“Oltre lo sguardo”, 500 specialisti italiani contro la guida Lgbt dei pediatri

guida sip lgtb oltre lo sguardo

Centinaia di medici (pediatri, psicologi, neuropsichiatri ecc.) in campo contro “Oltre lo sguardo”, la guida gender della Società Italiana Pediatria.


 

di
Giorgia Brambilla*
 
 
*Docente di Etica sociale presso l’Università LUMSA di Roma

 
 

Si chiama “Oltre lo sguardo”.

E’ la prima guida pratica pubblicata il 15 giugno scorso sul sito della Società Italiana di Pediatria (SIP), redatta con l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), rivolta ai medici dell’età evolutiva.

Avrebbe in teoria l’intento di promuovere un approccio sanitario “accogliente” di bambini e ragazzi con disforia di genere e, nella pratica, di favorire una precoce transizione.

Oltre cinquecento specialisti italiani hanno però firmato una dura critica, corredandola di evidenze scientifiche ormai note in tutto il mondo.

 


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“Oltre lo sguardo”, la guida Lgbt

La guida assegnerebbe al pediatra di libera scelta un ruolo chiave nel supportare l’affermazione sociale dei minori (come l’uso del nome di elezione o la scelta dell’abbigliamento) e ridurre il “minority stress” additato come la principale causa di ansia, depressione e suicidi in questi casi.

Ampio spazio viene riservato all’omogenitorialità, sostenendo che lo sviluppo emotivo e relazionale dei figli di coppie omosessuali sia del tutto sovrapponibile a quello delle famiglie eterosessuali, in quanto il solo fattore di rischio sarebbe lo stigma sociale derivante dall’ambiente esterno.

Per questo, il testo è corredato addirittura da un “decalogo” programmatico per guidare la pratica ambulatoriale quotidiana basata sul linguaggio “gender neutral” e sull’assenza di pregiudizi.

 

500 specialisti italiani dicono “no”

Tante sono già ad una prima lettura le incongruenze di una guida che si presenta quasi più come un manifesto ideologico color arcobaleno che il testo scientifico che ci aspetterebbe dalla SIP e dalla ACP.

Per questo un’ampia rete di pediatri, psicologi, neuropsichiatri e specialisti italiani ha proposto una rigorosa revisione critica della guida, basandosi sulle più recenti e solide evidenze metodologiche (come le revisioni sistematiche e i dati della celebre Cass Review del 2024).

Proviamo a sintetizzarne i passaggi fondamentali.

 

Errori su sesso e transizione sociale

L’errore sul sesso biologico.

A differenza di quanto sostenuto nella guida, il sesso non è una semplice “etichetta assegnata alla nascita”.

Gli studi neurobiologici dimostrano che il dimorfismo sessuale biologico (cromosomi X e Y) orienta lo sviluppo cerebrale, ormonale e anatomico fin dalla fase embrionale, costituendo una base strutturale imprescindibile che interagisce con l’ambiente.

La stessa osservazione del processo di differenziazione sessuale evidenzia la rilevazione di modificazioni “a cascata” coordinate da un programma non casuale, che si sviluppa gradualmente e progressivamente secondo una successione lineare e regolare di fenomeni strettamente interconnessi.

La configurazione genetica e cromosomica determina la morfologia gonadica che produce ormoni, i quali svolgono un ruolo determinante per la formazione dell’apparato riproduttivo interno/esterno e dei caratteri sessuali primari/secondari. Tale processo si articola in una direzionalità teleologica.

L’errore sulla transizione sociale precoce.

Considerare il cambio di nome, pronomi e abbigliamento come un atto “neutrale” di accoglienza è clinicamente errato e potenzialmente iatrogeno.

La letteratura dimostra che la transizione anticipata agisce sulla neuroplasticità di una corteccia prefrontale ancora immatura, rischiando di cristallizzare e fissare a livello neuronale un disagio transitorio che, nella maggior parte dei casi insorti in fase prepubere, si risolverebbe spontaneamente con l’età adulta.

Ciò incanala artificialmente il minore verso rischiosi percorsi di medicalizzazione a lungo termine (bloccanti puberali e ormoni cross-sex).

