna anche conoscere la realtà locale, esiste un serio problema anche tra i cattolici di adesione più o meno sotterranea a sette afrobrasiliane, ricordiamoci poi che il vero problema della chiesa e del
        Brasile stesso è la disgregazione famigliare.

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        • Pino ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

          anche in Europa e USA, non solo in Brasile ma qui stavamo discutendo di altro. In Brasile, stando all’articolo, e non c’è da dubitarne, c’è un boom di vocazioni religiose, per le quali pare non ci sia sufficiente spazio, il contrario di ciò che accade da noi. Varrebbe quindi la pena ospitare nei nostri seminari semivuoti eventuali vocazioni che non trovassero posto in loco. Questo ovviamente non vuol dire che diventeranno tutti preti, anzi, magari sarà proprio il contrario. Del resto anche Odifreddi entrò in seminario…….

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          • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Pino

            No in Brasile la disgregazione famigliare è presente da sempre ed ha indici altissimi. Ricordo altresì che un conto è dire voglio entrare in seminario un altro è affrontare gli studi, la formazione umana e la disciplina stessa del seminario. Il problema logistico è secondario perchè mettere due seminaristi in camera doppia invece che singola si risolve subito e poi si possono sempre adeguare le strutture.

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            • Piero ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

              Ma che intendi con “disgregazione familiare”,nella fattispecie in Brasile?
              Se e’ come penso io, non ci vuole molto a capire che e’per la poverta’ che i ragazzini si allontanano dalla famiglia per spacciare, rubare, per una carriera criminale che certamente rendera’ di piu’ che lo stare in una baracca fatiscente in una favelas ai margini di una citta’ brasiliana.
              E le ragazzine adolescenti si mettono con giovani boss locali dello spaccio di droga, o crimine in genere, che gli da’ certamente la ricchezza materiale (oro, macchine, gioielli, ristoranti di lusso) che in famiglia non potebbe mai sperare neppure di sognare.
              Inoltre si affiliano a sette afrobrasiliane perche’ e’ DIFFICILE vivere il Cristianesimo oggi. E’ la religione piu’ difficile da seguire. Lo e’ per noi benestanti, figuriamoci per gente abituata a vivere come neppure noi nel dopoguerra.
              Tu hai esperienze di vita in Brasile? Cosa ci puoi raccontare di li’?
              Io ho diversi parenti laggiu’, ma fortunatamente abitano in citta’ e paesi in modo decente.

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              • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Piero

                Il fatto che le donne abbiano figli da uomini diversi ed gli uomini si disinteressino della prole cambiando donna di continuo. Si ho esperienze.

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                • Piero ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                  racconta racconta

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                  • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Piero

                    Ripeto ho esperinze di vita con brasiliani ed sudamericani e sò come è la realtà. Ricrod poi che a seguito anche della disgregazione famigliare la vita in sud america ed altro è diversa ed la disciplina di vita è molto lassa.

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                    • Piero ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      E quindi la soluzione dovrebbe essere ributtare fuori quelli che vogliono entrare in seminario perche’ non c’e’ posto?

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                    • Pino ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      @ Piero

                      ho l’impressione che ogni tanto ci sia qualcuno che sragiona. Cosa c’entra la situazione sociale in Brasile provocata da una situazione di povertà con il numero di vocazioni. Oppure queste vocazioni sono tutte farlocche perchè in Brasile ci sono condizioni sociali precarie?

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                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      Guardate che da sempre quando uno chiede di entrare in seminario vengono effettuati controlli sulla famiglia di origine incluso il controllo di eventuali malattie mentali oppure di condizioni anomale quali legami di famigliari con sette vudoo

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                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      Non è la povertà a creare promiscuita ma il contrario. Ricrodo che non è saggio accettare a scatola chiusa in seminario chiunque magari cresciuto in assenza di figure maschili di riferimento.

