Gli scienziati ignoranti e il culto di Darwin


di Enzo Pennetta*
*biologo



La riflessione del Nobel Sydney Brenner sull’ignoranza degli scienziati è stata riportata in un articolo del Sole 24 ORE del 18 settembre intitolato “L’errore di Darwin”.  In realtà l’autore dell’articolo, Gilberto Corbellini, l’ha utilizzata per realizzare un piccolo trattato di apologetica darwiniana. L’accusa che muove agli scienziati è infatti di attribuire anche un solo errore a Darwin: per l’autore pensare che Darwin abbia sbagliato qualcosa può essere solo frutto di ignoranza.

Corbellini esordisce dicendo che intorno a Darwin è maturato una specie di “culto”. Il fatto in realtà era stato già denunciato anche da J. Fodor e M.P.Palmarini nel loro libro “Gli errori di Darwin”, ma parallelamente, secondo il giornalista, sarebbe maturato anche un “desiderio incontenibile di minarne la pervasiva credibilità scientifica”. Mentre riguardo al “culto” di Darwin nell’articolo non viene poi detto più nulla, viene invece chiarito il pensiero dell’autore sui critici dello scienziato inglese: “Non sorprende che creazionisti, fanatici religiosi o politici e scienziati falliti fraintendano Darwin, nella speranza di cancellare l’impatto degli avanzamenti scientifici e miglioramenti della cultura laica avvenuti grazie al suo impulso”.

Il messaggio è dunque molto chiaro: solo chi fraintende Darwin potrebbe giungere a criticarlo, e se a criticarlo fosse una persona di scienza, costui non potrebbe essere altro che uno “scienziato fallito”. In sintesi nell’articolo si rimprovera dunque ai critici di Darwin di essere dei falliti o degli ignoranti della storia della scienza, il bello è che un po’ di conoscenza della storia della scienza avrebbe invece consigliato all’autore una posizione più cauta. Sarebbe stato infatti sufficiente andare a studiare cosa avvenne alla teoria di Darwin tra la fine dell’800 e la prima parte del ‘900 per non lanciarsi in un giudizio così pesante: in quegli anni nessuno più sosteneva l’evoluzione darwiniana. Tanto che gli storici della scienza chiamano quel periodo “Eclissi del darwinismo” (consiglio al riguardo un bellissimo libro “The Eclipse of Darwinism”, P.J. Bowler – The John Hopkins University Press) .

Un’ulteriore testimonianza in questo senso è fornita anche dal carteggio del 1935 tra il biologo Umberto D’Ancona (1896–1964) e il matematico Vito Volterra (1860–1940), in cui si può leggere la seguente affermazione: “In merito all’evoluzione non credo che oggi nessuno zoologo possa obbiettivamente dire di essere darwinista. Oramai questa è una fase superata. Si può essere evoluzionista, ma non più darwinista…”.  Se dunque solo degli scienziati falliti potrebbero criticare Darwin, dobbiamo dedurre che il mondo scientifico di quel tempo era composto tutto da “scienziati falliti”.

Ma per fortuna secondo l’articolo ci sono anche altri scienziati, quelli buoni, ma inaspettatamente anche loro oggi sembrano purtroppo criticare Darwin, e questo impensierisce l’autore. Il fatto è che negli ultimi decenni si è scoperta una forma di ereditarietà che non passa attraverso il cambiamento delle basi nucleotidiche del DNA, si tratta dell’ereditarietà epigenetica che può essere indotta dall’ambiente. Secondo gli scienziati “non falliti” questa sarebbe però una teoria di Lamarck bocciata da Darwin. Ma effettivamente le cose non stanno così, e su questo l’articolista ha ragione, Darwin sull’ereditarietà dei caratteri acquisiti la pensava proprio come Lamarck. Il problema è che sui libri di testo è difficile che ciò venga detto.

Quel che si lamenta nell’articolo viene sottolineato con una frase del Nobel Sydney Brenner che: “stigmatizza l’ignoranza degli scienziati che deambulano negli odierni laboratori e aule, in merito alla storia degli argomenti che studiano”. Cioè si afferma che gli scienziati sono degli ignoranti perché non sanno che in realtà Darwin aveva proposto proprio l’ereditarietà dei caratteri acquisiti in una teoria che chiamò “Pangenesi”. Vorrei a questo punto spendere due parole in difesa degli scienziati ignoranti, scienziati che evidentemente testimoniano una diffusa inadeguatezza degli atenei. Dell’ignoranza in fatto di storia della scienza però non si può far ricadere la colpa sui poveri scienziati. Infatti, se per decenni nei libri di testo si è fatto credere che la differenza tra Lamarck e Darwin era nella trasmissione dei caratteri acquisiti opposta al caso darwiniano (oltre che nella selezione naturale) non possiamo prendercela con gli scienziati stessi, ma con chi ha voluto, permesso o solo ignorato che questo venisse insegnato nelle scuole e nelle università.

L’operazione che viene fatta però non appare solamente quella di ristabilire la verità dei fatti, ma quella di mitizzare Darwin, rendendolo un personaggio incapace di sbagliare (non avveniva così anche nei regimi comunisti con i miti dei fondatori: Lenin, Stalin, Ceausescu ecc… avevano mai sbagliato qualcosa?). Che le cose stiano proprio così è confermato dal passaggio centrale dell’articolo: “volendo giocare a leggere le recenti scoperte alla luce della scontata diatriba Darwin vs Lamarck, queste dimostrano che Darwin ha ragione… anche là dove sbaglia”. E inseguito, una volta stabilito che non è più una castroneria dire che Darwin aveva ipotizzato l’ereditarietà dei caratteri acquisiti, l’operazione viene completata effettuando un vero e proprio “scippo” della stessa ereditarietà dei caratteri acquisiti al povero Lamarck: “…le recenti scoperte sull’ereditarietà epigenetica danno eventualmente ragione a Darwin. Perché l’ereditarietà dei caratteri acquisiti non è una teoria lamarckiana…”.

Ecco dunque che, secondo il giornalista del Sole 24 ORE, l’ereditarietà dei caratteri acquisiti non sarebbe una teoria lamarckiana. Questa informazione ci permette di porre tra gli scienziati “ignoranti” nientemeno che un biologo del calibro di Sir Julian Huxley, uno dei grandi nomi della Sintesi moderna, autore nel 1942 del libro “Evolution: The Modern Synthesis”. Lo stesso J. Huxley, in un opera del 1931, “The Science of Life”, affermava: «Egli (Darwin) non contraddisse l’ipotesi lamarckiana, ma aggiunse un nuovo fattore nel processo, fattore che derivò da Malthus». Quindi inaspettatamente apprendiamo che anche il grande Julian Huxley, nipote di T. H. Huxley, noto come il mastino di Darwin, era uno scienziato ignorante! 

