Aborto: già alla 14° settimana i gemelli comunicano fra loro

Nonostante lo sviluppo dell’embrione (e poi del feto) sia senza soluzione di continutà molti escludono a priori che esso abbia il diritto di essere definito “essere umano”. Questo, ovviamente, per giustificare la sua soppressione in caso sia un figlio non desiderato. Inutile dire che non c’è alcuna ragione razionale per decidere quando uno acquista l’appartenenza al genere umano, come d’altra parte nessuno potrebbe razionalmente individuare quando inizia la notte dopo il giorno (o viceversa).

Uno studio italiano, pubblicato sulla rivista «PLos One» e riperso anche da Avvenire, ha messo in luce una delle molteplici attività del feto umano.  Esperti di tre università italiane, coordinati dal professor Umberto Castiello (docente di psicobiologia a Padova), hanno infatti dimostrato che l’interazione sociale con i nostri simili può cominciare già nel grembo materno in caso di gravidanza gemellare. Intervistato dal quotidiano cattolico, Castiello ha spiegato: «L’attività motoria dei feti nell’utero è piuttosto intensa e, a differenza di quanto si riteneva in passato, non comprende solo movimenti riflessi. Studiando il movimento dei feti singoli, avevamo già dimostrato come le caratteristiche spaziali e temporali del movimento del braccio siano diverse secondo che il movimento sia diretto al proprio corpo oppure alla parete dell’utero. Questo studio dimostra che il contatto tra feti non è il risultato accidentale della prossimità spaziale, ma deriva da una pianificazione motoria. A partire dalla 14ª settimana di gestazione, i feti pianificano movimenti diretti verso il gemello. Questi movimenti hanno caratteristiche diverse rispetto ai movimenti diretti verso la parete uterina e verso se stessi e, tra la 14ª e la 18ª settimana, tendono a aumentare di frequenza».

Già dalla 14° settimana quindi, appare lo sviluppo del sistema motorio, ma anche una sorprendente e precoce capacità di organizzare e controllare i movimenti in modo differente, in base a dove sono diretti. Continua l’esperto: «Sembra esistere già un’organizzazione funzionale motoria in grado di differenziare i movimenti diretti all’esterno, verso il proprio corpo o verso il corpo del fratello. Una delle conseguenze è che ogni feto si muove più ‘delicatamente’ quando lo fa verso il suo simile». Sul sito de Il Corriere della Sera è possibile vedere un filmato in merito.

A 14 settimane la donna che sceglie di abortire, sopprime così un essere umano che ha la volontà di comunicare con un altro (e magari lo sta proprio facendo). Dopo le 23 settimane comincerà invece a distinguere la voce materna dalle altre, a riconoscere i suoni e a memorizzare le melodie ecc..(vedi Ultimissima 17/4/10). Fin dallo stato embrionale, l’essere umano contiene in sé in potenza un progetto che lo porterà ad evolversi in un uomo maturo senza decisivi interventi dall’esterno. Decidere su di esso vuol dire decidere sulla persona che l’embrione diventerà, quindi decidere sull’altro. Si tratta solo di un’indebita onnipotenza genitoriale.

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