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                    • Piero ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      @Enrico:
                      certo, ed e’ bene che li facciano.
                      Ma magari uno vuole entrare in seminario proprio per SFUGGIRE ad una vita diciamo cosi’ “sregolata”, o ai riti voodooo o varie sette brasiliane.
                      O magari i genitori stessi, proprio per evitare al figlio pericolose vicinanze a varie sette o criminalita’, li spingono alla vita religiosa.

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                    • Piero ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      Non è la povertà a creare promiscuita ma il contrario.

                      Su questo permettimi di avere dei dubbi (a meno che tu non ti riferisca a “poverta’ spirituale”, allora potrei essere d’accordo).
                      Guarda quanta gente tradisce il proprio partner nei ricchi USA, o in Europa, anzi sembra quasi che piu’ si e’ ricchi, piu’ si tenda a tradire il partner (statistica tutta mia eh!).

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      Non hai tutti i torti, Piero… guarda come i VIP cambiano facilmente partner! E poi il divorzio significa ricchi assegni di mantenimento, che non tutti si possono permettere. Però per promiscuità potremmo anche intendere il passare da un partner a un altro, senza relazioni stabili e senza quindi famiglia/figli da mantenere. In questo senso forse la constatazione di Enrico è più azzeccata, secondo me.

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                    • Piero ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      @GiuliaM:
                      Però per promiscuità potremmo anche intendere il passare da un partner a un altro, senza relazioni stabili e senza quindi famiglia/figli da mantenere

                      E’ proprio quello che intendo…
                      Prima queste cose alla “Beautiful” accadevano specialmente tra i “ricchi”… Adesso sono all’ordine del giorno anche tra i ceti medi…
                      Come hai detto tu, hai visto come i VIPs cambiano spesso partner, senza una volonta’ di “metter su famiglia”, e a leggere i giornaletti scandalistici (ma qui occorre andarci con i piedi di piombo, sono anche loro persone e non carne da macello da buttare in pasto ai lettori famelici) “ci siamo conosciuti e siamo andati subito a letto”, “ci siamo lasciati perche’ odio il suo gatto”, “il nostro era solo attrazione sessuale”, ecc ecc…

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                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      In tutto sono 550 bambini, che vivono nelle favelas, con una madre sempre certa e un padre che, in Brasile, piu che incerto, è saltuario o sconosciuto. Le madri portano i bambini all’asilo e qui ci sono volontarie italiane, brasiliane che li fanno mangiare, li lavano, li accudiscono e alla sera li restituiscono alle madri. Sabato 11 agosto, proprio nell’asilo dove stazionano i giovani pusher della droga si è tenuta la “Festa del peso’: medici universitari guardano lo sviluppo dei piccoli, li pesano li misurano, danno consigli alle madri. Poi fanno una festa.

                      link:http://www.educazionesviluppo.org/stampa/rosetta.htm

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                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      Risulta quindi ovvia la diffidenza ad accettare seminarisati provenienti da simili condizioni.

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                    • Piero ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                      Quindi Padre Cristoforo non sarebbe stato ammesso…
                      Manco San Francesco d’Assisi a questo punto…
                      e tanti altri…

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                • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                  Questa è parte del criterio per l’ammissione al sacramento.

                  http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccatheduc/documents/rc_con_ccatheduc_doc_20051104_istruzione_it.html

                  Si parla esplicitamente di maturità affettivia che è difficile da sviluppare in una situazione come quella di cui sopra.

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                  • Piero ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                    e non c’e’ una parte in cui si parla di “maturita’ religiosa” che non lo faccia straparlare come questo, oppure questo, oppure ancora quest’altro?