Meglio dunque sacrificare persino un personaggio come Julian Huxley che trovare qualcosa che Darwin non abbia scoperto: non sia mai che qualcosa di giusto non sia stato detto dal mitico fondatore. Insomma, quando l’ereditarietà dei caratteri acquisiti era considerata un’idea errata era stata proposta da Lamarck, adesso che è diventata l’ultima frontiera della biologia bisogna dire che è stata invece proposta da Darwin!

Per accettare queste giravolte in stile sovietico agli scienziati non basterà essere solo ignoranti.

Articolo pubblicato anche su: www.enzopennetta.it

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111 commenti a Gli scienziati ignoranti e il culto di Darwin

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  1. Mimmo ha detto

    Mah, l’evoluzione è un fatto e solo qualche prezzolato dal vaticano come il professor Pennetta la nega!
    Del resto so di cosa il Vaticano è capace, dato che ho avuto i documenti di mio zio Marcinkus a casa!

  2. Riccardo ha detto

    Come sempre non hai capito nulla dell’articolo e non continuare a raccontarci quell’assurdità dei documenti di Marcinkus a casa sua!

  3. Riccardo ha detto

    Tua, scusatemi!

  4. Valeria Maggioni ha detto

    Molto interessante prof. Come si diceva qualche giorno fa c’è una sorta di settarismo attorno a Darwin, un culto religioso con tanto di giornate mistiche a lui dedicate. E’ abbastanza insopportabile e fa molto bene a sottolinearne questi aspetti di dogmatismo imbarazzanti per qualsiasi ricercatore serio.

  5. Nofex ha detto

    @Antonio72: perché non provi a porre al prof. Pennetta i tuoi dubbi sul libro “Gli errori di Darwin” di cui parlavamo l’altro giorno? Potrebbe essere utile per tutti…cosa dici?

    • Antonio72 ha detto in risposta a Nofex

      Ciao Nofex, cerco di sintetizzare e semplificare quello che ho capito perchè nemmeno io sono un addetto ai lavori e tra l’altro non ho nemmeno letto il libro in questione, anche se ne ho letti altri inerenti la genetica e l’evoluzione. Tuttavia la scienza si evolve talmente velocemente che è difficile tenere il passo. La mia critica l’ultima volta riguardava una risposta di quella famosa intervista in cui si paragonava la selezione naturale darwiniana ad una mente nascosta che decideva coscientemente quali caratteristiche di un organismo tenere buone e quali no. E da questo presupposto si saltava alla conclusione che la teoria darwiniana non poteva essere valida, a meno di non credere ad una mente nascosta. Quindi veniamo in due parole a cosa afferma la teoria darwiniana, poi proseguo con Lamark e l’ereditarietà dei caratteri acquisiti ed infine con l’epigenetica. Secondo Darwin le caratteristiche fisiologiche degli organismi biologici (animali ed anche l’uomo) sarebbero selezionati dall’ambiente circostante. In particolare è il fenotipo (le caratteristiche fisiche dell’organismo: peli, zampe, occhi, ecc..) che viene selezionato secondo Darwin e trasmesso alla prole. Il problema di Darwin è che non sapeva affatto come, visto che non si conoscevano i geni. Quindi dovette accettare la teoria dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti, appunto per far funzionare la sua teoria non sapendo di geni e di genetica. La differenza quind tra Darwin e Lamarck era questa: per il primo i caratteri acquisiti erano selezionati dall’ambiente, per l’ultimo erano “desiderati” dall’organismo stesso che ambiva al suo miglioramento evolutivo (per questo venne all’epoca venne anche deriso). Poi venne la genetica ed il neodarwinismo che in due parole dice l’evoluzione avviene così: mutazione-replicazione-selezione naturale. Per mutazione si intende quella dei geni ed è casuale, per replicazione quella del DNA (dalla riproduzione) e per selezione naturale la pressione ambientale che l’ambiente esercita, non sui geni, ma sul fenotipo (caratteristiche fisiche) espresse dai geni. Ovviamente rimane il fenotipo più adatto con il suo genoma o corredo genetico, che verrà tramesso alla prole. Quindi gli organismi sarebbero l’espressione dei proprio geni: il genoma è centrale per l’evoluzione neodarwiniana. Per l’epigenetica invece non è così. Non nega completamente la selezione naturale ma afferma che vi possono essere dei cambiamenti non nel genoma ma dell’involucro proteico che è decisivo nel “decidere” l’espressione dei geni. Quindi il genoma rimane intatto ma cambia l’ espressione dei geni che quindi produce delle variazioni fenotipiche (allo studio anche i tumori). E queste variazioni (non dei geni) possono essere trasmesse alla prole. Queste variazioni sono indotte dall’ambiente interno ed esterno non solo nello sviluppo embrionale ma anche direttamente sull’organismo completo! E non attengono solo alle caratteristiche fisiche ma anche il comportamento stesso dell’organismo, per es. sulla prole che non abbia ricevuto adeguate cure parentali! Nel caso dell’epigenetica il ruolo dell’ambiente si fa determinante sull’espressione genica, a differenza del neodarwinismo in cui l’ambiente seleziona solo il fenotipo più adatto ed il proprio corredo genetico la cui espressione è “fissa”. In definitiva l’epigenetica accellera di molto il processo evolutivo ed assegna un ruolo determinante all’ambiente. Si potrebbe sintetizzare così: Per il neodarwinismo siamo programmati dai nostri geni, per l’epigenetica siamo plasmati dall’ambiente. Secondo me entrambi.

    • Antonio72 ha detto in risposta a Nofex

      Vorrei chiarificare una cosa che forse non è stata ben compresa. E’ chiaro che siamo tutti influenzati dall’ambiente anche senza epigenetica. Ma l’epigenetica introduce un fattore fondamentale: questa influenza può essere trasmessa alla prole! Per es. pare che abbiano fatto una sperimentazione sui polli. I polli allevati sotto un forte stress ambientale perdevano la capacità di procurarsi il cibo. E fino a qui lo sappiamo tutti. Quello che è strano è che rimessi in ambiente favorevole, la prole di questi polli presentava la stessa difficoltà delle madri quando erano sotto stress! Allora, paradossalmente, si deve dedurre che se fosse vera la teoria epigenetica, noi tutti saremmo “determinati alla nascita” non solo dal corredo genetico selezionato secondo Darwin (per la sopravvivenza), ma anche da fattori epigenetici (casuali o meno) acquisiti dai nostri genitori durante la loro esistenza! Si spiega anche la teoria dell’attaccamento di Bowlby (psicologo). Secondo le ricerche di questa teoria c’è un’associazione tra lo stile di attaccamento della madre e quello del figlio: madri con attaccamento insicuro tendono ad avere figli con attaccamento insicuro (class. E, Ds, U). Vale lo stesso per l’attaccamento sicuro (class. F).
      Insomma hanno ragione i napoletani: ogni scarraffone è bello a mamma sua!

