Infilitrazioni mafiose nel “Piccolo resto” di don Minutella?

minutella piccolo resto

Nella Fondazione Sancta Mater, legata al “Piccolo resto” di Alessandro Minutella, c’è un consigliere mafioso? Ecco cosa abbiamo scoperto.


 

Una notizia che arriva da social e che va verificata.

Nei vari gruppi di ex seguaci di Alessandro Minutella si parla da giorni della Fondazione Sancta Mater, ente direttamente riconducibile all’ex sacerdote dell’arcidiocesi di Palermo, e della presenza di un soggetto legato alla ‘ndrangheta calabrese.

Ma quanto c’è di vero? Qualcosa, non tutto.

 

Minutella e il Piccolo resto

Minutella, come molti sapranno, è stato scomunicato dalla Chiesa cattolica dopo essersi progressivamente posto in aperta rottura con il magistero e con il Papa.

Negli ultimi anni ha costruito attorno a sé una comunità denominata Piccolo Resto, che presenta come la “vera Santa Chiesa Cattolica”, arrivando persino ad autoproclamarsi “Grande Prelato” inviato da Dio e a sostenere di essere il legittimo successore di Pietro.

La sua predicazione si fonda sull’idea che la Chiesa sarebbe caduta nell’apostasia e che soltanto il suo movimento custodirebbe l’autentica fede cattolica.

Il gruppo creato da Minutella è stato segnato fin dall’inizio da litigi e abbandoni, lui stesso ha denunciato l’infiltrazione della massoneria.

 


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La Fondazione Sancta Mater

L’ultimo ad andarsene è stato Ramon Guidetti, sacerdote scomunicato e principale collaboratore di Minutella stesso.

L’ex prete ha preso pubblicamente le distanze dal fondatore dichiarando di non riconoscergli più alcuna autorità.

Tra le motivazioni del distacco, Guidetti ha parlato anche di alcune “ombre” riguardanti la Fondazione Sancta Mater, l’ente costituito per amministrare il patrimonio del Piccolo resto e sostenerne le attività. Sarebbe sprovvista di bilanci e non seguirebbe le norme di legge.

Minutella ha annunciato che la Fondazione avrebbe querelato Guidetti.

La fondazione si presenta come organizzatore di progetti volti al superamento delle condizioni di disagio sociale, in particolare a favore delle fasce più deboli e svantaggiate.

In un video dell’aprile scorso, però, lo stesso ex sacerdote ha fatto intendere che la Fondazione Sancta Mater servirebbe anche ad altro.

«A proposito della Fondazione Santa Mater», spiegò infatti l’ex prete il 29 aprile scorso, «alcuni dicono che utilizza parole come “filantropia” che sono massoniche, ma è un linguaggio fatto apposta per piacere alle istituzioni».

«Che dovremmo fare?», domandò Minutella ai suoi seguaci. «Scrivere nella Fondazione Santa Mater: “Noi siamo contro il Papa”? Vogliamo i soldi, però siamo contro il Papa? Suvvia”. C’è gente che non ha un minimo di astuzia […]. Non posso essere costretto ogni volta a svelare certe tattiche necessarie per andare avanti».

 


Minutella sconfessato dal braccio destro: «Non gli obbedisco, nessuna autorità»
(09/06/2026)


 

Minutella e la “Piccola Nazareth” abusiva

La presidente della Fondazione Sancta Mater è una figlia spirituale di Minutella (così si definisce sui social) e che risulta essere stata anche responsabile giuridico di “Piccola Nazareth”.

Secondo Il Giornale, “Piccola Nazareth” sarebbe stata una struttura abusiva soggetta a ordine di demolizione, creata dallo stesso Minutella grazie alle donazioni dei fedeli.

La struttura sarebbe sorta dopo che l’ex prete sostenne di aver ricevuto un messaggio dalla Madonna secondo cui proprio in quel posto ci sarebbe stata una fonte di acqua santa, attirando frotte di pellegrini.

A seguito di accertamenti da parte del comune di Carini (Palermo), l’acqua sorgiva è stata però qualificata come non potabile per la popolazione.

L’attuale presidente di Fondazione Sancta Mater si legge essere il braccio destro di Minutella e intestataria dei conti correnti su cui arrivavano i bonfici dell’associazione.

Dietro “Piccola Nazareth” esisteva anche la cooperativa “Domina Nostra”, guidata a sua volta da persone legate a Minutella con lo scopo di “organizzazione, gestione di servizi socio-assistenziali ed educativi e assistenza residenziale per anziani e disabili”.

Più o meno le stesse finalità che afferma di perseguire oggi Fondazione Sancta Mater, a cui si appoggia il “Piccolo resto”.

 


Minutella si autoproclama “Grande Prelato” inviato da Dio
(30/05/2025)


 

Il consigliere della Fondazione Sancta Mater

Tornando all’attualità, a rappresentare Fondazione Sancta Mater figura anche un consigliere (o “il” consigliere, perché secondo alcuni ci sarebbe solo lui in quel ruolo) Massimiliano Colangelo, il cui passato giudiziario è documentato da atti processuali e cronache giornalistiche.

Ecco dove nascono le accuse di infiltrazione mafiosa nel “Piccolo resto”.

Al centro del dibattito c’è un verbale notarile della Fondazione, datato 26 marzo 2026, da cui emerge che la presidente Nicoletta Giudice e Massimiliano Colangelo, in qualità di consigliere della Fondazione, compaiono davanti al notaio romano Francesca Cerini. Nel documento sono presenti le generalità di Colangelo.

Lo stesso Massimiliano Colangelo, con identiche generalità, compare anche tra i condannati nell’ambito dell’inchiesta Black Monkey, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna.

Dalle verifiche sugli atti giudiziari relativi emerge che Colangelo è stato condannato per reati legati a un contesto associativo criminale riconducibile al gruppo facente capo a Nicola Femia, boss della ‘ndrangheta calabrese e re delle slot machine illegali.

L’accusa iniziale di associazione mafiosa non ha però trovato conferma in via definitiva, ma il procedimento ha accertato responsabilità penali per associazione a delinquere, con pena successivamente rideterminata (3 anni al posto di 4).

Il procedimento penale e le inchieste giornalistiche indicano comunque una stretta vicinanza tra Colangelo e il boss Femia.

Lo stesso Colangelo è proprietario di una villa ristorante a Roma, in zona Salaria, citato in un articolo intitolato “La mafia sotto l’ombra del Colosseo”.

Dagli atti emergono anche precedenti e pregiudizi di polizia ai danni dell’attuale consigliere della Fondazione Sancta Mater per reati quali violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsificazione, introduzione e spendita di monete false e ricettazione.

Secondo quanto ricostruito nel procedimento Black Monkey, Colangelo avrebbe inoltre tentato di attivarsi per corrompere un giudizio della Corte di Cassazione nell’interesse dello stesso Femia.

 

 

Infiltrazioni mafiose?

Stando agli atti giudiziari più recenti non ci sono elementi per parlare di infiltrazioni mafiose all’interno del “Piccolo Resto” di Minutella o della Fondazione Sancta Mater.

Resta tuttavia un dato oggettivo.

Tra i soggetti che ricoprono ruoli all’interno della Fondazione, figura una persona condannata per associazione a delinquere, indicata negli atti giudiziari e nella stampa specialistica come vicina a un noto boss della criminalità organizzata e con un curriculum giudiziario complesso.

Una circostanza che non può che alimentare interrogativi e che spingerà seguaci ed ex adepti a pretendere ulteriori spiegazioni e chiarimenti.

Autore

La Redazione

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