                    Non capisco: va benissimo controllare chi entra, un pochino TARDI pero’ visto tutto quello che e’ successo…
                    Un pochino piu’ di attenzione anche a quelli che sono dentro, pure non guasterebbe…

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                    • gabriele ha detto in risposta a Piero

                      HAI DIMENTICATO QUESTO
                      http://donfrancobarbero.blogspot.com/ ultracitato da apocalisselaica,il sito più ateo e anticattolico che ci sia
                      cioè, apocalisse laica è un sito gestito da uaarini, un prete che appoggia l’uaar rovina il lavoro che fa la redazione di uccr, che sono dei laici, perchè un prete fa più bella figura
                      perfortuna che è stato ridotto allo stato laicale: ma perchè non gli impongono di non farsi chiamare don?
                      questo traditore criticava
                      i dogmi cristiani, descritti come «illusione che siano la fotografia della verità»;
                      il divieto del ministero alle donne e del matrimonio ai sacerdoti, considerate «leggi disumane»;
                      il diritto canonico;
                      le confessioni di colpevolezza sui peccati passati;
                      l’atteggiamento verso la sessualità e gli omosessuali;
                      i miracoli, che secondo Barbero «alimentano superstizione e spirito idolatrico»;
                      il papato, additato a «prima donna».

                      la colpa è tutta del Concilio Vaticano 2 , che con il Novus Ordo Missae, l’eccessivo ottimismo, l’apertura (tentata) di Paolo IV con i comunisti, e il mancato controllo che provoca ancora oggi sofferenze alla Sposa di Cristo
                      a chi mi dirà che sono un lefevbriano, che il Concilio è un bene etc.
                      consiglio di visitare questo sito
                      http://www.mocova.it/

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                    • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Piero

                      Se è ridotto allo stato laicale non può più essere considerato un sacerdote come poi si faccia chiamare è un dettaglio.

                      Analogo al caso di Pierino Gelmini.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Piero

                      Questa pagina fa raccapriccio: http://www.mocova.it/identita_messaggio_profetico.aspx

                      Non senso della cresima? Sì al divorzio? E ha il pelo sullo stomaco di definirsi cattolico…

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                    • Pino ha detto in risposta a Piero

                      @ GiuliaM

                      il profeta fondatore è morto.

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                    • Pino ha detto in risposta a Piero

                      @ Gabriele

                      don Barbero non è più prete, è stato ridotto allo stato laicale, almeno uno lo hanno eliminato. Come laico può dire ciò che vuole.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Piero

                      Ah che gaffe, scusate 🙁

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                  • Enrico da Bergamo ha detto in risposta a Enrico da Bergamo

                    Discorsi diversi non legati tra loro, poi ricordiamoci che la chiesa spesso preferisce sopire tacitare.

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  3. Riflex ha detto

    Spero verranno in Europa a fare missione, così al contrario di quanto è avvenuto nei secoli scorsi.

    Poi più avanti si invertiranno ancora le parti, così va la storia.

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  4. lorenzo ha detto

    INVITO TUTTI A PREGARE PER COLORO CHE, INDIGNITI DEL SACRAMENTO DELL’ORDINE, CON PAROLE, OPERE ED OMISSIONI, CREANO NEL LORO GREGGE SCONCERTO E DUBBI CHE ALLONTANANO DALLA FEDE IN CRISTO.

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  5. lorenzo ha detto

    INVITO TUTTI A PREGARE PER COLORO CHE, INSIGNITI DEL SACRAMENTO DELL’ORDINE, CON PAROLE, OPERE ED OMISSIONI, CREANO NEL LORO GREGGE SCONCERTO E DUBBI CHE ALLONTANANO DALLA FEDE IN CRISTO.

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    • Pino ha detto in risposta a lorenzo

      va bene, ma se oltre alle preghiere se ne riducesse qualcuno allo stato laicale, magari lo sconcerto ed i dubbi diminuirebbero

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      • lorenzo ha detto in risposta a Pino

        Vito Mancuso è stato ridotto allo stato laicale, ma sconcerto e dubbi non ha smesso di seminarne.
        Un sacerdote rimane Sacerdote per sempre, anche se si mette al servizio del nemico dell’uomo: per questo i sacerdoti hanno più bisogno di preghiere degli altri.