 

L’approccio affermativo non riduce i suicidi

L’errore sul modello del minority stress e della tendenza suicidaria.

La tesi secondo cui il disagio psichico e il rischio suicidario derivino linearmente solo dallo stigma o dal rifiuto familiare è smentita dalle evidenze (tra cui i dati del registro finlandese).

La sofferenza è multifattoriale e, in molti casi, la psicopatologia precede l’emergere del disagio di genere.

La guida SIP-ACP cade nel rischio di “diagnostic overshadowing”, riducendo l’intera sofferenza del giovane alla sola dimensione di genere e oscurando la frequente co-occorrenza di comorbidità primarie da trattare, come i disturbi dello spettro autistico, l’ADHD, la depressione, i disturbi alimentari e i traumi.

L’errore sull’approccio affermativo rapido.

Le prove a sostegno dell’approccio affermativo precoce sono giudicate “notevolmente deboli” e prive di solida efficacia clinica.

Non a caso, diversi Paesi europei all’avanguardia (Regno Unito, Svezia, Finlandia, Norvegia) stanno abbandonando questo modello a favore di una linea di forte prudenza, basata su valutazioni psicoterapeutiche estese ed esplorative, per salvaguardare la salute ossea, cardiovascolare e la futura fertilità dei minori.

 

guida sip lgtb oltre lo sguardo

 

Omogenitorialità e GPA: perché no

L’errore sulle valutazioni dell’omogenitorialità e della GPA.

La guida SIP-ACP pecca di superficialità scientifica nel trarre conclusioni generali sulla totale assenza di differenze per i figli di coppie omosessuali, ignorando che la letteratura disponibile è spesso esposta a bias di selezione e basata su campioni non rappresentativi.

Inoltre, normalizzare la “gestazione per altri” (pratica illegale in Italia) nega le evidenze della psicologia perinatale relative all’importanza fondamentale e insostituibile del legame neurobiologico e psicologico (bonding prenatale, contatto pelle a pelle, allattamento) che si struttura tra la gestante e il neonato durante la gravidanza e il parto.

 

Sottoscrivi la revisione

La revisione critica mossa alla guida SIP-ACP ci ricorda che la reale tutela dei minori non si realizza assecondando acriticamente narrazioni sociali o ideologiche, ma ancorando la pratica clinica al rigore del metodo scientifico.

Sembra evidente che abbracciare ciecamente il modello affermativo rapido, ignorando i severi campanelli d’allarme internazionali come la Cass Review e la biologia del dimorfismo sessuale, non è un atto di progresso, ma un azzardo clinico sulla pelle dei bambini.

🔴Chiunque condivida quanto scritto finora può sottoscrivere la revisione clinica a questo link.

 


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Autore

Giorgia Brambilla

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3 commenti a “Oltre lo sguardo”, 500 specialisti italiani contro la guida Lgbt dei pediatri

  • Paolo ha detto:

    Mentre la scienza medica e psicologica giustamente contestano questa guida sul piano clinico, è necessario, a mio avviso, alzare lo sguardo per comprendere la radice più profonda della crisi antropologica alla quale assistiamo. Esiste infatti un filo che collega scienza, metafisica, storia ed esegesi biblica: ciò che oggi vediamo nella progressiva decostruzione della famiglia e dell’identità sessuale non è soltanto una controversia sanitaria, ma il risultato di un lungo processo culturale nel quale l’uomo ha progressivamente separato la propria libertà da un ordine oggettivo della natura.

    La genealogia della crisi

    La modernità ha conosciuto, attraverso percorsi storici assai diversi e non riducibili a una semplice successione causale, una progressiva separazione tra diritto, libertà e un fondamento metafisico del bene. Dalla tarda scolastica e dalla crisi dell’ordine medievale, attraverso alcune correnti della Riforma, il giusnaturalismo moderno, Hobbes, l’idealismo e infine il nichilismo contemporaneo, si è progressivamente affermata l’idea che ciò che l’uomo deve essere possa essere determinato dalla sua volontà, dalla storia o dalla costruzione sociale.

