«La Chiesa ispira gli attentati ai gay»: l’attivista Simone Alliva la spara
- Ultimissime
- 08 Set 2026

Dopo l’attentato islamista al Pride di Berlino, il giornalista Simone Alliva accusa la Chiesa di ispirare le stragi. Ma non sa citare un solo caso.
L’attentato al Gay Pride di Berlino è costato la vita a una persona e il ferimento di decine di partecipanti.
L’autore è Abdul Ballout, giovane tedesco di origini libanesi, già noto per la radicalizzazione islamista e per aver tentato in passato di unirsi all’ISIS.
Tra le voci intervenute dopo la strage, in Italia c’è stata quella del giornalista e attivista gay Simone Alliva, redattore de “L’Espresso” prima di essere allontanato. Oggi scrive per “Domani”.
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Chi è Simone Alliva
Alliva è stato tra i più fervidi sostenitori del ddl Zan, usando soprattutto lo spauracchio “dell’emergenza nazionale” dell’Italia omofoba.
Fu smentito perfino dal presidente di Arcigay Napoli, Antonello Sannino, per il quale invece «la storia insegna che le più violente azioni contro le persone lgbt, sono nate in seno alla comunità lgbt stessa».
Qualche mese fa Alliva è stato accusato di plagio ai danni di un giornalista americano: avrebbe usato i suoi articoli per scrivere intere parti del suo ultimo libro.
In quell’occasione, il giornalista Carlo Canepa ha sostenuto che in passato lo stesso Alliva si sarebbe appropriato di intere frasi di suoi articoli: «Di fronte all’evidenza ha negato tutto, bloccandomi», ha scritto. «Non mi stupisce quanto è stato scoperto sul suo libro plagiato».

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“Sono anti-teista, contro la religione”
A seguito dell’attentato di Berlino, qualche tempo fa nel suo podcast, Alliva ha criticato la comunità arcobaleno perché «ha paura di nominare a voce alta il fondamentalismo islamico».
Tuttavia, secondo l’attivista italiano, il mondo LGBTQ+ avrebbe motivo di temere anche il “terrorismo cristiano”.
Alliva si è definito infatti seguace dello scrittore britannico Christopher Hitchens, tra i leader del “nuovo ateismo”, dicendo di sé: «Sono una persona anti-teista, cioè non solo sono un non credente e anti clericale ma ritengo che “la religione avveleni ogni cosa”».
Ha quindi cercato di dimostrare che «ogni religione ha la sua storia di odio e terrore nei confronti della comunità. Qualsiasi religione: cattolica, ebraica, induista».

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Le stragi ispirate dalla Chiesa?
Simone Alliva ha così messo nel mirino la Chiesa cattolica.
La quale, ha scritto, «ha una lunga storia» nella «mostrificazione della comunità lgbt». Tanto che «ha ispirato anche degli attentati nella storia più recente».
Il cattolicesimo mandante morale delle stragi?
Sì, il giornalista professionista porta addirittura “le prove” citando ben tre casi di omicidi di gay “ispirati dalla Chiesa”.
1) Il primo ad essere citato è «Ronald Edward, un “soldato cristiano” che aprì il fuoco nel Backstreet Cafè».
A parte che il nome del killer è Ronald Edward Gay (chissà perché Alliva ha eluso il vero cognome, piuttosto paradossale tra l’altro), il quale non era certo cattolico e tanto meno un devoto cristiano, se non di tipo nominale.
Basti solo sapere che ebbe cinque mogli (e altrettanti divorzi) e l’ultima di esse, Laura Ramsey, intratteneva anche una relazione omosessuale di cui lui era a conoscenza e che non sembrava creargli alcun problema.
2) Il secondo attentatore citato da Alliva è Juraj Krajcik, che uccise due persone gay davanti al bar Teplare a Bratislava.
Peccato che nemmeno Krajčík agì in nome del cattolicesimo, anzi le indagini e il suo manifesto mostrano che era immerso soprattutto nell’estrema destra suprematista online, nell’antisemitismo e nell’ideologia neonazista.
3) Simone Alliva sfodera anche la terza prova: Anderson Lee Aldrich, autore dell’omicidio di cinque persone al Club Q di Colorado.
Lui stesso lo descrive così: «Era bianco e cattolico, membro registrato della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni».
In pratica, nella stessa frase, è riuscito a descrivere un mormone come un cattolico.
Curioso poi che Alliva eviti di menzionare che Lee Aldrich si identifica come non binario e usa per se stesso pronomi neutrali, facendosi chiamare Mx. Aldrich.
Un comportamento che ricorda decisamente quello dei membri del mondo arcobaleno più che i cattolici “ispirati dalla Chiesa”.

I killer trans dimenticati da Alliva
Non esiste quindi un solo terrorista cattolico, ma naturalmente il giornalista del “Domani” si è guardato bene dal citare gli attentati commessi da attivisti transgender.
Avrebbero inficiato la sua tesi.
Ricordiamo brevemente Aiden Hale, autore/autrice del massacro della presbiteriana Covenant School nel 2023, dove morirono tre bambini e tre operatori scolastici.
E ancora i trans killer Snochia Moseley (2018), Maya Elizabeth Alec McKinney (2019), Kimbrady Carriker (2023) e Dylan Butler (2024). Chiunque può cercare le loro biografie online per verificare.
Come non citare anche l’omicida di Charlie Kirk, il giovane omosessuale Tyler Robinson, fidanzato con il trans Lance Twiggs.
Un anno fa anche su UCCR parlammo infine del transgender Robin Westman e dell’attentato alla Annunciation Catholic School di Minneapolis, quando uccise due bambini e ne ferì altri venti.
Fece scalpore il video registrato prima dell’attacco, infarcito di odio anticattolico.
Per Simone Alliva tutto questo non è mai esistito. Così, ha concluso il suo articolo sognando un movimento gay infarcito «di anticlericalismo». Perché «serve educazione, serve laicità».
Quella stessa laicità anticlericale che vigeva nella Cuba di Fidel Castro, dove si attuava una mirata persecuzione degli omosessuali?
Oppure, chissà che anche in in quel caso non ci sia stato lo zampino della Chiesa cattolica.


















1 commenti a «La Chiesa ispira gli attentati ai gay»: l’attivista Simone Alliva la spara
In realtà mi viene il dubbio che Alliva sia stato allontanato anche dal Domani. Se non ho sbagliato a controllare, la sua newsletter “Resistenze” presente su quel giornale è ferma al 17 aprile e non ha scritto più articoli per la testata dal 27 aprile, proprio il giorno prima che esplodesse il “caso plagio” sollevato da Selvaggia Lucarelli e a seguito del quale il Domani aveva dichiarato di valutare se prendere dei provvedimenti