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        • Pino ha detto in risposta a lorenzo

          semina dubbi e sconcerto per chi gli crede, per le menti deboli. Mancuso non è neppure credente, è un panteista, vuole riscrivere i dogmi a suo uso e consumo, questo è un esempio nefasto di come un personaggio del genere sia potuto diventare sacerdote. Ci sarebbe da fare una seria riflessione su questo. In ogni caso la riduzione allo stato laicale è un intervento chiarificatore, Mancuso è un laico e come tale può dire ciò che meglio crede, diversa la situazione di un sacerdote che invece spara sciocchezze a getto continuo senza che nessuno intervenga. In ogni caso per Mancuso non sarebbe fuori luogo una scomunica, tanto per chiarire che non può arrogarsi il titolo di “teologo”. Non per nulla è diventato il cocco del laicismo italico, a partire da Repubblica e Stampa. Sarebbe opportuno leggere quanto scritto nel link qui sotto, molto istruttivo

          http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-vito-mancuso-falso-teologo-e-cattivo-maestro-3498.htm

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          • lorenzo ha detto in risposta a Pino

            Pienamente daccordo, però Mancuso rimane pur sempre un “laico” che può Consacrare ed Assolvere, in modo illecito, ma pur sempre valido.
            Insisto nel chiedere preghiere per questi sacerdoti indegni: ve li immaginate al cospetto di Cristo che chiede loro conto sul come Lo hanno rappresentato sulla terra?

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            • Pino ha detto in risposta a lorenzo

              allora, un sacerdote ridotto allo stato laicale non può amministrare i sacramenti, se lo fa sono invalidi. Solo in caso di mancanza di altri sacerdoti può amministrare in articulo mortis. Sinceramente sull’incontro fra Mancuso e Cristo la cosa non è che mi interessi molto. E poi, insisto, sarebbe opportuno che la gerarchia oltre a prendere provvedimenti canonici informi i fedeli, questo manca totalmente. I vescovi dovrebbero, ogni tanto, far leggere in tutte le chiese delle loro diocesi qualche messaggio di chiarimento.

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              • lorenzo ha detto in risposta a Pino

                «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».(Mc2:17=MT9:12;Lc;5:31)
                Quando recitiamo il “Padre nostro”, diciamo appunto nostro, non mio, di noi cristiani, di noi che siamo più bravi…. E’ il Padre di tutti, dei giusti e dei peccatori, dei credenti e degli atei; Egli ci ama di un amore infinito (pur se non corrisposto) e ci vorrebbe TUTTI con Se.
                Il fatto che la gerarchia sembri a volte debole, se non addirittura compiacente, rientra nelle omissioni, ed anche per quelle ho invitato a pregare.

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  6. Nicola ha detto

    Perdonatemi se scrivo sciocchezze ma… le “vocazioni sacerdotali”, a quanto ne so, non dovrebbero essere un mero prodotto culturale, bensì divino. E’ giusto questo?
    Allora, cosa succede in Brasile? Perché mai Dio si sarebbe messo a dispensare vocazioni proprio in Brasile? E perché adesso? Perché queste preferenze geografiche??
    Come interpretate questo fenomeno?

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    • lorenzo ha detto in risposta a Nicola

      “Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.” (Mt9:38;Lc10:2).
      La cosa importante è che il Padrone abbia riiniziato a chiamare Operai; se ha reputato di reclutarli da quelle zone, è perchè le ritiene più adatte a quello scopo che le nostre.

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      • Nicola ha detto in risposta a lorenzo

        Grazie. Quello che dici è chiaro, come non so come interpretalo. Cioè, noi Italiani saremmo credenti meno meritevoli? Oppure, semplicemente, abbiamo meno necessità di vocazioni rispetto ai brasiliani? E poi: non conviene, al padrone, data la sua portata (pressoché infinita) di risorse, chiamare operai massicciamente in ogni parte del Globo? Perché mai questa parsimonia??