    Il risultato estremo è un paradosso antropologico: da una parte l’ipertrofia della volontà, che pretende di ridisegnare il corpo secondo il progetto della coscienza; dall’altra la riduzione dell’uomo alla dimensione pulsionale e biologica. In entrambi i casi viene meno la persona nella sua unità sostanziale di anima e corpo.

    È precisamente qui che la metafisica realista conserva tutta la sua attualità. Il corpo umano non è un materiale neutro sul quale una volontà sovrana possa imprimere arbitrariamente qualsiasi significato. Il corpo è parte integrante della persona e possiede una intelligibilità propria. La libertà, pertanto, non consiste nel potere assoluto di manipolare il reale, ma nella capacità di conformare liberamente la propria azione alla verità dell’essere.

    La controversia sulla guida dei pediatri assume allora un significato che va oltre il singolo documento. Il problema fondamentale è stabilire se la medicina debba accompagnare il minore nella conoscenza della propria realtà corporea e psichica oppure assumere come compito la conferma di una determinazione identitaria presupposta. È qui che una questione apparentemente clinica diventa inevitabilmente antropologica.

    La luce dell’Assunzione

    Alla vigilia della solennità dell’Assunzione di Maria, la liturgia ci offre una risposta straordinariamente luminosa. Nell’Assunzione, infatti, non celebriamo la liberazione dell’uomo dal proprio corpo, ma precisamente la glorificazione della persona umana nella sua integrità. La carne non è un involucro accidentale della persona: è destinata anch’essa alla gloria.

    La lex orandi ci ricorda così una verità antropologica fondamentale: la Redenzione non distrugge la natura umana, ma la risana e la porta alla sua pienezza. La grazia non libera l’uomo dalla verità del proprio essere; lo rende capace di viverla pienamente.

    Anche l’Apocalisse, con la figura della Donna e del Drago, ci ricorda che la storia umana è attraversata da una lotta spirituale reale. La tradizione cattolica ha spesso letto nelle vicende storiche una manifestazione di questa lotta, nella quale ideologie e poteri possono assumere forme diverse ma tendono sempre alla medesima tentazione: sostituire l’ordine ricevuto della realtà con un ordine costruito dall’uomo.

    Non abbiamo però bisogno di trasformare ogni fenomeno contemporaneo in una profezia politica per riconoscere questa dinamica. È sufficiente osservare il principio che la attraversa: quando l’uomo pretende di diventare il legislatore ultimo della propria natura, la libertà finisce per trasformarsi nel potere di negare ciò che l’uomo è.

    La speranza cristiana

    E tuttavia la risposta cristiana non è la paura. La storia non appartiene alle ideologie, né ai poteri culturali del momento: appartiene a Dio.

    Per questo la battaglia culturale e scientifica in difesa dei minori deve essere condotta con rigore, carità e verità, senza cedere né all’odio né alla disperazione. La tutela dei bambini non richiede slogan contrapposti ad altri slogan, ma una medicina capace di rispettare la realtà biologica, una psicologia libera da presupposti ideologici e un’antropologia capace di riconoscere l’unità della persona.

    Il male può assumere forme potenti nella storia, ma non possiede l’ultima parola. La vittoria cristiana non consiste nell’imposizione di un’ideologia alternativa: consiste nel tornare a riconoscere la verità dell’uomo, creato, redento e destinato alla gloria.

  • Romi ha detto:

    Sempre più spesso penso di vivere in un incubo, un orribile sogno dal quale presto o tardi mi desterò liberata dall’angoscia. Invece no: è tutto vero e comprendo che dovremo bere l’amaro calice sino in fondo, restando ritti tra i detriti del mondo che fu il nostro.
    Sarò, infatti, ripetitiva, può cambiare l’argomento…ma il risultato non cambia. In nome di una ideologia aberrante si sacrificano esseri umani sull’altare del progresso, un progresso che, come al solito, dovrebbe costruire un nuovo mondo o nuova era.
    Così come potrebbe essere funzionale l’Islam nel soppiantare il cristianesimo, sono funzionali anche gli esperimenti sui bambini nell’instaurare una nuova umanità. Si avanza ancora per mezzo di bugie: “la depressione e il disagio nasce solo dal giudizio della società”.
    Illusione utopica o cosciente disonestà?
    Forse entrambe le cose.

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