  6. Renato Valsecchi ha detto

    Scusate ma se il pensiero di Darwin e il darwinismo sono infalsificabili allora non sono più argomenti scientifici, Popper docet. Qualcuno dovrebbe dare qualche ripetizione a Corbellini & company…

    • Nofex ha detto in risposta a Renato Valsecchi

      Esatto..in pochi l’hanno capito però.

    • Nofex ha detto in risposta a Renato Valsecchi

      Per questo non siamo più di fronte ad una teoria scientifica ma proprio ad un postulato filosofico da difendere con i denti. Un -ismo ideologico come cercavo di spiegare a Giulia ieri..inutilmente.

    • Antonio72 ha detto in risposta a Renato Valsecchi

      In realtà la teoria evoluzionista darwiniana è falsificabile, eccome! Secondo la teoria gli organismi si sono evoluti (semplificando) partendo da organismi monocellulari a pluricellulari immersi nel brodo primordiale, poi in pesci, anfibi, rettili, ecc… Molto più tardi i mammiferi ed infine l’uomo. Ovviamente l’evoluzione della specie è avvenuta in diverse ere geologiche che durano da migliaia a milioni di anni. Prendiamo l’era dei dinosauri. Sappiamo dalla teoria che i mammiferi in quell’era geologica non esistevano se non di piccole/piccolissime dimensioni. Ma se trovassero dei resti fossili per es. di una scimmia in un’era geologica (che i geologi riescono a distinguere a seconda della profondità e composizione dei diversi strati geologici) nell’era dei dinosauri, come la mettiamo con la teoria? Salta tutto per aria!

  7. Carmine V. ha detto

    Sarebbe nato un “desiderio incontenibile di minarne la pervasiva credibilità scientifica”

    E’ quello che è accaduto in America. Dopo che il neodarwinismo è stato trasformato in religione da Dawkins, Dennet, Harris, PZ Myers ecc… cosa è successo? Si sono triplicati per reazione gli aderenti al creazionismo. Nel 1996 è nato l’Intelligent Design che oggi prende sempre più piede ecc…

    Più si impongono i talebani di Darwin e più crescono i talebani della lettura letterale della Bibbia.

  8. Michele Santambrogio ha detto

    Il darwinismo è stato fatto resuscitare più volte, proprio per un certo tipo di esigenza da parte della cultura riduzionista-positivista. Ma ormai è moribondo, sono troppe le falle aperte e credo che una volta sparito Richard Dawkins e i suoi compagni di merenda la questione scemerà a vista d’occhio.

  9. Frodo Baggins ha detto

    È di alcuni giorni fa, la scoperta che i neutrini possono viaggino a velocità superiore a quella della luce. La Teoria della Relatività, si basa su modelli fisico matematici, i quali per altro, lo stesso A. Einstein, li ha usati grazie a matematici come Schwartzchild, Nørdström, Rosen, ed altri.
    Poggia dunque su una base fisico matematica. Eppure, NON Ė ASSOLUTA!!!….chiaro???
    Domanda……ma PERCHÉ una teoria, come quella di Darwin, la vogliono considerare ASSOLUTA, se non poggia su NESSUN sostegno fisico matematico?
    Anzi, applicando considerazioni proprio di natura Termodinamica, alla medesima teoria di Darwin, ne consegue che se fosse vera l’evoluzione della specie come lui la sostiene, se ne dedurrebbe, che a livello di Entropia, come evoluzione, la scimmia: NON ESISTEREBBE PIÚ!!!
    Proprio così!!!

    • Frodo Baggins ha detto in risposta a Frodo Baggins

      P.S. Per favore, NON citate sempre l’America…………..sono tuttora disgustato da TUTTO quanto accaduto nei giorni trascorsi!!!

    • Barbara ha detto in risposta a Frodo Baggins

      E’ evidente che ritengono che la teoria di Darwin possa servire per scopi al di fuori della scienza, anche se però ufficialmente non lo ammettono. Non c’è altra spiegazione per questo accanimento.

  10. Michele Santambrogio ha detto

    Faccio notare le corbellerie di Corbellini quando dice che Benedetto XVI è contro l’evoluzionismo, dunque contro la teoria filosofica che strumentalizza l’evoluzione.

    Notate anche ci cita la rivista Science: ““Questa rivista contiene materiali sull’evoluzione. L’evoluzione per selezione naturale è una teoria, non un fatto. Questi materiali devono esser letti con mente aperta, attentamente studiati e criticamente considerati”.

    http://www.sdir.it/ayala2.htm

  11. Carlo ha detto

    Mi sembra che l’accanimento CONTRO l’evoluzione della specie per selezione naturale sia proprio la vostra.
    Tutti i giorni dovete parlare o meglio dire sparlare di Darwin ……ma è una fissazione?

    • saverio ha detto in risposta a Carlo

      Quando si teme che qualcosa possa demolire le proprie convinzioni ideologiche e di potere (spesso basate sul niente assoluto come lo sono quelle religiose) si fa di tutto per demolirlo.

      • Raffa ha detto in risposta a saverio

        Credo che tu abbia stia ribaltando i piani. Scienza e fede sono due strade parallele e non c’è alcun timore anzi pare proprio che le ricerche scientifiche stiano avvicinandosi alla strada della fede cristiana.

        Il neodarwinismo essendo un tema molto abusato dall’area laicista viene trattato anche qui. Come dice Maffo, potete sempre alzare i tacchi e andarvene.

        Faccio notare che nessuno dei due è riuscito a dire qualcosa di sensato in merito all’articolo. Forse avete accettato che le proprie convinzioni idelogiche e di potere sono basate sul nulla assoluto, tanto da non accennare nemmeno una difesa. Giusto?

      • Nofex ha detto in risposta a saverio

        saverio ma sei serio?

      • Pierpaolo Nicole ha detto in risposta a saverio

        Non si tratta di cercare di demolire qualcosa ma casomai di smacherare un imbroglio. Nessuno deve avere paura di una vera ricerca. La verità qualunque essa sia deve essere accettata. Il problema è che non si vuole un vero confronto ma solo imporre un’ideologia. Quando l’evoluzionismo sarà una vera teoria (per ora è solo una tautologia) magari ne riparliamo.

        • carlo ha detto in risposta a Pierpaolo Nicole

          Non si tratta di cercare di demolire qualcosa ma casomai di smacherare un imbroglio. Nessuno deve avere paura di una vera ricerca. La verità qualunque essa sia deve essere accettata. Il problema è che non si vuole un vero confronto ma solo imporre un’ideologia.Quando l’esistenza di una superiore entità immaginaria che dovrebbe avere creato l’universo sarà dimostrata ne riparliamo. creato l’universo

          • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a carlo

            Il fatto, caro Carlo, che tu voglia buttare la questione sulla religione significa che non sai con quale approccio porti. Le prove di Dio, lo sappiamo bene, sono personali e morali, come le prove dell’amore con una donna o della vera amicizia con un amico. Solo il soggetto è certo di queste verità ed esse non sono oggettivabili. Trovare le prove di Dio significherebbe abbandonare il libero arbitrio e la vita diventerebbe un incubo per tutti. Non c’è dunque alcun interesse per queste benedette “prove” e si può benissimo dialogare sulla scienza e sui vostri dogmi scientifici senza tirare in ballo Dio. Sempre che si abbiano argomenti alternativi, ovviamente.