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        • Nicola ha detto in risposta a Nicola

          Cioè, un’entià divina non dovrebbe avere il problema dell’ottimizzazione delle risorse. Perché dispensare vocazioni con cotanta oculatezza?

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        • Panthom ha detto in risposta a Nicola

          Nicola, banalizzare questi argomenti non giova molto alla reputazione della cultura laica. Ti invito a porre domande di senso compiuto, come potete pensare di avere approvazione sociale quando gli argomenti che vi stuzzicano sono a questo livello?

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          • Nicola ha detto in risposta a Panthom

            Phantom, non so perché dici così, a me della reputazione della cultura laica non me ne può fregare di meno. Mica ho una “missione” da portare avanti. Mi auguro altresì che i miei interlocutori non scrivano qui solo per sostentere la reputazione cattolica. Se invece è così, non capisco l’utilità di questo forum di discussione.
            Credo che la mie dobande abbiano un senso, anche perché mi sono state date risposte più che sensate.

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    • Laura ha detto in risposta a Nicola

      Un aiuto: rifletti sulla libertà dell’uomo di aderire o meno e la capacità della Chiesa di essere testimone.

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      • Nicola ha detto in risposta a Laura

        Ma Laura, qui non si tratta di andare a messa la domenica!! Parliamo di vocazione sacerdotale! Un’autentica chiamata di Dio!!! E’ come la differenza tra un concorso pubblico e contratto “a chiamata”. Per il secondo, mica devi fare nulla di impegnativo!!! 🙂

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        • Laura ha detto in risposta a Nicola

          Caro amico, ti invito a riflettere nuovamente sulla libertà dell’uomo all’adesione di aderire o meno alla vocazione e alla capacità della Chiesa di essere testimone e saper formare giovani appassionati a Cristo. Dio chiama ma l’uomo può dire di no, magari distratto da altro. La maturità del dialogo è anche una tua responsabilità, oltre che nostra. Aiutaci ad elevare il livello, grazie.

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          • Nicola ha detto in risposta a Laura

            Grazie Laura. Sebbene mi risulti difficile capire come si possa ignorare (se non rifiutare!!) la chiamata divina, quello che dici mi sembra perfettamente logico e plausibile. Il fenomeno brasiliano inicherebbe dunque un progressiva sensibilizzazione della popolazione ai temi religiosi, dovuto anche grazie all’attività dei numerosi seminaristi e missionari, che si tradurrebbe quindi una migliore capacità di accoglienza o percezione delle “chiamate” da parte loro. Giusto?

            Mi resta aperta una questione, ma premetto che è di ordine metafisico, quindi forse non troppo rilevante… però non prenderla come provocazione perché non lo è affatto! Mi chiedo come possa essere fatta, matematicamente, la distribuzione spaziale (geografica) delle “chiamate” che vengono via via dispensate nelle varie regioni abitate del globo terrestre. La maniera più semplice e diretta è quella di ipotizzare una distribuzione “isotropa”, cioè uniformemente distribuita in longitudine e cos(latitudine) (il coseno serve a garantire l’isotropia, ma è un dettaglio). Questo garantirebbe che, per esempio, il brasile non riceva a priori una maggiore attenzione divina rispetto all’Italia, per esempio. Ma a questo punto, chiaramente, una distribuzione di questo tipo puo’ essere realizzata solo attraverso una sequenza “random” di eventi (per “evento” intendo la chiamata divina), cioè casuale. Per semplificare al massimo il concetto, è come se latitudine, longitudine venissero “estratte a sorte” per decidere dove indirizzare la chiamata (poi, come dici, sarà la sensibilità di la raccoglie a stabilire se aderire o meno). Ma a questo punto, dato che abbiamo a che fare con un’entità onniscente e onnipotente, non capisco come questa potrebbe mai generare una sequenza random di eventi! La casualità è implica la mis-conoscenza dei fenomeni. Ma un’entità onniscente non puo’ “estrarre a sorte” senza conoscere a priori il risultato dell’estrazione!! Questo mio dubbio è esprime una ri-formulazione delle perplessità di Einstein sulla M.Q.: “Dio non gioca a dadi”. Se Dio non gioca a dadi, mi chiedo, come puo’ allora garantire una equi-ripartizione delle chiamate alle vocazioni sacerdotali? (scusa l’esposizione un po’ confusionaria, spero che i miei dubbi risultino chiari)

