Proteste contro il Papa: più giornalisti che manifestanti
- Ultimissime
- 10 Giu 2026

Doveva essere la grande protesta laicista contro il Papa in Spagna. L’ironia della TV spagnola: “La presenza dei media era superiore ai manifestanti”.
Doveva essere la grande risposta laicista.
Martedì sera, mentre il Pontefice arrivava a Barcellona per la seconda parte del suo viaggio apostolico, dei contro-manifestanti si sono radunati nel quartiere del Born dietro lo slogan “Yo no te espero” (“Io non ti aspetto”).
Lo avevano annunciato da tempo.
Per l’occasione avevano radunato un variopinto fronte composto da sigle laiciste, gruppi massonici, sindacati e settori del separatismo catalano e comunisti spagnoli.
Ne avevamo parlato sottolineando le loro rimostranze.

Atei, comunisti e massoni: il pittoresco fronte spagnolo contro Leone
(26/05/2026)
La TV spagnola: “Più giornalisti che manifestanti”
Insomma, doveva essere la sfida laica all’evento cattolico ma non è andata proprio come previsto.
In piazza si sono presentate poche decine di persone, molti capelli bianchi e qualche cartello inneggiante alla laicità, alla pedofilia e ai costi della visita (pagati dalla Chiesa, non dallo Stato, tra l’altro).
Il numero maggiore è stato quello dei giornalisti.
Lo si legge su RTVE, il servizio pubblico radiotelevisivo nazionale della Spagna. In pratica una sorta di RAI spagnola.
«La protesta è stata caratterizzata da una significativa presenza mediatica, di gran lunga superiore al numero dei manifestanti. Appena una mezza dozzina di agenti dei Mossos d’Esquadra (polizia catalana) e della Guardia Urbana (polizia municipale di Barcellona) presidiavano il perimetro senza dover intervenire».

I problemi con l’impianto audio
Come se non bastasse, i manifestanti hanno avuto anche qualche difficoltà che ha reso l’atmosfera ancora più goffa.
L’impianto audio ha deciso proprio in quel momento di fare le bizze e gli organizzatori sono stati costretti a utilizzare un semplice megafono.
Nel frattempo Leone XIV partecipava alla veglia nello Stadio Olimpico di Barcellona assieme a circa 40.000 persone.
Certamente più numerose degli antagonisti si sono rivelate le giovani suore della congregazione “Iesu Communio” che il giorno prima avevano riempito di gioia le strade di Madrid recandosi all’appuntamento con il Papa:
Obbiettivo mancato
Insomma, la tanto annunciata mobilitazione laica contro Leone XIV si è conclusa nell’anonimato, con un megafono d’emergenza e una presenza mediatica superiore a quella dei contestatori.
Se l’obiettivo era dimostrare che la Spagna non attende il Papa, il risultato è stato quantomeno deludente.

















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