            • carlo ha detto in risposta a Leonardo Paolo Minniti

              Rimango dell’idea che la mia risposta a Pierpaolo Nicole riguardo al fatto di smascherare un imbroglio è molto centrata.

              • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a carlo

                Rimani pure sul tecnico, senza tirare in ballo la metafisica.

                • carlo ha detto in risposta a Leonardo Paolo Minniti

                  Che c’è? Avete la coda di paglia? Voi potete tranquillamente demolire l’origine della specie per selezione naturale scoperta da Darwin e non accettate il benchè minimo dubbio da parte mia della vostra entità immaginaria?

                  • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a carlo

                    Non c’è alcuna coda di paglia, caro amico. Ma per rimanere professionali e seri occorre distinguere i piani, quello fisico da quello metafisico. Altrimenti non si capisce più nulla e sembra che la religione possa dire qualcosa sulla scienza e viceversa.

                    Ma forse tu ritieni l’origine della specie per selezione naturale una sorta di religione, di culto ed è per questo che la paragoni al cristianesimo. Giusto?

                    Ti ricordo che rispetto a Dio, la tua posizione, come la mia, si basa su un atto di fede. Tu “credi ” che Dio non esista. Dunque un atteggiamento da persona “superiore” non è molto indicato.

                    • Carlo ha detto in risposta a Leonardo Paolo Minniti

                      No, la religione non può dire niente sulla scienza (basta guardare gli sfondoni e le cantonate che si è presa negli ultimi 2/300 anni)ma la scienza a mio parere può dire molto sulla religione e non solo quella cristiana.
                      Ti dice niente il Dio tappabuchi?

                    • Leonardo Paolo Minniti ha detto in risposta a Carlo

                      Sfondoni e cantonate sono termini allegri e sciocchini, sembra più un tentativo di ripresentare antiche leggende positiviste. Tornando seri, per chiunque abbia a che fare con il campo scientifico (dunque non tu) sa benissimo che il metodo scientifico non può interessarsi per ontologia a ciò che è metafisico, proprio perché è “oltre” al suo campo di movimento. Esistono dei canali perpendicolari, questo è vero. La visione cristiana aiuta a creare un’etica nel fare scienza, a porre dei limiti invalicabili, poiché non tutto ciò che è possibile fare è giusto farlo. La scienza invece aiuta, come dici giustamente, a rendere pura la fede, eliminando l’ambiguità del dio tappabuchi, cioè di porre fiducia in Dio per la limitatezza della conoscenza. Questo aiuta senz’altro ad una maturità della posizione del credente.

                  • Antonio72 ha detto in risposta a carlo

                    @Carlo
                    Pare che anche Dawkins abbia la coda di paglia sull’epigenetica, tanto che nel suo libro “Il più grande spettacolo della Terra” si limita a citarla nella seguente nota stringata: “C’è il rischio di confondere il termine epigenesi con epigenetica, una parola tecnica alla moda che sta avendo il suo quarto d’ora di notorietà nella comunità dei biologi. Qualunque cosa significhi epigenetica (i suoi entusiastici alfieri non sono d’accordo nemmeno con se stessi, figuriamoci con gli altri), qui mi limiterò a dire che non è la stessa cosa dell’epigenesi.”
                    Come vedi anche Dawkins non ha alcun dubbio che l’epigenetica sia una teoria farlocca.
                    Allora perchè non si può avanzare alcun dubbio anche sulla selezione naturale, almeno intesa come movente principale evolutivo?

                    • Carlo ha detto in risposta a Antonio72

                      Leggitelo tutto “Il più grande spettacolo della Terra” invece di citare una nota stringata!!!!!
                      E guarda che io mi sono letto tutta la Bibbia (antico e nuovo testamento)ed anche il Corano (devo ammettere che quest’ultimo non ce l’ho fatta a finirlo). Non credo ci siano paragoni.

                    • Lucas ha detto in risposta a Carlo

                      Quindi metti a paragone la Bibbia con un libro di Dawkins? Sai chi compie quest’operazione? I fondamentalisti delle sette americane. Credo che non occorra aggiungere altro, vero Carlo?

                    • Antonio72 ha detto in risposta a Antonio72

                      Caro Carlo,
                      è ovvio che l’ho letto tutto il libro ed anche altri.
                      Resta il fatto incontrovertibile che Dawkins non dedica all’epigenetica nemmeno l’onore delle armi.
                      Su questo, dubbi non ce ne sono. Non dico che l’epigenetica sia corretta ma addirittura che Dawkins (biologo) non tenti nemmeno di confutarla, essendo condivisa dalla comunità dei biologi (come lui sostiene) la dice lunga sulla sua posizione granitica (non dico dogmatica) sull’evoluzione darwiniana.
                      E lascia perdere la Bibbia che non è di certo un libro di divulgazione scientifica.

          • Pier Paolo Nicolè ha detto in risposta a carlo

            Entità immaginaria??? L’universo non è sempre esistito questo è proprio la scienza a dirlo. Dal nulla non nasce nulla. Credere in Dio non è un cieco atto di fede ma anche un atto ragionevole. Se tu vedi un bellisimo dipinto fatto con una tecnica sconosciuta e non se ne conosce l’autore cosa fai? Dici che si è formato per caso? L’evoluzionismo è un cieco atto di fede nel Caso. Tutta la creazione testimonia l’esistenza di Dio. Le spiegazioni, a volte raccambolesche, che vogliono farci credere che per spiegare la vita non serve tirare in ballo Dio richiedono sempre un cieco atto di fede nel Caso. Se proprio devo fare un atto di fede preferisco farlo ragionevolmente in Dio.

            • Carlo ha detto in risposta a Pier Paolo Nicolè

              Guarda che il vuoto è pieno.
              Studiati un pò di meccanica quantistica.

              • Karma ha detto in risposta a Carlo

                Evoluzionismo è una dottrina filosofica, l’evoluzione è una teoria scientifica in parte verificata e attendibile (nel suo aspetto “micro”).

                Il vuoto di cui parla Carlo è infatti pieno di leggi e costanti fisiche, al contrario di quanto dice Hawking. Ed è proprio l’esistenza di queste leggi a far porre la domanda: “da dove arrivano queste leggi”? Chi le ha calibrate così perfettamente?

                Pier Paolo dice una cosa sacrosanta:se proprio devo fare un atto di fede preferisco farlo ragionevolmente in Dio, inutile tirare fuori il caso perché a certi livelli di probabilità (1 su 100 volte 40 se non sbaglio per la nascita della vita) sappiamo tutti che non esiste più il caso.

                • Carlo ha detto in risposta a Karma

                  studiati le nuove teorie sul multiverso e vedrai che il caso non c’entrerà più nulla.