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            • Laura ha detto in risposta a Nicola

              Sinceramente è una questione che non mi sono mai posta e altrettanto sinceramente posso dirti che non me ne può fregar de meno. “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie”…tentare di capire i pensieri di Dio con la nostra mente è come voler riempire un bicchiere con l’acqua del mare.

              La vocazione è un dono di Dio e un dono può essere accolto o rifiutato dall’uomo in quanto essere libero. Ma la vocazione arriva sempre in rapporto alla realtà, attraverso la comunità dei fedeli. Se la comunità è immatura o disfatta, è difficile che il seme che Dio mette nell’uomo possa fiorire. In Europa succede questo: la Chiesa, secondo me, ha dato per scontato Cristo, per troppo tempo. Si è diffuso un lassismo impressionante , tutti erano cattolici, tutti erano devoti e la Chiesa ha smesso di educare nel vero senso della parola. Arrivato il ’68 il cattolicesimo di superficie non ha tenuto e valanghe di preti sono usciti dai seminari per andare a fumare le canne correndo nei prati. La Chiesa si è trovata priva di educatori, di testimoni credibili (tutti i preti pedofili hanno agito in quegli anni, tra coloro che sono rimasti in seminario mentre fuori c’era la rivoluzione sessuale). E di conseguenza adesso paghiamo il calo delle vocazioni. All’estero invece (fuori dall’Europa occidentale) i seminari sono pieni e la Chiesa cresce costantemente come dicono i dati ogni anno, come in Brasile.

              Non c’è nessun calcolo matematico, piuttosto occorre guardare la storia e la vivacità delle comunità nel portare l’annuncio che Cristo non è morto, ma è qui e ora (hic et nunc)

              Tutti hanno una vocazione, chi al matrimonio chi alla vita religiosa.

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            • GiuliaM ha detto in risposta a Nicola

              Esposizione MOLTO confusionaria, infatti 😉
              è come se latitudine, longitudine venissero “estratte a sorte” per decidere dove indirizzare la chiamata
              Cioè, tu basi tutto sulla premessa che Dio semini a caso le vocazioni sacerdotali, senza tener conto delle persone e dei casi? E su cosa si basa questa premessa?

              E poi tu che ne sai delle vocazioni che non vengono accolte? Magari vengono “distribuite uniformemente”, come diresti te, ma in paesi più secolarizzati è più difficile che vengano corrisposte.

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              • Nicola ha detto in risposta a GiuliaM

                Grazie, GiuliaM. Sì, ho usato un linguaggio un po’ brutale (estrazione a sorte), per farmi capire, ma spero il concetto sia chiaro. La premessa che Dio semini “a caso” si basa, se vuoi, su considerazioni bayesiane. Ma soprattutto da quanto mi è stato scritto sopra da Laura. Cioe’ il fatto che la crescita delle vocazioni brasiliane non è dovuta a una precisa scelta divina (che apppunto non agisce sulla base di pregiudizi o discriminazioni geografiche), per cui la distribuzione di vocazioni non puo’ essere che isotropa e random (che è, appunto, “unbiased”) e da qui non si scappa: seminare a caso è l’unico modo di distribuire equamente le possibilità di sacerdozio sul pianeta.

