Il boom di vocazioni sacerdotali nella cittadina dell’Indiana: ecco il segreto

Quest’anno sono 33 seminaristi per un diocesi di 160mila battezzati cattolici. Il seminario di Fort Wayne (Indiana, Stati Uniti) da diversi anni sta osservando un vero boom vocazionale. Nelle prossime settimane, ha riferito il vescovo Kevin Rhoades, cinque giovani riceveranno l’ordinazione, il più anziano ha 43 anni.

In questa città dell’Indiana i cattolici raggiungono a malapena il 13%, si conferma dunque ciò che spesso diciamo quando si parla di numeri e statistiche. Le comunità più piccole sono anche quelle più vive e feconde. Ma c’è dell’altro che può spiegare questo bellissimo record, iniziato almeno 15 anni fa.

Don Andrew Budzinski, direttore delle vocazioni della diocesi, ha segnalato che -coincidenza o no-, nella città di Fort Wayne non esiste nessun centro dove si pratica l’aborto. Molti dei seminaristi provengono da parrocchie dove il sacerdote è rimasto per tanto tempo: quando un giovane cresce con lo stesso riferimento spirituale è possibile che ciò abbia un maggior impatto nella sua vita. Tanti di essi provengono da famiglie che praticano attivamente la fede, vanno a messa insieme, pregano insieme ecc., sono stati coinvolti nella parrocchia fin da giovani e sempre hanno incontrato e condiviso momenti con i giovani seminaristi, formandosi l’idea che non è affatto “strana” la vocazione sacerdotale. Anzi, sul profilo twitter di padre Budzinski compaiono spesso video ed immagini scherzose sui suoi confratelli, proprio a sottolineare la normalità di questa scelta di vita.

Un altro fattore importante è la presenza di scuola cattolica focalizzata sull’evangelizzazione. Tanto che, tre dei cinque seminaristi che saranno ordinati sacerdoti, erano compagni dello stesso istituto, la Bishop Dwenger High School, che sul suo sito web sta chiedendo di pregare per gli ex alunni futuri sacerdoti. Bandito il politicamente corretto, il doveroso rispetto per alunni di altre fedi non si tramuta in cancellazione della propria identità. Questa scuola è cattolica e la proposta (libera, ci mancherebbe) è pregare per i sacerdoti. Punto.

Il vescovo Rhoades –estimatore del pontificato di Francesco-, ha anche avviato intelligentemente un programma di cinque anni, nei quali lui stesso, ed altri sacerdoti, si incontreranno più volte con i nuovi preti per accompagnarli nel momento più delicato, appunto quello subito successivo all’ordinazione. Già dopo il terzo anno di seminario, inoltre, i giovani iniziano a trascorrere le loro estati aiutando concretamente una parrocchia della diocesi per maturare un’esperienza di vita reale e discernere in modo concreto se questa è realmente la vocazione adatta a loro.

L’augurio è che il “metodo” di Fort Wayne, basato sulla semplicità, si diffonda a macchia d’olio. E’ una missione urgente ed esaltante, perché tanti uomini non aspettano altro che Lui, incontrabile nei volti di questi successori dei discepoli di Cristo.

La redazione

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2 commenti a Il boom di vocazioni sacerdotali nella cittadina dell’Indiana: ecco il segreto

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  1. lorenzo ha detto

    Non dimentichiamoci mai di pregare «il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe».

  2. Edoardo Secco ha detto

    “l’idea che non è affatto “strana” la vocazione sacerdotale”
    “sottolineare la normalità di questa scelta di vita”

    FINALMENTE!!! Sono queste le frasi che bisogna dire a proposito della scelta di diventare sacerdoti!

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