                  • Michele Santambrogio ha detto in risposta a Carlo

                    Ma studiati cosa? Il multiverso? Oltre al fatto che si sposta soltanto il problema, il Multiverso è niente più che una congettura teorica, non ha alcuna base e non potrà mai averla perché se avessimo prove dell’esistenza di altri universi significa che c’è la presenza di canali tra di essi e non sarebbero più separati ma farebbero parte tutti di un unico Universo e la situazione rimane tale e quale.

                    Ricapitolando:
                    1) Se il Multiverso esiste significa che è tutto un unico universo, solo differente da come lo immaginavamo
                    2) Se il Multiverso non esiste siamo punto e a capo.

                    Divertente che dici a tutti di studiare qualcosa….io cosa studio invece?

                    • Carlo ha detto in risposta a Michele Santambrogio

                      Non si sposta affatto il problema del caso, lo si risolve.
                      Se vi sono infiniti universi con leggi fisiche diverse, esisterà sicuramente un universo con le nostre leggi che si è potuto evolvere cosi come lo osserviamo oggi.
                      Le equazioni non sono forse una buona base? io ritengo di si.
                      Studiati un po di matematica

                    • Michele Santambrogio ha detto in risposta a Carlo

                      Ah, ecco a me tocca la matematica. Mi piace molto la frase: “esisterà sicuramente”. E’ un ottima espressione di atto di fede…voglio che sia e dunque è. In realtà anche se ci fosse un universo uguale al nostro, cosa cambierebbe? Non riesco davvero a capire in che modo si annullerebbe il caso. In fondo anche lì ce n’è voluto tantissimo…ogni universi fa capo a sé e su ognuno ci sono da coordinare perfettamente decine e decine di costanti e leggi per poter creare la vita. 100 scimmie per ogni città del mondo non avrebbero più possibilità di scrivere la Divina Commedia digitando i tasti a caso di quante ne avrebbero 10. E’ impossibile, indipendentemente dal tempo e dalla quantità.

                      Ovviamente sto considerando che il Multiverso sia una teoria scientifica. In realtà è un puro giochino mentale, giusto per spingere un po’ più in la la questione. Ora però vado a studiare mate…

                    • Carlo ha detto in risposta a Michele Santambrogio

                      Si effettivamente la matematica non è il tuo forte.
                      Se tu avessi un numero x (anche grandissimo)di contenitori di ugual volume è impossibile che uno di questi contenga un numero di atomi pari a 10 alla 27sima + 5.
                      Ma se il numero di contenitori è INFINITO avremo Sicuramente questa combinazione

                    • Michele Santambrogio ha detto in risposta a Carlo

                      Come vedi io sto dialogando senza insulti e senza prese in giro. Il fatto che tu senta il bisogno di farlo sappiamo entrambi bene il perché.

                      Ancora una volta digiti le paroline magiche: “avremo sicuramente”. Capisci che è un atto di fede? Non c’è alcun legame, sei tu che vorresti fosse così. E questa non è una posizione scientifica, ma ideologica.

                      Ma come ti ho già spiegato, se anche ti avessi ragione, questo non significherebbe nulla. Perché in ogni universo bisognerebbe avere quell’incredibile atto di fortuna per avere la vita, quindi la “miracolosità” della vita, come diceva Einstein, triplica, quadruplica.

                      Ancora una volta sto ipotizzando che il Multiverso sia qualcosa di serio, ma in realtà non ha alcun fondamento scientifico. E’ un puro giochino teorico, molto divertente tra l’altro.

                    • Carlo ha detto in risposta a Michele Santambrogio

                      Hai capito il senso di NUMERO INFINITO?
                      Lungi da me il desiderio di insultare ma purtroppo vedo che non hai capito il mio ragionamento matematico.
                      Ripensaci su

                    • Michele Santambrogio ha detto in risposta a Carlo

                      Caro amico, non hai fatto alcun ragionamento matematico…parlare di infinito, come senti dire, non è fare alcun ragionamento.

                      1) Se il Multiverso viene verificato vuol dire che ne abbiamo una prova, cioè vuol dire che siamo “in contatto” con un altro universo. Se siamo in contatto con un altro universo vuol dire che c’è un collegamento fra essi e dunque fanno tutti parte di un unico universo. E con leggi uguali per tutte. Dunque se viene confermato il Multiverso tutti i tuoi profondi ragionamenti decadono.

                      2) Se il Multiverso non viene verificato rimane puramente aleatorio. Inoltre per ogni universo tra gli infiniti valgono le stesse prodezze da superare per far nascere la vita. Non c’è alcun annullamento del caso, solo si moltiplicano le condizioni in cui questo caso deve avvenire.

                      Inoltre, dato che io ora devo ripassare un po’ di matematica, ti lascio in compagnia con il Nobel Penzias e con l’astrofisico Bersanelli che ti spiegheranno come stanno le cose sul Multiverso. Credo che loro qualche ora sui libri l’abbiano fatta: http://www.uccronline.it/2010/09/28/lastrofisico-bersanelli-risponde-magistralmente-a-stephen-hawking/ e http://www.uccronline.it/2011/03/25/il-nobel-arno-penzias-%C2%ABdarwin-e-il-multiverso-da-verificare%C2%BB/

                    • Michele Forastiere ha detto in risposta a Michele Santambrogio

                      Scusate se mi intrometto, ma – come ho già avuto modo di dire in altre discussioni – quando si parla di multiverso non posso fare a meno di sentirmi un po’ coinvolto… brevemente, il trattamento degli infiniti legati al concetto di multiverso (tecnicamente, alla misura del suo spazio delle fasi) non è AFFATTO banale. Per capirsi: le possibili configurazioni di tutte le particelle dell’universo formano uno spazio dotato della cardinalità del continuo, mentre gli (ipotetici) universi che emergono nel multiverso possono comparire al massimo un’infinità numerabile di volte. Basta questo tipo di infinito a riempire efficacemente lo spazio delle fasi? Chi lo sa? Per non parlare dei problemi logici legati a un infinito attualmente esistente… Ecco un interessante link per chi vuole cominciare a farsi un’idea di quali e quante siano le difficoltà SCIENTIFICHE di un concetto balzano qual è quello del multiverso…
                      http://www.st-edmunds.cam.ac.uk/faraday/resources/George%20Ellis%20Lecture/Ellis-Faraday.pdf
                      Cordiali saluti a tutti

                  • Pierpaolo Nicole ha detto in risposta a Carlo

                    Il multiverso…. Ultima frontiera per rendere credibile l’incredibile. Ma qui più che di teorie parliamo di congetture. James Dewey Watson Nobel per la scoperta della struttura del DNA disse che la vita non può aver avuto origine in modo spontaneo sulla terra. Secondo lui sarebbe mancato il tempo affinchè il Caso potesse far germogliare la vita. Sarebbe servito qulache miliardo di anni in più. E allora…La vita è arrivata sulla terra dallo spazio portata da una intelligenza aliena o arrivata casualmente su un meteorite precipitato sulla terra. Qualsiasi cosa va bene pur credere al Caso. Siete adoratori del Caso. Contenti voi.

