Il Papa in Francia risveglia il laicismo: nostalgia della ghigliottina?
- Ultimissime
- 29 Ago 2026

Il solito copione anticlericale per la visita di Papa Leone in Francia. Polemiche sui costi e richiami alla ghigliottina in Place de la Concorde.
La visita di Leone XIV in Francia non è ancora iniziata ma è già l’incubo del laicismo.
Dal 25 al 28 settembre il Papa si recherà nella patria di Voltaire e il 26 celebrerà una grande Messa tra Place de la Concorde e gli Champs-Élysées, davanti a una folla che potrebbe arrivare a circa 500 mila persone.
Fonti locali informano che sono bastate poche ore perché gli 80 mila biglietti per la veglia di preghiera allo Stade de France andassero esauriti.
Il santuario di Lourdes ha dovuto invece chiudere le iscrizioni a causa dell’enorme richiesta (150 mila iscritti in una settimana).
Ma evidentemente non tutti sono entusiasti.
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Il Papa in Francia e la ghigliottina
Le prime polemiche sono comparse su un articolo della rivisita laica Marianne, firmato da Mégane Chiecchi.
Il titolo è provocatorio: “Una messa celebrata dal Papa a place de la Concorde… e poi cos’altro?”.
La giornalista parla di una «sconfitta della laicità», definisce la celebrazione una sorta di «Woodstock dei bigotti» e si domanda quale sarebbe la reazione della stampa francese se a radunare centinaia di migliaia di persone fosse, anziché il Papa, una grande autorità musulmana, ebraica o ortodossa.
Nell’immagine si vede Leone XVI accostato alla ghigliottina, emblema d’orgoglio della laicissima Rivoluzione francese. Proprio Place de la Concorde è infatti il luogo nel quale fu ghigliottinato Luigi XVI.
C’è evidentemente una certa nostalgia dell’epoca della ragione e della tolleranza.

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I costi e la laicità “tradita”
Non sono mancati ovviamente i polemici per i costi della visita.
Lo ha fatto il senatore comunista Pierre Ouzoulias, scrivendo: «250.000 euro per i sacerdoti e una messa. Ma i pronto soccorso sono rimasti chiusi per due settimane nel bel mezzo di un’ondata di caldo, per mancanza di personale e risorse».
Un collegamento insensato, a meno che si provi che ogni euro destinato all’organizzazione della visita papale sia detratto dai bilanci ospedalieri. Seguendo questa logica, lo stesso ragionamento dovrebbe essere applicato a qualunque altro evento (festival, competizioni sportive, vertici internazionali ecc.).
L’Unione delle Famiglie Laiche di Metz promette invece barricate per i 500 mila euro che il Comune ha destinato all’accoglienza del Papa.
Il sindaco di Metz, François Grosdidier ha risposto accusando coloro che non apprezzato il significato dell’evento di essere “accecati dall’ideologia”. Ha difeso le risorse mobilitate e ricordando che l’impatto internazionale per la città sarà di gran lunga superiore alle somme investite.
Il deputato Alexis Corbière si è invece irritato dal fatto che il protocollo dell’Assemblea nazionale abbia organizzato l’accesso dei deputati che desiderano partecipare alla Messa.

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Il solito copione
Insomma, è il solito divertente copione.
Ricorda quanto già osservato da UCCR pochi mesi fa davanti alle contestazioni suscitate dalla visita di Leone XIV in Spagna.
Annunci di proteste, manifestazioni e contestazioni che poi hanno finito per attirare più giornalisti che partecipanti.


















7 commenti a Il Papa in Francia risveglia il laicismo: nostalgia della ghigliottina?
Offende di più la visita del Papa o quella buffonata della cerimonia di apertura dell’Olimpiade?
In Francia la laicità dello Stato e delle sue istituzioni è una cosa veramente seria, non la pagliacciata cui ci hanno abituato in Italia paese con un popolo vile perché servo di una teocrazia straniera.
Si, la ghigliottina di Robespierre era serissima. Per fortuna in Italia c’era il Vaticano e siamo nati e cresciuti tolleranti e democratici (a parte la parentesi dell’ateo Mussolini).
Sì, fino a quando non entra in ballo la sharia.
Mah, che dire? indubbiamente, provenendo dai vati di “Liberté, égalité, fraternité” -et guillotine, le loro critiche meritano sempre attento rispetto.
È documentato che Voltaire, l’ideologo x eccellenza di ‘uguaglianza fraternità libertà’, ebbe interessi finanziari nella Compagnie des Indes, società che partecipava al sistema coloniale francese, e che aveva un ruolo nel commercio transatlantico degli schiavi.
La ricerca archivistica recente considera quindi fondata l’affermazione che Voltaire trasse profitto da un’impresa coinvolta nella tratta.
Voltaire viene tuttora spacciato x “maestro di tolleranza”
Nell’Essai sur les mœurs compare questo passo:
«La race des Nègres est une espèce d’hommes différente de la nôtre […] on peut dire que si leur intelligence n’est pas d’une autre espèce que notre entendement, elle est très-inférieure.»
«La razza dei Neri è una specie di uomini diversa dalla nostra […] si può dire che, se la loro intelligenza non è di un’altra specie rispetto alla nostra, è molto inferiore.»
Il passo continua descrivendoli come originari dell’Africa «come gli elefanti e le scimmie» e sostenendo che sarebbero nati in Guinea per essere venduti e servire i bianchi.
Questa è autenticamente una delle formulazioni più razziste di Voltaire.