                <>

                Ma e’ proprio quello che ho scritto. E per questo mi chiedo: se è cosi’, allora, come è possibile da parte di un’entità onniscente e onnipotente, generare una distribuzione realmente uniforme? E’ impossibile! Secondo me, allora, l’approccio piu’ logico è quello di effettuare uno “span” su una griglia pre-definita di coordinate spazio-temporali. Questo metodo pero’, come ogni altro metodo ragionato, chiama necessariamente in causa l’ottimizzazione delle risorse (la griglia divina andra’ pur definita in qualche modo) ma quando l’ho nominata molti qui si sono indisposti! Si tratta di una questione metafisica, ma è una questione *non* eludibile (e non ha certo l’ambizione di capire i pensieri di Dio).

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                • Nicola ha detto in risposta a Nicola

                  Ah: per “bayesiane” mi riferisco alle teorie elaborate dal reverndo Thomas Bayes, principalmente in “Divine Benevolence, or an Attempt to Prove That the Principal End of the Divine Providence and Government is the Happiness of His Creatures” (1731).

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                  • Pino ha detto in risposta a Nicola

                    vuoi un consiglio? Tirati meno canne e pippe mentali, oppure cambia spacciatore perchè quello di adesso ti vende roba tagliata male facendotela pagare per buona

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                    • Nicola ha detto in risposta a Pino

                      Pino, grazie del tuo intervento monoriga, inutilmente offensivo. E pure ridondante. Del resto non si è mai visto uno spacciatore che vende roba tagliata male facendola pagare per roba tagliata male.

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                    • Pino ha detto in risposta a Pino

                      @ Nicola

                      infatti tu sei esperto di roba tagliata bene o male e di spacciatori, non ne avevo alcun dubbio.

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                  • GiuliaM ha detto in risposta a Nicola

                    Evidentemente i protestanti hanno la fissazione dell’ottimizzazione delle risorse, guarda questo e Malthus… 😉

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                • GiuliaM ha detto in risposta a Nicola

                  Come ha scritto giustamente Laura, infatti, “i miei pensieri non sono i vostri pensieri”, quindi non è detto che il nostro modo di ragionare sia il suo. Sempre Laura dice: Non c’è nessun calcolo matematico, piuttosto occorre guardare la storia e la vivacità delle comunità nel portare l’annuncio che Cristo non è morto, ma è qui e ora (hic et nunc). Non vedo come Laura affermi casualità in tutto ciò.
                  Non credo che nessuno si sia indisposto sentendo parlare di “ottimizzazione delle risorse”, semplicemente anche a me sembra una cosa strana affibbiare a Dio concetti che si usano quando si parla di industrie, dato che Dio non è soltanto una “fabbrica” di vocazioni; sono considerazioni fini a se stesse, che secondo me portano poco lontano.

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                  • Pino ha detto in risposta a GiuliaM

                    Giulia, credimi, questo è fuori come un balcone, pensa che il Padreterno sia un imprenditore che debba massimizzare il profitto attraverso un ottimale uso delle risorse.

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                    • Alessandro M. ha detto in risposta a Pino

                      @Pino: ognuno ha il diritto di “essere fuori come un balcone”, sempre che sia vero. Ognuno merita una risposta educata e civile, sopratutto coloro che sono lontani dalla Chiesa e da Dio.

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                    • Pino ha detto in risposta a Pino

                      @ Alessandro M.

                      scusa, invece di venire a fare le lezioncine morali a me perchè non ti preoccupi di te stesso? Oppure tu sei uno di quelli che guarda la pagliuzza nell’occhio altrui? Guarda che Nicola è un troll, è uno che viene qui a fare considerazioni sciocche e demenziali, le risposte educate le ha ricevute da altri partecipanti, fin troppo educate ma lui insiste. Evidentemente o non capisce o lo fa apposta. Poichè ho una certa esperienza di blog e forum e mi sono trovato a discutere in ambienti ben diversi da questo che è moderato e civilissimo, ti posso garantire che capisco certi personaggi dopo i primi due post, e non mi sbaglio.