                • Pierpaolo Nicole ha detto in risposta a Karma

                  Grazie

              • Pierpaolo Nicole ha detto in risposta a Carlo

                Scusa Carlo studiati tu la meccanica quantistica io non ho parlato di vuoto ma di nulla. Sono due cose diverse

          • Pierpaolo Nicole ha detto in risposta a carlo

            Carlo per dimostrare l’inconsistenza del darwinismo non serve chiamare in causa Dio. Sei stato tu il primo a parlare di “entità immaginarie”. Io penso che la teoria darwinista (o se preferisci neodarwinista) come ci è imposta oggi sia ridicola da ogni punto di vista. Se la “teoria del caso” fosse una regola valida doremmo poterla applicare anche ad altri campi? Ad esempio quando scriviamo qualcosa invece di pensare ed agire di conseguenza battiamo la tastiera a caso tipo:
            jfiowjfuihwhwhwriohwio qwhheuioqheuiqwh hq hqwioeopq.
            E facendolo magari per qualche miliardo di volte alla fine ci troviamo con il romanzo del millennio. Ecco questo è quello che i cultori del darwinismo vogliono che crediamo. Penso che anche un ateo dovrebbe dire è assurdo bisogna cercare una spiegazione di più credibile, logica, razionale e scientifica. Invece i neodarwinisti si trincerano dietro un dogma. Se qualcuno osa farglielo notare diventa bigotto, ignorante, oscurantista. Ma questa è scienza? A me sembra una religione con tanti di dogmi e ministri.

            • Patrizio ha detto in risposta a Pierpaolo Nicole

              Scusa Pierpaolo….l’unica cosa che ho capito del tuo commento è stata jfiowjfuihwhwhwriohwio qwhheuioqheuiqwh hq hqwioeopq….puoi riscrivere il resto?

              😀 , sto ovviamente scherzando…ma non potevo trattenermi…chiedo perdono.

            • carlo ha detto in risposta a Pierpaolo Nicole

              Eilà sono contento di avere avuto tutto questo successo. Evidentemente l’argomento vi interessa molto. Sarà mica c he l’avanzare del sapere scientifico vi mette un pò paura? Non certo perchè possa dimostrare l’indimostrabile (non è possibile dimostrare l’inesistenza di qualcosa che non esiste)ma perchè potrebbe relegare la vostra immaginaria entità soprannaturale sempre più lontana condannandola all’oblio.
              Saluti a tutti

              • Renato Valsecchi ha detto in risposta a carlo

                E’ tipo la quinta volta che sostieni questo concetto…ti è stato più volte spiegato che non ha alcuna base razionale, dato che molte delle persone che frequentano questo sito sono impegnati nel campo scientifico con molta passione, al contrario di te. La scienza è un ottimo strumento per conoscere di più Dio e averne paura significa capire poco di scienza e capire poco di teologia. Credo che questi messaggi così aggressivi siano altresì significativi dell’intolleranza dell’ateo militante e della pacatezza dei suoi interlocutori. Solitamente chi è minaccioso e aggressivo sa benissimo di avere ben poche certezze nella vita e sfoga la sua insoddisfazione per la vita nel cyberbullismo. Tu sei un caso classico e ti ringrazio per avercene dato un esempio. A preso, mi raccomando!

                P.S. lascia perdere la tua setta razionalsita, la tua religione atea ha già causato troppi danni…prova a disintossicarti appena puoi.

              • Vauro ha detto in risposta a carlo

                Gioisci per nulla dato che si sta rispondendo all’unico tonto che dice cose insensate qui dentro. Non hai idea di quanto successo abbia il Mago Otelma!

    • Maffo ha detto in risposta a Carlo

      Finché voi vi accanite a dire stupidate ci vorrà pure qualcuno che equilibri dall’altra parte, no?

      Nessuno ti obbliga a venire qui, ricordatelo.

    • Pier Paolo Nicolè ha detto in risposta a Carlo

      Non si tratta di sparlare di Darwin ma ricercare la verità. Se tu ricerchi in una qualsiasi enciclopedia la parola scienza (ad esempio Encarta o wikipedia)inevitabilmente ti esce Darwin. Come se fosse veramente stato uno scienziato. Se poi si va veramente a studiare la vita di Darwin ci si accorge che si imbarcò molto giovane (19 anni) in una nave inglese come naturalista. In realtà non aveva fatto alcuno studio specifico di scienze. Viaggia in questa nave giungendo in zone remote ed inesplorate. Raccoglie campioni qua e la senza alcun metodo. Più che uno scienziato sembra un collezionista. Torna a casa ed elabora fin da subito questa sua teoria tra l’altro molto simile a quella di Lamarck che Darwin conosceva. Però attende sino al 1859 (cioè quasi 30 anni) per pubblicarla. Evidentemente se attende così tanto è perchè nemmmeno lui credeva alla propria teoria. La pubblicazione avvenne sopratutto perchè un’altro inglese (Wallace) stave per pubblicare uno studio simile a quello di Darwin e cìera il rischio di perdere il merito della “scoperta”. Nessuna prova scientifica. Nessuna equazione che esprima la teoria. Di fatto quella darwinista è una “non-teoria”. Il darwinismo è solo una grande mistificazione è ora di liberarcene!!

  12. Alcor vega ha detto

    ci sono diversi tipi di creazionismo non solo di stampo letterale (si guardi il genetista sermonti)ma cmq anche un tipo di creazionismo che accetta un certo tipo di speciazione e cmq a mio modesto parere sè uno e creazionista o no che tipo di problemi potrebbe creare?conoscevo dei dottori creazionisti ed hanno curato e guarito pazienti esattamente come chi era un evoluzionista quindi…

    • Daphnos ha detto in risposta a Alcor vega

      Se leggi la risoluzione dell’UE contro il creazionismo (definito “pericolo per democrazia e diritti umani”) si nota che, secondo i documenti a noi pervenuti dai parlamentari, i creazionisti non sarebbero in grado di affrontare malattie come l’AIDS. Ho pensato a cosa volesse significare -non era esplicitato-, l’unica conclusione a cui sono giunto è che secondo i politici di Strasburgo un creazionista NEGA il fatto che il virus dell’HIV si adatti facilmente all’ambiente in cui si trova (come se questo fatto fosse dovuto alla selezione naturale).

  13. gabriele ha detto

    guardatevi la pagina uaar sull’evoluzionismo
    http://www.uaar.it/laicita/evoluzionismo/

  14. Alcor vega ha detto

    ma il creazionismo non nega in se stesso la selezione naturale
    nega la trasformazione da una specie ad altra

    • Daphnos ha detto in risposta a Alcor vega

      E’ per questo che tale posizione mi ha lasciato interdetto. Sarò franco: non sono un creazionista, anzi. Ma questo documento, detto con altrettanza franchezza, mi ha colpito molto negativamente, e ha rinfocolato il sentimento euroscettico che, mio malgrado, sento muoversi dentro di me negli ultimi anni.

