«Chi è il mio nemico? Dopo Papa Francesco non ne sono più sicuro»

ross douthat

Il noto conservatore Ross Douthat lascia il “New York Times” e confessa lo smarrimento dopo la battaglia decennale contro Bergoglio.


 

Il più famoso conservatore al mondo lascia il “New York Times”.

Dopo 17 anni di collaborazione come editorialista, Ross Douthat lascia il quotidiano americano per entrare nella squadra di 60 Minutes di CBS News.

Intellettuale cattolico, trumpiano e conservatore, Douthat ha salutato i lettori con un titolo forte: Chi è il mio nemico? Non ne sono più sicuro”.

La versione online attenua però la domanda: “Chi sono i buoni e i cattivi? Non ne sono più sicuro”.

 


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Quando il nemico era Papa Francesco

Il titolo fotografa bene la combattività di Ross Douthat.

Soprattutto quando nell’editoriale scrive: «E’ utile avere un antagonista principale, una specifica visione del mondo che si ritiene debba essere messa in discussione e criticata».

Un cattolicesimo interpretato come una battaglia costante “noi contro loro”.

Per anni, il suo bersaglio è stato il liberalismo dell’élite americana. Poi è stata la volta di Papa Francesco, contro cui si è scagliato con tutte le sue forze.

Ricordiamo solo alcuni titoli di editoriali: “Il complotto per cambiare il cattolicesimo” (17 ottobre 2015), “Aspettatevi l’Inquisizione” (20 settembre 2017), “Papa Francesco è amato. Il suo pontificato potrebbe essere un disastro” (16 marzo 2018), “Cosa sapeva Papa Francesco?” (28 agosto 2018), “La lenta strada verso lo scisma cattolico” (14 settembre 2019), “Come i cattolici sono diventati prigionieri del Vaticano II” (ottobre 2022), “Il decennio di divisioni di Papa Francesco” (15 marzo 2023).

 


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La perdita di certezze

Ora, però, lo scenario è cambiato.

Il trumpismo non gode di buona salute, Francesco non c’è più e il suo successore, Leone XIV, sembra essere perfettamente in linea con lui.

Tutte le catastrofi annunciate e le dissoluzioni cattoliche profetizzate non si sono avverate.

Anzi, la Chiesa continua a testa alta il suo percorso nella storia e i segnali di vitalità, soprattutto negli Stati Uniti, sono evidenti.

Ross Douthat si sente stordito, frastornato tanto da non riuscire più a individuare con certezza il proprio campo di battaglia.

«Ho perso il senso di quale visione del mondo contemporanea abbia più bisogno di critica o opposizione», ha confessato l’intellettuale americano, «di dove siano i buoni e dove i cattivi».

 


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La delusione verso Trump

A ciò si aggiunge, come dicevamo, la tremenda delusione verso il presidente Donald Trump.

Fervente sostenitore del movimento MAGA, Douthat ha dovuto riconoscere gli eccessi del secondo mandato di Trump, definendo il suo populismo corrotto, destabilizzante e incline al clientelismo.

Forse, dopo anni passati a combattere gli antagonisti fuori e dentro la Chiesa, Ross Douthat si trova spiazzato davanti alla domanda più difficile.

E se la fede cattolica non richiedesse affatto di dividere il mondo in amici e nemici?

Autore

La Redazione

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4 commenti a «Chi è il mio nemico? Dopo Papa Francesco non ne sono più sicuro»

  • lorenzo ha detto:

    La fede cattolica insegna a distinguere tra ciò che e bene e ciò che è male: insegnare che il Signore perdona sempre senza però specificare che il perdono è condizionato al rifiuto del peccato, e male.

    • Panthom ha risposto a lorenzo:

      E’ vero, è male (anzi malissimo) dipingere il Papa come antagonista alla fede cattolica. Chi lo fa è destinato a finire perso e disorientato come i vari Socci, Cascioli, Tosatti, Viganò, Valli e Ross Douthat.

      • lorenzo ha risposto a Panthom:

        Papa Francesco era il mio Papa e pregavo ogni giorno per lui.
        Premesso questo, in scienza e coscienza e convinto che la Misericordia di Dio è sempre attiva verso di noi fino all’ultimo istante della nostra vita umana, credo che molti peccatori non abbiano cambiato vita fidandosi delle parole del peggiore degli otto Papi sotto il quali sono fino ad ora vissuto.

  • Luigi ha detto:

    Grazie per il vostro servizio.
    Non dividiamo tra buoni e cattivi ( perché mi chiamo buono) e mettiamo leggi che non vuole Gesù e nel Vangelo mi sembra che sia l’amore incondizionato di Gesù a provocare la conversione. Il rifiuto del peccato è battaglia di una vita ( chi di voi è senza peccato…).