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                    • GiuliaM ha detto in risposta a Pino

                      Pino, io penso che nel dubbio sia sempre meglio essere pacati, perchè con l’educazione le provocazioni falliscono il loro scopo, che è quello di far manifestare irritazione; quindi o il troll lascerà perdere o alzerà sempre di più la voce finchè non si fregherà da solo cominciando a dire fesserie e/o ad insultare (vedi il caso Giulia).

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                  • Nicola ha detto in risposta a GiuliaM

                    Grazie Giulia & Laura.
                    ps – “ottimizzazione delle risorse” è un termine mio… bayes avrebbe usato un giro di parole ben più elegante 😉

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                    • Alessandro M. ha detto in risposta a Nicola

                      Aggiungo solo che la vocazione è qualcosa che Dio da a tutti gli uomini con il battesimo, ognuno ha il suo compito. E’ come un seme che mette nel cuore…chi ha la vocazione al matrimonio e chi ce l’ha per la verginità (sacerdozio o monachesimo). Cambia soltanto la forma.

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                    • Nicola ha detto in risposta a Nicola

                      Pino, pensa quello che vuoi; dei tuoi insulti sugli spacciatori non so che farmene. Io ho posto delle questioni, magari stupide, e mi sono date delle risposte educate e in buona parte esaurienti. Per me la cosa finisce qui.

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        • Karma ha detto in risposta a Nicola

          Ne hai fatto esperienza Nicola? Anche tu come Odifreddi?? 😀

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  7. lorenzo ha detto

    Nel Vangelo stà scritto: “…pregate…perché…”; la chiamata degli Operai viene motivata da Gesù con le richieste fatte al Padrone della messe: è un modo di pensare e di agire diverso dal nostro (…i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie…-Is55:8-).
    La riprova che la preghiera sia l’unico modo per sopperire alla mancanza di Sacerdoti, è data dal fatto che, anche in italia, c’è una rinascita di vocazioni. Dove? All’interno dei movimenti.

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  8. Pino ha detto

    @ Giulia

    vedi Giulia, il troll si presenta sempre con argomenti capziosi e sofismi di varia natura. Gli argomenti preferiti (e questo per esperienza personale) sono di questo tipo: ma perchè Dio lascia che i bambini muoiano di fame, oppure che accadano terremoti o alluvioni con disastrose conseguenze, perchè non interviene ecc. ecc. In questo caso abbiamo un altro approccio, Nicola si chiede come mai il Padreterno non faccia una più oculata distribuzione delle risorse, i preti vanno meglio distribuiti, ma perchè non ci pensa e non interviene! Ci sono due possibili atteggiamenti: o ignorarlo o trattarlo male. Nel secondo caso, come ho fatto io, la reazione è sempre quella: il troll fa la vittima, il martire, accusa di essere stato offeso, attirandosi così le simpatie dell’uditorio “poverino, ma perchè trattarlo male, cosa ha mai fatto ecc.”. Nel caso di Nicola poi, se veramente è convinto di quello che dice, la cosa è ancora più preoccupante…..
    Comunque, vediamo se è una presenza limitata a questo argomento oppure se interverrà anche in altri portando le solite argomentazioni prive di senso.
    Lo scopo del troll è anche quello di seminare dubbi ed incertezze nelle persone meno preparare ed avvedute.

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    • GiuliaM ha detto in risposta a Pino

      se veramente è convinto di quello che dice, la cosa è ancora più preoccupante

      Purtroppo ci sono tante persone preoccupanti… pensa che conosco chi crede che essere cattolici significhi conoscere a memoria la Bibbia e seguirla alla lettera! Credono che la Chiesa tenga i suoi fedeli sotto il giogo del terrore dell’Inferno, e succhino loro via soldi! Credono che i cattolici siano persone patetiche e stupide! Lo so perchè, purtroppo, queste cose me le hanno dette in prima persona, e non mi sembravano semplicemente provocatori.

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