      Ho letto che quella risoluzione, datata 2007. Riporto il testo integrale dell’articolo 11:

      11. Evolution is not simply a matter of the evolution of humans and of populations. Denying it could have serious consequences for the development of our societies. Advances in medical research, aiming at combating infectious diseases such as Aids, are impossible if every principle of evolution is denied. One cannot be fully aware of the risks involved in the significant decline in biodiversity and climate change if the mechanisms of evolution are not understood.

      Tradotto: l’evoluzione non è semplicemente una questione umana e delle popolazioni. Negarla potrebbe avere gravi conseguenze per lo sviluppo delle nostre società. I progressi della ricerca medica con lo scopo di combattere efficacemente le malattie infettive come l’AIDS sono impossibili se vengono negati tutti i principi dell’evoluzione. Non si può avere la piena consapevolezza dei rischi del declino significativo della biosfera e del cambiamento climatico, se non si comprendono i meccanismi dell’evoluzione.

      Ho capito bene? Per contrastare il virus dell’HIV, che sfugge agli antivirali, bisogna usare i fondamenti dell’evoluzione? E soprattutto, un ricercatore creazionista, negando l’evoluzione tra specie, non sarebbe in grado di contribuire alla ricerca medica?

    • Alcor vega ha detto in risposta a Alcor vega

      Scusate la tastiera mi da problemi…queste sono 22 domande che un non ricercatore evoluzionista fa a dei ricercatori creazionisti e sono secondo me ben fatte difficile trovarvi qualcosa di antiscientifico

  15. filippo ha detto

    Se vi andate a leggere i libri di Dawkins, troverete numerose menzioni agli errori di Darwin.

    • Gennaro ha detto in risposta a filippo

      Mai visto uno, ho letto tutti i suoi libri. Vedo solo una grande devozione, quasi imbarazzante. Come d’altraparte è imbarazzante leggere Corbelli.

    • Antonio72 ha detto in risposta a filippo

      Ma gli errori di Darwin, per Dawkins, erano dovuti alla ignoranza dell’epoca sul DNA e sulla genetica. Viceversa per quanto riguarda la selezione naturale per Dawkins è l’unica spiegazione ad oggi valida della teoria evoluzionistica. Dell’epigenetica si limita a dire in una nota: “C’è il rischio di confondere il termine epigenesi con epigenetica, una parola tecnica alla moda che sta avendo il suo quarto d’ora di notorietà nella comunità dei biologi. Qualunque cosa significhi epigenetica (i suoi entusiastici alfieri non sono d’accordo nemmeno con se stessi, figuriamoci con gli altri), qui mi limiterò a dire che non è la stessa cosa dell’epigenesi.” Questa la nota stringata in un testo di più di 300 pagine. Mi pare un giudizio trachant che non ammette repliche.
      Come non ammette repliche, secondo Dawkins, la stessa selezione naturale darwiniana.

      • filippo ha detto in risposta a Antonio72

        Assolutamente. Non mi ricordo chi ha detto che se Huxley era il bulldog di Darwin, Dawkins è il suo rottweiler. Rimane il fatto che riconosce quando Darwin aveva torto.

        Ricordiamoci anche che Darwin stesso, quando si è imbarcato sul Beagle, aveva l’ambizione di andare ad osservare la creazione divina in quelli che erano allora gli angoli più remoti del mondo. Ha elaborato la sua teoria dell’evoluzione sulla base delle sue osservazione. Lo spirito scientifico è questo: avere la mente aperta a nuove scoperte e non farsi accecare dai dogmi.

        • Daphnos ha detto in risposta a filippo

          Sull’ultima frase posso anche concordare. Ma conosco diverse varianti alla definizione di spirito scientifico.

  16. Damiano ha detto

    C’è perfino una cattedrale del culto darwiniano: Il Natural History Museum di Londra, con tanto di statua in fondo alla navata (in luogo del crocifisso).

    • Carmine V. ha detto in risposta a Damiano

      Ognuno ha il santo che si merita….non ricordiamo che Darwin fu il più grande responsabile indiretto del razzismo e dell’eugenetica. Lui stesso era uno schiavista.

  17. Antonio72 ha detto

    In realtà il povero Darwin non c’entra nulla. Fu H. Spencer, un filosofo britannico che coniò l’espressione “sopravvivenza del più adatto” riprendendo la “selezione naturale” di Darwin, e che ha sollevato i problemi sociali che sappiamo. Essendo Spencer un filosofo spinse la sua filosofia ovviamente fuori dai limiti biologici darwiniani. Darwin in realtà era un credente, tanto che si turbò non poco quando osservò il comportamento, apparentemente crudele e sadico, di una vespa. Questa vespa (non mi ricordo il nome), dopo aver paralizzato con il suo pungiglione velenoso un grosso buco, vi depone le uova, mantenendolo in vita così che possa fornire di carne viva in abbondanza la sua prole! E’ ovvio che un credente come Darwin ne rimase colpito perchè non poteva credere che Dio potesse permettere una crudeltà così efferata. In realtà in natura questi fenomeni non sono rari. Odifreddi si sarebbe limitato invece a determinare la velocità di decomposizione del bruco in rapporto all’aumento della massa dei vespini e ci avrebbe ricavato anche una bella formula matematica.

    • Pier Paolo Nicolè ha detto in risposta a Antonio72

      Darwin era per sua ammissione ateo. Il razzismo di Darwin è ben noto non solo per la sua teoria ma anche per quello che ha scritto. Non dimentichiamo che non esita a definire i neri e gli aborigeni australiani l’anello di congiunzione tra le scimmie e l’uomo. Mentre mette l’uomo bianco (possibilemte inglese) all’apice dell’evoluzione. E poi la sua teoria è intresicamente razzista.

      • Antonio72 ha detto in risposta a Pier Paolo Nicolè

        Darwin nel suo percorso scientifico sulla teoria evolutiva, ovviamente perse qualsiasi fede, anche se c’è qualcuno che sostiene che si convertì sul letto di morte. Per quanto riguarda le sue idee razziste e la superiorità della razza bianca occidentale, in realtà all’epoca erano molto comuni, anche tra i credenti, soprattutto tra i protestanti. Questo fu un impulso determinante per la colonizzazione europea, anche in Sud Africa con l’introduzione dall’Apartheid razzista. Questa vera e proprio malattia mentale razzista, proseguì anche dopo, durante l’instaurazione del Terzo Reich in Germania con il collaborazionismo fattuale di molti paesi europei alla cosiddetta Soluzione Finale. Quando si giudica un uomo si deve sempre inserirlo nel proprio contesto storico. Anzi la tentazione di riconoscere una certa superiorità innata nell’uomo occidentale bianco è ancora presente tuttoggi (e spiega anche la cosiddetta esportazione della democrazia, ovvero del modello occidentale). Tanto che ha spinto l’antropologo Jared Diamond a fare chiarezza una volta per tutte sulle vere motivazioni che portarono alla supremazia mondiale occidentale, nel suo libro “Armi, acciaio e malattie”.

        • Pierpaolo Nicole ha detto in risposta a Antonio72

          Certo tutto vero. Ma ciò non toglie che il darwinismo sia nella sua essenza una filosofia razzista. Anche i nazzisti si appellarono a questa teoria quando decisero di “svuotare” i manicomi e le case di cura dove erano ospitati i subnormali ed altri malati. La decisione fu presentata come un’opera umanitaria dove il più adatto elimina il meno adatto.

          • Antonio72 ha detto in risposta a Pierpaolo Nicole

            Non confondere una teoria con i suoi effetti. La teoria evoluzionista darwiniana attiene alla biologia e si è dimostrata giusta, tanto che nemmeno l’epigenetica vuole contraddirla, ma soli i fautori del creazionismo. Ma qualcuno l’ha piegata a suo vantaggio, estendendo la sua applicazione in altri ambiti. E come ho già detto la definizione della “sopravvivenza del più adatto” fu coniata da Spencer. Darwin la chiamava più semplicemente “selezione naturale”.
            Ora, non facciamo lo stesso errore come quando si negò la teoria eliocentrica galileiana perchè non metteva l’uomo più al centro dell’Universo, ovvero contraddiceva le Sacre Scritture.
            D’altronde lo stesso evoluzionismo non è negato dalla posizione ufficiale della Chiesa, e quindi queste discussioni appaiono abbastanza sterili.

            • carlo ha detto in risposta a Antonio72

              Finalmente un commento serio e razionale

            • Pier Paolo Nicolè ha detto in risposta a Antonio72

              Scusa Antonio72 ma di cosa stiamo parlando? Il darwinismo, come moltissimi scienziati fanno notare, non si può dire giusto o sbagliato. Semplicemente è una non-teoria. Spiegami l’equazione di questa teoria o le regole tramite cui una specie diventa un’altra. L’evoluzionismo è un dogma filosofico che ha avuto effetti devastanti. Tutte le più perverse ideologie materialiste vi si sono riconosciute. La chiesa ha “assolto” Darwin ma non il darwinismo. Ci sono stati più volte uomini di Chiesa che hanno parlato pro Darwin ma lo hanno fatto sempre a titolo personale tante volte senza nemmeno conoscere la teoria e le sue implicazioni. Il problema del darwinismo prima che morale è scientifico. Diventa un problema morale quando si spaccia per vero scientifico dimostrato ciò che non può avere questi aggettivi. In America, paese dove la ricerca scientifica è molto più avanzata che da noi, è normale trovare nelle riviste scientifiche articoli che negano qualsiasi attendibilità di questa teoria. E anche se le critiche sono iniziate in ambienti cristiani, per lo più protestanti, le argomentazioni sono assolutamente scientifiche. Concetti coeme irriducibile complessita, eventi a probabilità zero o eventi contrari al secondo principio della termodinamica forse a te non dicono nulla ma dovresti documentarti. Il darwinismo è contestato non in quanto contrario alla Bibbia ma in quanto contrario alla Scienza e per quanto mi riguarda anche al buon senso!!!

      • Gennaro ha detto in risposta a Pier Paolo Nicolè

        Pier Paolo, benvenuto!

        Sull’ateismo di Darwin ho qualche dubbio. Crebbe come cristiano e poi divenne agnostico dopo la morte della figlia. Lui stesso ha scritto di non essere mai stato ateo, su internet si trova molto di questo.
        Per il resto sono d’accordo con te.

  18. Antonio72 ha detto

    Ragazzi! Sto riscuotendo un discreto successo nel sito del UAAR. Addirittura ho sfruttato un brano di Dawkins per controbattere alla solita litania della presunta “verità scientifica”. In cui Dawkins afferma in un certo senso l’autorità della filosofia rispetto alla stessa scienza. Comincia infatti così: “Autorevoli filosofi…” Bastano solo queste due parole per far saltare sulla sedia Odifreddi. Non credo che mi faranno durare a lungo, da quelle parti.

    • Jack ha detto in risposta a Antonio72

      Auguri….sei nella casa dei fondamentalisti, ricordatelo.

      • Antonio72 ha detto in risposta a Jack

        Non è questa la vera missione del cristiano!

        • Jack ha detto in risposta a Antonio72

          Personalmente ho qualche dubbio sulla possibilità di dialogo online. La proposta cristiana la si offre incontrando le persone in carne ed ossa, nel proprio lavoro, nel proprio ambito. Io ritengo che online si possa al massimo difendere la posizione cattolica.

    • Pier Paolo Nicolè ha detto in risposta a Antonio72

      Grazie Gennaro per il benvenuto.
      L’ateismo di Darwin è un ateismo pratico. Spesso ci si vuole far credere che era un cristiano anche un bravo cristiano che faceva offerte ai poveri. Alcuni biografi (mi sembra Gould morto qualche anno fa) ne esaltano persino l’atleticità e la prestanza fisica. Darwin è nato nella cristiana Europa ma non è mai stato veramente “credente” anche se per un certo tempo il padre ne voleva fare un pastore. Solo la moglie era una fervente cristiana ed era assolutamente contraria alla pubblicazione dell’origine della specie. Alcuni ipotizzano una sua conversione sul letto di morte spero sia così.

  19. Francesco Santoni ha detto

    Attivazione la modalità SPAM.

    Leggetevi questo pezzo sul mio blog (è un po’ lungo lo so, scusate), e vi prego poi di segnalarlo ovunque lo riteniate opportuno: http://quodlibetales.blogspot.com/2011/10/quando-gli-asini-volano-piu-veloci.html

    Disattivazione modalità SPAM

  20. Antonio72 ha detto

    D’altronde Odifreddi vuole spesso “pisciare” fuori dal vaso, come ben sanno i credenti cattolici. Tuttavia la teoria della relatività, almeno secondo Paul Davies, non afferma affatto che niente possa viaggiare più velocemente della luce, come spesso si dice. Vi possono essere particelle che possono viaggiare più velocemente ma solo a condizione che non siano più lente della luce. Quindi la velocità della luce è una sorta di barriera insuperabile, sia da una parte (meno veloci) sia dall’altra (più veloci). I fisici chiamano queste ipotetiche particelle “tachioni” e non si può escludere a priori che possano esistere. Nel 1974 Roger Clay credette di aver scoperto un tachione, ma fu un abbaglio. Il problema dei tachioni è che potrebbe aprire le porte ai vari paradossi perchè viaggerebbero nel passato! Ovviamente il neutrino non è un tachione, né un tacchino!

    • Daphnos ha detto in risposta a Antonio72

      Ci sarebbe sempre il problema di comprendere dal punto di vista fisico (ed empirico) il significato di “massa immaginaria” che l’esistenza del tachione implicherebbe…

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